La Ricezione della Poesia Ispanoamericana in Italia: Uno Sguardo Attraverso le Diacronie e i Contributi Critici

La poesia ispanoamericana ha esercitato un fascino considerevole sul panorama letterario italiano, influenzando e arricchendo il dibattito culturale attraverso un processo di ricezione che si è sviluppato nel tempo, scandito da figure chiave e iniziative editoriali significative. Questo studio si propone di esplorare la diacronia di tale ricezione, ponendo l'accento sugli elementi interculturali che si manifestano tra Italia e Spagna da una prospettiva traduttologica, partendo dall'idea di ricezione come atto fondamentale del processo comunicativo per stabilire i valori del testo che viene comunicato.

Alessandro Ghignoli: Un Ponte tra Culture e Lingue

Ritratto di Alessandro Ghignoli

Nel contesto della mediazione culturale e traduttologica, la figura di Alessandro Ghignoli emerge come un punto di riferimento. Ghignoli si è addottorato presso l’Università Complutense di Madrid ed è docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Malaga. La sua attività critica e di traduttore ha contribuito in maniera determinante alla diffusione della poesia spagnola, ispanoamericana e portoghese in Italia.

Tra i suoi studi critici, spiccano opere come La notte dell’assedio. Quattro poeti spagnoli contemporanei (Cosenza, Orizzonti Meridionali, 2005) e Un diálogo transpoético. Confluencias entre poesía española e italiana (1939-1989) (Vigo, Academia del Hispanismo, 2009). Quest'ultimo volume, in particolare, analizza le intersezioni tra la poesia spagnola e quella italiana in un arco temporale significativo, evidenziando le dinamiche di scambio e influenza reciproca.

Ghignoli ha curato e tradotto numerose edizioni di poeti spagnoli, ispanoamericani e portoghesi all’italiano, fungendo da veicolo essenziale per la conoscenza di queste voci nel contesto italiano. È inoltre codirettore della Collana ‘Quaderni di poesia europea’ (Cosenza, Orizzonti Meridionali) e redattore della rivista «L’area di Broca», piattaforme che testimoniano il suo impegno nella promozione della poesia a livello europeo. I suoi scritti sono stati tradotti in polacco, spagnolo e tedesco, a riprova della risonanza internazionale della sua ricerca.

Come autore, ha pubblicato raccolte poetiche quali La prossima impronta (Firenze, Gazebo, 1999), Silenzio rosso (Pistoia, Via del Vento, 2003), Fabulosi parlari (Firenze, Gazebo, 2006) e Amarore (Bologna, Kolibris, 2009), vincendo anche il Premio di Poesia Lorenzo Montano 2010. Questa duplice veste di critico-traduttore e poeta gli conferisce una prospettiva privilegiata sulla ricezione e la riscrittura della poesia, elementi cruciali per comprendere l'interazione tra culture diverse.

La Traduzione come Ponte Interculturale: Il Caso di Eros il dolceamaro di Anne Carson

La traduzione di opere letterarie rappresenta un cardine nella ricezione culturale. Un esempio calzante di come una tesi di dottorato possa trasformarsi in un saggio di ampio respiro e grande impatto è Eros il dolceamaro di Anne Carson, tradotto in italiano da Patrizio Ceccagnoli per Utopia nel 2021. Questo testo, che riprende la tesi di dottorato dell'autrice dedicata a Saffo, dimostra come la raffinazione scientifica possa convivere con la comprensibilità e la piacevolezza della lettura, rendendolo accessibile anche ai non addetti ai lavori.

L'opera di Carson si presenta come uno studio sull’eros, la cui definizione più icastica, «dolceamaro» (glukupikron), è attribuita a Saffo. Il libro si articola in trentaquattro capitoli che, pur dedicando ampio spazio a Saffo, commentano anche frammenti di Archiloco, Pindaro, Aristofane, Catullo, Dante, Donne, Rilke, Barthes e, nella seconda parte, il Fedro di Platone. Il filo conduttore è la descrizione dei paradossi intrinseci al desiderio amoroso, come la coesistenza di piacere e dolore, o il legame tra amore e assenza. I lirici greci hanno raffigurato l'eros come una mancanza, elaborando strategie letterarie quali la triangolazione del desiderio, in cui un terzo elemento ostacola l'unione tra amante e amato, mantenendo vivo il desiderio e innescando un processo di espansione e ridefinizione del sé.

