La Sardegna, celebre per le sue coste mozzafiato e le spiagge idilliache, nasconde un cuore selvaggio e un entroterra ricco di fascino, storia e cultura. Per coloro che amano viaggiare all'insegna della scoperta e dell'avventura, l'isola offre una rete di strade panoramiche e passi montani che rivelano un volto inaspettato, lontano dalla frenesia delle località balneari. La vera essenza della Sardegna, per chi ama viaggiare, si trova spesso nel "viaggio in sé stesso", e le sue strade sono un invito a esplorare paesaggi antichi, villaggi autentici e opere d'arte inaspettate.

La Strada Statale 125 Orientale Sarda: Un'odissea da sud a nord
La Strada Statale 125, conosciuta come Orientale Sarda, è un percorso storico che attraversa quasi tutta la lunghezza della costa orientale dell'isola, unendo il sud e il nord della Sardegna. Costruita a partire dal tracciato originario di una strada regia della metà dell'Ottocento, la SS125 fu ultimata nel suo tracciato da Cagliari a Olbia (all'epoca Terranova Pausania) nel 1928. Successive modifiche ne hanno allungato e accorciato la lunghezza, portandola all'attuale estensione. Nonostante costeggi per quasi tutta la sua lunghezza la costa orientale, tocca il mare solo in pochissimi punti, essendo stata progettata in un'epoca in cui le aree costiere erano spesso malsane e la malaria mieteva vittime fino agli anni '50. Questa strada è un susseguirsi di paesaggi diversi che raccontano una Sardegna dalle mille sfaccettature, unendo Quartucciu, nell'hinterland di Cagliari, alle porte di Palau.
SS125 | Parco Nazionale del Golfo di Orosei | ARBATAX - BAUNEI - CALA GONONE - S.S. Orientale Sarda
Il tratto meridionale: Dalle porte di Cagliari a Villasimius
Il viaggio lungo la SS125 inizia da Quartucciu, nell'area metropolitana di Cagliari, dove la presenza del mare si percepisce anche se non è visibile. I primi 30 km scorrono rapidi, attraversando due importanti gallerie: la Murtineddu, all'altezza di Capitana e lunga 2,5 km, dotata di un avveniristico sistema antincendio automatizzato, e quella di Marapintau, di quasi 1300 metri. Queste consentono di raggiungere agevolmente l'area di Villasimius. Anche qui, il mare non è direttamente visibile, ma la sua vicinanza è palpabile, con il vento spesso caldo e la possibilità di captare una radio tunisina.
Nel Sarrabus-Gerrei: Tra arance e silenzi
Da Villasimius, lunghi rettilinei e altre gallerie, tra cui l'importante Gutturu Frascu di oltre 2,6 km, portano agevolmente dalla costa meridionale a quella orientale dell'isola. Siamo nel Sarrabus-Gerrei, un'area nota per le arance di Muravera e la spiaggia di Costa Rei. Superata Villaputzu, si aprono oltre 30 km di strada senza incontrare un solo paese. La SS 125 si presenta in buone condizioni, e la zona è gradevole, dominata dal verde, da colline e ampi terreni talvolta incolti, che ricordano le campagne spagnole dell'Estremadura. Pochissimi incroci punteggiano questo lungo pezzo di strada, e nessuna indicazione per qualche centro abitato compare (Tertenia è parecchio più avanti).
Il Salto di Quirra: Un luogo misterioso e poco abitato
La strada corre quasi parallela rispetto alla costa, ma a circa 5 km di distanza. Questa è l'area del Salto di Quirra, una delle meno abitate d'Italia. Un luogo quasi misterioso, la cui presenza di un poligono militare NATO contribuisce a mantenerlo poco frequentato. Questa zona della Sardegna è anche nota per le sue specialità dolciarie.
