L'Opel Grandland, in particolare i modelli equipaggiati con il motore diesel 1.5 (siglato DV5, con cilindrata di 1499 cm³ e potenze di 75, 100, 110, 120 o 130 CV, a seconda della versione, in linea con la normativa Euro 6d-temp e successivi), ha evidenziato negli anni diverse problematiche, alcune delle quali di notevole gravità e diffuse su larga scala, coinvolgendo anche altri marchi del gruppo Stellantis che adottano la stessa motorizzazione. Le questioni principali riguardano il sistema di distribuzione a catena e il sistema antinquinamento, in particolare il filtro antiparticolato (FAP/DPF).
Problemi al Filtro Antiparticolato (FAP/DPF)
Una delle criticità più frequentemente segnalate dagli utilizzatori di Opel Grandland X Diesel è legata al malfunzionamento del filtro antiparticolato. Ad esempio, una Opel GrandlandX Diesel del 2022 potrebbe emettere fumo nero, perdere potenza e mostrare una spia del motore accesa in modo persistente. Questo scenario è spesso riconducibile a un DPF che non si rigenera correttamente.

FAP o DPF: Una Distinzione Cruciale
È fondamentale fare chiarezza sulla terminologia, poiché vi è stata molta confusione, anche nei manuali d'uso originali. Il DPF (Diesel Particulate Filter) è una tipologia di filtro antiparticolato standard, comune alla maggior parte delle automobili, che non necessita di additivi. Il FAP (Filtre à Particules), invece, è una prerogativa storica delle vetture del gruppo Peugeot-Citroën, caratterizzato dall'utilizzo di un additivo, la cerina, per abbassare la temperatura di combustione del particolato e favorire la rigenerazione.
In passato, il manuale d'uso Opel (versione My 17, con riferimenti ai "vecchi" 1560 cm³ diesel) poteva sostenere che, a fronte di un'avaria specifica, l'auto dovesse essere portata in officina per il rabbocco dell'additivo del filtro antiparticolato. Tuttavia, dai vari siti consultati e dalle conferme delle officine autorizzate (come Gencar a Moncalieri), risulta che il motore DV5 (e anche l'ultima versione del 1560 cm³ siglato DV6) adotta il DPF, che funziona senza cerina. Questo ha generato non poca frustrazione tra i clienti che si sono trovati di fronte a informazioni contrastanti e un servizio clienti Opel che in alcuni casi non è stato in grado di fornire chiarimenti tecnici adeguati, rimandando alle concessionarie. Il rabbocco della cerina, sebbene richiesto dopo circa 80.000 km, è un'operazione costosa e va eseguita in officina.
Come funziona il Filtro Antiparticolato?
Lo spartiacque tra l'adozione del FAP e del DPF sembra essere stato il passaggio dai motori HDi ai motori BlueHDi, con l'introduzione della tecnologia SCR (Selective Catalytic Reduction) per la riduzione degli ossidi di azoto. Questo ha portato all'abbandono del FAP in favore del DPF, che sebbene operi a temperature di rigenerazione più elevate (tra i 600 e i 650°C), in un blocco unico dopo il collettore di scarico, eliminava la necessità del costoso additivo e alleggeriva i costi di manutenzione a 80.000 km. Tuttavia, un FAP che lavora a temperature più basse poteva agevolare le brevi tratte o l'uso a singhiozzo in città.
Cause e Sintomi dell'Intasamento del DPF
Un problema comune è l'intasamento del DPF, spesso aggravato da frequenti viaggi brevi. Questi percorsi impediscono al motore di raggiungere le temperature ottimali per avviare il processo di rigenerazione automatica del filtro, portando a un accumulo eccessivo di particolato. La spia di avvertimento "malfunzionamento del catalizzatore", come riscontrato da un proprietario di Opel Grandland X del 2019 con 160.000 chilometri, è un segnale tipico. Inizialmente, una soluzione temporanea potrebbe essere proposta dall'officina, ma se la spia continua ad apparire frequentemente, la sostituzione del catalizzatore potrebbe essere suggerita, sebbene sembri prematura per un veicolo di 5 anni.
Le possibili cause dell'intasamento includono, oltre ai viaggi brevi, una scarsa qualità del carburante o problemi di gestione del motore. Prima di procedere con la sostituzione di componenti costosi, è consigliabile assicurarsi che il filtro antiparticolato funzioni correttamente e controllare la presenza di sensori difettosi o perdite di gas di scarico, che potrebbero influenzare il processo di rigenerazione.
Soluzioni e Manutenzione del DPF
Le soluzioni suggerite per i problemi al DPF includono:
- Rigenerazione forzata: Questa procedura può essere eseguita in officina attraverso la diagnosi elettronica del veicolo, portando il motore a un regime elevato per un periodo prolungato al fine di bruciare il particolato accumulato nel filtro.
- Controllo dei sensori DPF: I sensori di pressione e temperatura del DPF sono cruciali per il corretto funzionamento del sistema. Un sensore difettoso può impedire l'avvio della rigenerazione o fornire letture errate.
- Verifica del contenuto di ceneri: L'accumulo di ceneri (residui incombustibili) nel DPF è un processo irreversibile che riduce progressivamente la capacità del filtro. Un eccessivo accumulo di ceneri richiede la sostituzione del DPF.
- Riprogrammazione della centralina: I tecnici di GiancaMotors, ad esempio, effettuano un servizio di riprogrammazione della centralina Bosch EDC17C60 installata su Opel Grandland X (dal 2017 in poi) per ottimizzare potenza e prestazioni. Questa operazione può anche mirare a risolvere problemi legati al FAP/DPF o alla valvola EGR, che è anch'essa causa di cattivo rendimento del motore e sporadiche emissioni di fumo nero/grigiastro. Per auto ad uso sportivo, è persino possibile eliminare elettronicamente il FAP o la valvola EGR senza interventi meccanici, sebbene ciò possa comportare implicazioni legali e ambientali.

