La decisione di Stellantis di sviluppare un nuovo motore diesel Euro 7 rappresenta un momento chiave nella sua strategia industriale europea, una mossa che riflette una profonda comprensione delle dinamiche di mercato e delle esigenze concrete dei clienti. Questa scelta non nasce da un rifiuto ideologico della transizione elettrica, ma da una constatazione pragmatica: la transizione energetica non è un processo uniforme né immediato. Una parte significativa di clienti, in particolare flotte aziendali e grandi percorritori, continua a richiedere autonomia elevata, rapidità di rifornimento e costi di esercizio prevedibili, elementi in cui il diesel, opportunamente evoluto, mantiene ancora un ruolo di primo piano.
Euro 7: Una Nuova Era per i Motori Diesel
La normativa Euro 7 segna un passaggio epocale, introducendo limiti più severi sulle emissioni di ossidi di azoto e particolato. Ma soprattutto, richiederà il rispetto dei parametri emissivi in condizioni reali di utilizzo e per un arco temporale più esteso nel ciclo di vita del veicolo. Il nuovo 1.6 litri Stellantis nasce già con questo obiettivo, concepito non come un semplice aggiornamento del precedente 1.5 BlueHDi - che, secondo alcune analisi, avrebbe potuto presentare criticità di affidabilità, in particolare sulla catena di distribuzione - ma come un propulsore radicalmente rinnovato.
La componente più innovativa del progetto non riguarda solo l’abbattimento delle emissioni, ma l’integrazione con un sistema elettrificato. In termini tecnici, si tratterebbe di un sistema mild hybrid capace di supportare il motore termico nelle fasi di avviamento e nei cicli urbani, riducendo consumi ed emissioni nelle condizioni più critiche dal punto di vista ambientale. Questo approccio ibrido, unito a un sistema di post-trattamento dei gas di scarico ancora più evoluto, mira a minimizzare non solo il particolato, ma anche gli ossidi di azoto (NOx) in ogni condizione d’uso. Ciò conferirebbe al motore una "patente di circolazione" anche nelle zone a traffico limitato più restrittive.

La Strategia Multi-Tecnologica di Stellantis
Definire la mossa di Stellantis come una sfida alle auto elettriche è una semplificazione eccessiva. L’elettrico è centrale nei piani europei, ma non tutti i mercati dispongono di infrastrutture adeguate, e le flotte aziendali e i professionisti che percorrono lunghe distanze quotidianamente valutano ancora con attenzione autonomia, tempi di fermo e costi di gestione.
La strategia multi-tecnologica di Stellantis, che include propulsori elettrici, ibridi e termici evoluti, appare quindi più come un atto di prudenza e lungimiranza che come una resistenza al cambiamento. L’obiettivo è offrire al cliente la libertà di scegliere la tecnologia più adatta alle sue esigenze, riconoscendo che il "one-size-fits-all" non è ancora una realtà nel settore automobilistico.
Vantaggi Operativi e Considerazioni sui Costi
Dal punto di vista operativo, il nuovo diesel Euro 7 promette vantaggi chiari. L’autonomia rimane superiore rispetto alla maggior parte delle soluzioni elettriche attuali, un elemento determinante per chi utilizza l’auto come strumento di lavoro. L’integrazione ibrida migliora ulteriormente l’efficienza nei contesti urbani, mitigando uno dei principali punti critici storici del gasolio.
Tuttavia, un’analisi equilibrata impone anche di considerare i rischi. Il diesel soffre ancora di una percezione pubblica negativa, soprattutto in Europa occidentale, alimentata in parte da scandali passati come il "Dieselgate". I costi di sviluppo per rispettare la normativa Euro 7 sono elevati e potrebbero riflettersi sui prezzi finali dei veicoli.
Il Diesel Oggi: Un Motore Evoluto e Pulito
È fondamentale comprendere che i diesel di oggi non sono più quelli di ieri. Tra filtri antiparticolato (DPF), catalizzatori sempre più efficienti e sistemi avanzati di trattamento dei gas di scarico, le emissioni inquinanti sono state drasticamente ridotte rispetto al passato. I motori moderni, come la famiglia Multijet di Stellantis, sono il risultato di decenni di innovazione tecnologica.
Il sistema Multijet, ideato da Fiat e industrializzato da Bosch, rappresenta l'iniezione common rail di seconda e terza generazione. La sua particolarità risiede nella combustione più lenta e graduale, ottenuta aumentando il numero delle iniezioni (fino a cinque per ogni singola combustione), che includono iniezioni pre e post per controllare il motore a freddo e rigenerare il filtro antiparticolato. Questa evoluzione ha portato a un miglioramento delle prestazioni, soprattutto ai bassi regimi, e a una diminuzione delle emissioni acustiche e inquinanti.

