Introduzione al Sistema Multijet
Il motore Multijet rappresenta una vera e propria innovazione nel mercato delle automobili con motore a gasolio. Con il nome "Multijet" si identificano i motori diesel prodotti dalla Fiat a partire dal 1999. L'innovazione principale di questo sistema è l'aumento del numero delle iniezioni per ogni singola combustione, con il prefisso "multi" che indica proprio questa particolarità. Rispetto al precedente motore Unijet, che prevedeva due iniezioni, i motori Multijet di ultima generazione, denominati Multijet II, possono arrivare fino a otto iniezioni. Questo avanzato sistema di iniezione common rail di seconda e terza generazione è stato progettato e sviluppato nel 1999 dal Gruppo Fiat Alfa Romeo e successivamente prodotto dalla divisione Fiat Powertrain Technologies. La sua prima applicazione mondiale avvenne nel 2002 sulla Alfa Romeo 156 1.9 M-JET 16V. Questa tecnologia, che permette una combustione più lenta e graduale a parità di gasolio bruciato all'interno del cilindro, ha permesso una diminuzione delle emissioni acustiche e inquinanti, oltre a un miglioramento delle prestazioni, in particolare ai bassi regimi.

Le Peculiarità della Tecnologia Multijet
Il cuore della tecnologia Multijet risiede nella capacità di controllare con grande precisione la quantità di gasolio iniettata in camera di combustione attraverso una sequenza di iniezioni particolarmente rapida e flessibile. Il prototipo del motore Multijet nacque nello stabilimento FMA di Pratola Serra (AV) e fu adottato nel 1999 per la concept car Fiat Ecobasic, un compatto quattro cilindri diesel da 1.2 litri con distribuzione a quattro valvole per cilindro. Questa versione erogava 61 cavalli e consentiva un consumo di 2,9 litri per 100 km, con emissioni di anidride carbonica pari a 76 grammi al km.
Con la seconda versione della tecnologia, il Multijet II, introdotta nel 2009 e omologata Euro 5, vengono adottati iniettori innovativi capaci di gestire fino a otto iniezioni consecutive. Queste nuove iniezioni permettono la rigenerazione del filtro antiparticolato e un controllo ottimale del motore diesel anche a freddo. I motori Multijet sono progetti appartenenti al Gruppo Fiat Alfa Romeo che ha esteso la proprietà intellettuale all'intero gruppo FCA a partire dal 2013. È interessante notare che i motori Multijet sono prodotti, sotto licenza Fiat, anche dalla Opel. Non sono dotati invece di tecnologia Multijet i motori diesel progettati dalla VM Motori per i marchi Opel, Chevrolet e Holden, in quanto questi vennero progettati prima dell'acquisizione dell'azienda da parte di Fiat SpA.
FIAT 1.3 MULTIJET - IL MOTORE PIÙ AMATO DA AUTOMOBILISTI E MECCANICI
Il Motore 1.3 Multijet: Efficienza e Durabilità
Il più piccolo Multijet in produzione è un 1,3 litri. Dopo il 1.9 M-JET 16V montato su Alfa Romeo, il primo motore di serie ad adottare fin dall'origine il sistema Multijet è stato un 1,3 litri, derivato dal precedente 1.2 quattro cilindri in seguito a un incremento della cilindrata portata a 1.248 cm³. Lo sviluppo del 1.3 Multijet è avvenuto con il supporto della General Motors Powertrain, che ha fornito le risorse economiche necessarie per completare l'industrializzazione. Sfruttando la medesima tecnologia e la stessa architettura meccanica del 1.2 con 16V e quattro cilindri, il nuovo 1.3 è dotato di doppio albero a camme, turbocompressore a geometria fissa e intercooler. Le dimensioni sono rispettivamente di 50 cm di lunghezza e 65 cm di altezza, con basamento in ghisa e sottobasamento d'alluminio, testa in alluminio e albero motore e bielle in acciaio. L'alesaggio è di 69,6 mm con una corsa "lunga" di 82 mm, e il peso di questo motore è di 130 kg.
