La Renault Kangoo di prima generazione ha rappresentato un punto di svolta nel segmento dei veicoli multiuso, unendo la praticità di un furgone alla versatilità di un'automobile per il trasporto passeggeri. Il suo successo, sebbene non abbia raggiunto i volumi della celebre Renault 4, ha dimostrato come il pubblico abbia gradito la presenza di una vettura multiuso di questo tipo. La Kangoo divenne infatti un ottimo mezzo per il trasporto commerciale, oltre che una valida alternativa alle solite monovolumi e station wagon che costellavano già all'epoca il panorama automobilistico internazionale. La sua abitabilità ha persino consentito la realizzazione di alcune camperizzazioni, sottolineando la sua intrinseca flessibilità.
Design e Caratteristiche Esterni
La linea della Kangoo presentava un frontale distintivo, dotato di gruppi ottici arrotondati, con indicatori di direzione posizionati sul lato inferiore, un richiamo stilistico che ricordava la Renault Twingo. Anche il resto del corpo vettura esibiva forme arrotondate, contribuendo a un aspetto morbido e funzionale. La coda, decisamente verticale, integrava gruppi ottici anch'essi ad andamento verticale, enfatizzando la praticità e la capacità di carico del veicolo. Il bagagliaio, o il piano di carico nelle versioni furgonate, era comodamente accessibile grazie all'ampio e pratico portellone, disponibile sia in due parti sia, a scelta, nell'unica configurazione ad apertura verticale.

Le vetture prodotte fino al 1999 si caratterizzavano per la presenza di un'unica porta laterale posteriore, posizionata sul lato destro e scorrevole, con un finestrino dotato di apertura a compasso, una soluzione condivisa con le dirette concorrenti francesi, quali la Peugeot Ranch e la Citroën Berlingo. Questo dettaglio sottolineava l'orientamento del veicolo verso la massima funzionalità nell'accesso al vano posteriore.
Architettura Meccanica e Trasmissione
Dal punto di vista meccanico, la Renault Kangoo di prima serie adottava il classico schema "tutto avanti", sinonimo di semplicità costruttiva, buona maneggevolezza e ottimizzazione dello spazio interno. Questo schema prevedeva il motore anteriore trasversale e la trazione anteriore. La trasmissione era solitamente manuale a 5 marce, garantendo un controllo diretto e affidabile della potenza. Tuttavia, per rispondere a esigenze diverse, era disponibile a richiesta anche una trasmissione automatica, offrendo maggiore comodità nella guida urbana e nei percorsi a traffico intenso. Nel 2000, su alcune versioni, fu introdotto anche il cambio automatico Proactive, ampliando ulteriormente le opzioni disponibili per i clienti.

Evoluzione delle Motorizzazioni a Benzina
La gamma motori della Kangoo I serie ha subito diverse evoluzioni nel corso della sua produzione, adattandosi alle normative e alle esigenze del mercato.
Il 1.2 8V: La Motorizzazione d'Ingresso
La motorizzazione base delle prime Kangoo era rappresentata dal 1.2 8V. Questo propulsore, sebbene denominato 1.2, derivava in realtà dal nuovo 1.2 utilizzato sulle ultime Clio della prima serie e aveva una cilindrata effettiva di 1149 cm³, essendo quindi più un "millecento". La distribuzione era a due valvole per cilindro, una configurazione che privilegiava la robustezza e la semplicità. La potenza massima erogata era di 60 CV a 5250 giri/min, con una coppia massima di 70 N·m a 2500 giri/min. Queste caratteristiche lo rendevano adatto a un utilizzo prettamente urbano e a carichi leggeri.
Il 1.4: Maggiore Potenza e Coppia
Per chi necessitava di prestazioni superiori, era disponibile il motore 1.4. Questo propulsore, utilizzato esclusivamente nella prima serie, aveva una cilindrata di 1390 cm³. Erogava una potenza massima di 75 CV a 5500 giri/min, con una coppia motrice sensibilmente migliore, pari a 114 N·m a 4250 giri/min. Il 1.4 offriva una maggiore elasticità e una migliore risposta, rendendo la Kangoo più adatta anche a percorsi extraurbani e al trasporto di carichi più consistenti.
L'Aggiornamento del 1.2 e l'Introduzione del 1.6 16V
Nel 2002, il vecchio 1.2 8V venne sostituito dalla corrispondente unità a 4 valvole per cilindro. Questa nuova versione era in grado di erogare 75 CV di potenza massima, un incremento significativo che garantiva un allungo massimo di 153 km/h e una maggiore brillantezza nella guida.
