Rigenerazione FAP Tiguan e Garanzia: Aspetti Cruciali e Tutela del Consumatore

La rigenerazione del Filtro Antiparticolato (FAP), noto anche con la sigla DPF, è un'operazione fondamentale per i veicoli diesel moderni. Questo dispositivo è progettato per catturare le particelle di fuliggine presenti nei gas di scarico, impedendone il rilascio nell'ambiente. Tuttavia, con il tempo, il FAP tende a intasarsi a causa dell'accumulo di queste particelle, rendendo necessaria una pulizia periodica per mantenere l'efficienza del sistema di purificazione e prevenire problemi più gravi. La corretta gestione della rigenerazione, specialmente in veicoli come la Tiguan, e le implicazioni relative alla garanzia sono aspetti di notevole importanza per ogni automobilista.

Schema funzionamento FAP/DPF

Il Funzionamento del FAP/DPF e le Tipologie di Rigenerazione

Il FAP, o DPF, è un componente essenziale nei motori diesel per la riduzione delle emissioni. Il particolato, costituito principalmente da particelle solide carboniose e ceneri, è cancerogeno e non deve essere disperso nell'ambiente. Per questo motivo, a valle dei motori dei veicoli a gasolio, è presente un filtro meccanico (DPF o FAP) che ha il compito di catturare queste particelle.

Esistono due principali modalità di rigenerazione del filtro:

  • Rigenerazione Passiva: Questo processo avviene durante la normale guida del veicolo, specialmente quando si percorrono strade extraurbane per una mezz'ora a una velocità compresa tra i 60 e i 90 km/h. La temperatura elevata dei gas di scarico in queste condizioni è sufficiente a bruciare gradualmente la fuliggine accumulata. Generalmente non richiede molto tempo, poiché avviene gradualmente durante la guida.
  • Rigenerazione Attiva: Si verifica quando il sistema rileva che il FAP è intasato. In questo caso, il motore attiva un processo di riscaldamento supplementare per bruciare la fuliggine accumulata. Questo processo può durare da 10 a 30 minuti, a seconda di vari fattori, come la quantità di fuliggine accumulata nel FAP e la velocità di marcia del veicolo. Molti veicoli moderni sono dotati di un sistema di monitoraggio che avvisa l'automobilista quando la rigenerazione è in corso, ad esempio, tramite una spia sul cruscotto o un suono specifico.

Quando le normali condizioni di guida non permettono il completamento del ciclo, può rendersi necessaria la rigenerazione del FAP da fermo, o rigenerazione forzata. Sebbene risolutiva, questa pratica stressa meccanicamente il motore. Se il FAP non viene rigenerato regolarmente, le particelle di fuliggine si accumulano nel filtro, causando un blocco. Questo può portare a una perdita di potenza del motore, aumento dei consumi di carburante e, nei casi più gravi, al danneggiamento del motore.

Spia FAP accesa sul cruscotto

Differenza tra FAP e DPF: Aspetti Tecnici Approfonditi

La distinzione tra FAP (Filtre à Particules) e DPF (Diesel Particulate Filter) risiede principalmente nella modalità con cui vengono raggiunte le condizioni ottimali per la combustione del particolato.

  • Sistemi FAP (tipici del gruppo PSA come Peugeot): Questi sistemi additivano il gasolio con soluzioni a base di ossido di cerio, come la cerina. Questo additivo ha la funzione di abbassare la temperatura di innesco della combustione del particolato, che può avvenire già a circa 450 °C. L'uso della cerina rende la rigenerazione meno energivora e più efficiente a temperature più basse. I veicoli con FAP hanno un serbatoio apposito per la cerina che deve essere periodicamente rabboccato.
  • Sistemi DPF (ampiamente diffusi, ad esempio, su veicoli Volkswagen come la Tiguan): Questi sistemi non utilizzano additivi nel gasolio. Per innalzare le temperature dei gas di scarico fino a circa 650 °C, necessarie per bruciare il particolato accumulato nel filtro, la centralina di gestione del motore opera delle copiose post-iniezioni di gasolio nei cilindri durante le fasi di espansione. Il gasolio delle post-iniezioni non fa in tempo a bruciare all'interno delle camere di combustione, ma lo fa nei condotti di scarico, innalzando la temperatura dei gas che arrivano al filtro.

La centralina di gestione del motore, per bruciare il particolato e pulire il filtro, adotta diverse strategie. Tra queste: la chiusura della valvola EGR per avere più ossigeno possibile allo scarico; la parzializzazione della farfalla dell'aria in ingresso per non fare abbassare troppo le temperature; la regolazione della sovralimentazione; e le già citate post-iniezioni di gasolio. Il processo di rigenerazione può avviarsi e completarsi solamente in particolari condizioni, ovvero quando si sono raggiunte le temperature di esercizio e quando si percorrono lunghi tratti di strada a velocità costante.

Problemi con il FAP/DPF e le Implicazioni per l'Olio Motore

I veicoli che montano un moderno impianto DPF Euro 6, come la Tiguan, possono presentare problemi specifici legati al processo di rigenerazione. A differenza dei sistemi FAP, una parte del gasolio che viene copiosamente iniettato nei cilindri nel corso della rigenerazione, e che non riesce a bruciare nelle camere di combustione, defluisce attraverso le fasce dei pistoni nella coppa dell'olio.

Rigenerazione dopo rigenerazione, questo fenomeno può creare due seri problemi: la diluizione dell'olio motore, con conseguente perdita delle sue proprietà lubrificanti, e l'innalzamento del suo livello. Questi due fenomeni possono essere tollerati entro certi limiti tra un intervallo e l'altro di manutenzione, quando l'olio viene sostituito e il suo livello ripristinato. I problemi nascono quando il numero di rigenerazioni è eccessivamente elevato tra i due intervalli di manutenzione.

