La Jaguar XJ, un nome che evoca immediatamente eleganza, prestazioni e un lusso senza tempo, ha attraversato decenni di evoluzione, mantenendo salda la sua posizione come ammiraglia del marchio britannico. Dal suo debutto nel 1968, ha saputo reinventarsi, adattandosi alle esigenze di un mercato in costante mutamento e alle rigorose normative ambientali, senza mai tradire la sua essenza di "beautiful, fast car". In particolare, la sua interpretazione coupé, seppur rara in alcune versioni, ha sempre affascinato per la sua linea filante e l'eleganza sportiva.

Le Origini: Nascita di un Mito
La storia della Jaguar XJ inizia alla fine degli anni '60, quando la casa automobilistica britannica avvertì l'esigenza di aggiornare la propria immagine per competere con i nuovi attori nel settore del lusso, come Mercedes-Benz e BMW. Da questa necessità nacque il progetto denominato inizialmente XJ4, acronimo di eXperimental Jaguar.
Il debutto ufficiale avvenne al Salone dell'automobile di Parigi nel 1968, seguito dalla presentazione al London Motor Show nello stesso anno. La prima serie della XJ, nota come Series I, si ispirava alla precedente 420, ma presentava una linea decisamente più filante e leggera. Questo modello rappresentava una svolta strategica per Coventry, poiché doveva reinterpretare in chiave più attuale il classico stile inglese, senza perderne il fascino, e riconquistare il mercato americano, le cui vendite dei modelli precedenti erano in calo.
La carrozzeria, caratterizzata da un disegno snello, linee tese, un cofano motore con nervature decise e una nuova calandra rettangolare e bassa, riscosse subito un grande apprezzamento. Tuttavia, gli interni, più moderni e razionali, furono inizialmente giudicati da alcuni privi della tradizionale opulenza tipica dei precedenti modelli Jaguar. Nonostante queste lievi perplessità, la linea riuscita e la raffinata meccanica convinsero presto il pubblico, decretando un immediato successo per questo nuovo modello.
Dal punto di vista tecnico, la XJ Series I era un'evoluzione della 420 G, caratterizzata da trazione posteriore, sospensioni a ruote indipendenti con bracci trasversali sia anteriormente che posteriormente, sterzo a cremagliera e quattro freni a disco. Al momento del debutto, erano disponibili due motori a 6 cilindri in linea con distribuzione bialbero e alimentazione a due carburatori: il noto Serie XK da 4.235 cm³ con 186 CV (DIN) e una nuova unità a corsa corta da 2.791 cm³ con 142 CV (DIN).
La XJ6 4.2, che offriva di serie anche il servosterzo, poteva essere scelta con cambio manuale a 4 rapporti più overdrive o automatico a 3 marce. La versione 2.8 era disponibile solo con cambio manuale e l'opzione dell'overdrive Laycock de Normanville. Tuttavia, il motore da 2,8 litri accusò problemi di affidabilità e fu successivamente ritirato dal commercio.
Le Sfide del Motore 2.8 Litri
Il motore 2.8 litri presentò inizialmente delle problematiche legate a un errore di posizionamento di un perno durante il montaggio delle testate del 1969, che causava un leggero disallineamento con i cilindri. Ciò comportava la chiusura delle tolleranze del pistone e un certo rumore. I pistoni di produzione furono modificati, riducendo l'angolo del cuneo superiore. Questa leggera modifica, non testata al banco, generò temperature molto elevate della valvola di scarico, con conseguente deposito di particelle a grana fine sulla superficie del pistone (incrostazioni). Durante la combustione, ciò poteva causare preaccensione ed eccessive macchie di calore localizzate, portando al distacco e alla fusione dei depositi, con la possibile foratura del pistone, in particolare nel cilindro numero 6, il più svantaggiato termicamente.
Jaguar impiegò del tempo per risolvere il problema. Dal novembre 1969, l'albero a camme venne lievemente modificato per conferire al motore un carattere meno "appuntito". Dal gennaio 1970, furono introdotti nuovi coperchi valvole che riducevano le temperature nella zona della valvola di scarico. Dal marzo 1970, Jaguar consigliò un diverso gioco delle valvole e suggerì l'adozione delle candele Champion N7Y al posto delle precedenti N9Y. Dal maggio 1970, furono introdotti pistoni modificati, e con alcune accortezze d'uso, i motori divennero nettamente più affidabili. Nell'aprile 1971, fu introdotto un nuovo paraolio posteriore dell'albero a gomiti e, infine, nel dicembre 1971, una nuova pompa dell'olio. Da quel momento, il motore 2.8 continuò la sua carriera con un discreto successo di vendite (19.426 unità), dimostrandosi brioso e allo stesso tempo dolce nel funzionamento.
