Il sistema Multijet rappresenta una vera e propria innovazione nel panorama dei motori a gasolio, progettato e sviluppato nel 1999 dal Gruppo Fiat Alfa Romeo e successivamente prodotto dalla divisione Fiat Powertrain Technologies. Questo sistema, che identifica i motori diesel prodotti dalla Fiat a partire dal 1999, costituisce l'iniezione common rail di seconda e terza generazione ed è tuttora utilizzato da numerose case automobilistiche. A partire dal 2013, i motori Multijet sono progetti appartenenti al Gruppo Fiat Alfa Romeo che ha esteso la proprietà intellettuale all'intero gruppo FCA.

Origini e Evoluzione del Multijet
Il prototipo del motore Multijet nacque nello stabilimento FMA di Pratola Serra (AV) e fu adottato nel 1999 per la concept car Fiat Ecobasic. Si trattava di un compatto quattro cilindri alimentato a gasolio dalla cilindrata di 1.2 litri e distribuzione a quattro valvole per cilindro, con una potenza massima di 61 cavalli che permetteva alla Ecobasic un consumo pari a 2,9 litri per 100 km ed emissioni di anidride carbonica pari a 76 grammi al km.
La prima applicazione mondiale ufficiale avvenne nel 2002 sulla Alfa Romeo 156 1.9 M-JET 16V. Questa evoluzione dell'iniezione diretta ha permesso di ottenere al motore un miglioramento delle prestazioni, in particolare ai bassi regimi, e contemporaneamente una diminuzione delle emissioni acustiche e inquinanti.
Motore FIAT 1.3 Multijet - Storia e tecnica
La Rivoluzione delle Iniezioni: Da UniJet a Multijet II
La particolarità che ha distinto questo propulsore dai precedenti diesel common rail è la combustione, più lenta e graduale a parità di gasolio bruciato all'interno del cilindro. Questo risultato è stato ottenuto aumentando il numero delle iniezioni, dalle due del precedente motore UniJet a cinque per ogni singola combustione. Rispetto ai precedenti sistemi di iniezione common rail, il Multijet prevede appunto l'introduzione di altri tipi di iniezione (denominate pre e post) fino a un totale di cinque, che permettono rispettivamente il controllo del motore a freddo e la rigenerazione del filtro anti-particolato. Questa capacità di introdurre iniezioni anche molto vicine tra loro, ottimizzando la combustione e lo sfruttamento dell'aria immessa nei cilindri, è alla base del successo del Multijet.
Con la seconda versione della tecnologia, denominata Multijet II e introdotta nel 2009, si è registrato un ulteriore passo avanti. I motori Multijet II, omologati Euro 5 e basati su un'evoluzione del precedente sistema, sono stati resi più efficienti. Vengono adottati iniettori innovativi capaci di controllare con grande precisione, grazie alla servovalvola idraulica bilanciata, la quantità di gasolio iniettata in camera di combustione con una sequenza di iniezioni particolarmente rapida e flessibile. Questo nuovo sistema di iniettori è in grado di realizzare fino a otto iniezioni consecutive in luogo delle precedenti cinque, offrendo un controllo chirurgico sul numero, il timing e la durata delle iniezioni.

Vantaggi della Tecnologia Multijet
Il Multijet ha portato numerosi benefici rispetto ai sistemi diesel precedenti e in particolare ai JTD (Jet Turbo Diesel), che rappresentano la serie di motori Diesel a iniezione diretta con tecnologia Common Rail sviluppati da Fiat e precursori del Multijet. Il cuore della tecnologia JTD è il sistema Common Rail, che separa la generazione della pressione del carburante dall’iniezione effettiva. Il sistema opera a pressioni molto elevate, tipicamente tra 1350 e 1600 bar, permettendo un’iniezione molto fine e controllata del carburante. Gli iniettori sono controllati elettronicamente dalla centralina del motore (ECU). Quando arrivò sul mercato, la novità vera e propria fu l’uso dell’iniezione pilota: prima di quella principale, una piccola quantità di carburante viene iniettata nel cilindro, migliorando l'efficienza e le prestazioni.
