Nata nel 1999 e rinnovata completamente nel 2005, la Opel Zafira ha saputo macinare numeri da record per un decennio, affermandosi come una delle monovolume più apprezzate sul mercato. Nel 2008, la Zafira ha ricevuto un aggiornamento che, pur mantenendo l'eleganza sobria del modello, ha introdotto significative innovazioni "sotto pelle" e leggere modifiche estetiche. Questo articolo esplora le caratteristiche e le peculiarità della Opel Zafira nel suo model year 2008, concentrandosi sulle sue motorizzazioni, le innovazioni tecnologiche e le impressioni di guida.
Un look affinato ma riconoscibile
Proprio come una donna di classe, la Zafira ha dimostrato che, avanzando con l'età, è preferibile non esagerare con il trucco o, peggio ancora, con il bisturi. Il piccolo restyling che si è concessa per il nuovo anno è stato quindi fatto in punta di matita. Le modifiche sostanziali hanno interessato il paraurti anteriore, alcuni particolari dei fari, la mascherina e le plastiche dei fari posteriori. Il nuovo profilo dello scudo anteriore prosegue l'andamento discendente del cofano e dei grandi fari introdotti con la seconda serie. Ora il frontale dell'auto è ancor più proteso verso la strada, più aggressivo, pur con linee più morbide rispetto alla precedente versione, che presentava linee decisamente più rigorose.
Il "b-side" della Zafira ha subito ancora meno cambiamenti. Le linee del posteriore, sebbene iniziassero a risentire del peso dell'età, sono state rinfrescate dai nuovi fari con plastiche trasparenti, che proseguono otticamente la larga fascia mediana cromata. Dal punto di vista del design esterno, la seconda serie della Zafira (Zafira B), debuttata nel 2005 al Salone dell'automobile di Ginevra, non faceva nulla per nascondere la sua parentela tecnica con l'Astra H: simili nel disegno erano i gruppi ottici anteriori di forma trapezoidale, così come la calandra con barra cromata nella zona superiore. Sotto di essi, spiccava il paraurti a tre prese d'aria trapezoidali a sviluppo orizzontale, con le due più esterne che montavano i fari fendinebbia. La vista laterale, a parte un design più attualizzato, non mostrava grandi particolarità, mentre la coda era caratterizzata dai nuovi gruppi ottici quadrangolari con plastiche divise da una sorta di grigliatura di colore chiaro. Il portellone era tagliato in due da una barra cromata che univa i due fari, mentre lo scudo paraurti aveva un aspetto più massiccio. Queste caratteristiche di base sono state mantenute e leggermente ritoccate nel model year 2008.

Innovazioni tecnologiche e sicurezza attiva
Le maggiori innovazioni del model year 2008 della Zafira sono da ricercare sotto la carrozzeria. Due nuove motorizzazioni hanno debuttato su questo modello, e nuovi accessori evoluti sono entrati a far parte della lista degli optional. Particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza attiva e al comfort di guida.
Gli ammortizzatori a controllo elettronico, sebbene possano sembrare eccessivi su un'auto sostanzialmente tranquilla come la Zafira, rivelano la loro importanza se si considera la stretta connessione tra la loro logica di controllo e tutti gli altri sistemi di sicurezza elettronici presenti di serie sull'auto, come l'ESP (Electronic Stability Program), il Traction Control, l'ABS (Sistema di frenata antibloccaggio) e il Cornering Brake Control. Questo dimostra che tutto è stato pensato principalmente in funzione del comfort e della sicurezza attiva, garantendo una guida più stabile e rassicurante in diverse condizioni. Per chi avesse velleità sportive, tuttavia, non mancava il "tastino" sportswitch, che permetteva di irrigidire l'assetto, la risposta dello sterzo e del motore (se era montato anche il servosterzo Easytronic), offrendo un'esperienza di guida più dinamica.