Diagramma della triangolazione del desiderio amoroso

Un fulcro del libro è il paragone tra eros e linguaggio, nonché tra eros e letteratura. L'avvento dell'alfabetizzazione in Grecia, nella seconda metà dell'ottavo secolo, ha modificato sia la forma che la materia della poesia, riducendo l'unità minima dalla frase alla singola parola, permettendo l'espressione di nuove idee e stati d'animo. Il primo lirico greco con testimonianza scritta, Archiloco, utilizzò la parola frenes (polmoni o cassa toracica) in riferimento al corpo dell'innamorato, collegando l'eros, spesso descritto come alato e trasportato dal respiro, alle parole. Peitho, d'altronde, è sia divinità della seduzione amorosa sia della persuasione retorica. L'alfabeto greco, creando confini per le unità sonore assolute (le vocali) attraverso le consonanti, ha stabilito limiti al suono, suggerendo un parallelo con l'amore e la scrittura che sembrano condividere la necessità di percepire e creare limiti, esercitando un controllo su se stessi e sulla realtà.

Carson prosegue il discorso sulla triangolazione, spiegando il paragone tra amore e letteratura attraverso la definizione di «punto cieco» di Foucault, in relazione al punto di vista prospettico in Las Meninas di Velázquez. L'innamoramento altera la percezione del tempo: il desiderio rende presenti a se stessi nel qui e ora, ma è anche tensione verso l'appagamento futuro, che, una volta raggiunto, fa venir meno l'eros. Saffo, e altri lirici greci, hanno reso magistralmente questo paradosso con l'avverbio δηὖτέ, intraducibile se non per approssimazione, risultato di una crasi tra δη (il momento presente) e αὖτέ (ripetizione nel tempo).

Nell'ultima parte del libro, il Fedro di Platone contrappone le visioni di Lisia, che consiglia di evitare l'amore per non soffrire, e di Socrate, che considera l'amore nel suo inizio come una forza distruttiva e vivificante. Carson, commentando i frammenti di Saffo e Platone con dettagliate explications de texte, offre uno studio universale sull'amore e la scrittura, intrecciando la rappresentazione dei paradossi del desiderio amoroso con le origini della lirica stessa. L'autrice definisce «uno spazio erotico» ogni atto del pensiero in cui la mente cerca di raggiungere l'ignoto, collegandolo al già noto ma mantenendo una separazione.

Riviste Letterarie Italiane e la Loro Funzione di Ponte Culturale

Le riviste letterarie italiane hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo cruciale nella ricezione delle letterature straniere, inclusa quella ispanoamericana, fungendo da "biblioteca e da palestra" per gli studiosi e da vetrina per le nuove traduzioni e i dibattiti critici.

"Semicerchio": Venti Anni di Dialoghi Poietici e Traduttivi

«Semicerchio» celebra i suoi venti anni di attività, confermando il suo ruolo di promotore di dialoghi poetici e traduttivi. La rivista ha ospitato contributi significativi, come la traduzione inedita di Filippo Tuena della poesia Dar nome ai gatti di T. S. Eliot, e la traduzione di Julian Zhara della poesia All’alba del primo gennaio di Luljeta Lleshanaku, una delle maggiori poete albanesi. Quest'ultima, come nei testi di Simic e Atwood, mette in risalto l'occhio vigile del poeta che riconosce il lato oscuro della realtà, il "mostruoso caos strisciante del tempo e delle epoche storiche", incarnato nell'immagine biblica del Leviatano.