Il punto principale a favore del motore Multijet è il consumo. Infatti, con questo tipo di motore è possibile percorrere fino a 20 Km con un solo litro di carburante, su percorsi extraurbani, anche per automobili di dimensioni medio grandi. La presentazione del 1.3 di serie avviene nel 2003 sotto il cofano delle Fiat Punto seconda serie, e l'anno successivo venne adottato anche dalle Fiat Idea e Lancia Musa, seguite dalla Fiat Panda. La potenza massima della versione standard viene erogata a 4.000 giri al minuto ed è di 69 cavalli (51 kW) con una coppia motrice di 180 N·m a 1.750 giri al minuto. Solo per la Panda la coppia massima viene ridotta a 145 N·m erogati a 1.500 giri/min per adattarsi al tipo di trasmissione manuale che equipaggia l'utilitaria.
Montato su automobili come la Fiat Punto, la Fiat 500 e la Fiat Panda, l'ultima versione Euro 6 del Multijet da 1,3 litri, con turbina a geometria variabile, eroga una potenza di 95 cavalli. Un bel passo avanti dalla versione con turbina a geometria fissa che invece si attesta sui 75 CV. Inoltre, questa versione è una delle più durature, con una durata dimostrata statisticamente di 250.000 Km. In alcuni casi, molte auto sono state in grado di percorrere anche fino a 350.000 Km con questo motore. Nel Multijet 2 anche l'elettronica è stata migliorata.
Evoluzioni del 1.3 Multijet
Il motore 1.3 Multijet è stato in seguito più volte aggiornato e riomologato. Molte vetture del gruppo Fiat inizialmente rispettavano gli standard della normativa Euro 3 per poi essere riomologate Euro 4. Ulteriori evoluzioni si ebbero con l'adozione della turbina a geometria variabile che ha comportato un incremento della potenza massima fino a 90 cavalli. La Opel, per prima, abbinò al 1.3 Multijet sulla Meriva A il filtro attivo antiparticolato (DPF) che ridusse notevolmente le emissioni inquinanti della monovolume tedesca.
Il 90 cavalli equipaggiò la Fiat Grande Punto e le successive Opel Corsa D e Astra H, Lancia Musa e Ypsilon, Fiat Linea e Idea ed era disponibile anche con filtro DPF di serie con relativa omologazione Euro 4. La coppia massima del 1.3 Multijet 90 cavalli era di 200 N·m a 1.750 giri al minuto. Il 1.3 con turbina a geometria fissa venne potenziato nel 2005 a 75 cavalli (a fronte degli originari 69 cavalli) con incremento della coppia a 190 N·m a 1.750 giri/min, mentre il 1.3 a geometria variabile venne proposto anche in una versione depotenziata a 84 cavalli sul multispazio Doblò e il pick-up Strada. La versione più potente debuttò nel 2007 con il restyling della Lancia Ypsilon: il piccolo diesel raggiunse il picco di 105 cavalli permettendo all'autovettura di rispettare gli standard Euro 4 con 123 grammi di anidride carbonica emessa nel ciclo combinato per km.
Nel 2008 la Fiat ha stretto un accordo con la Tata Motors per la produzione del motore 1.3 Multijet a Pune in India, in modo da poter equipaggiare i modelli Tata Indica Vista e Indigo Manza oltre alle Fiat Grande Punto, Palio Stile e Linea assemblate per il mercato indiano. La General Motors riconosce il motore 1.3 sotto la sigla progettuale Z13 per essere commercializzato come CDTI (acronimo di Commonrail Diesel Turbo Injection) mentre la Suzuki riconosce le proprie autovetture diesel sotto la sigla DDiS (acronimo di Diesel Direct injection Suzuki).