Con il restyling del 2003, la gamma motori a benzina si arricchì ulteriormente con l'introduzione del 1.6 16V. Questo motore, derivante dal 1.6 16V utilizzato sulle Clio seconda serie, aveva una cilindrata di 1598 cm³ ed erogava in genere 95 CV di potenza massima. Questa motorizzazione rappresentava l'opzione più potente a benzina, offrendo prestazioni vivaci e una maggiore capacità di affrontare viaggi più lunghi con agilità. Interessante notare che il 1.6 16V era disponibile anche con alimentazione doppia benzina/metano, una soluzione che rispondeva alle crescenti esigenze di riduzione dei costi di gestione e dell'impatto ambientale. In quest'ultima configurazione, la potenza massima scendeva a 82 CV, pur mantenendo un buon livello di fruibilità.
L'Evoluzione dei Motori Diesel
La Kangoo ha sempre avuto una forte vocazione per il trasporto, sia di persone che di merci, e per questo le motorizzazioni diesel hanno giocato un ruolo cruciale nel suo successo, offrendo efficienza e robustezza.
Il 1.9 D: La Tradizione del Diesel Aspirato
La Kangoo fu una delle ultime Renault ad utilizzare l'unità motrice 1.9 D, un propulsore ormai di vecchia concezione. Tuttavia, data la tipologia di vettura e l'utilizzo verso cui era destinata, la presenza di questo motore era ancora plausibile. Il 1.9 D era conosciuto per la sua affidabilità e i costi di manutenzione contenuti, pur con prestazioni modeste, ideali per un uso gravoso e continuativo.
L'Avvento dell'Iniezione Diretta: 1.9 dTi e 1.9 dCi
Successivamente, furono introdotte nuove motorizzazioni diesel, che segnarono un passo avanti in termini di prestazioni ed efficienza. Tra queste, spiccò il 1.9 dTi, caratterizzato, oltre che dalla sovralimentazione, anche dall'iniezione diretta di gasolio. Questa tecnologia garantiva 80 CV di potenza massima e una velocità massima di 160 km/h, offrendo un significativo miglioramento rispetto al precedente diesel aspirato.
Un'altra versione a gasolio di rilievo fu il 1.9 dCi con tecnologia common rail. Questo propulsore, anch'esso in grado di erogare 80 CV, sostituì il 1.9 dTi, portando con sé i vantaggi dell'iniezione diretta ad alta pressione, che si traducevano in una maggiore regolarità di funzionamento, minori emissioni e consumi più contenuti.
L'Introduzione del Versatile 1.5 dCi
Nel 2002 fu adottato anche il 1.5 dCi, un motore da 1461 cm³ che si sarebbe rivelato estremamente versatile e longevo nella gamma Renault. Questo propulsore era disponibile in due livelli di potenza: 65 ed 80 CV, offrendo un buon equilibrio tra prestazioni ed economia d'esercizio.
Con il restyling del 2003, sebbene il 1.5 dCi fosse apparso già sulla prima serie nell'ultimo anno di commercializzazione, nella Kangoo I restyling la scelta divenne più ampia. Questo propulsore divenne disponibile in tre livelli di potenza: 61, 68 e 84 CV. Tale varietà consentiva ai clienti di scegliere la versione più adatta alle proprie esigenze, sia per un uso leggero che per un impiego più gravoso.
10 Motori Diesel eterni e indistruttibili
Versioni Speciali e Allestimenti
La versatilità della Kangoo di prima generazione si manifestava anche nella disponibilità di diverse versioni e allestimenti, pensati per soddisfare un'ampia gamma di esigenze.
Kangoo Passeggeri e Van
La Kangoo fu subito proposta sia con allestimento per il trasporto passeggeri sia come van, evidenziando la sua doppia anima di veicolo familiare e commerciale. Questa capacità di adattamento fu uno dei pilastri del suo successo.
Kangoo Pick-up e Camperizzazioni
Sul mercato svedese, la Kangoo fu persino proposta in configurazione pick-up, dimostrando la flessibilità del suo telaio e la sua capacità di adattarsi a usi specifici. Come accennato, la sua abitabilità e la conformazione del vano di carico hanno consentito la realizzazione di alcune camperizzazioni, trasformandola in un piccolo veicolo ricreazionale per avventure on the road.
