Il Festival di Venezia 2024 presenta un'opera cinematografica che promette di esplorare un capitolo tanto controverso quanto affascinante della storia italiana: "Diva Futura" di Giulia Steigerwalt. Questo film, che segue i successi della regista con "Settembre", si addentra in una narrazione complessa, focalizzata su un fenomeno di costume che ha segnato un'epoca, in particolare tra gli anni '80 e '90 a Roma. Al centro della vicenda vi è l'intuizione di Riccardo Schicchi, interpretato da Pietro Castellitto, e la sua agenzia di casting e produzione, "Diva Futura", che divenne un vero e proprio trampolino di lancio per alcune delle figure più iconiche della pornografia italiana e internazionale.

La Nascita di un Impero: Diva Futura e la Rivoluzione del Porno Cartaceo
Fondata nel 1983 da Riccardo Schicchi e Ilona Staller, "Diva Futura" non fu semplicemente un'agenzia, ma la prima società in Italia a specializzarsi nel campo della pornografia. In un'epoca in cui il mercato era dominato dalla carta stampata, Schicchi, fotografo professionista, intuì il potenziale di un nuovo settore emergente. L'obiettivo iniziale dell'agenzia non era tanto la produzione di film, quanto il reclutamento di "nuove dive" per un mercato in rapida espansione. Tra i primi talenti scoperti e lanciati da "Diva Futura" figurano nomi che sarebbero diventati leggendari, come Ramba e Moana Pozzi.
Il successo fu quasi immediato e travolgente. "Diva Futura" divenne l'ammiraglia del cosiddetto "periodo d'oro" del porno italiano, seguendo con agilità l'evoluzione del mercato. Dall'editoria cartacea, l'agenzia si espanse verso la produzione di film pornografici, l'home video e persino linee erotiche a pagamento, con produzioni che arrivavano fino a Pescara. Un esempio significativo di questa espansione fu la produzione, nel 1985, del primo film hardcore della carriera di Ilona Staller, intitolato "Telefono rosso". L'anno successivo, nel 1986, "Diva Futura" realizzò il suo primo spettacolo dal vivo, "Curve deliziose", consolidando ulteriormente la sua influenza nel settore.
La sede dell'agenzia, situata sulla Via Cassia, divenne un luogo emblematico, quasi un rifugio per l'amore libero, dove i confini della sessualità sembravano dissolversi. Questo ambiente fertile e permissivo contribuì a creare un'aura di libertà e trasgressione attorno al marchio "Diva Futura".
Le Dive di Diva Futura: Un Catalogo di Icone
"Diva Futura" si distinse per aver lanciato una costellazione di stelle che hanno segnato la storia dell'intrattenimento per adulti. Tra i nomi più noti che sono transitati sotto l'ala dell'agenzia figurano:
- Baby Pozzi
- Barbarella
- Mercedes Ambrus
- Milly D’Abbraccio
- Eva Henger
- Moana Pozzi
- Roberta Gemma
- Rossana Doll
- Vittoria Risi
- Jessica Rizzo
Un caso quasi unico nel panorama di "Diva Futura" fu quello di Rocco Siffredi, l'unico attore porno di sesso maschile ad essere stato sotto contratto con l'agenzia. La quasi totalità delle figure lanciate da Schicchi erano donne, spesso con nomi esotici e suggestivi, che contribuivano a creare un immaginario potente e seducente. Riccardo Schicchi stesso descriveva Mercedes Ambrus come una "sexy-star" il cui fascino risiedeva in un "sottile filo dell'erotismo", un personaggio quasi "inarrivabile" che stimolava la fantasia, distinguendosi dalla "normalità" che, secondo lui, generava indifferenza nel settore. La bellezza di Ambrus era tale da aver conquistato servizi su prestigiose riviste internazionali non erotiche, come "People".

