Come è noto, la Tabella Euro delle auto è ormai diventata un punto di riferimento fondamentale su più fronti, influenzando la circolazione dei veicoli, gli incentivi all'acquisto e persino il valore residuo delle vetture. Conoscere la collocazione di un veicolo all'interno della Tabella Euro diventa cruciale, sia in ottica di utilizzo che di acquisto. Ignorare la propria classe Euro potrebbe infatti tradursi in una multa per aver utilizzato l'auto durante un giorno di blocco, con sanzioni economiche che possono arrivare fino a 658 euro. Le classi ambientali Euro indicano i livelli emissivi delle vetture, una caratteristica fondamentale per la scelta di macchine ecologiche ed efficienti.

Tutti i veicoli sono valutati in base alle emissioni di gas climalteranti, in particolare anidride carbonica (CO2), ossidi di azoto (NOx) e particolato (PM). Le classi Euro delle auto suddividono i veicoli in base a queste emissioni, obbligando i costruttori a produrre autovetture sempre più sostenibili grazie a norme più severe e restrittive. Questi standard prevedono diverse categorie ambientali per i veicoli, in base alle quali la politica, i privati e le aziende possono definire le proprie strategie di sostenibilità.
L'Importanza delle Classi Ambientali Euro
Le classi ambientali Euro sono state introdotte per incentivare il settore dell'automotive a progettare vetture sempre più ecologiche ed efficienti. Al contempo, i consumatori sono stati stimolati all'acquisto di auto sostenibili attraverso strategie come la regolazione del traffico dei veicoli e la concessione di contributi economici in base alla categoria emissiva. È quindi importante conoscere la tabella Euro auto, poiché scegliere un'auto Euro 6, ad esempio, significa poter usufruire non solo degli incentivi all'acquisto, ma anche essere certi di poter circolare nei centri cittadini nei giorni di blocco del traffico.
Le imposte, il cosiddetto bollo auto e altre imposizioni o incentivi, vanno in proporzione alla classe Euro, rendendone la conoscenza ancora più rilevante.
Come Verificare la Classe Euro del Proprio Veicolo
Per sapere la classe ambientale dell'auto è possibile utilizzare diverse vie, tutte abbastanza veloci.
Dal Libretto di Circolazione
Il primo modo, nonché il più semplice, consiste nel leggere le informazioni presenti sul libretto di circolazione. Le automobili prodotte negli ultimi anni presentano la propria classe Euro di riferimento nella riga V.9. Per i veicoli più anziani, invece, l'informazione è riportata nel secondo riquadro. Fino al 2021, la rottamazione era legata all'anzianità del veicolo in possesso. Sui libretti sono riportate, secondo i casi, la classe vera e propria o la normativa di riferimento, corrispondente alla classe emissioni rispettata al momento dell'immatricolazione. Sulla terza facciata del libretto sono invece riportate diciture come "RISPETTA DIRETTIVA CEE 2003/6/CE-B (Euro 4)" oppure "RISP. REG.". L'indicazione è contenuta nella parte bassa del documento. È quindi possibile capire rapidamente come è stata omologata la propria vettura effettuando un semplice controllo della carta di circolazione o del nuovo DU, il documento unico di circolazione e di proprietà.

Dal Portale dell'Automobilista
In alternativa, è possibile controllare la classe Euro dell'auto anche senza il libretto. È sufficiente conoscere il modello del veicolo e la targa: con questi due dati sarà sufficiente collegarsi al Portale dell'Automobilista, il sito ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per le informazioni e le pratiche automobilistiche. Una volta registrati al portale, è possibile controllare sia il consumo medio e le emissioni ufficiali del veicolo, sia la classificazione Euro dell'auto dalla targa, per sapere la classe ambientale del proprio veicolo o di un'altra autovettura. Basterà cliccare sul link dedicato ai servizi online, selezionare successivamente il titolo "verifica classe ambientale veicolo", ed inserire il tipo di veicolo ed il numero di targa per conoscere la classe di omologazione della vettura.
