Volvo 760: L'Ammiraglia Spigolosa che Ridefinì il Lusso Svedese

La Volvo 760 berlina, presentata all'inizio del 1982, segnò l'ingresso di Volvo nel ristretto numero di costruttori di veicoli di lusso, offrendo livelli di comfort superiori e prestazioni elevate. Questa vettura si distingueva per un design spigoloso piuttosto insolito che, nonostante le sue forme decise, offriva un notevole spazio interno. La 760 rappresentò un'auto molto lussuosa e il suo livello di sicurezza si rivelò superiore a quello di entrambi i modelli Volvo precedenti e di gran parte dei concorrenti dell'epoca. Quattro decenni fa, la Volvo 760 GLE debuttò con uno stile "all'americana" che avrebbe influenzato persino la successiva 850.

Volvo 760 berlina profilo laterale

Il Contesto di Sviluppo e la Nascita di un'Ammiraglia

La concezione della Volvo 760 avvenne in un periodo di grandi mutamenti, sia a livello globale che all'interno dell'azienda. Le condizioni economiche non erano delle più floride per Volvo e in azienda circolavano opinioni contrastanti sulla definizione delle linee guida per la nuova automobile. Nonostante ciò, attenti studi e una notevole flessibilità condussero il team sulla strada giusta. Il progetto, noto come P31, venne guidato dai concetti cardine della produzione Volvo: affidabilità, efficienza nei consumi, robustezza, funzionalità, rumorosità ridotta, stile personale e prestazioni, in quest'ordine di importanza.

Per contenere i costi, si decise di riprendere dalla serie 240-260 l'impostazione meccanica con motore anteriore longitudinale, trazione posteriore, doppia scelta di cambio manuale o automatico, sospensioni anteriori a ruote indipendenti con schema McPherson e retrotreno ad assale rigido di tipo Constant Track. Il pianale, tuttavia, venne modificato, con il passo allungato di 10 cm rispetto alla 240, sebbene la vettura risultasse essere leggermente più corta della Serie 200 e larga uguale, a tutto vantaggio dell’abitabilità. La futura 760, inoltre, era più leggera di circa 100 kg. Questo approccio consentì di ottimizzare l'abitabilità in rapporto agli ingombri esterni. Le fiancate verticali, ad esempio, permisero di aumentare il volume dell'abitacolo a parità di ingombro.

Lo stile, invece, doveva essere completamente nuovo. Il team finanziario, non volendo rischiare, insistette per una linea tradizionale, caratterizzata da superfici piatte e linee squadrate, preferibilmente con angoli a 90°, allo scopo di rendere più facile lo stampaggio delle lamiere e abbattere i costi di produzione. Le fiancate perpendicolari, inoltre, creavano all'interno un senso di spazio, accrescendo l’idea di comfort. In prima analisi, le reazioni a questo stile non furono completamente positive in Europa, ma negli Stati Uniti, il principale mercato previsto per la nuova vettura, questo approccio stilistico aveva già preso piede e strizzava l'occhio alla clientela di riferimento della Casa svedese, che in passato aveva già premiato con un successo commerciale straordinario modelli come la 544, l'Amazon e la 240.

Il complesso sviluppo della "Serie 700" venne influenzato anche dalla nuova legislazione e dal programma sui motori. Nel 1980 venne presentata una showcar, la VCC (Volvo Concept Car), che era più di un semplice accenno a ciò che Volvo avrebbe presentato di lì a poco. La VCC, una versione aggiornata della "cut back" ideata dal responsabile del design Volvo, Jan Wilsgaard, fu il modello che guidò de facto lo stile della 760. Sebbene più corta nella sezione posteriore, era quasi identica al modello di serie.

