L'Affidabilità e le Opinioni sui Motori della Ford EcoSport: Una Guida Dettagliata

L'acquisto di una macchina usata, cioè di una macchina complicata in quanto già sottoposta a diversi anni di stress termico, chimico e meccanico, è un’operazione fondamentalmente incerta. Quando acquistate un’auto da noi su Carvago.com, il nostro CarAudit (un controllo esaustivo condotto su 270 punti, compresa la documentazione fotografica e un rapporto tecnico dettagliato) che ricevete prima di decidere di ordinare definitivamente l’auto riduce al minimo il rischio. Ma naturalmente le condizioni perfette al momento della vendita non garantiscono che saranno le stesse tra due o tre anni. Se, per qualsiasi motivo, decidi di volere un’auto con uno dei motori menzionati in questo nostro articolo, non ti scoraggeremo e faremo del nostro meglio per fare insieme la scelta migliore. Siamo qui per questo. Poiché i nostri clienti acquistano prevalentemente auto sotto i dieci anni di età, non troverete alcuni “rinomati catorci” degli anni zero. I meccanici raccontano ancora storie spaventose sui motori BMW N47 o N63, sulle vecchie varianti di VW TSI o sulle unità Toyota 2.2 D-CAT, ma dal nostro punto per noi si tratta già di un passato chiuso. E ci siamo attenuti ai marchi più diffusi e convenienti.

Il Contesto della Ford EcoSport e la sua Evoluzione

La Ford EcoSport è una piccola Sport Utility Vehicle che ha cercato di ritagliarsi uno spazio in un segmento di mercato in rapida espansione. Nata per mercati secondari, la sua seconda generazione è stata sviluppata per diventare un prodotto globale, capace di soddisfare anche il pubblico europeo. Le sue misure sono giustificate per competere con un ricco parterre di concorrenti, affermatesi sulla scia del successo di modelli come la Nissan Juke. La sua caratteristica distintiva, almeno in alcune versioni iniziali, è stata la ruota di scorta esterna appesa al portellone, una scelta stilistica che le conferisce una spiccata personalità e uno stile inconfondibile, nonostante questa soluzione sia stata abbandonata da quasi tutti i Costruttori in Europa.

L'abitacolo, pur presentando un bel mix di modernità e funzionalità, può suscitare qualche perplessità a causa di plastiche percepite come troppo rigide e accoppiamenti che a volte presentano imprecisioni. Anche il piccolo schermo centrale, con una grafica a volte congestionata, non è sempre di immediata lettura né di facile gestione. Tuttavia, la posizione di guida rialzata è rassicurante e il "family feeling" con altri modelli Ford è richiamato da numerosi dettagli, suggerendo un DNA condiviso, ad esempio, con la Fiesta.

Interni Ford EcoSport

I Motori della Ford EcoSport: Il Cuore della Discussione

Il fulcro della discussione sull'affidabilità e sulla scelta del "miglior motore" per la Ford EcoSport ruota attorno alle motorizzazioni disponibili, in particolare il controverso ma innovativo motore Ford EcoBoost 1.0.

Il Motore Ford EcoBoost 1.0: Innovazione e Criticità

La sezione europea della casa automobilistica statunitense ha dimostrato un coraggio straordinario quando ha deciso di sviluppare un motore con soli tre cilindri e una modesta capacità di un litro per la diffusione di massa. Il piccolo EcoBoost è stato nominato motore dell’anno per diverse volte di seguito dalla giuria di esperti che stila il sondaggio International Engine of the Year e, in un certo senso, anche i suoi concorrenti ne hanno riconosciuto il valore, utilizzando molte delle sue soluzioni tecniche nei loro modelli.

Questo propulsore compatto, con soli tre cilindri e 1.000 cc di cilindrata, capace di erogare potenze paragonabili a unità di cilindrata superiore, prometteva al contempo consumi ed emissioni contenuti. La sua versatilità ha permesso alla Ford di montare l’EcoBoost 1.0 su una gran quantità di modelli, dalle più piccole citycar fino a veicoli commerciali compatti, contribuendo alla sua ampia diffusione. Nel 2018, più di 1 nuovo veicolo Ford su 4 in Europa è stato equipaggiato con questo efficiente propulsore benzina a tre cilindri, disponibile in diversi step di potenza fino a un massimo di 140 CV. Carsten Weber, Manager, Research & Advanced Powertrain Engineering, Ford of Europe, ha dichiarato che "Il Ford EcoBoost 1.0 continua a stabilire nuovi punti di riferimento per i motori a benzina compatti, anche 7 anni e 11 premi dopo la sua prima vittoria all’International Engine and Powertrain of the Year. Anche se si contano oltre 1.6 milioni di esemplari di EcoBoost 1.0 già in circolazione, stiamo ancora scoprendo il suo potenziale."