Kangoo RX4: La Trazione Integrale
L'anno 2001 vide l'ingresso di due nuove versioni significative. Tra queste, spiccava la Kangoo RX4 a trazione integrale, un'innovazione importante per il segmento. Questa versione, dotata di capacità off-road, offriva maggiore sicurezza e aderenza su fondi difficili, ampliando il raggio d'azione del veicolo e rendendolo adatto anche a contesti rurali o montani.
Kangoo Maxi: Spazio di Carico Ampliato
Sempre nel 2001, fu introdotta la Kangoo Maxi, caratterizzata da uno sbalzo posteriore più accentuato. Questa modifica strutturale permetteva di aumentare notevolmente il volume di carico, che saliva così a ben 2 metri cubi, rendendola una soluzione ideale per i professionisti che necessitavano di maggiore capacità di trasporto merci.
Restyling e Aggiornamenti
La prima generazione della Kangoo non è rimasta statica, ma ha beneficiato di diversi aggiornamenti estetici e funzionali per rimanere competitiva sul mercato.
Il Restyling del 2003
Nel 2003 si ebbe un restyling significativo della Kangoo, con una decisa rivisitazione al frontale. Questo includeva l'adozione di fari anteriori di forma ellissoidale con angoli appuntiti, che conferivano al veicolo un aspetto più moderno e dinamico. Furono introdotti anche nuovi gruppi ottici posteriori. Le dimensioni esterne subirono un leggero incremento, specialmente in lunghezza ed altezza, contribuendo a un'impressione di maggiore solidità. Per quanto riguarda i motori disponibili, la versione restyling condivideva con la gamma precedente solo il 1.2 16V, mentre le altre motorizzazioni vennero aggiornate o introdotte ex novo, come il 1.6 16V e l'ampliamento della gamma 1.5 dCi. A quel punto, furono disponibili anche nuove versioni a benzina con possibilità di funzionare anche a gas metano, e su alcune altre versioni divenne invece disponibile il cambio automatico. Il test Euro NCAP del 2003 ha valutato la sicurezza del veicolo in questa configurazione.

L'Ultimo Lieve Restyling del 2007
La prima generazione della Kangoo fu oggetto di un ultimo lieve restyling nel 2007, dopodiché fu tolta di produzione per fare spazio alla seconda generazione, nota anche come Kangoo II. Questo aggiornamento finale consolidò l'estetica e le funzionalità del modello prima del suo passaggio di testimone.
Il Successo di Mercato e il Posizionamento
Il successo della Renault Kangoo di prima serie fu immediatamente buono. Pur non raggiungendo i volumi di vendita di un'icona come la Renault 4, il pubblico ha comunque apprezzato la sua natura multiuso. La Kangoo si affermò come un ottimo mezzo per il trasporto commerciale, sia come valida alternativa alle monovolumi e station wagon già diffuse all'epoca. La sua intrinseca flessibilità, unita a costi di gestione contenuti e a una praticità d'uso elevata, ne fecero una scelta popolare per famiglie e professionisti. Il suo stile, definito "Stile parigino alla corte di Spagna" dal "Corriere della Sera" nel maggio del 1997, ne sottolineava un'identità unica e apprezzata.

Transizione alla Seconda Generazione
All'inizio del 2008 è stata lanciata la seconda serie della Kangoo, una vettura più grande e basata non più sulla piattaforma della Clio, ma su quella della monovolume media Scénic. La nuova Kangoo si proponeva mantenendo invariata l'impostazione generale del corpo vettura, ma con linee meno tese, più arrotondate. La nuova versione appariva più simile a una vettura che a un furgone e si poneva come concorrente ideale di veicoli come il Peugeot Partner e il Fiat Doblò, ma da certi punti di vista poteva essere una valida alternativa anche alla Škoda Roomster. L'avvicinamento del nuovo Kangoo al mondo delle autovetture piuttosto che a quello dei furgoncini era visibile all'interno, e in particolar modo nel posto guida, reso più ergonomico e simile nel disegno a quello di diverse monovolume. Il test Euro NCAP del 2008 ha valutato la sicurezza di questa nuova generazione.
