Il Renault Master di seconda generazione, introdotto nel mercato nel 2002, rappresenta un'evoluzione significativa rispetto al suo predecessore, offrendo una gamma più ampia di configurazioni, motorizzazioni e miglioramenti tecnologici. Questo veicolo commerciale leggero, parte integrante della strategia di alleanza di Renault, è stato progettato per rispondere a una vasta gamma di esigenze professionali, dalla logistica urbana al trasporto merci su medie distanze. L'analisi della sua scheda tecnica rivela un'approfondita ricerca ingegneristica volta a ottimizzare prestazioni, affidabilità ed efficienza.
Contesto Storico e Sviluppo del Renault Master II
La preparazione della seconda generazione del modello Renault Master iniziò nel 1987, tuttavia, a causa dei costi di progettazione molto elevati e della posizione inarrestabile della Renault Master I, i lavori sul nuovo modello furono interrotti. Il lavoro di progettazione fu ripreso più tardi nel 1989 in collaborazione con il marchio DAF, sfortunatamente il marchio DAF era sull'orlo della bancarotta e il progetto fu nuovamente sospeso. Nel 1996, tuttavia, c'era un investitore in grado di aiutare la Renault a completare il progetto: General Motors. Il primo frutto della loro collaborazione fu Renault Traffic e Opel Arena / Vauxhall Arena. L'auto successiva, tuttavia, fu il Renault Master della seconda generazione. Le scelte progettuali iniziali, sebbene interrotte e riavviate, hanno posto le basi per un veicolo robusto e versatile, capace di affrontare le sfide del mercato dei veicoli commerciali.

Configurazioni e Versatilità del Telaio
Renault Master di seconda generazione era disponibile in diverse varianti di carrozzeria: furgone, station wagon, microbus, piattaforma integrata, telaio con cabina singola o telaio con cabina doppia, versione brigata, autocarri con cassone ribaltabile. Grazie a una così vasta gamma di versioni tra cui scegliere, i clienti potevano adattare l'auto perfettamente alle proprie esigenze. Questa modularità era ulteriormente accentuata dalle diverse opzioni dimensionali. Renault Master II è apparso in tre versioni di lunghezza L1, L2 e L3, nonché in tre versioni di altezza: H1, H2, H3. Le singole versioni sono state caratterizzate dal seguente interasse: L1 - 3078 mm, L2 - 3578 mm, L3 - 4078 mm. Questa flessibilità dimensionale garantiva che il Master II potesse essere configurato per trasportare carichi di varie dimensioni e volumi, soddisfacendo le necessità di un ampio spettro di professionisti, dagli artigiani alle aziende di logistica.
Aggiornamenti Stilistici e Tecnici del 2003
Renault Master ha anche modernizzato il suo fronte nel 2003, dandogli un aspetto più moderno. I fari, il paraurti, il cofano e la griglia del radiatore sono stati cambiati, tra gli altri, i motori e il sistema di sospensione sono stati migliorati. Questo restyling non fu solo un aggiornamento estetico, ma interessò anche componenti meccaniche ed elettroniche, confermando l'impegno di Renault nel mantenere il modello competitivo e al passo con le evoluzioni tecnologiche.

