Il settore automobilistico, crocevia di innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e dinamiche di mercato complesse, è costantemente modellato da un intricato sistema di normative. Queste regolamentazioni, che spaziano dalla protezione del consumatore alle strategie di distribuzione, fino agli obblighi assicurativi, riflettono l'impegno dei legislatori a garantire equità, trasparenza e sicurezza per tutti gli attori coinvolti. In Italia e in Europa, gli ultimi anni hanno visto un'intensa attività legislativa, con l'introduzione di decreti e regolamenti volti ad adeguare il quadro normativo alle mutate esigenze del mercato, alle nuove tecnologie e alle istanze di sostenibilità. Questo articolo esplora le principali direzioni di questa evoluzione, analizzando gli obblighi che ricadono sulle case automobilistiche e sui loro partner, nonché i diritti garantiti ai consumatori.
La Garanzia Legale di Conformità: Fondamenti e Implicazioni per l'Acquisto di Veicoli
L'acquisto di un'automobile, sia essa nuova o usata, è tutelato da un robusto impianto normativo che definisce la cosiddetta garanzia legale di conformità. Questa garanzia rappresenta un pilastro fondamentale nella protezione del consumatore, assicurando che il bene acquistato sia idoneo all'uso e rispecchi le aspettative create al momento del contratto.
Origini e Campo di Applicazione
La base giuridica del termine "garanzia" nel contesto automobilistico è data principalmente da due strumenti legislativi: il decreto 24/2002, che ha introdotto nel nostro Paese la garanzia legale di conformità, e il Codice del consumo, che ne è derivato nel 2005. Questi atti stabiliscono un principio chiaro: chi vende un bene è sempre responsabile nei confronti dell’acquirente privato. Nel mondo dell’auto, ciò introduce un distinguo importante: se un consumatore compra una vettura da un concessionario, la responsabilità di sanare eventuali difetti spetta a quest’ultimo, e non direttamente alla casa costruttrice, salvo per le garanzie commerciali aggiuntive. La legge impone di fornire la garanzia legale di conformità soltanto ai venditori professionali, il che significa che la norma non si applica alle compravendite di vetture tra privati.
Il Concetto di Conformità e i Requisiti del Bene
Un’interpretazione errata può far pensare che, rilasciando una garanzia, il produttore o il venditore di un bene assicuri che esso sia esente da difetti. In realtà, non è propriamente così. Garanzia significa che il bene acquistato - nel nostro caso, l’auto - è conforme al contratto firmato e alle promesse formulate dalla parte venditrice nel momento in cui è stato stipulato il contratto. Inoltre, il bene deve essere idoneo a ogni utilizzo particolare voluto dal consumatore e da questi portato a conoscenza del venditore, e tale uso deve essere stato da questi confermato.
Ciò implica che l’automobile deve possedere certi requisiti. Questi possono essere oggettivi, cioè propri a tutti i beni analoghi, potremmo dire intrinseci di quel tipo di bene, come ad esempio le caratteristiche di qualità, quantità, funzionalità, compatibilità e interoperabilità indicate nel contratto di vendita. Altri requisiti sono soggettivi, cioè riferiti al singolo esemplare acquistato, che deve corrispondere alla descrizione che ne è stata fatta (per esempio, anno di produzione, chilometraggio, condizioni di usura, ecc.) ed essere dotato di tutti gli accessori, istruzioni ed aggiornamenti previsti dal contratto di vendita. Se, al momento della consegna o successivamente a esso, l’auto non possiede più, in tutto o in parte, uno o più di questi requisiti (oggettivi o soggettivi), si manifesta ai sensi della legge un difetto di conformità, del quale il venditore è responsabile.

Rilevanza della Documentazione: La Certificazione di Conformità per l'Usato
Chiarire con precisione le condizioni dell’auto che si sta vendendo o acquistando è, dunque, fondamentale, soprattutto per le vetture usate. A questo scopo è cruciale che il commerciante rediga un documento chiamato stato d’uso, o meglio certificazione di conformità. Il compratore ha il diritto di vedere questo documento prima di sottoscrivere l’acquisto, e esso deve contenere una descrizione analitica delle condizioni del veicolo in tutti i suoi componenti rilevanti. Questo assicura trasparenza e protegge entrambe le parti da future contestazioni.
