L'evoluzione della Opel Kadett: Storia di un'icona del segmento compatto

Le origini: Gli anni trenta e la prima generazione

Milano. Gli Anni Trenta furono per Opel un periodo di grande vitalità aziendale. In questo contesto 85 anni fa, nel 1935, la Casa tedesca, divenuta all’epoca la maggiore industria automobilistica nazionale con 100.000 unità prodotte all'anno, presentò due nuovi modelli destinati ad influenzare notevolmente i suoi futuri progetti: la Opel Olympia e la P4. La prima era un’automobile veramente rivoluzionaria. Era infatti la prima vettura tedesca costruita in serie con carrozzeria autoportante interamente in acciaio. Inizialmente equipaggiata con un motore di 1.300 cc da 26 CV (19 kW), nel biennio 1936-37 la Opel Olympia fu prodotta in oltre 80.000 esemplari. Per contro la Opel P4 era tanto essenziale quanto la Olympia era moderna. La Opel Kadett rappresentò una felice sintesi di questi due modelli.

La prima generazione della Kadett venne presentata alla fine del 1935 e commercializzata a partire dall'anno seguente. La vettura nacque per sostituire la Opel P4 che comunque sarebbe rimasta in listino ancora per circa un anno. La prima Kadett degli anni '30 del XX secolo viene spesso indicata con il numero romano "I", ad indicare che è stata la prima Kadett in assoluto. La vettura montava un motore da 1,1 litri e venne prodotta fino al 1940.

Opel Kadett prima serie anni '30

La prima Opel Kadett fece epoca dal punto di vista tecnico e per il prezzo. Tra il 1936 e il 1940 furono oltre 100.000 le unità di questo modello quattro posti prodotte a Rüsselsheim, anche allora uno degli stabilimenti automobilistici più avanzati d’Europa. La Kadett aveva una carrozzeria compatta e leggera che veniva proposta sul mercato tedesco nella duplice versione berlina 2 porte e cabriolet. La sua linea, che oggi potremmo definire "a due volumi", ricordava quella della Opel Olympia: parafanghi anteriori e fari parzialmente inseriti nella carrozzeria, due finestrini laterali (quello anteriore provvisto di deflettore), bagagliaio integrato all'esterno del quale era agganciata la ruota di scorta. L'alta mascherina anteriore era però più diritta ed inserita in modo più armonico con il frontale. La griglia era spezzata verticalmente da una modanatura cromata che conteneva il logo con la dicitura "Opel Kadett".

Il motore era un 4 cilindri in linea di 1.073 cc a corsa lunga con distribuzione a valvole laterali che sviluppava 23 CV (12 kW). Disposto longitudinalmente all'interno del vano, trasmetteva il moto alle ruote posteriori attraverso un cambio a 3 marce ed un albero di trasmissione centrale. La sospensione anteriore era indipendente tipo Dubonnet con molle elicoidali incapsulate, mentre quella posteriore era a ponte rigido con balestre longitudinali semi-ellittiche. Questa prima Opel Kadett del 1936 raggiungeva una velocità massima di 98 km/h e percorreva 100 chilometri con 7,5 litri di benzina.

Innovazioni tecniche e produzione moderna negli anni pre-bellici

Dopo la Olympia, il primo veicolo tedesco a scocca portante completamente in acciaio costruito in serie, anche la prima Kadett si distingueva per la monoscocca. Molti sono i vantaggi di questa struttura rispetto alla classica carrozzeria e telaio a longheroni. Per esempio, migliori prestazioni e consumi grazie al peso inferiore della vettura, e un maggior livello di sicurezza per la presenza di una cella rigida e di un baricentro più basso. La struttura autoportante aprì la strada a un nuovo metodo di produzione, brevettato nel 1934 da Opel e ancora utilizzato oggi: la carrozzeria e la meccanica vengono “sposate” sulla linea di produzione con l’aiuto di sollevatori idraulici.