Verso la fine del 2009 viene presentato il nuovo Multijet II; si tratta di un'evoluzione del precedente sistema Multijet basata su un nuovo sistema di iniettori più veloci e precisi (infatti si possono ottenere fino a otto iniezioni consecutive in luogo delle precedenti cinque) e nuovo filtro antiparticolato in posizione ravvicinata al motore in modo da migliorare la combustione delle particelle inquinanti all'interno del filtro stesso grazie alla maggiore temperatura raggiunta e quindi migliorare l'efficienza del propulsore. Inoltre, dispone di serie anche del dispositivo Start&Stop che spegne il motore durante le frenate alle basse andature posizionando il cambio in folle. La potenza dei nuovi 1.3 è di 75 cavalli per la versione con turbina a geometria fissa per una coppia massima di 190 N·m a 1.750 giri al minuto, mentre la versione con turbina a geometria variabile eroga 95 cavalli per una coppia massima di 190 o 200 N·m a 1.500 giri al minuto (a seconda del modello).
Il Multijet II, sviluppato da Fiat Powertrain Technologies in collaborazione con GM Powertrain Torino, adotta uno speciale iniettore brevettato da FPT, e la gestione elettronica è affidata a centraline Magneti Marelli e Bosch. È stato presentato al Salone dell'automobile di Francoforte 2009 con il lancio della Fiat Punto Evo. Una versione depotenziata a 90 cavalli venne offerta dal dicembre del 2009 fino all'autunno del 2010 per il nuovo Fiat Doblò con coppia di 200 N·m a 1.500 giri al minuto (in seguito il 1.3 non è stato più montato dal Doblò sostituito dal 1.6 di analoga potenza). Rispetta la normativa Euro 5, e a partire dal 2010 il propulsore viene offerto anche per le Alfa Romeo MiTo e le Opel Corsa D, Meriva B e Astra J oltre alle Lancia Musa, Fiat 500, Qubo, Suzuki Swift, Chevrolet Aveo e i multispazio francesi Citroën Nemo e Peugeot Bipper. Dal 2012 debutta una nuova versione da 85 cavalli con turbina a geometria variabile ricavata dal 95 cavalli. Con il debutto del Multijet II la Fiat ha inaugurato la nuova nomenclatura per denominare i gruppi di motori automobilistici prodotti dalla FPT: il 1.3 fa parte della classe SDE (acronimo di Small Diesel Engine ovvero Piccoli Motori Diesel).
Il Motore 1.6 Multijet: Potenza e Ridotti Costi di Gestione
La versione "maggiorata" del Multijet di seconda generazione, con turbina a geometria variabile e intercooler, eroga una potenza di 120 cavalli. È possibile trovare questa motorizzazione su automobili come la Fiat Tipo, la Jeep Compass, la Jeep Renegade e la Fiat 500X. Questo motore presenta dei miglioramenti soprattutto in termini di durabilità e costi di gestione. Infatti i tagliandi per questa motorizzazione sono programmati ogni 35.000 Km. Anche qui, come per il 1.3 95 CV, la rumorosità del motore è diminuita, così come le emissioni di ossido di azoto (NOx). La nuova elettronica associata a questo motore può controllare la potenza erogata in base a parametri come i giri al minuto e la temperatura del liquido di raffreddamento.
Il motore 1.6 Multijet è stato presentato nel 2008 sotto il cofano della Fiat Bravo. Si tratta di una motorizzazione sviluppata senza il supporto della General Motors, derivata dal 1.9 Multijet con cilindrata ridotta da 1.910 a 1.598 cm³. Il nuovo motore permette dei consumi più bassi dell'8% rispetto al 1.9 8 valvole. Sfrutta un'architettura a quattro cilindri con distribuzione a quattro valvole per cilindro e dispone di iniettori di nuova generazione. La massa è di 151 kg, l'alesaggio è di 79,5 mm con una corsa di 80,5 mm. Una delle caratteristiche del motore sono i costi di gestione molto bassi con tagliandi programmati ogni 35.000 km.
