L'Opel Astra, un nome che ha segnato un'importante evoluzione nella strategia di denominazione del gruppo General Motors, è un modello che ha saputo reinventarsi nel corso delle generazioni, offrendo al pubblico una vasta gamma di carrozzerie e motorizzazioni. Tra queste, le versioni cabriolet hanno sempre ricoperto un ruolo di particolare fascino, combinando l'eleganza di linee slanciate con il piacere della guida a cielo aperto.
Le Origini dell'Astra: Dalla Kadett alla Nuova Era
L'Astra F, lanciata nel settembre del 1991, ha rappresentato un punto di svolta, succedendo alla Kadett E, l'ultima discendente della "dinastia" Kadett. La scelta del nome Astra fu il risultato di un piano di riunificazione delle denominazioni voluto già negli anni settanta dal gruppo General Motors, che includeva marchi come Opel e Vauxhall. Quest'ultima, dal 1970, produceva modelli Opel esclusivamente per il mercato britannico, ma con frontali ristilizzati e nomi differenti. Del 1979 è il lancio in Europa della Opel Kadett D, quarta serie della Kadett, che in Gran Bretagna venne prodotta come Vauxhall Astra. Lo stesso criterio venne mantenuto anche nel 1984 con il lancio della Kadett E, che continuò a chiamarsi Vauxhall Astra nel mercato d'oltremanica.

Al suo debutto, l'Astra F era disponibile come berlina a due volumi a tre o cinque porte. L'aspetto della vettura, a una rapida occhiata, ricordava quello della precedente Kadett E, della quale sembrava in effetti una versione interessata da un marcato restyling. Questo per non rivoluzionare e stravolgere del tutto le linee di una vettura come la Kadett E, che aveva riscosso un buon successo di vendite.
Le motorizzazioni iniziali erano comprese tra il 1.4 C14NZ da 60 CV e il 2 litri bialbero C20XE da 150 CV del modello GSi. Tre mesi dopo, a dicembre, arrivò la versione a gasolio, equipaggiata dal 1.7 17YD da 57 CV. Nel 1992, la gamma si arricchì con il lancio della versione station wagon, alla quale fece seguito subito dopo la versione furgonata, dotata di sole tre porte anziché cinque, e dei soli sedili anteriori, e a maggio si aggiunse la più classica versione a 3 volumi e a 4 porte. Nel 1994, parte della gamma fu interessata da alcuni aggiornamenti meccanici. Sempre nello stesso anno vi fu un restyling visibile solo in alcuni dettagli, come per esempio nella mascherina anteriore, negli specchietti retrovisori esterni, negli indicatori di direzione bianchi e nelle plastiche dei fari posteriori. Altri nuovi motori andarono ad aggiungersi nel 1996, dopodiché la gamma proseguì pressoché invariata fino al mese di marzo del 1998, quando cominciò a essere via via sostituita dalla nuova Astra G.
La Gamma Motori dell'Astra F: Dalla Versione Base alla GSi
L'Astra F, come già detto, ha debuttato inizialmente come berlina a due volumi, sia a 5 che a 3 porte. La gamma motori in fase di debutto comprendeva il modesto 1.4 monoalbero da 60 CV, ma anche il grintoso 2 litri bialbero da 150 CV, passando per un 1.4 da 82 CV, un 1.6 da 75 e per un 1.8 da 90 CV. Queste due ultime motorizzazioni non erano previste per il mercato italiano. La versione di punta da 150 CV era riservata unicamente alla versione 2.0 16v GSi, una vettura in grado di sfoderare prestazioni entusiasmanti, e che divenne uno dei modelli preferiti dai giovani appassionati. Sue caratteristiche distintive erano i cerchi maggiorati dal disegno più aggressivo e il frontale dalla calandra ridisegnata. La sigla GSi era prevista anche per altre due versioni e motorizzazioni particolari, l'una dotata del 2 litri monoalbero (115 CV), l'altra del 1.8 bialbero (125 CV) che sostituì, dal 1994, il 2.0.
