Oltre il binario: identità, autodeterminazione e la nuova leadership politica

Sarebbe bello saperci, per l’appunto, liber3 e autodeterminat3 tanto quanto ci piace raccontarci. Fra i tanti, dei quali si potrebbe parlare a lungo, ne abbiamo scelti alcuni e ne abbiamo parlato con chi li vive sulla propria pelle tutti i giorni. Con Ali, Chiara ed Elena abbiamo parlato di pansessualità, poliamore e salute mentale. Elena Incatasciato, 32 anni, ci offre una prospettiva lucida sulle sfide contemporanee legate all'identità.

rappresentazione astratta di identità fluide e interconnesse

Definire l’orientamento: tra bisessualità e pansessualità

Cosa si intende per bisessualità/pansessualità? Per bisessualità parliamo di un orientamento sessuale e romantico dove si è attratti da più di un genere. La pansessualità, invece, è un orientamento dove il genere non viene preso in considerazione come fattore di attrazione. Quello che causa molti problemi è la pretesa che tra le due definizioni ci debba essere un confine netto, ma se guardiamo il Manifesto della Bisessualità del 1997 e la versione successiva del 2007, si vede che la definizione di bisessualità quasi include anche la pansessualità.

Negli anni, però, una parte della comunità si è riconosciuta di più nella seconda etichetta perché includeva esplicitamente le persone non binarie e intersessuali. È importante sottolineare che le persone bisessuali non siano transfobiche ma negli anni si è diffusa una definizione sbagliata del termine che prevedeva l’attrazione solo verso uomini e donne, creando di fatto una discriminazione verso la comunità trans*. L’ho capito quando ho iniziato a incontrare persone queer che mettevano in dubbio la mia convinzione di essere bisessuale. Non ho avuto un coming out sofferto, per fortuna, sono arrivata molto serenamente ad ammettere a me stessa che in fondo sono attratta da alcune caratteristiche di chi ho di fronte, ma il genere non rientra tra queste.

La ricerca di informazioni e il peso del tabù

Come hai trovato info sulla tematica? Anche Youtube si è rivelato un canale molto utile per cercare altre esperienze simili alla mia. In lingua italiana ho trovato poco, in inglese si è aperto un altro mondo. Il tabù che permane fa sì che ci siano pochi studi, in italiano, della storia della comunità bi+ nel nostro paese e pochi romanzi con personaggi bi/pan. Uno dei più conosciuti (anche se non viene mai nominata la parola bisessualità) è Modesta ne “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza.

Ti senti discriminata all’interno della comunità? Se sì, perché? Vorrei poter dire che la comunità lgtqia+ sia accogliente e non giudicante, ma non è così. La realtà dei fatti è che tante volte mi è capitato di ascoltare discorsi e battute bifobiche all’interno di spazi che si dichiarano “queer”, con poca consapevolezza dello stigma che si porta avanti. All’interno dei nostri spazi c’è un grosso tabù sugli orientamenti non monosessuali che facciamo fatica a rompere, le nostre istanze non vengono molto spesso prese in considerazione e non si comprende l’urgenza di parlarne.

Nel mondo esterno, a “eterolandia”, la situazione è più complicata. È un costante coming out, seguito da spiegazioni e occhiate perplesse. Ovviamente non mancano esclamazioni o aggressioni verbali, “sei una pedofila!”. Come se i bambini fossero un genere a parte, equiparando un orientamento sessuale a una parafilia. È allarmante come ancora adesso si possano fare affermazioni così a cuor leggero e non rendersi conto della gravità di quanto si è detto. Resistono ancora tutti gli stereotipi che ci vedono come persone confuse, promiscue, propense al tradimento e che trasmettono malattie e infezioni sessuali per colpa dei loro comportamenti.

Il sistema medico e la barriera dell'invisibilità

In campo medico, ma non solo, persiste un tabù che conferma ancora una volta il pensiero binario sull’identità della persona, mettendo in situazioni disagevoli (se non ostili) anche le persone bisessuali e pansessuali. Il personale medico sanitario non è preparato ad avere a che fare con pazienti che hanno rapporti romantici e sessuali con più di un genere, invisibilizzando di fatto le nostre vite e spesso questo comportamento ci inibisce nel fare visite di controllo oppure ci porta a mentire sulla nostra identità.