Il Multijet, evoluzione del JTD, ha ulteriormente migliorato questi aspetti:
- Riduzione delle emissioni: La possibilità di avere pre-iniezioni e post-iniezioni riduce significativamente le emissioni di ossidi di azoto (NOx) e di particolato. La combustione più graduale e completa aiuta a rispettare le normative sulle emissioni più rigorose. Un esempio è l'Injection Rate Shaping (IRS) del Multijet II, che prevede due iniezioni principali consecutive così ravvicinate da generare un profilo continuo e modulato dell'erogazione del combustibile nei cilindri. Questo migliora il processo di combustione a vantaggio della silenziosità e delle emissioni di particolato ed ossidi di azoto (NOx).
- Riduzione rumore e vibrazioni: La combustione più graduale e controllata riduce il rumore del motore e le vibrazioni, migliorando il comfort di guida.
- Coppia, potenza e risposta del motore: La flessibilità nel controllo dell’iniezione permette di ottimizzare le prestazioni in una vasta gamma di condizioni operative, migliorando la coppia a bassi regimi e la potenza massima.
- Efficienza del carburante: Il controllo preciso dell’iniezione e la capacità di operare a pressioni elevate migliorano l’efficienza del Diesel. Con i motori Multijet è possibile percorrere fino a 20 Km con un solo litro di carburante, su percorsi extraurbani, anche per automobili di dimensioni medio grandi.
- Durata e affidabilità: I motori Multijet sono progettati per garantire un utilizzo intensivo e prolungato. Molte auto con Multijet 1.3 hanno dimostrato una durata statistica di 250.000 Km, e in alcuni casi hanno percorso anche fino a 350.000 o addirittura 400/450 mila chilometri con pochi interventi di riparazione non eccessivamente costosi e invasivi.

La Gamma dei Motori Multijet
Il più piccolo Multijet in produzione è un 1,3 litri, mentre il più grande è un 3,0 litri destinato ai veicoli commerciali e alle auto di fascia alta. I motori Multijet sono prodotti, sotto licenza Fiat, anche dalla Opel, che commercializza i propri diesel sotto la sigla CDTI (acronimo di Commonrail Diesel Turbo Injection). Altre sigle che identificano i motori Multijet sono JTDm, DDiS (Suzuki) e, in alcuni contesti, TiD e TDi. È importante notare che non sono dotati di tecnologia Multijet i motori diesel progettati dalla VM Motori per i marchi Opel, Chevrolet e Holden, in quanto questi vennero progettati prima dell'acquisizione dell'azienda da parte di Fiat SpA.
Il Multijet 1.3 litri
Dopo il 1.9 M-JET 16V montato su Alfa Romeo, il primo motore di serie ad adottare fin dall'origine il sistema Multijet è un 1,3 litri derivato dal precedente 1.2 quattro cilindri in seguito a un incremento della cilindrata portata a 1.248 cm³. Il 1.3 è stato sviluppato grazie al supporto della General Motors Powertrain che ha fornito al gruppo torinese le giuste risorse economiche per completare l'industrializzazione. Sfrutta la medesima tecnologia e la stessa architettura meccanica del 1.2 con 16V e quattro cilindri. Il nuovo 1.3 è dotato di doppio albero a camme, turbocompressore a geometria fissa e intercooler. Le dimensioni sono rispettivamente di 50 cm di lunghezza e 65 cm di altezza con basamento in ghisa e sottobasamento d'alluminio, testa in alluminio e albero motore e bielle in acciaio. L'alesaggio è di 69,6 mm con una corsa "lunga" 82 mm. Il peso di questo motore è di 130 kg.
Una presentazione sotto forma di concept avvenne nel 2002 con il prototipo Opel Eco Speedster, vettura sportiva ultraleggera equipaggiata con una versione da 112 cavalli del piccolo 1.3 Multijet capace di 250 km/h di velocità massima e 2,5 litri per percorrere 100 km.
La presentazione del 1.3 di serie avvenne nel 2003 sotto il cofano delle Fiat Punto seconda serie e l'anno successivo venne adottato anche dalle Fiat Idea e Lancia Musa, seguite dalla Fiat Panda. La potenza massima della versione standard viene erogata a 4.000 giri al minuto ed è di 69 cavalli (51 kW) con una coppia motrice di 180 N·m a 1.750 giri al minuto. Solo per la Panda la coppia massima viene ridotta a 145 N·m erogati a 1.500 giri/min per adattarsi al tipo di trasmissione manuale che equipaggia l'utilitaria.
