La passione per le auto d'epoca e storiche, come la celebre Fiat 500 del 1966, comporta una serie di adempimenti e normative specifiche, tra cui la revisione obbligatoria. Questo processo, sebbene fondamentale per la sicurezza e la conservazione del patrimonio automobilistico, presenta differenze sostanziali rispetto alla revisione dei veicoli moderni, con novità significative introdotte nel corso degli anni, in particolare nel 2021. Comprendere le distinzioni tra auto d'epoca e auto storiche, i requisiti per il riconoscimento, le modalità e i costi della revisione, nonché le agevolazioni fiscali e assicurative, è essenziale per ogni proprietario e appassionato.

La Classificazione dei Veicoli: Auto d'Epoca e Auto Storiche
Prima di addentrarci nei dettagli della revisione, è cruciale fare chiarezza sulla terminologia, spesso utilizzata in modo intercambiabile ma con implicazioni legali e pratiche diverse.
Auto d'Epoca: Un Patrimonio da Conservare
Una vettura d'epoca, come stabilito dall'articolo 60 del Codice della Strada, è un'auto cancellata dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Questa cancellazione avviene in quanto il veicolo non è più in linea con i parametri di legge per la circolazione stradale, un aspetto legato alla necessità di tutelare le caratteristiche originarie previste dalla casa automobilistica. Dopo l'esclusione dal PRA, l'auto viene inserita all'interno di un elenco speciale presso il Centro Storico del Dipartimento per i Trasporti Terrestri. Il riconoscimento richiede il mantenimento delle specifiche tecniche della vettura, certificati tramite controlli da parte dei tecnici della Motorizzazione. Inoltre, deve trovarsi in buono stato di conservazione, non essere stata modificata in modo eccessivo e avere almeno 30 anni dalla data di costruzione. Prima della Legge di Stabilità del Governo Renzi erano sufficienti 20 anni, mentre oggi una vettura può definirsi d'epoca se è stata costruita almeno 30 anni prima dell'iscrizione ad uno dei Registri dell'ASI. Si fa dunque riferimento al numero di anni da quando è stata costruita l'auto e non la prima immatricolazione (anche se molto spesso questi due fattori coincidono) e a condizione che l'auto abbia mantenuto le "originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice".
Le auto d'epoca, essendo veicoli non adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l'ammissione alla circolazione, sono destinate alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice. Possono partecipare a manifestazioni, raduni ed eventi di settore, purché in possesso di un'apposita autorizzazione. Per fare questo occorrono alcune autorizzazioni specifiche, rilasciate dall'ufficio locale del Dipartimento Trasporto Terrestre, dove sono indicati validità dell'autorizzazione, percorsi stabiliti e velocità massima consentita in base alle garanzie di sicurezza offerte dal veicolo. La circolazione, dunque, delle auto d'epoca, a differenza dei veicoli storici, può avvenire solo in occasione di raduni autorizzati, manifestazioni e solo nelle località dove si svolgono questi eventi.
Auto Storiche: Interesse Collezionistico e Circolazione
A differenza dei veicoli d'epoca, le auto storiche sono vetture alle quali viene riconosciuto un particolare interesse collezionistico o storico. Le auto storiche devono anche essere iscritte in un registro ASI (Automotoclub Storico Italiano) o in altri registri ufficiali, tra cui il Registro Storico Lancia, il Registro Italiano Alfa Romeo e il Registro Fiat Italiano. Per essere regolarmente iscritti nei registri è necessario innanzitutto che il veicolo sia stato immatricolato da almeno 20 anni.
Se in linea con le norme del Codice della Strada, le macchine storiche possono circolare liberamente su strada. Inoltre, possono usufruire di una serie di agevolazioni, come la riduzione dell'importo del bollo del 50% e l'esenzione per i veicoli trentennali, oltre all'assenza del meccanismo bonus/malus per la polizza assicurativa. Questa riduzione infatti riguarda i veicoli di interesse storico e collezionistico con età compresa tra i 20 e i 29 anni. In Lombardia, ad esempio, l'esenzione arriva già dopo i 20 anni, ma il veicolo deve essere iscritto ai registri storici previsti.
