Normative Ambientali Mondiali Automotive: Un Percorso verso la Sostenibilità

Il settore automobilistico è da sempre al centro dell'attenzione quando si parla di impatto ambientale e sostenibilità. Con l'aumento della consapevolezza riguardo ai cambiamenti climatici e all'inquinamento, le normative ambientali sono diventate sempre più stringenti e complesse. Questo articolo offre una panoramica completa delle principali normative ambientali che regolano il settore automotive, sia a livello internazionale che nazionale, esplorando gli accordi e i trattati globali, i regolamenti specifici dell'Unione Europea e le leggi nazionali di paesi come l'Italia e gli Stati Uniti. Inoltre, analizzeremo come queste normative influenzano le case automobilistiche, spingendole verso innovazioni tecnologiche e pratiche più sostenibili. Infine, daremo uno sguardo alle prospettive future, cercando di capire come le normative ambientali potrebbero evolversi nei prossimi anni.

Automobili ibride ed elettriche con sfondo di città sostenibile

Principali Normative Ambientali a Livello Internazionale

Il settore automotive è fortemente influenzato da una serie di normative ambientali che mirano a ridurre l’impatto ecologico dei veicoli. Queste regolamentazioni sono stabilite sia a livello internazionale che regionale, con l’obiettivo di promuovere pratiche sostenibili e ridurre le emissioni inquinanti. In questa sezione, esamineremo gli accordi internazionali e i regolamenti dell’Unione Europea che giocano un ruolo cruciale nel plasmare il futuro dell’industria automobilistica.

Accordi Internazionali e Trattati

Gli accordi internazionali rappresentano un pilastro fondamentale nella lotta contro il cambiamento climatico e l’inquinamento. Tra i più significativi, il Protocollo di Kyoto e l’Accordo di Parigi stabiliscono obiettivi chiari per la riduzione delle emissioni di gas serra. Questi impegni globali coinvolgono numerosi paesi che si sono impegnati a implementare politiche e misure per limitare l’impatto ambientale del settore automotive. Le convenzioni tra nazioni, come il Trattato di Montreal, sono altrettanto cruciali, poiché mirano a proteggere lo strato di ozono riducendo l’uso di sostanze chimiche dannose.

Regolamenti dell’Unione Europea

I regolamenti dell’Unione Europea sono tra le normative ambientali più rigorose e dettagliate a livello globale. Essi includono una serie di direttive che impongono limiti severi alle emissioni di CO2 e altri inquinanti. Le normative comunitarie, come il Regolamento (UE) 2019/631, fissano obiettivi di riduzione delle emissioni per le autovetture e i veicoli commerciali leggeri. Le disposizioni di Bruxelles richiedono anche l’adozione di tecnologie avanzate per migliorare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale. Queste leggi UE sono fondamentali per guidare l’industria automobilistica verso un futuro più sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

Dal 1° gennaio 2020 è entrata in vigore la normativa Euro 6d Standard, la quale riduce ulteriormente i livelli di emissione delle auto con motore termico. Le emissioni NOx tollerate si riducono a 90 mg/km per le auto benzina e 120 mg/km per il diesel e a 95 mg/km di anidride carbonica emessa in media per entrambi i motori. In base alle normative europee è stata imposta una riduzione delle emissioni che grava per il 73% su auto e veicoli commerciali.

Tabella comparativa degli standard di emissione Euro

Le normative europee sulle emissioni sono molto stringenti e impongono dei paletti oltre i quali i paesi appartenenti all’Unione Europea devono attenersi. Queste norme definiscono le limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti. Le direttive hanno determinato degli standard riguardo alle emissioni di CO2 delle autovetture misurate in g/km.

Gli standard, identificati con la sigla Euro- seguita da un numero, vengono introdotti progressivamente dall'Unione Europea, con caratteristiche sempre più restrittive che riguardano le emissioni dei veicoli, misurate in g/kWh per i veicoli commerciali pesanti e in g/km per gli altri veicoli. Un certo standard, come “Euro 1” o “Euro 2”, può corrispondere a più codici diversi riportati sulla carta di circolazione. I fattori inquinanti principali su cui si sono concentrati i regolamenti antinquinamento della serie Euro sono l’ossido di carbonio (CO), gli ossidi di azoto (NOx), gli idrocarburi incombusti (HC) e il particolato (PM).

