La Toyota Yaris, un nome che evoca affidabilità e praticità nel panorama automobilistico, ha attraversato diverse evoluzioni nel corso della sua storia. La terza generazione, in particolare, si è affermata come un punto di riferimento nel segmento delle utilitarie, combinando le qualità tradizionali del marchio con un'attenzione crescente verso l'efficienza e l'innovazione.
Introduzione alla Terza Generazione
La terza generazione della Toyota Yaris è una piccola giapponese, disponibile a tre o a cinque porte, rivolta a chi vuole un mezzo di sostanza. Prodotta dal 2011 al 2020, questa compatta hatchback è stata progettata per l'uso urbano, offrendo un equilibrio tra design moderno e soluzioni pratiche. Nonostante le dimensioni contenute, essa si è distinta per la sua spaziosità: il divano posteriore, comodo per due adulti, poteva accoglierne un terzo senza troppi sacrifici, rendendola una scelta ideale sia per giovani guidatori che per famiglie in cerca di un trasporto economico e affidabile in contesti urbani. Fin dal suo debutto, la Yaris terza serie ha conquistato il pubblico per essere comoda e silenziosa, sebbene solo alle alte velocità si registrasse qualche fruscio. Inoltre, ha dimostrato di consumare poco con tutti i motori disponibili, in modo particolare con il propulsore ibrido e con quello diesel, consolidando la sua reputazione di veicolo efficiente.
Inizialmente, la vettura fu lanciata con due motori a benzina: un 1.0 a tre cilindri da 69 CV e un 1.3 da 99 CV, affiancati da un 1.4 turbodiesel da 90 CV. Un anno dopo il lancio, nel 2012, esordì una delle varianti più significative di questa generazione: un 1.5 ibrido a benzina da 101 CV, che segnò un passo importante verso l'elettrificazione della gamma e rafforzò l'immagine di Toyota come pioniere della tecnologia ibrida. La Yaris III si è imposta con le sue linee dinamiche e interni spaziosi, distinguendosi nel segmento delle hatchback compatte.
Evoluzione del Design Esterno e degli Interni
Con la terza generazione, la Toyota Yaris è cresciuta avvicinandosi ai 4 metri, attestandosi a 3,89 metri per la precisione, pur rimanendo fedele alle sue proporzioni compatte. A livello estetico, la vettura è diventata più spigolosa e scalfita, riprendendo il family feeling delle ultime Toyota, caratterizzato da una grande griglia inferiore e una calandra curvata in basso, affiancata da fari lunghi e squadrati. Un dettaglio distintivo per migliorare l'aerodinamicità, diversamente dalle due serie passate, fu l'adozione di un solo tergicristallo anteriore.

Il primo restyling significativo arrivò nel 2014, curato dal centro stile Toyota di Nizza e dal chief designer Elvio D'Aprile. Per questa revisione, la casa giapponese investì ben 85 milioni di euro, introducendo un migliaio di componenti inedite. Questo aggiornamento portò un frontale ridisegnato e un aumento della larghezza e del comfort. La Yaris guadagnò sei centimetri in più rispetto alla versione precedente, raggiungendo i 3,94 metri di lunghezza, mentre il passo rimase invariato. Per rendere le linee più sportive e gradevoli alla clientela del Vecchio Continente, fu disegnata una sorta di “X” sul frontale, elemento che divenne tipico del linguaggio stilistico del costruttore nipponico, inaugurato con l'Aygo di seconda generazione. Al posteriore, esordì un nuovo paraurti con finto diffusore integrato, e il frontale fu arricchito da nuovi gruppi ottici a LED diurni, seppur non presenti su tutti gli allestimenti. In questo contesto, anche la scocca della Yaris venne rinforzata e fu ridotto il rumore all'interno dell'abitacolo. Vennero adottati nuovi rivestimenti dei passaruota e ancoraggi dei paraurti, realizzati specificamente per aumentare la rigidità torsionale e ridurre la propagazione del rumore nell'abitacolo, contribuendo a un'esperienza di guida più serena.
Il secondo lifting estetico giunse nel 2017, con un frontale nuovamente rivisto e fanali a sviluppo orizzontale, necessari per rifare un po’ il maquillage al look, oltre a interventi meno evidenti (la Casa dichiarò circa 900 piccole modifiche). Il nuovo disegno delle luci posteriori a LED ebbe la funzione di dare più importanza alla coda, e anche il frontale fu rivisitato in tal senso, conferendo un aspetto ancora più moderno e dinamico alla vettura.
