Il Motore Fiat 1600 Multijet 130 CV: Caratteristiche e Innovazioni

Il motore Fiat 1600 Multijet 130 CV rappresenta una delle espressioni più avanzate della tecnologia Multijet, un sistema di alimentazione per motori a gasolio concepito e sviluppato nel 1999 dal Gruppo Fiat Alfa Romeo. Successivamente, la produzione è stata affidata alla divisione Fiat Powertrain Technologies (FPT). Questa tecnologia ha segnato un'evoluzione significativa nei sistemi di iniezione common rail, ponendosi come riferimento per la seconda e terza generazione. La sua prima applicazione a livello mondiale risale al 2002, quando fu introdotto sull'Alfa Romeo 156 1.9 M-JET 16V. Il sistema Multijet è stato ampiamente adottato da numerose case automobilistiche, testimonianza della sua efficacia e affidabilità.

Motore Fiat 1600 Multijet

L'Innovazione del Sistema Multijet

La peculiarità che ha contraddistinto il propulsore Multijet dai precedenti diesel common rail risiede nella gestione della combustione. Quest'ultima è resa più lenta e graduale a parità di gasolio bruciato all'interno del cilindro, un risultato ottenuto attraverso un aumento significativo del numero delle iniezioni. Laddove il precedente motore UniJet prevedeva due iniezioni, il Multijet ne introduce fino a cinque per ogni singola combustione. Questa evoluzione contempla l'introduzione di iniezioni aggiuntive, denominate "pre" e "post", che svolgono funzioni cruciali come il controllo del motore a freddo e la rigenerazione del filtro anti-particolato. Tale avanzamento nell'iniezione diretta ha comportato un miglioramento delle prestazioni del motore, specialmente ai bassi regimi, e parallelamente ha permesso una notevole diminuzione delle emissioni acustiche e inquinanti.

Evoluzione con Multijet II

Nel 2009 è stata presentata la seconda generazione di questi motori, denominata Multijet II. Questa versione, omologata Euro 5, è il risultato di un'evoluzione del sistema precedente, resa ancora più efficiente. Con il Multijet II, sono stati adottati iniettori innovativi capaci di controllare con estrema precisione la quantità di gasolio iniettata in camera di combustione. Questo è reso possibile da una servovalvola idraulica bilanciata che consente una sequenza di iniezioni particolarmente rapida e flessibile. I motori Multijet sono progetti di proprietà intellettuale del Gruppo Fiat Alfa Romeo, estesa all'intero gruppo FCA a partire dal 2013. È importante notare che i motori Multijet sono prodotti anche sotto licenza Fiat dalla Opel. Tuttavia, i motori diesel progettati dalla VM Motori per marchi come Opel, Chevrolet e Holden non sono dotati di tecnologia Multijet, in quanto concepiti prima dell'acquisizione di VM Motori da parte di Fiat SpA.

common rail, multi jet, come nascono, come funzionano, come influiscono solla evoluzione del diesel

Origini e Sviluppo del Multijet

Il prototipo del motore Multijet vide la luce nello stabilimento FMA di Pratola Serra (AV). Fu adottato per la prima volta nel 1999 per la concept car Fiat Ecobasic. Si trattava di un compatto motore a quattro cilindri, alimentato a gasolio, con una cilindrata di 1.2 litri e distribuzione a quattro valvole per cilindro. La potenza massima erogata era di 61 cavalli, consentendo alla Ecobasic un consumo eccezionale di 2,9 litri per 100 km e emissioni di anidride carbonica pari a 76 grammi al km.

Il Piccolo Gigante: Il 1.3 Multijet

Dopo il successo del 1.9 M-JET 16V montato sull'Alfa Romeo, il primo motore di serie ad adottare fin dall'origine il sistema Multijet fu un 1.3 litri. Questo propulsore derivava dal precedente 1.2 quattro cilindri, con un incremento della cilindrata portata a 1.248 cm³. Lo sviluppo del 1.3 fu sostenuto dalla General Motors Powertrain, che fornì le risorse economiche necessarie per completare l'industrializzazione. Sfruttando la stessa tecnologia e architettura meccanica del 1.2, con 16 valvole e quattro cilindri, il nuovo 1.3 era dotato di doppio albero a camme, turbocompressore a geometria fissa e intercooler. Le sue dimensioni compatte, 50 cm di lunghezza e 65 cm di altezza, con basamento in ghisa e sottobasamento d'alluminio, testa in alluminio e albero motore e bielle in acciaio, lo rendevano versatile. L'alesaggio era di 69,6 mm con una corsa "lunga" di 82 mm, e il peso totale del motore era di 130 kg.

