I motori diesel, in particolare la famiglia Multijet di Fiat, Alfa Romeo e Jeep (nelle cilindrate 1.3, 1.6, 2.0 e derivate), sono propulsori estremamente diffusi e apprezzati per la loro affidabilità e durata. Tuttavia, come ogni componente meccanico complesso, richiedono una manutenzione attenta per garantire prestazioni ottimali e prevenire problemi. Un aspetto cruciale, spesso sottovalutato, riguarda il sistema di avviamento e, in particolare, le candelette di preriscaldo, elementi fondamentali per un avvio efficiente del motore diesel, specialmente a freddo.

Il Ruolo Cruciale delle Candelette di Preriscaldo
Le candelette, o candele di preriscaldo, sono piccoli elementi riscaldanti inseriti nella testata di ogni cilindro del motore diesel. La loro funzione è quella di pre-riscaldare l'aria nella camera di combustione prima dell'iniezione del gasolio. Questo processo è vitale perché, a motore freddo, la temperatura interna della camera potrebbe non essere sufficiente per consentire una combustione completa ed efficiente del gasolio, ostacolando così l'avviamento del veicolo.
La Spia "Far Controllare Candelette": Un Segnale da Non Ignorare
Molti automobilisti con auto diesel possono imbattersi nel messaggio "Far controllare candelette" sul quadro strumenti. Si tratta di un avviso specifico dei motori diesel, spesso inaspettato, ma che non deve essere ignorato. Questo messaggio indica che il sistema elettronico ha rilevato un malfunzionamento in una o più candelette. Le problematiche possono essere diverse: una candeletta bruciata (elemento riscaldante interrotto), un valore di resistenza fuori specifica, un problema al circuito elettrico (cavi, connettori) delle candelette, o, più raramente, un guasto alla centralina candelette.
In molti modelli Fiat/Alfa Romeo, la comparsa di questo messaggio all’accensione segnala appunto che almeno una candeletta è guasta. Non di rado la spia lampeggia per alcuni secondi e poi si spegne, e il motore potrebbe comunque avviarsi, ma è importante sottolineare che l’anomalia rimane memorizzata e richiede un intervento.
Posso Continuare a Guidare con la Spia Accesa?
In generale, con una sola candeletta guasta, il motore diesel può funzionare regolarmente una volta avviato. Infatti, a motore caldo, le candelette non sono più indispensabili durante la marcia. Tuttavia, guidare a lungo con candelette difettose può causare diversi problemi: avviamenti difficoltosi, stress eccessivo per la batteria e per il motorino di avviamento, maggiori emissioni allo scarico e deposito di carburante incombusto. È sempre consigliabile intervenire tempestivamente per prevenire danni maggiori e costi di riparazione più elevati.
Sintomi di Candelette Difettose
Quando le candelette non funzionano correttamente, il veicolo può manifestare una serie di sintomi che indicano la necessità di un controllo:
- Difficoltà di avviamento, specialmente a freddo: Il motore fatica ad accendersi, impiegando più tempo del normale per avviarsi, soprattutto a basse temperature. In climi miti il fenomeno può essere lieve, ma nelle mattine più fredde può diventare molto evidente.
- Funzionamento irregolare nei primi secondi: Il motore può girare in modo traballante subito dopo l’accensione, con mancate accensioni in uno o più cilindri finché non si scalda.
- Fumo allo scarico: L’avviamento a freddo con candelette inefficaci può produrre fumo bianco allo scarico nei primi istanti. Questo accade perché il gasolio iniettato in un cilindro freddo non brucia completamente e fuoriesce sotto forma di vapore biancastro finché la camera non si scalda. In altri casi, può comparire fumo nero, indicativo di una combustione incompleta con particolato, quando il motore parte e brucia il carburante accumulato.
- Cali di potenza iniziali e consumi maggiori: Finché il motore non entra in temperatura, candelette malfunzionanti possono provocare un funzionamento poco brillante. Si può notare una leggera mancanza di potenza a freddo e un aumento dei consumi, dovuti alla combustione non ottimale. In pratica, il motore impiega più tempo a girare in modo regolare.