L'Ogliastra e il Supramonte: Bellezza selvaggia
Superati Tertenia e Cardedu, la SS125 si riavvicina alla costa a Bari Sardo. Poco dopo Lotzorai, la strada sale e si inerpica fino a Baunei, segnando l'inizio del Supramonte. Questo tratto, da Baunei e passando per Urzulei fino a Dorgali, è forse tra i 50 km più belli di tutta la SS125. Qui il silenzio è spesso assoluto e l'attenzione alla guida è d'obbligo. Si arriva al passo di Ghenna 'e Silana, dove un bar e la casa cantoniera appaiono all'improvviso dopo decine di chilometri di verde. È un punto ideale per fermarsi, sgranchirsi le gambe e ammirare il panorama: da una parte il Supramonte di Urzulei dal verde acceso anche d'estate, dall'altra una distesa di roccia a perdita d'occhio che in lontananza porta a vedere le montagne di un altro Supramonte più noto, quello di Orgosolo.

Il viaggio riprende, apparentemente più facile. Ma superata la cantoniera abbandonata di Bidicolai, si risale di quota e si arriva nel Supramonte di Dorgali. Qui la strada per 20 chilometri è quasi inghiottita dal verde del bosco, interrotto solo da un distributore di carburante che pare spuntato dal nulla. Poi ancora verde e silenzio. Dopo aver percorso circa 190 km, se il vostro viaggio non fosse cominciato in nave o in aereo, probabilmente non sareste sicuri di trovarvi in un'isola. E invece, all'improvviso, il mare. Superato il ponte sul Cedrino, dopo pochi chilometri, eccolo. Ma è solo un attimo. Poi di nuovo colline, verde, silenzio. Lungo la strada, gli incroci portano a spiagge fantastiche come Berchida e Capo Comino.
Verso il nord: San Teodoro, Porto San Paolo e Palau
Si arriva a San Teodoro, dove il traffico è sostenuto e decine di cartelli pubblicizzano hotel e residence. Al rettilineo che costeggia la laguna, l'odore deciso del mare annuncia l'arrivo a Porto San Paolo, dove nella rotatoria si trova l'Hotel Residence Porto San Paolo. Il mare sembra non essere mai veramente mancato. Ma il viaggio non è ancora finito, e uscendo dalla città si comprende che c'è ancora qualcosa da scoprire. La strada è di nuovo ricca di curve mentre ci si avvicina ad Arzachena. Certo, l'aria è diversa, ma il verde torna a ricordare che non si è in un atollo, ma nella seconda isola del Mediterraneo. Superati gli incroci per le aree più lussuose dell'isola, il viaggio sta per finire, nei pressi di Palau. Se c'è vento, la radio dell'auto potrebbe prendere qualche stazione radiofonica francese. Adesso il viaggio è veramente terminato. Si è percorsa l'isola in quasi tutta la sua lunghezza, si è visto il mare (poco) e si è passato la maggior parte del tempo immersi nella natura di questa terra. Si è scoperto un altro aspetto poco noto di questa isola, un po' come le sue spiagge nascoste.
Le strade panoramiche della Sardegna: Tesori nascosti
La Sardegna è conosciuta per le sue mete balneari paradisiache, ma in realtà l'isola ha da offrire molto di più. Qui la natura riesce ancora a essere la vera protagonista, con paesaggi selvaggi che raccontano un mondo antico e lontano dalla frenesia. Per immergersi in questo viaggio senza tempo, basta una macchina o una moto per godersi le spettacolari strade panoramiche.
La Litoranea Cagliari - Villasimius: Incanto costiero
La Litoranea Cagliari - Villasimius è senza dubbio una delle strade panoramiche più belle dell'isola. In questo tratto della costa meridionale si possono incontrare alcune delle spiagge più note e tante calette meno conosciute ma estremamente affascinanti. Lungo la strada è possibile trovare diversi punti in cui sostare per ammirare il paesaggio e ritrovare il contatto con la natura. Si suggerisce di percorrerla anche al tramonto per ammirare i colori caldi del sole che si nasconde dietro i monti.