Passando agli interni, la plancia fu rivoluzionata rispetto alle generazioni precedenti: gli strumenti non furono più collocati al centro del cruscotto, ma nella classica posizione dietro al volante, un cambiamento che contribuì a una disposizione dei comandi più tradizionale e intuitiva. In cima alla console trovò posto un grande display centrale, mentre la leva del cambio fu posizionata in basso, davanti al tradizionale freno a mano. Tuttavia, un piccolo dettaglio che richiedeva un po' di familiarità era la posizione delle prese USB/Aux, introvabili se non si sapeva dove cercarle, in quanto nascoste nella parte alta del cassetto portaoggetti, in fondo a destra; per infilarne una, il guidatore doveva praticamente sdraiarsi sui sedili. Quanto al volante, una volta sbloccato, offriva un’escursione tutto sommato modesta, ma il sedile consentiva molteplici regolazioni, con un'escursione di ben 24 centimetri tra la posizione più bassa e quella più alta. Nel complesso, con un passo di 2,51 metri (contro i 2,45 di prima), ci fu più spazio per le gambe di chi sedeva dietro, sebbene la linea spiovente del tetto portasse via qualche centimetro sopra la testa, e la situazione peggiorasse leggermente optando per il tetto panoramico (a richiesta). A bordo, in concomitanza con il restyling del 2017, furono ridisegnate le bocchette laterali sulla plancia e un nuovo inserto nero-lucido impreziosì le razze del volante.
I cerchi in lega da 16 pollici erano di serie a partire dall'allestimento Style, mentre per le altre versioni restavano quelli da 15 o, addirittura, da 14 pollici (in acciaio) sulle entry level. La scelta accurata dei materiali, sia nei rivestimenti che nelle rifiniture di portiere e comandi di bordo, contribuiva a un'atmosfera generale di qualità e funzionalità.
Le Motorizzazioni: Efficienza e Performance
La Toyota Yaris terza serie ha offerto una gamma diversificata di motorizzazioni, sempre all'insegna dell'efficienza. Fin dal lancio, la vettura fu proposta con motori a benzina come il 1.0 VVT-i a tre cilindri da 69 CV e il 1.3 VVT-i da 99 CV. A questi si affiancava un propulsore diesel, il 1.4 D-4D da 90 CV, che vantava un consumo combinato di 3,9 l/100 km, dimostrando un'ottima economia di esercizio. La potenza dei motori, tra le opzioni a benzina e gasolio, variava da 69 a 100 CV inizialmente.
La vera novità e il fiore all'occhiello di questa generazione fu l'introduzione del sistema ibrido. Nel 2012, esordì un 1.5 ibrido a benzina da 101 CV. In un veicolo ibrido, un motore termico e uno o più motori elettrici lavorano insieme in un unico sistema di propulsione avanzata, e la Yaris Hybrid incarnò perfettamente questa filosofia. Il sistema ibrido era costituito da un motore 1.5 a benzina a ciclo Atkinson abbinato a un pacco batterie alloggiato sotto al sedile posteriore. Questo motore elettrico, oltre a garantire uno spunto pronto in fase di partenza, consentiva brevi spostamenti in modalità completamente elettrica, gestiti da un cambio a variazione continua (E-Cvt). Le prime sensazioni al volante delle varianti ibride erano sempre quelle di un'impressionante silenziosità nei primi metri percorsi. Sfruttando sapientemente il recupero di energia in rilascio, si poteva percorrere parecchia strada nella sola modalità elettrica, sebbene fosse bene ricordare che l’autonomia a emissioni zero non superava i 2 chilometri alla velocità massima di 50 km/h.
Ibrido Toyota: talmente GENIALE che Pochi Capiscono DAVVERO come funziona!!
Con il restyling del luglio 2014, anche i motori subirono aggiornamenti, in particolare il motore 1.0 e quello ibrido. Nel 1.0 VVT-i le emissioni scesero a 99 g/km di CO2 e i consumi dichiarati furono di 4,3 L/100 km. Sia il motore 1.0 che quello ibrido 1.5 HSD furono omologati come Euro 6, mentre il 1.3 Dual VVT-i da 99 CV e il 1.4 D-4D da 90 CV rimasero Euro 5. La tecnologia delle fasi di distribuzione variabili (VVT-i) e l'opzione ibrida permisero alla Yaris III di offrire prestazioni soddisfacenti mantenendo al contempo un basso consumo di carburante, confermando la sua vocazione di veicolo economico ed efficiente.