Era inoltre disponibile la versione diesel aspirata, equipaggiata dal 1.7 monoalbero in testa da 1700 cm³ già presente sulla Kadett E in grado di erogare 57 CV, con prestazioni modeste, ma anche con consumi assai contenuti. Nel 1992, vi fu un aggiornamento che portò al lancio di un 1.6 più grintoso, della potenza di 100 CV, in affiancamento all'unità da 75 CV. In alcuni mercati, come quello italiano, fu il primo 1.6 previsto per l'Astra F. L'anno seguente il 1.8 da 90 CV, laddove previsto, venne rimpiazzato da un 1.8 bialbero da 125 CV, già piuttosto brillante. Tale motore andò a completare la gamma motoristica dell'Astra F nei mercati in cui ancora per questo modello non si era potuto usufruire fino a quel momento di un motore 1.8, mentre nell'estate 1992 venne anche introdotta la versione turbodiesel, sempre da 1.7 litri di cilindrata, ma il cui motore da 82 CV era di origine Isuzu. Tale motore sostituì il precedente 1.5 TD della Kadett.
Si arrivò così al mese di settembre del 1994, il momento del restyling. Oltre ai già citati aggiornamenti estetici volti a mantenere fresco ed attuale il look della berlina tedesca, vi furono anche degli aggiornamenti motoristici: il 1.6 monoalbero da 100 CV venne sostituito da un bialbero di pari cilindrata e potenza, ma con una migliore erogazione di coppia motrice. Nella stessa occasione, il 1.8 bialbero da 125 CV venne sostituito dal 1.8, il X18XE, depotenziato a 115 CV, ma anch'esso più pronto nell'erogazione di coppia. Novità anche sul fronte diesel, che vide la versione aspirata uscire dai listini per essere rimpiazzata da una versione sovralimentata con turbocompressore a bassa pressione, così da ottenere una potenza massima di 68 CV. Nei primi mesi del 1996 venne introdotto un nuovo motore bialbero da 1.4 litri, della potenza di 90 CV, che andò a rimpiazzare il precedente 1.4 da 82 CV. Nello stesso periodo, il 1.6 da 71 CV venne sostituito da un nuovo 1.6 monoalbero da 75 CV, e quindi meno potente del 1.4 appena citato.

Le Varianti di Carrozzeria dell'Astra F
Il 1992 ha visto l'entrata in produzione dell'Astra F in versione berlina a tre volumi. Disponibile unicamente a 4 porte, questa nuova declinazione dell'Astra F andava a rimpiazzare la corrispondente versione a tre volumi della Kadett E. La differente caratterizzazione della carrozzeria nella parte posteriore portava anche a un ridisegnamento dei gruppi ottici posteriori. Il resto del corpo vettura riprendeva gli stessi tratti delle altre versioni. Le motorizzazioni iniziali prevedevano il 1.4 da 60 e da 82 CV, il 1.6 da 101 CV e il 1.7 diesel da 57 CV. Non erano previste versioni particolarmente brillanti con questo tipo di carrozzeria. Nel 1993 il 1.7 turbodiesel da 82 CV è finito anche sotto il cofano dell'Astra F 4 porte.
La versione destinata a rimpiazzare la Kadett Caravan è stata introdotta anch'essa nel 1992 e ha preso il nome di Astra SW, ma in diversi mercati hanno continuato a essere denominate Caravan. Questa versione era caratterizzata da doti di capienza e di praticità tali da divenire una vera e propria spina nel fianco nei confronti di vetture come la Ford Escort SW, fino a quel momento tra i best seller incontrastati nel segmento delle giardinette compatte. La gamma motoristica iniziale della versione SW ricalcava quella della berlina a 4 porte, ma con in più anche il 1.8 16v da 125 CV a partire dal 1993. In seguito, anche la SW si adeguò alle evoluzioni che hanno caratterizzato le altre versioni.
