Nell'ultimo decennio, il concetto di "autonomia" ha assunto un ruolo centrale nel dibattito automobilistico, specialmente con l'avvento delle auto elettriche. La domanda ricorrente è sempre la stessa: quanti chilometri si possono percorrere con una singola carica? Per rispondere a questa cruciale questione, abbiamo messo alla prova l'autonomia dichiarata della nuova Volkswagen Golf eHybrid, un modello iconico che introduce due nuove motorizzazioni plug-in da 204 e 272 cavalli. In un'epoca in cui la transizione energetica è prioritaria, esamineremo anche le prestazioni del motore 1.5 TSI da 130 CV, un propulsore che ha saputo distinguersi per la sua efficienza e versatilità.

La Nuova Era dei Propulsori Ibridi Plug-in Volkswagen
Gli ingegneri tedeschi hanno ridefinito l'approccio alla propulsione ibrida, progettando questi nuovi propulsori in modo che il motore a scoppio sia al servizio della parte elettrica, e non viceversa come accadeva in passato. Questa innovativa filosofia non sarà esclusiva della Golf, poiché anche Passat e Tiguan sono ordinabili con queste due nuove configurazioni plug-in. Per verificare l'effettiva autonomia a zero emissioni, abbiamo scaricato completamente la batteria della Golf eHybrid, monitorando i chilometri percorsi.
Sotto il cofano dei modelli sopracitati troviamo il motore termico 1.5 TSI, disponibile nelle varianti da 110 kW (150 CV) o 130 kW (177 CV), dotato di turbina a geometria variabile e una fase di combustione ottimizzata per la massima efficienza. Un propulsore che lavora in simbiosi con una batteria dalla chimica rivista e con raffreddamento liquido esterno, da 19,3 kWh e 110 kW di potenza di picco. Ed è proprio questa parte elettrica a svolgere anche la funzione di alternatore e di compressore per il condizionatore. Sfruttando la sola batteria, Volkswagen ha dichiarato fino a 144 chilometri di autonomia, permettendo di viaggiare fino a una velocità massima di 140 km/h; dopo tale soglia, intervengono i cilindri e i pistoni del motore termico. La nuova architettura consente anche di ricaricare in corrente continua fino a 50 kW, mentre in corrente alternata si arriva a 11 kW.

Prova di Autonomia Reale della Golf eHybrid
La Golf eHybrid da 204 cavalli, protagonista della nostra prova, mostrava in partenza un livello di carica della batteria dell'89%, pari a 93 chilometri di autonomia. Selezionando la modalità di guida Eco, che massimizza l'autonomia, ci siamo addentrati in un test di consumo reale tra Verona e il Lago di Garda. Nonostante un assetto sostenuto (forse anche troppo) e una notevole riserva di potenza che permette di raggiungere i 100 km/h in 7,2 secondi e una velocità massima di 220 km/h, la Golf eHybrid in modalità elettrica si è rivelata un piacere da guidare, dimostrando grande equilibrio in tutte le situazioni.
In salita, i consumi sono aumentati notevolmente, passando da 18 kWh ogni 100 km a oltre 23 kWh. Tuttavia, il recupero dell'energia in discesa ha permesso di guadagnare buona parte dell'autonomia persa. Sorprendentemente, anche superando i 100 km/h, i consumi sono stati più che soddisfacenti, attestandosi tra i 19 e i 22 kWh ogni 100 chilometri. È importante ricordare che si tratta di un'auto plug-in con una batteria da 19,3 kWh, e non di una Tesla elettrica da 100 kWh. Dopo oltre due ore di guida, siamo riusciti a percorrere ben 100 km, 7 km in più rispetto a quanto promesso da un'autonomia iniziale di 93 km. Un risultato ottenuto anche grazie a pochi tratti urbani, dove le frequenti ripartenze al semaforo tendono a far lievitare i consumi. Il nuovo powertrain si è dimostrato molto efficiente anche quando si viaggia con il motore a combustione, assicurando circa 20 chilometri al litro in ogni situazione, anche in città.
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La Volkswagen Golf 8: Evoluzione di un'Icona
La Volkswagen Golf 8, erede dell'auto che per anni è stata la più venduta in Europa e appartiene alla categoria delle berline compatte a 5 porte, è un modello che molto probabilmente viene preso in considerazione da chi deve scegliere una nuova auto. La Golf, giunta all'ottava generazione, è un mito: la bestseller di Volkswagen è il modello che nel 1974 ha dato vita al segmento delle medie compatte. È un'icona e ad ogni nuovo modello, come è successo qualche mese fa in occasione dell'uscita della Golf 8, tutti vogliono capire com'è fatta, dove è cambiata, come va e in cosa è migliorata.
