La discussione sull'installazione di un motore Multijet II su una Fiat Punto modello 188 è un tema ricorrente tra gli appassionati e i meccanici, che solleva interrogativi sulla fattibilità tecnica, le implicazioni prestazionali e le considerazioni di sicurezza. Sebbene la Punto 188 sia stata prodotta con diverse motorizzazioni, l'idea di un "trapianto" di un propulsore più moderno come il Multijet II, in particolare un 1.3 litri, è affascinante per i potenziali benefici in termini di efficienza e prestazioni.

Il Motore Multijet: Origini ed Evoluzione
Il Multijet è un sistema di alimentazione per motori a gasolio, un'innovazione progettata e sviluppata nel 1999 dal Gruppo Fiat Alfa Romeo e successivamente prodotta dalla divisione Fiat Powertrain Technologies. Questo sistema rappresenta un'evoluzione significativa nel campo dell'iniezione common rail, configurandosi come la seconda e terza generazione di questa tecnologia. La sua prima applicazione mondiale avvenne nel 2002 sull'Alfa Romeo 156 1.9 M-JET 16V, e da allora è stato adottato da numerose case automobilistiche.
I motori Multijet, progetti interamente appartenenti al Gruppo Fiat Alfa Romeo (che ha esteso la proprietà intellettuale all'intero gruppo FCA a partire dal 2013), sono noti per la loro combustione più lenta e graduale rispetto ai precedenti diesel common rail. Questa caratteristica è ottenuta aumentando il numero di iniezioni per ogni singola combustione, dalle due del precedente motore UniJet a un massimo di cinque. Il Multijet introduce tipi di iniezione "pre" e "post", che permettono rispettivamente il controllo del motore a freddo e la rigenerazione del filtro anti-particolato. Questa evoluzione porta a un miglioramento delle prestazioni, in particolare ai bassi regimi, e contemporaneamente a una diminuzione delle emissioni acustiche e inquinanti.
Il prototipo del motore Multijet nacque nello stabilimento FMA di Pratola Serra (AV) e fu adottato nel 1999 per la concept car Fiat Ecobasic. Si trattava di un compatto quattro cilindri alimentato a gasolio dalla cilindrata di 1.2 litri e distribuzione a quattro valvole per cilindro, con una potenza massima di 61 cavalli.

Il Multijet II: L'Innovazione del 2009
Nel 2009, la Fiat ha presentato la seconda generazione dei motori, denominata Multijet II, omologata Euro 5. Questa versione si basa su un'evoluzione del sistema precedente, reso ancora più efficiente grazie all'adozione di iniettori innovativi. Questi iniettori sono capaci di controllare con grande precisione, grazie alla servovalvola idraulica bilanciata, la quantità di gasolio iniettata in camera di combustione con una sequenza di iniezioni particolarmente rapida e flessibile, fino a un totale di otto iniezioni consecutive in luogo delle precedenti cinque.
Il Multijet II adotta anche un nuovo filtro antiparticolato (DPF) in posizione ravvicinata al motore, il che migliora la combustione delle particelle inquinanti all'interno del filtro stesso grazie alla maggiore temperatura raggiunta, incrementando così l'efficienza del propulsore. Inoltre, molti motori Multijet II dispongono di serie del dispositivo Start&Stop, che spegne il motore durante le frenate alle basse andature quando il cambio è in folle. Il Multijet II, sviluppato da Fiat Powertrain Technologies in collaborazione con GM Powertrain Torino, adotta uno speciale iniettore brevettato da FPT, e la gestione elettronica è affidata a centraline Magneti Marelli e Bosch. È stato presentato al Salone dell'automobile di Francoforte 2009 con il lancio della Fiat Punto Evo.
Il Motore 1.3 Multijet: Il Più Piccolo della Famiglia
Il più piccolo Multijet in produzione è un 1,3 litri, mentre il più grande raggiunge i 3,0 litri destinati ai veicoli commerciali e alle auto di fascia alta. Il 1.3 Multijet di serie, derivato dal precedente 1.2 quattro cilindri in seguito a un incremento della cilindrata portata a 1.248 cm³, è stato sviluppato grazie al supporto della General Motors Powertrain. Sfrutta la medesima tecnologia e la stessa architettura meccanica del 1.2 con 16V e quattro cilindri, è dotato di doppio albero a camme, turbocompressore a geometria fissa e intercooler.