Durata della Garanzia e Specificità
La durata minima della garanzia legale di conformità è di 24 mesi per le auto nuove. Per un “accordo tra le parti” - di fatto, sempre applicato dal venditore - questa durata può essere ridotta a 12 mesi per le vetture usate. Se, però, non si indica nulla nel contratto, la garanzia risulta automaticamente di 24 mesi. È importante sottolineare che qualsiasi durata inferiore della garanzia non è legale. Al contrario, il costruttore può estendere la sua garanzia commerciale (alcune Case la offrono di tre, cinque o anche sette anni) oppure aggiungere coperture di maggiore durata relative ad alcuni componenti del veicolo (per esempio, una garanzia decennale sulla batteria di un’auto elettrica che, nel suo complesso, è coperta invece soltanto per due anni). In questo caso, della copertura ulteriore risponde direttamente la Casa tramite la propria rete di assistenza ufficiale.
Gestione dei Difetti di Conformità: Obblighi del Venditore e Diritti del Consumatore
Una volta stabilito il quadro della garanzia legale, è essenziale comprendere come agire nel momento in cui un difetto di conformità si manifesta. La legge stabilisce un percorso preciso per la risoluzione di tali problematiche, tutelando il consumatore attraverso una gerarchia di rimedi.
L'Emergere di un Difetto: Cosa Scatta
Supponiamo che durante la validità della garanzia emerga un difetto di conformità dell’auto acquistata. La domanda fondamentale è: che cosa è obbligato a fare chi l’ha venduta? In primo luogo, la legge gli impone di fare tutto quanto è in suo potere per riportare la vettura in condizioni di conformità. Banalmente, se un’auto si ferma per un guasto, tale guasto dev’essere riparato senza spese per l’acquirente, affinché la vettura torni a marciare regolarmente. Ci sono, però, casi meno evidenti, ma non meno fastidiosi, per i quali vale lo stesso principio: un funzionamento irregolare di un componente (il climatizzatore, un alzavetri, un sistema d’infotainment ecc.) vale quanto l’arresto dell’intera vettura e dev’essere risolto. La manutenzione regolare e la cura del veicolo sono essenziali per preservare la garanzia della casa automobilistica, anche se la responsabilità primaria per i difetti di conformità rimane in capo al venditore professionale.
I Rimedi a Disposizione del Consumatore: Una Gerarchia Precisa
Se il venditore non riesce nell’intento di ripristinare la conformità, o se la riparazione è impossibile, o ancora, ha un costo sproporzionato rispetto al valore del bene o alla gravità del difetto, il venditore deve trovare un accordo con il cliente oppure coinvolgere la casa costruttrice (sulla quale ha poi il diritto di rivalersi), per trovare una soluzione condivisa con l’acquirente. Questo può tradursi nel rimborso di una parte del denaro versato (poiché il bene difettoso ha un valore minore), in sconti su futuri acquisti, o in altre forme di risarcimento. Il rimedio, qualunque esso sia, deve avvenire senza spese per il cliente e velocemente.
Secondo il Codice del consumo, il legislatore ha distinto rimedi primari e rimedi secondari, imponendo al consumatore di attenersi a tale gerarchizzazione. Il consumatore può chiedere in un primo momento la sostituzione ovvero la riparazione del bene, e solo qualora ciò non sia possibile, ovvero sia manifestamente oneroso, è legittimato ad avvalersi dei cosiddetti rimedi secondari, che non sono altro che la riproposizione in materia consumeristica delle tradizionali azioni edilizie. Proprio la previsione della subordinazione di una classe di rimedi ad un’altra impedisce di ritenere che essi siano alternativi, in quanto l’unico onere imposto al consumatore è che egli si avvalga prima dei rimedi primari e, solo una volta che questi si rivelino inidonei a risolvere il problema, gli è consentito di ricorrere ai rimedi secondari. Se dovesse rivelarsi del tutto impossibile riparare il bene difettoso, l’acquirente ha, invece, diritto alla sua sostituzione o alla risoluzione del contratto; queste ipotesi si verificano raramente con le auto - un bene molto costoso, ma costruito per durare e, comunque, per essere riparato - e spesso a seguito di un’azione legale.