La Golf è la macchina che per definizione non viene stravolta dai suoi progettisti quando devono sostituire un modello con uno nuovo. È sempre stato così e questo è il suo punto di forza: evolvere, lavorare su piccoli cambiamenti che nel complesso portino a modernizzare l'auto senza abbandonare l'impostazione di base. A livello stilistico questo significa portarsi dietro caratteristiche come il terzo montante sulla fiancata senza finestrini, largo e solido, o un rapporto fra lamiera e superfici vetrate ben preciso, o ancora, una proporzione molto razionale tra lunghezza totale, volume abitabile e spazio per i bagagli.
Esternamente, l'ultima evoluzione della Golf mostra solo piccoli cambiamenti. Nella parte anteriore si apprezza la nuova firma luminosa con logo illuminato e una nuova fanaleria dotata di tecnologia IQ Light Matrix Led. Nella parte posteriore troviamo invece un nuovo disegno interno della fanaleria led, che però mantiene la stessa forma ed ingombro del modello precedente. Ora è più lunga di 20 mm, larga come prima e più bassa di 30 mm, quindi le dimensioni non cambiano molto: lunghezza 4.284 mm, larghezza 1.789 mm e altezza 1.491 mm con un passo di 2.619 mm. Il colore del nostro esemplare in prova non aiuta di certo: per la cronaca è il Dolphin Grey metallizzato.

L'Abitacolo della Golf 8: Innovazione e Ergonomia
L'abitacolo è la parte in cui la Volkswagen Golf 8 è cambiata di più. Salta subito all'occhio il nuovo schermo del sistema di intrattenimento da 12,9 pollici, posizionato a sbalzo proprio al centro della plancia; nuovo anche il volante che è tornato ai tasti fisici, mentre la strumentazione di fronte al guidatore sfrutta un display da 10,25 pollici, anch'esso nuovo. L'infotainment è ora dotato di assistente vocale IDA, con intelligenza artificiale e ChatGPT. Per cominciare, la strumentazione digitale da 10 pollici è sempre compresa nel prezzo assieme al touchscreen al centro della plancia, che può essere da 8,25 o 10 pollici. Anche i comandi secondari sono tutti touch, a sfioramento e non più fisici, per un'interazione con l'auto più moderna pure dal punto di vista ergonomico.
In particolare, nel caso delle motorizzazioni con cambio automatico, la leva - essendo by wire, non collegata direttamente alla meccanica - è molto piccola e permette di liberare tanto spazio per gli oggetti, che peraltro trovano sistemazione anche in altre zone studiate con molta attenzione, come i pannelli porta rivestiti di moquette. Fin dalla versione base, dietro è di serie l'appoggiabraccia centrale, con il portabevande e il comodo carico passante per gli oggetti più lunghi. Per i bagagli, la capacità è rimasta quella del modello precedente, 380 litri, un valore che resta comunque tra i migliori del segmento. Scendono a 343 nelle varianti 4motion.

Dinamica di Guida e Comfort della Golf 8
In Volkswagen dicono che la piattaforma MQB su cui è costruita la nuova Golf è stata aggiornata. E guidando si sente, perché l'auto è più precisa, s'inserisce meglio in curva, ha più grip e un bilanciamento molto neutro tra avantreno e retrotreno. La Golf non delude mai: anche in questa nuova generazione la posizione di guida è comoda. La seduta è bassa ma chiunque riesce a stare comodo, con le ampie possibilità che avete per regolare la seduta, l’escursione del volante e tutto il resto. Il cockpit è orientato verso chi guida e la visibilità è buona in ogni direzione.