L'Innovazione del V12 e le Versioni Speciali
Nel 1972, quasi a celebrare il pensionamento di Sir William Lyons, fu lanciata la XJ12, equipaggiata con un nuovo motore V12 a carburatori di concezione moderna (un superquadro, con alesaggio e corsa quasi di 1/1), da 5.345 cm³ e 254 CV, abbinato a un cambio automatico a 3 marce con riduttore idraulico al 50% dei rapporti.
Sempre con la Series I, dal 1969, Jaguar decise di utilizzare il marchio Daimler, già acquisito, per realizzare una versione esclusiva denominata Daimler Sovereign, che montava lo stesso motore da 4,2 litri. Nel 1972, fu introdotta anche la Daimler Double Six (disponibile anche nella versione a passo lungo), equipaggiata unicamente con il raffinato propulsore V12. Il 1972 fu un anno determinante per la casa del giaguaro, con il ritiro di Sir William Lyons e Wally Hassan, e l'assunzione della guida dell'azienda da parte di Geoffrey Robinson.
Cronologia del modello: Jaguar XJ
L'Evoluzione con la Series II e l'Iconica XJC Coupé
Al Salone dell'automobile di Francoforte del 13 settembre 1973, alla vigilia della crisi petrolifera, venne presentata la Series II. Questa scelta di rinnovare la XJ, ormai un apprezzato modello a livello globale, fu dettata principalmente dall'esigenza di adeguarsi alle severe normative USA in tema di sicurezza automobilistica ed emissioni inquinanti. La necessità di spostare più in alto il paraurti, motivata dall'inserimento di un fascione integrato in gomma per le versioni destinate agli Stati Uniti, impose di ridisegnare la calandra, rendendola più bassa e larga. Per assicurare un'adeguata portata d'aria al motore, fu aperta un'ampia feritoia sotto il paraurti stesso. Il nuovo frontale apparve certamente più moderno, ma forse meno personale.
Per quanto riguarda i motori, tutte le modifiche tecniche furono volte a ridurre consumi ed emissioni, a scapito della potenza massima. Il 6 cilindri da 4,2 litri perse 14 CV, scendendo da 186 CV (DIN) a 172 CV (DIN), a causa della drastica riduzione del rapporto di compressione e delle modifiche all'alimentazione. Il V12, grazie all'adozione dell'iniezione elettronica Lucas, vide la sua potenza scendere di 13 CV (da 285 a 272 CV DIN). Il motore da 2,8 litri, già critico, fu definitivamente abbandonato in favore di un nuovo propulsore XK da 3.442 cm³ e 160 CV. Inoltre, tutte le versioni furono equipaggiate di serie con servosterzo a rapporto variabile.
All'inizio del 1974, fu rivista anche la versione a passo lungo, denominandola Saloon, riconoscibile per una più evidente ampiezza del finestrino posteriore. Nell'aprile dello stesso anno, sulla base del pianale a passo accorciato delle XJ, venne presentata anche la XJC: una rara ed elegante versione coupé con padiglione abbassato, tetto in vinile e l'assenza dei montanti centrali e delle cornici dei finestrini. La XJC è uno dei modelli Jaguar più rari e affascinanti.
La XJC venne sviluppata anche per le competizioni dal team Leyland Broadspeed, che la utilizzò per partecipare all'ETCC (European Touring Car Championship) nelle stagioni 1976/1977. La carrozzeria era vistosamente allargata per permettere l'alloggiamento di pneumatici maggiorati e il propulsore V12 venne elaborato, portandolo a una potenza di 550 CV. La produzione della XJC di serie si concluse nel 1977 e rappresentò la variante coupé delle berline XJ6 4.2 e XJ12 5.3, rimanendo in listino fino al 1978. La Daimler Double Six Vanden Plas Coupé 5.3 fu prodotta in soli 407 esemplari.

La Series III e l'Influenza di Pininfarina
Al termine degli anni settanta, nonostante le vendite rimanessero sostenute, si rese necessario aggiornare la XJ per il decennio successivo. L'intervento doveva essere un semplice aggiornamento per mantenere il modello sul mercato ancora per alcuni mesi, poiché era già in fase di avanzata progettazione una versione successiva completamente nuova. Il compito di rendere più competitiva la celebre berlina inglese per gli anni ottanta, ormai modello cruciale dell'intera gamma, venne affidato all'esperta matita di Pininfarina.