La seconda generazione, Multijet II, introdotta nel 2009, ha ulteriormente affinato il sistema con iniettori più veloci e precisi, capaci di gestire fino a otto iniezioni consecutive. Questo, unito a un nuovo filtro antiparticolato posizionato più vicino al motore per una maggiore efficienza, ha permesso di rispettare gli standard Euro 5 e, con le successive evoluzioni, anche Euro 6e.
La Famiglia Multijet: Dalle Origini alle Nuove Sfide
La storia dei motori Multijet è ricca di evoluzioni e applicazioni. Il 1.3 Multijet, ad esempio, nato nel 2003, è stato sviluppato con il supporto di General Motors Powertrain. Questo compatto propulsore, nelle sue varie declinazioni di potenza (da 69 a 105 cavalli), ha equipaggiato un'ampia gamma di modelli, dalle Fiat Punto e Panda alle Opel Corsa e Suzuki Swift, dimostrando la sua versatilità.
Il 1.6 Multijet, presentato nel 2008 sulla Fiat Bravo, è stato sviluppato senza il supporto di GM, derivando dal 1.9 Multijet con cilindrata ridotta. Questo motore, disponibile in varianti da 90, 105 e 120 cavalli, ha offerto un'efficienza migliorata rispetto al suo predecessore e si è distinto per i bassi costi di gestione, con tagliandi programmati ogni 35.000 km.
Il 1.9 Multijet, uno dei motori più diffusi e apprezzati, è stato proposto in numerosi step di potenza, sia a due che a quattro valvole per cilindro, e persino con doppio turbocompressore. Nato dal precedente 1.9 JTD, ha visto la sua potenza specifica incrementata e i consumi migliorati. Le versioni a 16 valvole hanno raggiunto potenze fino a 170 cavalli, mentre le varianti a 8 valvole, spesso depotenziate per adattarsi a veicoli commerciali o per ottimizzare i consumi, hanno dimostrato una notevole flessibilità.
Il Futuro del Diesel: HVO e Ibridazione
Guardando al futuro, Stellantis sta esplorando ulteriormente le potenzialità del diesel. Il gruppo ha omologato i suoi motori ai carburanti avanzati, come i diesel HVO (olio vegetale idrotrattato), che possono abbattere le emissioni di CO2 fino al 90% nell'intero ciclo di vita rispetto al diesel tradizionale. Il motore 2.2 Multijet, ad esempio, è già compatibile con l’HVO.
L’ibridazione leggera (mild hybrid) rappresenta un'altra direzione strategica. L'ipotesi più probabile per il futuro del 1.6 Multijet è una versione pesantemente rivista e aggiornata, con un sistema mild hybrid a 48 Volt. Questa configurazione, simile a quella adottata sui motori elettrificati a benzina del gruppo, potrebbe permettere di percorrere brevi tratti in modalità puramente elettrica, migliorando ulteriormente l'efficienza e riducendo le emissioni nei contesti urbani.
DIESEL HVO. Una Truffa o Veramente Futuro?
Quali Modelli Potrebbero Adottare i Nuovi Motori?
Fatto salvo che sui veicoli commerciali il diesel è sempre di attualità, le candidate ideali a ricevere le nuove motorizzazioni diesel Euro 7 e mild hybrid sono le multispazio, i B-SUV e i C-SUV. Tra i modelli in produzione, il nuovo diesel di Stellantis potrebbe trovare posto sotto il cofano della Fiat 600, Jeep Avenger, Alfa Romeo Junior e forse anche della Grande Panda. Tra i modelli in arrivo si candida il nuovo C-SUV che molti identificano come "Giga Panda" (o erede spirituale della Multipla).
Inoltre, il motore 2.2 Multijet, già apprezzato per le sue prestazioni e la sua versatilità, potrebbe vedere una prossima generazione sviluppata per adeguarsi alle stringenti normative Euro 7. Questo propulsore, nelle sue diverse varianti di potenza, ha trovato applicazione su veicoli come Fiat Ducato, Citroën Jumper, Peugeot Boxer, Jeep Cherokee, Alfa Romeo Stelvio e Giulia. La sua evoluzione potrebbe includere l'integrazione con sistemi ibridi, consolidando il suo ruolo nella gamma Stellantis.
Una Scelta Industriale, Non Ideologica
In conclusione, la strategia di Stellantis sui motori diesel Euro 7 e mild hybrid non è una provocazione contro l'elettrico, ma una scelta industriale basata su dati di mercato e considerazioni pragmatiche. In un settore che attraversa una delle transizioni più complesse della sua storia, la capacità di offrire soluzioni tecnologiche diversificate, capaci di rispondere alle esigenze di un'ampia gamma di clienti e utilizzi, rappresenta un fattore critico di successo. Il diesel, evoluto e tecnologicamente avanzato, ha ancora un ruolo da giocare nella mobilità reale, affiancando e non sostituendo le soluzioni completamente elettriche, in attesa che infrastrutture e costi rendano l'elettrico una scelta universale e non più di nicchia. La domanda che conta non è "diesel o elettrico?", ma "quale tecnologia è più adatta all'uso specifico?".