Mi l'aspettavo però insonorizzata meglio: si cominciano ad avvertire presto i fruscii aerodinamici e anche il rumore di rotolamento delle gomme. E in autostrada, ovviamente, lo si nota anche di più. Insomma, alle andature veloci il comfort acustico è migliorabile. La Golf sembra di averla sempre guidata: è semplice, ha una dinamica di guida molto neutra, è sempre molto sfruttabile. Intendiamoci bene, nulla di sconvolgente per il livello di guida che offre, però chilometro dopo chilometro si rivela proprio facile da guidare. Questa sua dote la si ritrova ancora di più in questa ottava generazione. Per raggiungere questo risultato in Volkswagen sono intervenuti per migliorare sterzo e sospensioni: lo sterzo mi è sembrato piuttosto preciso, e qui non c’è quello progressivo, che è di serie sulla R-Line. Le sospensioni hanno una buona capacità di assorbimento: qui abbiamo di serie le ruote da 17 pollici ma se scegliete anche quelle optional da 18” non dovreste avere problemi. Anche questa nuova Golf ha il retrotreno a ponte torcente per le versioni sotto i 150 cavalli, mentre con i motori più potenti viene impiegato un più raffinato sistema multilink. Si tratta di una scelta tecnica che divide e che non gioca certo a suo favore. Sono d’accordo con chi dice che con quello che costa potevano optare per il multilink su tutte: ciò non toglie che ha un buon comportamento, una buona tenuta di strada ed è sicura.

Uno degli aspetti più nuovi della Golf 8 sono gli ADAS, i sistemi di aiuto alla guida di secondo livello, che intervengono con naturalezza nel supportare il guidatore. Fra le cose che mi hanno colpito di più della nuova Volkswagen Golf c'è la possibilità di avere le sospensioni elettroniche, che nella modalità di guida Individual si possono regolare su 15 posizioni diverse nello smorzamento degli ammortizzatori. Lasciando il cursore tutto a sinistra sul touchscreen, le irregolarità della strada vengono assorbite isolando perfettamente dall'esterno. Con un alleato in più: a richiesta si possono avere anche dei sedili ergonomici specifici. Se scegliete l’allestimento superiore, questo Style, è di serie il Travel Assist, quello che già abbiamo visto e provato sulla nuova Passat. Gestisce acceleratore, freno e sterzo (chiedendovi di tenere sempre le mani sul volante) fino a 210 km/h. Anche sulle strade extraurbane mantiene la Golf nella sua corsia di marcia alla velocità impostata, considerando anche la corretta distanza dai veicoli che ci precedono. Se l’avete scelta poi con il cambio DSG a doppia frizione, potete guidare ancora più rilassati anche in coda e nel traffico stop-and-go.
Il Motore 1.5 TSI 130 CV nella Golf 8: Efficienza e Versatilità
La Volkswagen Golf 8 con motore 1.5 TSI turbo benzina da 130 CV e cambio manuale a 6 marce parte da 29.300 euro. Questo 4 cilindri turbo benzina da 130 CV abbinato a un cambio manuale a 6 marce vanta la tecnologia ACT, cioè la disattivazione attiva dei cilindri, per essere ancora più efficiente, e in effetti si è rivelato molto valido: è molto elastico, una dote fondamentale nel traffico di oggi, così non bisogna sempre ricorrere al cambio. Tra gli optional qui c’è il Driving Profile Selection, che costa 185 euro: per guidarla come preferite, scegliendo la modalità di guida più adatta alla strada che state affrontando e alle vostre esigenze.

Numeri parlando, la coppia è di 200 Newton per metro, la Casa dichiara uno 0 a 100 in 9”2 e una velocità massima di 214 km all’ora. Alla voce consumi si è rivelato efficiente: anche tirando un po’, tra città, extraurbane e autostrada la media è circa sui 15 km con un litro.
Nonostante la crisi economica generata dalla pandemia ce la farà ad essere di nuovo la più venduta in Europa? Ci riuscirà anche questa volta? Tra le alternative ci sono Ford Focus, Opel Astra, Peugeot 308, Hyundai i30, Renault Mégane e Toyota Corolla. Di sicuro ha lanciato una sfida non da poco alle rivali.
Allestimenti e Motorizzazioni della Golf 8
La Volkswagen ha riconfigurato l’intera gamma: le precedenti linee di allestimento Trendline, Comfortline e Highline sono state sostituite da Golf, Life e Style e dalla più sportiva R-Line. La Golf eHybrid è disponibile negli allestimenti Life, Style e R-Line, a questi si aggiungono le versioni speciali Edition Plus (derivata dalla Golf Life) e la 50 Years (derivata da Golf Style e disponibile solo fino a fine anno).