La Astra F Cabriolet: L'Eleganza Italiana al Servizio di Opel
La versione cabriolet dell'Astra F, destinata a sostituire l'ormai anziana Kadett Cabriolet, viene lanciata alla fine del 1993. La sua linea slanciata e non poco elegante è frutto di uno stilista italiano, Bertone. Questo conferì alla cabriolet un tocco di raffinatezza e un design distintivo, che la differenziava dalle altre varianti di carrozzeria. Inizialmente, erano disponibili due motorizzazioni da due litri: un 2.0 8v (C20NE) e un 2.0 16V (C20XE). La versione più prestante era equipaggiata con un motore di 2.0 litri 16 valvole doppio albero a camme, denominato C20XE, con una cilindrata di 1.998 cm³ e un motore di tipo quadro (alesaggio 86 mm × corsa 86 mm). La potenza erogata era pari a 110 kW (150 CV) a 6000 giri/minuto con 196 N·m di coppia massima a circa 4800 giri/minuto, con il 90% della coppia massima disponibile tra 3100 e 6000 giri. Il peso dell'auto era di 1100 kg.

Tuttavia, l'anno seguente, entrambe le motorizzazioni da due litri furono sostituite dal 1.4 monoalbero da 82 CV. In Italia, l'Astra F Cabriolet venne tolta di produzione con l'arrivo della nuova serie, anche se quest'ultima non era ancora disponibile in versione "scoperta".
La Sportività della GSi e le Sue Peculiarità
La vettura fu soggetta a un restyling dopo il 1995, in cui figurava un'estetica decisamente meno vistosa: pur essendo praticamente uguale alla versione base dell'Astra F, differenziava nei particolari, come lo spoiler posteriore da tetto leggermente più ampio, i cerchi in lega di nuovo disegno e i paraurti anteriori e posteriori in tinta e di profilo leggermente differente. L'Astra GSi veniva fornita di serie (oltre all'ABS a 4 canali, assetto più basso di 1,5 cm e computer di bordo) con un controllo di trazione elettronico (ETC) disinseribile tramite apposito pulsante posto nella consolle centrale. Tale sistema aveva il compito, tramite i 4 sensori dell'ABS e una centralina dedicata, di limitare gli slittamenti in fase di accelerazione, indipendentemente dal tipo di fondo stradale. Una chicca l'ETC perché era differente dai sistemi tradizionali dell'epoca, permissivo, mai invadente e utile specialmente sui fondi bagnati o a scarsa aderenza.
Gli airbag (volante e/o lato passeggero) furono introdotti a partire dal 1994: di serie quello lato guida, optional quello lato passeggero. Una particolarità, poco conosciuta, fu che l'Astra GSi, al momento dell'ordine, poteva essere equipaggiata con un differenziale autobloccante prodotto direttamente dalla Opel per questa versione. Dal 1994 fu introdotto, nella versione GSi, il propulsore 1.8 16v (bialbero 125 CV - motore tipo C18XE) che sostituì il 2.0 monoalbero ormai datato e non più in linea con le emissioni inquinanti. La 1.8 16v era priva del sistema di controllo della trazione, neppure disponibile come optional. Telaisticamente, motore a parte, le differenze a livello meccanico erano poche (barra antirollio posteriore assente, barra antirollio anteriore di minor sezione e scarico con sezione ridotta). I dati si riferiscono a una berlina a due volumi a 3 porte, per cui nelle altre varianti di carrozzeria possono esservi delle differenze per quanto riguarda le prestazioni, la massa ed anche altri particolari. La 2.0 GSi 16v così come la 1.8 GSi 16v sono state proposte solo come berline a 3 porte e in determinate colorazioni (Blu, Rosso, Bianco, Nero) nelle prime serie, mentre le seconde serie con le colorazioni presenti anche nell'intera gamma Astra F.
L'Astra F nel Mondo: Oltre i Confini Europei
Oltre alla consueta versione Vauxhall, prevista per il mercato britannico, l'Astra F è stata proposta in altre versioni, mai arrivate nel nostro Paese, ma previste per altri mercati, europei e non. Per esempio, come già detto, dal 1998 al 2002, l'Astra F è stata commercializzata come Astra Classic per alcuni mercati dell'Europa dell'Est e per la Turchia. In Sudafrica, l'Astra è stata prodotta su licenza dalla Delta, una locale Casa automobilistica di proprietà della General Motors. In tale mercato, però, il nome Astra venne mantenuto solo per le berline a 4 porte, mentre le versioni a due volumi continuarono a chiamarsi Kadett. In quella gamma è esistita anche una versione dotata di un 2 litri turbocompresso derivato dal motore montato sulla Calibra 2.0 16v Turbo 4x4. Inoltre, le varie versioni della gamma Kadett/Astra in Sudafrica commercializzate furono: la 160i, 180i o 200i a seconda delle motorizzazioni (1.6 16v, 1.8 16v o 2.0 16v).
