Nel panorama automobilistico in cui le sigle GTI dominavano la scena globale, le Peugeot 205 che sfoggiavano questa emblematica dicitura sul portellone posteriore rappresentavano molto più che semplici utilitarie. Erano, infatti, autentici oggetti del desiderio per gli appassionati con il piede pesante che sognavano le supercar più costose e inavvicinabili. Tra le varie declinazioni di questa iconica utilitaria francese, la Peugeot 205 GTI si è affermata come la punta di diamante della gamma, contribuendo in modo decisivo al successo della casa del Leone, che, grazie a questo modello, emerse dalla crisi in cui era piombata negli anni '70. La sua storia, costellata di successi e innovazioni, la rende un capitolo fondamentale nell'evoluzione delle hot hatch.

Le Origini della Leggenda: La Nascita della 205 GTI
Il progetto che diede vita alla Peugeot 205, denominato "M24", ebbe inizio nel 1977 con l'obiettivo di sostituire la Peugeot 104, ormai commercialmente matura (lanciata nel 1972) e superata nelle vendite dalla rivale Renault 5. In quel periodo, la situazione economica della Casa di Sochaux era tutt'altro che rosea: le ingenti spese per il lancio della 604, una grande berlina dal successo commerciale scarso, avevano messo in seria difficoltà Peugeot. A ciò si aggiungevano gli investimenti, con Renault e Volvo, per la realizzazione del motore PRV, l'ulteriore sviluppo, sempre con Renault, dei motori Douvrin, e l'acquisizione di Citroën avvenuta poco tempo dopo. Nel frattempo, erano partite le trattative per l'acquisizione dell'intero Gruppo Chrysler europeo, un'altra mossa che in seguito si sarebbe rivelata assai azzardata.
Era quindi indispensabile un modello di amplissima diffusione che sostituisse la 104 e che si imponesse per la sua versatilità, affidabilità e la varietà della sua gamma, oltre che per l'economia di esercizio e il prezzo competitivo. Il progetto "M24" prevedeva una vettura di dimensioni leggermente maggiori, per migliorare l'abitabilità e la capacità di carico, ma che mantenesse la sua collocazione nel settore delle utilitarie. Il design della carrozzeria fu affidato al Centro Stile della Casa francese, sotto la direzione di Gérard Welter, dopo che i vertici Peugeot preferirono le proposte di questo staff ai disegni di Pininfarina, con cui comunque si mantenne uno stretto rapporto di collaborazione.
Dopo numerose proposte scartate, tra cui un rifacimento che manteneva il pianale della 104 (come nel progetto che diede vita alla Citroën Visa), si arrivò, due anni dopo, nel 1979, a quella che poteva essere la vettura quasi definitiva. Si decise di proseguire i lavori di affinamento direttamente nel Centro Stile della Casa francese. A questo scopo, sulla base del disegno accettato, fu costruito un modello in scala 1:1. Ben presto, il lavoro di una parte dell'équipe di designer si concentrò sugli interni, in particolare plancia e cruscotto. Nel frattempo, un'altra squadra di progettisti lavorava alla parte meccanica: in particolare il telaio fu progettato secondo direttive che imponevano una costruzione dal peso ridotto e dalle ottime doti di comfort unite a quelle di tenuta di strada.