Tanti gli accessori di serie già dalla versione Life: il climatizzatore automatico Climatronic, chiave Kessy Go, il riconoscimento della segnaletica stradale, la regolazione della velocità, il sistema di ausilio al parcheggio anteriore e posteriore, connessione per il telefono Wireless sia Apple CarPlay che Android Auto, Digital Cockpit, la fanaleria a LED e i cerchi in lega da 16 pollici. Se la scegliete Life, avete già di serie: fari LED anteriori e posteriori, cerchi in lega da 16‘‘, Climatronic, volante multifunzione in pelle, Digital Cockpit da 10,25‘‘, radio con display da 8‘‘ e DAB+, cruise control adattivo, Front Assist, Lane Assist, l’App Connect, Car2X e altro ancora.
La scelta dei motori è molto ampia: ci sono i TSI a benzina, a cominciare dal 1.0 tre cilindri da 90 o 110 CV. Poi c’è questo 4 cilindri da 130 o 150 cv. Per chi fa tanti chilometri e sceglie il gasolio, un 2.0 TDI in due step di potenza: 115 o 150 CV provato sulla nuova Octavia. Per chi cerca bassi costi di gestione a fine anno arriverà il 1.5 TGI a metano con 130 CV. Le versioni ibride sono ben cinque. Tecnologia mild hybrid per i motori a benzina: il 1.0 tre cilindri eTSI da 110 CV e il 1.5 eTSI da 150, entrambi abbinati al DSG. Secondo il listino più recente, per il model year, si parte da 26.100 Euro per la 1.0 a benzina con 110 cv e cambio manuale a 6 marce nell’allestimento Life, per arrivare ai 36.300 necessari per la 2.0 TDI con 150 cv R-Line con il DSG. Per questa del test ce ne vogliono 29.300, poi ce ne sono 1.900 di optional per un totale di 31.200 Euro.
Volkswagen spinge sull'IBRIDO e i consumi CROLLANO | Analisi tecnica della Golf e-Hybrid 2024
La Skoda Kodiaq: Un SUV Spazioso e Versatile con Motore 1.5 TSI 130 CV
Se la Volkswagen Golf rappresenta l'eccellenza nel segmento delle berline compatte, la Skoda Kodiaq si propone come una soluzione ideale per chi cerca un SUV spazioso, versatile e confortevole, senza rinunciare all'efficienza. Esternamente, la nuova Skoda Kodiaq si presenta come un SUV di grandi dimensioni con 4,80 metri di lunghezza, 1,86 metri di larghezza, 1,67 metri di altezza, con un generosissimo passo di 2,79 metri. Dimensioni ideali per chi desidera un’auto a sette posti senza ritrovarsi al volante di un transatlantico. La versione speciale Sportline 130 Edition mantiene tutti gli elementi che già conosciamo, come i dettagli in nero lucido che le donano un aspetto più grintoso. Ci sono i cerchi in lega da 20 pollici, vernice metallizzata, tetto panoramico e il Family Pack: che include airbag laterali posteriori, cestini porta-rifiuti integrati, supporto per tablet, tendine parasole, protezione per i bordi delle portiere e anche un vano porta oggetti nel tunnel centrale posteriore. Insomma, pensata davvero per chi viaggia con tutta la famiglia.

Il bagagliaio si conferma tra i punti di forza del modello. Nonostante nella versione plug-in testata la capacità risulti leggermente ridotta per via dell’alloggiamento della batteria, il vano offre comunque ben 745 litri, che possono diventare 1.945 litri abbattendo i sedili posteriori. L’abitacolo colpisce subito per il suo stile sobrio ma moderno, con linee pulite e un’impostazione razionale che privilegia ergonomia e funzionalità. I sedili, dal profilo sportivo, sono rivestiti in pelle sintetica scamosciata, mentre la plancia si distingue per un design ordinato e ben studiato. La capacità di sfruttare ogni centimetro disponibile è evidente anche nei numerosi vani portaoggetti: sotto il bracciolo, nelle portiere e davanti al passeggero, tutto è pensato per garantire ordine e funzionalità. Immancabili, infine, le soluzioni “Simply Clever" che contraddistinguono il marchio Skoda: la clip per il biglietto del parcheggio, l’ombrello integrato nella portiera del conducente e i pratici paracolpi automatici che proteggono la carrozzeria all’apertura delle portiere.