Concept car Volvo VCC 1980

Motorizzazioni e Prestazioni all'Avanguardia

Al suo debutto, la versione "base" della 760 GLE era spinta da una versione sviluppata del motore V6 francese, il PRV a 6 cilindri di 2,9 litri ereditato dalla 260 e portato a 156 cavalli. A questa si aggiunse una velocissima versione a 4 cilindri Turbo con Intercooler e una versione a 6 cilindri diesel con intercooler che, grazie alle buone prestazioni e al basso consumo di carburante, offriva un comfort superiore nelle lunghe distanze e un'autonomia di crociera senza rivali. Quest'ultima, un sei cilindri turbodiesel di 2,4 litri di cilindrata con 116 CV, di origine Volkswagen, permise alla 760 GLE Turbodiesel di conquistarsi all'epoca il titolo di vettura a gasolio più veloce del mondo.

Curiosamente, il prototipo della 760 adottava un motore diesel, un fatto che fa riflettere oggi, a distanza di 40 anni, dato che Volvo ha annunciato l'eliminazione dei propulsori a gasolio.

Oltre al 2.8 V6 "PRV" da 2.849 cm³ e 156 CV, e al "D24 Turbodiesel" rielaborato dalla Volvo adottando la configurazione sei cilindri in linea, la gamma motori includeva anche il 2.3 quattro cilindri turbo di 2.316 cm³ da 179 CV. Questo motore fu l'unico a contravvenire alla regola del "6", poiché il numero sei nella nomenclatura "760" era in riferimento ai cilindri. Questa unità motrice ebbe maggior successo, tuttavia, sulla 740 Turbo Intercooler, che debuttò successivamente.

Motore Volvo 2.3 Turbo

LE AUTO DELLA STORIA, VOLVO SERIE 200 REDBLOCK, STORIA DI UN BLOCCO DI FERRO

Allestimenti e Innovazioni della Serie 700

Il primo modello della serie a essere presentato nel 1982 fu la 760. Nel 1985, in occasione di alcuni lievi ritocchi, la gamma si arricchì delle versioni station wagon e 2.3 GLE Turbo a benzina. La 2.3 Turbo era mossa da un 4 cilindri in linea di 2316 cm³ turbocompresso a iniezione da 179 CV, contravvenendo alla regola del 6 cilindri.

La 740, introdotta nel 1984 sia in versione berlina che station wagon, era sostanzialmente una versione meno equipaggiata e più economica della 760. L'allestimento era meno completo e rifinito, i paraurti erano privi di profili cromati, le cornici dei finestrini e la mascherina in alcuni allestimenti erano verniciate di nero opaco (anziché cromate), mentre la GLE manteneva le cromature sulla mascherina e sulle cornici dei finestrini. Anche la gamma di motori rifletteva, in parte, questa scelta. Oltre al 2400 Turbodiesel da 107 CV, la 740 montava motori 4 cilindri iniezione a benzina di 1986 cm³ e 2316 cm³, aspirati (112 e 129 CV) o turbocompressi (155 e 200 CV), e una versione priva di sovralimentazione del 6 cilindri a gasolio di 2383 cm³ (82 CV). L'arrivo del motore quattro cilindri sulla 760 mandò in crisi il sistema di numerazione delle Volvo che, composto da 3 cifre, attribuiva a quella centrale il compito di indicare il numero dei cilindri. Del resto, negli USA era già capitato che alcune serie delle 244-245 adottassero il propulsore PRV di 2664 cc delle 264-265.

La Volvo 780 Coupé: Un'Interpretazione di Lusso

Sulla base tecnica della Serie 700 venne realizzata una coupé, la 780, disegnata e prodotta in Italia da Bertone e presentata al Salone dell'automobile di Ginevra, in Svizzera, nel 1985. Era originariamente disponibile nelle sole versioni a 6 cilindri 2.8 V6 (2849 cm³, 155 CV) e 2.4 Turbodiesel (2383 cm³, 122 CV), ma anche con il 4 cilindri turbobenzina da 2,3 litri (2 litri su alcuni mercati fiscalmente penalizzati, come quello italiano).