Il motore 1.6 Multijet viene prodotto in due differenti varianti e tre livelli di potenza: la prima versione con turbina a geometria fissa e intercooler eroga 90 e 105 cavalli, è omologata Euro 4 ma può essere accessoriata anche con il filtro antiparticolato nella versione da 105 cavalli con relativa omologazione Euro 5. La versione con turbina a geometria variabile e intercooler eroga 120 cavalli ed è omologata Euro 5 poiché dispone del filtro DPF con catalizzatore ossidante di serie. La coppia massima del 1.6 è di 290 N·m a 1.500 giri al minuto nella versione con turbina a geometria fissa, mentre sale a 300 N·m a 1.750 giri al minuto per il 120 cavalli. Una versione del 1.6 Multijet erogante 105 cavalli viene proposta sulla nuova Alfa Romeo Giulietta in cui la coppia massima sale a 320 N·m erogati a 1.750 giri al minuto e grazie al filtro antiparticolato di serie e al dispositivo Start&Stop rispetta gli standard Euro 5. Inoltre il motore viene montato anche sulle Lancia Musa e Delta, Fiat Doblò e Idea e anche sull'Alfa Romeo MiTo. Una versione speciale della Fiat Bravo denominata PurO2 viene equipaggiata con il 105 cavalli caratterizzato da minori emissioni di anidride carbonica e consumi ancora più bassi grazie a migliorie all'aerodinamica dell'autovettura, all'utilizzo di gomme a basso coefficiente di attrito, rapporti del cambio allungati e olio lubrificante a bassa viscosità.
Confronto: Multijet 1.3 vs Multijet 1.6
La scelta tra il Multijet 1.3 e il Multijet 1.6 dipende molto dalle esigenze e dallo stile di guida dell'automobilista. Se è vero che il Multijet 1.3 è un ottimo motore, performante quanto basta e con ottimi consumi, il Multijet 1.6 non è da meno. In generale il Multijet 1.3 95 CV consuma meno. Questo però dipende molto dal tuo stile di guida. Infatti se ti piace la guida sportiva su strade extraurbane, il 1.3 può arrivare a sforzare un po’ aumentando i consumi rispetto alla versione 1.6. Al contrario, per percorsi urbani di breve durata e con frequenti stop, il 1.3 ha una buona ripresa e consumi bassi rispetto ad altri tipi di motore diesel. C’è anche da considerare il fatto che mentre il motore Multijet 1.3 ha 5 marce, la versione 1.6 ne ha 6. Questo ovviamente rappresenta un bel vantaggio se percorri giornalmente molti chilometri su strade extraurbane.
Il Motore 1.9 Multijet: Storia e Prestazioni
Il 1.910 cm³ è uno dei motori più diffusi e apprezzati della famiglia Multijet; è stato proposto in numerosi step di potenza con distribuzione sia a due che a quattro valvole per cilindro e persino con doppio turbocompressore. Rispetto al 1.3 concepito appositamente per le utilitarie, il 1.9 Multijet deriva direttamente dal precedente 1.9 JTD da 116 cavalli al quale gli ingegneri FPT, insieme al GM Powertrain di Torino, hanno applicato il sistema Multijet in modo da poter incrementare notevolmente la potenza specifica e migliorare i consumi e le prestazioni. Lo sviluppo ha quindi necessitato di minori risorse finanziarie rispetto al 1.3 e minori sono stati anche i tempi di sviluppo.
Il rinnovato 1.9, sempre a quattro cilindri, venne riprogettato a partire dal sistema di distribuzione ora a quattro valvole per cilindro azionate da un doppio albero a camme, testa dei cilindri con punterie idrauliche alle bielle, albero motore in acciaio e nuovi collettori di scarico e di aspirazione. La potenza massima era di 140 cavalli a 4.000 giri al minuto per una coppia motrice di 305 N·m a 2.000 giri al minuto e omologazione anti inquinamento Euro 3. Il debutto avvenne nel 2002 sotto il cofano dell'Alfa Romeo 156 seguita dalla 147 e dalla Fiat Stilo. La produzione avveniva presso la FMA di Pratola Serra ad Avellino. Ovviamente meno cavalli comportarono consumi ridotti e minori emissioni inquinanti, infatti il 120 cavalli già rispettava gli standard Euro 4 e disponeva anche della turbina a geometria variabile. La coppia massima però scese a 280 N·m disponibili a 2.000 giri al minuto.