Come Trovare la classificazione ambientale dei veicoli?
Classificazione delle Emissioni Euro: Dalla Euro 0 alla Euro 6D Full
Le classi ambientali, contraddistinte dalla sigla Euro, si riferiscono a specifiche direttive europee che stabiliscono i criteri sulle emissioni inquinanti dei veicoli. Le prime categorie sono state introdotte a partire dal 1992 con l'integrazione dei catalizzatori, fino a giungere ai più efficienti motori a benzina e diesel appartenenti alle sottocategorie delle classi Euro 6. Ogni direttiva obbliga le case automobilistiche a ridurre la quantità di CO2 emessa dalle auto e rilasciata nell'atmosfera, adottando nuove tecnologie per il trattamento dei gas di scarico.
Euro 0: Le Auto Pre-Standard
Le auto Euro 0 sono tutte quelle immatricolate prima del 31 dicembre 1992 e non presentavano nessun sistema per filtrare i gas di scarico. Di norma, erano prive di sistemi di abbattimento scarico, a carburatore o iniezione che fossero, e utilizzavano benzine al piombo, risultando tra i più inquinanti per la mobilità urbana. Oggi sono vietate in molte ZTL italiane e soggette a restrizioni di circolazione sempre più stringenti.
Euro 1: L'Inizio dell'Era Catalitica
Rientrano nella classe Euro 1 tutte le automobili immatricolate a partire dal 1° gennaio 1993. Si tratta quindi delle prime automobili che hanno dovuto rispettare al momento dell'omologazione dei precisi standard definiti a livello europeo, in base alla direttiva 91/441/CEE, che ha costretto le aziende a montare sulle macchine le marmitte catalitiche, oppure per i modelli diesel l'alimentazione a iniezione. Questo ha ridotto sensibilmente gli ossidi di azoto. Le auto Euro 1 sono conformi a norme come 83/351 Ce rif. 91/441 Ce, 88/77 Ce rif. 91/441 Ce, 88/436 Ce rif. 91/441 Ce, 89/458 Ce rif.
Euro 2: Un Passo Avanti nel Controllo delle Emissioni
La classe ambientale Euro 2 designa le auto immatricolate dopo il 1° gennaio 1997, quando l'entrata in vigore della direttiva 94/12 impose un'ulteriore riduzione delle emissioni di CO2 ai veicoli prodotti.
Euro 3: L'Introduzione dell'EOBD
Alla classe Euro 3 appartengono tutte le auto immatricolate a partire dal gennaio del 2001, con soglia massima di 2,3 grammi di emissioni di anidride carbonica per chilometro. La sigla Euro 3 è entrata in vigore con la direttiva 98/69/CE e introdusse l'EOBD (European On-Board Diagnostic), un sistema di diagnostica di bordo che monitora e segnala, tramite apposite spie auto, l'efficacia dei dispositivi di filtraggio, segnalando eventuali malfunzionamenti. Questo ha permesso una manutenzione puntuale e un mantenimento delle emissioni ai livelli iniziali di omologazione. Le auto Euro 3 rispettano norme come 98/69 Ce, 98/77 CE rif 98/69 Ce, 99/96 Ce, 99/102 Ce rif. 98/69 Ce, 2001/1 Ce rif.
Euro 4: Standard Più Stringenti e Restrizioni Crescenti
Rientrano nella classe ambientale Euro 4 tutte le vetture immatricolate a partire dal 1° gennaio del 2006 e fino al 2009. Questo standard di emissioni ha sostituito il precedente Euro 3. Di fatto, questa classe è stata creata a partire dalla stessa direttiva europea dell'Euro 3, ovvero la direttiva 98/6B, ma interpretata in modo più stringente, e quindi con una soglia più bassa di emissioni di CO2 per contrastare l'inquinamento atmosferico all'interno delle città.
