La Renault 19 16v rappresenta un capitolo affascinante nella storia automobilistica francese, un modello che, pur non essendo più una presenza comune sulle strade odierne, evoca ricordi vividi e un senso di passione per chi l'ha vissuta. Questa vettura, lanciata dalla casa automobilistica francese Renault tra il 1988 e il 1996, si è distinta per le sue prestazioni sportive e per un design che, pur rispecchiando le tendenze stilistiche dell'epoca, portava la firma inconfondibile di Giugiaro.

Le Origini e il Contesto Storico
Il progetto X53, che diede vita alla Renault 19, nacque in un periodo di profonda crisi economica per la Régie. Dopo il lancio della Renault 11 nel 1983, destinata a sostituire la meno apprezzata Renault 14 e ad affiancare la Renault 9, si era reso evidente che le vendite non raggiungevano i volumi sperati. Questa situazione, aggravata da ingenti investimenti per sfondare nel mercato statunitense, una gamma modelli ormai datata e una qualità percepita non ancora ottimale, aveva portato a un crollo della quota di mercato europea. La necessità di un veicolo qualitativamente superiore, capace di competere con le agguerrite concorrenti tedesche, in particolare la Volkswagen Golf, divenne impellente.
Il nuovo presidente, Georges Besse, e successivamente Raymond Lévy, posero un'enfasi straordinaria sulla qualità. Lévy, in particolare, dichiarò fermamente: "Io non so se la Volkswagen è gestita meglio della Renault, ma so per certo che una vettura come la Golf si vende bene grazie alla reputazione dovuta alla sua qualità". Questo mantra guidò lo sviluppo della 19, con numerosi controlli di qualità e test approfonditi sui prototipi, per un totale di 7,5 milioni di chilometri percorsi dai "muletti" X53.
La produzione iniziò nel maggio del 1988, ma la presentazione ufficiale e la commercializzazione avvennero solo il 5 settembre dello stesso anno in Francia, con un prezzo inferiore del 10% rispetto alla R11 uscente.
Design e Aerodinamica: Una Linea Funzionale
La Renault 19 non brillava per l'originalità delle sue linee, ma risultava decisamente più moderna rispetto ai modelli che andava a sostituire. Disegnata in collaborazione con Italdesign di Giorgetto Giugiaro, presentava una linea a due volumi e mezzo, simile all'impostazione della R11, ma con un'aerodinamica notevolmente migliorata. Il frontale era caratterizzato da una calandra quasi assente, con il cofano motore che si prolungava sulla parte anteriore, conferendo un aspetto più filante. I fari anteriori rettangolari e il paraurti avvolgente con presa d'aria integrata contribuivano a un look funzionale e leggermente grintoso.
La fiancata lineare, con una linea di cintura non eccessivamente alta, garantiva una buona agilità visiva. La coda, invece, era più sviluppata in altezza, dominata dall'ampio portellone posteriore dotato di un piccolo spoiler integrato e da gruppi ottici quadrati. L'estrema linearità del frontale permise di raggiungere un coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) di 0,30, un valore eccellente per l'epoca.

Interni e Abitabilità: Spazio e Comfort
L'abitacolo della Renault 19 offriva un buon spazio sia per i passeggeri anteriori che per quelli posteriori. La plancia, sebbene non rivoluzionaria, presentava una console centrale leggermente orientata verso il conducente e un cruscotto completo, adeguato alla fascia di mercato di riferimento. I vetri elettrici anteriori (non posteriori) erano azionati dalla consolle centrale, accanto al comando della chiusura centralizzata. La vettura era inoltre dotata di un sistema antiappannamento per il lunotto e di un telecomando centralizzato ad infrarossi con comando attivato dalla chiave principale.
La linea di cintura piuttosto bassa implicava una maggiore superficie vetrata, traducendosi in un abitacolo più luminoso e una visibilità eccellente anteriormente e lateralmente. La visibilità posteriore era invece leggermente limitata dal cofano rialzato e dal lunotto di dimensioni relativamente contenute. Il bagagliaio era sorprendentemente capiente per il segmento C, offrendo 386 litri in configurazione standard, superando i 330 litri della Fiat Tipo, e raggiungendo ben 1.310 litri con lo schienale posteriore abbattuto, superando i 1.200 litri della Fiat Regata Weekend.
Motorizzazioni e Prestazioni: Il Cuore della 16v
La gamma motori della Renault 19 rappresentò un punto di forza, introducendo la nuova famiglia di motori Energy. Tuttavia, la vera protagonista per gli appassionati di prestazioni è stata la Renault 19 16v.
Questa versione, spesso identificata come "16S" in Francia, rappresentò l'apice della sportività della gamma. Equipaggiata con un motore da 1.8 litri a 16 valvole, erogava una potenza massima di 140 CV. Questo propulsore, grazie alla sua architettura a quattro valvole per cilindro, garantiva prestazioni brillanti, con un'accelerazione da 0 a 100 km/h dichiarata in 7,9 secondi e una velocità di punta che raggiungeva i 215 km/h. Il rapporto potenza/peso era di 8,41 kg/CV, un valore notevole per l'epoca.