Hai trovato difficoltà con l3 partner riguardo la tua identità? Purtroppo sì, ci sono state dinamiche ben diverse. Quando mi sono resa conto di non essere eterosessuale avevo 16 anni e qualche anno più tardi ne ho parlato con il mio ragazzo. Cominciò a fare affermazioni bifobiche e a sessualizzare quella parte della mia identità. La differenza principale che ho riscontrato è una mancanza di rappresentazione nei prodotti culturali degli uomini bi e pan. Inoltre nelle associazioni sembra che non ci siano spazi sicuri per accogliere le loro istanze, insomma si sta cominciando.

Purtroppo la bi/pan rimane un tabù in una comunità queer dove gli uomini sono, per la maggior parte cis e gay, che monopolizzano i temi da trattare all’interno degli spazi e della rappresentazione delle soggettività che attraversano quegli spazi. Per le donne invece c’è sicuramente più visibilità e rappresentazione sui mass media. Tante donne nel mondo dello spettacolo hanno fatto coming out come bi/pan, ma il rovescio della medaglia, quello di cui non si parla, è l’esposizione maggiore a molestie, aggressioni e stupri sia da parte di persone esterne sia da parte de* propri partner. Anche il personale medico sanitario non è preparato ad accoglierci e a fornire un’assistenza adeguata, per non parlare delle forze dell’ordine o della magistratura che sono piene di pregiudizi.

L'ultimo Dittatore d'Europa: Aleksandr Lukashenko

Memoria collettiva e impegno politico

Esemplare fu la sentenza emessa dalla Corte di Firenze riguardo a uno stupro di gruppo da parte di un gruppo di sei ragazzi ai danni di una ragazza. La Corte assolse tutti gli indagati dichiarando che la ragazza non era attendibile a causa della sua bisessualità, vista come una condotta morale promiscua. Per approfondire, si possono consultare il “Manifesto Bisessuale” del 1990, il “Manifesto francese delle bisessuali e dei bisessuali” del 2007. Ultimamente è uscito “Lunatiche. La bisessualità non è una fase” di Tea Albanese e “Bi. Storia, scienza e cultura della bisessualità” tradotto da Marzia d’Amico. Materiali prodotti da associazioni come Bproud e Orgoglio Bisessuale. Per quanto riguarda la pansessualità in senso stretto c’è veramente molto poco e non ho molti riferimenti oltre al web e ai social. In italiano continua a esserci troppa poca letteratura su questo tema, internet per noi rimane la fonte principale dove trovare informazioni.

La notte di Stonewall non è solo un capitolo di storia: è l’origine di una lotta che ha trasformato la vergogna in orgoglio, la marginalità in presenza pubblica, una comunità in movimento. Oggi, a distanza di oltre cinquant’anni, quel conflitto torna a farsi visibile. Non si tratta soltanto di una bandiera, ma del riconoscimento di una storia e di corpi che l’hanno resa possibile. Stonewall, ancora una volta, non è un simbolo pacificato: è un terreno di scontro sulla memoria e sulla cittadinanza. Perennemente acceso.

La nuova leadership: Maia Sandu e la Moldavia

Nata sotto l'URSS, formata a Harvard, cresciuta tra le sfide di un Paese diviso tra Russia ed Europa: Maia Sandu è oggi il volto della Moldavia che vuole cambiare. Prima donna presidente della Repubblica moldava, ha costruito una leadership centrata su riforme strutturali, contrasto alla corruzione e integrazione con l'Unione Europea. Osteggiata da Mosca e contestata dai partiti interni filo‑russi, ha comunque ottenuto la rielezione nel 2024 e, grazie al successo alle recenti legislative, è pronta a rafforzare la sua agenda europea.

Maia Sandu nasce il 24 maggio 1972 a Risipeni. Dopo aver completato gli studi economici presso l'Academy of Economic Studies of Moldova (ASEM), Sandu prosegue la sua formazione a livello internazionale, ottenendo un master in Public Policy alla prestigiosa Harvard Kennedy School. L'esperienza accademica negli Stati Uniti si rivelerà fondamentale per la sua impostazione riformista. Tornata in patria, lavora come economista e consulente per la Banca Mondiale, costruendo un profilo tecnico apprezzato anche in ambito internazionale.

