Nissan Juke: Agilità e Maneggevolezza tra le Curve

La Nissan Juke ha sempre rappresentato un punto di riferimento nel segmento dei crossover compatti, distinguendosi per un design audace e una personalità estetica spiccata fin dal suo debutto nel 2010. A distanza di quasi dieci anni, con un mercato sempre più competitivo che vede oltre venti proposte della concorrenza, la Nissan Juke si è rinnovata, mantenendo i suoi tratti distintivi ma evolvendosi per conquistare una nuova clientela. L'attenzione si è spostata su aiuti alla guida e connettività, senza trascurare l'aspetto cruciale del comportamento dinamico, in particolare la sua performance in curva.

Nissan Juke in curva su strada panoramica

Il Design: Evoluzione di un'Icona

Il design della Nissan Juke ha sempre suscitato discussioni, ma è innegabile che abbia lasciato il segno. I grandi occhioni che l'hanno resa famosa ci sono ancora, ma ora lo sguardo nel frontale è più maturo, meno “prevaricatore”. L'evoluzione stilistica marcata affonda le proprie radici nel classico e divergente design di cui Juke ha sempre fatto un vanto. Ora, però, le linee maturano inseguendo i dettami stilistici che dominano le strade odierne.

In particolare, rimane l’iconico gruppo ottico diviso in tre parti, a LED, di cui i proiettori di profondità rotondi sono iconici, la grande calandra a “V” che denota sportività e i passaruota che si estendono a minigonna per marcare quel senso di robustezza dell’auto. A completare la personalità di Juke ci pensano poi l’insieme dei cerchi, ora anche da 19 pollici, e la possibilità di avere la carrozzeria bi-tono tra la parte inferiore ed il tettuccio. Non mancano ovviamente giochi di luci pure lateralmente, assicurati dalle nervature sinuose che, se prima occupavano solo il passaruota posteriore, oggi sconfinano lungo tutta la fiancata. Le forme ricalcano e modernizzano quelle della Juke originale, dando continuità a un modello molto riconoscibile e destinato a diventare un classico.

Un aspetto che non convince sempre, soprattutto nell'auto in prova, è la verniciatura bi-colore: se la tinta Burgundy della carrozzeria è oggettivamente bellissima, il tetto argentato opaco può dare un effetto che ricorda un'automobilina personalizzata con i pennarelli indelebili.

Dimensioni e Abitabilità: Crescita per il Comfort

Le dimensioni e i volumi della Nissan Juke sono cambiati significativamente. Le misure sono ora di 4,21 metri di lunghezza, 1,80 metri di larghezza e 1,60 metri di altezza. È infatti il passo di 2,63 metri a impressionare, ovvero circa 10 cm in più rispetto alla precedente generazione, e questo garantisce una più adeguata abitabilità al posteriore. Questa crescita porta ben 5 cm in più per le ginocchia dei passeggeri e un upgrade del volume utile del bagagliaio, ora da 422 litri (la generazione precedente si fermava a 354 litri).

I passeggeri posteriori sono i primi ad accorgersi delle dimensioni 2.0 di questa Juke. La larghezza aumentata di circa 3 cm permette a chi siede dietro di godersi anche le lunghe trasferte, complice anche la conformazione degli schienali che offre un bel sostegno lombare. L'ingresso non è penalizzato dal tetto che scende, se non in piccola parte, mentre il divano è morbido e molto comodo per due (al centro non c’è molto spazio per le gambe). Dietro, l'abitabilità è buona, e se ne accorgono i passeggeri che ora potranno vivere lunghi viaggi senza stress, soprattutto per il miglior spazio in lunghezza. Nella Nissan Juke si viaggia comodi in quattro (non manca l’agio per gambe e in altezza), mentre chi siede al centro del divano ha poco spazio per i piedi, a causa del tunnel e delle guide su cui scorrono le poltrone dall’aspetto sportivo. Le forme fanno apparire la Juke più grande di quanto sia in realtà. È realizzata infatti sulla stessa piattaforma della Micra, anche se sfrutta una versione del pianale più lunga e più larga.

