Quelli che... il calcio: La Rivoluzione Televisiva che Ha Cambiato il Racconto Sportivo

Una vera rivoluzione, che ha cambiato la televisione e il racconto sportivo sul piccolo schermo, unendo agli schemi della radio (con le voci di "Tutto il calcio minuto per minuto") uno spettacolo televisivo per tutti, appassionati e no. Sono stati questi gli ingredienti che hanno portato all’ideazione di "Quelli che… il calcio", sublime format arrivato nel 1993 su Rai 3, nato dall’intuizione di Marino Bartoletti e dell’allora capostruttura Rai Bruno Voglino, decisi a scendere in campo la domenica pomeriggio, anche contro veri e propri colossi come "Domenica In" e "Buona Domenica". Fabio Fazio alla conduzione, una serie di personaggi indimenticabili, una vera e propria epopea, una rivoluzione copernicana del concetto stesso di televisione, perlomeno negli anni di conduzione del presentatore ligure, oggi fuoriclasse anche grazie a quanto accaduto a partire dal 1993. E proprio per salutare l’addio di questo storico programma, giunto al termine dopo 28 edizioni, vi proponiamo qui una accurata selezione di quei personaggi che ci hanno fatto compagnia per tantissime domeniche pomeriggio. Quelle belle, quando lo “spezzatino” era solo il secondo del pranzo domenicale e non un becero format per il calcio, ad uso e consumo di pochi e non certo dei tifosi. Eccoli qua, protagonisti, inviati, registi, tutti quelli che secondo noi meritano di essere menzionati appartenenti agli anni della conduzione di Fabio Fazio, i migliori del programma, che danno dal 1993 al 2001. Tutti insieme, sulle nostre pagine, quelli che hanno fatto la storia della nostra TV e del racconto sportivo, che ha unito negli stadi i tifosi delle squadre che si affrontavano in quella giornata e che, più in generale, ha ironizzato sul calcio.

La Nascita di un Format Rivoluzionario

"Quelli che… il calcio" non è nato per caso. L'idea alla base del programma fu concepita da Angelo Guglielmi, storico direttore di Rai 3, che mirava a definire l'identità del terzo canale Rai, considerato il più giovane, alternativo e di nicchia. La trasmissione doveva rappresentare un punto d'incontro tra la cronaca calcistica della "domenica di campionato" e un tradizionale programma televisivo domenicale, arricchito da elementi di attualità, cultura e spettacolo tipici di Rai 3.

Angelo Guglielmi

La scelta iniziale ricadde su Dario Fo, ma la conduzione fu poi affidata a Fabio Fazio, all'epoca non ancora trentenne ma già con esperienza alla guida di programmi per ragazzi. Questa decisione, presa da Marino Bartoletti e Bruno Voglino, inizialmente non entusiasmò Guglielmi, come Bartoletti stesso rivelò anni dopo. L'idea fondamentale, tuttavia, rimase invariata: creare un contenitore che unisse il calcio, lo spettacolo e l'attualità in modo innovativo.

L'eredità di "Tutto il calcio minuto per minuto"

Per le prime stagioni, il programma si avvalse delle voci storiche del programma radiofonico "Tutto il calcio minuto per minuto", come Nando Martellini e Sandro Ciotti. Questi radiocronisti avevano raccontato il calcio all'Italia quando la televisione non era ancora il mezzo principale per seguire lo sport. La trasmissione replicava la modalità radiofonica, mostrando gli aggiornamenti dei risultati in una barra in basso sullo schermo, mentre nella parte superiore si seguiva la partita commentata in diretta dagli inviati. Il pubblico non era più costretto ad accontentarsi di controllare i risultati su Televideo, ma riceveva aggiornamenti in diretta dalle voci di tifosi VIP, collegati dagli stadi o in studio.

Microfono radiofonico e schermo televisivo

Questa innovazione trasformò lo sport in un argomento di dibattito popolare, non più confinato agli addetti ai lavori. La narrazione televisiva non richiedeva più di scegliere tra la cronaca in diretta di "Tutto il calcio minuto per minuto" e l'intrattenimento di "Domenica In". "Quelli che… il calcio" offriva tutto in un unico contenitore, capace di soddisfare sia gli sportivi più accaniti che coloro per cui i gol non erano l'elemento centrale.