- Spia motore o altri allarmi: Oltre al messaggio specifico, talvolta si accende anche la spia generica del motore (gialla) sul cruscotto. Ciò avviene soprattutto nei modelli in cui il sistema di preriscaldo è monitorato dalla centralina motore: un guasto alle candelette viene registrato come DTC (Diagnostic Trouble Code) e fa illuminare la spia MIL.
Se l'auto diesel manifesta uno o più di questi sintomi, è il momento di intervenire.

Cause Comuni delle Candelette Difettose
Le cause che portano al malfunzionamento delle candelette sono molteplici:
- Usura e cicli termici: Ad ogni avvio a freddo, le candelette si scaldano rapidamente e poi si raffreddano. Dopo migliaia di cicli termici, l’elemento interno (filamento metallico o ceramico) può bruciarsi o aumentare di resistenza elettrica, riducendo l’efficacia.
- Carburante e incrostazioni: Impurità nel gasolio o piccole perdite dagli iniettori possono causare depositi carboniosi sulla punta della candeletta, la parte che sporge nella camera di combustione.
- Problemi elettrici: A volte il messaggio può derivare da cause indirette, come un cavo di alimentazione allentato o ossidato, un connettore scollegato, oppure un guasto alla centralina di preriscaldo, che gestisce il tempo e l’intensità del riscaldamento. Ad esempio, su alcune Fiat è noto che falsi contatti nel cablaggio possano attivare la spia “far controllare candelette” anche con candelette sane. In ogni caso, un controllo in officina tramite diagnosi permette di identificare esattamente l’origine del problema.
- Installazione errata o di bassa qualità: Candelette non originali di scarsa qualità possono avere vita breve o valori non conformi. Anche un montaggio non corretto (coppia di serraggio errata) può danneggiare prematuramente una candeletta nuova.
Come Intervenire: Dalla Diagnosi alla Sostituzione
Quando compare l’errore “Far controllare candelette”, è fondamentale seguire una procedura precisa per risolvere il problema.
1. Diagnosi del Sistema
Il primo passo è individuare quale candeletta (o componente) causa il problema. In officina si utilizza un tester diagnostico collegandolo alla centralina: in pochi secondi viene rilevato il codice guasto e identificato il cilindro interessato. In alternativa, è possibile testare manualmente le candelette con un multimetro o un apposito tester. Scollegando il cablaggio e misurando la resistenza (impedenza) di ciascuna candeletta, si trova quella aperta (resistenza infinita) o fuori range (tipicamente le candelette buone hanno resistenze molto basse, circa 1-2 ohm). Un metodo empirico è misurare l’assorbimento di corrente o utilizzare un tester dedicato che simula il funzionamento e fornisce un responso "OK" o "da sostituire".
2. Sostituzione della Candeletta Guasta
Una volta identificata, la candeletta difettosa va sostituita. In genere si consiglia di cambiare tutte le candelette insieme, soprattutto se sono vecchie, poiché se una ha ceduto, le altre potrebbero seguirla a breve. Fortunatamente, il costo dei ricambi non è elevato: una candeletta nuova di marca può costare tra 10 e 20 €, a seconda del modello, quindi anche sostituire un intero set di 4 candelette è accessibile. La manodopera consiste nello smontare quelle vecchie e montare le nuove con attenzione. Su molti motori, l’operazione è relativamente semplice, richiedendo di togliere il coprimotore, scollegare i connettori e svitare le candelette dal loro pozzetto. Tuttavia, come vedremo nel dettaglio, può complicarsi se le candelette sono bloccate.
3. Azzeramento Spia
Dopo la sostituzione, il messaggio di errore può spegnersi automaticamente all’avviamento successivo, se l’auto rileva che tutte le candelette ora funzionano. In alcuni casi, può essere necessario un azzeramento tramite diagnosi dell’errore memorizzato.