In casa General Motors la prima applicazione avvenne nei cofani delle Opel Corsa C seguite dalle Meriva A, Agila A e dal multispazio Combo C, mentre la Suzuki ha adottato il piccolo 1.3 per i modelli Wagon R+, Swift e Ignis. Chevrolet ha utilizzato il 1.3 per il modello Aveo turbodiesel piattaforma T3 sedan e due volumi, sia nella versione 75 che 90 CV.
Il motore è stato in seguito più volte aggiornato e riomologato; molte vetture del gruppo Fiat inizialmente rispettavano gli standard della normativa Euro 3 per poi essere riomologate Euro 4. Ulteriori evoluzioni si ebbero con l'adozione della turbina a geometria variabile che ha comportato un incremento della potenza massima fino a 90 cavalli. La Opel per prima abbinò al 1.3 Multijet sulla Meriva A il filtro attivo antiparticolato (DPF) che ridusse notevolmente le emissioni inquinanti della monovolume tedesca. Il 90 cavalli equipaggiò la Fiat Grande Punto e le successive Opel Corsa D e Astra H, Lancia Musa e Ypsilon, Fiat Linea e Idea ed era disponibile anche con filtro DPF di serie con relativa omologazione Euro 4. La coppia massima del 1.3 Multijet 90 cavalli era di 200 N·m a 1.750 giri al minuto.
Il 1.3 con turbina a geometria fissa venne potenziato nel 2005 a 75 cavalli (a fronte degli originari 69 cavalli) con incremento della coppia a 190 N·m a 1.750 giri/min, mentre il 1.3 a geometria variabile venne proposto anche in una versione depotenziata a 84 cavalli sul multispazio Doblò e il pick-up Strada. La versione più potente debuttò nel 2007 con il restyling della Lancia Ypsilon: il piccolo diesel raggiunse il picco di 105 cavalli permettendo all'autovettura di rispettare gli standard Euro 4 con 123 grammi di anidride carbonica emessa nel ciclo combinato per km.
Nel 2008 la Fiat ha stretto un accordo con la Tata Motors per la produzione del motore 1.3 Multijet a Pune in India in modo da poter equipaggiare i modelli Tata Indica Vista e Indigo Manza oltre alle Fiat Grande Punto, Palio Stile e Linea assemblate per il mercato indiano.

Multijet II 1.3 litri
Verso la fine del 2009 viene presentato il nuovo Multijet II. Questo propulsore, sviluppato da Fiat Powertrain Technologies in collaborazione con GM Powertrain Torino, adotta uno speciale iniettore brevettato da FPT e la gestione elettronica è affidata a centraline Magneti Marelli e Bosch. È stato presentato al Salone dell'automobile di Francoforte 2009 con il lancio della Fiat Punto Evo.
Il Multijet II include un nuovo filtro antiparticolato in posizione ravvicinata al motore in modo da migliorare la combustione delle particelle inquinanti all'interno del filtro stesso grazie alla maggiore temperatura raggiunta e quindi migliorare l'efficienza del propulsore. Inoltre, dispone di serie anche del dispositivo Start&Stop che spegne il motore durante le frenate alle basse andature posizionando il cambio in folle.
La potenza dei nuovi 1.3 è di 75 cavalli per la versione con turbina a geometria fissa per una coppia massima di 190 N·m a 1.750 giri al minuto, mentre la versione con turbina a geometria variabile eroga 95 cavalli per una coppia massima di 190 o 200 N·m a 1.500 giri al minuto (a seconda del modello). La versione Euro 6 del multijet da 1,3 litri, con turbina a geometria variabile, eroga una potenza di 95 cavalli, un bel passo avanti dalla versione con turbina a geometria fissa che invece si attesta sui 75 CV.