La Opel Zafira B condivideva pianale e meccanica con l'Astra H, in particolare con la sua variante SW, della quale riprendeva il pianale a passo allungato di 9 cm rispetto alle versioni berlina e coupé. È stata mantenuta quindi la stessa geometria delle sospensioni: avantreno di tipo MacPherson e retrotreno a ruote interconnesse con bracci longitudinali. L'impianto frenante prevedeva dischi sulle quattro ruote, dei quali quelli anteriori di tipo autoventilante, con ABS ed ESP. Questi elementi sottolineano l'attenzione di Opel per la dinamica di guida e la sicurezza dei passeggeri. Il test Euro NCAP del 2005 aveva confermato il buon livello di sicurezza del modello.
L'elenco degli optional comprendeva elementi come antifurto, fari allo xeno, interni in pelle, navigatore satellitare (questi quattro non disponibili per le versioni Club), cambio automatico (solo per il 1.9 CDTI da 120 CV), cambio robotizzato (solo per il 1.8 16v da 140 CV). I sensori di parcheggio, le sospensioni autoregolabili e la vernice metallizzata erano optional comuni a tutta la gamma, permettendo un'ampia personalizzazione del veicolo.
Un'offerta di motorizzazioni versatile
Nel 2008, la Zafira vantava una gamma completa di motorizzazioni, in grado di soddisfare diverse esigenze in termini di prestazioni, consumi e costi di esercizio. Le motorizzazioni a disposizione per la monovolume tedesca sono diventate ben sette, di cui tre diesel - con potenze da 110 a 150 cavalli - e quattro a benzina con cavalleria che passava dai 240 cavalli del duemila turbo OPC, ai soli 94 del millesei a metano.

Le novità diesel: 1.7 CDTI
Una delle principali novità meccaniche del restyling di fine 2007 (che ha interessato il model year 2008) è stato il debutto del nuovo 1.7 CDTI da 110 CV, che andò a sostituire il vecchio 1.9 CDTI da 101 CV. Questo motore, pur non essendo stato disponibile per una prova durante il lancio, si preannunciava come una scelta equilibrata considerando il rapporto tra prestazioni, consumi e costi di esercizio.
Per chi cercava prestazioni più vivaci, l'unica soluzione era indirizzarsi su una delle versioni equipaggiate con il diesel da 150 cavalli. Infatti, se si tralascia l'esclusiva OPC (perfino esagerata con i suoi 240 cavalli e l'assetto da kart), era il diesel "in prestito" da Fiat ad avere la potenza e la coppia giuste per offrire un po' di piacere alla guida. L'accelerazione e le riprese si facevano interessanti e rimaneva solo un po' di pigrizia fino ai 2.000 giri, a cui era facile porre rimedio grazie alla spaziatura azzeccata del cambio a sei marce. Per quanto riguarda gli allestimenti, il 1.9 CDTI da 150 CV fu proposto anche nell'allestimento intermedio Enjoy.
Nel 2009, il vecchio 1.9 CDTI da 120 CV venne sostituito dal nuovo 1.7 CDTI da 125 CV, continuando l'aggiornamento della gamma diesel.
I motori a benzina: tra efficienza e sportività
Il 1.6 a benzina da 105 CV venne sostituito dal 1.6 con potenza che aumentò a 115 CV, offrendo una maggiore brillantezza nella guida quotidiana. Va decisamente meglio il nuovo quattro cilindri 1600 a benzina che riesce ad avere la meglio della massa della Zafira, grazie ai venti cavalli in più e alla buona erogazione della coppia ottenuta con l'uso combinato della fasatura variabile e dei condotti d'aspirazione a lunghezza variabile. Se si usa l'accortezza di tenere il contagiri al di sopra dei 3.000 giri, quindi, ci si muove abbastanza spediti anche se, come rovescio della medaglia, il rumore del motore filtra un po' troppo all'interno dell'abitacolo, per poi ritornare più sommesso a velocità stabilizzata. Nel 2010, il motore 1.6 a benzina da 115 CV subì alcuni aggiornamenti per soddisfare la normativa Euro 5.
Per gli amanti delle prestazioni estreme, la Zafira offriva la versione OPC con un motore 2.0 turbo da 240 cavalli. Nel mercato italiano, il 2 litri turbo da 200 CV uscì da listino nel 2007, ma venne mantenuto in altri mercati. La Zafira OPC e la Zafira 1.9 CDTI da 150 CV vennero progressivamente eliminate da tutti i listini europei tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011.