Nel novembre 2020, Maia Sandu vince le elezioni presidenziali sconfiggendo il presidente uscente Igor Dodon, esponente filo‑russo. È la prima donna a ricoprire la massima carica istituzionale del Paese. Il suo insediamento, avvenuto il 24 dicembre 2020, rappresenta una svolta per la Moldavia: per la prima volta, il capo dello Stato adotta una linea esplicitamente orientata verso Bruxelles. Durante il mandato presidenziale, Sandu imprime un'accelerazione al processo di integrazione europea. Nel 2022 la Moldavia riceve lo status ufficiale di Paese candidato all'Ue. Sul piano internazionale, Sandu prende posizioni nette contro l'influenza russa: condanna apertamente l'invasione dell'Ucraina, chiede il ritiro delle truppe russe dalla Transnistria e denuncia tentativi di destabilizzazione orchestrati da Mosca.

Maia Sandu durante un incontro istituzionale europeo

Sfide strutturali e prospettive future

Nonostante la forte legittimazione popolare, il percorso di Sandu non è privo di ostacoli. La presidente deve confrontarsi con una classe politica divisa, nella quale sono ancora presenti forze filo‑russe pronte a bloccare le sue iniziative. La corruzione sistemica resta una sfida aperta: molte delle riforme annunciate necessitano di approvazioni parlamentari e di un apparato statale efficiente. Inoltre, la Moldavia deve far fronte a una difficile situazione economica: l'emigrazione giovanile, la dipendenza energetica, l'instabilità dei mercati regionali e l'eredità delle crisi passate minano la crescita sostenibile del Paese.

Nel novembre 2024, Sandu viene rieletta per un secondo mandato, confermando il sostegno popolare al suo programma europeista. Il 28 settembre 2025 il suo partito PAS ottiene la maggioranza assoluta alle elezioni parlamentari, creando le condizioni politiche ideali per procedere con il referendum costituzionale sull'adesione all'Unione Europea. Questa finestra politica potrebbe rivelarsi cruciale per il futuro della Moldavia. La leadership di Sandu è chiamata ora a trasformare il consenso elettorale in risultati tangibili sul piano economico, giuridico e sociale.

Riservata e lontana dai riflettori della cronaca mondana, Maia Sandu è nubile, non ha figli e vive a Chişinău. Conduce uno stile di vita sobrio, in linea con l'immagine di integrità che ha sempre cercato di rappresentare in politica. Parla fluentemente quattro lingue - rumeno, russo, inglese e spagnolo - e possiede la cittadinanza rumena, aspetto che sottolinea il suo legame culturale con l’Europa occidentale.

Dinamiche industriali e contesti economici globali

Il contesto economico in cui si muovono le leadership moderne è complesso e interconnesso. Ad esempio, il 24 ottobre la nuova normativa TEN-T è stata integrata nell'Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE), di cui la Norvegia è parte. Nel II trimestre 2025 le esportazioni e le importazioni di servizi sono ammontate rispettivamente a 9 e 5,9 mld di Euro. Tuttavia, la produzione industriale in molte regioni ha registrato fluttuazioni significative. Ad aprile scorso la produzione industriale ha registrato un calo del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Le dinamiche di mercato influenzano anche il settore automobilistico, un pilastro dell'economia globale. La Fiat Algeria ha chiuso l’anno 2023 con un ottimo risultato, con circa 60.000 veicoli consegnati sul territorio nazionale. Catene di approvvigionamento e logistica interrotte, guidate da una carenza di semiconduttori, hanno riportato la produzione di veicoli in alcuni paesi indietro di anni. La mobilità autonoma è una delle principali tendenze dell'era emergente. Il 16 settembre l'Ufficio UE e la Camera di Commercio Europea a Hong Kong hanno organizzato il Forum "EU and Hong Kong: The Green Way", dedicato alla sostenibilità ambientale.

Nel 2020 il PIL ungherese a prezzi correnti è ammontato a 47.605 miliardi di Fiorini, circa 137 miliardi di euro. Volkswagen Slovakia ha riaperto alcune linee di produzione, dimostrando la capacità di resilienza del settore industriale europeo. Parallelamente, il Ruanda preme sull’acceleratore per attuare le riforme di Vision 2050, segnando un percorso di sviluppo autonomo e ambizioso che guarda alle sfide del futuro con lo sguardo rivolto alle infrastrutture e alla modernizzazione tecnologica.

infrastrutture industriali moderne e logistica globale

In questo scenario, dove l'economia si intreccia con i diritti civili e l'autodeterminazione delle persone, emerge chiaramente che ogni cambiamento strutturale - sia esso in un'azienda, in un'istituzione o nella percezione di un'identità - richiede coraggio, memoria e la volontà di rompere i vecchi schemi, che si tratti di un SUV ibrido, di una linea di produzione o del diritto di essere chi si è davvero.

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