La figura della Madonna della Mercede, invocata come protettrice degli oppressi e dei prigionieri, affonda le sue radici in un periodo storico segnato da profonde sofferenze e da un'ardente fede. Il suo titolo, profondamente legato alla fondazione dell'Ordine dei Mercedari, evoca concetti di prezzo, ricompensa gratuita, grazia e misericordia, riflettendo la tenerezza e la forza della Madre di Dio a favore di coloro che sono in catene. Questa devozione mariana, originatasi nel XIII secolo in Spagna, si è diffusa in tutto il mondo, portando speranza e liberazione a milioni di persone.

Le Origini di una Devozione: La Visione di San Pietro Nolasco
Le origini di questa devozione risalgono al XIII secolo, in un'epoca in cui i cosiddetti "mori" saccheggiavano i villaggi costieri del Mediterraneo, portando via prigionieri come schiavi. Le vittime erano generalmente cristiani che venivano trasferiti nel Nord Africa, dove subivano lavori forzati, prigionia e maltrattamenti. In quella condizione terribile, la maggior parte finiva per perdere la fede, credendo che Dio li avesse abbandonati.
In questo contesto di profonda disperazione, emerse la figura di Pietro Nolasco. Nato a Mais Saintes Puellas (Tolosa, Francia) verso il 1180 e stabilitosi quando era ancora adolescente con la famiglia in Spagna a Barcellona, Pietro Nolasco era un mercante arso dal desiderio di liberare i cristiani fatti prigionieri dai Mori che in quel tempo dominavano parte della Spagna e infestavano con scorrerie piratesche il Mediterraneo. Vedendo questa situazione durante i suoi viaggi, si commosse e iniziò a usare i suoi beni per riscattare i cristiani prigionieri. Nolasco "comprava schiavi" o li scambiava con merci, per poi restituire loro la libertà.
Quando esaurì le proprie risorse, organizzò gruppi di aiuto e raccolta fondi per finanziare spedizioni destinate alla "redenzione" dei prigionieri. Ma anche questo presto non bastò. Sul punto di abbandonare l'impresa, Pietro Nolasco, impotente a raggiungere il suo obiettivo, pregò intensamente Dio di fornirgli l'aiuto necessario. In risposta alle sue suppliche, il 1° agosto del 1218 avvenne un fatto straordinario: la Vergine Maria gli apparve in visione, rivelandosi come Madonna della Mercede e chiedendogli di fondare una congregazione dedicata esclusivamente alla redenzione dei prigionieri. La Beata Vergine Maria è considerata a tutti gli effetti l’ispiratrice della fondazione dell’Ordine.
Il santo le chiese: "O Vergine Maria, Madre di Grazia, Madre di Misericordia! Chi potrà credere che Tu mi mandi?" A cui Maria rispose: "Non dubitare, perché è volontà di Dio che si fondi un Ordine in mio onore; sarà un Ordine i cui fratelli e religiosi, a imitazione di mio Figlio Gesù Cristo, saranno posti per la rovina e la redenzione di molti in Israele, cioè tra i cristiani, e saranno segno di contraddizione per molti". La Madonna della Mercede, nel grembo della Vergine Maria, porta il volto visibile dell’Emmanuele, il Dio con noi, che si china sulla miseria umana grazie alle viscere virginali di Maria.
La tradizione racconta che San Pietro Nolasco non fu l'unico a cui apparve la Vergine. Il 10 agosto, giorno in cui sarebbe stata fondata l'Ordine, Nolasco si riunì con il suo confessore, San Raimondo di Peñafort, e con il re Giacomo I d’Aragona. Durante la conversazione, i tre constatarono che la Vergine era apparsa a ciascuno di loro separatamente, per comunicare lo stesso desiderio: che la nuova famiglia religiosa fosse consacrata alla redenzione degli schiavi. Il re si dichiarò protettore del nuovo ordine.
MERCEDARI - GRIDO DI LIBERTA' - ANNO DI SAN PIETRO NOLASCO 2015
La Nascita dell'Ordine della Mercede
Dopo averne parlato con il giovane re d’Aragona, Giacomo I e con il vescovo di Barcellona, Berenguer, il 10 agosto 1218, Pietro Nolasco costituì ufficialmente il nuovo ‘Ordine Religioso Redentore’, nella cattedrale di Santa Croce di Barcellona, prendendo la Regola di S. Agostino. Fu chiamato Ordine reale, militare e religioso della Madonna della Mercede per la redenzione degli schiavi. In quel memorabile giorno il re Giacomo I ‘il Conquistatore’ (1208-1276) regnante dal 1213, donò all’Ordine l’Ospedale di S. Eulalia di Barcellona, che sarebbe servito da rifugio per i poveri, gli schiavi liberati e coloro che erano in attesa di un altro riscatto.