Quello che devi sapere sulle auto storiche asi, crs, bollo, assicurazione
La Revisione Obbligatoria: Regole e Specificità
La revisione è un controllo periodico a cui devono essere sottoposti tutti i veicoli a motore e i rimorchi. Anche per le auto d'epoca e storiche, questo adempimento è obbligatorio, sebbene con procedure e scadenze differenti.
Revisione delle Auto d'Epoca: Ogni Cinque Anni
Nonostante le auto d'epoca siano ammesse alla circolazione su strada soltanto in determinate circostanze, dietro il rilascio di un apposito permesso, devono comunque essere sottoposte a una revisione obbligatoria. Il controllo deve essere realizzato ogni 5 anni, presso la Motorizzazione Civile oppure un ente abilitato. La cosiddetta revisione è un controllo periodico a cui devono essere sottoposti tutti i veicoli a motore e i rimorchi. La revisione dell'auto non segue i parametri tradizionali, infatti si tratta di un veicolo non autorizzato alla circolazione stradale. Durante questa verifica, si accerta che il mezzo non abbia subito modifiche considerevoli, interventi tali da alterarne irrimediabilmente le caratteristiche rispetto al modello originale. Il costo della revisione delle auto d'epoca è quello standard fissato per legge. Nel dettaglio, da novembre 2021 il costo del controllo nei centri della Motorizzazione è di 54,95 euro, con un incremento di circa 10 euro rispetto alla precedente tariffa di 45 euro, tuttavia considerando la frequenza quinquennale rimane un importo tutto sommato contenuto.
Revisione delle Auto Storiche: La Cadenza Biennale
Anche le vetture storiche, ovvero con un attestato che ne certifica la valenza storica o collezionistica, devono essere sottoposte alla revisione periodica. Come tutte le vetture dopo il compimento del quarto anno di età, le auto storiche sono sottoposte a revisione periodica biennale. La prima revisione va effettuata dopo quattro anni dall'immatricolazione, entro la fine del mese in cui è avvenuta l'immatricolazione (indicata sulla carta di circolazione). Le revisioni successive alla prima devono essere effettuate ogni due anni, entro il mese in cui è stata effettuata quella precedente.
Nel 2021 sono state introdotte delle novità in merito alla revisione delle auto storiche. Ora, la revisione può essere effettuata anche presso un'officina autorizzata, non solo nei centri della Motorizzazione. Si tratta di una novità importante, considerando come non sempre tali centri siano vicini e facili da raggiungere, specialmente per chi possiede un veicolo fabbricato oltre 50 anni fa. Tutti i veicoli di interesse storico e collezionistico costruiti prima del 1° Gennaio 1960 devono fare la revisione esclusivamente negli Uffici Motorizzazione Civile (UMC).
Ad ogni modo, se la vettura non è in grado di essere sottoposta al test dinamometrico realizzato sui rulli, in questo caso è necessario fare la revisione comunque presso la Motorizzazione. In alternativa alla prova sui rulli viene eseguito un test di frenata mediante GPS, per verificare la decelerazione della vettura da una velocità di partenza di 40 Km/h. Il prezzo della revisione delle auto storiche è quello standard previsto dalle norme di legge. Se la revisione è svolta presso la Motorizzazione il costo è di 45 euro, mentre se la revisione viene eseguita in un'officina specializzata e abilitata l'importo è di 78,75 euro. Tuttavia, è possibile richiedere il bonus veicoli sicuri, una misura del governo per offrire un rimborso di 9,95 euro per coprire l'incremento della tariffa.

Controlli Effettuati Durante la Revisione
Durante la revisione, sia per auto d'epoca che per auto storiche, vengono svolti una serie di controlli approfonditi per verificare la sicurezza e la conformità del veicolo. Tra i controlli che vengono svolti durante la revisione, vi sono quelli sui gas di scarico (con un opacimetro solo sui veicoli dotati di motore termico), la rumorosità (con un fonometro), l'integrità e l'efficienza dei dispositivi di illuminazione, l'integrità dei cristalli e degli specchietti retrovisori, il funzionamento del clacson, l'efficienza dell'impianto frenante, compreso il freno di stazionamento, rilevata su appositi rulli o piastre meccaniche, e molti altre verifiche (su pneumatici, cinture di sicurezza, tergicristallo, sterzo eccetera).