ACQUISTO DI AUTOMOBILI E DIRITTI DEL COMPRATORE CONSUMATORE - 1 - COSA SONO I DIFETTI DI CONFORMITÀ?
La Denuncia del Difetto e il Ruolo della Giurisprudenza
Una volta che il consumatore si è reso conto del vizio e/o difetto, lo stesso è tenuto alla sua denuncia al venditore entro due mesi dalla scoperta. È fondamentale applicare la presunzione circa l’esistenza del difetto alla data della consegna, a meno che tale ipotesi sia incompatibile con la natura del bene o con la natura del difetto di conformità. Quanto alla forma della denuncia, va evidenziato che la giurisprudenza di questa Corte è consolidata nell’affermare che la denunzia dei vizi della stessa da parte del compratore, può essere fatta, in difetto di una espressa previsione di forma, con qualunque mezzo che in concreto si riveli idoneo a portare a conoscenza del venditore i vizi riscontrati (Cass. 3 aprile 2003 n. 5142; Cass., Sez. Un., 15 gennaio 1991 n. 328).
A dirimere ogni dubbio, in particolare sui rimedi che maggiormente il venditore pone a carico del consumatore, è intervenuta la Suprema Corte di Cassazione. Secondo la Corte, nella disciplina consumeristica, è proprio la previsione della subordinazione di una classe di rimedi ad un’altra che impedisce di ritenere che essi siano alternativi. Questo ribadisce l'importanza di seguire la gerarchia stabilita dalla legge (Cass. 03/06/2020, n. 10453; Cass. 25/08/2022, n. 25417).
Garanzie Commerciali delle Case Automobilistiche e l'Usato
Oltre alla garanzia legale di conformità, il consumatore può beneficiare anche di garanzie offerte direttamente dalle case automobilistiche, che si configurano come garanzie commerciali. Queste, pur non essendo obbligatorie per legge, rappresentano un importante fattore di scelta e di valore aggiunto.
La Garanzia Convenzionale del Produttore: Un Valore Aggiunto
La garanzia delle case automobilistiche copre generalmente i componenti meccanici dell’auto, come il motore, la trasmissione, il sistema di raffreddamento, il sistema di alimentazione, il sistema di sospensione e il sistema frenante. Tuttavia, ci sono alcune esclusioni specifiche; ad esempio, la garanzia non copre i danni causati da incidenti, abuso, uso improprio o manutenzione impropria dell’auto. A livello europeo, la garanzia delle case automobilistiche è regolata dalla Direttiva 1999/44/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 maggio 1999 sulla vendita di beni di consumo e le garanzie a essi relative. A livello nazionale, la garanzia è regolata dal Codice del Consumo, il quale stabilisce il quadro generale per tutte le tipologie di garanzie. Vi è da precisare, tuttavia, come la manutenzione regolare e la cura del veicolo sono essenziali per preservare la garanzia della casa automobilistica.
Distinzione tra Garanzia Legale e Commerciale
Tra le condizioni di garanzia, ne possono essere previste alcune supplementari che non rientrano negli obblighi di legge, ma che fanno parte di un’offerta del costruttore e che, quindi, possono essere anche a pagamento. Esempi includono la disponibilità di un’auto sostitutiva per un fermo macchina superiore a una certa durata, il rimborso di alcune spese (taxi, altri mezzi di trasporto) in caso di guasto e altro ancora. Queste estensioni e servizi aggiuntivi definiscono la garanzia commerciale, distinguendola dalla garanzia legale, che è invece un diritto irrinunciabile del consumatore.
La Garanzia sui Veicoli di Seconda Mano: Equilibrio tra Usura e Conformità
Come detto, un’auto di seconda mano venduta da un operatore professionale a un consumatore dev’essere coperta da una garanzia di almeno dodici mesi. Ciononostante, rimane sempre un’auto usata, quindi in caso di guasto dev’essere riportata nelle condizioni in cui si trovava alla stipula del contratto e non in quelle dello stesso veicolo da nuovo. Questo consente al venditore di ripararla utilizzando componenti a loro volta già usati (a meno che si tratti di parti rilevanti ai fini della sicurezza) o ricambi rigenerati o non originali, ma di qualità corrispondente. La trasparenza sullo "stato d'uso" al momento dell'acquisto è quindi cruciale per evitare fraintendimenti e definire correttamente il perimetro di questa garanzia.