Lo stilista torinese intervenne in modo sensibile sulle linee della XJ, pur senza snaturare la vera essenza della vettura. Gli interventi estetici di maggiore rilievo includevano una calandra rivista, gruppi ottici posteriori ridisegnati e ampliati, un inedito profilo cromato della coda, nuovi paraurti più spessi con annesso profilo in gomma comprendente l'integrazione degli indicatori di direzione e dei retronebbia posteriori, un parabrezza più inclinato, l'eliminazione dei deflettori anteriori, un nuovo disegno dei finestrini posteriori e un abitacolo leggermente più alto. Anche gli interni furono totalmente ridisegnati, ma mantennero la tipica opulenza del marchio inglese, con ampio utilizzo di pelle naturale e radica di noce.
Poche furono le novità tecniche. Da questa serie in poi, Jaguar decise di destinare il nome Sovereign per le versioni europee più ricche, senza più utilizzarlo per i modelli a marchio Daimler. Gli allestimenti proposti divennero quindi: Standard e Sovereign, quest'ultimo riservato alle sole versioni XJ6 4.2 e XJ12 5.3 V12.
Nel 1981 debuttò la versione HE con il motore V12, che beneficiò di una nuova testata con camere di scoppio ridisegnate, valvole più piccole per aumentare la turbolenza, maggior compressione e conseguente efficienza migliorata. Non a caso, la nuova unità venne chiamata HE: High Efficiency. La Series III a 6 cilindri, nelle versioni 3.4 e 4.2, uscì ufficialmente di listino nel 1986, ma la produzione della XJ12 continuò fino al 1992, per l'impossibilità di montare l'ingombrante V12 da 5,3 litri sulla successiva versione XJ40. Nel 1992, infatti, sia il motore V12 che il vano motore della XJ40 vennero modificati per rendere finalmente possibile il "trapianto", cosa che permise di terminare definitivamente la produzione della Series III, dopo essere stata presente in listino per più di vent'anni, considerando anche le serie precedenti che, nel complesso, differivano di pochi dettagli.
Le Generazioni Successive: Dalla XJ40 all'Alluminio Leggero
La quarta generazione della XJ, la XJ40, fu prodotta per un totale di 8 anni, e da essa derivarono anche le X300 e X308. Lo sviluppo della vettura iniziò all'inizio degli anni '70, con modellini in scala costruiti già nel 1972. Il progetto subì numerosi ritardi a causa di problemi finanziari e societari della controllante British Leyland e della crisi petrolifera del 1973. La nuova generazione presentava uno stile e un design significativamente diversi, più squadrato e spigoloso rispetto alla precedente Series III. Le XJ40 a sei cilindri erano alimentate dal motore AJ6, che sostituì l'unità XK6 utilizzata nelle precedenti XJ. La nuova unità presentava una testata a quattro valvole e doppi alberi a camme in testa.
La X300, presentata nell'ottobre 1994 al Salone di Parigi, venne ridisegnata in modo significativo per tornare ai quattro fanali rotondi e a un design più curvilineo. Nonostante le poche modifiche estetiche riguardanti la mascherina, i paraurti, i cerchi e i nuovi interni, la X308, lanciata nel 1998, presentava notevoli novità tecniche rispetto alla X300.
All'inizio del 2003 comparve la nuova serie della XJ, la X350. Mentre gli interni e l'aspetto esteriore erano apparentemente conformi alla tradizione, la vettura fu completamente riprogettata. Le misure erano maggiori per tutte e tre le dimensioni, garantendo una maggiore abitabilità interna e un bagagliaio più spazioso. Il nuovo modello vide il ritorno della sigla XJ6 e del nuovo motore a 6 cilindri, seppur in configurazione a V. Sebbene esteriormente avesse un aspetto tradizionale, il modello era tecnologicamente avanzato. Per la scocca, Jaguar scelse di ritornare a una struttura interamente in lega d'alluminio, come già era successo con l'antenata S-Type del 1958.