La Vecchia Orientale Sarda 125: Un tuffo nel cuore dell'isola
Poco distante dalla Litoranea Cagliari - Villasimius, è presente la Vecchia Orientale Sarda 125, in particolare il tratto che va da San Gregorio a San Priamo, conosciuto come Campu Omu. Tra rettilinei e curve repentine, per circa 27 km di strada si è circondati da nuraghi, montagne, valli, torrenti e una vegetazione fitta. Se si amano le curve, questa strada è perfetta. Qui si può ammirare anche il canyon "Campu Omu" scavato nelle rocce di granito.
Da Fontanamare a Masua: Scorci minerari e il Pan di Zucchero
Fontanamare, Nebida e Masua sono tre piccoli centri che si incontrano in circa 8 km lungo la strada a strapiombo sulla costa sud-occidentale della Sardegna. Si incontra per prima la spiaggia di Fontanamare, con curve che si affacciano sul mare. Una volta oltrepassata Nebida, ci si trova davanti a uno scenario suggestivo: il bellissimo panorama dello scoglio di Pan di Zucchero, alto 100 metri.
La Litoranea Alghero - Bosa: Il paradiso dei motociclisti
La Litoranea Alghero - Bosa è la strada panoramica preferita dai motociclisti. Un susseguirsi di curve e brevi rettilinei che si affacciano sulla meravigliosa costa nord-occidentale. Una volta raggiunto il borgo di Bosa, si è accolti da casette colorate a ridosso del fiume Temo.
La SP 71 Chia - Teulada: Bellezza incontaminata nel sud-ovest
Infine, la strada panoramica SP 71 Chia - Teulada a sud-ovest dell'isola. Circa 25 km di assoluta bellezza tra spiagge di sabbia bianca, calette, strade sali scendi, sentieri e percorsi che sfiorano il mare.

I passi montani della Sardegna: Viste spettacolari e percorsi impegnativi
I passi montani della Sardegna sono rinomati per le loro viste panoramiche, offrendo un'esperienza di guida e ciclismo unica.
Viste panoramiche mozzafiato
Per panorami veramente spettacolari, si consiglia di considerare il Passo Scala 'e Marras, situato a 1.260 metri vicino al Monte Corrasi, che offre paesaggi estesi. Il Passo Pradu, a 1.220 metri, offre anch'esso una splendida vista panoramica sulla regione del Supramonte. Inoltre, il Passo Genna Silana offre viste mozzafiato sia sulle montagne che sul mare, specialmente se affrontato da Orosei. Il Passo Genna Ramene è noto per le sue ottime viste lungo tutto il percorso, con una buona superficie e pendenze moderate. Il passo di Correboi (o Arcu Correboi) 1246 m s.l.m. è il valico automobilistico più alto della Sardegna, situato nel massiccio del Gennargentu, separa i territori della Barbagia da quelli dell'Ogliastra e costituisce lo spartiacque naturale tra il bacino del Taloro-Tirso e quello del Flumendosa. Unico valico originario della strada statale 389 di Buddusò e del Correboi, nell'uso quotidiano è stato sostituito dalla galleria del Correboi della nuova strada a scorrimento veloce, classificata come strada statale 389 var Nuoro-Lanusei. Oltre che per i tradizionali usi di pascolo e transumanza, richiamati nell'omonima canzone "Correboi" dell'album "Buffa!" del 1993 di Giuseppe Masia, e grazie alla bellezza del paesaggio circostante, il valico è oggi meta soprattutto di mototuristi e cicloturisti.
Passi amati da motociclisti e ciclisti
Diversi passi sono tra i preferiti da motociclisti e ciclisti grazie ai loro percorsi panoramici e al terreno impegnativo. Il Passo Correboi e il Passo Tascusì, entrambi passi d'alta quota nel massiccio del Gennargentu, sono molto popolari. Il Passo di Bidderdi, con la sua strada ben asfaltata, numerose curve, salite e discese, è anche una scelta frequente per i motociclisti, in particolare in estate.