La rivista ha inoltre dedicato spazio a eventi letterari di rilievo, come la prima traduzione italiana dell’unico libro di poesia di Ilse Aichinger, Consiglio gratuito, a cura di Giusi Drago, e le recenti traduzioni di Rosaria Lo Russo di Anne Sexton, poetessa confessionale lucida e tormentata. La presenza di voci come quella di Langston Hughes, con la sua poesia The Weary Blues, in corso di traduzione per la prima volta in Italia a opera di Alessandro Jacopo Brusa, evidenzia l'impegno di «Semicerchio» nella promozione di testi fondamentali per la storia della poesia americana e afroamericana.

Il dibattito sulla traduzione è un tema ricorrente nelle pagine di «Semicerchio», come dimostrano i contributi sulle difficoltà dell'intraducibilità della lingua di Emily Dickinson, approfondita da Benedetta Centovalli nel suo volume Nella stanza di Emily. La rivista si configura come uno spazio dove "il discorso ermeneutico, il commento alle pagine altrui, è parte del percorso poetico e conoscitivo", riflettendo l'interrogativo di Anne Carson su come l'innamorarsi e il conoscere facciano sentire "veramente vivi".

Tra gli eventi e le iniziative promosse dalla rivista, si segnalano:

  • Dossier Poesia di Gaza (26 febbraio 2026)
  • Call per numeri di riviste letterarie e convegni (6 febbraio 2026)
  • Convegno Compalit, Pisa 11-13/12/25: Filtri. La forma come mediazione e come conflitto (11 dicembre 2025)
  • Dialogo con Jorie Graham-Torino (12 ottobre 2025)
  • Semicerchio al Salon de la Revue di Parigi (9 ottobre 2025 e 15 ottobre 2023)
  • Semicerchio per Gaza (7 giugno 2025)
  • Presentazione di Semicerchio 70 e 71, Roma Sapienza: Il testo-natura (5 marzo 2025)
  • Biblioteca Lettere Firenze: Mostra copertine Semicerchio e letture primi 70 volumi (19 settembre 2024)
  • Semicerchio in dibattito a "Più libri più liberi" (9 dicembre 2023 e 9 dicembre 2022)
  • Presentazione di Semicerchio sulle traduzioni di Zanzotto (26 giugno 2023)
  • Tandem. Dialoghi poetici a Bibliotecanova (6 maggio 2023)
  • Blog sulla traduzione (9 gennaio 2023)
  • Nuovo premio ai traduttori di "Semicerchio" (26 ottobre 2021)
  • Immaginare Dante. Università di Siena, 21 ottobre (16 ottobre 2021)
  • La Divina Commedia nelle lingue orientali (11 ottobre 2021)
  • Dante: riletture e traduzioni in lingua romanza. Firenze, Institut Français (8 ottobre 2021)
  • HODOEPORICA al Festival "Voci lontane Voci sorelle" (21 settembre 2021)
  • Laboratorio Poesia in prosa (11 giugno 2021)
  • Antologie europee di poesia giovane (4 giugno 2021)
  • Le riviste in tempo di pandemia (28 maggio 2021)
  • De Francesco: Laboratorio di traduzione da poesia barocca (28 maggio 2021)
  • Jhumpa Lahiri intervistata da Antonella Francini (21 maggio 2021)
  • Hodoeporica. Presentazione di Iride 900 (11 maggio 2021)

Questi appuntamenti e pubblicazioni dimostrano la vivacità e la rilevanza di «Semicerchio» come punto di incontro per la poesia e la traduzione, contribuendo attivamente alla ricezione delle letterature straniere, inclusa quella ispanoamericana, in Italia.

Altre Riviste e la Presenza Spagnola nel Primo Novecento Italiano

La presenza della cultura spagnola nelle riviste italiane del primo Novecento, sebbene inferiore a quella di altre culture come la francese o la tedesca, rivela una profonda e intensa "comunione di interessi e di obiettivi". Questa incursione rapida nelle riviste primonovecentesche permette di analizzare e valutare l'entità assunta dalla presenza della Spagna e degli intellettuali spagnoli.