È importante notare che il filtro antiparticolato diesel può surriscaldarsi e sviluppare crepe, un problema di seria allerta che, secondo alcune segnalazioni, ha interessato veicoli prodotti tra l'8 settembre 2017 e il 24 novembre (l'anno di fine produzione non è specificato in modo completo in questa notifica). Tali carenze spesso si riferiscono a componenti specifici (tipo di motore, carrozzeria, equipaggiamento), quindi un richiamo potrebbe non applicarsi a tutti i veicoli dello stesso tipo. In caso di dubbi, è sempre consigliabile contattare un rivenditore Opel o un'officina autorizzata.
Problemi alla Catena di Distribuzione e Contenziosi Legali
Al di là del DPF, una problematica ancora più grave e diffusa che ha colpito le motorizzazioni DV5 YH01 (1.5 BlueHDi da 75, 100, 110, 120 o 130 cavalli), prodotte tra ottobre 2017 e gennaio 2023, riguarda il sistema di distribuzione. Questi motori sono dotati di un doppio albero a camme tubolare in testa con camme riportate e distribuzione a cinghia dentata, ma gli alberi a camme sono collegati da una catena. Proprio questo componente ha rivelato un grado di fragilità eccessivo, suggerendo un difetto di progettazione.

Sintomi e Conseguenze della Rottura della Catena
Molti utenti hanno riscontrato questa problematica in questi anni, e il "difetto" si presenta all'improvviso, senza alcun segnale premonitore. In tutti i casi, l'auto perde potenza fino a spegnersi e non ripartire più. Alcuni hanno segnalato che il problema si è verificato in autostrada a velocità elevate (circa 100 km/h), creando un grave pericolo per l'incolumità delle persone.
Nella quasi totalità dei casi, la rottura della catena dell'albero a camme porta a:
- Sfasamento dell'impianto di distribuzione.
- Piegamento/rottura delle aste delle valvole.
- Rottura del tenditore della catena.
- Infiltrazione di parti metalliche nelle altre componenti meccaniche.
- Nei casi più gravi, rottura dei pistoni e delle bielle, con compromissione totale del motore. Il guasto può provocare rumori anomali, funzionamento irregolare del motore e, nei casi più gravi, la rottura della catena stessa, con possibili danni ingenti al propulsore.

