Mitsubishi Colt CZT: La Hot Hatch Incompresa con il Cuore di Lancer Evo

Quando si parla di auto sportive compatte, il processo di "mitizzazione" gioca un ruolo fondamentale. Alcune vetture, grazie a capacità dinamiche eccezionali, raffinatezze tecniche, bellezza estetica o meriti sportivi, si guadagnano un posto d'onore nell'immaginario collettivo degli appassionati. Altre, purtroppo, finiscono nell'ombra, nonostante possiedano caratteristiche di rilievo che, sulla carta, le renderebbero degne di nota. La Mitsubishi Colt CZT rientra pienamente in questa seconda categoria: un'auto passata quasi inosservata, ignorata persino dalle riviste del settore, eppure dotata di un "cuore" e una "struttura" che la rendono una vera gemma nascosta nel panorama delle hot hatch.

Mitsubishi Colt CZT in azione su strada tortuosa

Il Paradosso della Colt CZT: Tra Anonimato e Potenziale Nascosto

La Mitsubishi Colt, un nome presente nel listino della casa giapponese dal lontano 1962, ha attraversato diverse generazioni, culminando (per ora) nella sesta serie, prodotta fino al 2012. L'immagine comune associata alla Colt è spesso quella di una piccola utilitaria anonima, o per i più informati, forse la "Cyborg" di fine anni '90, mai arrivata nel mercato europeo. Tuttavia, la versione sportiva dell'ultima serie, la Colt CZT, è tutt'altra storia, una storia di potenziale non riconosciuto e performance sorprendenti.

Nella seconda metà degli anni 2000, periodo della sua produzione, la CZT avrebbe meritato ben altra attenzione. A fronte di un peso contenuto di circa 1050 kg, un'estetica forse non rivoluzionaria ma funzionale, e un motore 1.5 Turbo da 150 CV, la vettura celava dettagli tecnici di prim'ordine. Tra questi, quattro freni a disco di dimensioni generose, un assetto e un telaio rivisti, e soprattutto, un motore dotato della tecnologia "MIVEC".

Il Cuore MIVEC: Un Legame con la Lancer Evolution

La sigla MIVEC non è casuale per gli appassionati di Mitsubishi. È lo stesso sistema di fasatura variabile che ha reso celebri le sorelle maggiori, le Mitsubishi Lancer Evolution IX e X, rinomate per essere tra le migliori auto sportive mai costruite. Questo dettaglio, cruciale, eleva la Colt CZT da semplice compatta sportiva a una vettura con un pedigree tecnico di tutto rispetto.

Il MIVEC è un sistema di fasatura variabile che impiega due diverse camme, concettualmente simile al VTEC di Honda. Questo permette al motore di esprimere due anime distinte:

  • La camma "base": Progettata per un funzionamento rotondo e "coppioso" a bassi regimi, garantendo una spinta consistente fin dalle prime accelerazioni.
  • La camma "sportiva": Si attiva quando si richiede il massimo carico al motore e si superano un certo numero di giri, regalando al propulsore potenza ed un notevole allungo, tipico delle auto da competizione.

Questo connubio offre un'erogazione di potenza estremamente versatile e coinvolgente. Nel 1.5 Turbo della CZT, questa tecnologia è arricchita da alberi a camme cavi per ridurre il peso e le inerzie, un trattamento anti-attrito per le camicie dei pistoni e un intercooler efficiente, il tutto coadiuvato ovviamente dalla turbina.

Schema motore MIVEC

Telaio Rinforzato e Freni Potenziati: La Struttura al Servizio delle Prestazioni

Oltre al motore, la Colt CZT si distingue per un telaio rinforzato in più punti rispetto alla versione base (la CZ3), una barra duomi anteriore di serie e quattro freni a disco con dimensioni generose. Queste modifiche strutturali sono fondamentali per gestire la potenza erogata dal MIVEC e per garantire una dinamica di guida sicura ed efficace. Il rafforzamento del telaio contribuisce a una maggiore rigidità torsionale, che si traduce in una migliore precisione di guida e una maggiore stabilità in curva. I freni, efficaci e modulabili, sono essenziali per un controllo ottimale in ogni situazione, consentendo staccate decise e progressive.

Prestazioni Sulla Carta e Sull'Asfalto: La CZT che Sorprende

I numeri, quando si parla della Colt CZT, sono sorprendenti. Test condotti da riviste specializzate all'epoca, purtroppo pochi e relegati a trafiletti, mostravano già un potenziale notevole. I dati di una rullata di un esemplare stock indicavano 162 CV e 236 Nm di coppia, cifre rispettabili per un 1.5 litri turbo di quel periodo. Ma è nel confronto diretto che la CZT svela la sua vera natura.

In test comparativi, la Colt CZT ha letteralmente "polverizzato" rivali sulla carta comparabili come la Ford Fiesta ST, registrando tempi in ripresa e accelerazione di poco superiori persino a vetture del calibro della Mini Cooper S JCW e della Renault Clio RS. Il dato più impressionante è stato rilevato nell'accelerazione 80-120 km/h: solo un secondo più lenta della Mitsubishi Evo VIII e appena un secondo e mezzo meno veloce di una Porsche 911 dell'epoca da 355 CV. Questo dimostra chiaramente come la ripresa, caratteristica fondamentale per la rapidità su strada, fosse un punto di forza eccezionale per la CZT. L'accelerazione 0-100 km/h si attestava sotto gli 8 secondi, con una velocità massima effettiva di 208 km/h.