Nel 2003 la Fiat Powertrain Technologies propose un ulteriore potenziamento del motore 1.9 16V portando la potenza massima fino a 150 cavalli. Il nuovo 1.9 Multijet era omologato Euro 4 e poteva disporre di una coppia massima di 320 N·m a 2.000 giri/min che però sulle vetture del gruppo Fiat era limitata a 305 N·m a causa delle caratteristiche dei cambi, finché non vennero adottati i nuovi cambi GM anche in Fiat. Il debutto avvenne sulla Alfa Romeo GT. Successivamente venne adottato anche dalla Opel Vectra e la Signum seguite dalle Astra, Alfa 147 e numerose autovetture del gruppo Fiat. Queste nuove versioni del 1.9 omologate Euro 4 sono note sotto il codice progettuale Z19 e vengono prodotte presso lo stabilimento Opel di Kaiserslautern in Germania a partire dal 2005. Il 1.9 destinato alle autovetture del marchio Fiat invece continuerà a essere prodotto dalla FMA. Nel novembre del 2007 la Fiat ha presentato per l'Alfa Romeo 147 Ducati Corse e l'Alfa GT Q2 il motore 1.9 Multijet (JTDm) 16V da 170 cavalli con coppia incremenentata fino a 330 N·m disponibile a 2.000 giri/min. Nell'arco del ciclo produttivo del 1.9 diesel la Fiat e la GM hanno proposto anche altre versioni depotenziate: uno degli step che ha ottenuto un discreto successo commerciale è stato l'otto valvole da 101 cavalli Euro 4 con turbina a geometria variabile proposto per le Fiat Punto e Idea, Opel Zafira, Vectra, Signum e Lancia Musa. La coppia massima era di 260 N·m. Sul Doblò la Fiat ha montato il 1.9 Multijet otto valvole sia con 105 che con 120 cavalli ma la coppia è stata ridotta a soli 200 N·m erogati a 1.750 giri al minuto in modo da adattarsi al meglio alla mole del veicolo commerciale, mentre sulla Bravo per i mercati esteri era disponibile anche una versione depotenziata a soli 90 cavalli. Tutti questi 1.9 Multijet descritti disponevano di una sola turbina e i vari step di potenza sono stati ottenuti in prevalenza intervenendo sulla distribuzione e sulla centralina. Nel 2008 viene presentata la prima versione del 1.9 dotata di doppio turbocompressore sotto il cofano della Saab 9-3 TTiD. Il motore è stato progettato dai tecnici Saab, esperti nelle motorizzazioni sovralimentate, presso la GM Powertrain.

La Fiat Punto e i Motori Diesel
La Fiat Punto, arrivata alla terza generazione, è un’utilitaria disponibile a tre o a cinque porte. Non è altro che il restyling della Punto Evo, a sua volta un lifting della Grande Punto. Può essere usata come unica auto da famiglia: ospita comodamente quattro persone, ha un comportamento stradale prevedibile e monta motori turbo pronti nella risposta. Quelli diesel, oltretutto, consumano pochissimo. Il bagagliaio ha una capienza discreta ma la soglia è lontana da terra mentre la visibilità è penalizzata dal lunotto piccolo. Accusa il peso degli anni (il progetto originale ha visto la luce nel 2005) alla voce “sicurezza”: gli esemplari più recenti avevano di serie solo gli airbag frontali. Prodotta dal 2012 al 2019, la Fiat Punto viene lanciata con ben nove motori: cinque a benzina (1.2 da 69 CV, 1.4 da 77 CV e tre turbo: uno 0.9 bicilindrico TwinAir da 84 CV e due 1.4 MultiAir da 105 e 135 CV), due 1.3 turbodiesel Multijet da 75 e 95 CV e due 1.4 a gas (a Gpl da 77 CV e a metano da 69 CV). I due turbo a quattro cilindri a benzina escono dal listino nel 2013 e l’anno seguente la potenza del bicilindrico sale a quota 105 CV. Nel 2015 questo motore esce di produzione insieme ai propulsori diesel e a Gpl.
