Peugeot 205 GTI: L'icona sportiva che ha rivoluzionato il segmento B

La Peugeot 205, prodotta dalla casa automobilistica francese Peugeot tra il 1983 e il 2000, è stata un'autovettura di segmento B e di media cilindrata che ha segnato un'epoca. Il suo sviluppo iniziò nel 1977 con il progetto "M24", volto a sostituire la Peugeot 104, ormai commercialmente matura e surclassata dalla Renault 5. In un periodo economicamente difficile per la Peugeot, gravata dagli investimenti per la 604 (berlina di scarso successo) e l'acquisizione di Citroën e del Gruppo Chrysler europeo, era fondamentale creare un modello di ampia diffusione che fosse versatile, affidabile, economico nei costi di esercizio e competitivo nel prezzo.

Schizzo originale del progetto Peugeot 205

Il disegno della carrozzeria venne affidato al Centro Stile della Casa francese, sotto la direzione di Gérard Welter, preferendo le loro proposte a quelle di Pininfarina, con cui comunque si mantenne una stretta collaborazione. Dopo numerosi scarti, tra cui un rifacimento basato sul pianale della 104, si giunse nel 1979 a una versione quasi definitiva. Il progetto prevedeva una vettura di dimensioni leggermente maggiori per favorire abitabilità e capacità di carico, pur rimanendo nel settore delle utilitarie. Il telaio fu progettato per essere leggero, confortevole e con ottime doti di tenuta di strada. La carrozzeria venne resa resistente alla corrosione, un requisito fondamentale vista la situazione economica del Gruppo PSA, che non poteva permettersi ulteriori insuccessi.

Il primo prototipo vide la luce nel 1981 e subì ulteriori affinamenti, come i gruppi ottici anteriori che da piccoli e incassati divennero più grandi e trapezoidali. La vettura fu sottoposta a test estenuanti in condizioni ambientali estreme per verificarne solidità e resistenza. Le maniglie porta, ad esempio, furono testate per 100.000 cicli di apertura e chiusura. Inizialmente destinata a chiamarsi 105 per sottolineare la continuità con la sua antenata, debuttò invece come 205 nel gennaio 1983. La stampa ne apprezzò subito l'agilità e l'eccezionale maneggevolezza.

Design e accoglienza

Il lavoro meticoloso di progettazione diede i suoi frutti: la linea della 205 fu accolta positivamente dal pubblico. L'immagine trasmessa era gradevole, fresca e dinamica, caratterizzata da spigoli arrotondati, che segnavano un distacco dallo stile più accentuato degli anni settanta e anticipavano le linee più tondeggianti dei primi anni novanta. I grandi fari anteriori trapezoidali contrastavano con i piccoli fari posteriori di forma quadrata. La calandra, con listelli orizzontali verniciati in tinta con la carrozzeria e inclinata all'indietro, conferiva dinamismo al muso e accentuava la penetrazione aerodinamica. Posteriormente, una fascia in plastica grigia a sottili motivi orizzontali tra i fanali rendeva la vettura immediatamente riconoscibile. Questa linea semplice ma non banale, moderna per l'epoca, vivace e grintosa nelle versioni sportive, fece della 205 un'auto amata dagli appassionati, tanto da influenzare il "family feeling" dei modelli successivi Peugeot.

L'abitacolo della 205 si distingueva per la sua semplicità funzionale. Una plancia minimalista, con un incavo longitudinale superiore utile come vano portaoggetti, faceva da contorno a un cruscotto sorprendentemente completo per la sua categoria e per l'epoca. Già nelle versioni di base, il cruscotto includeva tachimetro, contachilometri totale, indicatore livello di carburante, spie di riserva, olio, acqua, freno a mano e mancata carica della batteria. Solo il contagiri mancava nelle versioni d'esordio meno accessoriate, ma era presente nelle varianti più ricche. I sedili erano moderni, semplici ma gradevoli nel design e confortevoli nell'uso.

Innovazioni meccaniche e motoristiche

Il telaio della 205, progettato con l'ausilio della tecnologia informatica, presentava soluzioni moderne. Le sospensioni erano corredate da supporti elastici per ridurre le vibrazioni e migliorare la silenziosità di marcia. L'avantreno adottava uno schema MacPherson, mentre il retrotreno era a bracci longitudinali e barre di torsione. Le molle elicoidali erano presenti solo anteriormente, mentre ammortizzatori idraulici telescopici erano montati su entrambi gli assi. L'impianto frenante prevedeva dischi all'anteriore e tamburi al posteriore, con servofreno a depressione.

