Il mondo delle automobili Mercedes-Benz è un vasto panorama che abbraccia decenni di ingegneria tedesca, passando dalla solidità costruttiva delle berline classiche all'innovazione tecnologica dei modelli più recenti. Quando si parla di "Mercedes bianca vecchia", l'immaginario collettivo può spaziare tra differenti epoche e carrozzerie: dalle gloriose berline anni '80 e '90 alle prime generazioni della Classe A, vetture che hanno segnato un punto di svolta nella storia del marchio di Stoccarda.
L'evoluzione del concetto di auto compatta: Classe A W168
Nella prima metà del 1992, la Casa di Stoccarda annunciò di aver dato inizio ad un progetto decisamente inusuale, e cioè quello volto alla realizzazione futura di una vettura di fascia bassa, una "piccola" dalle dimensioni analoghe a quelle di un'utilitaria, ma dai contenuti assai ricchi come si conveniva ad una vettura che recasse la famosa "stella a tre punte" sul cofano. La stampa si buttò a pesce su questa notizia, cercando di avere anticipazioni sulle linee della futura Mercedes-Benz da città.

La prima generazione della Classe A, sigla W168, venne svelata nella primavera del 1996. Nel complesso, la W168 ricalcava quelle che erano le impostazioni note fin da quegli anni: un corpo vettura compatto, con carrozzeria monovolume sviluppata in altezza e linee fondamentalmente morbide. Il muso era piuttosto gradevole e donava slancio alla vettura grazie al suo andamento molto spiovente. La calandra tipica della Casa fu riproposta in chiave più moderna.
L'ingegneria del pianale a sandwich
Un'autentica particolarità della W168 consisteva nel cosiddetto "pianale a sandwich", costituito da due ripiani paralleli, uno dei quali costituiva il pavimento dell'abitacolo. In caso di urto frontale, il gruppo motore-cambio scivolava nell'intercapedine tra i due ripiani evitando così pericolose intrusioni nell'abitacolo e salvaguardando l'incolumità dei passeggeri. Questa particolare struttura aveva anche la funzione di alloggiare elementi come la batteria ed era stato altresì realizzato in previsione di futuri modelli a propulsione alternativa (ibrida, elettrica e pila a combustibile) che ne ospitasse gli accumulatori.
Mercedes Classe A Plug-In: ibrida, elettrica e super potente
Tuttavia, il 21 ottobre 1997, durante l'esecuzione del "test dell'alce" effettuato dalla rivista svedese Teknikens Vaerld, la W168 si ribaltò. Quanto avvenuto era da imputare principalmente allo sfavorevole rapporto tra larghezza ed altezza del corpo vettura, parametro accentuato dall'utilizzo del pianale a sandwich che ne innalzava decisamente il baricentro. Dopo che la Casa madre effettuò richiami su tutti i 2.600 esemplari già venduti e circolanti, la situazione parve progressivamente migliorare, tanto che le vendite della W168 tornarono a livelli molto più promettenti, grazie anche all'introduzione del controllo elettronico di stabilità.
La leggendaria serie W123: l'affidabilità fatta auto
Se la Classe A rappresenta la modernità compatta, la serie W123 incarna l'essenza della Mercedes-Benz classica. Prodotta tra il 1976 e il 1985, questa vettura è diventata celebre per la sua longevità meccanica. Tutti i lamierati e il telaio vennero sottoposti a trattamenti antiruggine, allo scopo di allungare la vita a ogni esemplare; tali procedimenti diedero effettivamente i loro frutti, se si pensa che all'inizio degli anni 2000, oltre 15 anni dopo l'uscita di produzione dell'ultima W123, risultavano circolanti ancora quasi i tre quarti dell'intera produzione.

Il design della W123 era caratterizzato da linee tese, tipiche degli anni settanta. Il frontale presentava gruppi ottici a sviluppo orizzontale, con i famosi fari circolari sdoppiati (sulle versioni base) racchiusi sotto una carenatura di vetro. All'interno, gran parte dell'abitacolo era rivestito in finta pelle ad invecchiamento differenziato: le zone soggette maggiormente all'esposizione ai raggi solari erano rivestite di una finta pelle trattata in modo da resistere maggiormente all'invecchiamento.
Varianti e motorizzazioni storiche
La gamma W123 era estremamente articolata:
- Berlina: La versione classica a tre volumi.
- Coupé: Introdotta nel 1977, con passo accorciato di 8,5 cm e assenza del montante centrale.
- Limousine (Lang): Versione a passo lungo con interasse allungato di 63 cm, utilizzata spesso come taxi o auto di rappresentanza.
- Turbodiesel: Nel 1981, la 300D Turbodiesel divenne la prima Mercedes-Benz turbodiesel europea, segnando l'inizio di una lunga tradizione di motori a gasolio performanti.
Il mercato dell'usato contemporaneo
Oggi, il mercato offre una vasta scelta di Mercedes usate, che vanno dai modelli più recenti come la Classe A 180d Premium del 2019, dotata di motorizzazioni diesel Euro 6d-TEMP, fino ai rari esemplari della 190 degli anni '80 e '90. La scelta tra un modello moderno e uno storico dipende dalle esigenze dell'utente: mentre le vetture moderne, come la GLC 300de ibrida plug-in o le varie Classe A e CLA, offrono comfort tecnologico, sistemi di sicurezza avanzati e consumi ottimizzati, le Mercedes "bianche vecchie" degli anni passati rappresentano un investimento nel collezionismo e nella storia dell'automobilismo.

Chi cerca un'auto usata oggi può imbattersi in vetture con chilometraggi variabili, dai modelli che hanno superato i 200.000 km, come le classiche berline diesel dell'era 2015-2016, fino a esemplari storici con percorrenze molto contenute. È fondamentale, in ogni acquisto di un veicolo usato, valutare la manutenzione effettuata e la conformità alle normative ambientali vigenti, specialmente per quanto riguarda le motorizzazioni diesel meno recenti che potrebbero incontrare limitazioni alla circolazione nei centri urbani.