La Fiat Punto del 1999 (codice progettuale Tipo 188) è il modello che contraddistingue la seconda generazione della famiglia Punto; si tratta quindi di un'autovettura di tipo utilitaria prodotta dalla casa automobilistica italiana Fiat Auto a partire dal 1999, come erede del precedente modello omonimo del 1993. Alla presentazione, avvenuta l'11 luglio 1999, la nuova Punto può contare su una valida parte meccanica, basata sul nuovo Pianale B. Il 1108 benzina montato sulla precedente Punto 55 non è più disponibile (mentre rimane in listino sulla Seicento e sulla Panda), mentre per la Punto si punta molto sul noto 1242, che adesso rispetta le norme anti-inquinamento Euro 3 (prima Euro 2) ed è disponibile in due diverse versioni, a 8 e a 16 valvole, rispettivamente da 60 e 80 CV di potenza. Il cambio è manuale a 5 marce, o 6 marce per la versione Sporting. In alternativa si può avere la trasmissione a variazione continua Speedgear CVT; quest'unità, prodotta dalla Jatco, è strettamente imparentata con quelle presenti in numerosi veicoli Nissan. La trasmissione comprende un variatore a pulegge con cinghia metallica e un convertitore di coppia bloccabile. La centralina di gestione consente anche un funzionamento da sequenziale a 6 marce, con la sesta di riposo (mentre per la Sporting le marce sono 7, più corte e ravvicinate). Viene anche presentata la versione elettrica del classico servosterzo, chiamata Dualdrive, che prevede due modalità di uso, "Normal" e "City", che alleggerisce ulteriormente lo sterzo, ideale per i parcheggi.
Novità anche sul fronte dei Diesel. La seconda generazione di Punto è stata la prima utilitaria al mondo a essere spinta da un motore common rail, il ben noto 1.910 JTD, allora in una semplice versione 8v da 80 CV (Euro 2) in seguito portata a 86 CV (Euro 3); questo motore unisce una fluidità di marcia eccellente, grazie alla coppia disponibile da bassissimo regime, a buone prestazioni e consumi discreti. Nel 2000 è stata introdotta una versione aggiornata della HGT, e cioè la Fiat Punto HGT Abarth. Le novità non furono solo nell'estetica (nuovi gruppi ottici con fendinebbia ora separati, inedita mascherina anteriore e vari dettagli della carrozzeria e dell'interno) ma anche nella meccanica. Il sistema Multijet (common rail di seconda generazione, a iniezioni multiple) venne applicato anche al 1.9 JTD, che erogava ora 101 CV. Per tutte le versioni erano di serie ABS (presente solo in alcune versioni della serie pre-restyling) e airbag passeggero (che era a pagamento su tutta la serie precedente). Su Emotion, HGT e Sporting esordì il sistema ESP con Hill Holder. Nel settembre 2005, è stata presentata quella che si potrebbe considerare la nuova generazione della Punto, nonostante sia una vettura completamente diversa nella forma oltre che nel nome: il nuovo modello, infatti, assume la denominazione di Grande Punto.
La Fiat Punto 1.2 16V: Un Motore da Conoscere
Per chi si domanda riguardo al motore 1.2 16V, in particolare su una Punto del 2002, è importante considerare alcune caratteristiche. Questo propulsore ha buone doti: consumi contenuti, notevole accelerazione, silenziosità. Tuttavia, è spesso percepito come pigro ai bassi regimi, al contrario della versione 8 valvole. Nel caso specifico della Brava, è stato abbinato a rapporti del cambio poco ragionevoli, con 3^ e 4^ marcia troppo lunghe.