Il motore V8 fu offerto in tre cilindrate: 3,5 litri e 4,2 litri, di cui quest'ultimo anche in versione sovralimentata. Era anche disponibile, grazie alla leggerezza della vettura, un propulsore V6 da 3 litri, che fu tolto dal mercato quando venne offerto un inedito motore V6 Diesel bi-turbo da 2,7 litri, una novità assoluta per la Jaguar. Entrambi non furono però commercializzati negli Stati Uniti d'America. Inoltre, venne offerto un nuovo cambio automatico a sei rapporti, più leggero dei predecessori, con blocco del convertitore e una gamma più vasta di rapporti. Su richiesta erano disponibili le sospensioni a smorzamento autoadattativo oltre che autolivellante sul retrotreno.
Era disponibile di serie anche il climatizzatore bizona, con il condizionatore quadrizona offerto sui modelli a passo lungo. Erano disponibili come accessori un'interfaccia touch screen per il controllo dei parametri della vettura, il navigatore satellitare, un'autoradio della Alpine ed un telefono Bluetooth. Era anche offerto il sistema Jaguar Voice per la segnalazione di vari messaggi tramite una voce sintetizzata da un computer. Esteticamente, i cambiamenti maggiori furono applicati alla calandra, che portò a un frontale più aggressivo, e vennero aggiunte le prese d’aria laterali che ricordavano quelle previste da Ian Callum per la seconda serie della XK. Anche l'aggiornamento di questo modello portò alla realizzazione dell'ultima versione a marchio Daimler: la nuova Super Eight, disponibile esclusivamente a passo allungato.
Fabio Berardi ha sottolineato che la Jaguar XJ (sigla di progetto X350), presentata nel 2002 al Salone di Parigi, rappresentava un modello completamente inedito dal punto di vista tecnico e tecnologico rispetto alle precedenti sei generazioni, ma allo stesso tempo può essere considerata anche l’ultima ammiraglia della Casa britannica a poter vantare uno stile classico e senza tempo.
Monoscocca in Alluminio e Maggiore Spaziosità
Come anticipato in precedenza, la nuova XJ vantava soluzioni tecniche decisamente all'avanguardia, a partire dalla carrozzeria monoscocca in alluminio. La produzione dei componenti in alluminio dedicati alla vettura aveva spinto gli uomini della Casa inglese a ristrutturare la fabbrica di Castle Bromwich per realizzare il nuovo e avanzato reparto per lo stampaggio.
Questa settima generazione dell’ammiraglia Jaguar vantava dimensioni più importanti rispetto alla precedente serie, cosa che garantiva una maggiore abitabilità e un vano bagagli più spazioso. Nonostante l’aumento di centimetri, la vettura era comunque più leggera di ben 200 kg rispetto alla XJ che andava a sostituire (grazie al già citato uso di alluminio), oltre ad essere anche più agile e maneggevole su strada.
L’abitacolo era un vero e proprio tripudio di lusso e opulenza; infatti, su questa vettura spiccava l’ampio uso di pellami pregiati come quella Connolly e legni rari che impreziosivano tutta la plancia e i pannelli porta. La vettura però non rinunciava alla tecnologia, infatti sulla console c'era spazio per l’ampio schermo dedicato al navigatore satellitare, climatizzatore bi-zona e impianto audio Alpine ad alta fedeltà.
Al momento del suo debutto, la nuova XJ veniva offerta con quattro unità a benzina: si partiva dal V6 3.0 litri da 238 CV della versione “XJ6”, seguito dal V8 3.5 litri da 258 CV e dal V8 4.2 litri da 298 CV, con quest’ultimo offerto anche nella potentissima variante sovralimentata da 396 CV (XJR). Tutte le motorizzazioni erano gestite dall’inedito cambio automatico a 6 marce ZF6HP. Nel 2005 arrivò anche il diesel 2.7 litri biturbo da 204 CV. La sicurezza e l’efficiente handling erano garantiti dalla presenza di: controllo dinamico della stabilità, controllo della trazione e sospensioni elettroniche (Jaguar CATS). Dal punto di vista estetico, le novità si concentravano nel frontale che regalava una vista d’insieme più aggressiva insieme ad altri nuovi dettagli.

La Rivoluzione del Design: La Nuova XJ (X351)
Il 9 luglio 2009, la nuova XJ è stata presentata ufficialmente al pubblico alla Galleria Saatchi di Londra alla presenza di Jay Leno e Elle Macpherson. L'avvenimento è stato trasmesso in diretta sul sito ufficiale della Jaguar. Il suo debutto mondiale era avvenuto al Salone Internazionale dell'Auto di Francoforte il 15 settembre 2009. La presentazione a Roma, nella prestigiosa sala di Villa Wolkonsky, residenza ufficiale dell'ambasciatore inglese Edward Chaplin, ha mostrato in una cornice adatta il suo grande appeal ed eleganza, attirando un parterre di VIP e appassionati. La serata, all'insegna del mood tipicamente anglosassone, elegante, soft e misurato, con musica classica dal vivo, ha visto la partecipazione di Renzo Arbore, Jocelyn, Gabriella Carlucci e Pamela Prati.