Schema sospensioni Peugeot 205

I motori al debutto riprendevano in gran parte i collaudati propulsori della 104. La gamma motori era estremamente varia, dal tranquillo 1.0 al brillante 1.4 da 80 CV. L'intera offerta, unita alla linea giovane e dinamica e a un prezzo competitivo, contribuì all'immediato successo della 205. Nel settembre 1983, arrivò la versione diesel, con un motore XUD7 da 1769 cm³ aspirato da 60 CV. Nel 1984, la gamma si espanse notevolmente con l'introduzione della 205 GTI 1.6, spinta da un 1.6 XU5 ad iniezione da 105 CV, che divenne la versione di punta. Poco dopo, debuttò la 205 Turbo 16, una vettura da rally con trazione integrale e motore centrale da 1.8 litri sovralimentato, capace di erogare fino a 600 CV nelle evoluzioni più estreme, prodotta in 200 esemplari stradali per l'omologazione nel Gruppo B.

L'ascesa della GTI: 1.6 e 1.9 litri

La 205 GTI 1.6, lanciata nel marzo del 1984, si presentò nel segmento delle "hot hatch" con gli artigli affilati, affrontando rivali temibili come la VW Golf GTI, la Renault R5 Turbo, la Fiat Ritmo 105 TC e Uno Turbo, la Ford Escort XR 3i e l'Opel Kadett GTE. Queste "bombette" offrivano prestazioni brillanti a costi accessibili, permettendo a molti appassionati di soddisfare i propri pruriti competitivi. Dati i successi nelle competizioni, Peugeot offriva anche un interessante supporto con premi in denaro e materiale nei trofei rally e velocità in pista.

Peugeot 205 GTI 1.6 rossa

All'inizio del 1986, fu introdotta la 205 GTI 1.6 da 115 CV, che affiancò e poi sostituì la versione da 105 CV. Questa nuova GTI fu presentata ufficialmente al Salone dell'automobile di Ginevra, insieme alla 205 Cabriolet, disponibile come 205 CT (motore 1.4) e 205 CTI (motore 1.6, lo stesso della GTI da 115 CV). La versione cabriolet, disegnata da Pininfarina, fu assemblata nello stabilimento piemontese.

Nell'ottobre dello stesso anno, al Salone di Parigi, venne proposta la 205 GTI 1.9, con motore XU9 da 1905 cm³ e 130 CV. Questa versione poteva vantare un interessante rapporto peso-potenza di 6,5 kg/CV (con un peso di 880 kg), che unito a sbalzi contenuti la rendeva una base eccellente per le preparazioni in Gruppo N, dove le modifiche rispetto alla vettura stradale sono limitate. L'incremento di potenza comportò modifiche alla rapportatura del cambio, l'adeguamento di vari organi della trasmissione, la maggiorazione dei cuscinetti dei mozzi ruota, l'adozione di cerchi in lega da 15 pollici, l'aumento delle carreggiate di 11 mm e l'adozione di dischi freno anche al posteriore, che facevano il paio con quelli ventilati all'anteriore.

Entrambe le versioni GTI, da 1.6 e 1.9 litri, riscossero un enorme successo, specialmente tra il pubblico più giovane, che ne apprezzò lo scatto, il grande temperamento sportivo e i ragionevoli costi di esercizio. Anche le versioni cabriolet divennero molto apprezzate.

Automoto.it - Eugenio Franzetti: Peugeot 205, 30 anni di modelli, sport e emozioni

La 205 GTI si distingueva dalle altre versioni per essere esclusivamente a tre porte. Le larghe modanature con un inserto rosso che correvano lungo tutta la carrozzeria, inglobando paraurti, fianchetti e parafanghi e allargandoli di alcuni centimetri, donavano un look sportivo molto in voga negli anni '80. Lo spoiler sul portellone posteriore era discreto, mentre le modanature nere e lisce sul montante, con le scritte GTi, 1.6 o 1.9, lasciavano pochi dubbi sulla natura del modello. Il frontale aggressivo con spoiler anteriore, fari a lunga portata integrati, specchietto affusolato e cerchi in lega che richiamavano quelli della Turbo 16, ne esaltavano il temperamento.