Le auto Euro 4 sono quelle immatricolate dal 1° gennaio 2006 fino al 2009. Si tratta di veicoli in linea con le direttive Euro 3, ma che rispettano soglie più basse per le emissioni di CO2 al fine di ridurre l'inquinamento atmosferico nelle città.
Va detto che, in alcuni casi, per le auto Euro 4 è ancora oggi possibile circolare liberamente durante i giorni di blocco del traffico. Tuttavia, i veicoli Euro 4 sono tra i modelli più diffusi in Italia, attrezzati con tecnologie e dispositivi per l'abbattimento delle emissioni inquinanti (smog) non più adeguati agli standard attuali. Oggi la circolazione delle auto Euro 4 è fortemente limitata in molte zone, soprattutto i veicoli diesel Euro 4, per i quali è previsto il blocco in molte regioni a partire dal 2022. Si tratta di misure antismog per incentivare l'utilizzo di auto meno inquinanti con motore a combustione, oppure il passaggio verso le vetture ecologiche elettriche e ibride.
Per capire se la propria auto è Euro 4 bisogna controllare la carta di circolazione, verificando il tipo di omologazione della vettura in base alle direttive europee cui il veicolo rispetta. Un veicolo Euro 4 deve essere omologato in base ad una delle seguenti direttive comunitarie, secondo quanto specificato dalla carta di circolazione della vettura, in particolare nel riquadro 2 al rigo V9: Direttiva 98/69 CE B, Direttiva 98/77 CE rif. 98/69 CE B, Direttiva 1999/96 CE B, Direttiva 1999/102 CE rif. 98/69 CE B, Direttiva 2001/1 CE rif. 98/69 CE B, Direttiva 2001/27 CE B, Direttiva 2001/100 CE B, Direttiva 2002/80 CE B, Direttiva 2003/76 CE B. È importante notare che il veicolo rientra nella classe di omologazione EURO 4 solo se la Direttiva di riferimento è accompagnata dalla lettera B.

I limiti alla circolazione delle auto Euro 4 sono già una realtà in diverse regioni:
- Lombardia: dal 1° ottobre al 31 marzo è in vigore il blocco ai veicoli diesel Euro 4 nei Comuni in fascia 1 e nei Comuni in fascia 2 con più di 30.000 abitanti (Lecco, Varese, Abbiategrasso, Vigevano, S. Giuliano Milanese). Sono previste agevolazioni con soglie chilometriche per i veicoli iscritti al programma MoVe-In.
- Veneto: il piano antismog prevede gli stati di allerta verde, giallo e rosso a seconda delle concentrazioni di Pm10. Per i veicoli diesel Euro 4 lo stop scatta anche con l'allerta verde, la meno restrittiva, secondo i dati effettuati dal monitoraggio dell'ARPA. Il divieto alla circolazione può scattare in specifici periodi tra ottobre e aprile.
- Piemonte: dal 15 settembre al 15 aprile sono previsti una serie di divieti e restrizioni alla circolazione dei veicoli diesel Euro 4, tra cui lo stop alla circolazione dalle ore 8.00 alle 19.00 dal lunedì al venerdì nei giorni feriali. Sono previste anche misure speciali in caso di superamento dei limiti per le Pm10, tra cui il blocco dei diesel Euro 4 anche nei giorni festivi e il sabato fino allo stop anche per i veicoli diesel Euro 5.
- Emilia-Romagna: il Piano Aria Integrato Regionale (PAIR) prevede il blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 4 dal 1° ottobre al 30 aprile. Sono pianificati anche eventuali stop alla guida delle auto diesel Euro 5 in occasione di eventi come le domeniche ecologiche.
- Lazio: i veicoli diesel Euro 4 a Roma sono soggetti a restrizioni alla circolazione soltanto in caso di misure emergenziali, quindi eventuali blocchi scattano soltanto in caso di superamento delle soglie critiche di inquinamento atmosferico a partire dall'8° giorno consecutivo. È invece sempre valido il blocco alle auto Euro 3 diesel nei giorni feriali nella ZTL dell'anello ferroviario.