4. Manutenzione Preventiva
Per evitare di ritrovarsi con candelette bruciate nel momento meno opportuno, è consigliabile sostituirle in via preventiva intorno ai 100.000 km, come indicato da alcuni costruttori, o comunque dopo circa 5-6 anni su vetture molto utilizzate. Ciò è particolarmente raccomandato se si vive in zone più fredde o se si notano già avviamenti incerti.
SOSTITUZIONE E CONTROLLO DI SALUTE DELLE CANDELETTE MOTORI DIESEL
Nota: In rari casi, se la diagnosi non rileva candelette bruciate, va considerata la centralina di preriscaldo. Questa centralina comanda le candelette e, se difettosa, può generare l’errore.
Le Candelette Grippate nei Motori Multijet: Un Approfondimento Tecnico
I motori turbodiesel Multijet (Fiat, Alfa Romeo, Jeep - cilindrate 1.3, 1.6, 2.0 e derivate) sono molto diffusi. Si tratta di propulsori affidabili e di lunga durata, ma presentano una difficoltà meccanica comune quando si interviene sulle candelette: col passare del tempo, le candelette possono incollarsi o grippare nella testata motore. Questo fenomeno, ben noto ai meccanici, si verifica perché i residui carboniosi e la ruggine "cucinano" la candeletta nella sua sede, rendendola estremamente dura da svitare. Il rischio? Rompere la candeletta durante la rimozione, lasciando un pezzo bloccato nel motore.
Le candelette grippate sono un problema insidioso: dall’esterno sembrano semplici da svitare con una chiave, ma quando sono arrugginite o incrostate possono opporre resistenza oltre il limite di rottura del loro corpo filettato (generalmente sottile). Nei motori Multijet 16V (ad esempio il 1.3 MJET da 75-95 CV o il 2.0 JTDM), le candelette sono piccole e avvitate nella testata in posizione molto calda. Se non vengono mai smontate per 5-10 anni, la combinazione di fuliggine, calamina e ossidazione le può letteralmente incollare al metallo.
Quando si tenta di svitarle, si sente che sono dure: forzare in questo caso è pericoloso, perché la candeletta può spezzarsi. Una parte rimane bloccata nel foro (di solito la punta o lo stelo filettato), e a quel punto rimuoverla diventa molto difficile: spesso è necessario utilizzare estrattori speciali e, nei casi peggiori, smontare la testata dal motore per poter forare o estrarre il pezzo residuo.
Perché succede spesso nei Multijet?
Non è un difetto progettuale grave, ma una conseguenza della manutenzione tardiva: questi motori riescono ad avviarsi anche con 1-2 candelette non funzionanti, soprattutto nelle zone temperate. Così può capitare che si tardi a sostituirle finché non sono tutte esaurite dopo molti anni. Inoltre, le candelette MultiJet hanno filettature molto lunghe e sottili: la parte finale tende a incrostarsi e "coccare" nel foro. La dilatazione termica differente tra metallo della candeletta e alluminio della testata può contribuire al serraggio eccessivo.
Prevenzione della Rottura delle Candelette in Fase di Smontaggio
Per prevenire la rottura in fase di smontaggio, i meccanici esperti adottano procedure specifiche:
- Applicare olio penetrante (sbloccante): Spruzzare o versare un buon lubrificante penetrante sulla base della candeletta, in modo che penetri lungo la filettatura. Operare a motore tiepido o caldo aiuta la penetrazione. È fondamentale lasciare agire l’olio diverse ore (meglio ancora una notte intera) per ammorbidire le incrostazioni.
- Riscaldare la candeletta: Dopo aver allentato di pochissimo la candeletta (quel tanto che basta a far penetrare l’olio lungo il filetto), conviene riscaldare la zona. Il metodo più semplice è avviare il motore e farlo scaldare alla temperatura di esercizio, così la testata si dilata leggermente e le incrostazioni si indeboliscono. In alternativa, sui banchi da lavoro si può far passare corrente direttamente attraverso la candeletta per qualche minuto (attenzione: metodo da elettrauto esperto).