Una versione depotenziata a 90 cavalli venne offerta dal dicembre del 2009 fino all'autunno del 2010 per il nuovo Fiat Doblò con coppia di 200 N·m a 1.500 giri al minuto (in seguito il 1.3 non è stato più montato dal Doblò sostituito dal 1.6 di analoga potenza). Rispetta la normativa Euro 5, e a partire dal 2010 il propulsore viene offerto anche per le Alfa Romeo MiTo e le Opel Corsa D, Meriva B e Astra J oltre alle Lancia Musa, Fiat 500, Qubo, Suzuki Swift, Chevrolet Aveo e i multispazio francesi Citroën Nemo e Peugeot Bipper. Dal 2012 debutta una nuova versione da 85 cavalli con turbina a geometria variabile ricavata dal 95 cavalli.
Con il debutto del Multijet II la Fiat ha inaugurato la nuova nomenclatura per denominare i gruppi di motori automobilistici prodotti dalla FPT: il 1.3 fa parte della classe SDE (acronimo di Small Diesel Engine ovvero Piccoli Motori Diesel).
Il propulsore Multijet 1.3 rappresenta una tecnologia di punta nel settore dei motori diesel, infatti è in grado di offrire prestazioni elevate e consumi ridotti in qualsiasi tipo di impiego. Per farlo vengono utilizzate avanzate tecnologie tra cui l’IRS (Injection Rate Shaping), una soluzione che permette di ottimizzare i processi combustivi, diminuire le emissioni inquinanti e contenere anche la rumorosità. Nel motore 1.3 Multijet il processo di combustione è più lento rispetto ai modelli tradizionali, un aspetto che rende il sistema più graduale con performance superiori a parità di combustibile consumato.
Il Multijet 1.6 litri
Il motore 1.6 Multijet è stato presentato nel 2008 sotto il cofano della Fiat Bravo. Si tratta di una motorizzazione sviluppata senza il supporto della General Motors, derivata dal 1.9 Multijet con cilindrata ridotta da 1.910 a 1.598 cm³. Il nuovo motore permette dei consumi più bassi dell'8% rispetto al 1.9 8 valvole. Sfrutta un'architettura a quattro cilindri con distribuzione a quattro valvole per cilindro e dispone di iniettori di nuova generazione. La massa è di 151 kg, l'alesaggio è di 79,5 mm con una corsa di 80,5 mm. Una delle caratteristiche del motore sono i costi di gestione molto bassi con tagliandi programmati ogni 35.000 km.
Il motore 1.6 Multijet viene prodotto in due differenti varianti e tre livelli di potenza: la prima versione con turbina a geometria fissa e intercooler eroga 90 e 105 cavalli, è omologata Euro 4 ma può essere accessoriata anche con il filtro antiparticolato nella versione da 105 cavalli con relativa omologazione Euro 5. La versione con turbina a geometria variabile e intercooler eroga 120 cavalli ed è omologata Euro 5 poiché dispone del filtro DPF con catalizzatore ossidante di serie. La coppia massima del 1.6 è di 290 N·m a 1.500 giri al minuto nella versione con turbina a geometria fissa, mentre sale a 300 N·m a 1.750 giri al minuto per il 120 cavalli.
La versione “maggiorata” del Multijet di seconda generazione, con turbina a geometria variabile e intercooler, eroga una potenza di 120 cavalli ed è possibile trovarla su automobili come la Fiat Tipo, la Jeep Compass, la Jeep Renegade e la Fiat 500X. Questo motore presenta dei miglioramenti soprattutto in termini di durabilità e costi di gestione, con tagliandi programmati ogni 35.000 Km. Anche qui, come per il 1.3 95 CV, la rumorosità del motore è diminuita, così come le emissioni di ossido di azoto (NOx). La nuova elettronica associata a questo motore, può controllare la potenza erogata in base a parametri come i giri al minuto e la temperatura del liquido di raffreddamento.
Una versione del 1.6 Multijet erogante 105 cavalli viene proposta sulla nuova Alfa Romeo Giulietta in cui la coppia massima sale a 320 N·m erogati a 1.750 giri al minuto e grazie al filtro antiparticolato di serie e al dispositivo Start&Stop rispetta gli standard Euro 5. Inoltre il motore viene montato anche sulle Lancia Musa e Delta, Fiat Doblò e Idea e anche sull'Alfa Romeo MiTo. Una versione speciale della Fiat Bravo denominata PurO2 viene equipaggiata con il 105 cavalli caratterizzato da minori emissioni di anidride carbonica e consumi ancora più bassi grazie a migliorie all'aerodinamica dell'autovettura, all'utilizzo di gomme a basso coefficiente di attrito, rapporti del cambio allungati e olio lubrificante a bassa viscosità.