La 1.9 da 130 CV raggiungeva da 0 a 100 km/h in 7,8 secondi, percorreva i 400 metri in 29,2 secondi e toccava i 206 km/h di velocità massima. Questo risultato era merito dell'aumento della cilindrata e dell'iniezione elettronica Bosch LE 2 Jetronic. La coppia aumentava fin dai 2200 giri, seppur ridotta di 0,250 kgm rispetto alla versione 1.6 da 115 CV. Esternamente, solo i cerchi in lega maggiorati da 15 pollici con grossi fori di aerazione, la scritta 1.9 sui fregi dei montanti posteriori e la scritta 130 CV in argento sui parafanghi anteriori la differenziavano dalla sorella minore. All'interno, i sedili con fianchetti laterali in cuoio (spesso di serie, come nel mercato italiano), il volante rivestito in cuoio, la chiusura centralizzata e gli alzacristalli elettrici completavano una dotazione notevole per la categoria. La moquette interna era rossa e il tessuto dei sedili richiamava quello delle Turbo 16, con due fasce verticali grigie separate da un filo rosso. Le prime 205 GTI 1.9 da 130 CV montavano, per un breve periodo, il cruscotto squadrato della prima serie di 205.

Altre varianti e restyling

Nel 1986, un'altra novità fu la 205 Automatic, equipaggiata con un cambio automatico a 4 rapporti e spinta dal 1.6 XU5 della GTI, ma con alimentazione a carburatore e potenza ridotta a 80 CV. Tra la fine del 1986 e l'inizio del 1987, arrivarono la 205 diesel in allestimento XTD e la 205 XS, con lo stesso motore della XT ma un allestimento differente. Il successo della 205 continuò a crescere grazie alla sua ricca gamma, capace di soddisfare diverse esigenze, dalla semplice utilitaria economica alla sportiva brillante, fino alla vettura a basso consumo per lunghi chilometraggi.

A metà del 1987, ci fu un leggero restyling degli interni. I motori 1.1 e 1.4 videro un incremento di 5 CV, mentre il 954 cm³ rimase invariato. Venne introdotta la serie speciale Junior, basata sulla XE e con il suo motore da 45 CV. Un'eccezione fu il van 205 XA, che nel primo anno dopo il restyling montò un 1.1 di origine Simca (lo stesso della 309), anziché il motore TU. Anche il 1.3 da 65 CV della 205 XRA, un'altra versione van, era di origine Simca, ma dall'anno successivo sarebbe passato al 1.1 TU. Un'altra serie speciale del 1987 fu la 205 Open, spinta dallo stesso motore della 205 Automatica ma con cambio manuale a 5 marce. Esternamente ricevette nuovi copricerchi, mentre l'abitacolo beneficiò di nuovi rivestimenti per sedili e pannelli porta.

Nel 1988, arrivò una nuova versione sportiva: la 205 Rallye. Prendendo in prestito la livrea bianca della 205 T16, era dotata di un motore 1.3 a carburatori da 103 CV. Il peso ridotto (grazie a un allestimento molto spartano) le permetteva prestazioni superiori a vetture di fascia più alta, diventando un punto di riferimento in termini di scatto e ripresa e base per le competizioni in Gruppo N e Gruppo A. Ebbe grande successo tra i giovani come alternativa più economica alle GTI. Nello stesso anno, la 205 XRA adottò il motore 1.4 TU da 70 CV, e la 205 CJ (cabriolet Junior) sostituì la 205 CT, riprendendo il 1.4 da 65 CV con carburatore monocorpo. Nel 1989, la Junior entrò ufficialmente nella gamma. Le 205 con motore 1.4 da 65 CV, inclusa la CJ, videro la potenza salire a 70 CV. Le versioni con motore XU (dal 1.6 in su, benzina e diesel) ricevettero un nuovo cambio, mentre l'allestimento XT fu cancellato.

Nel luglio 1990, la 205 subì un restyling più marcato, dando vita alla seconda serie. Le modifiche più visibili furono le plastiche degli indicatori di direzione anteriori, che da arancioni divennero bianche, e i fari posteriori con un nuovo disegno rosso e fumé. Questo aggiornamento fu l'occasione per il lancio della 205 DTurbo, la prima 205 a montare un motore diesel sovralimentato per prestazioni più brillanti.