Siti storici e culturali nei pressi dei passi montani
I passi della Sardegna spesso conducono o si trovano vicino a importanti siti storici. Vicino al Passo di Bidderdi, è possibile esplorare l'antico tempio fenicio di Antas e affascinanti città minerarie fantasma come Ingurtosu. Il Passo Tascusì è culturalmente significativo, ospitando la Chiesa della Madonna della Neve e il Nuraghe Ura 'e Sole, uno dei nuraghi più alti dell'isola. Il Passo Correboi presenta una piccola statua della Madonna sulla sua cima e la vicina miniera di Correboi.
Caratteristiche naturali e geologiche uniche
Le strade panoramiche montane del Monte Albo sono note per le loro rocce calcaree chiare, gole e grotte, che le hanno valso il soprannome di "Dolomiti sarde". Il Passo di Littu (Bocca d'Irghiriai) offre uno scenario unico dove le montagne incontrano il mare, caratterizzato da rocce calcaree bianche e macchia mediterranea aromatica.
Opportunità di escursionismo
Molti passi fungono da porte d'accesso a eccellenti sentieri escursionistici. Il Passo Genna Silana è il punto di partenza principale per trekking nell'impressionante Canyon di Gorropu, spesso chiamato il Grand Canyon d'Europa. Per ulteriori opzioni di escursionismo in tutta l'isola, si può esplorare la guida "Escursionismo in Sardegna", che include percorsi come l'escursione a Cala Goloritzé.
Fauna selvatica
L'interno selvaggio della Sardegna, in particolare intorno ai suoi passi montani, ospita una fauna selvatica diversificata. Attraversando il Passo di Bidderdi, si potrebbero avvistare esemplari della pecora nera autoctona di Arbus. In aree come il Passo di Littu, è comune vedere greggi di capre al pascolo. È possibile tenere d'occhio vari rapaci e altra fauna locale adattata alla macchia mediterranea e al terreno montuoso.
Servizi e punti di ristoro
Mentre molti passi offrono un'esperienza selvaggia e remota, alcuni dispongono di servizi. Il Passo Genna Silana, ad esempio, ha un bar, che può essere una sosta gradita prima o dopo l'esplorazione del Canyon di Gorropu. Per altri passi, è consigliabile controllare le città vicine per i servizi prima di partire.
Passi impegnativi per la guida o il ciclismo
Alcuni passi presentano condizioni più difficili a causa del loro terreno o della qualità della strada. Il Passo di Littu (Bocca d'Irghiriai) è noto per tratti che possono essere piuttosto impegnativi. La Salita di Arcu e Tidu, sebbene pittoresca, ha un asfalto non sempre in buone condizioni, con ghiaia sui lati in diversi tratti, che richiede cautela, specialmente in discesa.
Periodo migliore per visitare i passi montani
Il periodo migliore per visitare i passi montani della Sardegna dipende in gran parte dall'attività che si intende svolgere. La primavera e l'autunno offrono generalmente temperature piacevoli per il ciclismo, il motociclismo e l'escursionismo, con meno traffico. L'estate è popolare tra i motociclisti sui passi come il Passo di Bidderdi, ma può essere molto calda. L'inverno può portare neve sui passi più alti come il Passo Correboi e il Passo Tascusì, rendendo alcune strade inaccessibili ma offrendo una bellezza diversa.
Opportunità di gravel biking
La Sardegna offre eccellenti opportunità per il gravel biking, spesso nelle aree circostanti i suoi passi montani. È possibile trovare vari percorsi che esplorano l'interno dell'isola. Per opzioni dettagliate, si può consultare la guida "Gravel biking in Sardegna", che include percorsi come il Tour Gravel Monte Nieddu e San Teodoro.
Viaggiare in Sardegna: Consigli pratici
Per godere appieno dei percorsi automobilistici in Sardegna, è utile tenere a mente alcuni consigli pratici.
Raggiungere la Sardegna in auto o moto
È possibile raggiungere la Sardegna partendo da Roma, anche se ci si sposta in auto o in moto. È possibile prenotare un biglietto per un viaggio in traghetto (compreso il costo del trasporto del veicolo) che parte dal porto di Civitavecchia (a nord-ovest di Roma, sul mare) e arriva al porto di Olbia, nel Nord Sardegna.