Euro 5: La Penultima Generazione Endotermica
Attualmente, la seconda riga nella Tabella Euro auto è occupata dalle automobili Euro 5, ovvero di tutti quei veicoli che sono stati omologati nel periodo compreso tra l'1 settembre 2009 e il 2014. Più precisamente, sono da considerarsi Euro 5 tutte le automobili omologate dopo il suddetto settembre del 2009 e immatricolate a partire dal gennaio del 2011. Anche qui si trova una suddivisione interna, tra Euro 5A e Euro 5B, sottoclasse che è stata introdotta nel 2012.
La classe Euro 5, avente validità per tutti i veicoli omologati dal 1° gennaio 2011, ha introdotto riduzioni significative del particolato e degli NOx grazie ad appositi filtri DPF e sistemi SCR più efficienti. Chi è proprietario di queste auto può godere di una certa tranquillità, in quanto, in generale, può circolare senza restrizioni. Tuttavia, già per le automobili Euro 5 possono scattare dei problemi in caso del blocco del traffico. Un esempio concreto è per esempio il blocco del traffico imposto a Padova poche settimane fa per i livelli di smog: in quel caso sono stati bloccati anche i veicoli Euro 5 diesel commerciali. Solo le auto diesel Euro 5 fanno eccezione, visto che anche questa categoria viene spesso colpita dai blocchi del traffico per ridurre l'inquinamento cittadino.
Nel dettaglio, fanno parte di questa categoria i veicoli che sulla carta di circolazione sono omologati secondo le seguenti direttive europee: 2005/55/CE B2, 2006/51/CE rif. 2005/55/CE B2, 2006/51/CE rif. 2005/55/CE B2 (ecol. migliorato) oppure Riga C, 1999/96/CE fase III oppure Riga B2 o C, 2001/27/CE Rif. 1999/96 Riga B2 oppure Riga C, 2005/78/CE Rif 2005/55 CE Riga B2 oppure riga C, 2006/81 CE rif. 2005/55 CE riga B2, 2006/81 CE rif. 2005/55 CE riga C (ecol. migliorato), 715/2007, 692/2008 ( Euro 5 A ), 715/2007, 692/2008 ( Euro 5 B ), 2008/74/CE rif. 2005/55/CE riga B2, 2008/74/CE rif. 2005/55/CE riga B2 (ecol. migliorato), 2008/74/CE rif. 2005/55/CE riga B2 (con disp. anti-part) 1.9.2009 per omologazione 1.1.2011 per immatricolazione.
Euro 6: La Cima della Tabella, con le Sue Suddivisioni
Le automobili più recenti ricadono tutte sotto il cappello della classe Euro 6. In cima alla Tabella Euro auto ci sono quindi le auto meno inquinanti, ovvero nello specifico i veicoli omologati a partire dal settembre del 2015. Come è noto, la classe Euro 6 è a sua volta divisa in Euro 6A, 6B, 6C e 6D (Euro 6D full dal 2020); le varie suddivisioni vengono fatte in base alle emissioni verificate al momento dell'omologazione.
- Euro 6A: veicoli immatricolati da gennaio 2016, con emissioni di CO2 fino a 0,5 g/km per i diesel e 1 g/km per i benzina, mentre le soglie di emissioni di NOx sono 0,080 g/km per i diesel e 0,060 per i benzina e quelle di particolato (PM) 0,005 g/km per entrambe.
- Euro 6B: rispettano limiti più severi, con soglie per le emissioni di PM ridotte a 0,0045 g/km sia per i diesel che per i benzina.
- Euro 6C: obbligatoria da settembre 2018, prevede un valore di PM per le vetture a benzina pari a 6×1011/km. L'omologazione delle auto Euro 6C prevede che il livello delle emissioni venga rilevato tramite prova su strada seguendo il nuovo ciclo WLTP.