L'Amministratore Delegato di Jaguar cars, Mike O’Driscoll, ha sottolineato: “La nuova XJ reinterpreta l’immagine della definitiva vettura di lusso sportiva. Averla qui oggi in esposizione al pubblico per la prima volta, insieme agli altri nostri splendidi modelli, è la prova che l’intera gamma Jaguar è all’altezza della nostra filosofia di creare beautiful, fast cars”.
Sportiva e sofisticata, dalla linea pulita, la nuova Jaguar XJ introduce un nuovo e audace spirito nel mercato automobilistico di lusso, offrendo un seducente mix di design affascinante, lusso rilassante, prestazioni mozzafiato ed un’ingegneria senza compromessi. La nuova XJ è l’esempio dello stile automobilistico contemporaneo. La forma allungata a goccia dei finestrini laterali fissa la silhouette della vettura ed è alla base del suo fluido design. La nuova XJ condivide con la XF un coefficiente aerodinamico di 0.29, che la rende la Jaguar più aerodinamica di sempre. Il profilo a coupé avvolge un abitacolo che offre livelli di spaziosità comparabili a berline dallo stile molto più convenzionale. C’è spazio abbondante per cinque persone, mentre la versione a passo lungo offre ai passeggeri posteriori un maggior grado di comfort grazie a un ulteriore spazio per le gambe di 125 mm. Gli interni, così squisitamente disegnati, hanno nonostante tutto un forte carattere sportivo.
Un tetto panoramico di vetro, di serie su tutti i modelli, enfatizza il senso di luce e spazio all’interno della nuova XJ. Inoltre, a conferma del suo status di massima espressione di una quattro porte Jaguar, la XJ introduce una nuova generazione di tecnologie per gli interni, utilizzando per prima schermi e sistemi di infotainment quale l’innovativo quadro strumenti virtuale (Virtual Instrument) e, disponibile a richiesta, un sistema audio Bowers & Wilkins da 1.200 Watt.
Architettura Leggera e Motori Performanti
Alla base della costruzione della nuova XJ c’è l’ultima generazione dell’applicazione dell’esclusiva architettura leggera della vettura di Jaguar. Soprattutto l’alluminio - ma anche l’uso del magnesio e leghe composite - ha permesso a Jaguar di produrre carrozzerie più leggere e più rigide - le più leggere del proprio segmento. La nuova struttura - realizzata con gli stessi processi di rivettatura e d’incollaggio derivati dall’industria aerospaziale - è stata ulteriormente messa a punto utilizzando questi nuovi e più avanzati materiali per ottenere una maggiore forza, una migliore raffinatezza e livelli superiori di sicurezza.
La nuova XJ offre la scelta di quattro potenti e raffinati motori (tre per l’Italia) che utilizzano le più recenti tecnologie per erogare un’eccezionale combinazione di prestazioni ed efficienza al top della categoria. Il potente sovralimentato 5.0 litri AJ-V8 Gen III da 510 CV sarà al vertice della gamma, grazie alla sua accelerazione da 0 a 100 km/h in 4.9 secondi. Secondo il mercato, saranno disponibili anche una versione sovralimentata da 470 CV ed una naturalmente aspirata da 385 CV, entrambi a benzina. Il prestigioso motore 5000 cm³ da 510 cavalli di potenza massima e ben 625 Nm a 2500 giri/min di coppia massima è un esempio di questa eccellenza ingegneristica.
L’alternativa diesel, senza compromessi, è il formidabile motore 3.0 litri AJ-V6D Gen III da 275 CV. Con due turbocompressori sequenziali, questo è un propulsore che offre, sotto ogni aspetto, l’esperienza di guida Jaguar, combinando insieme prestazioni (da 0 a 100 km/h in 6.4 secondi) con un’impressionante riduzione dei consumi e delle emissioni di CO² (7.0 l/100 km e 184 g/km di CO²).