Nel 2017, in concomitanza con il secondo lifting, debuttò un nuovo 1.5 a benzina da 111 CV che rimpiazzò il precedente 1.3. L’anno successivo, l’unità a gasolio abbandonò le scene, riflettendo una progressiva virata del mercato e della casa automobilistica verso le motorizzazioni a benzina e ibride.
Esperienza di Guida e Comfort
La Toyota Yaris terza serie è stata ampiamente apprezzata per la sua facilità di guida e il comfort che offriva. Le prime sensazioni al volante erano quelle di un’auto facile e intuitiva, agile, soprattutto nel contesto urbano per cui era stata pensata. Lo sterzo, pur mantenendo un'impostazione turistica, migliorò nel feedback, e nel complesso fu ottimizzato il feeling di guida. L'auto si distingueva per la sua grande maneggevolezza, facilitando le manovre in spazi ristretti e il parcheggio, caratteristiche fondamentali per una citycar.

Il comfort di guida era aumentato dalle funzioni di assistenza al conducente, come la telecamera di retromarcia, anche se i sistemi di assistenza più avanzati, come il sistema di mantenimento della corsia, potevano essere meno disponibili nelle versioni base o nelle prime annate. L'Esp entrava in azione puntualmente e in modo molto rassicurante, contribuendo alla sicurezza complessiva del veicolo.
Il restyling del 2014 non si limitò all'estetica, ma apportò anche miglioramenti significativi alla dinamica di guida. Le sospensioni anteriori furono rinnovate per assicurare un maggiore comfort di guida, mentre lo sterzo servoassistito, grazie a una nuova gestione elettronica, assicurò una migliore manovrabilità. Fu inoltre implementato un nuovo sistema di controllo della stabilità, ora disinseribile fino a una velocità di 50 km/h, offrendo un maggiore controllo al guidatore in determinate condizioni.
Un pregio costantemente sottolineato per questa generazione era la sua silenziosità, specialmente nell'uso urbano, dove prevaleva il silenzio, contribuendo a un'esperienza di guida rilassante. Tuttavia, tra i difetti, si annoveravano i decibel emessi dal motore, che potevano risultare un po' fastidiosi nelle forti accelerazioni, un aspetto che, per alcuni, rompeva l'armonia di un abitacolo altrimenti ben insonorizzato. I consumi da primato nell'uso urbano rimasero un punto di forza indiscusso della Yaris III. La Yaris III era equipaggiata con trazione anteriore, il che garantiva buona stabilità e aderenza sulle strade cittadine, rendendo la guida non solo comoda, ma anche sicura.
Allestimenti e Dotazioni
La terza generazione della Toyota Yaris offriva una vasta gamma di allestimenti, ognuno con un livello crescente di dotazioni, per soddisfare diverse esigenze e preferenze.
Al lancio, l'allestimento Base comprendeva già una dotazione di sicurezza completa, con 7 airbag, il controllo elettronico della stabilità (ESP disinseribile) e i poggiatesta attivi, oltre alla chiusura centralizzata.
La versione Active aggiungeva, rispetto alla Base, il sedile di guida regolabile in altezza e il volante regolabile in profondità, migliorando l'ergonomia. Includeva anche il climatizzatore manuale, volante e leva del cambio in pelle, comandi audio al volante e un sistema di infotainment con display a colori da 6,1 pollici, lettore CD e connettività Bluetooth e USB/Aux. Per la praticità, la Active offriva la telecamera posteriore, specchietti retrovisori riscaldabili e regolabili elettricamente, chiusura centralizzata con telecomando e fari a spegnimento ritardato, montando cerchi in acciaio da 15 pollici.
L'allestimento Lounge si distingueva per i cerchi in lega da 15 pollici a 12 razze e un climatizzatore automatico bizona. Tra le dotazioni, offriva sensori pioggia e crepuscolare (optional), un diverso rivestimento in tessuto per i sedili, filtro antipolline, fendinebbia, vetri elettrici posteriori e specchietto interno fotocromatico (optional).