L’Ordine Religioso Redentore, come si è detto, era sotto la protezione della Madonna che ne fu l’ispiratrice. Nel 1272 i redattori delle Costituzioni stabilirono che l’Ordine assumesse la denominazione di “S. Maria della Mercede per la Redenzione dei cristiani ridotti in schiavitù di Santa Eulalia di Barcellona”. Fondato nel 1218, si hanno testimonianze del suo nome da medaglie del secolo XIII. L'Ordine della Mercede, a differenza di quello della SS. Trinità, che l’aveva preceduto di 20 anni, fondato in pieno campo di battaglia contro i Mori, ebbe alla sua origine più cavalieri che sacerdoti. I suoi sacerdoti attendevano all’Ufficio corale nelle Commende dell’Ordine, mentre i cavalieri sorvegliavano le coste e adempivano la missione rischiosa del riscatto dei prigionieri cristiani.
L’Ordine fu approvato da papa Gregorio IX il 17 gennaio 1235. In seguito i componenti furono anche sacerdoti e non più solo laici come agli inizi, a cui si aggiunsero la Confraternita e il Terz’Ordine della Mercede. Nel 1265 con s. Maria di Cervellon si aggregò il ramo femminile delle Monache Mercedarie, a cui seguirono in tempi più moderni altre Congregazioni religiose femminili della stessa spiritualità della Mercede.
Il Carisma dei Mercedari: Liberare gli Schiavi
Il carisma principale dell'Ordine della Mercede era la redenzione degli schiavi cristiani. I mercedari, oltre ai voti di povertà, castità e obbedienza, facevano anche un quarto voto, con il quale si impegnavano a dedicare la vita alla liberazione degli schiavi e, se necessario, a rimanere al posto di un prigioniero in pericolo di perdere la fede o per il quale non ci fossero soldi sufficienti a riscattarlo. Questa caratteristica eroica dei Mercedari durante le redenzioni, era proprio quella di proporsi di essere fatti prigionieri al posto di uno schiavo.
Mandò coppie di frati a trattare con le autorità mussulmane, e a quanto sembra anche lui riscattò molti prigionieri, sia nelle regioni costiere a sud della Spagna sia in Algeria, dove per un certo periodo fu tenuto prigioniero. Innumerevoli furono i religiosi che incontrarono la morte anche atroce, nell’espletare queste missioni redentrici. Si calcola che con questo sistema siano stati liberati circa 52.000 schiavi cristiani nei primi 130 anni della costituzione dell’Ordine Religioso. Molti mercedari diedero la vita per questa causa, sempre confidando nella "mercede" della Madre. Il popolo li chiamava comunemente mercedariani, dallo spagnolo merced, che significa riscatto o ricompensa.
Espansione e Diffusione del Culto
Il culto della Madonna della Mercede si originò a Barcellona e si diffuse subito nella Catalogna, in tutta la Spagna, quindi in Francia ed in Italia. Con la scoperta dell'America il culto vi si diffuse largamente. I Mercedari furono presenti come cappellani con Cristoforo Colombo, quando fu scoperto il Continente Americano; il primo convento fu fondato nel 1514 a Santo Domingo. Durante la colonizzazione e l’opera missionaria in America, a partire dal secondo viaggio di Cristoforo Colombo nel 1493, i Mercedari portarono con sé la devozione alla Vergine della Mercede.
I Mercedari arrivarono in Sicilia nel 1463. Trovarono emblematica ospitalità nella vecchia Chiesa Normanna di S. Anna, in quella parte della Città, oltre il Papireto, che gli arabi assegnarono agli “schiavoni”, le loro terribili truppe dalmate, note per le loro scorrerie contro i cristiani. Qui i Padri Mercedari nel 1482, abbandonata la chiesa di S. Anna per i contrasti insorti con la Confraternita di S. Anna delle ricamatrici, frinzara e passamanara, costruirono sulla parte sopraelevata della piazza Capo una nuova chiesa dedicandola alla Madonna della Mercede, di cui avevano già cominciato a diffondere il culto. La prima chiesa fondata dai Mercedari fu edificata nel 1249 e dedicata a Santa Maria.