Il Multijet 1.9 litri
Il 1.910 cm³ è uno dei motori più diffusi e apprezzati della famiglia Multijet. È stato proposto in numerosi step di potenza con distribuzione sia a due che a quattro valvole per cilindro e persino con doppio turbocompressore. Rispetto al 1.3 concepito appositamente per le utilitarie, il 1.9 Multijet deriva direttamente dal precedente 1.9 JTD da 116 cavalli al quale gli ingegneri FPT insieme al GM Powertrain di Torino hanno applicato il sistema Multijet in modo da poter incrementare notevolmente la potenza specifica e migliorare i consumi e le prestazioni; lo sviluppo ha quindi necessitato di minori risorse finanziarie rispetto al 1.3 e minori sono stati anche i tempi di sviluppo.
Il rinnovato 1.9, sempre a quattro cilindri, venne riprogettato a partire dal sistema di distribuzione ora a quattro valvole per cilindro azionate da un doppio albero a camme, testa dei cilindri con punterie idrauliche alle bielle, albero motore in acciaio e nuovi collettori di scarico e di aspirazione. La potenza massima era di 140 cavalli a 4.000 giri al minuto per una coppia motrice di 305 N·m a 2.000 giri al minuto e omologazione anti inquinamento Euro 3. Il debutto avvenne nel 2002 sotto il cofano dell'Alfa Romeo 156 seguita dalla 147 e dalla Fiat Stilo. La produzione avveniva presso la FMA di Pratola Serra ad Avellino.
Successivamente sono state sviluppate versioni con potenze differenti, come il 120 cavalli che già rispettava gli standard Euro 4 e disponeva della turbina a geometria variabile, sebbene con una coppia massima ridotta a 280 N·m a 2.000 giri al minuto. Nel 2003 la Fiat Powertrain Technologies propose un ulteriore potenziamento del motore 1.9 16V portando la potenza massima fino a 150 cavalli. Il nuovo 1.9 Multijet era omologato Euro 4 e poteva disporre di una coppia massima di 320 N·m a 2.000 giri/min che però sulle vetture del gruppo Fiat era limitata a 305 N·m a causa delle caratteristiche dei cambi, finché non vennero adottati i nuovi cambi GM anche in Fiat.
Il debutto avvenne sulla Alfa Romeo GT. Successivamente venne adottato anche dalla Opel Vectra e la Signum seguite dalle Astra, Alfa 147 e numerose autovetture del gruppo Fiat. Queste nuove versioni del 1.9 omologate Euro 4 sono note sotto il codice progettuale Z19 e vengono prodotte presso lo stabilimento Opel di Kaiserslautern in Germania a partire dal 2005. Il 1.9 destinato alle autovetture del marchio Fiat invece continuerà a essere prodotto dalla FMA.
Nel novembre del 2007 la Fiat ha presentato per l'Alfa Romeo 147 Ducati Corse e l'Alfa GT Q2 il motore 1.9 Multijet (JTDm) 16V da 170 cavalli con coppia incrementata fino a 330 N·m disponibile a 2.000 giri/min. Nell'arco del ciclo produttivo del 1.9 diesel la Fiat e la GM hanno proposto anche altre versioni depotenziate: uno degli step che ha ottenuto un discreto successo commerciale è stato l'otto valvole da 101 cavalli Euro 4 con turbina a geometria variabile proposto per le Fiat Punto e Idea, Opel Zafira, Vectra, Signum e Lancia Musa. La coppia massima era di 260 N·m. Sul Doblò la Fiat ha montato il 1.9 Multijet otto valvole sia con 105 che con 120 cavalli ma la coppia è stata ridotta a soli 200 N·m erogati a 1.750 giri al minuto in modo da adattarsi al meglio alla mole del veicolo commerciale, mentre sulla Bravo per i mercati esteri era disponibile anche una versione depotenziata a soli 90 cavalli. Tutti questi 1.9 Multijet descritti disponevano di una sola turbina e i vari step di potenza sono stati ottenuti in prevalenza intervenendo sulla distribuzione e sulla centralina.
