Opel Tigra: L'Icona Compatta che Ha Ridefinito le Coupé

L'industria automobilistica, prima dell'avvento dei SUV e delle monovolume, era dominata dal fascino delle coupé. A cavallo tra gli anni '90 e i primi anni 2000, quasi ogni casa automobilistica vantava la propria coupé, e anche marchi che oggi si posizionano lontano dalla sportività ne offrivano diverse. Tra questi spiccava Opel, un'azienda che ha sempre creduto molto nelle coupé, dalla leggendaria Manta fino alla protagonista di questo articolo: la Opel Tigra.

All'inizio degli anni '90, il segmento delle piccole coupé compatte conobbe un'esplosione di popolarità. Questi modelli si ispiravano nel design alle coupé più grandi delle rispettive case automobilistiche, ma offrivano dimensioni, motorizzazioni e costi di gestione tipici delle utilitarie. Opel, in quel periodo, aveva già riscosso un notevole successo con la sua coupé di punta, la Calibra, e desiderava replicare tale trionfo con una coupé più piccola, basata sulla seconda serie della Corsa. Nacque così la Tigra, la prima coupé di Segmento B che ha aperto la strada a modelli successivi come la Ford Puma e vetture simili.

Opel Tigra prima generazione in colore blu

Due Generazioni, Un Nome: L'Evoluzione della Tigra

Nel corso degli anni, Opel ha utilizzato il nome Tigra per due modelli distinti, entrambi caratterizzati da una lunghezza di 392 cm e un legame di parentela con le rispettive generazioni di Corsa, ma con filosofie costruttive profondamente diverse.

La Prima Tigra (1994-2001): La Piccola Coupé Iconica

Tra il 1994 e il 2001, a portare il nome Tigra è stata una piccola coupé, prodotta in oltre 250.000 esemplari. Questa vettura si è affermata come una delle coupé compatte più apprezzate del suo periodo, ed è ormai considerata una classica per il futuro, già nel mirino di numerosi appassionati.

Il lancio della vettura inaugurò una nuova nicchia di mercato, quella delle piccole coupé basate su utilitarie di segmento B. La Tigra si distingueva per prestazioni brillanti e costi di esercizio relativamente abbordabili. Un punto debole, come su tutte le coupé, specialmente quelle di taglia piccola, era l'abitabilità posteriore. L'auto aveva infatti l'omologazione per i passeggeri posteriori con un'altezza fino a 1,60 metri.

Opel Tigra 1995 & "Franziska Van Almsick"

Uno dei maggiori punti di forza della Opel Tigra di prima generazione è senza dubbio il suo stile, sportivo ed evocativo per una vettura così economica. Basata sulla vendutissima Opel Corsa B di seconda generazione, la piccola Tigra riusciva a rendere molto più interessante, emozionante e sportiva una base meccanica decisamente normale. Morbida, sinuosa e indiscutibilmente anni ’90, la Opel Tigra sfoggiava dettagli aggressivi e una carrozzeria con una coda tronca molto particolare e ricercata.

Il frontale era smussato e pulito, con una fascia in plastica grezza che rendeva la vettura versatile e pratica anche per l'utilizzo cittadino. Lateralmente, la Opel Tigra presentava linee a cui oggi non siamo più abituati. Il piccolo abitacolo lasciava spazio molto presto all’enorme lunotto discendente, che in poco più di 3,9 metri riusciva a trasformare la Tigra in una vera coupé. In coda, la Opel Tigra offriva di nuovo una piccola banda paracolpi in plastica grezza, dei fari piuttosto sportivi e un portellone che integrava l'enorme lunotto e offriva un bagagliaio di tutto rispetto.

All'inizio del 1993, la stampa specializzata aveva iniziato a divulgare le prime foto di un prototipo con carrozzeria coupé basato su pianale e meccanica della Corsa B, caratterizzato da linee morbide, curvilinee e sinuose: sia il nome Tigra che la linea erano già quelli definitivi. La Opel Tigra entrò in produzione nell’autunno del 1994 con due grintosi motori bialbero 16 valvole a benzina di 1,4 e 1,6 litri di cilindrata. Il prologo della sua storia è datato al 55º salone di Francoforte, nel settembre di trent’anni fa, quando la casa di Rüsselsheim presentò un tris di prototipi: accanto alla Tigra, piccola coupé 2+2, furono esposte la Scamp, un’originale Corsa pick-up con ambizioni da fuoristrada, e la Roadster, in pratica una Tigra senza il tetto e a due posti secchi.