Interni spaziosi della Nissan Juke

Interni e Tecnologia: Innovazione con Punti di Forza e Debolezza

All’interno il cambiamento è marcato. La plancia piuttosto imponente della Nissan Juke ospita una consolle tutta nuova, che ora dispone di due bocchette rettangolari (prima erano tre, tonde); facili da usare i tasti sotto lo schermo e quelli del “clima”, mentre la finitura nera lucida richiama quella del rigonfiamento con la corta leva del cambio. I vistosi inserti gialli (indipendentemente dal colore esterno) sono nel pacchetto Personalizzazioni interne.

La sinuosa plancia della Nissan Juke è dominata dallo schermo tattile di 8” del sistema multimediale. Le schermate sono configurabili e ha di serie il navigatore, Android Auto, Apple CarPlay e persino la rete Wi-Fi; per contro, la grafica manca un po’ di fantasia e si notano alcuni ritardi di risposta e movimenti a scatti delle animazioni. L’infotainment è ampiamente personalizzabile, grazie a widget riposizionabili, ma ha una grafica datata e non è esente da rallentamenti (usando CarPlay e Android Auto, invece, è rapido). L’impianto audio Bose opzionale, con il contributo degli altoparlanti ai lati dei poggiatesta, è tra le dotazioni che hanno impressionato di più. Il suono è pulito anche a volume massimo: pazzesco in particolare con la musica classica. Seduti dietro, poi, si sente addirittura meglio che davanti. La qualità dell'ecopelle con cuciture gialle è buona.

Il classico cruscotto, con quattro chiari strumenti a lancetta e uno schermo centrale a colori di 7”, è ben leggibile e dà parecchie informazioni. Peccato, invece, che siano poco visibili i tasti (incluso quello per disattivare la correzione della traiettoria) a sinistra del volante. Nel mobiletto fra le poltrone c’è una presa USB per ricaricare cellulari e altri dispositivi. Manca però una piastra di ricarica wireless per i cellulari: sorprendente, per un’auto così moderna.

La strumentazione non è del tutto digitale, ma già dallo schermo da 7 pollici si ottengono numerose informazioni di viaggio senza dover allontanare troppo lo sguardo dalla strada. Rimane il volante con taglio a “D” ed un pronunciato tunnel centrale. Il tunnel occupa un ruolo da protagonista fra i due sedili anteriori, riproducendo le sembianze del serbatoio di una moto con il cambio, dove di solito c’è il tappo. Piacciono i nottolini per volume audio e clima: più intuitivi dei comandi touch di alcune rivali.

La qualità percepita presenta luci e ombre, visto che qualche occasionale rumorino è stato avvertito sull'auto in prova: dalle bocche di ventilazione alla base del parabrezza e dal cielo dell’abitacolo a sinistra dell’aletta parasole lato guida. Niente di grave, comunque, visto che tutti i comandi sono montati con precisione e senza giochi indebiti. Dati i finestrini un po’ piccoli e i rivestimenti neri di questa versione, l’abitacolo è poco arioso.

Per quanto riguarda i sedili, le poltrone, con poggiatesta integrato e dall’aspetto sportivo, sono comode e ampie e dispongono di una seduta molto lunga; il bracciolo centrale non scorrevole, però, fornisce poco appoggio. Meno soddisfacente il rivestimento in simil-pelle, che nonostante temperature primaverili tende a far sudare: sfortunatamente le alternative possibili negli allestimenti superiori prevedono altri materiali come l'Alcantara per i fianchetti, ma non per le sedute. Altra pecca è la conformazione dei poggiatesta anteriori, che presentano un buco in cui finisce la testa dei passeggeri attorno al metro e sessanta di statura. Motivo in più per far accomodare dietro i bambini, ma chi ha una compagna non molto alta ne subirà le lamentele.

NISSAN JUKE HYBRID 2025 | Com'è & Come va

Il Comportamento in Curva: Agilità e Controllo

La Nissan Juke è nuova anche fra le curve. Non si tratta di una trazione anteriore sportiva, ma in quanto a inserimento e percorrenza di curva la piattaforma CMF-B (condivisa anche con le nuove Renault Clio e Captur) si è dimostrata rigida al punto giusto da “collaborare” con la guida frizzante. Come la maggior parte dei crossover, la Juke non ha pretese da fuoristrada, quindi Nissan si è sentita libera di tenere basso il centro di gravità e limitare il rollio nelle curve veloci. Il risultato è una vettura con un comportamento più brillante di quanto ci si aspetti da un modello così alto. L’assetto è comfort, come deve essere, ma se messa al limite c’è un’altissima tolleranza di sicurezza, con una elevata tenuta di strada e poco rollio.