Durata del viaggio
La durata del viaggio dipende da quanto tempo si prevede di trascorrere esplorando la Sardegna. È possibile esplorare tutta la costa del Nord Sardegna in auto o in moto in un giorno, e potrebbero volerci un paio di giorni se si desidera esplorare anche l'entroterra. L'opzione migliore è pianificare una vacanza di una settimana intera nel Nord Sardegna per gestire comodamente tutti gli spostamenti in auto o in moto.
Condizioni delle strade e traffico
Di solito, guidare nel Nord Sardegna è comodo e piacevole, soprattutto lungo le strade costiere che offrono anche splendidi panorami sul mare. Tuttavia, guidare nell'entroterra potrebbe essere più difficoltoso a causa della presenza di molteplici elementi geografici (monti, fiumi, laghi) e quindi della possibilità di dover seguire strade provinciali secondarie. La Sardegna è una delle mete mondiali più ambite in estate, ma c'è la possibilità di ritrovarsi bloccati in un traffico intenso che potrebbe compromettere il divertimento e la gioia della vacanza e trasformare il viaggio in auto in un'esperienza molto stressante.
Viaggiare con i bambini
Il Nord Sardegna è un'ottima destinazione da visitare con i bambini, soprattutto se si viaggia in auto autonomamente. L'isola offre diverse attività e attrazioni adatte alle famiglie, permettendo di esplorare in tutta comodità.
Cagliari: La capitale isolana tra storia e arte contemporanea
Cagliari è un capoluogo di regione che è quasi una capitale, isolana ma non isolata: un porto di mare, aperto agli incontri e agli stimoli del presente. Come capita nelle grandi città, anche a Cagliari accanto agli spazi "ufficiali" che mettono in mostra i capolavori dell'arte contemporanea ci sono realtà informali, mutevoli e dinamiche, tutte da scoprire.
Istituzioni artistiche imperdibili
Due sono le istituzioni imperdibili: la Galleria Comunale d’Arte e l’EXMA - EXhibiting and Moving Arts. La Galleria, aperta negli Anni ’30, è affacciata su giardini pubblici perfetti per alternare relax e cultura; accoglie tra l’altro la collezione comunale dedicata agli artisti sardi del ’900, con opere di maestri che ci accompagneranno lungo tutto l'itinerario, come Francesco Ciusa, Maria Lai e Costantino Nivola. L’EXMA, invece, è stato inaugurato nel 1993 come spazio dedicato alle arti contemporanee e ospita mostre, concerti e spettacoli. È stato creato riadattando gli spazi ottocenteschi dell’ex macello di via S. Lucifero, nel quartiere Villanova, ed è subito diventato un modello regionale per altre esperienze simili: una su tutte, quella di Calasetta, sull’isola di Sant’Antioco, dove nel 2000 l’ex mattatoio comunale è diventato sede del MACC - Museo d’Arte Contemporanea Calasetta.
La street art di Cagliari
Rimanendo a Cagliari, poco distante dall’EXMA si incontra uno dei luoghi dove ha trovato espressione la creatività spontanea dei giovani cagliaritani: è via S. Saturnino, la strada pedonalizzata che si sviluppa sotto la parete della passeggiata alberata del Terrapieno, divenuta una colorata palestra per i muralisti. La street art è protagonista in molte altre zone, per esempio nel quartiere universitario di Is Mirrionis e in località Pirri, dove i murales hanno trasformato l’aspetto dell’ex Mercato Civico, oggi centro aggregativo EXMÈ. Un’altra piccola galleria a cielo aperto, con murales e opere varie a vivacizzare pareti e grigi piloni di cemento, è la Galleria del Sale: si sviluppa lungo la cosiddetta via del Sale, una breve ciclabile che collega il molo Ichnusa all’ingresso principale del Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline passando ai piedi del colle di Bonaria. Il percorso sfiora lo Stadio Amsicora, teatro dello scudetto vinto dal Cagliari nel 1970, dove nel 2023 è comparso un gigantesco murale che ritrae il leggendario campione Gigi Riva.