Motorizzazioni Diesel: Evoluzione e Prestazioni
I motori offerti con la Renault Master di seconda generazione erano esclusivamente motori diesel, progettati per offrire un equilibrio tra potenza, efficienza e durata, caratteristiche fondamentali per un veicolo commerciale. Le opzioni disponibili includevano: 1.9 dTi, 1.9 dCi, 2.2 dCi, 2.5 D, 2.8 dTi, 2.5 dCi, 3.0 dCi. Differivano principalmente nei poteri.
La famiglia di motori a gasolio a cui appartengono queste unità ha debuttato per affiancare e in seguito sostituire l'unità J8S da 2.1 litri, già utilizzata su modelli Renault di fascia alta e medio-alta. Questa famiglia di motori è stata prodotta in due livelli di cilindrata, e in differenti configurazioni tecniche, dalle prime varianti aspirate ai più moderni bialbero turbodiesel common rail.
La Famiglia G8T: Un Passo Avanti
La versione aspirata del motore G8T ha debuttato nel luglio del 1995. Era caratterizzata, oltre che dall'assenza di un dispositivo di sovralimentazione, anche dalla distribuzione monoalbero in testa a tre valvole per cilindro (due di aspirazione e una di scarico). Entrambi i collettori (sia di aspirazione che scarico) erano in ghisa. Le sue misure di alesaggio e corsa erano di 87x92 mm, per una cilindrata totale di 2188 cm³. È stato la base per i futuri 2.2 Renault della stessa famiglia.
La versione sovralimentata del motore G8T si avvale di un turbocompressore Garrett T25 con intercooler aria/aria. Il turbocompressore lavora in questo motore a una pressione di sovralimentazione di 0.76 bar. Per ottenere un buon rendimento termico, sono state però necessarie altre modifiche. Ed ecco che allora è stato in primo luogo abbassato il rapporto di compressione da 23 a 22:1 ed è stato montato un collettore di scarico in acciaio, materiale che garantisce una maggior resistenza alle alte sollecitazioni termiche cui il collettore stesso è sottoposto. Anche il circuito di raffreddamento ha subito aggiornamenti, grazie a nuovi condotti per l'acqua. E ancora, è stata montata una nuova guarnizione per la testata, mentre nella parte inferiore di ogni cilindro è presente un ugello che invia uno spruzzo supplementare di olio per lubrificare ulteriormente la zona di contatto tra cilindro e pistone. Inoltre, sono state montate bielle specifiche derivate dalle competizioni, in grado quindi anch'esse di sopportare enormi sollecitazioni termiche, ma anche meccaniche. Questa versione è senza dubbio la più evoluta fra le tre da 2.2 litri e per questo motivo è stata anche la più longeva.
La Rivoluzione Common Rail con il G9T
Prima di tutto, l'unità G9T abbandona la tradizionale soluzione dell'iniezione indiretta a favore di quella diretta, ma non solo. Quest'ultima viene declinata in chiave common rail, la tecnologia che a cavallo tra i due millenni ha rivoluzionato i motori diesel garantendo loro prestazioni sensibilmente superiori. La pressione di alimentazione all'interno del condotto comune del gasolio è di 1350 bar. Il nuovo motore è sovralimentato tramite un turbocompressore a geometria variabile con intercooler. Inoltre, la distribuzione non è più monoalbero a tre valvole per cilindro, ma monta due assi a camme cavi con quattro valvole per cilindro. Tali assi a camme sono ad azionamento misto, cioè sia a cinghia che a ingranaggi.
Nel 2001, assieme al 2.2 litri common rail, è stata introdotta la seconda versione appartenente alla famiglia G. Tale versione è stata ottenuta modificando sia l'alesaggio che la corsa, passati a 89x99 mm, per una cilindrata totale di 2463 cc. Anche questo motore monta la tecnologia common rail, ed è caratterizzato dalla distribuzione bialbero a 4 valvole per cilindro. Con un rapporto di compressione pari a 17.8:1, la potenza massima è compresa tra i 100 e i 150 CV a seconda di quale delle quattro varianti si stia considerando. Questo motore è stato montato prevalentemente su veicoli commerciali della Casa francese e non solo, poiché da un accordo con il gruppo statunitense General Motors e dall'alleanza con la giapponese Nissan i veicoli commerciali leggeri sono stati commercializzati anche con i marchi Opel, Vauxhall e Nissan.
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Dati Tecnici Specifici del Modello 2002
Per il modello Renault Master II del 2002, i dati tecnici disponibili evidenziano le diverse configurazioni di mercato e le loro specificità:
Configurazione Veicolo 1:
- Data di Immatricolazione: Aprile 2002
- Chilometraggio: 220.000 km
- Motorizzazione: Diesel
- Potenza: 84 kW (equivalenti a 114 CV)
- Disponibilità: Immediata
Configurazione Veicolo 2:
- Data di Immatricolazione: Luglio 2002
- Chilometraggio: 259.000 km
- Motorizzazione: Diesel
- Potenza: 66 kW (equivalenti a 90 CV)
- Localizzazione Fornitore: Sereno Auto, IT-61013 Sassofeltrio - PU
Configurazione Veicolo 3:
- Data di Immatricolazione: Febbraio 2002
- Chilometraggio: 218.900 km
- Motorizzazione: Diesel
- Potenza: 84 kW (equivalenti a 114 CV)
- Localizzazione Fornitore: Nhg5 Srl, IT-35043 Monselice - Padova - PD
- Caratteristica Fiscale: IVA deducibile
Queste informazioni sono fornite dal fornitore del certificato.

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Prestazioni e Motorizzazioni nel Dettaglio
I clienti di Renault Master II potevano scegliere motori con una potenza da 80 a 145 CV meccanici nel più potente motore 2.5 dCi. Le diverse potenze erogate dalle motorizzazioni diesel (come i 90 CV e i 114 CV presenti negli esempi del 2002) riflettono le specifiche di utilizzo previste per ciascuna versione. Ad esempio, un motore da 90 CV potrebbe essere ottimizzato per un uso prevalentemente urbano o per un carico più leggero, privilegiando l'efficienza nei consumi, mentre un motore da 114 CV offre una maggiore riserva di potenza per percorsi extraurbani o per il trasporto di carichi più pesanti, garantendo al contempo una buona reattività. La scelta tra queste varianti dipendeva quindi strettamente dalle esigenze operative del singolo utente professionale.

Il Renault Master II del 2002, con le sue molteplici configurazioni di carrozzeria, dimensioni e motorizzazioni diesel, si presenta come un veicolo commerciale estremamente adattabile, progettato per offrire soluzioni concrete alle sfide del trasporto merci e dei servizi professionali. La sua evoluzione tecnica, in particolare l'integrazione di tecnologie come il common rail, testimonia l'impegno di Renault verso l'innovazione continua nel segmento dei veicoli commerciali.