La precisione di guida tra le curve è ottima: lo sterzo è pronto e incisivo, e dà la gradevole sensazione di avere l'auto in mano. L’assetto è risultato ben calibrato, garantendo un buon controllo, con poco rollio in curva. La Nissan Juke invita alla guida vivace e risponde in modo appagante e sincero. Nonostante il baricentro sia più alto del normale e la taratura delle sospensioni privilegi il comfort, l’inserimento in curva non è affatto lento e la risposta dello sterzo brilla per rapidità. Un po' di rollio c'è, ma il ritorno in assetto è veloce e ben frenato, anche nelle prove più severe, come il cambio di corsia sul bagnato. L’intervento del sistema ESP, che è di serie per tutte le versioni, è discreto e non toglie piacere alla guida. Il senso di grip è costante ed è anche divertente sfruttare appieno lo sterzo diretto per qualche passaggio dinamico.

Un consiglio da amico è evitare i cerchi da 19 pollici dell'allestimento in prova, per puntare invece sui 17'' degli allestimenti inferiori. Già dal punto di vista estetico, i cerchi maggiorati mostrano troppa aria attorno ai dischi freno, facendoli sembrare piccoli, ma soprattutto restituiscono secchi i tombini e le asperità del fondo stradale, rendendo la vita difficile alle sospensioni sui giunti di dilatazione autostradali affrontati ai limiti del codice.

Il livello di comodità offerto dalle sospensioni è superiore a quello di una comune auto del segmento B: la Juke, pur equipaggiata di gomme da 17' (in questo allestimento), passa sulle buche che quasi non te ne accorgi, senza fastidiosi contraccolpi nell’abitacolo o reazioni sul volante. Semmai, è un po' rumorosa in velocità per via degli alti regimi di rotazione del motore, ma al di fuori dell’autostrada, in città e sulle statali, non ci si fa troppo caso. La tenuta di strada e il buon comportamento dinamico si pagano con un compromesso in termini di rigidità e quindi di comfort sulle strade sconnesse.

Motorizzazioni e Consumi: L'Avventura Ibrida

La nuova Nissan Juke si dà al full-hybrid, prendendo in prestito la trasmissione multi-mode di Renault Clio E-Tech. Con ottimi risultati e qualche piccola caduta di stile. Il cuore della Nissan Juke Hybrid è molto simile a quello che troviamo sotto al cofano della Renault Clio E-Tech: con il famoso cambio multi-mode azionato da un motore elettrico ausiliario, che fa le veci dei sincronizzatori. Un cambio senza frizione, che quindi non permette il collegamento del motore termico alle ruote nelle partenze da fermo. Qui ci pensa il solo motore elettrico a spingere, mentre il termico svolge al più la funzione di generatore di corrente. In movimento l'automatismo collega meccanicamente l'unità a pistoni alle ruote, usando il rapporto più opportuno, per contribuire alla spinta nel modo più efficiente.

Per lo 0-100 km/h servono almeno 10,1 secondi e la velocità massima è di 166 km/h: numeri che argomentano bene il carattere turistico della Juke. Carattere esaltato da consumi molto interessanti. La media registrata dal computer di bordo nel corso di una prova di circa 600 km è stata di 5,9 l/100 km, con 7,1 l/100 km in uso urbano; 6,2 l/100 km in autostrada e un ottimo 4,8 l/100 km nel tragitto tra Chiavari e Moneglia, sulla strada costiera Aurelia, gallerie comprese. Il tutto senza particolari sacrifici, visto che questi valori sono stati misurati in modalità di guida Normal.