Opel Astra G Cabrio: Un Passo Avanti nel Design e nella Tecnologia
L'Opel Astra G Cabrio, prodotta dal 2001 al 2005, rappresenta un'evoluzione significativa rispetto alla serie F, distinguendosi per un design ancora più raffinato e un carattere sportivo accentuato. Come modello a due porte destinato a quattro passeggeri, è la scelta ideale per chi apprezza gli spazi aperti e la guida con il vento tra i capelli. Si distingue per un design classico ma al tempo stesso moderno, che continua ad attrarre gli appassionati di automobili in cerca sia di prestigio che di funzionalità in un unico pacchetto.

Opzioni Motore e Prestazioni dell'Astra G Cabrio
L'Astra G Cabrio offre diverse opzioni di motorizzazione, sia a benzina che diesel. La potenza dei motori varia da 101 a 200 CV, in grado di soddisfare le esigenze di chi cerca viaggi economici e degli appassionati di prestazioni dinamiche. Tra le unità disponibili ci sono il 1.6 16V (101 CV), il 2.2 Ecotec 16V (147 CV) e il 2.0i 16V Turbo (200 CV). Questo ventaglio di scelte permette ai clienti di optare per la configurazione che meglio si adatta alle loro priorità, sia che si tratti di contenimento dei consumi o di ricerca di emozioni alla guida.
Proprietà di Guida e Comfort dell'Astra G Cabrio
Questa cabriolet è dotata di trazione anteriore, garantendo una buona aderenza e stabilità sulla strada. L'Astra G Cabrio si comporta bene sia in condizioni urbane, dove maneggevolezza e facilità di manovra sono fondamentali, sia durante viaggi più lunghi. Il comfort d'uso è aumentato dai sistemi di supporto disponibili, come il sistema ABS, l'assistenza alla guida e un sistema audio di alta qualità, che garantiscono una guida piacevole e sicura. La cura nell'insonorizzazione e la qualità dei materiali contribuiscono a un'esperienza di viaggio rilassante anche con il tetto chiuso, mentre la sensazione di libertà è impagabile quando si decide di abbassare la capote.
2002 Astra Bertone Cabrio [1.8 16V 125 hp] |0-100| POV Test Drive #2121 Joe Black
Difetti e Potenziali Problemi dell'Astra G Cabrio
Come ogni modello, l'Opel Astra G Cabrio ha i suoi difetti, che meritano di essere sottolineati. Tra i problemi più comunemente segnalati ci sono guasti al meccanismo di apertura del tetto e potenziali difetti nell'elettronica, che possono influire sul comfort e sulla funzionalità del veicolo. I costi di manutenzione, soprattutto per le versioni turbo, possono essere più elevati a causa della complessità del motore e della necessità di componenti specifici. Inoltre, lo spazio nel bagagliaio, pur essendo tipico delle cabriolet, può rappresentare un limite per chi ha bisogno di maggiore capacità di carico per lunghi viaggi o per la spesa quotidiana. È consigliabile, per i potenziali acquirenti, verificare attentamente lo stato del meccanismo del tetto e l'elettronica di bordo prima dell'acquisto, specialmente se si tratta di un veicolo usato.
L'Opel Astra TwinTop: La Rivoluzione delle Coupé-Cabriolet
A furor di popolo, Opel ha raddoppiato l'offerta di cabriolet. Dopo la Tigra, anche l’Astra ha preso il nickname di Twin Top e ha contribuito a rimpolpare il gruppo delle coupé-cabriolet. Una nicchia, questa, che sta ormai assumendo a furor di popolo proporzioni da vero e proprio segmento, in cui nessuna Casa vuole più restare alla finestra, all’insegna del "piatto ricco mi ci ficco". Tanto che l’Astra TwinTop ha dovuto dividere i riflettori con rivali agguerrite.