Nel 1590 i fedeli fondarono La compagnia di S. Maria la Mercè i cui capitoli furono registrati in atto pubblico il 1° giugno del 1683. Nel 1622 I mercedari si divisero anche in Sicilia in calzati e scalzi. Questi, votati a modi di vita più penitenti, dopo aver peregrinato di chiesa in chiesa riuscirono, nel 1635, a costruirsene una con annesso convento nella zona dei Cartari. Qui il 16 giugno del 1694 si costituì la Confraternita di Maria SS della Mercede detta del mercoledì, che nel 1790 commissionano a Girolamo Bagnasco una statua della Madonna. Per spirito di rivalità La Compagnia della Mercede al Capo commissionò nel 1813 al Bagnasco una statua della Madonna, raccomandandosi che fosse molto più bella di quella già eseguita.
Nel 1866, soppressi gli Ordini religiosi, furono distrutti conventi e la chiesa di S. Anna. La chiesa della Mercede fu salvata dalla ferma opposizione dei Confrati e dei Capioti, che nel 1882, acquisita finalmente la chiesa, vi riportarono la statua della Madonna custodita a S. Marco. La Confraternita alla fine del XIX secolo acquistò la statua lignea di S. Dott.
Iconografia e Simbolismo della Madonna della Mercede
La Madonna della Mercede è quasi sempre rappresentata con Gesù Bambino in braccio. Indossa la tunica in cui campeggia lo stemma di colore rosso che richiama quello aragonese, scapolare e mantello, essi sono bianchi come l’abito dei Mercedari. La Madonna della Mercede è generalmente rappresentata stante, talvolta con il bambino Gesù in braccio, con tunica, scapolare e mantello bianchi (l'abito dei mercedari). L’abito mercedariano, da allora rimasto immutato, è tuttora equipaggiato per le armi; inoltre il superiore dell’ordine ha il titolo militare di comendador.
Una delle descrizioni più dettagliate della statua di Girolamo Bagnasco raffigura la Vergine in posizione eretta su una nube nell’atteggiamento di Colei che incede con passo elegante e solenne con la gamba destra lievemente flessa. Il corpo è avvolto nell’abito mercedario che forma pieghe avvolgenti che ricordano le statue d’età classica. Una leggera brezza sembra soffiare dal lato destro creando un insieme di incomparabile movimento nelle candide vesti e nel velo che, dopo il restauro (del prof. Gaetano Correnti che riportò la statua nelle cromie originali), è risultato di colore verde chiaro.
Il piede sinistro poggia sulla luna: testimonianza della fortezza di Maria sulla mutevolezza dell’animo umano da sempre paragonato al satellite lunare. Nella nube ci sono tre serafini che sembrano inneggiare a Maria. Il volto sereno, bellissimo, con gli occhi che guardano l’orizzonte quasi a voler dire: “Io sono l’unione tra il cielo e la terra”; le labbra dischiuse che lasciano intravedere i denti; le gote rosee; il naso dal profilo classico. Sulla spalla destra una ciocca di capelli che sembra essere sfuggita alle forcine. Nella mano destra porge superbamente l’abitino mercedario e un mazzolino di fiori. Nel braccio sinistro porta e mostra il Suo Divin Figlio Bambino, realisticamente somigliante alla Madre e bello come Lei, avvolto solo da un perizoma.

La Festa Liturgica e il Significato di "Mercede"
La Chiesa ha voluto valorizzare questo titolo prettamente mariano, stabilendo un ricordo particolare nella liturgia il 24 settembre. Ogni 24 settembre si celebra la Vergine Maria sotto il titolo della Vergine della Mercede o Madonna delle Mercede. Il nome di questa devozione mariana richiama l’infinita misericordia di Dio, che ci ha lasciato in Maria una vera Madre, un sicuro canale di grazia e un’interceditrice piena. Non è un caso che “mercede” significhi allo stesso tempo “misericordia”, “dono”, “grazia” e anche “perdono”. Mercede deriva dallo spagnolo Merced (plurale Mercedes). Il nome spagnolo deriva dal latino “merces” che significa prezzo, ricompensa inteso come ricompensa gratuita, grazia.
Nel periodo medievale, il termine mercede indicava una forma concreta di compassione, rivolta soprattutto verso coloro che vivevano ai margini della società: in particolare, i cristiani tenuti prigionieri. Questa invocazione mariana esprime la tenerezza della Madre di Dio nei confronti di chi è oppresso, imprigionato o in pericolo di perdere la fede. Si tratta di un'immagine di Maria come figura redentrice, che continua l’opera salvifica di Cristo in favore dei poveri e dei prigionieri. In Lei si riflette in modo potente la misericordia divina, incarnata come un Vangelo vivente che annuncia liberazione e speranza. La Vergine Regina e Madre della misericordia è invocata come clemente, madre di misericordia, dispensatrice di grazia.