L'arte contemporanea nell'entroterra sardo: Un viaggio inaspettato
Meno di 2 ore d’auto separano Cagliari da Bari Sardo, sulla costa dell’Ogliastra. Ci si arriva con la SS 125, la storica Orientale Sarda, che corre defilata nell’entroterra in un paesaggio mosso da alture. Scorci di campagne coltivate si alternano ai boschi e alla macchia mediterranea, cartelli scritti in modo più o meno “artigianale” propongono deviazioni verso agriturismi autentici e piccolissimi produttori agricoli, per assaggiare specialità genuine a chilometro zero.
Bari Sardo: "Tra il muro e il mare"
L’arte contemporanea irrompe, inattesa, non appena si entra nel borgo di Bari Sardo, paese famoso soprattutto per le sue spiagge infinite e il suo folklore. Accanto a murales tradizionali che raffigurano scene di vita sarda, nel settembre 2021 hanno preso forma e colore le opere di 8 muralisti di fama nazionale e internazionale: Bastardilla, Paola Corrias, Crisa, Ericailcane, Daniele Gregorini, Marcello Marinelli, Marco Rea e Skan. Questi artisti hanno soggiornato in paese per una settimana, nell’ambito del progetto di arte pubblica “Tra il muro e il mare”, e sono stati invitati a dipingere nel centro storico, partendo da un’unica parola chiave: “rispetto”, quello che meritano le usanze e le tradizioni, la natura, i paesaggi e ogni persona. Parlano di rispetto anche i murales comparsi nel 2023 in una piazzetta degradata ai margini dell’abitato, che è stata ribattezzata piazza della Tolleranza e dell’Inclusione, un omaggio a Bari Sardo dell’artista romano Federico “Cafè” Cacciapaglia, che già aveva lavorato qui in anni precedenti.
Ulassai: Il paese di Maria Lai e il Lavatoio dell'Arte
Circa 30 km di strada separano Bari Sardo da Ulassai, tappa obbligata per ogni appassionato d’arte contemporanea che visiti la Sardegna. In questo paese dell’entroterra ogliastrino, circondato da forre e cascate, foreste e “tacchi” di roccia che sfidano i climber, nacque Maria Lai (1919-2013). Stiamo parlando di un’artista di talento e sensibilità fuori scala, fondamentale per questa terra, un punto di riferimento per le generazioni successive di creativi sardi. Le sue opere fanno parte anche della collezione del MOMA di New York. Nel 1981 Maria Lai realizzò qui la più celebre tra le sue performance, a metà tra land art e arte relazionale, durata 3 giorni e intitolata "Legarsi alla montagna". Coinvolgendo tutta la popolazione, riuscì a legare tra loro ogni via e ogni casa del borgo usando circa 27 km di nastri di stoffa celeste. A Ulassai arrivarono televisioni, giornalisti e critici di fama, e da allora questo sperduto paese compare sulla mappa internazionale dei luoghi dell’arte. Quell’esperienza ha lasciato in eredità un percorso museale all’aperto, con opere della stessa Lai e di altri artisti, e il Lavatoio dell’Arte, “rigenerazione” dell’antico lavatoio del paese: un’impresa guidata dalla Lai con interventi di cittadini comuni e di artisti come Luigi Veronesi e Guido Strazza, autori dei mosaici, e di Costantino Nivola, che qui ha lasciato la sua ultima opera, la Fontana sonora.
Orgosolo e la Barbagia: La culla del muralismo sardo
Da Ulassai si punta dritti verso il cuore della Barbagia di Nuoro, 70 km a nord. Si attraversa una terra mossa da colli, doline e monti di bellezza primordiale, tra il massiccio del Gennargentu e il Supramonte, compresi un tratto del Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu e un lembo della foresta di Montes, con le sue leccete secolari. La meta è Orgosolo, 620 metri di altitudine e 4000 abitanti, che fu la culla e capitale del muralismo sardo. I primi murales risalgono al 1969 e ai primi Anni ’70, un periodo di forti passioni politiche: accanto a opere che ritraggono le tradizioni locali e la vita barbaricina compaiono dunque molti soggetti “impegnati”, legati a rivendicazioni politico-sociali.