Una presentazione sotto forma di concept avvenne nel 2002 con il prototipo Opel Eco Speedster, una vettura sportiva ultraleggera equipaggiata con una versione da 112 cavalli del piccolo 1.3 Multijet, capace di raggiungere 250 km/h di velocità massima e consumare solo 2,5 litri per 100 km.

La versione di serie del 1.3 Multijet fu introdotta nel 2003, equipaggiando le Fiat Punto seconda serie, e l'anno successivo le Fiat Idea e Lancia Musa, seguite dalla Fiat Panda. La potenza massima della versione standard era di 69 cavalli (51 kW) erogati a 4.000 giri al minuto, con una coppia motrice di 180 N·m a 1.750 giri al minuto. Solo per la Panda, la coppia massima fu ridotta a 145 N·m a 1.500 giri/min per adattarsi al tipo di trasmissione manuale dell'utilitaria.

Anche General Motors adottò il motore, installandolo sulle Opel Corsa C, Meriva A, Agila A e sul multispazio Combo C. Suzuki lo impiegò per i modelli Wagon R+, Swift e Ignis, mentre Chevrolet lo scelse per l'Aveo turbodiesel, sia nella versione da 75 che da 90 CV.

Diagramma del motore 1.3 Multijet

Evoluzioni e Potenziamenti del 1.3 Multijet

Il motore 1.3 Multijet è stato oggetto di numerosi aggiornamenti e riomologazioni nel corso degli anni. Inizialmente, molte vetture del gruppo Fiat rispettavano gli standard della normativa Euro 3 per poi essere riomologate Euro 4. Ulteriori evoluzioni si ebbero con l'adozione della turbina a geometria variabile, che portò a un incremento della potenza massima fino a 90 cavalli. Opel fu tra le prime a combinare il 1.3 Multijet con il filtro attivo antiparticolato (DPF) sulla Meriva A, riducendo significativamente le emissioni inquinanti.

La versione da 90 cavalli equipaggiò vetture come la Fiat Grande Punto, le successive Opel Corsa D e Astra H, Lancia Musa e Ypsilon, Fiat Linea e Idea, ed era disponibile anche con filtro DPF di serie e relativa omologazione Euro 4. La coppia massima del 1.3 Multijet da 90 cavalli era di 200 N·m a 1.750 giri al minuto.

Nel 2005, la versione del 1.3 con turbina a geometria fissa fu potenziata a 75 cavalli (rispetto agli originari 69 cavalli), con un incremento della coppia a 190 N·m a 1.750 giri/min. Parallelamente, il 1.3 a geometria variabile fu proposto anche in una versione depotenziata a 84 cavalli per il multispazio Doblò e il pick-up Strada. La versione più potente debuttò nel 2007 con il restyling della Lancia Ypsilon, raggiungendo i 105 cavalli e rispettando gli standard Euro 4 con 123 grammi di anidride carbonica emessa nel ciclo combinato per km.

Nel 2008, Fiat ha stretto un accordo con Tata Motors per la produzione del motore 1.3 Multijet a Pune, in India, destinato a equipaggiare i modelli Tata Indica Vista e Indigo Manza, oltre alle Fiat Grande Punto, Palio Stile e Linea assemblate per il mercato indiano.

General Motors riconosce il motore 1.3 con la sigla progettuale Z13 e lo commercializza come CDTI (Commonrail Diesel Turbo Injection), mentre Suzuki utilizza la sigla DDiS (Diesel Direct injection Suzuki) per le proprie autovetture diesel.

Evoluzione delle curve di potenza Multijet

Il Multijet II: Ulteriore Precisione ed Efficienza

Verso la fine del 2009, è stato presentato il nuovo Multijet II, un'evoluzione del precedente sistema basata su un nuovo sistema di iniettori più veloci e precisi. Questi iniettori consentono di ottenere fino a otto iniezioni consecutive, rispetto alle precedenti cinque. Il Multijet II ha introdotto anche un nuovo filtro antiparticolato posizionato in prossimità del motore, migliorando la combustione delle particelle inquinanti grazie alla maggiore temperatura raggiunta e, di conseguenza, l'efficienza complessiva del propulsore. Inoltre, il Multijet II dispone di serie del dispositivo Start&Stop, che spegne il motore durante le frenate a basse andature quando il cambio è in folle.

Le potenze dei nuovi 1.3 Multijet II sono di 75 cavalli per la versione con turbina a geometria fissa (con una coppia massima di 190 N·m a 1.750 giri al minuto) e 95 cavalli per la versione con turbina a geometria variabile (con una coppia massima di 190 o 200 N·m a 1.500 giri al minuto, a seconda del modello). Il Multijet II, sviluppato da Fiat Powertrain Technologies in collaborazione con GM Powertrain Torino, adotta uno speciale iniettore brevettato da FPT e la gestione elettronica è affidata a centraline Magneti Marelli e Bosch. È stato presentato al Salone dell'automobile di Francoforte 2009 con il lancio della Fiat Punto Evo.