La dotazione di serie per tutte le versioni comprendeva l'ABS, il doppio airbag (con airbag passeggero disattivabile), attacchi Isofix, volante regolabile e poggiatesta posteriori. La lista optional era assai nutrita e prevedeva tra l'altro gli airbag laterali, i fendinebbia, il computer di bordo, il climatizzatore, il tetto apribile ed i sensori di parcheggio. La gamma motoristica iniziale prevedeva il 1.6 K7M a benzina da 106 CV e 170 km/h di punta, nonché il 1.5 dCi della famiglia K9K in ben quattro livelli di potenza, vale a dire 68, 86, 105 e 106 CV (questi ultimi differenti tra loro per la presenza o meno del filtro antiparticolato), con velocità massime rispettivamente di 147, 158, 169 e 170 km/h. Il cambio era a 5 marce, ma su alcune versioni veniva montato un cambio a 6 marce. Di serie si trovavano i due airbag frontali e l'ABS.
Alcuni mesi dopo il debutto, al 1.6 a benzina da 106 CV è stato affiancato anche un 1.6 monoalbero a due valvole per cilindro da 90 CV, derivato dal 1.6 che oltre 10 anni prima veniva montato sotto il cofano delle prime Renault Mégane. La vettura non è stata prodotta, almeno nei primi anni, in versione 4x4 e la gamma non ha subito sostanziali modifiche fino all'aggiornamento avutosi all'inizio del 2011: in questa occasione, la vettura ha beneficiato di alcuni ritocchi estetici, localizzati in particolare nel paraurti anteriore ridisegnato, e negli interni, con alcuni lievissimi ritocchi alla plancia.
Nell'autunno del 2012, invece, la gamma si arricchì ulteriormente con l'arrivo della Grand Kangoo, caratterizzata da un pianale (usato anche dal Kangoo ZE) con passo allungato di ben 38,4 cm in modo da poter ospitare tre file di sedili per sette posti complessivi. Il motore previsto per questa nuova variante era unicamente il 1.5 dCi nelle versioni da 90 e da 110 CV. Contemporaneamente, in virtù dell'alleanza stretta tra il Gruppo Renault-Nissan e la Daimler AG, cominciò ad essere prodotta una Kangoo rivista e ripensata in chiave Mercedes-Benz. Tale modello prenderà il nome di Citan.
Nel marzo del 2013, il Kangoo subì un restyling piuttosto marcato: si ebbero significativi aggiornamenti nel frontale, dove cambiarono i fari anteriori ed anche la calandra, costituita da una fascia nera che si allargava al centro per fare spazio al grande stemma della "losanga", e che quindi era ora più fedele al nuovo corso stilistico della Renault. Rivisitazioni significative si ebbero anche ai retrovisori esterni ed ai gruppi ottici posteriori. Anche l'abitacolo subì aggiornamenti, in particolare grazie all'arrivo di una nuova plancia e di un nuovo volante. Con l'aggiornamento fu possibile anche richiedere un divanetto anteriore a tre posti anziché i classici due sedili separati. La gamma motori vide invece la scomparsa del 1.6 aspirato da 105 CV, sostituito dal più moderno 1.2 TCe da 114 CV. Inoltre venne aggiunto un dispositivo che indicava il momento ottimale per la cambiata, in maniera da limitare consumi ed emissioni. Dopo il restyling, in alcuni mercati la versione 1.5 dCi da 75 CV era stata soppressa, ma nel 2014 è stata ripristinata nuovamente.
A partire dal 2019 la gamma motori rimase completamente composta da motori diesel, che per l'occasione vennero aggiornati in modo da integrare la tecnologia BluedCi, ossia con un iniettore di additivo a monte del catalizzatore in modo da ridurre l'emissione di ossidi di azoto. La gamma motori, tutti da 1,5 litri, fu disponibile a quel punto solo con potenze di 80, 95 o 115 CV.
Kangoo Be Bop: L'Interpretazione Ricreativa
Al Salone dell'Automobile di Parigi del 2008, pochi mesi dopo il lancio della nuova generazione, è stato presentato il Kangoo Be Bop, basato sulla versione accorciata del Kangoo di base e lunga 3,87 m. Il debutto commerciale in Italia è avvenuto nel maggio del 2009. Caratteristica della Be Bop era il tettuccio apribile posteriore, esteso fino alla sommità del portellone posteriore, che dava la possibilità di creare un'unica apertura che partiva da sopra al divanetto posteriore e arrivava fino alla base del lunotto (che era scorrevole, come un normale vetro laterale). Il Be Bop uscì di produzione nel dicembre 2010, rappresentando un interessante esperimento di veicolo ricreativo e lifestyle.