La Regia di Paolo Beldì: Un Genio dell'Ironia

Un ruolo fondamentale nel successo di "Quelli che… il calcio" fu svolto dalla regia di Paolo Beldì. Beldì, che aveva già diretto la Gialappa's Band agli esordi di "Mai dire tv" e successivamente lavorato con Adriano Celentano, portò una visione geniale che confezionava momenti di straordinaria ironia. La sua regia catturava le espressioni più inaspettate del pubblico, dallo spettatore assopito allo stadio a quello impegnato in gesti bizzarri, o il tifoso troppo acceso che rivolgeva gesti poco eleganti all'arbitro.

Un esempio emblematico fu Renato Panconi, pediatra tifosissimo della Sampdoria, il cui plateale gesto di disapprovazione sotto la pioggia lo trasformò in un inviato fisso del programma. Allo stesso modo, Carloni, un tifoso del Perugia di bassa statura, notato per il suo posto in curva dietro una colonna, divenne un volto ricorrente. Beldì aveva la capacità di trasformare persone comuni, spesso ignare delle proprie potenzialità comiche, in veri e propri personaggi televisivi.

IN RICORDO DI PAOLO BELDÌ

I Volti Indimenticabili del Programma

"Quelli che… il calcio" è ricordato anche per il suo vasto cast di interpreti, alcuni già famosi, altri ancora sconosciuti. La trasmissione divenne un vero trampolino di lancio per molti talenti.

Fabio Fazio: Da Imitaore a Maestro di Televisione

La conduzione di Fabio Fazio fu una delle chiavi del successo iniziale. Non ancora trentenne, Fazio divenne un volto familiare per gli appassionati di calcio. Partito come spalla e imitatore, si trasformò in un presentatore di prima grandezza, senza mai perdere il suo sorriso e la sua umiltà. La sua gestione dei tempi e degli spazi in trasmissione è considerata un vero manuale di televisione. La sua cifra stilistica, fatta di ironia, leggerezza e capacità di coinvolgere il pubblico, si è poi consolidata nei suoi successivi programmi di successo.

Marino Bartoletti: Il Padre Putativo del Format

Marino Bartoletti, firma di primo ordine del giornalismo sportivo italiano, è considerato il padre putativo di "Quelli che… il calcio". Bartoletti non solo diede il suo nome e volto al programma, ma si calò perfettamente nell'atmosfera giocosa che lo caratterizzò. Per otto anni consecutivi, dal 1993 al 2001, fu al fianco di Fabio Fazio, creando un sodalizio professionale e umano profondo. La sua capacità di unire la professionalità giornalistica con un approccio ironico e scanzonato fu essenziale per il successo del format.

Personaggi Iconici: Tra Comicità e Passione Calcistica

Il programma diede spazio a una galleria di personaggi indimenticabili che hanno segnato la storia della televisione italiana:

  • Idris Sanneh: Tifoso juventino per eccellenza, giornalista e opinionista, Idris incarnava perfettamente lo spirito del programma. La sua passione, unita a una profonda cultura e a un'irriverenza bonaria, lo rese uno dei volti più amati. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile, ricordato da Marino Bartoletti come la perdita di un "grande fratello" e di un amico di "umanità unica".
  • Teo Teocoli e Anna Marchesini: Questi due grandi comici furono presenze fisse per anni, portando sul piccolo schermo i loro personaggi memorabili, che divertirono milioni di spettatori.
  • Suor Paola: Tifosa laziale, portò la sua fede calcistica in modo genuino e simpatico, dimostrando come la passione sportiva potesse coesistere con la vita religiosa.
  • Peter Van Wood: Musicista e astrologo, Van Wood fu introdotto nel programma per le sue previsioni sui risultati delle partite. La sua cronica erranza nelle predizioni diede vita al personaggio di "Van Goof", un gufo che diventò la sua nemesi e un'icona del programma.
    Peter Van Wood e il Gufo Van Goof
  • Paolo Brosio: Noto per i suoi interventi a "Tuttosport" e per la sua copertura di Tangentopoli, Brosio trovò in "Quelli che… il calcio" un nuovo palcoscenico, dove la sua figura divenne ancora più popolare, anche grazie ai siparietti con sua madre Anna.
  • Everardo Dalla Noce: Giornalista noto per la sua precisione riguardo alla Borsa di Milano, Dalla Noce fu sorpreso più volte a mangiare durante le partite, dimostrando un disinteresse quasi comico per il gioco in sé, mentre seguiva con attenzione i risultati della sua Spal.
  • Tonino Carino: Storico inviato di "90° minuto", Carino portò la sua innata comicità nel programma, diventando un volto amato dal pubblico.
  • Massimo Alfredo Giuseppe Maria Buscemi: Attore caratterista del cinema italiano, Buscemi mise a disposizione del programma la sua incredibile memoria, conoscendo a memoria la carriera di tutti i calciatori.
  • Pietro Galeotti: Autore del programma, Galeotti incarnava l'anima della trasmissione con la sua simpatia, genialità e capacità di fornire informazioni statistiche documentate.