Nel 2008 viene presentata la prima versione del 1.9 dotata di doppio turbocompressore sotto il cofano della Saab 9-3 TTiD. Il motore è stato progettato dai tecnici Saab, esperti nelle motorizzazioni sovralimentate, presso la GM Powertrain.
Il Multijet 2.0 litri
Il motore FCA 2.000 Multijet II, dotato di turbocompressore a geometria variabile controllato elettronicamente, sviluppa una potenza massima di 140 CV a 4.000 giri/min e una coppia massima di 350 Nm a 1.750 giri/min. Abbinato all'innovativo cambio automatico a nove rapporti, il gruppo motopropulsore consente alla 500X di toccare i 190 km/h di velocità massima e di accelerare da 0 a 100 kmh in appena 9,8 secondi, oltre a rispettare i limiti delle emissioni Euro6.
Il sistema d'iniezione Common Rail di terza generazione rappresenta la soluzione tecnologicamente più evoluta al fine di controllare le elevate pressioni di iniezione (1.600 bar), svincolandosi dal regime di rotazione motore e dalle quantità di combustibile iniettate. Di fatto, la gestione del motore è in grado di introdurre piccole quantità di combustibile (iniezioni Pilota) per ottimizzare rumorosità ed emissioni e di gestire con l'iniezione principale la quantità di combustibile iniettata necessaria a fornire la prestazione richiesta dal conducente, garantendo un funzionamento particolarmente “morbido” del motore in tutte le situazioni.
In dettaglio, grazie agli innovativi iniettori è possibile gestire fino a 8 iniezioni per ciclo e realizzare strategie volte all'ottimizzazione della combustione sempre più avanzate come l'Injection Rate Shaping (IRS), che prevede le due iniezioni principali consecutive così ravvicinate da generare un profilo continuo e modulato dell'erogazione del combustibile nei cilindri. Con questa modalità si migliora il processo di combustione a vantaggio della silenziosità e delle emissioni di particolato ed ossidi di azoto (NOx). Inoltre, il nuovo sistema d'iniezione risulta essere ancora più semplice e affidabile grazie alla minor complessità costruttiva degli iniettori.
In aggiunta il 2.0 MultiJet II da 140 CV prevede numerosi accorgimenti finalizzati alla riduzione di consumi ed emissioni. Tra questi ricordiamo l'alternatore intelligente, che modula l'erogazione di energia in funzione dell'effettiva richiesta del veicolo e dello stato di carica della batteria; l'ottimizzazione del circuito di raffreddamento del motore, che riduce il tempo di warm-up; la pompa olio a cilindrata variabile che regola nel modo più opportuno la portata dell'olio riducendo la potenza assorbita dalla pompa stessa. Non manca, ovviamente, il sistema Start&Stop, mentre motore e trasmissione impiegano un olio lubrificante a bassa viscosità per minimizzare gli attriti.
Così come il sistema di trattamento dei gas di scarico prevede l'impiego della tecnologia DPF di tipo “close-coupled”, che realizza un'efficiente integrazione tra il catalizzatore ossidante e la trappola del particolato (CCDPF). La compattezza del componente riduce la contropressione allo scarico con conseguenti benefici in termini di riduzione di consumo ed emissioni di CO2. La vicinanza della trappola del particolato all'uscita del turbocompressore consente inoltre di avere temperature dei gas in ingresso al filtro antiparticolato mediamente più elevate e quindi di ridurre la quantità di gasolio necessaria per effettuarne la rigenerazione con conseguente riduzione ulteriore dei consumi. Il catalizzatore ossidante è stato inoltre integrato alla nuova tecnologia NSC (NOx Storage Catalyst) la quale, grazie ad una specifica formulazione chimica associata a sofisticate strategie software di gestione delle iniezioni, è in grado di abbattere le emissioni di NOx del 60% contribuendo in maniera determinante al raggiungimento dei limiti di emissioni Euro 6. L'integrazione dei due componenti permette di ridurre il peso del sistema di scarico e ne migliora l'efficienza globale. Al CCDPF è abbinato un sistema di ricircolo dei gas combusti (EGR) evoluto a doppio circuito nel quale, oltre al modulo EGR di dimensioni particolarmente ridotte già presente nelle versioni precedenti, è stato aggiunto un secondo circuito che preleva i gas di scarico a valle del DPF e li raffredda tramite un cooler dedicato permettendo un controllo accurato del processo di combustione a tutto vantaggio della riduzione delle emissioni di NOx e del consumo di combustibile.