- Euro 6D-Temp: con l'omologazione Euro 6D-Temp si misurano gli inquinanti in base ai cicli di omologazione WLTC, che fanno parte della procedura WLTP, e al test RDE utilizzato al posto del vecchio NEDC.
- Euro 6D full: dal 2020.
La classe Euro 6 ha ulteriormente diminuito i livelli delle emissioni grazie al trattamento dei gas di scarico, con sistemi come le valvole EGR e SCR o speciali additivi, e include le macchine che adottano il ciclo WLTP per misurazioni più realistiche. Le vetture ricadenti nella tabella Euro 6 possono beneficiare degli incentivi governativi, come previsto dall'Ecobonus auto per i veicoli meno inquinanti, in cui sono comprese anche le auto Euro 6 con emissioni di CO2 da 61 a 135 g/km. Chi è alla ricerca di incentivi per l'acquisto dell'automobile deve ovviamente guardare a questa classe, e in particolare alle automobili Euro 6 con le emissioni più contenute.
Va peraltro fatta una distinzione non da poco tra le vetture Euro 6 a benzina e le vetture della stessa classe alimentate invece a gasolio. Come è noto, infatti, negli ultimi anni c'è stata una crociata contro i motori diesel, che si riflette spesso nella differenziazione tra le due tipologie di propulsore nel caso di blocchi del traffico. A seconda dei casi, alcuni enti possono imporre limitazioni diverse (come il blocco della circolazione o una tassa) a modelli di auto anche Euro 6 ma che siano diesel, questo per una scelta politica anche se tecnicamente la classe è la medesima di auto a benzina. Allo stato attuale le auto benzina dotate di motore tradizionale rientrano negli standard della normativa Euro 6 e possono ancora circolare senza problemi in caso di blocchi del traffico. La lotta al diesel, al contrario, prosegue senza interruzioni di colpi. Questi motori sembrano essere considerati dai legislatori gli unici responsabili dell'inquinamento cittadino e spesso vengono colpiti da provvedimenti molto stringenti anche a fronte di emissioni davvero contenute.
La Fiat Panda del 1999 e la Sua Classe di Emissione
Considerando le date di entrata in vigore delle normative Euro, una Fiat Panda immatricolata nel 1999 rientrerebbe nella classe di emissione Euro 2. Questa classe, come visto, è valida per le automobili immatricolate a partire dal 1° gennaio 1997.
Questo significa che la Fiat Panda del 1999 non dispone delle tecnologie di abbattimento delle emissioni presenti nelle classi Euro successive e, di conseguenza, sarà soggetta a un numero crescente di restrizioni alla circolazione, specialmente nelle Zone a Traffico Limitato (ZTL) e nelle Low Emission Zones (LEZ) delle città italiane ed europee.
Impatto del Livello Euro su Circolazione, Costi e Sostenibilità
L'aggiornamento a una nuova classe Euro incide su circolazione, costi e sostenibilità. Legislatori e amministrazioni locali revisionano periodicamente i limiti di accesso alle aree urbane in base alle emissioni, determinando permessi e divieti.
Accesso alle ZTL e Zone a Basse Emissioni
Le Zone a Traffico Limitato (ZTL) e le Low Emission Zones (LEZ) privilegiano i veicoli Euro più recenti, con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'aria cittadina. Molte aree escludono progressivamente auto fino a Euro 4, permettendo l'ingresso solo a modelli Euro 5, 6 o superiori. Tale distinzione è consultabile sulle pagine istituzionali dei rispettivi Comuni. Questo approccio incentiva l'aggiornamento del parco auto verso soluzioni elettrificate o ibride, riducendo congestione e polveri sottili, pur richiedendo una pianificazione di viaggi e spese in base alle normative locali. Per una Fiat Panda del 1999 (Euro 2), l'accesso a molte di queste zone è già fortemente limitato o del tutto precluso.