- Svitare gradualmente con la chiave dinamometrica: A questo punto si può tentare di svitare la candeletta con estrema cautela. Utilizzare una chiave dinamometrica è importante: consente di controllare la coppia applicata. Non appena si raggiunge la coppia di serraggio originaria (indicativamente sui 20-25 Nm, a seconda del modello) ci si deve fermare: se si continua a forzare oltre, la candeletta potrebbe spezzarsi! Meglio procedere con un movimento graduale a impulsi: allenta di pochi gradi, riavvita di un grado, allenta un po’ di più, e così via. Questa tecnica di “vai e vieni” aiuta a rompere le incrostazioni poco a poco. Se si incontra ancora molta resistenza, non insistere fino al punto di rottura: riapplicare altro lubrificante, riscaldare di nuovo e riprovare dopo qualche minuto.
- Estrattori e interventi avanzati: Se nonostante tutto la candeletta non si muove o si rompe parzialmente, entra in gioco l’estrattore di candelette. È uno strumento specifico che si fissa sul moncone rimasto e permette di tirarlo fuori senza smontare la testata. Officine specializzate dispongono di kit di estrazione per candelette spezzate, spesso risolvendo il problema in poche ore. In casi estremi, l’unica soluzione resta lo smontaggio della testata e la rimozione del residuo al banco (con conseguente sostituzione della guarnizione testa, ecc., quindi un lavoro molto più oneroso). È bene però sottolineare che, applicando i metodi sopra con cura, la maggior parte delle candelette grippate si può rimuovere senza danni.
In sintesi: per evitare il “dramma” della candeletta spezzata, agire con calma e metodo. Lubrificazione, riscaldamento e controllo della coppia di svitamento sono gli alleati migliori. Mai forzare a secco una candeletta che oppone troppa resistenza!
La Prevenzione è Fondamentale
La prevenzione del problema inizia dalla manutenzione programmata: sostituire le candelette a intervalli ragionevoli (prima che diventino “fossili” nella testata). Ad esempio, cambiarle ogni circa 100.000 km non solo garantisce avviamenti sempre pronti, ma fa sì che non restino bloccate per troppi anni.
- Uso di candelette di qualità e serraggi corretti: Quando si montano quelle nuove, rispettare la coppia di serraggio prescritta dal costruttore è fondamentale. Un serraggio corretto evita sia allentamenti che eccessivo schiacciamento della filettatura, che poi rende difficile svitare. Le candelette nuove di solito vanno avvitate fino a un valore specifico (es. circa 15 Nm per molte M10) indicato sulla confezione o dal manuale d’officina.
- Pulizia delle sedi: Ogni volta che si rimuovono le vecchie candelette, è buona norma pulire il foro nella testata da residui e depositi. Esistono maschi pulisci-filetto e spazzolini appositi per eliminare carboncino e olio bruciato.
- Interventi tempestivi: Non aspettare di avere tutte le candelette bruciate. Appena compare il messaggio su un’auto non più nuova, programmare la sostituzione. Come detto, circolare con 1 candeletta guasta è possibile, ma se divengono 2 o 3 si potrebbe poi trovarsi con avviamenti impossibili e dover affrontare lo smontaggio di candelette molto più incollate. Meglio giocare d’anticipo.
Difficoltà di Avviamento a Motore Caldo: Cosa Sapere
Non tutti sanno che l’avviamento a motore caldo è una caratteristica tipica dei motori diesel. Se si ha una vettura alimentata a diesel, il veicolo avrà un avviamento a centralina a caldo. Questo sistema è stato studiato appositamente per poter ridurre le emissioni inquinanti e i consumi durante l’utilizzo, e quindi necessita di una minore quantità di carburante per avviarsi proprio perché il motore è già caldo.