L'eredità della 205 e le versioni speciali

Dal 1991, nonostante l'arrivo della più moderna Peugeot 106, la 205 continuò a proporre novità, inclusa una lunga lista di serie speciali, come la Color Line, abbinata ai motori 1.1 e 1.8 diesel aspirato, sia a 3 che a 5 porte. Sempre nel 1991, fu introdotto l'allestimento Gentry, particolarmente ricco in dotazioni e finiture. Commercializzato in Italia da marzo 1992 a dicembre 1993 a un prezzo di lancio di 26.490.000 lire, montava il motore 1.9 della GTI, ma depotenziato a 105 CV, e poteva essere scelto anche con il cambio automatico a 4 rapporti. Nel 1992, la 205 CTI vide il suo motore…

La Peugeot 205, pur sembrando oggi una "vecchia utilitaria" a un occhio inesperto, è stata una vera rivoluzionaria. Ha influenzato il mercato delle piccole vetture come poche altre, segnando la storia delle utilitarie. Non solo la mitica 205 GTI, considerata da molti la migliore Hot Hatch di sempre, ma anche le versioni più tranquille furono rivoluzionarie. Con uno stile tipicamente anni '80 ma sorprendentemente moderno, la 205 fece un salto in avanti epocale in termini di qualità costruttiva, sfruttamento degli spazi, stile e guidabilità rispetto alle utilitarie dell'epoca, spesso semplici e attente ai costi. Arrivò sul mercato dopo la rivale Renault 5, che la Peugeot 104 non era riuscita a impensierire. La maggior parte dei lamierati della 205 venne zincata per resistere alla corrosione, e il telaio specifico univa comfort, tenuta di strada e peso ridotto. Il frontale con il lungo cofano, la calandra a listelli orizzontali con il Leone Peugeot al centro e i fari squadrati e rigorosi le conferivano autorevolezza. La coda era tra le parti più riuscite, con un grande portellone per un'ottima praticità e una banda in plastica nera che univa i piccoli fari quadrati, alleggerendo la vista posteriore e enfatizzandone la larghezza. Questo dettaglio è stato ripreso dalla Peugeot 208 odierna.

L'abitacolo, disegnato da Bracq, era minimalista, pulito ed elegante, con una consolle centrale compatta, una plancia in plastica piuttosto rigida e un cruscotto sviluppato in larghezza, pieno zeppo di spie. Davanti, la 205 era estremamente spaziosa e comoda, anche per i più alti, mentre dietro, a causa della carrozzeria stretta, il divano risultava sacrificato per tre persone. La gamma motori era quasi sterminata, seconda solo alle numerose versioni speciali. La 205 dimostrò il passaggio dal cambio a 4 marce, il più diffuso, a quello a 5 marce, diventato poi la norma. Fu anche una delle prime piccole a offrire un motore turbodiesel, un 1.8 quattro cilindri da 78 CV, rendendola la piccola a gasolio più potente in circolazione.

Interni minimalisti Peugeot 205

I prezzi della Peugeot 205 erano estremamente vari. Oggi, la differenza di valore tra una 1.1 o una 1.4 e le versioni sportive Rallye e GTI è abissale, per non parlare della Turbo 16. Per una semplice 1.1 GR o una 1.4 GT possono bastare tra i 1.000 e i 2.000 euro, mentre esemplari immacolati possono superare i 3.500 euro. Per una GTI 1.6 o una Rallye si superano i 15.000 euro, mentre le 1.9 GTI partono da 14.000 euro e possono arrivare a oltre 25.000 euro per esemplari in perfette condizioni. La 205 GTI costava circa 20.000.000 di vecchie lire quando era in produzione, con la 205 GTI 1.9 Plus (interni più curati e aria condizionata) a 22.140.000 lire. La 205 Turbo 16, con motore centrale da 200 CV e trazione integrale, è oggi la 205 più costosa, con prezzi all'asta che superano i 200.000 euro. L'unica concorrente che seppe resistere al successo della francese fu la Fiat Uno, lanciata nello stesso anno e altrettanto rivoluzionaria.