Evoluzione degli Standard Euro

Negli ultimi decenni, il mondo automobilistico ha assistito a una progressiva introduzione di normative antinquinamento sempre più severe. All'inizio, abbiamo iniziato a familiarizzare con termini come catalizzatore e benzina verde. Da allora la sigla Euro 0 identifica i veicoli sprovvisti di catalizzatore, immatricolati prima del dicembre 1992. Dal punto di vista divulgativo, in un contesto non normativo, è talvolta convenzionalmente designato come "Euro 0" o "Pre-Euro" l'insieme dei veicoli registrati precedentemente all'implementazione delle norme Euro 1. Tale delineazione si riferisce principalmente alle automobili conformi alle specifiche fino al 31 dicembre 1992, che coincide con l'inaugurazione delle regolamentazioni dell'Unione Europea inerenti alle emissioni dei veicoli.

La Euro 1 negli anni fu superata dalle normative seguenti, fino all’attuale Euro 6. Di seguito, un approfondimento sugli standard più rilevanti:

  • Euro 3: La normativa è in vigore dal 2001 e ha introdotto l’installazione a bordo delle autovetture di un sistema di monitoraggio delle emissioni noto con l’acronimo di OBD (On-Board Diagnostic).
  • Euro 6: Obbligatoria per i veicoli immatricolati da gennaio 2016. Fanno parte della normativa Euro 6, le Euro 6c, Euro 6d-Temp e Euro 6d. I PM e NOx sono stati progressivamente abbattuti dal 1992 con l'introduzione della normativa. Nonostante molti mostrino dubbi sull'effettiva emissione di PM durante la rigenerazione del filtro antiparticolato, gli studi mostrano che vi è sì un incremento di emissione di particelle, ma anche sommando il periodo di rigenerazione restano ampiamente ridotte rispetto a un veicolo sprovvisto di filtro di oltre il 95%. Gli autori specificano tra l'altro che si tratta di un aumento di particolato di dimensioni nanometriche che si disperde nell'aria essendo molto volatile.
  • Euro 7: La normativa Euro 7, in vigore dal 1° luglio 2025 (Regolamento UE 2024/1257, adottato formalmente il 24 aprile 2024), è il nuovo standard europeo sulle emissioni dei veicoli ed è considerato un vero e proprio “spauracchio” per molti addetti ai lavori. Questa normativa rappresenta una svolta nella regolamentazione dei trasporti europei. Non è una semplice evoluzione della norma Euro 6, ma un ampliamento radicale del perimetro normativo delle emissioni veicolari. Rispetto alla Euro 6, questa normativa introduce regole più severe per tutti i veicoli, indipendentemente dal tipo di motore: benzina, diesel, ibridi ed elettrici. Una delle novità principali è l’applicazione di limiti più rigidi per le emissioni di NOx e particolato, che ora saranno uguali per benzina e diesel. Inoltre, le auto dovranno rispettare questi limiti per un periodo più lungo: i test sulle emissioni saranno validi fino a 200.000 km o 10 anni, il doppio rispetto alla Euro 6. Questo significa che le case automobilistiche dovranno sviluppare tecnologie più durevoli e affidabili.

Novità introdotte da Euro 7:

  1. Estensione dei limiti: L’Euro 7 estende alle autovetture e ai furgoni i limiti per l’ammoniaca (inquinante che svolge un ruolo fondamentale nella formazione dello smog urbano) vigenti per autocarri e autobus.
  2. Particolato da attrito: Per la prima volta nella storia mondiale della regolamentazione automobilistica, l’UE fissa limiti concreti al particolato da attrito.
  3. Ciclo di vita di controllo esteso: Diversamente da Euro 6 (conformità fino a 100.000 km o 5 anni), l’Euro 7 estende il ciclo di vita di controllo delle emissioni a 200.000 km o 10 anni.
  4. Sistema di monitoraggio a bordo (OBM): Tutti i veicoli Euro 7 dovranno disporre di un sistema di bordo di monitoraggio delle emissioni (OBM, On-Board Monitoring) che misura continuamente le emissioni durante l’uso reale mediante sensori. Nello specifico, vengono registrati i livelli di emissioni di NOX e PM e, per i veicoli pesanti, anche le emissioni di NH₃. I dati registrati dall’OBM sono accessibili tramite la porta diagnostica del veicolo e possono essere trasmessi via etere in forma anonima.

Schema dei componenti di un sistema OBD

Questo allarga il perimetro di responsabilità: dalle sole emissioni allo scarico agli inquinanti da attrito e alla durata effettiva della tecnologia nel tempo.

