L'Italia e la Produzione di Farine di Insetti: Un Panorama in Evoluzione

L'Italia ha recentemente regolamentato l'utilizzo di farine di insetti come ingredienti per l'alimentazione umana, segnando un passo significativo nell'integrazione di questi "novel food" nella dieta europea. Questa normativa, che segue le autorizzazioni già concesse dall'Unione Europea, apre nuove prospettive per la produzione e il consumo di alimenti a base di insetti nel paese.

Insetti commestibili autorizzati in UE

Il Quadro Normativo Europeo e Italiano

L'Unione Europea ha già autorizzato il commercio di farine con insetti, riconoscendo quattro diverse specie che possono essere impiegate come nuovi alimenti. Si tratta della larva gialla della farina (larva di Tenebrio molitor), della Locusta migratoria, delle larve di verme della farina minore (Alphitobius diaperinus) e del grillo domestico (Acheta domesticus). I regolamenti specifici per la larva gialla delle farine, la locusta migratoria e il verme della farina minore sono stati pubblicati a giugno 2021, mentre il grillo domestico ha ricevuto l'autorizzazione con il regolamento uscito a gennaio 2023. L'autorizzazione per la commercializzazione della polvere di Acheta domesticus, comunemente nota come farina di grillo, ha aperto la strada alla sua vendita anche in Italia. Dal 24 gennaio, infatti, potrà essere commercializzata anche per uso alimentare. Il "semaforo verde" completa l'iter dopo che l'Unione europea aveva deliberato la commercializzazione del prodotto nel 2022 e l'autorizzazione alla vendita nel 2023.

In Italia, con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2023 dei quattro decreti del 6 aprile 2023, firmati dai ministeri dell’Agricoltura, delle Imprese e del Made in Italy e della Salute, sono entrate in vigore le disposizioni sull’utilizzo e sull’etichettatura degli alimenti contenenti queste farine di insetti. Il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato l'importanza di questi provvedimenti per tutelare i cittadini italiani, garantendo una corretta informazione per una libera e consapevole scelta nell'acquisto di determinati prodotti.

Dettagli sull'Etichettatura e la Vendita

Le regole introdotte dal governo italiano sono stringenti e rigidissime per i produttori, con l'obiettivo di informare minuziosamente i consumatori. Tutti gli alimenti a base di insetti dovranno presentare sulla confezione un'etichetta ben visibile che informerà chi acquista su: tipologia di insetto presente, quantità di insetti utilizzate, Paese d'origine e informazioni relative a rischi legati a reazioni allergiche.

Inoltre, i prodotti in questione devono essere posti in vendita in comparti separati, segnalati attraverso apposita cartellonistica. I decreti contengono anche sanzioni per i trasgressori. Questa attenzione alla trasparenza e all'informazione è volta a permettere ai consumatori di compiere scelte alimentari consapevoli. Le etichette italiane, infatti, sono state pensate per essere più chiare e precise rispetto a quelle europee, pur seguendo le direttive comunitarie (Reg. EU 1169/2011). In particolare, le etichette devono contenere il nome scientifico dell’insetto, il luogo di provenienza, la quantità e informazioni relative alla possibile allergenicità dell’alimento, specificando che "le persone allergiche ai crostacei, ai molluschi o agli acari della polvere potrebbero essere allergiche anche agli insetti".

I Prodotti e le Loro Caratteristiche Nutrizionali

Attualmente, sul mercato sono presenti quattro specie diverse di insetti approvate dall'UE, per un totale di sei autorizzazioni. Queste includono il verme giallo della farina (Tenebrio molitor) essiccato, la Locusta migratoria (Locusta migratoria) in polvere congelata, il verme giallo della farina (Tenebrio molitor) intero congelato, essiccato o in polvere, il Grillo domestico (Acheta domesticus) intero congelato, essiccato e macinato, il Grillo domestico (Acheta domesticus) in polvere parzialmente sgrassata della Cricket One, e le Larve del verme della farina minore (Alphitobius diaperinus larvae) intero congelato, essiccato, in pasta e in polvere della Ynsect.