L'alternativa ecologica: metano e GPL
La Zafira è stata pioniera nel campo delle alimentazioni alternative, offrendo soluzioni a metano e GPL. Fino alla fine dell'anno di debutto della Zafira B (2005), non vi furono altre novità nella gamma, a parte la presentazione, al Salone dell'automobile di Francoforte, della Zafira 1.6 EcoM. Tale versione bifuel benzina/metano venne resa disponibile su molti mercati europei tra il novembre del 2005 e la primavera del 2006. Il suo motore era una variante depotenziata del 1.6 Family I che vide la sua potenza scendere da 105 a 97 CV. Nel corso dell'anno tale motore venne ulteriormente depotenziato a 94 CV. Questo motore a metano, purtroppo, era stato criticato per le sue prestazioni modeste: la Zafira EcoM, sullo sprint dei cento metri, poteva fare a gara con il tipico mezzo pubblico asiatico.
Nel 2009, vi furono altre due novità "ecologiche": la Zafira EcoM Turbo, spinta da una versione sovralimentata del 1.6 bifuel benzina/metano che sostituì quello aspirato. In tale configurazione, il motore arrivava ad erogare 150 CV. A modo suo, è una monovolume “unica”: non ne esiste un’altra a metano, e con sette posti, capace di prestazioni così brillanti. E poi, l’alimentazione a gas abbassa i costi di utilizzo: secondo la Casa, questa Opel Zafira percorre in media 19,6 km con un chilogrammo di metano, e il carburante costa circa 0,85 euro. Dunque, sempre in base ai dati dichiarati (ottimistici, ma pur sempre indicativi) basterebbero 4,3 euro per coprire 100 km.
Altri vantaggi indiscutibili della versione a metano erano il diritto a un incentivo statale di 1.500 euro (fino al 31 dicembre 2009), in caso di rottamazione di un’auto Euro 0, 1 o 2; e lo sconto del 75% sul bollo (si pagavano 74 euro l’anno invece di 297). La Opel Zafira ecoM Turbo, infatti, per la legge italiana è un’auto a gas “monovalente”: ha cioè un serbatoio di benzina con una capacità inferiore ai 15 litri (ne contiene appena 14), e si ipotizza che vada sempre a metano. Purtroppo, l’autonomia era ridotta: per Opel, le bombole si svuotavano in 411 km, ma le colonnine del metano, in Italia, erano ancora poche (circa 700), e in certe zone non c’erano proprio.
L'altra novità a basse emissioni, sempre del 2009, fu la Zafira 1.8 GPL-Tech, spinta dal solito 1.8 da 140 CV, qui in versione bifuel benzina/GPL. Nel 2010, la Zafira EcoM con motore aspirato e la versione a GPL uscirono da alcuni listini europei, ma non da quello italiano, dove continuarono ad essere commercializzate.
Spazio e versatilità: il sistema Flex7
Il successo della Zafira è stato decretato fin dalla sua prima presentazione proprio dai sette posti disponibili e dall'intelligente sistema Flex7 di ripiegamento dei sedili, che non impone di lasciarli a casa quando è necessaria la massima capacità di carico. Questo sistema era stato ottimizzato al fine di conseguire una migliore abitabilità nei posti posteriori ed una maggior capacità di carico.
I quattro voluminosi contenitori del gas, nelle versioni a metano, stanno sotto il pavimento, in modo da non sottrarre neanche un centimetro ad abitacolo e baule. Secondo le necessità, quindi, si poteva viaggiare in sette, estraendo dal pavimento del bagagliaio i due sedili aggiuntivi (adatti a bambini e ragazzi); oppure sfruttare i 1820 litri di capacità di carico massima, aiutati da un accesso ampio e comodo. L'abitacolo era ben rifinito e realizzato con materiali che davano l'impressione di essere molto robusti, con rumori minimi provenienti dalla plancia o dai rivestimenti anche su strade sconnesse.