A volte però succede che la quantità di carburante inserita nella camera di scoppio non è sufficiente, e questo rallenta il motore, non facilitando una rapida risposta. Quando ci si trova di fronte a questa problematica, è bene andare a indagare sulle possibili cause. Intervenire tempestivamente permette di non incorrere in problemi più gravi e di risolvere la situazione immediatamente.
Spesso, la problematica è legata alla scarsa quantità di carburante che viene inserita nella camera di scoppio. Di conseguenza, la macchina si avvierà senza problemi a freddo ma tenderà ad avere difficoltà nell’accensione corretta, ossia a caldo. I problemi legati a questo sintomo vanno ricercati all’interno del motore; una manutenzione ordinaria e regolare permette di allontanare la possibilità di comparsa di questo problema.
Il primo passo da compiere è assicurarsi che non vi siano problematiche legate all’impianto elettrico e quindi alla centralina. Se, come detto, c’è una scarsa emissione di carburante nella camera di scoppio, il problema potrebbe trovarsi proprio qui, ed è possibile che la centralina non legga correttamente i segnali che riceve.
È bene inoltre controllare il livello dell’olio di lubrificazione, che deve rientrare nei parametri indicati dalla casa produttrice della vettura. Assicurarsi sempre di utilizzare un olio idoneo al proprio motore, trovando tutti i riferimenti sul libretto della vettura.
Il dispositivo di avviamento non viene utilizzato quando si tratta di motori a caldo, quindi il pomello deve essere a riposo. Qualora non fosse così, bisogna capirne la causa. Anche il minimo della vettura deve essere tarato seguendo le linee guida imposte dalla casa. In questo caso però, non bisogna essere troppo rigidi, perché nel tempo il motore può cambiare e avere prestazioni minori. Ognuno ha il suo stile personale di guida e fa della sua vettura un utilizzo personalizzato, quindi è bene tarare questo tassello in base alle proprie esigenze.
Un’altra problematica che si può rilevare è un avviamento faticoso dovuto alla forte evaporazione del carburante presente nella vaschetta, che avviene quando il motore si surriscalda troppo. Si formano perciò una serie di vapori di carburante che vengono raccolti dal filtro dell’aria, andando poi nel conduttore. Questo genera un ingolfamento del motore. In questi casi è necessario premere l’acceleratore fino a metà corsa, facendo attenzione che l’auto sia in folle e che non ci sia nessuna marcia inserita.
Come si può vedere, le problematiche possono essere diverse. Per evitare questi disagi, si dovrebbe eseguire una manutenzione ordinaria regolare, controllare ogni giorno l’olio lubrificante e pulire i filtri dell’aria regolarmente.
Difficoltà di Avviamento a Motore Freddo: Come Comportarsi
Una delle problematiche più comuni in cui si imbattono gli automobilisti è la difficoltà di accensione del motore freddo, soprattutto nella stagione invernale. Le basse temperature, soprattutto nelle zone più fredde del globo, possono causare non pochi problemi e in alcuni casi permettono di evidenziare delle problematiche al motore. Non è insolito infatti che ci siano vetture che, dopo una notte fredda, la mattina facciano fatica ad accendersi.
Di fronte ad una difficoltà di accensione di motore a freddo, i metalli che costituiscono l’auto tendono ad entrare in una fase particolare che potremmo chiamare di assorbimento. Di fatto, lo sbalzo di temperature che si verifica tende ad espandersi in tutta la struttura metallica e a riscaldarsi sono i gas e i componenti con cui interagiscono.
Cosa fare quando si incontra questo problema?
La prima grande operazione che si può fare per non rischiare di incorrere nella problematica è prendersi cura della propria vettura sempre. La manutenzione è fondamentale, quindi non rinunciare mai ai controlli di routine o a riparare i guasti, anche piccoli, non appena si manifestano.