Protocolli di Certificazione: NEDC, WLTP e RDE

La conformità alle normative sulle emissioni è garantita attraverso protocolli di certificazione standardizzati. Si tratta di una serie di test obbligatori che certificano la conformità normativa di tutti i nuovi veicoli immessi sul mercato. Lo scopo è quello di assicurare che tutti i veicoli rispettino le norme relative all'emissione di sostanze inquinanti, comunemente note come norme antinquinamento. I test vengono eseguiti in laboratorio a cura di organismi indipendenti (ad esempio, l'UTAC in Francia). Questi test sono basati sui dei cicli di guida standardizzati (durata, velocità, dotazioni, temperatura, ecc.) e misurano le emissioni inquinanti e di CO2 nonché i consumi di carburante dei veicoli con motore a combustione. Tali misurazioni consentono quindi di confrontare le prestazioni dei modelli fabbricati da diversi costruttori.

Da NEDC a WLTP

Prima del settembre 2017 era in vigore il protocollo di omologazione NEDC (Nuovo ciclo di guida europeo), il sistema di riferimento adottato negli anni '90. Questo protocollo è ormai obsoleto, in quanto non tiene conto delle evoluzioni compiute in campo automobilistico.

Dal 1° settembre 2017 è entrato in vigore il WLTP (Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure), che è andato progressivamente a sostituire il protocollo NEDC. Al nuovo protocollo se ne è aggiunto un secondo, denominato RDE (Real Driving Emissions, ovvero Emissioni reali di guida). Questi protocolli consentono di accedere a risultati molto vicini alla realtà quotidiana in materia di consumi ed emissioni.

La differenza principale tra i due protocolli risiede nel fatto che il ciclo di guida in formato WLTP è più lungo e più rappresentativo rispetto a quello del NEDC. Le velocità di prova sono più elevate, il range delle temperature testate è più ampio e vengono presi in considerazione tutti gli equipaggiamenti del veicolo. Poiché le condizioni di test sono più simili a quelle dell'utilizzo reale, i risultati in termini di consumi ed emissioni sono più elevati rispetto a quelli precedentemente presentati negli opuscoli. Ciò nonostante, i consumi reali quotidiani sono sempre gli stessi. Si tratta infatti di una semplice rappresentazione più equa dei consumi e delle emissioni che ora, con il protocollo WLTP, tiene conto del tipo di veicolo ma anche degli equipaggiamenti e degli optional installati.

È importante ricordare che, indipendentemente dal protocollo di omologazione, né le prestazioni né i reali consumi di carburante subiranno variazioni di alcun genere.

Confronto tra i cicli di test NEDC e WLTP

WLTP vs NEDC: cosa cambia nei listini... e nel nostro portafogli

Normative Ambientali Nazionali

Le normative europee sulle emissioni sono state recepite diversamente nelle città italiane. Ad esempio Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna hanno emanato delle limitazioni permanenti alla circolazione alle vetture con classe ambientale inferiore all’euro 3 nei giorni lavorativi. Ma quindi non è neanche consentito entrare in queste città con un'auto diesel euro 3? Sì, sarà consentito l’accesso ma con un malus, una multa per coloro che supereranno le soglie previste. Ad oggi nelle città di Milano e Roma le limitazioni alla circolazione sono estese ad auto diesel euro 4 con FAP e particolari valori di emissione.

Leggi e Regolamenti in Italia

In Italia, le normative ambientali applicate al settore automotive sono particolarmente stringenti e mirano a ridurre l’impatto ecologico dei veicoli. Le leggi italiane in materia di ambiente e automotive prevedono una serie di obblighi per i proprietari di veicoli, soprattutto quando si tratta di rottamazione. È essenziale rivolgersi a servizi autorizzati per evitare sanzioni e contribuire alla tutela dell’ambiente. Il Decreto Legislativo 152/2006, noto come Testo Unico Ambientale, rappresenta uno dei pilastri delle direttive ecologiche italiane, stabilendo criteri rigorosi per la gestione dei rifiuti e la riduzione delle emissioni inquinanti. Le regolamentazioni italiane includono anche incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni e l’adozione di tecnologie più pulite, promuovendo così una mobilità sostenibile.