Interni della Opel Tigra prima generazione

La Tigra Twin Top (2003-2009): Coupé-Cabriolet Moderna

Tra il 2003 e il 2009 è stata la volta della Tigra Twin Top, dotata di un tetto rigido ripiegabile a scomparsa, pronta a trasformarsi in appena 18 secondi da coupé a spider. A parte l’omonimia, il legame con le Corsa delle rispettive epoche e la medesima lunghezza di 392 cm, le due auto non avevano molto in comune. Sulla seconda generazione, infatti, lo spazio alle spalle dei sedili anteriori era destinato agli elementi del padiglione o agli eventuali bagagli. Il taglio della carrozzeria favoriva comunque una buona visibilità, utile soprattutto quando ci si spostava in ambito urbano.

Con l’introduzione della Corsa di terza generazione, nel 2000, la Opel Tigra perse il pianale su cui poggiava e quindi si avviò mestamente verso il viale della pensione. Tuttavia, nella sua storia, la casa tedesca trovò il modo e lo spazio per inserire un altro bel capitolo. La Tigra si trasformò nel 2004 in una compatta spider/coupé a due posti, con il tettuccio d’acciaio pieghevole elettricamente. Ispirandosi al format giovanile e sbarazzino del modello di cui riprende il nome, mantenne un aspetto gradevole, ma non riuscì a lasciare il segno come l’antenata. Sono cambiati i tempi, le mode, il mercato, ma quell’inconfondibile fiancata a forma di “Z” e il lunotto posteriore panoramico continuano a raccontare forme e modi di vivere l’auto che molti appassionati rimpiangono ancora oggi.

Opel Tigra Twin Top con tetto aperto

Motorizzazioni della Opel Tigra: Un Cuore Vivace

Le due generazioni di Opel Tigra hanno offerto una gamma di motori a benzina e, per la seconda generazione, anche diesel, caratterizzati da una buona vivacità e affidabilità.

Motori della Prima Generazione (1994-2001)

La prima generazione della Opel Tigra è stata venduta esclusivamente con due motori a benzina, entrambi dotati di iniezione elettronica multipoint, doppio albero a camme e 16 valvole:

  • 1.4 litri da 90 CV: Questo motore erogava 90 CV e 125 Nm di coppia. La piccola 1.4 scattava da 0 a 100 km/h in 11,5 secondi. Era disponibile sia con il cambio manuale a 5 marce di serie che con un comodo ma non velocissimo cambio automatico a 4 marce.
  • 1.6 litri da 106 CV: Il motore più potente della gamma, con 106 CV e 148 Nm di coppia. Il 1.6 abbassava il tempo da 0 a 100 km/h a 10,5 secondi.

Tali motori erano gli stessi che equipaggiavano rispettivamente le Corsa 1.4 16V Si e 1.6 16V GSi. Tutti i modelli Tigra di prima generazione erano a trazione anteriore.

Dettaglio del motore 1.4 16V della Opel Tigra

Motori della Seconda Generazione (Tigra Twin Top, 2003-2009)

Nel caso invece della Opel Tigra Twin Top, l’assortimento motori era più ampio e tecnologicamente più avanzato:

  • 1.4 litri da 90 CV: Sebbene avesse la stessa potenza del predecessore, questo 1.400 era decisamente più moderno, anche se sempre caratterizzato da un temperamento piuttosto tranquillo, specie in ripresa. Alcune 1.4 inserzionate possono essere a volte equipaggiate con il cambio robotizzato Easytronic.
  • 1.8 litri da 125 CV: Per chi cercava maggior brillantezza, era disponibile una Tigra 1.8 da 125 CV, con 92 kW.
  • 1.3 CDTi da 70 CV: La scelta giusta per chi aveva percorrenze annue elevate era un turbodiesel 1.3 da 70 CV (51 kW). La sua sigla CDTi non deve trarre in inganno: non era infatti un motore Opel bensì un common rail Multijet di origine Fiat.

La stragrande maggioranza degli annunci relativi alla Tigra Twin Top riguarda esemplari con cambio manuale. Tutte le Tigra sono a trazione anteriore.

