L'automobilismo degli anni '90 ha rappresentato un crocevia fondamentale per il design industriale, un periodo in cui la ricerca stilistica ha osato esplorare nuove nicchie di mercato. In questo contesto, all'inizio del 1993, la stampa specializzata ha cominciato a divulgare le prime foto di un prototipo con carrozzeria coupé basato su pianale e meccanica della Corsa B, dalle linee morbide, curvilinee e sinuose: sia il nome Tigra sia la linea erano già quelli definitivi. Il lancio della vettura inaugurò una nuova nicchia di mercato, quella delle piccole coupé basate su utilitarie di segmento B, posizionandosi come una proposta audace e accessibile.

La Genesi di un Progetto Innovativo
Prima dei SUV, e prima ancora delle monovolume, c’era un altro tipo di carrozzeria che andava davvero di moda: le coupé. A cavallo tra gli anni ’90 e ’00, infatti, ogni Casa automobilistica aveva la sua coupé, e anche brand che oggi sono molto distanti dalla sportività ne offrivano più di una. Tra questi c’era Opel, che sulle coupé aveva sempre puntato molto, a partire dalla mitica Manta fino ad arrivare alla protagonista di oggi, la Opel Tigra. All’inizio degli anni ’90, infatti, era esploso il segmento delle piccole coupé compatte, ispirate nel design alle più grandi coupé della Casa ma offrendo dimensioni, motori e costi di gestione da utilitaria. Opel, in quel periodo, aveva colpito il mercato con la sua coupé di rappresentanza, la Calibra, e voleva bissarne il successo con una più piccola coupé basata sulla seconda serie di Corsa.
Nacque così la Tigra, la prima coupé di Segmento B che ha segnato la strada per le successive Ford Puma e simili. Prodotta tra il 1994 e il 2001 in oltre 250.000 esemplari, Opel Tigra è stata una delle coupé compatte più apprezzate del suo periodo. Uno dei più grandi punti di forza di Opel Tigra è senza dubbio lo stile, sportivo ed evocativo per una vettura così economica. Sulla base della vendutissima Opel Corsa B di seconda generazione, la piccola Tigra riesce a rendere molto più interessante, emozionante e sportiva una base meccanica decisamente normale.
Dimensioni e Caratteristiche Estetiche
Morbida, sinuosa e indiscutibilmente anni ’90, Opel Tigra sfoggia dettagli aggressivi e una carrozzeria con coda tronca molto particolare e ricercata. Il frontale è smussato e pulito, con una fascia in plastica grezza che rende la vettura versatile e furba anche per l’utilizzo cittadino. Lateralmente, Opel Tigra è davvero particolare, con delle linee a cui ormai non siamo più abituati. Il piccolo abitacolo lascia infatti spazio molto presto all’enorme lunotto discendente, che in poco più di 3,9 metri riesce a rendere Tigra una vera coupé.
In coda, Opel Tigra offre di nuovo una piccola banda paracolpi in plastica grezza, dei fari piuttosto sportivi e un portellone che integra l’enorme lunotto e offre un bagagliaio di tutto rispetto. Dal 1996 cambia la parte inferiore in plastica grezza "grigliata" sotto i tergicristalli anteriori, nel 1997 cambiano il pomello del cambio non più interamente in pelle squadrato con i numeri in rilievo per far posto a un pomello più elegante rotondo con la parte centrale in plastica lucida, nel 1998 inseriscono nel portellone portabagagli una luce di stop centrale a LED e aggiungono una particolarità: nella chiusura portellone viene inserito un circuito per abbassare il finestrino destro di qualche centimetro per alcuni secondi durante la chiusura per non permettere compressione aria e quindi favorire la chiusura del portellone.

Ergonomia e Spazi Interni
L'auto aveva prestazioni brillanti e costi di esercizio relativamente abbordabili; un punto debole, come su tutte le coupé, specialmente quelle di taglia piccola, era l'abitabilità posteriore. E quella due posti è proprio la configurazione degli interni di Opel Tigra più interessante, in quanto la vettura tedesca, più che una quattro posti, è una 2+2. Dietro i due sedili anteriori, piuttosto spaziosi e capaci di offrire lo stesso livello di comfort di una coeva Corsa ma con una seduta leggermente più bassa, troviamo infatti due strapuntini, adatti a due bambini o a due adulti per viaggi molto corti.