Il contenuto nutrizionale specifico di questi Novel Food dipende dalla specie di insetto, dalla forma (essiccato, congelato o polvere) e dalle tecniche di produzione impiegate. Le valutazioni dell’EFSA riportano le tabelle dei nutrienti per ciascun prodotto autorizzato. In media, gli insetti e i loro derivati come le farine hanno un alto contenuto proteico (intorno al 60%) e di acidi grassi (principalmente acido palmitico, linoleico e oleico). Sono inoltre ricchi di minerali come calcio, sodio, magnesio, fosforo e potassio, e vitamine A, B12 ed E. Ad esempio, 100 g di grilli congelati contengono 60.3 g di proteine, mentre la farina di grillo ne contiene 75.3 g ogni 100 g. Anche tenendo conto dell'alto contenuto di chitina, i valori proteici rimangono elevati (rispettivamente 53,7 g e 64.2 g ogni 100 g). La farina di grillo è un'ottima fonte proteica, possedendo una media di oltre il 65% di proteine ad alto valore biologico. Risulta anche ricca di fibre, calcio, vitamina B12, ferro, fosforo e sodio. Per aumentare ancora di più l’efficienza proteica, una delle autorizzazioni è per la farina di grillo parzialmente sgrassata, ossia trattata con un procedimento che permette di separare i grassi dal resto della farina, riducendone la percentuale.

La farina di grillo, in particolare, è definita da alcuni un “super food” per la sua ricchezza di proteine (circa 3 volte il contenuto della carne), calcio, ferro, vitamina B12 e fibre, con quantità limitate di grassi e calorie.

Tabella comparativa valori nutrizionali

Modalità di Consumo e Potenziali Utilizzi

La farina di grillo sarà utilizzata in pasticceria e nella produzione di pasta fresca, con percentuali massime consentite già stabilite per vari utilizzi, come il 15% per le tagliatelle e l'8% per i biscotti. I fusilli agli insetti lanciati da Small Giants, ad esempio, ricordano quelli integrali, sono ricchi di proteine e tengono la cottura. La recente approvazione apre nuove opportunità di sviluppo per le imprese del settore.

Sebbene la farina di grillo e altri prodotti a base di insetti possano sostituire alcuni alimenti di origine animale, per adesso si tratta di un prodotto di nicchia, con un costo elevato, stimato tra 50 e 60 euro al chilo. Tuttavia, il professor Agostino Macrì suggerisce che i prodotti a base di insetti potrebbero integrare le produzioni di origine vegetale, contribuendo a ridurre l'impatto ambientale della produzione di soia e mais. L'allevamento controllato degli insetti, inoltre, potrebbe ridurre il consumo di animali selvatici, anche nei paesi asiatici, riducendo il rischio di contaminazioni e problemi per la salute.

Farina di Grillo: Siamo Stati Nella Prima Azienda Che la Produce In Italia

La Produzione Italiana: Nutrinsect

Nel nostro paese c'è chi è pronto a prendersi questa fetta di mercato. L'azienda marchigiana Nutrinsect di Montecassiano è la prima (e finora unica) azienda italiana che ha ricevuto l’autorizzazione per produrre, trasformare e commercializzare la farina di grillo destinata all’alimentazione umana. Il suo amministratore delegato, Josè Francesco Cianni, ha dichiarato che dal 29 gennaio 2024 il prodotto è distribuito dall'azienda di distribuzione Reire di Reggio Emilia e sarà disponibile per le aziende alimentari, oltre che per il settore alberghiero e di ristorazione.