Opel Tigra 1995 & "Franziska Van Almsick"

Interni e Abitabilità: Tra Coupé e 2+2

Gli interni della Opel Tigra di prima generazione riprendevano l'abitacolo della Opel Corsa B: pratico, concreto e funzionale, ma poco sportivo. La plancia era realizzata con cura, con materiali robusti e con un disegno molto pulito, con diverse bocchette dell’aria per guidatore e passeggero e una forma meno noiosa di quanto ci si potesse aspettare. Dietro al volante, in plastica e con la stessa forma di quello di Corsa, si trovava un quadro strumenti identico a quello di Corsa, con quattro strumenti (tachimetro, contagiri, livello carburante e temperatura dell’acqua) eleganti e ben leggibili, ma sicuramente poco sportivi.

La Tigra era omologata come 2+2, ma i sedili posteriori erano piuttosto sacrificati e omologati solamente per occupanti con un'altezza inferiore a 1,60 metri. Per i più alti, era preferibile viaggiare in due, abbattendo i sedili per usufruire di un ampio vano di carico da 700 litri. Il grande lunotto, infatti, toglieva molto spazio alla testa.

Concentrando l’attenzione sulla Opel Tigra Twin Top, decisamente più diffusa tra gli annunci, i posti erano solo due, ma grazie a un vano da ben 440 litri in configurazione chiusa e da 250 quando il tetto era aperto (cui si aggiungeva un comodo stipetto alle spalle dei sedili), la Tigra si rivelava insospettabilmente pratica anche nell’uso quotidiano. Qualche limite in questo senso derivava soltanto dalla risposta secca delle sospensioni sullo sconnesso. L’assetto garantiva per contro un comportamento sempre divertente e omogeneo. Potendo scegliere, era comunque sempre meglio puntare su esemplari dotati di controllo elettronico della trazione.

Volante e quadro strumenti della Opel Tigra

Allestimenti e Dotazioni: Il Fascino degli Anni '90

Al lancio, nel 1994, la Opel Tigra era offerta con una dotazione di serie piuttosto completa e in linea con le vetture offerte in quel periodo. Di serie si trovavano autoradio, alzacristalli elettrici, lunotto termico, interni in tessuto e velluto con trama colorata tipicamente anni ’90, cerchi in lamiera da 14 pollici, orologio, indicatore della temperatura esterna e chiusura centralizzata.

Era poi possibile aggiungere optional come la radio CD, uno spoiler posteriore in tinta, retrovisori elettrici, interni parzialmente o completamente in pelle, sedili riscaldabili, tetto apribile elettrico e persino la possibilità, molto insolita, di acquistare l’auto con la guida a destra.

Per quanto riguarda il primo modello, dalla fine 1997 fino al 1999 ha avuto una serie di lievi restyling. Dal 1996 cambiò la parte inferiore in plastica grezza "grigliata" sotto i tergicristalli anteriori. Nel 1997, il pomello del cambio non fu più interamente in pelle squadrato con i numeri in rilievo, ma lasciò il posto a un pomello più elegante e rotondo con la parte centrale in plastica lucida. Nel 1998, venne inserita nel portellone portabagagli una luce di stop centrale a LED e fu aggiunta una particolarità: nella chiusura del portellone venne inserito un circuito per abbassare il finestrino destro di qualche centimetro per alcuni secondi durante la chiusura, al fine di non permettere la compressione dell'aria e quindi favorire la chiusura del portellone.

Impianto Frenante

L'impianto frenante prevedeva freni anteriori a disco autoventilanti, posteriori a tamburo e servofreno.

Dettaglio del faro posteriore della Opel Tigra

Prezzi e Il Mercato dell'Usato: Una Youngtimer da Rivalutare

Al lancio, nel 1994, la Opel Tigra era offerta ad un prezzo compreso tra i poco meno dell’equivalente di 12.000 euro per la 1.4 16v e i quasi 14.000 euro per la 1.6 16v. La prima generazione di Opel Tigra, prodotta tra il 1994 e il 2001, è rimasta nell’oblio per diversi anni, passando di mano a meno di 1.000 euro. Nonostante si trovino ancora esemplari molto vissuti a meno di 1.500 euro, per portarsi a casa una Opel Tigra in buono stato servono almeno 3.000 euro per una piccola 1.4, e fino a 5.000 euro per una 1.6 16v, già rara nei suoi anni d’oro e molto ricercata oggi.