Skoda Kodiaq Plug-In Hybrid: Prestazioni e Consumi
Una volta alla guida della nuova Skoda Kodiaq Plug-In hybrid con potenza da 204 CV e batteria da 19,7 kWh ci si ritrova in un ambiente spazioso, di qualità ed estremamente mirato al massimo comfort. La cosa che più di tutte mi ha stupito è la sua versatilità: si guida bene in autostrada, ma anche in città con il sistema ibrido si fa valere. Dal punto di vista prettamente dinamico, la nuova Kodiaq gode di un assetto veramente bilanciato ed adeguato alle più svariate situazioni. Le asperità della strada vengono assorbite molto bene e la sensazione di dominare la strada è sempre presente. Il lavoro fatto dall’assetto, molto morbido (a volte anche troppo) e bilanciato, si riflette anche in una buona insonorizzazione in abitacolo, elemento che ho avuto modo di apprezzare particolarmente in autostrada a velocità di codice.
Il cambio DSG a 6 rapporti lavora sempre in maniera precisa e fluida, gli manca un po’ di affilatezza nelle situazioni in cui è necessaria maggior potenza istantanea, ma in suo supporto arriva il Boost dell’unità elettrica che maschera bene questa leggera imprecisione. Nota di merito per il grande lavoro fatto nell’affinare i sistemi di sicurezza ADAS a disposizione del conducente. Il cruise control lavora molto bene sia in frenata che in ripresa della velocità impostata e gestisce molto bene le distanze con gli altri veicoli. Peccato per la levetta di azionamento posizionata ancora dietro al volante che risulta un po’ scomoda e antiquata, avrei preferito avere un tasto sul volante.
Volkswagen spinge sull'IBRIDO e i consumi CROLLANO | Analisi tecnica della Golf e-Hybrid 2024
La nuova Skoda Kodiaq Plug-In Hybrid, equipaggiata con una batteria da 19,7 kWh, si comporta molto bene in termini di efficienza. Con la batteria completamente carica, i consumi si attestano intorno ai 5,5 l/100 km nel ciclo misto, mentre in autostrada si sale a valori compresi tra i 6,7 e i 7,2 l/100 km. Bene anche l’autonomia in modalità completamente elettrica, che durante il test ha raggiunto i 106 km reali, con un consumo medio di 18,8 kWh/100 km. La Skoda Kodiaq nella versione plug-in hybrid è disponibile esclusivamente con configurazione a 5 posti: non è infatti possibile aggiungere la terza fila di sedili per arrivare a sette, a causa dell’ingombro della batteria.
Confronto tra Golf e Kodiaq: Due Approcci all'Efficienza
Sia la Volkswagen Golf eHybrid che la Skoda Kodiaq Plug-In Hybrid dimostrano come il gruppo Volkswagen stia investendo significativamente nello sviluppo di motorizzazioni efficienti e sostenibili. Entrambi i modelli, pur appartenendo a segmenti diversi, condividono la stessa filosofia di integrazione tra motore termico ed elettrico, con il 1.5 TSI che gioca un ruolo chiave in questa strategia.
La Golf eHybrid si propone come una berlina compatta, agile e tecnologica, ideale per chi cerca un'auto versatile per la città e i viaggi brevi, con la possibilità di percorrere lunghi tratti in modalità completamente elettrica. La sua autonomia reale di 100 km, superiore a quella dichiarata, ne è una chiara dimostrazione. Il motore 1.5 TSI da 130 CV, presente anche nelle versioni non ibride della Golf, si conferma un propulsore equilibrato, capace di offrire buone prestazioni e consumi contenuti.
D'altra parte, la Skoda Kodiaq Plug-In Hybrid si rivolge a chi necessita di maggiore spazio e versatilità, tipici di un SUV di grandi dimensioni. La sua autonomia elettrica di 106 km e i consumi ridotti, anche con la batteria scarica, la rendono una scelta interessante per le famiglie numerose o per chi percorre lunghe distanze. La Kodiaq, con il suo comfort elevato e la cura dei dettagli, si distingue per la sua capacità di adattarsi a diverse situazioni di guida, dal traffico urbano alle autostrade.
In sintesi, sia la Volkswagen Golf eHybrid che la Skoda Kodiaq Plug-In Hybrid, con il loro approccio innovativo alla motorizzazione e l'efficienza del motore 1.5 TSI, rappresentano due eccellenti esempi di come l'industria automobilistica stia evolvendo per offrire soluzioni che coniugano prestazioni, comfort e rispetto per l'ambiente, rispondendo alle crescenti esigenze di autonomia e sostenibilità.