Al vertice della gamma si posizionava l'allestimento Style, che aggiungeva cerchi in lega da 16 pollici bruniti, fari anteriori e cromature bruniti. Offriva anche il tetto panoramico (optional) e l'accesso keyless (optional). Questo allestimento proponeva un assetto più rigido con sospensioni posteriori ribassate e uno spoiler posteriore, conferendo un carattere più sportivo. Gli interni erano impreziositi da rivestimenti specifici, con sedili anteriori più profilati e cuciture rosse per volante e freno a mano.
Con il restyling del 2014, agli allestimenti esistenti si aggiunsero nuove denominazioni come Cool, Hybrid Cool, Hybrid Active e Hybrid Style, sottolineando la crescente importanza della variante ibrida nella gamma. L'impianto multimediale, denominato Toyota Touch 2, fu migliorato con uno schermo di dimensioni maggiorate da 6,1 a 7 pollici, oltre a essere più evoluto nella grafica e nelle funzioni, rendendo l'interfaccia utente più moderna e reattiva.
Aspetti Specifici dell'Ibrido e Manutenzione
La tecnologia ibrida, pur offrendo notevoli vantaggi in termini di efficienza e ridotto impatto ambientale, presenta alcune peculiarità anche sotto il profilo della manutenzione e della gestione. La batteria ibrida della Toyota Yaris, ad esempio, non rientra nella Garanzia Toyota Relax Plus, un dettaglio importante per i proprietari. Tuttavia, Toyota ha previsto un programma specifico per questa componente fondamentale: è possibile usufruire del programma a pagamento Battery Care, al prezzo di listino IVA inclusa di € 120. Questo programma include una garanzia supplementare della durata di 1 anno o 15.000 km, a partire dal primo tagliando eseguito dal 5° anno di anzianità o 100.000 km (a seconda di quale evento si verifichi per primo). L'attivazione di questa garanzia supplementare è condizionata all'effettuazione e al superamento del Battery Health Check, un controllo specifico sullo stato di salute della batteria.
Le versioni ibride, sebbene più economiche in termini di consumo di carburante, possono comportare costi di gestione e di manutenzione potenzialmente più elevati a causa della tecnologia di trazione più complessa. Ciò è dovuto alla presenza di componenti aggiuntivi come il motore elettrico, l'inverter e la batteria ad alto voltaggio, che richiedono specifiche competenze per la diagnosi e la riparazione.
Questioni Aperte e Punti di Miglioramento
Nonostante i numerosi pregi, la Toyota Yaris terza serie, come ogni veicolo, presentava alcuni aspetti che sono stati oggetto di osservazioni e che rappresentavano potenziali aree di miglioramento. Gli utenti hanno segnalato in alcuni casi problemi con l'elettronica, soprattutto per quanto riguardava il sistema multimediale. Queste segnalazioni evidenziavano come, pur essendo la Yaris un'auto tecnologicamente avanzata, soprattutto nelle versioni più recenti, la complessità dei sistemi elettronici potesse occasionalmente generare delle criticità.
Un altro punto di discussione riguardava l'abitabilità. Sebbene l'abitabilità generale fosse soddisfacente per i passeggeri, grazie anche al passo leggermente aumentato rispetto alla generazione precedente, il bagagliaio poteva risultare piccolo per chi aveva bisogno di più spazio per i bagagli. Con una capacità di 285 litri, che aumentava a 765 litri ribaltando i sedili posteriori (che, in questa generazione, non erano più scorrevoli come nelle due precedenti), il vano di carico, pur adeguato per l'uso urbano e piccoli viaggi, poteva essere limitante per famiglie o per chi necessitava di trasportare volumi maggiori.
Infine, come accennato in precedenza, tra i difetti riscontrati vi era la rumorosità del motore. Un po' fastidiosi i decibel emessi dal motore nelle forti accelerazioni, un aspetto che contrastava con il silenzio prevalente nell'uso urbano e che, in alcune situazioni, poteva intaccare il comfort acustico generale, soprattutto nei viaggi più lunghi o su percorsi extraurbani.
Il Contesto Storico della Toyota Yaris: Dalle Origini alla Terza Generazione
Per comprendere appieno la terza serie della Toyota Yaris, è essenziale ripercorrere la storia di questo modello iconico, che ha saputo evolversi mantenendo sempre un forte legame con i valori di praticità, efficienza e affidabilità.