SS125 | Parco Nazionale del Golfo di Orosei | ARBATAX - BAUNEI - CALA GONONE - S.S. Orientale Sarda
Fonni, Orani e Nuoro: L'arte in Barbagia
Pare incredibile, ma l’arte contemporanea in Barbagia, terra di pastori legata a tradizioni antichissime, non si esaurisce in questa fioritura di street art. Vale la pena visitare Fonni, nella Barbagia di Ollolai alle falde del Gennargentu: ci si arriva deviando a ovest una decina di chilometri a sud di Orgosolo. Anche qui le case sono rivestite di affreschi, meno numerosi ma decisamente più omogenei sul piano stilistico e tematico rispetto a quelli di Orgosolo. A ovest di Orgosolo, Orani è un’altra meta importante per chi ama l’arte contemporanea. Qui nacque il grande scultore Costantino Nivola (1911-1988), che si affermò negli Stati Uniti, insegnò nelle università Harvard e Berkeley e condivise lo studio con Le Corbusier. Ai margini del paese si visita il Museo Nivola, che custodisce la collezione in assoluto più ricca e rappresentativa delle sue opere, ma il segno di Nivola si riconosce anche sulla facciata della chiesa di Nostra Signora d’Itria. Di Orani era anche Mario Delitala (1887-1990), pittore e soprattutto incisore di grande fama e talento, innovatore dell’arte sarda.
Prossima tappa è Nuoro, la piccola “Atene di Sardegna”, città ad altissima densità di intellettuali, artisti e musei, che contende a Cagliari il titolo di faro della cultura contemporanea nell’isola. Nuoro sorge alle falde del monte Ortobene, arroccata su un altopiano come un’antica acropoli. Il centro di gravità permanente della cultura contemporanea è piazza Satta, che ha assunto un fascino metafisico da quando, nel 1965-67, è stata ridisegnata dallo scultore oranese Costantino Nivola con l’enigmatica presenza di alcuni massi di granito provenienti dall’Ortobene. Dalla piazza, in poche decine di passi lungo via Siotto Pintor si raggiunge lo Spazio Ilisso: un raffinato tempio della scultura sarda e dell’arte ceramica isolana del ’900, magistralmente allestito da Antonello Cuccu e dalle Edizioni Ilisso, specializzate in architettura, arte e design. Altri 100 metri prendendo via Cattaneo ed ecco il MAN - Museo d’arte della Provincia di Nuoro, forse l’istituzione sarda più attiva sul fronte dell’organizzazione di mostre d’arte contemporanea e, più in generale, di eventi culturali dedicati al presente. Mostre e concerti dallo spirito giovane sono di casa anche al Centro polifunzionale di via Roma, a nord di piazza Satta, che si presta anche alle sperimentazioni di writers e graffitari. Già, perché a Nuoro c’è un patrimonio di street art dalle radici profonde e in rapidissima trasformazione. Al n.47 di via Roma, per esempio, sopravvive il primo dipinto murale (1978) realizzato in città da un’artista donna, Elisabetta Carboni Montaldo. In piazza Italia, sono di Francesco Del Casino i murales “cubisti” d’ispirazione socio-politica, mentre sono della crew UndiciSei Squad quelli che parlano di ecosostenibilità. Una strada ricca di murales è viale Sardegna. Si segnalano poi le opere Manu Invisible, autore di "Perseveranza" e "Valori", quest’ultimo sul terreno del campetto di viale Costituzione, e il collettivo Tela Urbana, cui si deve anche la riqualificazione di piazza Su Cuzone.