La Juke full hybrid non è e non vuole essere un fulmine di guerra: è un'auto tranquilla, che fa della guida risparmiosa in souplesse la sua indiscussa specialità. E la possibilità di regolare il comportamento dell'auto con i drive mode, non cambia le cose più di tanto. Niente a che vedere con l'ibrido e-Power che troviamo su X-Trail e Qashqai, ma anche sulla Juke la risposta dell'acceleratore alle basse velocità trasmette l'impressione di guidare un'auto 100% elettrica. La guida, tra l'altro, dà subito confidenza. È semplicissima e, a sensazione, anche più intuitiva che con un cambio automatico. La mancanza della frizione è un vantaggio in salita, persino in retromarcia.

In montagna, la Nissan Juke Full Hybrid si comporta in modo onesto, pur non essendo un fuoristrada: il veicolo ricorre al termico o alla combinazione delle fonti per offrire il miglior bilanciamento fra prestazioni ed efficienza. In salita: il motore elettrico supporta il benzina, garantendo una buona spinta iniziale. In discesa: il sistema di frenata rigenerativa ricarica efficacemente la batteria, permettendo di recuperare energia preziosa e riducendo l’usura dei freni. Il test, effettuato ad agosto, ha messo alla prova la vettura su scoscesi e terreni sdrucciolevoli asciutti. Nella tabella dei consumi nel tracciato con forti pendenze e tornanti, Juke full Hybrid ha registrato un consumo maggiorato, come previsto, con un picco massimo 9,1 l/100 km (10,9) e 436 km di autonomia stimata. Numeri che non devono spaventare. Urbano: 4,6/100 km (21,51 km/l).

Per il momento la Juke è offerta con un solo motore: il tre cilindri turbo a iniezione diretta di benzina di 1 litro con 117 cv, che in casa Nissan ha debuttato qualche mese fa con la Micra, che deriva dal quattro cilindri sviluppato dall'Alleanza franco-giapponese con il gruppo Daimler che, però, è abbinabile sia al cambio manuale a sei marce sia a quello a doppia frizione con sette rapporti. Più avanti l'offerta si dovrebbe ampliare con un sistema propulsivo ibrido plug-in, ma per ora all'orizzonte non s'intravede nessuna proposta turbodiesel in ossequio a una tendenza che non fa molti proseliti nel dilagante settore dei crossover compatti. Il motore è più che sufficiente ed entrambi i cambi disponibili (automatico 7 rapporti e manuale 6 rapporti) svolgono bene il loro compito. Nonostante gli innesti precisi del manuale, la scelta migliore ricade sull’automatico, che migliora notevolmente il piacere di guida, soprattutto in città.

Il motore a benzina dell’esemplare in prova (1.600 da 117 CV) è il più economico dei tre proposti e offre una certa vivacità, anche se per brillare dev’essere sfruttato nella zona alta del contagiri. La potenza massima è collocata piuttosto in alto, a 6.000 giri, e la ripresa è brillante. Sulla Juke, le tre modalità di guida a disposizione (Sport, Eco e Normal) che consentono di regolare risposta dell’acceleratore, taratura del servosterzo e utilizzo del climatizzatore. Con questa cilindrata e una sezione frontale molto pronunciata, non è che ci si aspetti dei record di economia: la media d’uso di tutto il test è stata di poco sopra ai 10 km/litro. A peggiorare le cose, l'assenza del sistema Start&Stop e il cambio a sole cinque marce con rapportatura corta. La capacità del serbatoio è di 46 litri.

Nissan Juke Full Hybrid in ricarica

Sicurezza e Assistenza alla Guida: Il Ruolo del ProPilot

Al debutto sulla nuova Juke è anche il Propilot, un sistema integrato in grado di assistervi in accelerazione, sterzata e frenata mantenendovi alla distanza da voi impostata dal veicolo che vi precede, ma soprattutto al centro della carreggiata. Si integra con la nuova suite ProPilot, che sostanzialmente è un cruise control adattivo evoluto con funzione di sterzo elettroattuato per rimanere in corsia. Dal posto guida, al quale ci si accomoda bene grazie anche all'avvento della regolazione telescopica del volante, la Juke si fa apprezzare per il comportamento composto e la maneggevolezza, sulla quale si fa valere anche la suite di Adas che include il Trace Control che favorisce la corretta percorrenza delle curve, oltre che per il comfort generale.