Le Recentissime Novità Legislative in Ambito Assicurativo
Il quadro normativo che disciplina l'obbligatorietà dell'assicurazione auto è anch'esso in costante evoluzione, con recenti interventi volti a chiarire il perimetro di applicazione e a introdurre maggiore flessibilità per specifiche categorie di veicoli. Questi cambiamenti mirano a rispondere a esigenze particolari, senza compromettere la sicurezza e la tutela.
Il Decreto Legislativo Integrativo e Correttivo
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione Tommaso Foti e del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che introduce disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 22 novembre 2023. Il provvedimento interviene specificamente per chiarire il perimetro di applicazione dell’obbligatorietà dell’assicurazione, eliminando incertezze e fornendo maggiore certezza giuridica.
Disposizioni Specifiche per Diverse Categorie di Veicoli
Le nuove disposizioni introducono importanti eccezioni e flessibilità per diverse tipologie di mezzi:
- Per i veicoli d'epoca e di interesse storico: si introduce la possibilità di adempiere all’obbligo assicurativo anche con schemi diversi dalla RC auto. Questo riconosce la natura particolare di questi veicoli, spesso utilizzati in contesti specifici e con modalità differenti rispetto alle auto di uso quotidiano, permettendo soluzioni assicurative più adeguate e mirate.
- Per i mezzi a utilizzo stagionale: viene prevista la facoltà di stipulare polizze di durata inferiore all’anno (le cosiddette polizze infrannuali). Questa innovazione è particolarmente utile per veicoli che non vengono utilizzati per tutto il corso dell'anno, consentendo un risparmio economico e una copertura più aderente alle reali necessità.
- Per le gare e le competizioni sportive di qualsiasi genere: l'organizzatore potrà contrarre in alternativa all'assicurazione RC auto, un’assicurazione generale per la responsabilità civile. Questa misura semplifica gli oneri per i singoli partecipanti, spostando la responsabilità della copertura assicurativa sull'organizzazione dell'evento e assicurando una protezione più ampia e coordinata.

Armonizzazione Europea e Ulteriori Recezioni
Il Consiglio dei Ministri ha inoltre approvato, in esame definitivo, sei decreti legislativi di attuazione di direttive europee. I testi tengono conto, laddove previsti ed espressi, dei pareri delle competenti Commissioni parlamentari, della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome o della Conferenza unificata e della Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato. Tra queste modifiche e integrazioni vi è anche il recepimento della direttiva (UE) 2024/1619 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 2024, che modifica la direttiva 2013/36/UE per quanto riguarda i poteri di vigilanza, le sanzioni, le succursali di paesi terzi e i rischi ambientali, sociali e di governance, nonché per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2024/1623 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 2024, che modifica il regolamento (UE). Queste direttive, pur non riguardando direttamente le obbligazioni delle case automobilistiche sulla vendita o l'assicurazione dei veicoli, evidenziano l'ampio e continuo processo di armonizzazione normativa a livello europeo che influisce su diverse branche del diritto e dell'economia, comprese quelle che possono avere implicazioni indirette sul settore automobilistico.
La Rimodulazione della Distribuzione Automobilistica: Il Regolamento VBER e l'Intervento Italiano
Un'altra area di profonda trasformazione normativa riguarda il modello di distribuzione automobilistica, con l'introduzione di nuove regole europee e interventi legislativi nazionali volti a bilanciare gli interessi di case costruttrici e concessionari.