Man mano che il progetto progrediva, la versione definitiva appariva sempre più vicina e moderna, in grado di porsi ai vertici della sua categoria. Tuttavia, la situazione economica del Gruppo PSA peggiorava: gli insuccessi della 604, delle Talbot Solara e Tagora furono macigni pesantissimi da sostenere, senza contare gli scioperi in varie fabbriche, specialmente quelle legate all'ormai ex-Chrysler. Era quindi fondamentale essere sicuri al 100% del successo della nuova vettura, e perciò fu imposto anche che la carrozzeria fosse resistente alla corrosione. Il primo prototipo vide la luce nel 1981 e fu sottoposto ad ulteriori lavori di affinamento e modernizzazione di alcuni particolari, tra cui i gruppi ottici anteriori, che da piccoli e incassati divennero più grandi, di forma trapezoidale e a filo con la carrozzeria. Si arrivò così alla vettura definitiva e da lì si passò al controllo di qualità e ai test, che vennero condotti in tour de force massacranti, in condizioni ambientali e atmosferiche estreme, per accertarne la solidità e la resistenza di telaio e carrozzeria. Contemporaneamente, furono testate componenti come le maniglie delle porte, sottoposte ognuna a cicli di ben 100.000 aperture e chiusure.
La vettura, che inizialmente doveva chiamarsi 105 per sottolineare la continuità con la sua antenata, debuttò invece con il nome di 205 nel gennaio 1983. La stampa fu colpita dall'agilità della vettura e dalla sua eccezionale maneggevolezza. Un lavoro così articolato e meticoloso diede i suoi frutti: la linea della vettura fu accolta positivamente dal pubblico, trasmettendo un'immagine gradevole, fresca e dinamica. La vettura ebbe successo prima tra il pubblico femminile e poi anche tra quello maschile, specialmente in seguito all'avvento delle versioni sportive. Alcuni elementi della linea della 205 furono ripresi in seguito anche dagli altri modelli della Casa, creando un "family feeling"; uno tra tutti, la caratterizzazione della calandra a listelli orizzontali. La linea della 205 fu uno dei tanti motivi che ne sancirono l'enorme successo commerciale: semplice ma non scontata, relativamente moderna per l'epoca, simpatica, vivace e anche grintosa nelle versioni sportive, la 205 entrò ben presto nel cuore degli appassionati. La carrozzeria a due volumi era caratterizzata da spigoli arrotondati, quindi non più linee dai risalti accentuati come nello stile degli anni settanta, ma neanche linee molto tondeggianti come nella prima metà degli anni novanta. I grandi fari anteriori trapezoidali contrastavano con i piccoli fari posteriori di forma quadrata. Come già detto, la calandra era costituita da listelli orizzontali verniciati in tinta con la carrozzeria ed era inclinata all'indietro, per conferire maggior dinamismo al muso, non solo dal punto di vista estetico, ma anche per accentuare la penetrazione aerodinamica. Posteriormente, la parte bassa del portellone, tra i due fanali, era risolta da una fascia in plastica grigia a sottili motivi orizzontali che rendeva subito riconoscibile la vettura.

Ergonomia e Innovazione degli Interni
Semplicità senza banalità è anche quanto si ritrovava all'interno dell'abitacolo della 205. Accanto a una plancia minimalista, dotata di un incavo longitudinale superiore che fungeva da vano portaoggetti, trovava spazio un cruscotto completo come pochissimi altri nella stessa categoria e per quell'epoca. Già le versioni di base incorporavano nel cruscotto: tachimetro, contachilometri totale, indicatore livello di carburante, spia riserva, spia olio, spia acqua, spia freno a mano e infine la spia relativa alla mancata carica della batteria. Mancava solo il contagiri, che però si poteva trovare nelle versioni più ricche della gamma d'esordio. Moderni erano anche i sedili, anch'essi semplici ma gradevoli nel disegno e anche durante il loro utilizzo effettivo.
Peugeot 205 1983 La GENESI
Architettura Meccanica e Dinamica di Guida
Progettato anch'esso con l'ausilio della tecnologia informatica, il telaio della 205 proponeva soluzioni moderne, come le sospensioni corredate da supporti elastici per contenere le vibrazioni e incrementare la silenziosità di marcia. L'avantreno era a ruote indipendenti con schema MacPherson, mentre il retrotreno era a bracci longitudinali e barre di torsione. Le molle elicoidali erano quindi presenti solo anteriormente, mentre su entrambi gli assi erano presenti degli ammortizzatori idraulici telescopici. L'impianto frenante prevedeva freni a disco sull'asse anteriore e freni a tamburo sull'asse posteriore, con la presenza di un servofreno a depressione.
