Opel Tigra: L'icona delle piccole coupé degli anni '90

Sulla scia del grande successo commerciale di Calibra, trenta anni fa Opel presentò un’altra coupè a 2+2 posti destinata ad incontrare il favore del pubblico. Parliamo ovviamente di Opel Tigra che con la sua linea originale caratterizzata dal motivo laterale a “Z” e dal grande lunotto posteriore, ma soprattutto grazie alle sue dimensioni compatte (non a caso era realizzata sulla stessa piattaforma della seconda generazione di Opel Corsa) si conquistò immediatamente il favore del pubblico, specialmente quello femminile. E, così facendo, inaugurò la nicchia di mercato delle piccole coupé basate su utilitarie di segmento B.

Opel Tigra prima generazione vista laterale

Genesi e sviluppo di un progetto anticonvenzionale

All'inizio del 1993, la stampa specializzata ha cominciato a divulgare le prime foto di un prototipo con carrozzeria coupé basato su pianale e meccanica della Corsa B, dalle linee morbide, curvilinee e sinuose: sia il nome Tigra sia la linea erano già quelli definitivi. La concept car entrò subito in produzione. Disegnata presso il Centro Stile Opel di Rüsselsheim da un gruppo di lavoro guidato dal giapponese Hideo Kodama, fu presentata come concept al Salone di Francoforte del 1993 (insieme ai prototipi Roadster e Scamp, sviluppati anch’essi sulla base di Opel Corsa B).

Nel giro di pochi mesi Opel Tigra (nome in codice S93 coupè) fu esposta quasi senza alcuna modifica al Salone di Parigi dell’ottobre 1994, entrò in regolare produzione presso lo stabilimento di Saragozza, in Spagna, e fu immessa sul mercato europeo, riscuotendo un immediato successo in due fasce di pubblico cui i costruttori guardano con grande interesse (i giovani e le donne) e per sei anni domina il mercato pressoché incontrastata.

Schizzo di design della Opel Tigra

Anno 1994, Opel lancia sul mercato un'auto che cattura perfettamente lo spirito di ottimismo degli anni '90: la Tigra. La prima presentazione avviene nel 1993 all'IAA di Francoforte. Oltre alla coupé, Opel presenta uno studio di roadster, che purtroppo non viene mai prodotto in serie. Con una lunghezza di poco inferiore ai 4 metri, la Tigra appare oggi più piccola di allora, ma è ancora elegante e attraente.

L'architettura motoristica: l'anima ECOTEC

Oltre all’immagine indubbiamente giovane e dinamica, la linea molto personale, le dimensioni contenute ed i costi di gestione accessibili erano i principali motivi di attrazione della Opel Tigra che era proposta con due differenti motori Opel ECOTEC bialbero a 16 valvole di 1.400 e 1.600 cc. Tali motori erano gli stessi che equipaggiavano rispettivamente le Corsa 1.4 16V Si e 1.6 16V GSi.

Entrambi dotati di iniezione elettronica multipoint, doppio albero a camme e 16 valvole, i due motori erogano rispettivamente 90 CV e 125 Nm e 106 CV e 148 Nm. Il 1.4, poi, è disponibile oltre che con il cambio manuale a 5 marce di serie anche con un comodo ma non velocissimo cambio automatico a 4 marce. La trazione è ovviamente anteriore, e le prestazioni sono vivaci ma non da auto sportiva: la piccola 1.4 scatta da 0 a 100 km/h in 11,5 secondi, mentre il 1.6 abbassa il tempo a 10,5 secondi.

Dettaglio del motore Opel ECOTEC 1.6 16V

Per chi fosse alla ricerca di un ricambio, il motore compatibile con la OPEL TIGRA 1.4 90CV 66kW è un'unità che sposa affidabilità e gestione a catena. I motori ricondizionati o usati, provenienti spesso da veicoli dismessi o danneggiati in incidenti, offrono soluzioni di continuità operativa per gli appassionati che desiderano mantenere viva questa vettura. Le opzioni includono motori completi o nudi, spesso coperti da garanzie che ne attestano il rigido controllo di qualità.

Dinamica di guida e telaio

Il peso si aggira tra i 980 e i 1.075 kg, così la Tigra è molto agile, grazie anche al suo telaio, con ammortizzatori a pressione di gas e assale posteriore a travi oscillanti. L'impianto frenante prevede freni anteriori a disco autoventilanti, posteriori a tamburo e servofreno. Quando si guida, si nota subito che i pedali offrono poco spazio per i piedi. La prima marcia (e tutte le altre) si innestano con un cambio preciso e le buche si sentono abbastanza, come a ricordare che il comfort non è la sua priorità.