L'Atletico Van Goof: La Squadra Nata dalla TV

Un'intuizione geniale fu la creazione dell'Atletico Van Goof, una vera squadra di calcio nata nel 1997 e iscritta al campionato di Terza Categoria. Fondata a Bologna, la squadra adottò i colori bianco e arancione del gufo Van Goof e divenne un veicolo di spettacolo e beneficenza. Le sue gesta furono raccontate nel corso del programma, con la partecipazione di personaggi noti come Teo Teocoli (travestito da Carlo Mazzone), Vujadin Boskov come direttore tecnico, e persino ex campioni come Antonio Cabrini che indossarono la maglia della squadra. L'inno della squadra, scritto da Fabio Fazio e cantato da Claudio Baglioni, divenne un vero tormentone. L'Atletico Van Goof raggiunse la Prima Categoria nel 2001, ma con il passaggio di Fazio a Simona Ventura, i collegamenti con la squadra cessarono, portando alla sua graduale scomparsa, sebbene la sua eredità sia proseguita con la fusione che diede vita all'Atletico Castenaso Van Goof.

Logo dell'Atletico Van Goof

L'Evoluzione del Format e il Declino

Con l'addio di Fabio Fazio nel 2001, "Quelli che… il calcio" cambiò volto. Simona Ventura prese le redini del programma per dieci edizioni, mantenendo un buon successo ma iniziando a fare i conti con i mutamenti nel mondo del calcio. La parte calcistica diminuì progressivamente, trasformando il programma in un varietà sempre più scollegato dal calcio giocato.

Simona Ventura alla conduzione di Quelli che… il calcio

Le partite, seppur narrate e non mostrate in diretta, erano sempre state il cuore del format. La loro progressiva riduzione contribuì a snaturare l'idea originale. Il "calcio spezzatino", con partite distribuite su più giorni e orari, e la crescente disponibilità di contenuti calcistici in streaming e pay-tv, ridussero la necessità di immaginare e interpretare le partite attraverso il racconto.

Negli anni successivi, la conduzione passò attraverso diversi volti, tra cui Victoria Cabello, Nicola Savino, Luca e Paolo. Sebbene il programma abbia cercato di adattarsi ai tempi, perdendo i diritti televisivi per i collegamenti diretti dai campi di Serie A e virando sempre più verso il varietà, l'essenza del format si è gradualmente indebolita. La perdita dei diritti televisivi per i collegamenti con i campi della Serie A, in particolare, ha segnato un punto di svolta, costringendo la trasmissione a simulare collegamenti e a concentrarsi maggiormente su interviste e imitazioni.

Il programma, che aveva fatto compagnia agli italiani per oltre venticinque anni, diventando una delle trasmissioni più longeve della storia della televisione italiana, ha infine concluso la sua corsa. La sua eredità, tuttavia, rimane indelebile: "Quelli che… il calcio" ha radicalmente cambiato il modo di fare televisione, dimostrando come sia possibile unire intrattenimento, sport, cultura e ironia in un unico, indimenticabile contenitore. Ha insegnato che la televisione è di chiunque la frequenti, soprattutto del pubblico da casa, che merita di essere coinvolto in prima persona.

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