Il Multijet 3.0 litri
Il motore 3.0 litri Multijet è il più grande della gamma ed è destinato ai veicoli commerciali e alle auto di fascia alta, offrendo prestazioni e affidabilità superiori per applicazioni che richiedono maggiore potenza e coppia.
Manutenzione e Durata
La durata del motore Multijet 1.3 è una delle migliori in assoluto, infatti si tratta di propulsori progettati appositamente per garantire un utilizzo intensivo e prolungato. Ovviamente la durata è legata alla manutenzione periodica, che deve essere effettuata presso officine specializzate realizzando tutti gli interventi previsti dal libretto ufficiale. I tagliandi per la motorizzazione 1.6 Multijet sono programmati ogni 35.000 Km, contribuendo a mantenere bassi i costi di gestione.
Dopo tanti anni di presenza sul mercato del motore Multijet 1.3, le opinioni di esperti e utenti privati sono ormai consolidate. Non è raro trovare veicoli in grado di percorrere anche 400/450 mila chilometri con questa motorizzazione, sottoposti nel corso degli anni a pochi interventi di riparazione, ad ogni modo non eccessivamente costosi e invasivi. In caso di auto danneggiata, ad esempio dopo un incidente stradale, oppure in seguito alla rottura del propulsore, è possibile acquistare un motore 1.3 Multijet revisionato. Un motore usato di qualità, infatti, viene completamente rettificato per assicurarsi che tutto funzioni correttamente, con interventi che vanno dalla fresatura delle sedi delle valvole alla messa in fase del motore.

Considerazioni sulla Scelta: Multijet 1.3 vs Multijet 1.6
La scelta tra un Multijet 1.3 e un Multijet 1.6 dipende molto dallo stile di guida e dal tipo di percorso prevalente. Se è vero che il multijet 1.3 è un ottimo motore, performante quanto basta e con ottimi consumi, il multijet 1.6 non è da meno. In generale il Multijet 1.3 95 CV consuma meno. Questo però dipende molto dal tuo stile di guida. Infatti, se si predilige la guida sportiva su strade extraurbane, il 1.3 può arrivare a sforzare un po’ aumentando i consumi rispetto alla versione 1.6. Al contrario, per percorsi urbani di breve durata e con frequenti stop, il 1.3 ha una buona ripresa e consumi bassi rispetto ad altri tipi di motore diesel.
C’è anche da considerare il fatto che mentre il motore Multijet 1.3 ha 5 marce, la versione 1.6 ne ha 6. Questo ovviamente rappresenta un bel vantaggio se si percorrono giornalmente molti chilometri su strade extraurbane, offrendo maggiore flessibilità e consumi ottimizzati a velocità di crociera più elevate.
Motore FIAT 1.3 Multijet - Storia e tecnica
Il Futuro dei Motori Diesel e il Multijet
Negli ultimi decenni, l’industria automobilistica ha assistito a significativi progressi tecnologici che hanno trasformato il modo in cui i motori Diesel vengono progettati e utilizzati. Fiat, una delle aziende pioniere in questo settore, ha introdotto innovazioni che hanno rivoluzionato l’efficienza, le prestazioni e le emissioni dei propulsori. Il sistema Multijet ha rappresentato un passo fondamentale nel percorso dei motori diesel per automobili verso una maggiore efficienza di combustione, offrendo contemporaneamente maggiori prestazioni e minori consumi, specialmente ai bassi regimi di rotazione e nei "transitori". La sua continua evoluzione, come dimostrato dal Multijet II e dalle numerose applicazioni su modelli diversi, sottolinea l'importanza di questa tecnologia nel panorama automobilistico.