La nuova XJ offre un’esperienza di guida indimenticabile, così come l’aspetto stesso della vettura. L’auto, beneficiando delle tecnologie introdotte per la prima volta sulle nuove, entusiasmanti XFR e XKR, inclusa l’ammortizzazione variabile continua (Adaptive Dynamics), il differenziale controllato elettronicamente (Active Differential Control) ed un veloce rapporto della scatola dello sterzo, combina una dinamica pronta e sportiva con la guida raffinata e flessibile che ci si aspetta da una lussuosa Jaguar.

Ecosostenibilità e Standard Antinquinamento
Con la sua esclusiva struttura della carrozzeria in alluminio leggero ed avanzati gruppi motopropulsori, la nuova XJ ha già un buon punto di partenza per quanto riguarda le sue credenziali di ecosostenibilità. La carrozzeria in alluminio utilizza più del 50 percento di materiale riciclato, ma con la prospettiva di aumentare questa percentuale sino al 75. I pannelli della carrozzeria sono realizzati con materiale riciclato ed utilizzano solo il 5 per cento dell’energia necessaria per l’alluminio nuovo, equiparabile a un potenziale risparmio di tre tonnellate di CO² per vettura.
I nuovi motori adottati da Jaguar per i modelli XJ sono conformi alle norme antinquinamento EURO 5 e presentano consumi contenuti. Le automobili che circolano nell’Unione Europea hanno l’obbligo di rispettare gli standard antinquinamento che vengono valutati in classi attraverso un protocollo. L’Euro 6 D e l’Euro 6 D-Temp sono le classi più recenti, introdotte a fine 2019, che vi permetteranno di accedere alle Zone a Traffico Limitato delle maggiori città, cosa che non succederà se deciderete di acquistare un’auto più datata.

Design e Allestimenti della Nuova XJ
“La nuova XJ è un’interpretazione estremamente moderna della vettura Jaguar per antonomasia. Il suo impatto visivo deriva dall’allungata forma a goccia dei vetri posteriori, dall’atteggiamento possente e dall’ampia carreggiata. È un’affermazione ancora più enfatica della direzione del nuovo design Jaguar” ha specificato Ian Callum, direttore Design di Jaguar cars.
Quattro i diversi livelli di equipaggiamento - Luxury, Premium Luxury, Portfolio e Supersport - che combinano insieme i differenti elementi per consentire di realizzare un’auto a propria misura, che soddisfa i suoi gusti personali. La massima espressione è rappresentata dal modello Supersport che combina, per esempio, il rivestimento del padiglione in pelle con i sedili in pelle semi-anilinica e le impiallacciature con inserti realizzati con il laser.
Gli interni della XJ sono tipici di un’auto dove non si è badato a spese in quanto a rifiniture e materiali di pregio e il comfort estremo avvolge comodamente quattro passeggeri adulti. La XJ è disponibile in diverse versioni e allestimenti. Da listino, il prezzo della XJ, escluse personalizzazioni, è di 89.180 euro.
Il Mercato dell'Usato e le Varianti della XJ
Il mercato dell'usato offre diverse opportunità per chi cerca una Jaguar XJ. Ad esempio, è possibile trovare modelli con diverse specifiche:
- 06/1993: 6.500 km, Benzina, 397 kW (540 CV).
- 04/1983: 140.962 km, Benzina, 218 kW (296 CV).
- 06/1990: 128.041 km, Benzina, 211 kW (287 CV).
- 01/1993: 17.000 km, Benzina, 404 kW (549 CV).
- 01/1993: 14.971 km, Benzina, 404 kW (549 CV).
Questi esempi mostrano la varietà di motorizzazioni e condizioni disponibili, riflettendo la lunga storia e le diverse evoluzioni del modello. L'IVA deducibile può essere un vantaggio per alcuni acquirenti. È importante notare che l'importo mensile indicativo relativo a un finanziamento è solo un esempio pubblicizzato, e i consumatori sono invitati a valutare diverse forme di pagamento e/o finanziamento rivolgendosi all’inserzionista o ad altri istituti finanziari.
La nuova XJ ha anche costi di gestione estremamente vantaggiosi, grazie a un impressionante risparmio nei consumi di carburante per tutta la gamma (la 3.0 litri AJ-V6D turbodiesel consuma 7.0 litri/100 km nel ciclo combinato e le emissioni di CO² sono pari a 184 g/km), conserva elevati valori residui e gli intervalli di manutenzione sono previsti ogni 24.000 km. Secondo il modello e il mercato, la nuova XJ può essere ordinata già a partire da adesso.