La Peugeot 205 GTI Tolman Edition: un classico rivisitato

Nel panorama dei classici moderni, la Peugeot 205 GTI Tolman Edition rappresenta un'interessante rivisitazione dell'iconica "hot hatch". Tutte le modifiche apportate consentono di creare una 205 GTI moderna, ma capace di evocare le emozioni di guidare un esemplare d'epoca ben aggiornato. Le vetture Tolman Edition sono assemblate con cura nell'officina dell'azienda nel Warwickshire, Regno Unito, partendo da una scocca in metallo nudo preparata ad hoc, che riceve le più recenti protezioni anticorrosione. Da questo punto di partenza, sono necessarie ben settecento ore di lavoro per trasferire le caratteristiche di prestazioni e praticità che fanno rivivere e dare nuova linfa a questo iconico modello.

Le Tolman Edition sono dotate di una testa cilindri modificata per migliorare le performance. Il primo esemplare beneficia di un gruppo propulsore notevolmente aggiornato per offrire una maggiore coppia ai bassi regimi, ideale per l'uso stradale. Troviamo poi una centralina Motec con acceleratore fly-by-wire che migliora l'avviamento e la risposta dell'acceleratore, un differenziale Quaife Atb abbinato a pneumatici Michelin Youngtimer PE2 da 15 pollici per ottimizzare la trazione, garantendo un equilibrato mix tra aderenza e comfort. Altri miglioramenti interessano il cambio, con la scatola completamente ricostruita a beneficio della fluidità, il servosterzo e l'impianto luci full LED. Gli ammortizzatori Bilstein sono stati ritarati appositamente.

Peugeot 205 GTI Tolman Edition

Chris Tolman, patron dell'azienda, spiega: "L'impressione principale di chi ha provato la nostra auto di sviluppo è stata l'emozione che ha suscitato. I guidatori sono usciti dall'auto sorridendo, avendo ritrovato quella sensazione che è così difficile trovare quando si guidano le auto sportive di oggi su strada. Negli anni '80 e '90, per me e sicuramente per molti altri, le 205 GTI sono state il primo assaggio di auto ad alte prestazioni, qualcosa di gratificante, reattivo e coinvolgente. Volevamo ricreare quella sensazione di contatto con la strada, un'auto in cui si potesse semplicemente salire e divertirsi a guidare. Le attuali hot hatch superano queste auto in molti settori, ma nonostante la potenza e la dinamica incredibile, non riescono a ricreare quel coinvolgimento emotivo che ci ha fatto sentire speciali con la 205."

La 205 GTI Gutmann: 200 cavalli di pura passione

Ancora più estrema e rara è la 205 GTI allestita dal tuner tedesco Gutmann, ufficialmente riconosciuto dalla Casa francese. Nel lontano 1989, una normalissima Peugeot 205 costava circa 9 milioni di lire, mentre per una GTI 1.9 da 130 CV si dovevano sborsare 21 milioni. Per la Gutmann, la cifra saliva a 28 milioni di lire, un prezzo proibitivo per molti, soprattutto considerando che si trattava pur sempre di una compatta di segmento B. Per questo, in Italia ne furono vendute solo una ventina di esemplari.

Peugeot 205 GTI Gutmann 16V

Esternamente, la Gutmann si riconosceva immediatamente come qualcosa di profondamente diverso dalla già vistosa GTI. Al posteriore spiccava il logo 16V, che tradiva la natura profondamente modificata del suo motore. I cerchi in lega da 15 pollici con pneumatici Michelin Youngtimer PE2 erano considerati "oversize" per l'epoca, soprattutto per l'impronta a terra e la spalla. Anche all'interno, la Gutmann si distingueva dalla sua parente stretta GTI.

Il vero cuore della Gutmann era il suo motore, profondamente modificato. Manteneva il basamento e il cambio a cinque marce della GTI 1.9 da 130 CV, ma sostituiva la testata con quella più sofisticata della 309 GTI a 16 valvole (la 205 GTI montava un più semplice motore a 8 valvole). Questo artificio tecnico consentiva a Gutmann di raggiungere una potenza di 160 CV a 6.500 giri/min e una coppia di circa 180 Nm a 5.000 giri/min. Le prestazioni erano notevoli: da 0 a 100 km/h in circa 8,0 secondi e una velocità massima di ben 230 km/h.