Mappa delle zone a traffico limitato in Italia

Per valutare efficacemente l'impatto e l'equità delle restrizioni applicate ai mezzi di trasporto si effettuano diversi studi che sondano la situazione e permettono di valutarne l'efficacia. Alcune città possono impedire la circolazione (sempre, o in determinati periodi dell'anno, o nei giorni di blocco della circolazione anti-inquinamento) ai veicoli al di sotto di un certo standard. Nel caso di blocco della circolazione, almeno in Italia, talvolta il fermo riguarda tutte le autovetture alimentate a gasolio e benzina (indipendentemente dallo standard Euro-), con eccezione solo per i mezzi di servizio e le auto a combustibile alternativo (come metano, GPL e auto elettriche).

Normative negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti, le normative ambientali per il comparto dei veicoli sono gestite principalmente dall’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (EPA). Le direttive ecologiche americane includono il Clean Air Act, che impone limiti severi alle emissioni di inquinanti atmosferici provenienti dai veicoli. Questo atto legislativo ha portato a una significativa riduzione delle emissioni di gas nocivi, contribuendo a migliorare la qualità dell’aria. Inoltre, il programma Corporate Average Fuel Economy (CAFE) stabilisce standard di efficienza energetica per le automobili e i camion leggeri, incentivando l’industria automobilistica a sviluppare veicoli più efficienti dal punto di vista energetico. Le regolamentazioni americane sono integrate da iniziative statali, come quelle della California, che spesso adottano misure ancora più rigorose per la tutela dell’ambiente.

Impatto delle Normative Ambientali sul Settore Automotive

Molti si stanno chiedendo perché sempre più il mondo dell’auto si sta orientando verso auto ibride ed elettriche. Ora quindi ti è chiaro perché il mondo automobilistico sta cambiando? Le normative ambientali hanno imposto alle case automobilistiche di rivedere profondamente le proprie strategie produttive e di mercato.

Adattamento delle Case Automobilistiche

Per conformarsi a tali leggi, le aziende del comparto dei veicoli hanno dovuto investire ingenti risorse nella ricerca e sviluppo di soluzioni più ecologiche. Questo ha comportato l’adozione di tecnologie avanzate per la riduzione delle emissioni, come i motori ibridi e elettrici, nonché l’implementazione di processi produttivi più sostenibili. Inoltre, le direttive ecologiche hanno spinto le case automobilistiche a migliorare l’efficienza energetica dei propri veicoli, riducendo il consumo di carburante e le emissioni di CO2. Questi cambiamenti non solo hanno permesso di rispettare i requisiti verdi, ma hanno anche aperto nuove opportunità di mercato per i veicoli a basse emissioni.

Renault, ad esempio, in risposta alla domanda del mercato rivolta alle motorizzazioni diesel, adotterà i motori diesel alla tecnologia di riduzione catalitica selettiva, per diminuire le emissioni inquinanti in condizioni reali. Tutte le nuove motorizzazioni a benzina saranno dotate di filtri antiparticolato, offrendo al tempo stesso prestazioni migliori e un calo delle emissioni inquinanti e dei consumi di carburante. Entro il 2022, Renault ha proposto 8 nuovi modelli Z.E. 100% elettrici e 12 nuovi modelli elettrificati (HEV, P-HEV), un chiaro segnale dell'adattamento del settore verso una mobilità più sostenibile.

Innovazioni Tecnologiche e Sostenibilità

Le innovazioni tecnologiche svolgono un ruolo cruciale nel permettere all’industria automobilistica di rispondere alle sfide poste dalle normative ambientali. Le tecnologie emergenti, come i motori elettrici e le batterie a lunga durata, stanno rivoluzionando il mercato delle auto, rendendo i veicoli più sostenibili e meno dipendenti dai combustibili fossili. I progressi tecnici nel campo dei materiali leggeri e delle aerodinamiche avanzate contribuiscono ulteriormente a migliorare l’efficienza energetica e a ridurre l’impatto ambientale. Inoltre, le novità hi-tech come i sistemi di guida autonoma e le soluzioni di connettività intelligente offrono nuove possibilità per ottimizzare il consumo energetico e migliorare la sicurezza stradale. Questi sviluppi tecnologici non solo aiutano a rispettare le direttive ecologiche, ma rappresentano anche un passo avanti verso una mobilità più sostenibile e innovativa.