La 16v si distingueva esteticamente per i cerchi in lega da 15 pollici dal disegno specifico e per un leggero ridisegnamento del paraurti anteriore. L'assetto ribassato contribuiva a un comportamento più sportivo nella guida brillante.
Oltre alla performante 16v, la gamma 19 offriva diverse opzioni:
- Versioni a benzina: Si partiva dal motore 1.4 litri, disponibile in diverse varianti di potenza (da 58 CV a 93 CV con iniezione catalizzata). Il motore 1.7 litri era proposto in versioni da 73 CV, 90 CV e 107 CV. Successivamente, il 1.7 fu sostituito da un nuovo 1.8 monoalbero da 93 CV (RSi o 1.8 SPI) e 110 CV (Baccara o 1.8 MPI).
- Versioni diesel: Il 1.9 litri diesel era disponibile anche in versione turbocompressa, inizialmente con 95 CV, potenza poi ridotta a 90 CV con l'avvento del catalizzatore.
Il cambio era prevalentemente manuale a 5 marce, con eccezioni per la versione base equipaggiata con un motore 1.2 litri e un cambio a 4 marce. Nel maggio 1991, la versione TXE offrì un nuovo cambio automatico a 4 rapporti.
Evoluzione e Restyling
La Renault 19 non rimase statica nel corso della sua produzione. Nell'aprile 1989, la gamma si arricchì della versione berlina a tre volumi, denominata 19 Chamade. Nel 1990 venne lanciata la 19 1.8 16V, erede delle sportive 11 Turbo e 9 Turbo.
Un sostanziale restyling avvenne nel 1992. Anteriormente, i fari furono ridisegnati e apparve una calandra divisa dallo stemma centrale Renault. Posteriormente, i fari posteriori furono uniti da un fascione in plastica rosso scuro. Il cruscotto fu rivisto nelle versioni con guida a sinistra. Le motorizzazioni videro l'introduzione del 1.8 monoalbero e la riduzione di potenza della 16v a 137 CV per l'adeguamento al catalizzatore. Anche le versioni diesel turbodiesel ricevettero il catalizzatore, con una conseguente riduzione di potenza.
Porsche 911 targa vs Renault 19 f7p
La Versione Cabriolet
Nel luglio 1991, la gamma si ampliò con la versione cabriolet, sviluppata dal rinomato preparatore Karmann. Destinata a competere con modelli come la Golf Cabrio e la Peugeot 205 Cabrio, la 19 Cabriolet offriva un'alternativa scoperta nel segmento di mercato di fascia medio-bassa. Omologata per quattro persone, si distingueva per la capote in tela a doppio strato e per le distintive "gobbe" dietro i poggiatesta posteriori. Era disponibile con motori 1.7 ad iniezione elettronica da 93 CV, il 1.8 16v da 140 CV (poi 137 CV) e il nuovo 1.8 MPI da 110 CV.
Eredità e Successo Commerciale
La Renault 19 riscosse fin dall'inizio un successo commerciale notevole. Le vendite parlarono chiaro, posizionandola come un'auto apprezzata sia per la qualità costruttiva che per le sue prestazioni, specialmente nella versione 16v. Nonostante le critiche per una linea non sempre innovativa, fu elogiata per la qualità degli interni e per l'affidabilità generale.
La produzione della Renault 19 terminò nel 1995, ma la sua commercializzazione in alcuni mercati si protrasse fino al 1996, e la versione cabriolet addirittura fino al 1997. In America Latina, dove veniva anche prodotta, la 19 rimase in listino fino al 2001.
La Renault 19 fu sostituita dalla Renault Mégane di prima generazione, che ne ereditò parte della meccanica, segnando la fine di un'era per la classica denominazione numerica Renault, introdotta nel 1961.
La Renault 19 16v Oggi: Un Oggetto di Culto
Oggi, la Renault 19 16v è diventata un'auto di interesse per collezionisti e appassionati. Trovare esemplari in buone condizioni richiede pazienza e dedizione, come dimostra la storia personale di chi, dopo anni di ricerca, è riuscito a ritrovare un esemplare che evocasse ricordi d'infanzia. La sua combinazione di prestazioni, design funzionale e storia industriale la rende un pezzo di automobilismo francese da riscoprire e apprezzare. La sua velocità massima di circa 215 km/h e l'accelerazione fulminea la rendevano una vera sportiva per il suo tempo, capace di competere con i migliori del segmento.