Esperienze di proprietari indicano che il motore 1.2 Fire, sia nella declinazione 8v che in quella da 16v, è generalmente un ottimo motore. Alcuni difetti diffusi sulle Punto di quegli anni includono il "singhiozzo". La bruciatura della guarnizione della testata è uno dei tipici difetti di quegli anni lì, poi c'è da considerare che i fire 16v hanno una testata diversa e quindi la rottura della cinghia arreca danni al motore a differenza di quanto avviene con gli 8v. Tuttavia, ci sono testimonianze di Punto 5p hlx 1.2 16v 80cv che, dal 2001 al 2014, hanno percorso 145.000 km senza mai un problema al motore, risultando eccellenti sotto tutti i punti di vista. Altri proprietari di Punto (Sporting) 1.2 16v con impianto a metano aftermarket hanno percorso 150.000 km. Un proprietario di una Punto 1.2 16v del 2002 ha descritto il motore come un gioiello, consumando poco (circa 18 km/l di media da cdb), non mangiando un grammo di olio (sempre usato sint 5w-40), e rimanendo silenziosissimo. Inoltre, sulla Punto fa una bella figura e non lo trova per nulla vuoto in basso, tenendo benissimo la velocità autostradale a 3500giri/min.
È fondamentale considerare lo storico del veicolo usato, in particolare come è stato trattato e quanti chilometri ha percorso, oltre al tipo di strade su cui è stato utilizzato.

La Fiat 500 e le Sue Motorizzazioni Diesel e Ibride
La Fiat 500 è un modello di auto iconica con il suo design classico e la sua personalità unica. Disponibile in una vasta gamma di colori, la Fiat 500 offre a chi la guida un piacere senza paragone: comfort all'avanguardia, praticità e mobilità senza uguali. Un connubio tra stile moderno ed eleganza classica che ha reso questa storica vettura italiana un vero colpo d'occhio per i propri ammiratori.
La gamma di motori a disposizione include opzioni a benzina, diesel e ibride, ma alcune versioni non sono più disponibili, mentre altre sono state mantenute e migliorate nel tempo. Tra i motori più comuni che si possono trovare sulla Fiat 500, ci sono il TwinAir Turbo I2 da 0,9 litri, il GSE Firefly I3 da 1,2 litri mild hybrid, il FIRE I4 da 1,4 litri, il FIRE Multiair I4 da 1,4 litri e il MultiJet I4 da 1,3 litri.
Il motore TwinAir Turbo I2 da 0,9 litri è altamente reattivo, affidabile ed efficiente, e risulta essere molto più desideroso di prendere il ritmo rispetto alle versioni da 1,0 o 1,2 litri. Inoltre, questo motore eroga fino a 104 CV e 145 Newton Metro di coppia, e può raggiungere una velocità massima di 190 chilometri orari. Ciò rappresenta, quindi, un valore eccellente considerate le dimensioni della Fiat 500. Questo motore può anche accelerare da 0 a 100 chilometri orari in soli 11,0 secondi. Per questi motivi, il TwinAir Turbo I2 da 0,9 litri è sicuramente un'ottima scelta per la Fiat 500.
Storia dei Motori della Fiat 500
Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ha introdotto la Fiat 500 con tre motori che rispettavano gli standard di emissioni Euro5, comprensivi di un motore diesel e due motori a benzina. Il primo, noto come 1.3 MultiJet, era dotato di un filtro antiparticolato per ridurre le emissioni di gas inquinanti. Nonostante il nome Fiat 500, che originariamente indicava la cilindrata del motore, il motore aveva una cilindrata da 1242cc con una potenza di 69 cavalli.