La Denominazione Globale
Prima di addentrarci nelle generazioni specifiche, è interessante notare come la denominazione Yaris venga utilizzata in Europa, Australia e Stati Uniti d'America, unificando l'identità del modello in questi mercati chiave. Tuttavia, in Canada la vettura viene venduta come Toyota Echo, mentre in Giappone e in alcuni paesi asiatici è commercializzata con il nome Toyota Vitz. Questa molteplicità di nomi riflette le strategie di marketing localizzate e l'adattamento ai contesti culturali specifici.
La Prima Generazione (1999-2005): "Piccolo Genio"
La storia della Toyota Yaris ha inizio con la presentazione della concept car Funtime nel 1997. Successivamente, la Yaris fu commercializzata in Europa a partire da gennaio 1999, sebbene fosse già in vendita sul mercato nipponico dall'anno precedente come Vitz. Fu lanciata nelle versioni a 3 e 5 porte, accompagnata dallo slogan "Piccolo genio", che ne evidenziava le qualità di compattezza e intelligenza progettuale.
Inizialmente, la vettura fu prodotta con una sola motorizzazione a benzina da 1.0 litri 16 valvole, erogante 68 cavalli, che si distinse subito per la sua efficienza. Nel 2000, la gamma venne ampliata con l'introduzione di un 1.3 litri 16V bialbero da 86 cavalli, offrendo una maggiore scelta in termini di prestazioni. A completare l'offerta motoristica, nel 2001 si aggiunse anche una motorizzazione diesel: un 1.4 litri D-4D turbodiesel da 75 cavalli, che garantiva consumi ridotti e una buona coppia.
Le versioni disponibili erano quattro, ciascuna con un proprio livello di equipaggiamento. La versione Base comprendeva già una dotazione di serie interessante, con strumentazione digitale, computer di bordo, 2 airbag, maniglie in tinta con la carrozzeria, pretensionatore delle cinture di sicurezza anteriori e posteriori, vetri elettrici anteriori, sedile posteriore scorrevole, poggiatesta posteriori e anteriori attivi e chiusura centralizzata. L'allestimento Sol aggiungeva al precedente il climatizzatore manuale con filtro antipolline, la chiusura centralizzata con radiocomando e i retrovisori elettrici. La versione Luna, disponibile solo con il motore 1.3 VVT-i, rispetto all'allestimento Sol, vedeva l'aggiunta dei fari fendinebbia, volante e pomello del cambio in pelle e interni specifici, conferendo un tocco di raffinatezza. Infine, la versione più sportiva, la TS, disponibile esclusivamente con motore 1.5, riprendeva le dotazioni della versione Luna, aggiungendo una selleria specifica sportiva, pomelli dei comandi di ventilazione e maniglie cromate, oltre a un pacchetto sportivo caratterizzato da minigonne e paraurti specifici, per un look più dinamico. Su tutte le versioni era possibile richiedere il navigatore satellitare "Turn by Turn". Un'altra opzione peculiare fu la possibilità per la Yaris 1.0 di essere equipaggiata con il cambio "Toyota Free-Tronic", un manuale con frizione automatizzata, che eliminava la necessità del pedale della frizione, semplificando la guida. Tutte le motorizzazioni prodotte fino al 2004 rispettavano i parametri antiinquinamento della normativa Euro 3.
Nel 2000, alla gamma Yaris si aggiunse anche una versione monovolume, denominata Verso, seguendo la tendenza di altre vetture Toyota che offrivano varianti più spaziose. Il telaio e gli interni della Verso erano gli stessi della versione berlina, ma si distingueva per il portellone posteriore del bagagliaio con apertura laterale incernierata a destra. La gamma motori della Verso venne privata del piccolo 1.0, mantenendo invariati il 1.3 VVT-i e il 1.4 D-4D.
Contemporaneamente all'esordio sul mercato statunitense, nel febbraio 2003, la Yaris subì un lieve restyling. Il frontale ricevette una nuova fanaleria a goccia e un nuovo paraurti con nervature disposte in modo da formare una U. L'antenna fu spostata nella zona posteriore del tetto, contribuendo a un'estetica più pulita. Tra gli allestimenti, rimasero Base e Sol, mentre l'allestimento Luna fu unificato all'allestimento Sol. La dotazione di serie fu arricchita, comprendendo ora ABS con EBD, 4 airbag e lettore CD, ponendo un'enfasi maggiore sulla sicurezza e sul comfort di bordo. L'interno fu "rinfrescato" con scelte cromatiche grigio-chiaro, soprattutto nella zona dei comandi del controllo dell'aria. I propulsori a benzina furono riomologati secondo gli standard Euro 4, e il piccolo 1.0, da una potenza originaria di 68 cavalli, passò a 65 (per poi diventare di 69 CV fino alla fine della prima generazione). Il 1.3 non subì alcuna variazione in termini di potenza e struttura, mentre il turbodiesel 1.4 D-4D rimase Euro 3.