Oltre alla manutenzione ordinaria, è anche importante lasciare all’auto il tempo di riscaldarsi prima di accenderla del tutto. Molti hanno dimenticato questo passaggio a causa della vita frenetica, eppure è vitale. Il controllo dell’olio è fondamentale e andrebbe svolto con una certa regolarità; l’ideale sarebbe farlo ogni giorno per accertarsi che sia sempre in linea con le indicazioni della casa. Si può però dire che è sufficiente eseguire almeno un controllo a settimana e ristabilire immediatamente il giusto quantitativo di olio quando diminuisce.
Il primo passo da compiere è assicurarsi che l’impianto elettrico sia perfettamente funzionante. Un guasto a questo impianto può comportare una difficoltà maggiore durante le accensioni a freddo. Se non si è in grado di appurarlo e controllarlo da soli, è bene rivolgersi ad un professionista.
È fondamentale che l’elettrodo di massa e l’elettrodo centrale mantengano la giusta distanza, quella fornita all’acquisto della vettura. Questo parametro, se ben ponderato, permette di avere una decisiva e potente scintilla di accensione. Quando invece la distanza non è adeguata, c’è una perdita dell’innesco che inevitabilmente porta ad una difficoltà di accensione del motore a freddo e/o ad un aumento dei consumi di benzina o di altro carburante.
Mai sostituire l’olio di lubrificazione con un altro non idoneo. È sempre bene fare riferimento alle indicazioni della casa che fornirà la tipologia di olio da usare e anche il quantitativo necessario. Tutto è riportato sul libretto dell’auto, che fornisce tutti i parametri da rispettare. Perché è così importante? Il minimo deve essere normalmente registrato. I parametri sono sempre quelli del motore appena uscito dalla fabbrica, quindi quelli che si trovano sul libretto della vettura. A volte però, con gli anni e con una vettura usata, i minimi possono essere regolati nuovamente, questo dipende molto anche dallo stato della vettura.
Di vitale importanza per mantenere il motore quanto più possibile in buono stato è non premere il pedale dell’acceleratore durante l’avviamento a motore freddo. Il consiglio, di fronte ad ogni problematica che presenta la vettura e che non si può gestire in completa autonomia perché non se ne hanno le competenze, è quello di rivolgersi sempre ad un meccanico di fiducia che possa eseguire il lavoro.

Esempi Pratici di Intervento
- Fiat 500X 1.6 Multijet (2020) - Talsano: Un cliente di Talsano nota la spia “Far controllare candelette” sulla sua 500X di appena 3 anni, ancora in garanzia ufficiale. L’auto parte senza problemi evidenti, ma per scrupolo si rivolge a un'officina specializzata. La diagnosi rivela una candeletta bruciata (cilindro 3). In meno di un’ora, vengono sostituite tutte e 4 le candelette con ricambi originali.
- Fiat Grande Punto 1.3 MJT (2008) - Pulsano: Una giovane di Pulsano fatica ad avviare la sua Grande Punto nelle mattine fredde e vede comparire la spia delle candelette. L’auto ha circa 140.000 km ed è fuori garanzia da anni. In officina vengono trovate 2 candelette su 4 bruciate. Purtroppo, una candeletta risulta bloccata in testata: al primo tentativo si è spezzata, lasciando la punta incastrata. Si procede con un estrattore speciale, riuscendo a rimuoverla senza dover smontare la testata, scongiurando un costo elevato. Vengono sostituite tutte le candelette e l’auto torna a funzionare perfettamente.
- Alfa Romeo Giulietta 2.0 JTDM (2015) - Martina Franca: Un automobilista di Martina Franca riscontra problemi simili, evidenziando la persistenza e la varietà di questi inconvenienti a prescindere dal modello specifico o dall'anno di produzione, purché si tratti di motori diesel della famiglia Multijet.
Questi esempi dimostrano come una diagnosi accurata e un intervento tempestivo e professionale siano cruciali per risolvere i problemi legati alle candelette e al motorino di avviamento, garantendo una lunga vita al motore e prevenendo costi di riparazione ben più elevati.
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