Le dimensioni sono rispettivamente di 50 cm di lunghezza e 65 cm di altezza, con basamento in ghisa e sottobasamento d'alluminio, testa in alluminio e albero motore e bielle in acciaio. L'alesaggio è di 69,6 mm con una corsa "lunga" 82 mm. Il peso di questo motore è di 130 kg.
La presentazione del 1.3 di serie avvenne nel 2003 sotto il cofano delle Fiat Punto seconda serie e l'anno successivo venne adottato anche dalle Fiat Idea e Lancia Musa seguite dalla Fiat Panda. La potenza massima della versione standard viene erogata a 4.000 giri al minuto ed è di 69 cavalli (51 kW) con una coppia motrice di 180 N·m a 1.750 giri al minuto.
Il motore è stato in seguito più volte aggiornato e riomologato, infatti molte vetture del gruppo Fiat inizialmente rispettavano gli standard della normativa Euro 3 per poi essere riomologate Euro 4. Ulteriori evoluzioni si ebbero con l'adozione della turbina a geometria variabile, che ha comportato un incremento della potenza massima fino a 90 cavalli. Il 1.3 con turbina a geometria fissa venne potenziato nel 2005 a 75 cavalli (a fronte degli originari 69 cavalli) con incremento della coppia a 190 N·m a 1.750 giri/min, mentre il 1.3 a geometria variabile venne proposto anche in una versione depotenziata a 84 cavalli sul multispazio Doblò e il pick-up Strada. La versione più potente debuttò nel 2007 con il restyling della Lancia Ypsilon: il piccolo diesel raggiunse il picco di 105 cavalli.
Verso la fine del 2009, il nuovo Multijet II da 1.3 litri è stato introdotto con potenze di 75 cavalli per la versione con turbina a geometria fissa (190 N·m a 1.750 giri) e 95 cavalli per la versione con turbina a geometria variabile (190 o 200 N·m a 1.500 giri). Dal 2012 è disponibile una nuova versione da 85 cavalli con turbina a geometria variabile.
Il Motore 1.6 Multijet e 1.9 Multijet: Le Opzioni Più Potenti
Il motore 1.6 Multijet è stato presentato nel 2008 sotto il cofano della Fiat Bravo. Si tratta di una motorizzazione sviluppata senza il supporto della General Motors, derivata dal 1.9 Multijet con cilindrata ridotta da 1.910 a 1.598 cm³. Sfrutta un'architettura a quattro cilindri con distribuzione a quattro valvole per cilindro e dispone di iniettori di nuova generazione. La massa è di 151 kg, l'alesaggio è di 79,5 mm con una corsa di 80,5 mm. Il motore 1.6 Multijet viene prodotto in due differenti varianti e tre livelli di potenza: la prima versione con turbina a geometria fissa e intercooler eroga 90 e 105 cavalli, mentre la versione con turbina a geometria variabile e intercooler eroga 120 cavalli. La coppia massima del 1.6 è di 290 N·m a 1.500 giri al minuto nella versione con turbina a geometria fissa, mentre sale a 300 N·m a 1.750 giri al minuto per il 120 cavalli.
Il 1.910 cm³ è uno dei motori più diffusi e apprezzati della famiglia Multijet, proposto in numerosi step di potenza con distribuzione sia a due che a quattro valvole per cilindro e persino con doppio turbocompressore. Il 1.9 Multijet deriva direttamente dal precedente 1.9 JTD da 116 cavalli, al quale gli ingegneri FPT insieme al GM Powertrain di Torino hanno applicato il sistema Multijet. Il rinnovato 1.9, sempre a quattro cilindri, venne riprogettato a partire dal sistema di distribuzione ora a quattro valvole per cilindro azionate da un doppio albero a camme. La potenza massima era di 140 cavalli a 4.000 giri al minuto per una coppia motrice di 305 N·m a 2.000 giri al minuto e omologazione anti inquinamento Euro 3. Nel 2003, la Fiat Powertrain Technologies propose un ulteriore potenziamento del motore 1.9 16V portando la potenza massima fino a 150 cavalli.
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La Fiat Punto 188: Contesto e Considerazioni sul Trapianto
La Fiat Punto, arrivata alla terza generazione, è un'utilitaria disponibile a tre o a cinque porte. Il modello 188 è la seconda generazione della Punto, prodotta dal 1999 al 2010. Sebbene la Fiat Punto sia stata prodotta con diverse motorizzazioni, l'idea di installare un motore Multijet II, tipicamente un 1.3 litri, su un modello 188 richiede un'analisi approfondita.