Aggius: Un borgo d'arte e artigianato in Gallura
130 km nel cuore dell’isola in direzione nord conducono da Nuoro ad Aggius, borgo d’arte e artigianato che riassume tutto il fascino della Gallura interna: case antiche, strade e vicoli pavimentati con veri mosaici di pietra e, tutt’intorno, un paesaggio di rocce granitiche modellate dal vento, macchia mediterranea e campi ricamati da muretti a secco. La Bandiera Arancione del Touring Club Italiano che sventola idealmente su Aggius garantisce poi la qualità dell’accoglienza e lo spessore dell’offerta culturale, che guarda anche al presente. Aggius, infatti, non si limita a custodire il ricordo di quando era la temuta “città dei banditi” e a mantenere viva la tradizione della tessitura di stoffe e tappeti, tra i più ricercati di tutta l’isola, ma aggiunge un’apertura sorprendente all’arte contemporanea. Come in altri borghi sardi, anche qui all’origine della vocazione artistica c’è il tocco magico di Maria Lai, che non a caso lavorò in paese: la pratica della tessitura e il telaio, inteso come oggetto e come simbolo, erano al centro della sua poetica. Sue opere sono distribuite sui muri in pietra delle case, nelle vie e nelle piazze. Recentemente, gli spazi aperti di Aggius si sono trasformati in un vero museo: il Museo AAAperto, che ogni anno si arricchisce di murales, installazioni e altre opere realizzate da artisti invitati a soggiornare nel borgo.
San Gavino Monreale: Lo zafferano e la street art
È tempo di invertire la rotta e tornare a sud, dalla Gallura verso il Medio Campidano. A San Gavino Monreale si va tradizionalmente per ammirare le sfilate di Carnevale e per gustare una cucina che esalta lo zafferano, orgoglio dell’agricoltura locale. Oggi però sempre più turisti arrivano in questa cittadina del Medio Campidano anche per gustare uno spettacolo diverso, quello garantito da coloratissimi murales, così belli e numerosi che si organizzano visite guidate e itinerari turistici a tema. E dire che tutto è iniziato per provare a dare un senso alla tragedia che nel 2013 ha sconvolto i ragazzi di questa comunità, la morte prematura di un amico, Simone, per tutti Skizzo. Nel 2014 l’artista sangavinese Giorgio “Jorghe” Casu gli dedica un grande dipinto murale, visibile da via Roma. L’anno dopo replica con un’altra opera, "Eleonora", presso la vecchia stazione. Un murale tira l’altro, i dipinti si moltiplicano e San Gavino Monreale diventa la palestra degli artisti dell’Associazione culturale Skizzo, che promuove la street art e rapidamente si fa un nome in tutta la Sardegna: sono più di 70 le opere realizzate. Ma a San Gavino Monreale ci sono anche murales di artisti arrivati fin qui da altre regioni e altre terre, alcuni famosi a livello internazionale. Tra gli altri, Zed1, MrFijodor, Ericailcane, Bastardilla, J.F.
San Sperate: Il Giardino Sonoro di Pinuccio Sciola
Da San Gavino Monreale, Cagliari dista appena 40 minuti d’auto e qualcuno potrebbe pensare che l’itinerario sia ormai concluso. Ma la Sardegna non smette mai di stupire e a pochi chilometri dal capoluogo sfoggia uno dei suoi borghi-museo più affascinanti: San Sperate, paese dall’anima contadina che tra gli Anni ’60 e ’70 rifiorì grazie alla cultura, diventando un museo a cielo aperto. Passeggiando si ammirano innumerevoli murales e grandi sculture in pietra: sono l’eredità lasciata da Pinuccio Sciola (1942-2016), artista sansperatese famoso nel mondo per le sue sculture sonore. Fu lui, attorno al 1968, a chiamare qui amici e colleghi dall’Italia e dall’estero per replicare nel Basso Campidano l’esperienza del muralismo messicano: aveva studiato a Parigi e lavorato a Città del Messico, accanto ai muralisti più celebri al mondo. San Sperate, insieme a Orgosolo, divenne così il centro d’irradiamento della cultura dei murales in tutta l’isola. Le sculture di Sciola si trovano nel museo all’aperto Giardino Sonoro, allestito in un agrumeto: sono blocchi di basalto o di calcare incisi e lucidati che, se toccati, risuonano con diverse tonalità.

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