Negli ultimi decenni, l’uso di semiconduttori elettronici nelle applicazioni automobilistiche è cresciuto rapidamente e continua a essere uno dei segmenti del mercato che cresce più velocemente. Di conseguenza, la catena di fornitura dei semiconduttori è diventata parte integrante della pianificazione dei prodotti di un fabbricante. Con una vasta gamma di capacità di produzione di semiconduttori, Rochester Electronics supporta i suoi clienti con servizi individuali fino alla produzione completa chiavi in mano.

Rappresentazione di un'auto elettrica con componenti interni tecnologici

Fondamentalmente, è un’esigenza garantire la longevità del prodotto nel settore automobilistico. Sebbene i modelli delle auto possano cambiare annualmente, i componenti e gli assemblaggi che le costituiscono possono continuare a funzionare per anni, tenendo conto della garanzia e del processo di richiamo. Molte case automobilistiche hanno bisogno di ricambi o del servizio di supporto anche dopo 15 anni dalla produzione del veicolo. Rochester Electronics fornisce una fonte continua di semiconduttori che è in linea con il lungo ciclo di vita e i requisiti di qualità dei produttori del settore automobilistico e altri numerosi settori dei sistemi a lunga durata.

Le capacità produttive di Rochester offrono una fabbricazione continua di prodotti testati e known-good-die secondo le procedure di test originali. Rochester ha prodotto oltre 20.000 tipi di dispositivi che variano dal nuovo silicio fino all’assemblaggio, ai test e alla qualificazione. Rochester offre una gamma completa di servizi di produzione, che comprende stoccaggio e lavorazione dei wafer, assemblaggio, collaudo, affidabilità e servizi di analisi.

Rochester Electronics è salda nel suo impegno verso i processi ecosostenibili, la prevenzione dell’inquinamento e l’attenzione al continuo miglioramento nelle operazioni di produzione e distribuzione. Rochester ha certificato che il 100% dei flussi di rifiuti pericolosi di produzione standard appartiene alla tipologia "zero rifiuti in discarica". Ciò significa che tutti i rifiuti pericolosi che Rochester Electronics genera durante la produzione sono stati e saranno completamente riciclati, riconvertiti, recuperati o riutilizzati. Sviluppare un prodotto di alta qualità elimina il rischio di compromettere la sicurezza e l’ambiente a causa di difetti.

In qualità di distributore autorizzato post-vendita, Rochester riceve i dispositivi in eccedenza direttamente dai fabbricanti dei componenti originali. In passato, tali componenti venivano distrutti anziché ricevere l'autorizzazione per il rientro nel mercato in modo controllato, il che causava sprechi notevoli. Per la natura dell'attività di Rochester, garantire la continuità e l'allungamento dei cicli di vita dei prodotti crea pratiche commerciali pulite a lungo termine. In tal senso, si inviano meno dispositivi alle discariche, si consuma meno energia per la creazione dei prodotti e l'implementazione dei dispositivi, e si riducono le emissioni dei trasporti.

Standard di Qualità nell'Automotive: IATF 16949

La soddisfazione del cliente e la qualità sono strettamente legate. Per soddisfare i bisogni dei clienti, il prodotto deve essere all'altezza. Nel caso dell’industria automobilistica, si deve garantire ai clienti che il produttore sia etico, efficiente, sicuro e di alta qualità. L’International Automotive Task Force (IATF) ha sviluppato uno standard riconosciuto a livello mondiale per garantire l’eccellenza e sviluppare la fiducia del cliente attraverso la sicurezza della qualità. Questo standard di qualità è progettato per integrarsi perfettamente nella catena di fornitura mondiale, includendo la produzione e i fornitori.

Rochester Electronics, per esempio, è registrata per la produzione di prodotti ITAR (International Traffic in Arms Regulations). Rochester è certificata ISO 9001, Automotive IATF 16949, AS9120, e ISO 14001 (gestione ambientale). La certificazione IATF 16949 mostra un impegno verso la qualità, l’attrarre e il mantenere i clienti. IATF 16949 è il principale standard di gestione della qualità per l’industria automobilistica, riconosciuto a livello mondiale, che dà un vantaggio competitivo.