I motori previsti al debutto ricalcavano in gran parte i collaudati propulsori montati sulla 104. Fin dalla versione di base, la dotazione della 205 era più che soddisfacente per l'epoca, specie considerando la già citata completezza del cruscotto. La versione di base, senza una particolare sigla identificativa, si chiamava semplicemente 205. L'interessante gamma motori, dal più tranquillo e parsimonioso 1.0 al brillante 1.4 da 80 CV, la linea giovane, fresca e dinamica, il tutto unito a un prezzo concorrenziale, furono gli aspetti principali che sancirono di fatto l'immediato successo della 205.
Nel settembre 1983, avvenne l'arrivo della versione diesel, spinta da un motore XUD7 da 1769 cm³ aspirato in grado di erogare 60 CV di potenza massima.

L'Espansione della Gamma e l'Avvento della GTI 1.6
Nel 1984, l'anno seguente al debutto della 205, la gamma si ampliò notevolmente con l'introduzione di numerose varianti e motorizzazioni. Fu innanzitutto presentata la 205 GTI 1.6, che con il suo motore 1.6 XU5 a iniezione da 105 CV divenne la temporanea versione di punta della gamma Peugeot di quell'anno. Questa prima GTI si distingueva per scatti brucianti e un'agilità sorprendente tra le curve, inaugurando una nuova era per le hot hatch.
Tuttavia, la massima espressione sportiva della 205 arrivò poco tempo dopo con la nascita della 205 Turbo 16, una vettura che per ragioni di marketing riproduceva gran parte delle fattezze esteriori della normale 205 a 3 porte, ma di concezione tecnica completamente diversa. Realizzata espressamente per le competizioni di rally, presentava trazione integrale e un motore centrale da 1.8 litri sovralimentato in grado di erogare fino a 600 CV nelle evoluzioni più estreme. Sia la GTI 1.6 che la 205 T16 furono solo un antipasto della 205 in configurazione 3 porte, che sarà svelata il 6 settembre 1984 e debutterà nell'ottobre dello stesso anno al Salone di Parigi. Tali versioni erano note anche come la famiglia X della gamma, in quanto gli allestimenti erano denominati XE (motore 1.0 di base), XL (1.0 o 1.1), XR (1.1 o 1.4 da 60CV), XT (1.4 da 80 CV) ed XLD e XRD (motore 1.8 diesel per entrambi).
All'inizio del 1986, fu introdotta la 205 GTI 1.6 da 115 CV, che dapprima affiancherà e poi sostituirà la versione da 105 CV. La nuova GTI verrà poi presentata ufficialmente al pubblico al Salone dell'automobile di Ginevra, assieme all'altra grande novità, ossia la 205 Cabriolet. Quest'ultima era disponibile sia come 205 CT, con motore da 1.4 litri, sia come 205 CTI, con motore da 1.6 litri, lo stesso della 205 GTI da 115 CV. Questa versione cabriolet, disegnata stavolta proprio da Pininfarina, fu assemblata nello stabilimento piemontese, divenendo uno dei rarissimi esempi di utilitarie con capote in tela.

L'Ascesa della GTI 1.9 e le sue Prestazioni
Nell'ottobre dello stesso anno, sotto i riflettori del Salone di Parigi, la casa transalpina tolse i veli alla Peugeot 205 GTI con motore 1.9 da 130 CV. Questo modello, grazie a uno scatto da 0 a 100 km/h in 7,8 secondi e a una punta massima di 206 km/h, divenne, insieme alla Golf con la stessa sigla, una delle "piccole bombe" più desiderate degli anni '80. Entrambe le versioni GTI, da 1.6 e 1.9 litri, si riveleranno un gran successo, specie presso il pubblico più giovane, che ne apprezzò lo scatto, il gran temperamento sportivo e i ragionevoli costi di esercizio. Anche le versioni cabriolet divennero molto apprezzate dal pubblico.