Nutrinsect produce già due tonnellate di polvere al mese, con l'obiettivo di raggiungere le sei tonnellate entro la fine dell'anno, e nei prossimi due anni punta a produrne 400 tonnellate. La storia di Nutrinsect inizia nel 2011, quando Cianni, proveniente da una famiglia di allevatori tradizionali, legge un articolo scientifico in cui la FAO sostiene che le proteine alternative, tra cui quelle di insetti, svolgeranno un ruolo cruciale per garantire la sicurezza alimentare dei prossimi anni.

Dopo un percorso durato dieci anni, Nutrinsect è riuscita a mettere a punto un processo produttivo per allevare grilli e garantire bassissimi tassi di mortalità senza bisogno di usare farmaci né antibiotici. Il risultato è un prodotto con un profilo nutrizionale di alto livello che presenta diversi vantaggi anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale. La farina di grilli è ricca di proteine, ferro, calcio, vitamina B12 e fibre. Ma anche l’impatto sull’ambiente si riduce notevolmente, perché per produrre 1 chilo di farina di grilli servono molte meno risorse di quelle necessarie per un chilo di carne rossa. Ad esempio, per 1 chilo di carne servono 15mila litri di acqua, mentre per 1 chilo di farina di grilli ne bastano 5.

Allevamento di grilli per farina

I Precedenti e il Contesto Globale

La farina di grillo non è il primo "novel food" appartenente al mondo degli insetti a essere introdotto in Europa. Già nel giugno 2021 il regolamento di esecuzione UE 882 aveva autorizzato la commercializzazione della larva di Tenebrio molitor, conosciuta come tarme della farina, in forma essiccata. Dal dicembre 2023, in Italia sono disponibili prodotti alimentari contenenti quattro tipi di insetti: larva gialla, locusta migratoria, grillo domestico e verme della farina minore. Questi prodotti possono includere insetti congelati, essiccati o in polvere, seguendo la pratica già diffusa in altri paesi dell'Unione europea.

L'Unione Europea aveva già approvato la richiesta della Cricket One, un'azienda vietnamita, per la commercializzazione della farina di grillo in Europa. Nel luglio 2019, l'azienda fu la prima a presentare una domanda di autorizzazione in conformità con il regolamento "novel food", chiedendo di includere l'utilizzo della polvere in una varietà di prodotti alimentari come pane e cracker. Dopo una valutazione positiva da parte dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), la farina di grillo è stata autorizzata per l'immissione sul mercato dell'Unione europea.

Nel mondo, si consumano più di 1900 specie di insetti e, anche se nell’Unione Europea non c’è un consumo diretto di insetti e di larve diffuso, non si può ignorare che in Sardegna, ma anche in altre Regioni italiane, esistano dei formaggi con le larve della mosca casearia, la cui produzione, per motivi igienici, è stata proibita. Le popolazioni asiatiche, africane e dell'America Latina integrano comunemente prodotti a base di insetti nelle loro diete, da secoli. Questo è dovuto soprattutto alla ricerca di nuove fonti alimentari e sistemi di produzione alimentare che siano più sostenibili di quelli disponibili convenzionalmente. Si stima, infatti che, per soddisfare la crescente domanda di cibo, entro il 2050 la produzione alimentare complessiva dovrà essere aumentata di circa il 70% rispetto ai livelli del 2009 (FAO, 2009).

Mappa del consumo di insetti nel mondo

Sicurezza Alimentare e Aspetti Ambientali

Uno dei dubbi più frequenti sugli alimenti a base di insetti, e in particolare sulla farina di grilli, riguarda la loro sicurezza. Agostino Macrì spiega che la farina di grilli si ottiene macinando le larve dei grilli e può essere utilizzata per fare qualunque tipo di alimento come biscotti, dolci, pane, pasta. Si ottiene con una tecnica di allevamento e produzione molto precisa, non si utilizzano grilli selvatici, e il controllo è garantito. La tecnica di produzione è stata valutata e validata dall'EFSA, passaggio fondamentale per la messa in commercio dei "novel food", ovvero tutti quei prodotti e sostanze alimentari privi di storia di consumo “significativo” in UE, e che, quindi, devono sottostare ad un’autorizzazione per valutarne la loro sicurezza, prima della loro immissione in commercio.