Nonostante per la sua realizzazione sia stato riprogettato circa il 70% dei componenti, l'Astra Twin Top mantiene dal punto di vista stilistico una strettissima parentela con la versione berlina. Nel frontale si ritrovano dunque i tratti tipici di famiglia, con il motivo a freccia che solca il cofano, lambisce i fari e culmina nella presa d’aria che si apre sotto la targa.
Le novità più importanti, manco a dirlo, sono però tutte dalla cintola in su. Il parabrezza è molto inclinato e si estende all’indietro, dando il la a un padiglione dalla forma filante. Il tetto ha eccellenti doti da contorsionista, visto che, una volta fatto a pacchetto, lascia ancora liberi oltre 200 litri di volume utile per i bagagli. Grazie a un sistema elettrico chiamato Easy Load, tra l’altro, i pannelli sovrapposti possono essere sollevati senza fatica per agevolare le operazioni di carico e scarico. Quando assume le fattezze di una coupé, l’Astra Twin Top mette a disposizione un bagagliaio di ben 440 litri, un valore notevole per la categoria.
Tra le motorizzazioni disponibili per la TwinTop, spicca il 2.0 Turbo Cosmo da 200 CV, un propulsore sovralimentato che garantisce prestazioni da capogiro. Questa versione, spesso offerta con interni in pelle, ABS, ESP, sedili riscaldati, tasto Sport, clima automatico, lettore CD, fari allo xeno e cerchi da 18 pollici, si propone come un'occasione unica tra le cabrio coupé, combinando dimensioni contenute con un'abitabilità sorprendente per la categoria.
Il tasto 'Sport' è una vera innovazione: premendolo, il veicolo cambia totalmente volto, scatenandosi e mostrando il suo lato più cattivo, incollando il guidatore al sedile. Questa funzionalità permette di passare da una guida confortevole e rilassata a un'esperienza più dinamica e coinvolgente con un semplice tocco, rendendo la TwinTop una vettura versatile e adatta a diverse esigenze.
Le dotazioni di sicurezza e comfort sono complete, includendo ABS con EBD, airbag per guidatore, passeggero e laterali, battitacco in alluminio, Board Info Display, chiave con radiocomando per apertura/chiusura tetto, chiusura centralizzata con telecomando, climatizzatore automatico (SAC), comandi radio al volante, computer di bordo, correttore assetto fari, display multifunzione, fari fendinebbia, filtro antipolline, ganci "Isofix" (2 post.) per ancoraggio seggiolini bambini, immobilizzatore elettronico, indicatore temperatura esterna, Interactive Driving System (IDS Plus) per la regolazione continua delle sospensioni, Light Pack 1 con luce di lettura anteriore e posteriore, orologio, pedali freno e frizione sganciabili, portabicchieri, pretensionatore cinture anteriori, profili laterali di protezione, Radio CD30 con lettore CD, regolazione altezza cinture anteriori, reti portaoggetti, retrovisori esterni elettrici termici in tinta carrozzeria, ricircolo aria, roll bar automatici, ruotino di scorta, sedile guida basculante con regolazione supporto lombare, sedile guida regolabile in altezza, sistema attivo di protezione in caso di ribaltamento, sistema Easy Load, Smoker Pack (portacenere e accendisigari), spia riserva carburante, tergicristallo con intermittenza, terminale di scarico di forma sportiva, terzo stop, tetto rigido ripiegabile elettricamente, vetri elettrici anteriori, vetri elettrici posteriori, volante in pelle a 3 razze, volante regolabile.

I consumi della versione 2.0 Turbo Cosmo sono di 7,3 L/100KM in extraurbano e 8,5 L/100KM nel ciclo combinato, valori che testimoniano un buon equilibrio tra prestazioni e efficienza. La cura nella progettazione e l'attenzione ai dettagli, unita a un'ampia dotazione di serie, rendono l'Opel Astra TwinTop una proposta interessante nel panorama delle cabrio-coupé, offrendo un'esperienza di guida completa e appagante.