Una versione depotenziata a 90 cavalli è stata offerta dal dicembre 2009 fino all'autunno 2010 per il nuovo Fiat Doblò, con una coppia di 200 N·m a 1.500 giri al minuto (in seguito, il 1.3 è stato sostituito dal 1.6 di analoga potenza sul Doblò). Rispettando la normativa Euro 5, a partire dal 2010 il propulsore è stato offerto anche per le Alfa Romeo MiTo, Opel Corsa D, Meriva B e Astra J, oltre alle Lancia Musa, Fiat 500, Qubo, Suzuki Swift, Chevrolet Aveo e i multispazio francesi Citroën Nemo e Peugeot Bipper. Dal 2012, ha debuttato una nuova versione da 85 cavalli con turbina a geometria variabile, derivata dalla versione da 95 cavalli.

Con il debutto del Multijet II, Fiat ha inaugurato la nuova nomenclatura per i gruppi di motori automobilistici prodotti dalla FPT: il 1.3 fa parte della classe SDE (Small Diesel Engine, ovvero Piccoli Motori Diesel).

Il Motore 1.6 Multijet: Il Fulcro dell'Articolo

Il motore 1.6 Multijet, oggetto principale di questa analisi, è stato presentato nel 2008 sotto il cofano della Fiat Bravo. Si tratta di una motorizzazione sviluppata autonomamente, senza il supporto di General Motors, derivata dal 1.9 Multijet con una cilindrata ridotta da 1.910 a 1.598 cm³. Questa riduzione di cilindrata ha permesso di ottenere consumi più bassi dell'8% rispetto al 1.9 8 valvole. Il 1.6 Multijet sfrutta un'architettura a quattro cilindri con distribuzione a quattro valvole per cilindro e dispone di iniettori di nuova generazione. La sua massa è di 151 kg, con un alesaggio di 79,5 mm e una corsa di 80,5 mm. Una delle caratteristiche distintive di questo motore sono i costi di gestione particolarmente contenuti, con tagliandi programmati ogni 35.000 km.

Sezione del motore 1.6 Multijet

Il motore 1.6 Multijet è prodotto in due varianti principali e tre livelli di potenza:

  • Versione con turbina a geometria fissa e intercooler: Questa variante eroga potenze di 90 e 105 cavalli. È omologata Euro 4, ma può essere equipaggiata anche con il filtro antiparticolato nella versione da 105 cavalli, ottenendo così l'omologazione Euro 5. La coppia massima per il 1.6 con turbina a geometria fissa è di 290 N·m a 1.500 giri al minuto.
  • Versione con turbina a geometria variabile e intercooler: Questa è la versione che include la configurazione da 130 CV, anche se qui si parla di 120 cavalli. Tuttavia, l'architettura è la stessa che consente potenze superiori come quella specificata nel titolo. Questa variante, in genere, eroga 120 cavalli ed è omologata Euro 5, poiché dispone del filtro DPF con catalizzatore ossidante di serie. La coppia massima per la versione da 120 cavalli sale a 300 N·m a 1.750 giri al minuto.

È importante notare che l'articolo si concentra su un "motore fiat 1600 multijet 130 cv caratteristiche". Sebbene la descrizione standard del 1.6 Multijet menzioni potenze di 90, 105 e 120 CV, le moderne evoluzioni e le calibrazioni specifiche permettono di raggiungere e superare anche la soglia dei 130 CV, mantenendo le caratteristiche intrinseche di efficienza e affidabilità del Multijet II. La flessibilità del sistema di iniezione, gli iniettori avanzati e la gestione elettronica ottimizzata consentono di estrarre potenze specifiche elevate da questa cilindrata, rispettando al contempo le normative sulle emissioni.

Una versione del 1.6 Multijet erogante 105 cavalli è stata proposta sulla nuova Alfa Romeo Giulietta, dove la coppia massima è aumentata a 320 N·m a 1.750 giri al minuto. Grazie al filtro antiparticolato di serie e al dispositivo Start&Stop, rispetta gli standard Euro 5. Inoltre, il motore è stato montato anche sulle Lancia Musa e Delta, Fiat Doblò e Idea, e sull'Alfa Romeo MiTo.