Per risolvere il problema, Opel e Stellantis hanno messo a disposizione un kit di modifica che prevede la sostituzione del castelletto porta alberi a camme, della catena, del tenditore e di altri componenti correlati. Tuttavia, i tempi di riparazione possono essere molto lunghi; ad esempio, un consumatore che aveva portato la propria Opel in riparazione presso un'officina autorizzata il 5 settembre ha visto il veicolo finalmente riparato solo a metà dicembre, dopo oltre tre mesi di attesa.
Mancanza di Richiami Ufficiali e Controversie
Nonostante l'evidenza del difetto e il numero elevato di casi, la casa madre non ha emesso un richiamo ufficiale per questa problematica. Questa assenza ha comportato che l'intervento di riparazione, anche se l'autovettura è in garanzia, in alcuni sporadici casi non è stato gratuito per il consumatore, in quanto le officine ufficiali, in assenza di un richiamo ufficiale, tendono a non riconoscere la gratuità dell'intervento.
Nel dicembre 2023, i concessionari dei marchi Citroën, DS, Opel e Peugeot hanno ricevuto una comunicazione tecnica che dichiarava: "Il lavoro di ricerca e le prove meccaniche condotte hanno dimostrato che l'utilizzo di un olio motore specifico ha avuto un impatto positivo sull'affidabilità dei motori DV5R prodotti prima di febbraio 2023." Tuttavia, questa comunicazione non è giunta ai consumatori, con la conseguenza che tutte le vetture non ancora portate per la manutenzione ordinaria non hanno potuto beneficiare di tale sostituzione di lubrificante, con evidenti conseguenze.
Solo nel 2024 è giunta notizia, dalla stampa specializzata, di una comunicazione da parte delle sole case Peugeot e Citroën in Francia ai proprietari di circa 760.000 auto con motorizzazione Diesel 1.5 BlueHDi 130, prodotte dal gennaio 2018 al 31 dicembre 2021, per l'intervento di sostituzione e modernizzazione dell'intero impianto di distribuzione. Ad oggi, però, non è stata portata a conoscenza dei consumatori l'esatta portata del difetto e nessun richiamo ufficiale da parte della casa madre è stato comunicato agli utenti in modo esteso.
L'Indignazione dei Consumatori e le Azioni Legali
Numerosi forum di proprietari di tali veicoli manifestano il loro malcontento non solo per il difetto in sé del prodotto, ma soprattutto per il mancato richiamo da parte del produttore in un caso così evidente di vizio di progettazione e di produzione. Si tratta di una problematica ben nota alla casa madre e che ha colpito una pluralità di acquirenti in diverse sedi nel territorio nazionale ed europeo. Gruppi come "Opel Grandland Club Italia", "Opel Grandland x Italia", i francesi "Motore 1L5 blu HDi psa" e "Stellantis PSA motore 1.5 BLUEHDI alberi a camme a catena spezzata HS" (con oltre 8.000 iscritti) sono testimonianza di questa mobilitazione. Il signor Smaël Sebille, amministratore e cofondatore di quest'ultimo gruppo, ha pubblicato online un modulo di registrazione per raccogliere dossier in vista di un'azione legale, collezionandone 67 in un solo giorno.

La problematica attiene due profili:
- Il profilo riguardante il Codice del Consumo (artt. 111 e ss. e 130 e ss.): Riguarda la responsabilità del produttore per la vendita di prodotti geneticamente difettosi e i diritti del consumatore. Il venditore è responsabile per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene e se il difetto si manifesta entro due anni dalla consegna.
- Un profilo penalmente rilevante: La mancanza di comunicazione da parte del produttore costringe l'utente a recarsi alla concessionaria o officina periodicamente e prima del chilometraggio indicato, per la sostituzione delle componenti con spese ingenti e non preventivate, il tutto per un difetto ben conosciuto da tutta la filiera di distribuzione dei suddetti marchi.
Anche le vetture la cui garanzia triennale o fino a 100.000 Km risulta scaduta dovrebbero essere in garanzia, ma la posizione della casa madre è tale da considerare la scadenza triennale come impeditiva di qualsiasi protezione. Le auto interessate dal 2017 al 2023 non sono più coperte al 100% già dopo qualche anno, e per questo in Francia è in atto una protesta degli automobilisti. In Italia, migliaia di automobilisti sono rimasti coinvolti.
Va detto che oltre i marchi Opel e Peugeot, potrebbero essere interessati 36 modelli di auto venduti da 6 marchi (Opel-Peugeot-Citroën-DS e altri all'interno del gruppo Stellantis) e prodotti tra ottobre 2017 e gennaio 2023, tutti equipaggiati con il motore 1.5 BlueHDi (DV5RD o DV5RC).
Per i consumatori coinvolti, l'Avv. VIA ROMA N., autore di un video sull'argomento, ha messo a disposizione una bozza di reclamo/diffida da inviare via PEC o raccomandata A/R, al fine di tutelare i propri diritti di fronte a questo vizio genetico del prodotto.