La possibilità di provare la 205 GTI Gutmann, restaurata da Peugeot Italia, offre un'esperienza unica, un tuffo nel passato. L'abitacolo è pervaso da un suono pieno e corposo del quattro cilindri a iniezione meccanica, un piacere sempre più raro sulle sportive moderne. L'insonorizzazione è quasi assente, ma su un'auto del genere è un pregio, permettendo di gustare appieno il sound del motore. La leva del cambio offre innesti secchi ma precisi, tipici di un oggetto puramente meccanico. Si respira il puro piacere di guida che solo un motore aspirato sa regalare, con la sua erogazione lenta ma progressiva, fino al limitatore con una spinta costante e inesorabile.

L'assetto è granitico, con sospensioni che mostrano un'escursione praticamente nulla su dossi e buche. Lo sterzo meccanico, pur non essendo un campione di precisione negli inserimenti, trasmette un autentico senso di dominio dell'uomo-pilota sulla macchina, rendendo la guida impegnativa ma coinvolgente. Sorprendenti sono i freni. L'assenza di dispositivi elettronici e il comfort sacrificato in virtù dell'essenzialità e della leggerezza sono concetti lontani dalle auto di oggi, ma contribuiscono al sapore unico della Gutmann.

La Peugeot 205 nelle competizioni: il Gruppo N

Negli anni '80 e '90, la 205 GTI 1.9 fu ampiamente impiegata nelle gare, sia in pista, dove il CIVT (Campionato Italiano Velocità Turismo) conobbe il massimo successo, sia nei rally, sia in versione Gr. N che Gr. A. Dati i costi inferiori, la parte del leone era giocata dalle vetture in allestimento Gr. N, che a distanza di quasi quarant'anni sono tornate a farsi valere nelle competizioni per Autostoriche.

La preparazione di una 205 GTI 1.9 per il Gruppo N inizia con lo smontaggio completo della vettura stradale, asportando rivestimenti e parte meccanica per ottenere la scocca nuda. Quest'ultima viene sottoposta a sverniciatura ad acqua per verificare lo stato dei lamierati e procedere al lavoro di irrigidimento. Per quanto riguarda l'assetto, il restrittivo regolamento Gr. N impone l'uso di supporti elastici per contenere le vibrazioni e incrementare la silenziosità di marcia. L'avantreno è a ruote indipendenti con schema MacPherson, mentre il retrotreno è a bracci longitudinali e barre di torsione. Le molle elicoidali sono presenti solo anteriormente, mentre su entrambi gli assi sono presenti degli ammortizzatori idraulici telescopici. Anche l'impianto frenante deve utilizzare la maggior parte delle componenti di serie, tranne per alcuni particolari. I freni a disco sull'asse anteriore e a tamburo sull'asse posteriore sono accompagnati da un servofreno a depressione.

Il motore viene completamente smontato per verificare lo stato di usura delle varie parti ed eseguire le lavorazioni consentite dal regolamento Gr. N. Tra queste, la barenatura del monoblocco e un'accurata pulizia di tutti i passaggi del lubrificante e del liquido refrigerante, quindi la bilanciatura dell'albero motore con volano e gruppo frizione (con disco in materiale sinterizzato) e puleggia. L'accesso all'abitacolo è agevole, grazie al tubo obliquo singolo della gabbia di sicurezza. Anche la partenza è agevole, grazie alla frizione perfettamente modulabile, nonostante le molle più rigide.

Il quattro cilindri francese, pur non disponendo di una potenza esplosiva, si fa subito apprezzare per brillantezza e guidabilità. È pronto nella risposta fin dai regimi intermedi e offre un allungo rapido e costante, ben coadiuvato dal cambio che, pur essendo stradale, può contare su una buona rapportatura oltre che innesti dolci e al tempo stesso rapidi e precisi. Qualche preoccupazione arriva in fase di frenata, soprattutto nelle staccate più violente. Qui, la mancanza di regolazione della ripartizione della frenata (sulle vetture Gr. N va mantenuto l'impianto di serie), unita al beccheggio della vettura, crea un notevole scompenso del posteriore che richiede un certo mestiere per essere controllato a dovere.

La Peugeot 205 GTI, in tutte le sue declinazioni, rimane un simbolo di un'epoca, un'auto che ha saputo emozionare e che continua a farlo, sia nella sua forma originale che nelle sue rivisitazioni più estreme.

tags: #peugeot #gti #205 #200 #cavalli