La commemorazione dell'apparizione della Vergine della Mercede a san Pietro Nolasco si celebra il 10 agosto.

Eventi e Tradizioni Legati al Culto
Tra gli eventi più sentiti in occasione delle celebrazioni della Madonna della Mercede, vi sono “a vulata i l’ancili”, con due bambini vestiti da angioletti che sospesi a delle corde si incontrano sulla testa della Madonna recitando poesie e lanciando petali di fiori, e “a scinnuta ra Maronna”, ideata dal Confrate Leonardo Cicala nel 1925. La statua vien fatta scendere lungo la stretta scalinata che collega la parte sopraelevata della piazza con il sottostante piano stradale.
Maria, Figura di Liberazione e Speranza
Il mese di Settembre termina con la lettura, nell’Ufficio del tempo, dei libri di Giuditta e di Ester. Ester e Giuditta, liberatrici gloriose, sono figura di Maria, la nascita della quale illumina tutto il mese di un fulgore così puro, che il mondo ha già sperimentato utile. Adonai, Signore, tu sei grande; ti ammiro, O Dio, che rimetti la salvezza nelle mani della donna (Antif. del Magnificat ai primi Vespri della IV domenica di settembre). La Chiesa inizia così la storia dell’eroina che salvò Betulia con la spada, mentre, per strappare il suo popolo dalla morte, la nipote di Mardocheo adoperò soltanto fascino e preghiere.
La schiavitù. L’impero della Mezzaluna non cresceva più. In declino in Spagna, fermato in Oriente dal regno latino di Gerusalemme, nel secolo XII, lo si vide cercare nella pirateria gli schiavi che le conquiste non fornivano più. Ormai poco molestata dalla Crociata, l’Africa saracena corse i mari, per rifornire il mercato mussulmano. L’anima freme al pensiero di innumerevoli sventurati di ogni condizione, di ogni sesso, di ogni età, strappati alle regioni costiere dei paesi cristiani, o catturati sui flutti, e distribuiti negli Harem o nelle galere.
Ma, nel segreto delle prigioni senza storia, Dio non fu meno onorato che nelle lotte degli antichi martiri, perché eroismi ammirabili riempirono il mondo della loro fama e, dopo dodici secoli, sotto gli occhi degli angeli, Maria aprì nel dominio della carità orizzonti nuovi nei quali i cristiani rimasti liberi, votandosi al soccorso dei fratelli avrebbero dato prova di eroismi ancora sconosciuti. Non vi è qui una ragione della presenza del male passeggero di questa terra?
Dom Prosper Guéranger, ne L’anno liturgico, II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, sottolinea come la storia dell’umanità sia piena degli interventi misericordiosi di Maria. Si contano a milioni quelli cui tu hai spezzato le catene, i prigionieri da te strappati all’inferno dei Saraceni, vestibolo dell’inferno di Satana. In questo mondo, che gioisce al ricordo recentemente rinnovato della tua nascita, il tuo sorriso bastò sempre a dissipare le nubi e ad asciugare il pianto.
Quanti dolori tuttavia sono ancora su questa terra sulla quale nei giorni della tua vita terrena anche tu hai voluto gustare a lungo il calice della sofferenza! Dolori che santificano, dolori per qualcuno fecondi ma, purtroppo anche dolori sterili, dannosi, di sventurati che l’ingiustizia sociale inasprisce, per i quali la schiavitù dell’officina, lo sfruttamento multiforme del più forte sul debole appaiono peggiore della schiavitù in Algeria o a Tunisi. Tu sola, o Maria, puoi spezzare questi legami inestricabili coi quali l’ironia del principe del mondo incatena una società che ha portato allo sbandamento in nome della libertà, dell’eguaglianza. Degnati intervenire; mostra che tu sei Regina.
La Madonna della Mercede incarna la forza e la dolcezza della misericordia divina, una "Mediatrice" che intercede presso il suo popolo, come Ester. La sua figura è un costante richiamo alla promessa che la misericordia di Dio "si stende su quelli che lo temono". Nelle mani di Cristo, Maria è madre di misericordia, dispensatrice di grazia, una clemente che soccorre gli oppressi, rende la luce ai ciechi e scaccia ogni male.
MERCEDARI - GRIDO DI LIBERTA' - ANNO DI SAN PIETRO NOLASCO 2015
tags: #madonna #della #mercede #protettrice