Per soddisfare i rigorosi requisiti di IATF 16949, Rochester ha revisionato tutti i processi interni di produzione, concentrandosi nel miglioramento continuo. Rochester ha cercato e trovato delle soluzioni per dare un miglior servizio ai propri clienti. Rochester mantiene la conformità agli standard ISO, CRS e ai requisiti normativi attraverso un sistema di qualità integrato. Nel frattempo, Rochester cerca sempre di migliorare i propri standard e processi attraverso un approccio proattivo ed esaminando le aree da perfezionare. Questo viene fatto attraverso il ciclo Plan-Do-Check-Act (Pianificare-Fare-Verificare-Agire). Pensare al futuro, verificare quello che funziona e implementare soluzioni vincenti sono il centro della pianificazione di Rochester. In tutti i processi viene eseguita un’analisi rigorosa dei rischi, implementando sistemi per mitigare/eliminare ulteriormente il rischio. Tutto questo è a vantaggio dei clienti.

Quello che è stato evidenziato aderendo allo standard IATF 16949 non si applica solo al settore automobilistico. La pianificazione proattiva, centrata sul cliente è al centro di quello che viene fatto. L’affidabilità per le prestazioni costanti è la massima priorità. È sempre giusto garantire che la sicurezza dei prodotti risponda ai più alti standard del settore, attraverso la garanzia di lunga durata del prodotto, il supporto e le prestazioni.

Prospettive Future delle Normative Ambientali

Le prospettive future delle normative ambientali sono destinate a diventare sempre più stringenti, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale del settore automotive. Le regolamentazioni internazionali e le direttive europee continueranno a evolversi, imponendo limiti sempre più severi sulle emissioni di CO2 e altri inquinanti. Questo trend richiederà all’industria automobilistica di accelerare l’adozione di soluzioni ecologiche e di investire in tecnologie sempre più avanzate.

Nuovi Standard di Emissione e il Dibattito sullo Stop ai Motori a Combustione

Uno degli sviluppi più attesi riguarda l’introduzione di nuovi standard di emissione, che saranno progressivamente più rigorosi. Tali leggi mirano a ridurre drasticamente le emissioni di gas serra e a promuovere l’uso di energie rinnovabili. Le case automobilistiche dovranno adeguarsi a questi requisiti, sviluppando veicoli con motori a zero emissioni e migliorando l’efficienza energetica dei modelli esistenti.

Nel giugno 2022 gli Stati membri dell'UE hanno concordato un orientamento generale sulla proposta della Commissione europea che rafforza i livelli di prestazione in materia di emissioni di CO₂ delle autovetture nuove e dei veicoli commerciali leggeri nuovi. Nell'ottobre 2022 il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo comune sulla proposta. Autovetture e furgoni producono circa il 15% del totale delle emissioni UE di CO₂, il principale gas a effetto serra. La proposta di regolamento innalza gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO₂ per il 2030 e stabilisce un nuovo obiettivo del 100% per il 2035.

"A partire dal 2035 le case automobilistiche dovranno rispettare un obiettivo di riduzione delle emissioni dallo scarico del 90%, mentre le restanti emissioni del 10% dovranno essere compensate mediante l’uso di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nell’Unione o da carburanti elettronici e biocarburanti”. Nella serata di ieri, la Commissione europea ha scelto un’articolata formula per annunciare ciò che era già nell’aria da tempo, cioè la retromarcia sullo stop alla produzione di auto col motore a combustione (benzina, diesel, metano, gpl) a partire 2035. A distanza di neppure tre anni da quel piano, la stessa presidente della Commissione - Ursula von der Leyen - ha via via ceduto alle pressioni provenienti dalla destra politica, dai governi nazionali e da ampi settori industriali (tra cui lo stesso settore automobilistico). E così, appunto, la nuova formulazione della Commissione sulle auto lascia un’evidente scappatoia per la prosecuzione delle auto col motore a combustione.

“Sul versante della domanda - si legge nel comunicato stampa della Commissione - si propone un’iniziativa per decarbonizzare i veicoli aziendali con obiettivi nazionali vincolanti per i veicoli a zero e a basse emissioni. Per quanto riguarda l’obiettivo 2030 per le autovetture e i furgoni, è introdotta un’ulteriore flessibilità consentendo “l’indebitamento bancario” per il periodo 2030-2032. Tornano, dunque, i concetti chiave della deroga allo stop alle auto col motore a combustione: la neutralità tecnologica e, soprattutto, il pragmatismo, vero e proprio mantra della Commissione negli ultimi due anni, che ritorna più volte anche nel documento delle FAQ allegato al comunicato stampa. Tuttavia emerge una sostanziale contraddizione: se da una parte si concedono riduzioni e agevolazioni ai veicoli col motore a combustione, dall’altra la Commissione ribadisce che “il futuro è elettrico” (senza però indicare un orizzonte temporale).