Tra le riviste che hanno contribuito a delineare questo panorama, si possono citare:

  • "La Critica cinematografica" (1946-1948): edita a Parma, ha dedicato spazio al rapporto tra cinema e letteratura o al conflitto tra ermetismo e neorealismo.
  • "La cultura dell’anima" (1909): serie avviata dalla casa editrice Carabba con la collaborazione di Papini, accogliendo filosofi e scrittori antichi e moderni, curati da "leonardiani" e da "vociani" come Prezzolini, Amendola, Soffici.
  • "Comunità" (1946-1947): rivista di Adriano Olivetti, si aprì "all’insegna di una vasta e interessante prospettiva ideologica", ripensando a un rinnovamento della società italiana dal punto di vista etico, urbanistico, economico, politico.
  • "Il Palvese" (1907): settimanale triestino che intendeva essere "un luogo di valorizzazione dell’italianità di Trieste" e un "organo di lotta", mostrando lati interessanti nella polemica politica e istituzionale.
  • "Il Rinascimento" (1905-1906): periodico milanese che ospitò sezioni di narrativa, poesia, saggistica e cronache dall’estero, soprattutto Francia e Spagna, contribuendo al vivace dibattito culturale di quegli anni.
  • "La Voce trentina" (1911-1912): animata da un dichiarato impegno civile, promosse un programma di "cultura fattiva", in grado di infondere "nuova linfa all’asfittica produzione artistica triestina e nazionale".

Queste riviste, insieme a "Coenobium", "Riviera ligure", "Convivium", "L’Esame", "Annali manzoniani", "Poesia" di Marinetti, "La settimana" di Matilde Serao, "Pagine libere", "La Critica" di Croce e Gentile, e le riviste italiane in Istria, hanno rappresentato dei veri e propri "segnalatori sensibili del clima culturale e politico dell’epoca", offrendo "strumenti di lavoro essenziali per tutti gli studiosi della storia e della cultura italiane".

La questione della ricezione delle letterature straniere in Italia, in particolare nel periodo tra le due guerre, è stata oggetto di ricerca per approfondire "di quanto spazio la cosiddetta autarchia culturale avesse lasciato a uno scambio attivo e proficuo con altre nazioni europee". Il saggio su Ettore Cozzani e "L’Eroica" (1911-1944) dimostra come anche una rivista di impronta nazionalista dedicò ampio spazio all’arte straniera, contribuendo al rinnovamento artistico e culturale in Italia.

La Poesia Ispanoamericana e la "Generación del 45"

Nell'ambito della poesia ispanoamericana, la "Generación del 45" uruguaiana, con figure di spicco come Idea Vilariño, Mario Benedetti, Ida Vitale e Juan Carlos Onetti, ha lasciato un'impronta significativa. La poesia di Idea Vilariño, come "Ciò che provo per te è così difficile", presente nel volume Di rose che si aprono nell’acqua (Bompiani - CapoVersi 2021), tradotto da Laura Pugno, offre uno sguardo su un amore tormentato e difficile. Come ha scritto Maria Borio, "amore, morte e solitudine sono le fondamenta del suo manifesto poetico. I suoi versi sono disillusi e concreti." Questa sensibilità ha trovato riscontro in Italia attraverso le traduzioni e le pubblicazioni che hanno permesso al pubblico italiano di entrare in contatto con la profondità e l'intensità della poesia di Vilariño e della sua generazione.

Mappa delle influenze letterarie tra Italia e America Latina

La ricezione della poesia ispanoamericana in Italia è un processo complesso e sfaccettato, che si nutre dei contributi di studiosi, traduttori, riviste e case editrici. Attraverso le diacronie che si manifestano in questi scambi culturali, si costruisce un dialogo continuo che arricchisce entrambe le tradizioni letterarie, dimostrando come la poesia sia un linguaggio universale capace di trascendere i confini geografici e temporali, alimentando una "comunione di interessi e di obiettivi" tra culture diverse.

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