Colt CZT/ralliart 215 VS Clio 4 RS 235

Un Esempio "Migliorato": L'Esperienza di Guida Personalizzata

Un esemplare di Colt CZT leggermente modificato, con una mappatura "conservativa" che porta la potenza a circa 190 CV e qualche chilo in meno, amplifica ulteriormente le sensazioni di guida. L'estetica di una CZT così preparata diventa più aggressiva e accattivante: grossi cerchi bianchi multirazza da 17 pollici che riempiono i passaruota, un cofano bombato in stile Gruppo B e persino il tubo dell'intercooler che spunta da un foro laterale nel paraurti anteriore, segno di soluzioni ingegneristiche necessarie per l'ottimizzazione degli spazi. Il colore rosso fuoco della carrozzeria, i cerchi bianchi e le prese d'aria creano un impatto visivo che intriga. Le scritte bianche "MIVEC" sulle fiancate, poste appena davanti alle ruote posteriori, non sono solo un vezzo estetico, ma una dichiarazione orgogliosa della sofisticata tecnologia che si cela sotto il cofano.

All'interno, l'abitacolo di un esemplare preparato può mantenere l'originalità, con l'aggiunta di un manometro della pressione del turbo. I sedili, pur non essendo particolarmente profilati (spesso non in pelle), offrono una seduta comoda. Il volante in alcantara con il segno rosso del "centro", tipico delle auto da rally, e la pedaliera in alluminio contribuiscono a un'atmosfera sportiva e funzionale. La posizione di guida, nonostante la seduta non eccessivamente bassa, risulta ben studiata, con il volante vicino e il pomello del cambio facilmente raggiungibile, favorendo un controllo intuitivo e diretto.

Le Sensazioni al Volante: Quando i "Difetti Noti" Svaniscono

Le rare recensioni dell'epoca spesso attribuivano alla CZT difetti come un posteriore inerte, uno sterzo insensibile e una generale mancanza di divertimento. Tuttavia, al volante di un esemplare ben tenuto e leggermente migliorato, queste critiche sembrano svanire, lasciando spazio a un'esperienza di guida sorprendentemente coinvolgente.

Il Motore: Protagonista Indiscusso

Appena si preme l'acceleratore, il motore suona già alla grande. Con uno scarico leggermente più "aperto", il suono diventa pieno e profondo fin dall'aspirazione, con un timbro puramente meccanico, lontano dalle sonorità artificiali di molti piccoli turbo moderni. Questo "soffio" da gruppo N, simile a quello di una piccola Lancer Evolution, con un suono insistente e continuo come di aria sparata fuori da un compressore enorme, mixato con l'aspirazione e il rombo cupo dello scarico, è estremamente appagante.

Il turbo lag è praticamente assente; si avverte solo un minimo effetto elastico se si è a bassi giri, dopodiché il MIVEC catapulta l'auto in avanti con una determinazione sorprendente. Anche in salita e con rapporti alti (ad esempio, in terza marcia a 3500 giri/minuto), il motore risponde con una "schiena" impressionante, confermando le sue doti di ripresa eccezionali.

Sterzo, Telaio e Assetto: Un Equilibrio Sottile

Lo sterzo, purtroppo elettrico, può risultare "muto come un pesce" e artificiale, non comunicando appieno ciò che accade sotto le ruote anteriori. Questo è un punto debole riconosciuto. Tuttavia, nonostante questa carenza, la CZT ispira immediatamente fiducia. Il merito è dell'assetto, che lavora in perfetta sintonia con il telaio. Il gruppo ammortizzatore e molla, frenato ma mai eccessivamente rigido, assorbe le piccole sconnessioni e permette alla Colt di mantenere il controllo della scocca. In curva, un leggero rollio anticipa i carichi laterali, fornendo un feedback cruciale al fondoschiena del guidatore. Le informazioni che non arrivano dal volante vengono così parzialmente compensate dal lavoro delle sospensioni, attraverso il pianale e la spina dorsale.

Il passo corto della vettura la rende agile e reattiva, permettendo di raccordare le curve con facilità e di sfruttare al massimo la spinta del quattro cilindri turbo. In discesa, il MIVEC prende giri così rapidamente ed energicamente che è facile sbattere contro il limitatore, a dimostrazione della sua vivacità.

Cambio e Freni: Affidabilità e Precisione

Il cambio manuale non presenta impuntamenti. Anche con un ritmo di guida elevato e cambiate rapide, ogni inserimento va a segno. La pedaliera ben disposta facilita il "punta-tacco", contribuendo a un feeling di guida molto coinvolgente. I freni, spesso stock anche su esemplari leggermente modificati, non mostrano segni di affaticamento, mantenendo il pedale duro e offrendo un'ottima modulabilità del comando. Questo aspetto è fondamentale per una guida sicura e sportiva, permettendo al guidatore di dosare la frenata con precisione in ogni situazione.

La CZT: Una Professionista del Divertimento

La Mitsubishi Colt CZT, pur non avendo mai goduto della fama meritata, si rivela essere una compatta sportiva estremamente competente e divertente. Il suo comportamento è sempre neutro e sincero, quasi "professionale". Questo permette al guidatore di aumentare progressivamente il ritmo, affrontando le curve con traiettorie più aggressive e sfruttando al massimo i cambi di inclinazione della strada. La Colt digerisce ogni sollecitazione, incitando a spingere ancora di più. È una vettura che si presta a una guida pulita ed efficace, ma che non disdegna di essere messa alla prova, rivelando un potenziale dinamico che va ben oltre le aspettative iniziali.

La sua capacità di affrontare tratti impegnativi con estrema facilità, senza mai perdere compostezza, la rende un'esperienza di guida sorprendente. La fiducia che ispira è quasi immediata, rendendo la CZT una "ninja" non solo per la sua invisibilità sul mercato, ma anche per la sua capacità di muoversi con agilità e precisione, lasciando un'impressione indelebile su chi ha il privilegio di guidarla.

Interni Mitsubishi Colt CZT con dettagli sportivi

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