Grafico delle proiezioni di vendita di veicoli elettrici in Europa

Numerose le reazioni politiche e quelle dei portatori di interesse alle scelte della Commissione sul pacchetto di riforme a sostegno del settore automobilistico. Si segnala, per completezza di informazioni e visione politica, la lunga nota di commento di Transport & Environment (T&E), la principale organizzazione europea per la decarbonizzazione dei trasporti. “Le modifiche che si vorrebbe introdurre - segnala T&E - indebolirebbero la normativa attuale, riducendo l’obiettivo di abbattimento delle emissioni di CO₂, per i carmaker, dal 100% al 90% entro il 2035. Ciò aprirebbe la porta alla possibilità di continuare a vendere anche veicoli endotermici altamente emissivi. Secondo le stime di T&E, la vendita di veicoli elettrici, nel 2035, subirebbe una riduzione sino al 25% rispetto al target attuale. Nonostante ciò, le auto elettriche sono destinate a mantenere una posizione dominante nel mercato automobilistico dal 2030 in poi. Tali flessibilità alla normativa verrebbero concesse alle case automobilistiche a patto che ottengano crediti per l’uso di acciaio verde nella produzione dei loro veicoli. Secondo T&E, l’introduzione di crediti sui carburanti consentirebbe alle case automobilistiche di ridurre la vendita di veicoli elettrici a fronte di una ipotetica diminuzione delle emissioni che, di fatto, non si realizzerebbe. William Todts, direttore esecutivo di T&E, ha dichiarato che “la Commissione ha optato per la complessità a scapito della chiarezza. Ogni euro speso per gli ibridi plug-in è un euro sottratto agli investimenti nei veicoli elettrici, proprio mentre la Cina accelera.

Sulla stessa linea di Transport & Environment, in Italia, è Legambiente. La ong nostrana ricorda innanzitutto che la proposta della Commissione dovrà comunque passare al vaglio del Parlamento e del Consiglio europeo “dove già Spagna, Francia ed i Paesi nordici hanno annunciato l’opposizione alla proposta della Commissione. Legambiente inoltre segnala “la crisi del settore automobilistico non ha nulla a che fare con il divieto di vendita dal 2035 delle auto a benzina e diesel. In Europa, attualmente, si vendono quattro milioni di auto in meno rispetto al 2019. Virare sulle auto ibride e sui biocarburanti, d’altra parte, è una scelta che pone dei seri dubbi non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico. Non solo: nel corso del ciclo di vita le auto elettriche hanno bisogno di meno riparazioni e sostituzioni, e dunque comportano meno costi di gestione, rispetto alle auto ibride. Nonostante ciò, il governo Meloni ha esultato per la (mezza) retromarcia della Commissione, dato che, su spinta di Eni, ha sempre promosso l’utilizzo dei biocarburanti in modo da garantire una “seconda vita” ai veicoli a benzina, diesel, metano e gpl. In questo senso ci si aspetta un contributo anche alla consultazione pubblica, lanciata dalla Commissione europea lo scorso 15 dicembre (appena un giorno prima del rinvio dello stop al 2035), sulla direttiva delegata per il calcolo degli impatti sulla produzione di gas serra di biocarburanti, bioliquidi e carburanti da biomassa, in rapporto ai corrispondenti prodotti fossili. Dato il massiccio investimento politico ed economico sui biocarburanti da parte dell’Italia, ci si aspetta che il governo e i portatori di interesse sappiano dimostrare con i dati che la produzione di biocarburanti è realmente sostenibile rispetto all’utilizzo dei corrispondenti prodotti fossili.

Incentivi per la Mobilità Sostenibile

Le prospettive future delle direttive ecologiche includono anche un aumento degli incentivi per la mobilità sostenibile. Governi e istituzioni internazionali stanno già implementando politiche per favorire l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi, nonché per promuovere l’uso di mezzi di trasporto alternativi come biciclette e mezzi pubblici. Questi incentivi non solo contribuiranno a ridurre l’inquinamento atmosferico, ma stimoleranno anche l’innovazione nel comparto dei veicoli.

Collaborazioni Internazionali

Le collaborazioni internazionali giocheranno un ruolo cruciale nel plasmare il futuro delle regolamentazioni ambientali. Gli impegni globali, come gli accordi di Parigi, continueranno a influenzare le politiche nazionali e regionali, spingendo verso una maggiore armonizzazione delle normative a livello mondiale.

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