Valore Resideo e Incentivi
Il livello della sigla Euro di un veicolo influisce anche sul prezzo di mercato al momento della vendita: più avanzata è la classe, maggiore è il valore residuo. È per questo che i veicoli Euro 6 mantengono quotazioni più alte, grazie alla compatibilità con regolamenti vigenti e alle prestazioni ecologiche. In Italia, gli incentivi statali e regionali spingono l'acquisto di modelli a basse emissioni, offrendo bonus fino a 5.000€ per chi rottama auto ante Euro 4. Le esenzioni dal bollo per due o tre anni favoriscono ulteriormente i proprietari di auto Euro 6 e superiori. Tali agevolazioni riducono l'onere finanziario e premiano la scelta di veicoli più puliti. Per una Fiat Panda Euro 2, invece, il valore residuo è notevolmente più basso e non sono previsti incentivi per l'acquisto, se non come veicolo da rottamare per l'acquisto di un'auto più ecologica. Fino al 2021, infatti, la rottamazione era legata all'anzianità del veicolo in possesso. Sono previsti incentivi fino a € 3.500 se si rottama un veicolo con più di 10 anni di vita.
Emissioni e Sostenibilità
Il passaggio a classi Euro più recenti comporta significative riduzioni di CO₂, NOx e particolato, soprattutto merito dell'adozione di tecnologie come SCR (Selective Catalytic Reduction) e DPF (Diesel Particulate Filter) che garantiscono emissioni conformi ai limiti WLTP in condizioni reali di guida. Inoltre, l'evoluzione verso powertrain ibridi, plug-in e completamente elettrici favorisce l'azzeramento delle emissioni allo scarico, supportando gli obiettivi UE per la neutralità climatica. Questo percorso tecnologico si integra con la rete di ricarica e i sistemi di gestione energetica dei veicoli, ottimizzando consumi e riducendo l'impatto ambientale lungo tutto il loro ciclo di vita. La Fiat Panda del 1999, essendo Euro 2, non beneficia di queste tecnologie avanzate e contribuisce in misura maggiore all'inquinamento atmosferico rispetto ai veicoli moderni.
Prospettive Future: Euro 7 e Mobilità Sostenibile
Lo standard Euro 7, previsto per luglio 2025, rappresenta un ulteriore salto in avanti nel controllo delle emissioni inquinanti. I nuovi limiti copriranno anche particolato derivante da freni e pneumatici, oltre a regolamentare le emissioni sonore. Verranno inoltre introdotte misurazioni più stringenti e prescrizioni sulla durata minima delle batterie nei veicoli elettrici. Innovazioni che puntano a favorire una mobilità realmente sostenibile, spingendo i costruttori a sviluppare soluzioni integrate con l'obiettivo di allinearsi agli impegni europei di riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030.

A partire da luglio 2025, Euro 7 imporrà tagli fino al 50% delle emissioni di NOx rispetto a Euro 6, con soglie particellari equiparate a quelle del particolato fine. Saranno regolamentate anche le emissioni di particolato da usura di freni e gomme, finora non normate, misurate tramite protocolli RDE (Real Driving Emissions). Le case dovranno garantire affidabilità dei sistemi antiparticolato e soluzioni di recupero energetico, nonché un riciclo efficiente delle batterie.
Noleggio a Lungo Termine come Soluzione per Rimanere Aggiornati
Una facile soluzione per adeguarsi alle mutevoli norme anti-inquinamento è il noleggio a lungo termine, una formula che consente di cambiare l'auto ogni 3-4 anni e scegliere sempre un veicolo compatibile con le ultime normative europee e italiane. Questo permette di evitare le restrizioni alla circolazione e di beneficiare delle tecnologie più recenti e meno inquinanti, senza doversi preoccupare della svalutazione del veicolo o degli oneri legati alla proprietà.