Dopo il successo della variante da 1,3 litri, la Fiat ha presentato un nuovo motore denominato TwinAir al Salone di Ginevra del 2010. A differenza della precedente, questa versione era più piccola, con un motore a due cilindri turbo da 85 CV. Successivamente, è stata sviluppata una variante a iniezione diretta del motore TwinAir, che funzionava ad aspirazione naturale e si caratterizzava per un alesaggio maggiorato e una corsa più lunga rispetto alla versione originale. La cilindrata era di 964 cc, con un rapporto di compressione più elevato. In seguito, al Salone di Francoforte del 2013, è stata presentata una nuova versione del motore TwinAir, con una cilindrata di 0,9 litri e una potenza di 105 CV.
In termini di velocità, il motore più performante della Fiat 500 è quello disponibile sulla Fiat 500 Abarth 595 che monta il motore 1.4 Abarth Esseesse I4 Turbo. Questa versione è notevole per la sua velocità massima e la sua potenza: è in grado, infatti, di generare fino a ben 158 CV. Inoltre, questo motore è molto rapido e può accelerare da 0 a 100 chilometri orari in soli 7,4 secondi, il che lo rende uno dei motori più veloci del segmento.
L'Introduzione del Motore Mild Hybrid per la Fiat 500
Fiat ha recentemente lanciato il motore a benzina Mild Hybrid per la Fiat 500 con l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale e i costi per i propri clienti. Tale motorizzazione utilizza un motore GSE Firefly I3 da 1,0 litri a tre cilindri, potenziato con un supporto elettrico. A differenza delle versioni a benzina e diesel della Fiat 500, il motore mild hybrid non è molto potente. Infatti, la sua potenza massima è di soli 69,06 CV. Tuttavia, è comunque altamente efficiente e contribuisce a ridurre i costi totali di gestione del mezzo.
Per chi è alla ricerca di un motore affidabile e performante per la Fiat 500, il motore a benzina TwinAir Turbo I2 da 0,9 litri potrebbe essere la scelta migliore da effettuare. Questa versione è stata, infatti, progettata per garantire un'esperienza di guida eccellente, grazie alle sue prestazioni superiori rispetto agli altri motori della gamma Fiat 500. Oltre ad essere potente, è anche molto reattivo e presenta un'elevata efficienza nei consumi di carburante. Ciò permetterà di risparmiare sui costi di manutenzione e riparazione nel lungo periodo.
FIAT 1.3 MULTIJET - IL MOTORE PIÙ AMATO DA AUTOMOBILISTI E MECCANICI
Considerazioni su Manutenzione e Costi di Gestione
Un aspetto cruciale nella scelta di un motore diesel, come il Multijet, riguarda i costi di gestione e manutenzione. I motori Multijet di seconda generazione, in particolare il 1.6 da 120 cavalli, vantano dei miglioramenti significativi in termini di durabilità e costi di gestione, con tagliandi programmati ogni 35.000 Km. Questa distanza tra un tagliando e l'altro è notevole e può tradursi in un risparmio per i proprietari.
Tuttavia, è importante essere consapevoli dei potenziali problemi, soprattutto per i motori più datati o quelli che non hanno ricevuto una manutenzione adeguata. Ad esempio, nel caso dei motori Fire 1.2 16V, la bruciatura della guarnizione della testata è stata un difetto tipico di alcuni anni. Inoltre, i Fire 16v hanno una testata diversa e la rottura della cinghia di distribuzione può arrecare danni al motore, a differenza di quanto avviene con gli 8v.
Problemi legati all'impianto a metano, come il malfunzionamento o la necessità di regolazioni, possono comportare costi aggiuntivi. Anche la sostituzione di componenti come il motorino di avviamento o la batteria può essere frequente in alcuni casi, suggerendo l'importanza di un'attenta valutazione dello storico e delle condizioni del veicolo usato. È fondamentale affidarsi a meccanici qualificati e seguire scrupolosamente il piano di manutenzione consigliato dal costruttore per garantire la longevità e l'efficienza del motore Multijet.