Una delle più grosse novità che si avranno è quella che prevede l'introduzione del certificato di revisione, che verrà consegnato dopo le varie verifiche. Al suo interno saranno riportati alcuni dati relativi all'auto, sia di tipo identificativo, che sul risultato del controllo. Diciamo subito che le difficoltà maggiori che si incontrano sono nei fari, spesso la luce dei proiettori è insufficiente rispetto agli standard attuali, sia per la scarsa potenza delle lampade, sia per le perdite elettriche nell'impianto che portano a voltaggi inferiori ai 12 Volt a livello della lampada.
Se le problematiche non vanno a incidere sulla sicurezza ci sono 30 giorni di tempo per sistemare i problemi e tornare per una nuova revisione. Se le problematiche riscontrate sono gravi, allora, non sarà più possibile usare l'auto (escluso il tragitto per arrivare presso un meccanico). Quando la revisione dà invece esito negativo, possono verificarsi due situazioni: “ripetere” o “sospeso”. Nel primo caso, meno grave, sul documento di circolazione viene apposto l’esito “ripetere”, seguito dal codice dell’anomalia riscontrata, da sanare entro un mese prima di sottoporre nuovamente il mezzo a revisione. Se, invece, il sistema rileva una anomalia più grave segnala “sospeso”. In questa situazione il mezzo è, appunto, sospeso dalla circolazione fino a una nuova revisione. È dunque necessario portare il veicolo in officina (spesso lo stesso centro revisioni) per il ripristino dell’anomalia e la successiva conclusione dell’operazione nell’arco della stessa giornata.
La Gestione delle Targhe e dei Documenti per i Veicoli d'Epoca
La questione delle targhe e dei documenti è di particolare interesse per i possessori di auto d'epoca, soprattutto per i veicoli radiati dal PRA. È possibile iscrivere ai Registri anche le auto d'epoca radiate dal PRA, che non hanno più documenti validi necessari per la circolazione su strada, che in tal modo vengono ritargate e dotate di un nuovo libretto di circolazione.
Se si possiede un'auto d'epoca e si è in possesso di targa e documenti del veicolo, basta rivolgersi al PRA della propria provincia e fare domanda per la reiscrizione dopodiché si riceverà il certificato di proprietà. Può anche capitare di essere in possesso delle targhe dell'auto d'epoca ma di non avere i documenti. In questo caso è sufficiente fare denuncia di smarrimento alle forze dell'ordine o anche dichiarazione sostitutiva di resa denuncia. Fatto questo si può reimmatricolare il veicolo con la stessa targa alla Motorizzazione Civile. Se non si hanno targhe e documenti, è necessario fare denuncia di smarrimento alle forze dell'ordine o anche dichiarazione sostitutiva di resa denuncia.
Una importante e bella novità per tutti i possessori, collezionisti e appassionati, di auto e moto storiche o d'epoca, è stata inserita nel 5° comma-bis dell’articolo 93 del Codice della Strada. Secondo questa nuova norma, possono richiedere targhe e documenti originali della prima immatricolazione chi è in possesso del certificato di rilevanza storica rilasciato dall’Asi, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico Fmi o dalla casa costruttrice. Ovviamente bisogna avere i bolli pagati regolarmente e per i veicoli radiati è necessario il possesso di un documento che attesti la proprietà.

Agevolazioni e Limitazioni per i Veicoli Storici e d'Epoca
La scelta di possedere un'auto d'epoca o storica non è dettata solo dalla passione, ma anche dalle agevolazioni e dalle specifiche normative che ne regolano l'utilizzo.
Bollo Auto e Assicurazione: Vantaggi Economici
Una delle cose interessanti delle auto d'epoca è il “benefit” di cui godono in quanto auto di interesse storico è la riduzione dei costi della tassa di possesso e dell'assicurazione. Il bollo sulle auto storiche è sempre stato un argomento controverso. Come spesso accade però in questioni di questo tipo l'Italia si muove a macchia di leopardo. In Lombardia l'esenzione arriva già dopo i 20 anni, ma il veicolo deve essere iscritto ai registri storici previsti. I possessori di automobili storiche adibite ad uso professionale pagano il bollo auto al 50%. Questa riduzione infatti riguarda i veicoli di interesse storico e collezionistico con età compresa tra i 20 e i 29 anni. Anche le polizze assicurative per le auto d'epoca sono molto vantaggiose ma, in base alla compagnia di assicurazione, potrebbero esserci alcune limitazioni dato che si tratta di veicoli inadatti alla circolazione e che si muovono solo per raduni o eventi per patiti.