Alcune delle motorizzazioni originali della Punto includono un 1.2 da 69 CV, un 1.4 da 77 CV e due 1.3 turbodiesel Multijet da 75 e 95 CV. Il 1.9 Multijet 100cv, ad esempio, veniva montato sulla versione HGT, ma la Fiat ha fatto anche la versione 5 porte Emotion.
Pro e Contro del Trapianto
Chi valuta un trapianto di motore, come quello di un Multijet II su una Punto 188, spesso immagina molti pro e un solo contro. Tuttavia, la realtà tecnica e legale può essere più complessa. Un utente ha espresso l'idea che un 2000 benzina potrebbe essere un rischio, suggerendo che per il rischio "ne vale la pena". Altri hanno proposto di montare un 1800cc, quello della Punto HGT, essendo "sicuro al 1000% che ci sta dentro il vano motore senza fare i salti mortali".
Un aspetto cruciale da considerare è la compatibilità strutturale. Un utente ha forti dubbi che il "telaietto" della Punto sopporti a lungo le sollecitazioni di 200cv e passa, come quelle che potrebbe generare un 2.0 turbo. Questo solleva interrogativi sulla sicurezza e l'integrità strutturale del veicolo in caso di modifiche significative alla potenza erogata.
Le motorizzazioni 1.3 JTD Multijet, nelle sue varie declinazioni (Active, Malibu, SX, Actual, Dynamic, Emotion, Panorama), sono state ampiamente utilizzate su diverse versioni della Punto, suggerendo una potenziale compatibilità per un Multijet II da 1.3 litri. Tuttavia, l'integrazione di un motore progettato per la seconda generazione del Multijet con l'elettronica e la meccanica della Punto 188 non è un'operazione semplice.
Considerazioni Tecniche Approfondite
L'installazione di un motore diverso da quello originale comporta una serie di sfide tecniche:
- Compatibilità del vano motore: Sebbene un 1.3 Multijet II possa apparire compatto, le differenze negli attacchi del motore, nei supporti, nella disposizione degli accessori e nel passaggio dei cablaggi e delle tubazioni potrebbero richiedere modifiche significative al telaio e al vano motore.
- Elettronica e cablaggio: I motori Multijet II, soprattutto quelli più recenti, sono dotati di centraline complesse che gestiscono non solo l'iniezione, ma anche il DPF, lo Start&Stop e altri sistemi avanzati. L'integrazione di questa elettronica con il sistema della Punto 188, che ha un'architettura più datata, può essere estremamente difficile e richiedere la sostituzione o l'adattamento di intere sezioni del cablaggio e della centralina stessa. Un utente ha riportato problemi su una Punto 1.9 multijet 100cv del 2004, modello 188 motore B 2000, dove l'elettronica taglia le prestazioni sopra i 3000 giri o i 160 km/h, con codici allarme P1135-P1138. Questo evidenzia la complessità dell'elettronica anche sui motori Multijet di prima generazione.
- Trasmissione: Il cambio originale della Punto 188 potrebbe non essere dimensionato per la coppia e la potenza di un motore Multijet II. Sarebbe probabilmente necessario sostituire il cambio con uno compatibile con il nuovo motore. La modifica della quinta marcia è un'operazione che alcuni hanno eseguito per migliorare la rapportatura, come "montando la coppia della 5 marcia della punto jtd 1.9 ed andava veramente bene, pagata 70 euro in fiat." Un utente ha anche specificato di aver utilizzato quella della 1.9jtd 75cv (quello della Brava TD 75) per ridurre i giri motore. Tuttavia, queste modifiche sono specifiche per il cambio esistente e potrebbero non essere sufficienti per un trapianto completo.
- Impianto frenante e sospensioni: Un aumento significativo di potenza e coppia richiede un adeguamento dell'impianto frenante e delle sospensioni per garantire la sicurezza e la stabilità del veicolo.
- Omologazione: In Italia, le modifiche sostanziali al motore di un veicolo richiedono una nuova omologazione e un aggiornamento della carta di circolazione. Questo processo è notoriamente complesso e costoso, e spesso non è garantito il successo, specialmente per trapianti di motori non previsti dalla casa madre per quel modello specifico.