La farina prodotta a partire dai grilli è fatta seguendo sempre le medesime procedure e dal punto di vista sanitario è ineccepibile: non ci sono organismi patogeni, micotossine, metalli pesanti, idrocarburi. L’unico problema potrebbe essere rappresentato dalla chitina, proteina contenuta nel carapace dei grilli che, nelle persone allergiche, può dare manifestazioni che vanno dal semplice eritema cutaneo allo shock anafilattico, come vale per molti altri prodotti (arachidi o crostacei ad esempio). Un uso prolungato e frequente, anche per chi non è allergico, potrebbe portare a una sensibilizzazione verso il prodotto.

Oltre agli aspetti nutrizionali e di sicurezza, l'approvazione delle farine di insetti offre vantaggi significativi per la sostenibilità ambientale. La coltivazione di insetti richiede meno terra, acqua e cibo rispetto alla produzione di carne tradizionale. Gli insetti sono noti per la loro capacità di crescere rapidamente e con un minimo impatto ambientale. L'allevamento di insetti è generalmente associato a un minore utilizzo di terra e acqua e a livelli più bassi di emissioni di gas serra rispetto all’allevamento convenzionale, rendendolo attraente dal punto di vista della sostenibilità ambientale. D’altra parte, il cambiamento climatico sta già influenzando la nostra capacità di mantenere la produzione alimentare riducendo le rese e la qualità dei raccolti. Gli insetti potrebbero essere una soluzione. Per contro, c’è da dire che gli insetti possono assorbire diversi metalli pesanti, e cibandosi di piante, anche insetticidi e altri prodotti utilizzati per la fertilizzazione (nel caso di raccolta in natura), aspetto che richiede controlli rigorosi nelle filiere produttive.

Accettazione del Consumo e Future Prospettive

L’atteggiamento dei consumatori occidentali nei confronti degli insetti è spesso caratterizzato da rifiuto per motivi psicologici e disgusto. Tuttavia, una ricerca condotta dalla SIMAU e dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali (D3A) dell’Università Politecnica delle Marche nel 2022 ha esplorato l’accettazione da parte dei consumatori degli insetti commestibili come cibo da un punto di vista psicologico, per identificare come diversi elementi visivi possono modellare diverse personalità dei consumatori. Un test di degustazione ha rivelato che l'etichettatura può influenzare la percezione, con partecipanti che accettavano di assaggiare pane etichettato come "contenente insetti" pur essendo identico a quello senza tale etichetta.

Nonostante i pregiudizi, i produttori italiani come Nutrinsect sono ottimisti. Jose Cianni, fondatore e CEO dell’azienda, sottolinea che non puntano a sostituire gli altri alimenti, ma che le loro proteine vogliono essere un’alternativa a quelle più comuni e alle prossime che arriveranno in futuro. La paura che il Made in Italy venga minato dalla diffusione di questi prodotti della tradizione orientale è stata sollevata da molti, anche da esponenti politici. Tuttavia, il professor Agostino Macrì ritiene che il Made in Italy non sia minato dalla farina di grilli o prodotti simili, soprattutto considerando che il concetto di Made in Italy è spesso più complesso di quanto si pensi, con molte materie prime di prodotti "italiani" che provengono dall'estero.

L'introduzione delle farine di insetti è un esempio di come l'alimentazione sia in continua evoluzione. Molti cibi che oggi consumiamo quotidianamente, come i pomodori prima della scoperta dell'America, sono stati in passato "nuovi alimenti". Con l'arrivo sugli scaffali dei supermercati italiani di prodotti contenenti farina di insetti, i consumatori avranno la libertà di scegliere se integrarli o meno nella loro dieta, supportati da un'etichettatura chiara e da comparti di vendita dedicati.

Scaffale di supermercato con prodotti a base di insetti

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