Altra novità del 1986 fu l'arrivo della 205 Automatic, equipaggiata con un cambio automatico a 4 rapporti e spinta dal 1.6 XU5 della GTI, ma con alimentazione a carburatore anziché a iniezione e con potenza ridotta a 80 CV. Tra la fine del 1986 e l'inizio del 1987, vi furono anche l'ingresso in listino della 205 diesel in allestimento XTD, mossa dallo stesso motore delle altre versioni a gasolio, e della 205 XS, mossa dallo stesso motore della XT, ma con un differente livello di allestimento.
Nel frattempo, il successo della 205 crebbe sempre più: il motivo principale risiedeva nella ricca gamma, in grado di soddisfare praticamente qualunque esigenza, da chi desiderava una semplice utilitaria economica a chi desiderava una sportiva molto brillante a chi optava per una vettura in grado di macinare moltissimi chilometri con consumi ridottissimi, il tutto con costi contenuti nella maggior parte delle versioni.
A metà del 1987, vi fu un leggero restyling degli interni. In particolare, si registrò un incremento di 5 CV nei motori 1.1 e 1.4, mentre il piccolo motore da 954 cm³ non beneficiò di incrementi di potenza. Venne poi introdotta la serie speciale Junior, costruita sulla base della XE, della quale mantenne il motore da 45 CV. Unica eccezione fu il van 205 XA, che per il primo anno di produzione dopo il restyling non usufruì del motore TU, ma montò un motore completamente diverso, sempre da 1.1 litri, ma di origine Simca, lo stesso montato anche sulla 309. Sempre di origine Simca fu anche il 1.3 da 65 installato sulla 205 XRA, altra 205 in versione van, ma con allestimento meno spartano. A partire dall'anno successivo, sarebbe passato anch'esso al 1.1 TU. Altra serie speciale nata nel 1987 fu la 205 Open, spinta dallo stesso motore della 205 Automatica, ma con cambio manuale a 5 marce. Esteriormente vennero applicati nuovi copricerchi e poco altro, mentre l'abitacolo beneficiò di nuovi rivestimenti ai sedili e ai pannelli porta.
Nel 1988, arrivò una nuova versione sportiva: prendendo a prestito la livrea bianca della 205 T16, ecco la 205 Rallye, dotata di un motore da 1.3 litri di cilindrata, alimentato a carburatori e in grado di erogare 103 CV di potenza massima. Questi, uniti al peso ridotto della vettura (l'allestimento era molto spartano e ridotto all'osso per contenere i pesi), permettevano alla vettura di spuntare prestazioni in grado di surclassare vetture di fascia superiore. Tale vettura si impose pertanto come uno dei punti di riferimento in fatto di scatto e ripresa, tanto che fu impiegata ufficialmente come base per le competizioni in Gruppo N e Gruppo A. Il successo maggiore si ebbe tra i giovani, presso i quali divenne una valida alternativa alle GTI, più complete ma anche più costose. Nello stesso anno, la 205 XRA vide l'arrivo del motore 1.4 TU da 70 CV, lo stesso montato nel resto della gamma 205. Sempre nel 1988, la 205 CJ (cabriolet Junior) sostituì la 205 CT, a differenza della quale riprendeva il motore da 1.4 litri con potenza di 65 CV, quello con carburatore monocorpo utilizzato sulle 205 1.4 più tranquille.
Nel 1989, la versione speciale di base, ossia la Junior, entrò ufficialmente a far parte della gamma 205. Le 205 con motore 1.4 da 65 CV, compresa la CJ, videro la loro potenza salire di altri 5 CV, raggiungendo così quota 70. Invariato invece il 1.4 da 85 CV della 205 GT. Nello stesso anno, le versioni dotate di motore XU (dal 1.6 in su, benzina e diesel), videro l'arrivo di un nuovo cambio, mentre venne cancellato dal listino l'allestimento XT.