Un ottimo rapporto qualità-prezzo: già nel 1936, la prima Kadett veniva offerta a un prezzo estremamente competitivo, democratizzando così un prodotto di lusso, con una strategia diventata tipica del marchio Opel. Caratteristiche come i quattro freni idraulici, l’indicatore di direzione, la possibilità di ventilare l’abitacolo senza creare correnti e un bagagliaio “a prova di polvere” accessibile dall’interno erano estremamente insolite all’epoca. La Kadett fu il primo modello Opel a montare un carburatore sviluppato internamente dotato di tubo di Venturi.

Nel 1938 Opel presentò un'edizione parzialmente rinnovata della Opel Kadett. La nuova serie manteneva praticamente la stessa meccanica della precedente, ma la linea esterna, più arrotondata, finiva per farla assomigliare maggiormente alla Olympia di cui proprio quell'anno Opel proponeva una nuova edizione equipaggiata con un motore a valvole in testa di 1.500 cc. In particolare, la nuova Opel Kadett si riconosceva esternamente dal modello del 1936 per la mascherina non più diritta, bensì arrotondata lateralmente e caratterizzata da quattro elementi cromati trasversali ed uno verticale.

Il rilancio nel dopoguerra: Kadett A e B

Dopo una lunga pausa causata dalla Seconda Guerra Mondiale, Opel nel 1962 ripropose la Kadett A, più spaziosa, con motori nuovi e soprattutto bassi costi di manutenzione. Un grande bagagliaio, tanto spazio per quattro persone, un motore nuovo e brillante e bassi costi di manutenzione: questi gli ingredienti della ricetta di successo della Kadett A. Opel ne costruì quasi 650.000 unità dal 1962 al 1965. Il profilo della coupé due porte era razionale e moderno. La linea di cintura era bassa, i finestrini panoramici assicuravano una eccellente visibilità. Il moderno motore anteriore raffreddato ad acqua costituiva per la Kadett un altro fondamentale vantaggio progettuale rispetto alla concorrenza dell'epoca.

Dopo A c’è B, e nel 1965 una nuova serie sostituì il primo modello. La nuova versione superava i quattro metri ed era pertanto molto più lunga del modello precedente. Per quanto riguarda il profilo, i designer trassero ispirazione dai colleghi di oltreoceano. Il posteriore piatto e inclinato ricordava i modelli fastback popolari negli Stati Uniti. La Kadett B ebbe subito successo, con più di 2,6 milioni di unità prodotte dal settembre 1965 al luglio 1973.

Dalla Kadett C alla rivoluzione della Kadett D

La Kadett C aveva molte anime: intelligente familiare, elegante seconda auto con pratico portellone posteriore o coupé sportiva competitiva in livrea da combattimento. Tra il 1973 e il 1979 ne furono costruite in totale 1,7 milioni di unità. La Kadett C a trazione posteriore debuttò nel mese di agosto 1973 con una carrozzeria dalle linee pulite e un nuovo asse anteriore con schema a quadrilateri. Tra le caratteristiche estetiche spiccavano la griglia del radiatore piatta, il cofano motore con la tipica piega del marchio e il labbro anteriore a forma di spoiler.

La quarta generazione della Kadett del dopoguerra introdusse una nuova epoca per le compatte Opel. Al Salone di Francoforte del 1979 fece infatti il suo debutto la prima Opel a trazione anteriore: si trattava della moderna Kadett D. L’estetica era convincente. Sebbene la nuova vettura fosse più corta di 126 mm rispetto al modello precedente, l’abitacolo offriva più spazio di molte vetture rivali.

L'apice del successo: La Kadett E

La Kadett E è la quinta generazione della Kadett (tolta la vecchia generazione degli anni '30) ed è un'autovettura di fascia medio-bassa prodotta dal 1984 al 1993 dalla Casa automobilistica tedesca Opel. È anche l'ultima generazione della Kadett, visto che, già a partire dal 1991, sarebbe stata sostituita dalla Opel Astra F. La genesi della Kadett E affonda le sue radici nel 1981, quando, al Salone di Francoforte, venne presentata la concept Tech 1, una sorta di laboratorio mobile, nato per sperimentare svariate soluzioni aerodinamiche, da applicare, poi, nella produzione di serie.