Renault Kangoo Z.E.: L'Era Elettrica
Il Renault Kangoo Z.E. Concept è stato il primo prototipo del progetto Renault Z.E., presentato al salone dell'automobile di Parigi nel 2008, a propulsione interamente elettrica. Da tale prototipo, è stata in seguito derivata la versione definitiva ad emissioni zero del furgoncino Renault, una versione equipaggiata con un motore elettrico da 60 CV, alimentato mediante una batteria agli ioni di litio ricaricabile completamente in 9 ore e dotata di sistema di recupero dell'energia in frenata.
La Kangoo Z.E. è stata proposta subito in tre versioni: normale, con cabina a due posti e cassone posteriore con pareti in lamiera; Kangoo Z.E. Maxi con passo maggiorato per permettere di avere un cassone di dimensioni maggiori, cabina a due posti e sportello laterale per l'accesso al vano di carico; Kangoo Z.E. Combi, analoga negli ingombri alla Maxi, ma con superfici vetrate laterali e posteriore, e con cabina a 5 posti più un vano di carico di capacità superiore rispetto a quello di una normale Kangoo. Nel mese di aprile del 2012, la Kangoo Z.E. ha ulteriormente consolidato la sua presenza sul mercato.
La Terza Generazione e le Nuove Motorizzazioni
Le prime immagini della terza generazione della Kangoo sono state svelate il 12 novembre 2020, ma la commercializzazione è stata avviata solo nel mese di aprile 2021. La Kangoo III mantiene invariata l'impostazione della carrozzeria, ovviamente funzionale alla sua destinazione di utilizzo, ma il suo stile fa tesoro del contemporaneo corso stilistico Renault. Il frontale della nuova generazione sfoggia una nuova calandra a T, con fari trapezoidali, un fascione paraurti dal design più moderno e nuovi gruppi ottici posteriori dal disegno più compatto. Sia i gruppi ottici anteriori che quelli posteriori incorporano la tecnologia a led.
La base meccanica della Kangoo III è una piattaforma condivisa con numerosi altri modelli della casa della Losanga, tra cui la Mégane IV, la Scénic IV, la Espace V e la Kadjar. Tutte le motorizzazioni di questa generazione sono sovralimentate mediante turbocompressore e per tutte è previsto di serie un cambio manuale a 6 marce.
La gamma attuale di motorizzazioni della Kangoo comprende:
- Kangoo 1.3 TCe 100 CV Benzina: La versione base a benzina è equipaggiata con un motore da 1.3 litri turbo a iniezione diretta, capace di sviluppare 100 CV.
- Kangoo 1.3 TCe 130 CV Benzina: Una versione a benzina più potente, sempre equipaggiata con un motore da 1.3 litri turbo a iniezione diretta, capace di sviluppare 130 CV.
- Kangoo 1.5 Blue dCi 95 CV Diesel: Perfetta per chi percorre lunghe distanze, questa versione diesel da 95 CV offre un eccellente compromesso tra potenza e consumi, integrando la tecnologia Blue dCi per la riduzione degli ossidi di azoto.
- Kangoo 1.5 Blue dCi 115 CV Diesel: Presente anche una versione diesel più potente, da 115 CV, che offre una potenza maggiore per chi viaggia più spesso in autostrada, mantenendo l'efficienza Blue dCi.
- Kangoo E-Tech Electric 122 CV: La versione completamente elettrica della Kangoo è dotata di un motore da 122 CV e offre un'autonomia di 285 km (WLTP), rendendola ideale per l'uso urbano e per chi cerca un veicolo ecologico per il lavoro o la famiglia.
La Renault Kangoo è progettata per offrire il massimo spazio interno e una capacità di carico eccezionale, senza sacrificare la maneggevolezza.

Kangoo e il Mercato Sudamericano: Il Caso Dacia Dokker
Dal 2018, la denominazione Kangoo viene utilizzata in Sud America per identificare il Dacia Dokker prodotto in Argentina. Questa scelta si è resa necessaria in quanto la seconda generazione di Kangoo non viene più importata nella regione Sud Americana a causa dei dazi di importazione e dei prezzi elevati, dimostrando come il marchio abbia cercato soluzioni locali per mantenere una presenza in quel mercato.
Nissan NV250: Un'Alleanza Commerciale
Frutto di una badge engineering, la NV250 è la versione a marchio Nissan della Kangoo seconda serie. Questo modello va a sostituire la Nissan NV200 benzina e diesel sul mercato europeo. Le uniche differenze si limitano al marchio Nissan al posto di quello Renault, evidenziando la stretta collaborazione tra i due costruttori nell'ambito dell'Alleanza Renault-Nissan.