L'Innovazione della Gutmann: La 205 GTI 1.9 16V
Nel contesto dell'evoluzione della Peugeot 205 GTI, un ruolo di particolare rilievo è stato giocato dalle elaborazioni esterne, e in particolare da quella realizzata dal famoso preparatore tedesco Gutmann. Nelle esperte mani di Gutmann, la "belva" Peugeot 205 GTI affilava ulteriormente gli artigli grazie all'adozione del motore con testata a 16 valvole e 160 CV della più grande Peugeot 309 GTI.
La Peugeot 205 GTi 1.9 16V Gutmann è un vero gioiellino da 160 CV, entrato a far parte del parco vetture storiche di Peugeot Italia, sempre attenta alla propria storia sportiva. Importata in Italia in una decina di esemplari, la Peugeot 205 GTi 1.9 16V Gutmann è riapparsa di fronte al grande pubblico durante Auto e Moto d'Epoca 2013 di Padova, tra la 205 Turbo 16 e la sua naturale erede Peugeot 208 GTI.
La particolarità di questa versione Gutmann sta, come dice il nome, nell'adozione della testata a 16 valvole della Peugeot 309 GTI 16v, oltre che nell'uso di una centralina con mappatura specifica, radiatore dell'olio, nuovo filtro aria e scarico sportivo. Queste modifiche hanno permesso di aumentare significativamente la potenza e le prestazioni della già brillante 205 GTI 1.9, portandola a un livello superiore di sportività.

Potenza e Discrezione: La Filosofia Gutmann
La Peugeot 205 GTi 1.9 16V Gutmann non è solo potenza e prestazioni mozzafiato; lo stile di questo tuning d'epoca è infatti votato alla massima discrezione. Dall'esterno, la "205 Gutmann" è riconoscibile dalle Peugeot 205 GTi 1.9 di serie solo per gli pneumatici 195/50-15 su cerchi in lega Gutmann 7x15" con canale in nero lucido e il logo "i 16V" sul portellone. Questa scelta stilistica testimonia una filosofia che privilegia la sostanza rispetto all'ostentazione, un tratto distintivo che la rende ancora più affascinante per gli intenditori.
Più nascoste sono invece le modifiche meccaniche della Peugeot 205 GTi 1.9 16V Gutmann, che comprendono le sospensioni ribassate di 30 mm con aggiunta di barra duomi anteriore, il disco frizione rinforzato e sinterizzato, oltre alle pastiglie freno con mescola speciale e ai rapporti del cambio modificati. Per dare libero sfogo ai 160 CV ottenuti da questa speciale 205, il rapporto della quinta marcia è allungato da 0,88 a 0,81, mentre il rapporto finale è accorciato da 3,68 a 3,94. Questi accorgimenti tecnici non solo migliorano le prestazioni, ma anche la dinamica di guida, rendendo l'esperienza al volante ancora più appagante.
Non vediamo l'ora di posare le mani sul volante a tre razze Gutmann, che richiama fortemente gli anni Ottanta, saggiare la manovrabilità della leva cambio con pomello specifico e tenere d'occhio la strumentazione a fondo chiaro mentre la Peugeot 205 GTi 1.9 16V Gutmann sfodera tutta la sua potenza e la sua voglia di stupirci a quasi trent'anni dalla nascita. Per tutti gli appassionati della Casa del Leone e delle sue sportive, è importante ricordare che la Peugeot 205 GTi 1.9 16V Gutmann è capace di superare i 220 km/h e di scattare da 0 a 100 km/h in soli 7,2 secondi. Prodotta in più di 300 esemplari, la 205 GTi 1.9 16V è forse il più grande successo dell'elaboratore Kurt Gutmann, ancora attivo come concessionario Peugeot nella cittadina tedesca di Breisach.