Il lavoro certosino di affinamento stilistico ed aerodinamico, svolto dai designer Opel e General Motors per sviluppare appieno le linee della nuova Kadett E, trovò il suo compimento in un corpo vettura che raggiunse un Cx di appena 0,32, grazie all'utilizzo di spigoli tondeggianti per la carrozzeria. Quest'ultima venne resa molto più moderna e, nelle berline a due volumi, anche più grintosa, grazie all'andamento cuneiforme del corpo vettura, caratterizzato da una linea di cintura inclinata in avanti. La Kadett E nacque sfruttando lo stesso pianale T già utilizzato per il modello precedente, per cui nonostante le grosse differenze a livello stilistico, si trattava di due modelli tecnicamente imparentati fra loro.

Modello Opel Kadett E GSi in esposizione

La prima novità relativa alla Kadett E dopo il suo lancio commerciale non riguardò una particolare versione o una particolare motorizzazione, ma la conquista del titolo di Auto dell'anno per l'anno 1985. Dopo aver sfiorato il prestigioso riconoscimento cinque anni prima con la Kadett D classificatasi seconda, stavolta la casa di Rüsselsheim riuscì a fare centro ponendo ancora di più la sua vettura all'attenzione del pubblico.

Tra le versioni più iconiche ricordiamo la Kadett Cabrio, vera novità assoluta in quanto si trattò della prima ed unica Kadett con capote apribile, realizzata in collaborazione con la carrozzeria Bertone che la assemblò nel proprio stabilimento di Grugliasco. Al suo lancio la Kadett Cabrio venne proposta in tre motorizzazioni e cioè il 1.6 da 75 CV, un altro 1.6 da 82 CV (non per tutti i mercati) e il 2 litri da 115 CV già previsto per la GSi.

Verso l'era moderna: L'eredità di Astra

Tra il 1991 e il 1997 furono costruite circa 4,13 milioni di Astra F, che diventò così la Opel più venduta di tutti i tempi. Lo sviluppo si concentrò sull’unione di design moderno e abitacolo spazioso, maggior comfort e protezione dell’ambiente. La vettura che succedette alla Kadett prese il nome del modello britannico. Con il nuovo modello Opel lanciò un’offensiva sulla sicurezza. Tutte le Astra offrivano un sistema di cinture di sicurezza attive con tensionatori sulle cinture anteriori, cinture regolabili in altezza e protezioni laterali come le doppie barre di rinforzo in acciaio in tutte le portiere.

L'evoluzione non si è fermata: al momento del lancio avvenuto nel marzo 2004, l’Opel Astra terza serie si distingueva per il design moderno, un comportamento dinamico molto elevato e numerose innovazioni tecniche, che la portarono a prevalere immediatamente in molti confronti effettuati sulla stampa specializzata. Tra le novità tecnologiche di Astra spiccavano il telaio adattivo IDSPlus con Regolazione elettronica degli Ammortizzatori (CDC), mutuato dai modelli di lusso e dalle sportive più esclusive, e i fari anteriori adattivi Adaptive Forward Lighting (AFL) con illuminazione dinamica in curva.

A oggi si sono succedute ben undici generazioni di Kadett e Astra, che hanno riscosso un notevole successo nel loro segmento: più di 24 milioni di Opel Kadett e Astra vendute costituiscono un risultato impressionante e un’impresa notevole. Allineate l’una dietro l’altra, tutte le compatte Opel costruite finora supererebbero il magico limite dei 100.000 chilometri per creare una colonna di automobili lunga due volte e mezzo l’equatore. Le compatte Opel sono riuscite a portare la mobilità al grande pubblico, specialmente nei momenti di difficoltà economica. Le ultime generazioni hanno contribuito in modo decisivo alla diffusione di tecnologie e innovazioni mutuate da segmenti superiori.

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