Il grande lunotto, infatti, toglie molto spazio alla testa, con il risultato che la stessa Opel aveva omologato i sedili posteriori per passeggeri con un’altezza fino a 1,60 metri. Per i più alti? Meglio viaggiare in due. Troviamo infatti lo stesso abitacolo della Opel Corsa B: pratico, concreto e funzionale, certo, ma poco sportivo. La plancia è realizzata con cura, con materiali robusti e con un disegno molto pulito, con diverse bocchette dell’aria per guidatore e passeggero e una forma meno noiosa di quanto ci si potrebbe aspettare. Dietro al volante, in plastica e con la stessa forma di quello di Corsa, troviamo un quadro strumenti identico a quello di Corsa, con quattro strumenti (tachimetro, contagiri, livello carburante e temperatura dell’acqua) eleganti e ben leggibili, ma sicuramente poco sportivi.
Meccanica e Motorizzazioni EcoTech
La gamma motori di Opel Tigra non punta sulla sportività estrema, offrendo due motorizzazioni a benzina certamente vivaci ma non in grado di regalare alla vettura tedesca una guidabilità da hot hatch. Due i motori EcoTech a benzina, un 1.4 litri da 90 CV ed un 1.6 litri da 106 CV, con distribuzione a 4 valvole per cilindro e doppio albero a camme in testa. Tali motori erano gli stessi che equipaggiavano rispettivamente le Corsa 1.4 16V Si e 1.6 16V GSi. Entrambi dotati di iniezione elettronica multipoint, i due motori erogano rispettivamente 90 CV e 125 Nm e 106 CV e 148 Nm.
Il 1.4, poi, è disponibile oltre che con il cambio manuale a 5 marce di serie anche con un comodo ma non velocissimo cambio automatico a 4 marce. La trazione è ovviamente anteriore, e le prestazioni sono vivaci ma non da auto sportiva: la piccola 1.4 scatta da 0 a 100 km/h in 11,5 secondi, mentre il 1.6 abbassa il tempo a 10,5 secondi. L'impianto frenante conta su freni anteriori a disco autoventilanti, posteriori a tamburo e servofreno.
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Marketing e Impatto Culturale
La Tigra fu pubblicizzata con un popolare spot televisivo in cui veniva guidata dalla campionessa di nuoto Franziska van Almsick, allora sedicenne e da poco divenuta un personaggio di fama internazionale per il suo talento precoce. Nella pubblicità la Tigra si "immergeva" nell'acqua per evitare un ingorgo stradale, riaffiorando dall'acqua al di là dell'ingorgo. La Tigra utilizzata per la pubblicità (ed in generale come rappresentante) era del colore Opel "Ceramic Blue".
Un altro spot televisivo fu lanciato nel 1999 per pubblicizzare la colorazione "Star Silver". Un ragazzo ed una ragazza, entrambi al volante di una Tigra Star Silver, si fermano l'uno di fronte all'altra davanti ad un passaggio a livello chiuso; si guardano e iniziano a fantasticare su un futuro insieme, ma quando nei loro pensieri arrivano a vedersi sposati con i bambini che giocano nel cortile e di fronte all'autorimessa non c'è più la Tigra, bensì un'anonima automobile familiare, si ridestano e partono di getto in direzioni opposte.
Evoluzione e Eredità del Modello
Per quanto riguarda il primo modello, dalla fine 1997 fino al 1999 ha avuto una serie di lievi restyling. Al lancio, nel 1994, Opel Tigra era offerta ad un prezzo compreso tra i poco meno dell’equivalente di 12.000 euro della 1.4 16v ai quasi 14.000 euro della 1.6 16v. La dotazione di serie, inoltre, era piuttosto completa e in linea con le vetture offerte in quel periodo: autoradio, alzacristalli elettrici, lunotto termico, interni in tessuto e velluto con trama colorata tipicamente anni ’90, cerchi in lamiera da 14 pollici, orologio, indicatore della temperatura esterna e chiusura centralizzata. Si potevano poi avere anche la radio CD, uno spoiler posteriore in tinta, retrovisori elettrici, interni parzialmente o completamente in pelle, sedili riscaldabili, tetto apribile elettrico e anche la possibilità, molto strana, di acquistare l’auto con la guida a destra.
A distanza di dieci anni dalla presentazione della Tigra, nell'autunno del 2003, viene ufficializzata la notizia dell'uscita di una "nuova Tigra". Questo avvenne nell'ottobre 2004, esattamente 10 anni dopo l'uscita della Tigra "A". La sostituta proposta dalla Casa, la Tigra TwinTop coupé-cabriolet, non scaldò i cuori come la prima, ormai mitica Tigra. Oggi, la prima generazione di Opel Tigra è una classica per il futuro, già nel mirino di tanti appassionati. La coupé tedesca è rimasta nell’oblio per diversi anni, passando di mano a cifre contenute. Nonostante si trovino ancora esemplari molto vissuti a prezzi bassi, per portarsi a casa una Opel Tigra in buono stato la richiesta è cresciuta, rendendola una delle youngtimer più interessanti sia per un collezionista ma anche per chi vuole utilizzare l’automobile tutti i giorni in un mondo ormai popolato di SUV.
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