La Seconda Generazione (2005-2011): Innovazione e Sicurezza
La seconda generazione della Toyota Yaris esordì in Giappone nel 2004, per poi essere lanciata in Europa, Australia, Messico, Canada e Stati Uniti d'America l'anno seguente. Questa serie fu totalmente rinnovata a partire dalla piattaforma di base, che adottava sospensioni configurate come MacPherson all'avantreno e ponte torcente al retrotreno, una soluzione comune per le vetture di questo segmento che bilanciava comfort e tenuta di strada. La versione Verso, che aveva caratterizzato la prima generazione, non venne riproposta in questa serie. La versione berlina, invece, ebbe una carrozzeria leggermente più lunga, raggiungendo i 3,75 metri, e possedeva un design che, seppur ispirato vagamente alla prima serie, introduceva numerosi elementi presi dalla Corolla E120, conferendo un aspetto più maturo e dinamico.

In Italia, fu venduta inizialmente con una gamma di due allestimenti: Base e Sol. La versione Sol era personalizzabile con l'aggiunta del pacchetto di accessori Luxury, che comprendeva Smart Entry & Start System, climatizzatore automatico, cerchi in lega, fari fendinebbia anteriori e pulsante del freno a mano cromati, elevando il livello di comfort e tecnologia. Nel 2007, fu introdotta una versione annuale denominata Luna, riproponendo un nome caro alla prima serie. La Luna aveva tutte le dotazioni della 1.3 Sol con la semplice aggiunta di fendinebbia, rendendola un'opzione equilibrata. Nello stesso anno, fu introdotta nuovamente la versione TS, caratterizzata da strumentazione sportiva analogica, climatizzatore automatico e cromature interne, per gli amanti di una guida più spirited. Nel 2008, la versione Luna fu soppressa e furono inserite due nuove versioni: Now e Navi. La Now era un mix tra Base e Sol, con esterni caratterizzati da maniglie e calotte non in tinta con la carrozzeria e interni che presentavano una selleria della versione Base, ma con dotazioni di serie della Sol, come clima manuale, volante e pomello del cambio in pelle, radio a 6 altoparlanti e comandi radio al volante. In più, erano presenti bordini dello stesso colore della carrozzeria attorno alle bocchette dell'aria, contorno dei tappetini colorati e un inserto colorato sulla leva del cambio, aggiungendo un tocco di personalizzazione. La versione Navi, invece, avrebbe riscosso un notevole successo grazie al navigatore di serie, un'innovazione per l'epoca.
Per quanto riguarda la sicurezza, la Yaris seconda serie fu sottoposta nuovamente al crash test dell'Euro NCAP nel 2005, raggiungendo l'eccellente punteggio di 5 stelle con 35 punti, a testimonianza dell'attenzione di Toyota verso la protezione degli occupanti. La Yaris seconda serie è anche nota internamente come Progetto XP9. È interessante notare che la berlina a quattro porte, pur non essendo importata in Europa, rimase un'esclusiva riservata ai mercati asiatici, americani e australiani.
Nel settembre del 2008, alla gamma Yaris si aggiunse un nuovo allestimento denominato Navi, caratterizzato da un impianto audio di nuova concezione progettato dalla divisione Eclipse di Fujitsu. Questo sistema, oltre alle tradizionali funzioni, integrava l'alloggiamento per una speciale versione di navigatore satellitare TomTom estraibile e installabile anche su altri veicoli, offrendo una versatilità notevole. Il navigatore disponeva di supporto Bluetooth e controllo iPod; tuttavia, quest'ultima funzione suscitò diverse critiche a causa della mancanza di un cavo adatto al funzionamento del sistema, disponibile solo a pagamento.