Esempi di prezzi riscontrati sul mercato dell'usato mostrano una certa variabilità in base a condizioni, chilometraggio e anno di immatricolazione. Un'Opel Tigra 1.4i 16V cat del novembre 1999, con 130.000 km, benzina - Euro 2 e due proprietari, è stata offerta a € 1.900, descritta come un'iconica degli anni '90 e di sicura rivalutazione nel tempo, in condizioni discrete e con motore efficiente. Un'altra Opel Tigra 1.4i 16V cat 90CV del maggio 1997, con 139.394 km, benzina - Euro 1, era in vendita a € 3.300. Un esemplare di Opel Tigra 1.6i 16V cat Premium Blue, aprile 1998, 150.320 km, benzina - Euro 2, unico proprietario e 106CV, è stato proposto a € 3.700. Un'Opel Tigra 1.4i 16V cat tagliandata, gennaio 2000, con soli 54.300 km, benzina - Euro 2 e unico proprietario, idonea per neopatentati e iscrivibile ASI, è stata quotata a € 3.700. Si trova anche un'Opel Tigra 1.4i 16V cat UNICO PROPRIETARIO, maggio 1998, 132.000 km, benzina - Euro 1, in buono stato, a € 3.900. Un esemplare del luglio 1997, Opel Tigra 1.4i 16V cat, unico proprietario, 125.000 km, benzina 90cv, è stato offerto a € 4.990. Infine, un'Opel Tigra 1.4i 16V cat del settembre 1995, con 150.000 km, benzina - Euro 1, completamente restaurata e in condizioni eccellenti, è stata proposta a € 7.900.

Per la Tigra Twin Top, i prezzi variano anch'essi. Ad esempio, un'Opel Tigra TwinTop 1.4 Sport ESP - Solo 79.700 km - del febbraio 2008 è quotata attorno ai 7.900 €. Una TwinTop 1.3 CDTI Sport del dicembre 2007 con 150.000 km si aggira sui 3.300 €. Un esemplare con motore 1.4 da 90 CV del gennaio 2010 e 127.000 km ha un prezzo di circa 3.900 €.

Oggi, la prima generazione di Opel Tigra è una youngtimer sempre più interessante sia per i collezionisti che per chi desidera un'automobile da usare quotidianamente, che offra un connubio tra guidabilità, usabilità e comfort per due persone.

Dati riassuntivi prezzi Opel Tigra

La Tigra e la Pubblicità: Un Marketing Memorabile

La Tigra fu pubblicizzata con un popolare spot televisivo in cui veniva guidata dalla campionessa di nuoto Franziska van Almsick, allora sedicenne e da poco divenuta un personaggio di fama internazionale per il suo talento precoce. Nella pubblicità, la Tigra si "immergeva" nell'acqua per evitare un ingorgo stradale, riaffiorando dall'acqua al di là dell'ingorgo. La Tigra utilizzata per la pubblicità (e in generale come rappresentante) era del colore Opel "Ceramic Blue".

Un altro spot televisivo fu lanciato nel 1999 per pubblicizzare la colorazione "Star Silver". Un ragazzo e una ragazza, entrambi al volante di una Tigra Star Silver, si fermano l'uno di fronte all'altra davanti a un passaggio a livello chiuso; si guardano e iniziano a fantasticare su un futuro insieme, ma quando nei loro pensieri arrivano a vedersi sposati con i bambini che giocano nel cortile e di fronte all'autorimessa non c'è più la Tigra, bensì un'anonima automobile familiare, si ridestano e partono di getto in direzioni opposte. Questa campagna sottolineava il carattere giovanile e spensierato della vettura, associandola a uno stile di vita dinamico e anticonvenzionale.

Opel Tigra 1995 & "Franziska Van Almsick"

Controparti e Rilevanza Storica: La Nascita di un Segmento

In un mondo ormai popolato di SUV, stupisce scoprire come una volta le vetture più amate e ricercate fossero le coupé. In un periodo storico in cui l’automobile era al culmine di popolarità e passione, molti desideravano una vettura che offrisse, con dimensioni e costi di acquisto e gestione contenuti, uno stile ricercato, originalità e una guida agile e riuscita. Dopo il successo delle coupé più grandi, nel 1994 la Opel Tigra inaugurò il segmento delle Coupé di segmento B.

La Tigra è stata un successo, dando una bella rinfrescata all’immagine di un marchio all’epoca conosciuto per lo più grazie ai suoi modelli estremamente pragmatici e non così di moda tra gli automobilisti e le automobiliste in erba. La Tigra ha segnato la strada per le successive Ford Puma e simili, diventando una delle coupé compatte più apprezzate del suo periodo. La sostituta proposta dalla Casa, la Tigra TwinTop coupé-cabriolet, non scaldò i cuori come la prima, ormai mitica Tigra.

tags: #macchina #opel #tigra