Evoluzione estetica e restyling

Per quanto riguarda il primo modello, dalla fine 1997 fino al 1999 ha avuto una serie di lievi restyling. Dal 1996 cambia la parte inferiore in plastica grezza "grigliata" sotto i tergicristalli anteriori, nel 1997 cambiano il pomello del cambio non più interamente in pelle squadrato con i numeri in rilievo per far posto a un pomello più elegante rotondo con la parte centrale in plastica lucida, nel 1998 inseriscono nel portellone portabagagli una luce di stop centrale a LED e aggiungono una particolarità: nella chiusura portellone viene inserito un circuito per abbassare il finestrino destro di qualche centimetro per alcuni secondi durante la chiusura per non permettere compressione aria e quindi favorire la chiusura del portellone.

Video tutorial su come azionare il tetto e il bagagliaio elettrici della Opel Tigra (Vauxhall Tig...

L'impatto culturale e la comunicazione

Famoso è ancora oggi lo spot televisivo in cui una Opel Tigra di colore Ceramic Blue guidata dalla campionessa di nuoto Franziska van Almsick, allora sedicenne e da poco divenuta un personaggio di fama internazionale, si “immergeva” nell’acqua per evitare un ingorgo stradale, riaffiorando dall’acqua al di là dell’ingorgo. Un altro spot televisivo fu lanciato nel 1999 per pubblicizzare la colorazione "Star Silver". Un ragazzo ed una ragazza, entrambi al volante di una Tigra Star Silver, si fermano l'uno di fronte all'altra davanti ad un passaggio a livello chiuso; si guardano e iniziano a fantasticare su un futuro insieme, ma quando nei loro pensieri arrivano a vedersi sposati con i bambini che giocano nel cortile e di fronte all'autorimessa non c'è più la Tigra, bensì un'anonima automobile familiare, si ridestano a partono di getto in direzioni opposte.

Interni e abitabilità: il compromesso sportivo

E quella due posti è proprio la configurazione degli interni di Opel Tigra più interessante, in quanto la vettura tedesca, più che una quattro posti, è una 2+2. Dietro i due sedili anteriori, piuttosto spaziosi e capaci di offrire lo stesso livello di comfort di una coeva Corsa ma con una seduta leggermente più bassa, troviamo infatti due strapuntini, adatti a due bambini o a due adulti per viaggi molto corti. Il grande lunotto, infatti, toglie molto spazio alla testa, con il risultato che la stessa Opel aveva omologato i sedili posteriori per passeggeri con un’altezza fino a 1,60 metri.

Troviamo lo stesso abitacolo della Opel Corsa B: pratico, concreto e funzionale, certo, ma poco sportivo. La plancia è realizzata con cura, con materiali robusti e con un disegno molto pulito, con diverse bocchette dell’aria per guidatore e passeggero. Dietro al volante, in plastica e con la stessa forma di quello di Corsa, troviamo un quadro strumenti identico a quello di Corsa, con quattro strumenti (tachimetro, contagiri, livello carburante e temperatura dell’acqua) eleganti e ben leggibili.

Interni della Opel Tigra con plancia stile Corsa B

Il tramonto e l'eredità

La produzione di Opel Tigra si interruppe a gennaio 2001 dopo 250.728 esemplari prodotti poiché, con l’introduzione della terza generazione di Opel Corsa, non era più disponibile il pianale su cui era realizzata. La Tigra fece il giro del mondo attraverso diversi marchi: Vauxhall in Gran Bretagna, Chevrolet in Brasile e Messico e Holden in Australia. Irmscher completò la gamma con una stravagante trasformazione in pick-up chiamata "Fun".

Tre anni dopo, nel 2004, Opel avrebbe ripreso il nome Tigra per una compatta spider/coupè a 2 posti chiamata Opel Tigra Twin Top dotata di un tetto d’acciaio che può essere ripiegato elettricamente all’interno del bagaglio. Tuttavia, la sostituta proposta dalla Casa, la Tigra TwinTop coupé-cabriolet, non scaldò i cuori come la prima, ormai mitica Tigra.

Oggi, la prima generazione di Opel Tigra è una classica per il futuro, già nel mirino di tanti appassionati. Nonostante si trovino ancora esemplari molto vissuti a meno di 1.500 euro, per portarsi a casa una Opel Tigra in buono stato servono almeno 3.000 euro per una piccola 1.4, e fino a 5.000 euro per una 1.6 16v, già rara nei suoi anni d’oro e molto ricercata oggi. Chi cerca emozioni forti, poi, qui potrebbe rimanere deluso: Opel Tigra riesce infatti a coniugare guidabilità, usabilità quotidiana e comfort per due persone meglio di alcune rivali, e oggi diventa una delle youngtimer più interessanti sia per un collezionista ma anche per chi vuole utilizzare l’automobile tutti i giorni.

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