Il Nuovo Contesto Europeo: Il Regolamento UE 270/2022 (VBER)
Il 1° giugno 2022 è entrato in vigore il nuovo Regolamento UE in materia di accordi verticali n.270/2022 (il cosiddetto VBER - Vertical Block Exemption Regulation), al quale i Paesi Membri dell’Unione Europea dovranno adeguarsi. Questo regolamento tutela, a determinate condizioni, le restrizioni della concorrenza in settori dove vigono accordi verticali, compreso quello della distribuzione automobilistica nell’ambito del quale si instaurano accordi tra una casa automobilistica e i propri concessionari.Per favorire la concorrenza, al fine di abbassare i prezzi delle auto, la normativa europea, tra l’altro, consente di trasformare i concessionari, da soggetti indipendenti rispetto alla Casa Madre, in semplici “agenti” con scarso potere decisionale sulle politiche commerciali e/o sulle campagne promozionali. Sebbene l'intento sia nobile, sono stati sollevati molti dubbi sulla possibilità che i prezzi possano realmente calare, anche perché in altri casi di liberalizzazioni in settori vicini a quello dell’auto, come quelli dei carburanti e delle assicurazioni, la concorrenza non è riuscita a far calare i prezzi; anzi, in particolare per le assicurazioni vi sono stati rincari molto elevati. Le principali innovazioni che verranno gradualmente introdotte riguardano gli operatori del settore e soltanto indirettamente potranno avere conseguenze per il pubblico, almeno nel breve termine.

La Contromisura Nazionale: Articolo 7-quinquies della Legge 108/2022
In soccorso dei concessionari, e per mitigare i possibili effetti negativi di questo sviluppo in Italia, è stata introdotta una norma voluta dal Ministero dello Sviluppo Economico del Governo Draghi. L’effetto è quello di stravolgere il rapporto tra case automobilistiche e concessionari, cercando di riequilibrare il potere contrattuale.La norma è contenuta nell’articolo 7-quinquies della Legge n. 108 del 5 agosto 2022 recante “Disposizioni in materia di distribuzione automobilistica”, che ha convertito, con modificazioni, il Decreto-legge n. 68 del 16 giugno 2022, il cosiddetto Decreto Infrastrutture e Trasporti.

Dettagli e Prescrizioni per gli Accordi di Distribuzione
Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano agli accordi verticali tra il costruttore automobilistico, l’importatore e i singoli distributori autorizzati per la commercializzazione di autoveicoli nuovi e di quelli immatricolati da non più di 6 mesi o che non abbiano percorso più di 6.000 Km. Tali disposizioni prevedono che:
- detti accordi abbiano una durata minima di 5 anni, fornendo stabilità e prevedibilità per i concessionari;
- il recesso, a pena di inefficacia, debba essere comunicato almeno 6 mesi prima della scadenza, in forma scritta, garantendo un preavviso adeguato;
- prima della conclusione dell’accordo, il costruttore o l’importatore debbano fornire al distributore tutte le informazioni di cui sia in possesso, necessarie per valutare consapevolmente gli impegni da assumere e la loro sostenibilità in termini economici, finanziari e patrimoniali, inclusa la stima dei ricavi marginali attesi. Questo obbligo informativo mira a prevenire accordi svantaggiosi per i distributori;
- venga corrisposto un equo indennizzo a carico del costruttore o importatore che receda dall’accordo prima della scadenza contrattuale, parametrato agli investimenti non ammortizzati e all’avviamento prodotto, a sua volta commisurato al fatturato di tali ultimi 5 anni di vigenza dell’accordo. Ciò tutela i concessionari dagli effetti di un recesso unilaterale e anticipato da parte della Casa Madre;
- nessun equo indennizzo venga corrisposto in caso di risoluzione per inadempimento o nel caso in cui il recesso venga esercitato dal distributore.Questa riforma non andrà a vantaggio delle case automobilistiche che avranno maggiori vincoli nella scelta e nella revoca dei concessionari e che vedranno probabilmente diminuire il loro fatturato per i ricambi. Maggiori vantaggi dovrebbero invece avere i concessionari che, anche se opereranno in un ambiente più aperto alla concorrenza, potranno ampliare, a certe condizioni, la loro attività e le loro strutture di vendita, potranno aprire saloni multimarca, potranno acquistare ricambi originali anche da soggetti diversi dalle case automobilistiche e, se lo riterranno conveniente, potranno delegare ad altri operatori l’attività di assistenza. Questo nuovo assetto, entrato in vigore il 1° ottobre per le nuove norme introdotte gradualmente, promette di rimodellare il panorama della vendita automobilistica in Italia.