Dimensioni e Caratteristiche Tecniche della Peugeot 205 GTI 1.9 1986
Per comprendere appieno il successo e le prestazioni della Peugeot 205 GTI 1.9 del 1986, è utile esaminare le sue specifiche tecniche:
- Dimensioni: 370 cm di lunghezza, 159 cm di larghezza, 135 cm di altezza. Queste dimensioni compatte contribuivano alla sua agilità e maneggevolezza.
- Peso/Potenza: Con un rapporto di 6,6 kg/CV, la vettura dimostrava un'ottima efficienza nella gestione della potenza.
- Peso: 860 kg. Il peso contenuto era un fattore chiave per le sue prestazioni brillanti.
- Motore: L4, 1905 cc, benzina. Questo propulsore, noto per la sua robustezza e affidabilità, era il cuore pulsante della GTI.
- Potenza e Coppia: 130 CV di potenza e 161 Nm di coppia. Questi valori garantivano scatti rapidi e una buona ripresa.
- Trazione e Cambio: Anteriore, manuale. La trazione anteriore e il cambio manuale contribuivano all'esperienza di guida sportiva e coinvolgente.
La Fine di un'Era e l'Eredità della 205 GTI
Nel luglio 1990, la 205 subì un restyling un po' più marcato, sebbene pur sempre di dettaglio, dando luogo alla seconda serie. La 205 aggiornata si riconosceva subito per le plastiche degli indicatori di direzione anteriori, non più di color arancio, ma bianche. Questo fu il più visibile dei particolari aggiornati, ma in ogni caso, anche i fari posteriori ricevettero plastiche di nuovo disegno e di colore rosso e fumé. L'aggiornamento del 1990 fu l'occasione per il lancio della 205 DTurbo, la prima 205 a montare un motore a gasolio sovralimentato, per avere un comportamento più brillante anche in questo tipo di motori.
L'epoca d'oro, in cui per qualche migliaio di lire in più rispetto al prezzo di una tranquilla citycar ci si portava a casa un piccolo bolide, era destinata a finire. All'alba degli anni '90, con l'entrata in vigore delle nuove normative antinquinamento europee, per queste vetture cominciò un lento declino. Già nel 1992, mentre la GTI 1.6 veniva messa fuori produzione, la GTI 1.9 fu depotenziata a 122 CV, per scomparire definitivamente dal listino due anni più tardi.
Dal 1991, inizia la fase calante della carriera della 205. Tuttavia, l'arrivo della più moderna Peugeot 106 non obbligò la Casa a un rimaneggiamento della gamma 205. Anzi, non mancarono delle novità, come la lunga lista di serie speciali, tra cui la Color Line, prevista in abbinamento con i motori 1.1 e 1.8 diesel aspirato, sia a 3 che a 5 porte. Sempre nel 1991, viene introdotto l'allestimento Gentry, che sarà commercializzato in Italia da Marzo 1992 a Dicembre 1993 con un prezzo al lancio di 26.490.000 lire, un allestimento particolarmente ricco come dotazione e finiture. Il suo propulsore era il 1.9 della GTI, ma depotenziato a 105 CV. La 205 Gentry poteva essere scelta anche con il cambio automatico a 4 rapporti. Nel 1992, la 205 CTI vide il suo motor…
Nonostante il ritiro dal mercato, la leggenda della Peugeot 205 GTI non ha età. La sua influenza sul mondo automobilistico, la sua capacità di emozionare e le sue prestazioni iconiche l'hanno consacrata come una delle hot hatch più amate e rispettate di tutti i tempi. Rimane un simbolo di un'epoca in cui le auto sportive erano accessibili e divertenti, un vero e proprio pezzo di storia dell'automobilismo. La sua presenza continua a ispirare nuove generazioni di appassionati e a rappresentare un punto di riferimento per le vetture ad alte prestazioni nel segmento delle utilitarie.