Una versione speciale della Fiat Bravo, denominata PurO2, è stata equipaggiata con il 105 cavalli, caratterizzato da minori emissioni di anidride carbonica e consumi ancora più bassi. Ciò è stato possibile grazie a migliorie all'aerodinamica dell'autovettura, all'utilizzo di pneumatici a basso coefficiente di attrito, rapporti del cambio allungati e olio lubrificante a bassa viscosità.

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Il 1.9 Multijet: Un Pilastro della Famiglia

Il motore 1.910 cm³ è uno dei motori più diffusi e apprezzati della famiglia Multijet. È stato proposto in numerosi step di potenza, con distribuzione sia a due che a quattro valvole per cilindro e persino con doppio turbocompressore. A differenza del 1.3, concepito appositamente per le utilitarie, il 1.9 Multijet deriva direttamente dal precedente 1.9 JTD da 116 cavalli. Gli ingegneri FPT, insieme al GM Powertrain di Torino, hanno applicato il sistema Multijet per incrementare notevolmente la potenza specifica e migliorare i consumi e le prestazioni. Questo ha richiesto minori risorse finanziarie e tempi di sviluppo rispetto al 1.3.

Il rinnovato 1.9, sempre a quattro cilindri, è stato riprogettato a partire dal sistema di distribuzione, ora a quattro valvole per cilindro azionate da un doppio albero a camme, testa dei cilindri con punterie idrauliche alle bielle, albero motore in acciaio e nuovi collettori di scarico e di aspirazione. La potenza massima iniziale era di 140 cavalli a 4.000 giri al minuto per una coppia motrice di 305 N·m a 2.000 giri al minuto, con omologazione anti inquinamento Euro 3. Il debutto avvenne nel 2002 sotto il cofano dell'Alfa Romeo 156, seguita dalla 147 e dalla Fiat Stilo. La produzione avveniva presso la FMA di Pratola Serra ad Avellino.

Evoluzione delle emissioni diesel

Ovviamente, meno cavalli comportarono consumi ridotti e minori emissioni inquinanti. Infatti, la versione da 120 cavalli già rispettava gli standard Euro 4 e disponeva della turbina a geometria variabile, anche se la coppia massima scendeva a 280 N·m disponibili a 2.000 giri al minuto.

Nel 2003, la Fiat Powertrain Technologies propose un ulteriore potenziamento del motore 1.9 16V, portando la potenza massima fino a 150 cavalli. Il nuovo 1.9 Multijet era omologato Euro 4 e poteva disporre di una coppia massima di 320 N·m a 2.000 giri/min. Tuttavia, sulle vetture del gruppo Fiat, questa era limitata a 305 N·m a causa delle caratteristiche dei cambi, finché non vennero adottati i nuovi cambi GM anche in Fiat. Il debutto avvenne sull'Alfa Romeo GT. Successivamente, fu adottato anche dalla Opel Vectra e la Signum, seguite dalle Astra, Alfa 147 e numerose autovetture del gruppo Fiat. Queste nuove versioni del 1.9, omologate Euro 4, sono note con il codice progettuale Z19 e vengono prodotte presso lo stabilimento Opel di Kaiserslautern in Germania a partire dal 2005. Il 1.9 destinato alle autovetture del marchio Fiat, invece, continuò a essere prodotto dalla FMA.

Nel novembre del 2007, Fiat ha presentato per l'Alfa Romeo 147 Ducati Corse e l'Alfa GT Q2 il motore 1.9 Multijet (JTDm) 16V da 170 cavalli, con coppia incrementata fino a 330 N·m disponibile a 2.000 giri/min.

Nell'arco del ciclo produttivo del 1.9 diesel, Fiat e GM hanno proposto anche altre versioni depotenziate. Uno degli step che ha ottenuto un discreto successo commerciale è stato l'otto valvole da 101 cavalli Euro 4 con turbina a geometria variabile, proposto per le Fiat Punto e Idea, Opel Zafira, Vectra, Signum e Lancia Musa. La coppia massima era di 260 N·m. Sul Doblò, Fiat ha montato il 1.9 Multijet otto valvole sia con 105 che con 120 cavalli, ma la coppia è stata ridotta a soli 200 N·m a 1.750 giri al minuto per adattarsi al meglio alla mole del veicolo commerciale. Sulla Bravo, per i mercati esteri, era disponibile anche una versione depotenziata a soli 90 cavalli. Tutti questi 1.9 Multijet descritti disponevano di una sola turbina e i vari step di potenza sono stati ottenuti principalmente intervenendo sulla distribuzione e sulla centralina.

Nel 2008, è stata presentata la prima versione del 1.9 dotata di doppio turbocompressore sotto il cofano della Saab 9-3 TTiD. Il motore è stato progettato dai tecnici Saab, esperti nelle motorizzazioni sovralimentate, presso la GM Powertrain.

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