Oltre il Porno: Impegno Politico e Incidenti Drammatici
L'influenza di "Diva Futura" non si limitò al solo ambito dello spettacolo per adulti. Negli anni '90, l'agenzia e i suoi protagonisti si fecero notare anche per un coinvolgimento diretto in politica. La fondazione del Partito dell'Amore, ad opera di Riccardo Schicchi e Moana Pozzi, rappresentò un tentativo audace di portare le tematiche e le figure legate al mondo del porno nell'arena politica, riflettendo un'epoca di grande fermento sociale e culturale. Il culmine di questa incursione politica fu l'elezione di Ilona Staller come prima "porno-onorevole" nel 1987, con un considerevole numero di voti, che sottolineò come il fenomeno avesse varcato i confini del puro intrattenimento per adulti.
La storia di "Diva Futura" fu anche segnata da eventi drammatici. Nel 1998, la sede dell'agenzia subì un grave incendio doloso. I locali furono danneggiati e l'archivio, contenente materiale prezioso, venne distrutto. Le indagini rivelarono che l'incendio era stato appiccato da uno spasimante rifiutato da Eva Henger, soprannominato "il russo". Quest'uomo aveva già manifestato comportamenti persecutori, arrivando persino ad aggredire Riccardo Schicchi e a perseguitare Eva Henger, di cui si dichiarava innamorato. Questo episodio tragico mise in luce le ombre e i pericoli che potevano celarsi dietro il mondo patinato del successo.
L'Eredità di Diva Futura: Diritti, Archivi e Riconoscimento Culturale
Nonostante le vicissitudini, l'eredità di "Diva Futura" perdura ancora oggi. Nel 2012, alla morte di Riccardo Schicchi, il marchio "Diva Futura" e tutti i diritti ad esso collegati passarono alla moglie, Eva Henger, e ai figli, Mercédesz e Riccardo Beltaim Jr. Eva Henger ha successivamente rilevato il marchio nel 2012, gestendo l'archivio di Campagnano di Roma. L'agenzia fu ufficialmente chiusa nel 2021, ma Eva Henger mantiene tuttora i diritti sul marchio, in particolare per quanto riguarda l'immagine e la gestione dell'archivio.
L'influenza di "Diva Futura" si estende anche al campo della musica. Sebbene non direttamente prodotte dall'agenzia, diverse produzioni musicali delle star più celebri di "Diva Futura" sono oggi oggetti di grande interesse per i collezionisti. Le musiche utilizzate per gli spettacoli dal vivo e per i film erano spesso curate da Jay Horus e, in alcuni casi, incise su vinile a 45 giri, mix 12 pollici o picture disk, sebbene con una distribuzione limitata.
DIVA FUTURA – Riccardo Schicchi e le Dive che hanno scandalizzato l’Italia
Il film "Diva Futura" di Giulia Steigerwalt, presentato a Venezia, si propone di raccontare questa storia in modo dettagliato, definendola non solo una trama ma una vera e propria saga. Il film esplora il paradosso di un'epoca in cui il porno riuscì a penetrare nella società italiana, entrando nei salotti e persino nelle aule parlamentari. La narrazione si concentra sulla figura di Riccardo Schicchi, un uomo che, con una visione lungimirante, creò un impero dal nulla, trasformando un settore di nicchia in un fenomeno di massa. La regia femminile di Steigerwalt, che ha anche co-scritto la sceneggiatura, aggiunge una prospettiva unica a questa storia, basata in parte sul libro di Debora Attanasio, "Non dite alla mamma che faccio la segretaria - Memorie di una ragazza normale alla corte del re dell’hard", che ora porta il titolo del film.
La storia di "Diva Futura" è un affresco complesso di ambizione, successo, trasgressione e persino politica, che offre uno spaccato inedito e affascinante di un periodo fondamentale per la cultura e la società italiana. Il film di Steigerwalt promette di svelare le dinamiche dietro questo fenomeno, analizzando come un'agenzia di casting abbia potuto influenzare così profondamente il panorama mediatico e culturale del paese, lasciando un'impronta indelebile che continua a far discutere e a incuriosire. La figura di Riccardo Schicchi, interpretato magistralmente da Pietro Castellitto, emerge come quella di un imprenditore visionario, capace di fiutare le tendenze e di cavalcare l'onda di un mercato in piena espansione, lasciando un segno che va ben oltre i confini del genere.