Tuttavia, i clienti hanno imparato a conoscere questo EcoBoost anche per altri motivi legati alla sua affidabilità. I problemi di raffreddamento sono stati risolti dal 2014. La situazione peggiorava con la diluizione dell’olio con la benzina su percorsi brevi e soprattutto con il logoramento della cinghia nel serbatoio dell’olio. Questo problema può essere contrastato accorciando gli intervalli tra una manutenzione e l’altra. Tuttavia, la sostituzione della trasmissione è molto costosa perché il motore viene smontato dall’auto e i giochi delle valvole vengono regolati con rondelle di vecchio tipo. Una valvola idraulica regolabile è stata introdotta solo con il successore del 2020.

Il progetto con la cinghia a bagno d’olio si è rivelato una bomba ad orologeria. La cinghia si deteriorava un po’ alla volta nell’olio e gradualmente i “detriti” che rilasciava andavano a intasare non solo il filtro e la pompa dell’olio, ma anche il comando della fasatura variabile delle valvole, e talvolta persino il ventilatore del turbo. Se a questo si aggiunge la diluizione dell’olio con la benzina durante i frequenti tragitti a breve distanza, il disastro era completo. Il produttore ha risposto a questa situazione principalmente con varie misure di assistenza che alla fine rendono la manutenzione molto più costosa.

Schema funzionamento motore Ford EcoBoost 1.0

Dettagli sulla Distribuzione: Cinghia vs. Catena

La cinghia, lavorando immersa nell’olio motore, in alcuni casi ha mostrato segni di degrado prematuro. La causa principale sembra essere la contaminazione dell’olio motore da parte di particelle della cinghia stessa o l’utilizzo di lubrificanti non conformi alle specifiche Ford. Questo deterioramento può portare alla rottura della cinghia o, più frequentemente, all’ostruzione del pescante della pompa dell’olio a causa dei detriti della cinghia sbriciolata. La Ford ha successivamente aggiornato le specifiche dell’olio e, in alcuni casi, introdotto modifiche tecniche e campagne di richiamo o estensioni di garanzia per affrontare il problema su determinati lotti di produzione. La casa inizialmente dichiarava una durata della cinghia di 240.000 km o 10 anni, ma in seguito ha rivisto gli intervalli, abbassandoli a 150.000 km o anche meno, a seconda dell’uso. In alcune condizioni critiche, le prime avvisaglie possono comparire già intorno ai 100.000 km.

Sono stati segnalati casi di surriscaldamento del motore. Le cause possono essere diverse, incluse perdite dal circuito di raffreddamento, malfunzionamenti del termostato o problemi alla guarnizione della testata. Alcune testimonianze indicano come potenziale punto debole un piccolo tubo di degasaggio del vaso d’espansione, realizzato in plastica, che in alcuni casi si è fessurato o rotto, causando perdite di liquido refrigerante.

Preso atto dei problemi, la Ford ha lavorato per risolvere le criticità derivanti dall’utilizzo della cinghia a bagno d’olio, sostituendo la cinghia con una catena a partire dal 2018. L’aggiornamento però non ha interessato tutti i motori, ma solo alcuni di essi. Come regola generale si può dire che tutti gli EcoBoost 1.0 costruiti prima del 2018 hanno la distribuzione a cinghia, mentre tutti quelli con tecnologia ibrida leggera hanno la catena. Sulla Fiesta prodotta a partire dal 2017 tutti i motori inizialmente utilizzati hanno la cinghia a bagno d’olio. Parliamo dei motori con codice SFJE (100 CV), M1JL e M1JM (125 CV), YYJE (140 CV). Con la Fiesta prodotta a partire dal 2019 le cose cambiano e la catena viene montata sui motori con codice B7JA (125 CV), M0JB (95 CV), ma non sui motori da 100 CV con codice SFJN e SFJP, che continuano ad avere la cinghia. Le Focus prodotte prima del 2017 hanno tutti motori con distribuzione a cinghia (con codici motore che iniziano con la sigla M1).