Problemi Comuni e Diagnosi
I possessori di Punto con motori Multijet, anche originali, a volte riscontrano problemi. Un esempio è il taglio delle prestazioni su una Punto 1.9 multijet 100cv del 2004, modello 188, che si manifesta superando i 3000 giri o i 160 km/h. I codici di errore P1135-P1138 possono indicare problemi legati a sensori o al sistema di gestione motore.
In questi casi, la pulizia del debimetro, della valvola EGR e del collettore di aspirazione è spesso suggerita. L'EGR (Exhaust Gas Recirculation) è un componente noto per intasarsi e causare problemi di prestazioni. La sostituzione della turbina, come avvenuto per un utente a causa di una "fumata bianca", è un'operazione costosa e complessa.
Un punto di confusione comune riguarda le sonde lambda sui motori diesel. Come specificato da un utente, "il diesel non mi pare abbia le sonde lambda", e questo è corretto in quanto regolano la miscela aria-benzina. Infatti, "sul 1.9 multijet 100 cv del 2004, il foro sul collettore è riservato al tubo che va a raccordarsi con l'egr", e l'eper non mostra lambda sulla linea di scarico. Tuttavia, il paradosso è che "la sonda esiste come ricambio per il mjt 1.9 da 120 cv del 2005", indicando differenze anche tra le versioni Multijet.
Il sensore di posizione del pedale acceleratore è un altro componente che, se difettoso, può influenzare le prestazioni del motore, come suggerito da un utente in relazione ai tagli di potenza.

Manutenzione e Ricambi per Motori Multijet
La disponibilità di ricambi per i motori Multijet è ampia, sia nuovi che usati. Per i ricambi usati, è possibile trovarli online con diverse garanzie e opzioni di pagamento. Ad esempio, EmpireRicambi.it offre il diritto di recesso per 100 giorni e una garanzia di 30 giorni dal momento della ricezione per i ricambi usati. La spedizione è sempre gratuita in Italia, mentre per altri paesi europei il costo viene calcolato di volta in volta.
È fondamentale prestare attenzione alle condizioni di garanzia sui ricambi usati. In caso di vendita di un motore, la garanzia copre esclusivamente componenti specifici: valvole, albero motore, pistoni, monoblocco e testata completa. Per le centraline, l'acquirente viene informato che il ricambio è codificato e bloccato, assumendosi l'esclusiva responsabilità dell'acquisto. La garanzia decade se vengono effettuate modifiche al bene o in caso di mancata sostituzione di componenti accessori.

Efficienza e Comportamento su Strada
La discussione sull'efficienza di un motore 1.3 Multijet a bassi regimi di crociera è un altro punto interessante. Un utente si è chiesto se sia possibile mantenere i 130/135 km/h in quinta a soli 2000 giri, trovando tale velocità "un po' bassi" e paragonando il comportamento alla sua Outlander 2.2 con cambio a 6 marce che a quella velocità viaggia a circa 2400 giri. Si ritiene che con un 1.3 Mjt "basterebbe una leggera salita e scendi subito di giri costringendoti a scalare."
La regola generale è che a velocità di crociera il motore dovrebbe essere in piena coppia. Su un turbo-diesel, il range della turbina va da circa 2000 giri (poco più o poco meno) a circa 3000 giri, dove si ottengono i massimi giri della turbina e da lì in poi si sale di giri con la pressione residua.
Per quanto riguarda le vibrazioni, in particolare in quarta marcia, si suggerisce di controllare i tripodi dei semiasse. Questo indica che la meccanica e la trasmissione devono essere in condizioni ottimali per supportare le prestazioni del motore.
Conclusioni Provvisorie sul Trapianto
Il "trapianto" di un motore Multijet II su una Fiat Punto 188 è un'impresa che, sebbene teoricamente possibile, si scontra con notevoli sfide tecniche, legali ed economiche. Le differenze nelle piattaforme, nell'elettronica e nelle normative di omologazione rendono l'operazione estremamente complessa e spesso poco conveniente. Le discussioni tra gli appassionati evidenziano la ricerca di maggiori prestazioni ed efficienza, ma anche la consapevolezza dei rischi associati a modifiche così invasive.
È importante considerare che ogni intervento sul motore, specialmente se non previsto dal costruttore, può compromettere la sicurezza, l'affidabilità e la longevità del veicolo, oltre a invalidare garanzie e coperture assicurative. Prima di intraprendere un progetto del genere, è consigliabile consultare esperti qualificati e valutare attentamente tutte le implicazioni.