Tuttavia, alcune concorrenti offrivano un numero superiore di portaoggetti e maggiore praticità; per esempio, la fila centrale della Opel Zafira era composta da un divano, invece che da tre poltroncine regolabili separatamente. Internamente la Zafira B proponeva alcune soluzioni collaudate sulla vecchia generazione, primo fra tutti il sistema Flex-7, che consentiva una elevata modularità dei sette sedili e di conseguenza anche ampie possibilità di sfruttamento dello spazio interno. Nel complesso l'abitacolo appariva piuttosto sobrio, anche se più moderno. Particolare attenzione era stata dedicata a migliorare il livello di ergonomia: classico il disegno della consolle centrale, sovrastata da un display e completa di bocchette di aerazione e comandi per la climatizzazione e per l'impianto hi-fi; il cruscotto era a strumenti circolari circondati da una cornice cromata.
Opel Zafira Tourer MPV - Flex7 and Lounge seats (HD)
Impressioni di guida e comfort
La posizione di guida della Zafira godeva di ampie regolazioni in altezza e profondità sia per il volante sia per il sedile. Ciò nonostante, trovare una posizione in cui il volante non fosse troppo orizzontale e le gambe non troppo piegate non era semplicissimo, con la seduta che rimaneva sempre un po' troppo alta. In compenso, la visibilità in questo modo veniva avvantaggiata in tutte le direzioni. Il posto guida, molto confortevole, era però un po’ “da furgone”, con il volante piuttosto orizzontale.
La Zafira non era propriamente un "macchinino" e alla guida bisognava farsi un po' l'occhio alle dimensioni. Ma era solo un'impressione: dopo poco tempo ci si trovava a guidare in scioltezza, facendo affidamento sulla buona manovrabilità dei comandi principali. Lo sterzo avrebbe potuto essere più leggero in manovra, ma per il resto non prestava il fianco a critiche particolari, mentre i freni erano tarati per evitare troppi scossoni ai passeggeri con un attacco morbido e una corsa abbastanza lunga. Le sospensioni “lisciavano” le buche a dovere, pur mantenendo la rigidità necessaria per garantire una guida facile e sicura (tra l’altro, l’ESP era di serie). Il cambio era morbido da manovrare, ma si potrebbe desiderare una corsa della leva più corta.
Qualche critica andava anche alla visibilità: il montante anteriore sinistro disturbava nelle curve strette e i retrovisori esterni erano piccoli. Pecche che la Zafira si faceva perdonare con finiture e materiali di buon livello, sebbene gli interni risultassero solo un po’ troppo seriosi, nonostante l'introduzione di pannelli verniciati sulla consolle centrale e le bocchette d'aerazione.
Guidando la Opel Zafira 1.6 ecoM Turbo, il miglior complimento che le si poteva fare era che non sembrava un’auto a metano; il motore era brillante, soprattutto ai bassi e medi regimi, e rispondeva con prontezza ai comandi del… gas. In più, era silenzioso, grazie anche alla sesta “lunga” che permetteva di viaggiare in autostrada a 130 km/h a soli 2700 giri.
Listino prezzi e allestimenti
Nel 2008, trovare la Zafira più adatta alle proprie esigenze e al proprio portafoglio non era difficile. Il listino prezzi, infatti, partiva dai 20.350 euro della Club con motore 1.6 da 115 cavalli, per arrivare ai 27.050 euro della versione Cosmo dotata del diesel da 150 cavalli. Chi voleva il cambio automatico doveva mettere in conto 1.500 euro in più se aveva scelto un diesel (120 o 150 cavalli), mentre per non avere la frizione su un benzina l'unica possibilità era la 1.800 da 140 cavalli con cambio robotizzato, a partire da 23.950 euro.
Nel mercato italiano, il 2 litri turbo da 200 CV uscì da listino nel 2007. Per quanto riguarda gli allestimenti, il 1.9 CDTI da 150 CV fu proposto anche nell'allestimento intermedio Enjoy. Inoltre, le versioni Cosmo persero i mancorrenti sul tetto. Poche modifiche di dettaglio furono apportate nell'abitacolo. Nel 2009 venne eliminato l'allestimento Club.
La seconda generazione della Zafira (Zafira B) ha continuato ad affiancare la nuova Zafira Tourer, presentata al Salone di Francoforte del 2011, come modello economico e più compatto, dal momento che il nuovo modello si è posizionato un gradino più in alto, sia per ingombri che per prezzo. Questo testimonia la duratura rilevanza della Zafira B nel panorama delle monovolume.