Le Strategie delle Case Automobilistiche e l'Evoluzione del Mercato
L'introduzione del Regolamento VBER e le contromisure nazionali hanno innescato una fase di riorganizzazione strategica per le case automobilistiche e i loro canali di distribuzione, con l'emergere di nuovi modelli operativi e prospettive differenti per il futuro del settore.
Reazioni del Settore e Modelli Operativi Emergenti
Le case automobilistiche negli ultimi mesi si sono già mosse in questa direzione, adottando approcci diversi per adattarsi al nuovo quadro normativo. In alcuni casi, i concessionari si trasformeranno in commissionari: società che lavorano in nome proprio, ma per conto terzi. Questa formula ibrida dovrebbe garantire una riduzione delle spese ai dealers a fronte di minori margini, rappresentando un compromesso tra indipendenza e integrazione con la casa madre. Altre case automobilistiche vorrebbero sfruttare la nuova opportunità dell’agente per la vendita delle vetture elettriche, facendo andare a morire le concessionarie con il motore termico, in un processo di transizione che riflette l'evoluzione tecnologica del settore. Altre ancora rimangono fedeli al vecchio sistema, optando per una maggiore cautela e una valutazione più approfondita degli impatti a lungo termine.
L'Impatto Indiretto sui Consumatori
Le principali innovazioni che verranno gradualmente introdotte riguardano principalmente gli operatori del settore, e soltanto indirettamente potranno avere conseguenze per il pubblico. L'auspicio di un abbassamento dei prezzi delle auto, alimentato dall'aumento della concorrenza, si scontra con l'esperienza passata di altri settori, come quello dei carburanti e delle assicurazioni, dove le liberalizzazioni non hanno sempre portato ai cali attesi, anzi, talvolta hanno generato rincari. L'evoluzione del mercato, le scelte strategiche delle case automobilistiche e l'adeguamento dei concessionari definiranno nel tempo l'entità di questi impatti per i consumatori, sia in termini di prezzi che di servizi offerti. Il futuro vedrà un'interazione dinamica tra le politiche europee di tutela della concorrenza e le specificità nazionali, cercando un equilibrio tra efficienza distributiva e protezione delle imprese locali.
ACQUISTO DI AUTOMOBILI E DIRITTI DEL COMPRATORE CONSUMATORE - 1 - COSA SONO I DIFETTI DI CONFORMITÀ?
Il Diritto alla Riparazione: Un Passo Verso la Sostenibilità e la Trasparenza
Al di là delle garanzie e della distribuzione, un'ulteriore evoluzione normativa sta plasmando il rapporto tra consumatori e prodotti, con un focus crescente sulla sostenibilità e la longevità dei beni, inclusi i veicoli. Questo concetto, noto come "diritto alla riparazione", mira a facilitare e rendere più accessibili le riparazioni.
La Nuova Direttiva UE per i Servizi di Riparazione
La Direttiva prevede l’adozione di un modulo europeo per fornire gratuitamente le informazioni sulle condizioni e sui servizi di riparazione a favore dei consumatori, prima della fornitura del servizio. Questo permetterà ai consumatori di consentire la corretta valutazione della convenienza della riparazione e operare un confronto consapevole. Le informazioni includeranno l’identità e la localizzazione del riparatore, la natura del difetto, il prezzo stimato, la durata dell’intervento e la disponibilità di prodotti sostitutivi temporanei. L'obiettivo è combattere l'obsolescenza programmata e promuovere un'economia più circolare.
Promozione delle Riparazioni Accessibili negli Stati Membri
Il testo della Direttiva approvata dal Parlamento Ue prevede, inoltre, l’obbligo per gli Stati Membri, entro 60 mesi dall’entrata in vigore, di adottare apposite misure per promuovere le riparazioni a prezzi accessibili. Queste misure possono includere diverse iniziative, come buoni d’acquisto o fondi per la riparazione, campagne di informazione per sensibilizzare i consumatori, corsi di riparazione per sviluppare competenze specifiche o sostegno agli spazi di riparazione gestiti dalla comunità, incoraggiando un approccio partecipativo e locale. Questo impegno a livello europeo sottolinea l'importanza di allungare la vita utile dei prodotti e di offrire ai consumatori alternative convenienti alla sostituzione, contribuendo a un minor impatto ambientale e a un maggiore potere d'acquisto.

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