Naturalmente non tutti i motori EcoBoost 1.0 con la distribuzione a cinghia hanno manifestato questi problemi, soprattutto quelli appartenenti a proprietari che hanno seguito con attenzione i piani di manutenzione e utilizzato ricambi conformi alle specifiche del costruttore. L’acquisto di una vettura usata con questo tipo di motore non è da scartare a priori, ma bisogna verificare con attenzione che la manutenzione sia stata svolta seguendo il piano ufficiale (con cambi d’olio regolari e utilizzando lubrificanti corretti), che su auto con oltre 100.000 km la cinghia sia già stata sostituita o almeno ispezionata e che in presenza di un richiamo ufficiale l’esemplare sia stato sistemato. Come abbiamo visto, sulla maggior parte dei motori più recenti il problema è stato risolto sostituendo la cinghia con la catena.

Il motore 1.0 EcoBoost, in particolare nella sua variante da 125 CV, è stato apprezzato per la sua vivacità e fluidità di funzionamento, specialmente ai regimi più bassi, grazie anche all'integrazione con sistemi mild-hybrid (BISG - Belt Integrated Starter Generator) che funge anche da motore, utilizzando l'energia accumulata per fornire assistenza alla coppia elettrica del motore durante la guida e l'accelerazione normale, oltre a far funzionare gli accessori elettrici del veicolo. Inoltre, la BISG contribuisce a offrire prestazioni più reattive e un'esperienza di guida più fluida e connessa.

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Altre Motorizzazioni per la Ford EcoSport

Oltre al controverso 1.0 EcoBoost, la Ford EcoSport è stata offerta anche con altre motorizzazioni, che presentano profili di affidabilità differenti.

Motori Diesel:Le versioni diesel, in particolare il 1.5 TDCi, hanno rappresentato un'altra opzione per la EcoSport. Inizialmente disponibile con 90 CV nel 2013, è stato aggiornato a 95 CV nel 2015. Il 1.5 turbodiesel a quattro cilindri si è dimostrato abbastanza brillante, ma i rapporti piuttosto lunghi del cambio hanno penalizzato la ripresa. Tuttavia, sono proprio le motorizzazioni diesel a dare più grattacapi secondo alcune segnalazioni. A causa di continue rigenerazioni incomplete del filtro antismog, parte del carburante iniettato nella camera di combustione non viene bruciata ma finisce nella coppa dell’olio. Questo fenomeno, noto come trafilaggio di gasolio nel lubrificante, è un difetto frequente, specie per gli esemplari prodotti prima del 2018. La strumentazione avverte della necessità di cambiare l’olio, spesso ogni 6.000 km, per evitare danni al motore.

Il Motore 1.6 THP (e 1.6 Turbo Opel):Il motore 1.6 THP (noto come 1.6 Turbo nelle versioni Opel) ha una storia altrettanto dolorosa, ma nella versione Euro 6 dal 2015 in poi non c’è da preoccuparsi. Questo suggerisce che i modelli più recenti equipaggiati con questa specifica versione Euro 6 siano più affidabili, mentre le varianti precedenti potrebbero aver sofferto di problematiche simili a quelle di altri propulsori moderni.

Il Motore 1.2 TCe (Renault/Nissan):Molto ironico: i francesi non sono nemmeno responsabili del disastro tecnico che ha gravemente danneggiato la reputazione della Renault. L’unità 1.2 TCe è stata sviluppata dal partner Nissan. Gli sforzi dei progettisti per massimizzare l’efficienza termica erano stati di primo livello. Tuttavia, a causa di ciò, il motore era estremamente lento a scaldarsi e doveva arricchire la miscela per molto tempo dopo l’avviamento a freddo, il che portava alla diluizione dell’olio con la benzina e alla perdita della sua lubricità. La casa automobilistica ha affrontato il problema di petto, riparando o sostituendo volentieri i motori anche dopo la garanzia e introducendo gradualmente misure tecniche volte a riscaldare più rapidamente il motore (in particolare le alette che regolano l’afflusso di aria al radiatore). I motori riparati di solito funzionano già in modo affidabile, ma per chi è interessato a un’auto di seconda mano sono una lotteria inutilmente rischiosa.

Cosa prendere al posto suo? Il suo successore, il 1.3 TCe, lanciato nel 2018. Viaggia che è una meraviglia e non conosce problemi tecnici di sorta.

Diagramma di un motore diesel con filtro antiparticolato

Analisi Comparativa e Alternative

Quando si valuta un motore per la Ford EcoSport, è utile considerare le esperienze con altre motorizzazioni e marchi, come suggerito dal materiale informativo.