Circolazione e Sanzioni: Norme Specifice
La circolazione su strada con le auto d'epoca prevede alcune differenze rispetto alla circolazione con auto comuni: non si ha l'obbligo di indossare le cinture di sicurezza se l'auto non è predisposta in origine dei punti di attacco e non è obbligatorio circolare con le luci di posizione accese, al di fuori dei centri abitati, purché il veicolo sia iscritto ASI.
Chi circola con veicoli d'epoca senza l'autorizzazione rilasciata dal competente ufficio del Dipartimento per i Trasporti Terrestri è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di multe abbastanza salate. Invece chi circola senza avere con sé il foglio di via e/o la targa provvisoria è soggetto alla sanzione amministrativa, mentre chi circola senza rispettare il percorso o le prescrizioni tecniche del foglio di via paga una multa.

La Fiat 500 del 1966: Un Caso Esemplare
La Fiat 500 del 1966 è un esempio perfetto di veicolo che, a seconda delle sue condizioni e dell'iscrizione ai registri, può rientrare nella categoria delle auto d'epoca o storiche. La revisione periodica biennale per una Fiat 500 storica è un appuntamento inevitabile, spesso con qualche ansia, a volte con qualche brutta sorpresa.
Le difficoltà maggiori che si incontrano sono spesso nei fari, la cui luce insufficiente rispetto agli standard attuali può derivare sia dalla scarsa potenza delle lampade, sia da perdite elettriche nell'impianto che portano a voltaggi inferiori ai 12 Volt a livello della lampada. La cura e la passione richieste per mantenere una Fiat 500 d'epoca o storica in perfette condizioni sono notevoli, come dimostrano le numerose officine specializzate nel restauro e nella manutenzione di questi gioielli. La conservazione delle "originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice" è fondamentale per il mantenimento del valore e dell'autenticità del veicolo.
Quello che devi sapere sulle auto storiche asi, crs, bollo, assicurazione
Strumenti e Risorse per Appassionati
Per gli appassionati e i proprietari di Fiat 500 d'epoca e storiche, esistono numerose risorse e strumenti utili per la gestione, la manutenzione e il restauro del proprio veicolo.
- Manuali uso e manutenzione on-line: Sono disponibili manuali che offrono dettagli tecnici sulle varie Fiat 500 d'epoca, utili per comprendere il funzionamento e le specifiche del proprio modello.
- Guida al passaggio di proprietà di un'auto storica: Informazioni dettagliate su documenti, costi, tempi e casi particolari per evitare errori durante l'acquisto o la vendita di una vettura d'epoca.
- Strumenti utili per il restauro della Cinquecento: Consigli sugli attrezzi indispensabili, su quando servono e su come scegliere senza spese sbagliate.
- Certificato di rilevanza storica: Spiegazioni su cos'è, a cosa serve, come richiederlo e quando conviene davvero per una Fiat 500 d'epoca.
- Il restauro delle auto storiche: come farlo bene davvero: Informazioni su costi, errori, documenti e criteri per riportare in strada una vettura d’epoca senza perdere valore e autenticità.
- Quanto costa restaurare una Cinquecento?: Una guida pratica ai costi reali tra carrozzeria, motore, interni e imprevisti da mettere in conto.
- Mercato delle auto storiche: quanto vale davvero una Fiat 500 d’epoca?: Approfondimenti su come leggere prezzi, domanda e valore reale nel mercato delle auto storiche.
La primavera e i raduni sono occasioni perfette per riscoprire la strada a bordo delle Fiat 500, e la preparazione del veicolo, inclusa la revisione, è fondamentale per godere appieno di queste esperienze. La cura e la passione dedicate a questi veicoli non sono solo un hobby, ma un contributo alla salvaguardia di un importante pezzo di storia automobilistica.

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