La 780 conservava le forme squadrate della berlina anche se con qualche spigolo più smussato e con un frontale ribassato, accompagnato da una fanaleria leggermente più sottile. Nonostante proponesse il plus delle sospensione posteriore a ruote indipendenti con bracci oscillanti, la coupé Volvo non ottenne grossi consensi, a causa della linea squadrata e, sebbene elegante, un po' anonima: lo stesso Bertone la definì ironicamente "un camion da sera".

Sulla 780 il criterio della numerazione dei modelli Volvo crollò quasi definitivamente: a quanto pare l'8 centrale fu scelto per sottolineare l'esclusività di un modello particolarmente raffinato e costruito in piccola serie. Nel 1990, dopo un leggerissimo maquillage (maglie della mascherina e interni), la vettura assunse il nome di Volvo Coupé ed adottò, come unica motorizzazione, un 4 cilindri 16 valvole turbocompresso di 1986 cm³ da 200 CV.

Volvo 780 Coupé Bertone

L'Investimento e il Successo Commerciale

Sulla 760, Volvo investì una somma considerevole: precisamente 3,5 miliardi di corone svedesi, pari a poco meno di 1,2 miliardi di euro attuali. L'auto, in Svezia, debuttò sul mercato nel 1982 con il prezzo di 99.800 corone svedesi, circa 33.500 euro attuali. Il raggiungimento della soglia delle 100.000 corone svedesi rappresentava una barriera psicologica difficilmente superabile per la maggior parte dei clienti.

Nella dotazione di serie della sei cilindri figuravano servosterzo, cambio automatico, vetri elettrici, aria condizionata e tetto apribile, offrendo un value-for-money di tutto rispetto. In perfetto stile Volvo, le vendite iniziarono dalle versioni di alta gamma per poi scendere a quelle inferiori: dopo il lancio della 760 GLE seguirono le 740 (equipaggiate con motori quattro cilindri a benzina e sei cilindri diesel), disponibili come di consueto nelle versioni a quattro porte e wagon.

La 760 sancì un momento di svolta per la Volvo Car Corporation, sia dal punto di vista del prodotto, progettato con le tecnologie più avanzate dell’epoca, ma soprattutto da quello finanziario, andando a costituire una solida base per il futuro del marchio. L'investimento su questa vettura fu ingente, e la 760 (e le sue derivate) avrebbero dovuto sostenere le vendite della Casa fino all'inizio degli anni '90, cosa che di fatto avvenne.

Restyling e Fine Produzione

La modifica più ingente alla 760 GLE berlina venne apportata nel 1987, quando l'aspetto anteriore venne cambiato e venne introdotto un esclusivo assale posteriore multi-link, unitamente a centinaia di altre grandi modifiche, che la resero virtualmente un'auto nuova. Il leggero restyling si concentrò soprattutto nella zona anteriore, dove il frontale venne arrotondato grazie alla calandra e alla fanaleria leggermente inclinati e ai gruppi ottici più avvolgenti. Questa fu una delle tante modifiche che si definiscono "grandi" e che resero la 760 quasi un'auto nuova.

Dopo l’aggiornamento stilistico del 1987, la produzione della 760 terminò ufficialmente nel 1990, lasciando il testimone alla Serie 900. La Serie 900 era identica alla rinnovata Serie 700 ed articolata anche in questo caso sulle linee 940 e 960, composta dai modelli più lussuosi e raffinati 960 e dai più economici 940, entrambi declinati in berline e Station Wagon. Nel 1997 la 960 lasciò il posto alle quasi identiche S90 e V90, rispettivamente berlina e Station Wagon, disponibili solo con il motore a benzina da 3 litri e rimaste a listino solo fino al 1998.

Complessivamente, furono vendute 221.309 unità della 760, a cui vanno aggiunti oltre un milione di esemplari della linea 740. I principali acquirenti furono clienti svedesi e statunitensi, con gli USA come primo mercato d'esportazione.

Schema sospensioni posteriori multi-link

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