In autostrada non sempre convince la suite ProPilot per la guida assistita di livello 2. Un po' perché il centraggio automatico dell'auto in corsia non è precisissimo e poi perché quando il sistema incontra una situazione che non è in grado di gestire si disattiva con troppo poco preavviso. È capitato, ad esempio, all'ingresso e all'uscita delle gallerie con sole forte, quando la differenza di luminosità molto accentuata ha probabilmente accecato i sensori del sistema.

Funzionalità Aggiuntive e Costi

Nella Nissan Juke non mancano i servizi connessi. Fra i più utili (a pagamento) c’è quello che può fornire alle forze dell’ordine la posizione esatta del veicolo rubato (tramite il GPS integrato), e consente anche di bloccare i motori a distanza.

Non manca la funzione e-Pedal, che si attiva con un pulsante tra i sedili e permette di gestire la decelerazione del veicolo dosando il rilascio dell'acceleratore. Tuttavia, a differenza che su tante altre auto moderne e dell'elettrica Nissan Leaf, che ha portato al debutto questa soluzione, non accompagna fino all'arresto e per fermare l'auto si deve sempre ricorrere al pedale del freno: il che rende l'e-Pedal meno utile. In città, dunque, il comfort è garantito: la frenata rigenerativa è ben modulabile e il sistema e-Pedal (che consente di guidare con un solo pedale) permette di rallentare fino a quasi fermarsi solo rilasciando l’acceleratore.

La capienza del bagagliaio non è male per una full hybrid, ma la bocca di carico della Nissan Juke non è regolare (da metà in su si restringe) e la soglia è a 78 cm da terra. A differenza di alcune rivali, niente portellone motorizzato né ganci appendiborsa, e i supporti della cappelliera rubano qualche cm. L’ampia bocca fa accedere a un vano di carico con finiture piuttosto curate. Tuttavia, la soglia d’accesso è a ben 78 cm da terra e il portellone aperto, molto sporgente, rischia di essere urtato con la testa da chi è più alto di 180 cm. Pratico, invece, il piano di carico, che si può fissare a filo con la soglia (e con gli schienali del divano reclinati) o più in basso di 18 cm. In questa configurazione c’è posto per caricare due valigioni uno sopra l’altro (oltre a un borsone e un trolley). Inoltre, ai lati, sopra i passaruota, resta spazio per incastrare dei piccoli oggetti.

La nuova Nissan Juke parte da circa 19.600 euro in allestimento Visia, mentre per una N-Design occorrono poco meno di 23.900 euro se la si desidera col cambio manuale, circa 1600 euro in più se si preferisce l’automatico DCT7, un accessorio che invece costa 2.000 euro sulla top di gamma Tekna che può arrivare a 26.700 euro. La spesa minima per portarsi a casa una Nissan Juke HEV, quella con motore ibrido, è di 30.300 euro per l'allestimento N-Connecta, che è un livello intermedio all'interno della gamma: allestimenti più essenziali non sono disponibili con questa motorizzazione. La Juke N-Connecta ha già di serie una dotazione piuttosto completa. Restano fuori i rivestimenti in simil-pelle completi per i sedili, le tasche portaoggetti posteriori, sedili riscaldabili e la seduta regolabile in altezza per il passeggero, oltre a luci ambient, specchietto anti-abbagliante, parabrezza termico, le funzioni evolute della guida assistita di livello 2 e le telecamere di manovra a 360°. Anche per l'allestimento top di gamma chiamato Tekna da 32.850 euro, comunque, alcune dotazioni si pagano a parte. Per esempio il pilota automatico per gli incolonnamenti Traffic Jam Pilot (1.000 euro); l'audio Bose con 10 altoparlanti da 700 euro e i servizi Maps & Live Traffic, che aggiungono altri 400 euro. Oltre a eventuali personalizzazioni su interni, cerchi e colori.

Finché si evita il modello top con trazione 4x4, che porta la Juke ad un prezzo simile alla Mini Countryman Cooper S e la versione base, la vettura rappresenta una buona scelta in termini di valore. Visia, Acenta e Tekna sono i livelli di allestimento.

NISSAN JUKE HYBRID 2025 | Com'è & Come va

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