La gamma motori iniziale della seconda generazione era composta da due propulsori benzina da 1.0 litri (ora a 3 cilindri) e 1,3 litri, capaci di erogare rispettivamente 69 e 87 cavalli, entrambi dotati della fasatura variabile VVT-i. A questi si affiancava un turbodiesel 1.4 D-4D da 90 cavalli, confermando l'offerta diesel. Nel restyling del 2008, il motore 1.3 venne potenziato fino a raggiungere i 100 cavalli, migliorando le prestazioni. Nel 2007, alla gamma si aggiunse il potente 1.8 litri della versione TS, per poi uscire di scena nel dicembre dell'anno seguente. Come la prima serie, anche per la seconda, nel marzo del 2007 fu introdotto l'allestimento sportivo TS, che offriva una taratura di assetto e sospensioni più rigide, insieme a un propulsore di 1,8 litri dotato della tecnologia Dual VVT-i (doppia fasatura variabile delle valvole), capace di erogare ben 133 cavalli. Esteticamente, la TS presentava paraurti anteriori, posteriori e minigonne specifiche; in particolare, nel frontale spiccava la griglia a nido d'ape, mentre il posteriore era impreziosito da un terminale di scarico cromato, oltre all'inedita fanaleria a LED, per un look distintivo. La dotazione di serie della TS comprendeva 9 airbag, ABS con controllo di stabilità e trazione, 4 freni a disco, assetto ribassato e climatizzatore automatico, garantendo sicurezza e comfort anche nella guida più sportiva. Sul mercato giapponese, Toyota produsse la Vitz RS con un motore 1.5 16V da 106 cavalli, ma la variante più sportiva in commercio fu la Vitz TRD, dotata di un motore 1.5 16V turbocompresso da 163 cavalli, capace di un'accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 7 secondi.
Nel gennaio 2009, la Yaris subì un lieve restyling: la nuova versione diventò leggermente più lunga, attestandosi a 3,78 metri, a causa del nuovo disegno dei paraurti, più spigolosi. Nella coda, fu rinnovata la fanaleria, che presentava inedite nervature sagomate a seconda della posizione dei LED. Anche gli interni furono rivisti: la consolle centrale e le razze del volante sfoggiavano rifiniture in plastica simil alluminio, e l'autoradio disponeva dell'ingresso per lettori MP3, mentre la porta USB era un optional a pagamento. Rimaneva disponibile il Luxury Pack, arricchito con l'aggiunta di vetri elettrici posteriori e vivavoce Bluetooth. Nel successivo aggiornamento di dicembre 2009, le versioni Sol persero la strumentazione digitale in favore della classica analogica, mentre per le altre versioni la strumentazione rimase digitale. Inoltre, la versione Base fu venduta con le maniglie non in tinta con la carrozzeria. Per il mercato italiano, a dicembre 2009 furono introdotte le nuove versioni Sol MY'10, che potevano essere personalizzate con il Comfort Pack (climatizzatore automatico e fendinebbia) o con il Luxury Pack (con la scomparsa dello Smart Entry System). Per il mercato nipponico, gli indicatori di direzione laterali furono spostati e integrati nei gusci degli specchi retrovisori, un dettaglio stilistico che ne differenziava ulteriormente l'estetica.
Tra le motorizzazioni, esordirono un nuovo 1.0 12V VVT-i con alimentazione bifuel benzina e GPL, sviluppato in collaborazione con la Landi Renzo (disponibile da marzo 2010), che offriva un consumo urbano di 6 l/100 km ed extraurbano di 4,4 l/100 km, e un nuovo 1.3 16V VVT-i da 100 cavalli dotato di sistema Stop & Start, per un'ulteriore ottimizzazione dei consumi. Il 1.4 D-4D, dal 2010, fu disponibile solo con filtro antiparticolato. La dotazione di serie subì un impoverimento: infatti, la versione pre-restyling disponeva di nove airbag di serie, mentre la nuova ne presentava solo quattro nella versione d'accesso Now (la più venduta) oppure sette per la versione Sol MY'10. Erano disponibili solo come optional anche il controllo di stabilità e quello di trazione, indicando un cambiamento nella strategia di offerta standard.
Nella sua uscita dal mercato, un progetto frutto di un'operazione di co-branding vide riutilizzare questa generazione della Yaris per la realizzazione di un modello firmato Daihatsu: la Charade. Essa mantenne inalterate le proporzioni della Yaris e le sue caratteristiche estetiche, e fu offerta con un unico propulsore (il 1.3 da 100 CV) e un unico allestimento full optional, segnando la fine di un ciclo e l'inizio di una nuova era per la compatta di Toyota.