Le Esperienze con Altri Marchi:Che un marchio giapponese sul cofano non sia necessariamente una garanzia di affidabilità a prova di bomba i clienti lo hanno scoperto già negli anni zero, quando in particolare Toyota e Subaru erano “andate a sbattere” contro i primi tentativi di sviluppare un motore diesel moderno. Mazda, fedele alla sua abitudine di andare per la sua strada, ha iniziato a crearsi problemi solo nel 2012. Hanno cambiato la tecnologia da zero: sotto il nome collettivo di Skyactiv, ha proposto una nuova generazione di design di carrozzeria, telaio, motori e trasmissioni, con l’obiettivo di ridurre il peso e migliorare l’esperienza di guida. Ma il nuovo diesel non ha avuto molto successo. Le camme grippate, che da tempo spargevano limatura metallica su tutto il motore (tanto da causarne il fatale cedimento) sono state risolte da Mazda con una riprogettazione dopo soli due anni. Tuttavia, è stata molto meno generosa nei confronti dei clienti danneggiati rispetto a quanto accade di solito in questi casi, e la diluizione dell’olio o la frequente sostituzione del filtro antiparticolato hanno continuato a dare problemi ai proprietari delle Skyactiv.

Le Auto Elettriche e i Loro Motori:Sappiamo che nelle auto elettriche il motore non si guasta di frequente, ma le batterie ogni tanto sì. Nissan ha osato produrre un’auto elettrica di massa e relativamente economica molto prima di chiunque altro. E la mancanza di esperienza doveva pur emergere da qualche parte. Il deterioramento estremamente rapido della batteria originale da 24 kWh è stato risolto dopo tre anni e la versione dal 2013 al 2016 funziona ancora oggi in modo affidabile in molte Leaf. Ma poi Nissan ha presentato un progetto di batteria completamente nuovo. L’aumento della capacità e un 25% di autonomia in più sono stati accolti con favore dai clienti, mentre il rapido deterioramento è stato ovviamente meno apprezzato. La casa automobilistica ha quindi interrotto la produzione di questa batteria dopo due anni, preferendo risolvere il problema montando una nuova batteria da 40 kWh sviluppata per la seconda generazione di Leaf. Tuttavia, se qualcuno si presenta oggi per richiedere la garanzia, è molto più probabile che riceva una batteria ricondizionata e sicuramente non avrà il 100% della sua capacità originale. Cosa prendere al posto suo? Una Leaf II più recente o un’auto elettrica altrettanto vecchia di un altro marchio.

Considerazioni Finali sull'Acquisto e Manutenzione

L'acquisto di una vettura usata, come la Ford EcoSport, richiede un'analisi attenta delle motorizzazioni e delle loro problematiche storiche. Sebbene alcune motorizzazioni abbiano presentato criticità, non tutte le vetture con questi motori sono destinate a dare problemi. La manutenzione scrupolosa e l'utilizzo di ricambi conformi alle specifiche del costruttore giocano un ruolo fondamentale nell'assicurare una buona longevità meccanica.

Per quanto riguarda il motore 1.0 EcoBoost, non è da scartare a priori l'acquisto di una vettura usata. È però essenziale verificare con attenzione che la manutenzione sia stata svolta seguendo il piano ufficiale, con cambi d’olio regolari e utilizzando lubrificanti corretti. Su auto con oltre 100.000 km, è cruciale che la cinghia sia già stata sostituita o almeno ispezionata. Inoltre, occorre verificare che, in presenza di un richiamo ufficiale, l’esemplare sia stato sistemato. Per risolvere le criticità di cui sopra, il mondo dei ricambi ha sviluppato soluzioni specifiche. Sulla maggior parte dei motori più recenti, il problema è stato risolto sostituendo la cinghia con la catena.

Per chi cerca un'alternativa, il successore del 1.2 TCe, ovvero il 1.3 TCe lanciato nel 2018, viene descritto come un motore che viaggia che è una meraviglia e non conosce problemi tecnici di sorta.

In sintesi, tutte le auto citate nell’articolo possono essere trovate con motori più affidabili. La nostra squadra di vendita sarà lieta di consigliarti nella scelta e il CarAudit rileverà eventuali problemi con la tua macchina. Per la massima tranquillità, offriamo anche l’opzione di un’estensione della garanzia sui componenti tecnici più importanti dell’auto.

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