Esempio pratico: Una Ford Fiesta nuova con motorizzazione a gasolio, utilizzata prevalentemente per tragitti brevi in città (fare la spesa, portare i bambini all'asilo, in piscina), ha percorso i primi 5000 km in circa sei mesi. Si è accesa una spia che segnalava la necessità di sostituire l'olio motore. Dopo il primo cambio olio in garanzia, la spia si è riaccesa dopo altri 5000 km, richiedendo un nuovo cambio olio. Anche dopo un aggiornamento software della centralina motore, il problema si è ripresentato dopo ulteriori 5000 km, dimostrando una routine di sostituzione dell'olio motore più frequente del previsto.

Rigenerazione del DPF (Fap) come comportarsi e come funziona, un semplice consiglio.

I percorsi brevi, con frequenti stop & go, favoriscono la formazione di particolato e non permettono né al motore né ai condotti di scarico di raggiungere le piene temperature di esercizio, che consentirebbero la combustione del particolato. Di conseguenza, il processo di rigenerazione non riesce a completarsi. La centralina di gestione del motore tenta continuamente di avviare e completare la rigenerazione, reiterando incessantemente tali tentativi. Il risultato è che il gasolio delle continue post-iniezioni arriva nella coppa, diluendo l'olio motore e innalzandone il livello. Fortunatamente, un apposito sensore registra il livello dell'olio troppo alto e segnala la necessità di cambiarlo.

Questo non è solo un problema di sostituzione precoce dell'olio, che comporta il fastidio di dover tornare in officina ogni sei mesi (o 5000 km) finché la macchina è nuova. Il vero rischio si manifesta a lungo termine. I motori che funzionano per molti chilometri con olio diluito sono soggetti a un alto rischio di danni per tutte le parti a bagno d'olio. Inoltre, il filtro, non riuscendo a rigenerarsi efficacemente, può andare incontro a un'ostruzione irreversibile, rendendo necessaria la sua sostituzione. Un filtro antiparticolato ostruito comporta un abbassamento delle prestazioni del veicolo, con un aumento dei consumi, che sono già elevati a causa dei continui tentativi di rigenerazione falliti. Vi è anche il rischio di rottura del turbocompressore a causa dell'eccessiva pressione dei gas di scarico.

Nel caso in cui i proprietari si stanchino di rientrare continuamente in officina per cambiare l'olio e tollerino l'accensione della spia sulla strumentazione di bordo, potrebbe verificarsi l'evento più catastrofico: l'autocombustione dell'olio. L'olio motore, innalzando il suo livello, potrebbe essere risucchiato in aspirazione tramite i condotti di sfiato della parte bassa del monoblocco motore e bruciare in maniera incontrollata. Questo fenomeno, possibile solo per i motori a gasolio, può essere innescato anche dalla rottura del turbocompressore, manifestandosi con un'enorme fumata bianca pericolosissima per la circolazione, un'accelerazione incontrollata del motore (anche rimuovendo la chiave dal quadro) e la sua completa fusione. In sintesi, i veicoli con queste motorizzazioni e questa tecnologia di filtro antiparticolato necessitano di percorrere molti chilometri su strade a scorrimento veloce per funzionare correttamente.

Motore diesel con componenti FAP/DPF

Il Costo della Rigenerazione FAP e Alternative

La rigenerazione del filtro FAP è un'operazione che andrebbe eseguita ad intervalli periodici per mantenere in buono stato il dispositivo di purificazione. In questo modo, si possono ridurre i problemi legati a questo componente ed evitare la sostituzione del dispositivo stesso, che ha un prezzo decisamente elevato.

Il costo per la rigenerazione del filtro antiparticolato è molto variabile, influenzato da fattori come il tipo di vettura, la tipologia di filtro, i prodotti o il sistema utilizzato per rigenerarlo e il costo della manodopera. In generale, il prezzo parte da circa 400 euro per lo smontaggio, la pulitura integrale e il rimontaggio del dispositivo. Tuttavia, questa cifra quasi mai è quella definitiva, poiché spesso bisogna aggiungere il costo di eventuali additivi o del cambio dell'olio. Infatti, quando il congegno è molto intasato, il gasolio può contaminare l'olio nella coppa del motore, rendendo necessaria la sua sostituzione.

Spesso, a causa dei costi elevati per la rigenerazione, si tende a considerare la rimozione del filtro. È fondamentale sapere che la rimozione del FAP è una pratica sanzionata dalla legge sia con il pagamento di una multa che con gravi conseguenze penali.

Un filtro FAP ha una durata media che va da 120 mila a 200 mila km, limite che può essere superato per le vetture più moderne. Effettuare la bonifica presso officine specializzate consente di allungarne la vita operativa.

Tecnico specializzato effettua la rigenerazione del FAP

Attenzione al fai da te: Esistono in commercio kit per la pulizia del filtro antiparticolato che possono essere acquistati a poche decine di euro. Tuttavia, si tratta di un palliativo che non offre ottimi risultati. Affidarsi a professionisti esperti è la soluzione migliore per un rinnovamento del FAP davvero efficace, in quanto permette di individuare eventuali problemi e provvedere all'aggiunta dell'additivo o al cambio dell'olio in modo corretto. Il servizio per rigenerare il FAP auto eseguito in officina ha sicuramente un costo maggiore, ma permette di avere un dispositivo pari al nuovo, coperto da garanzia, sicuro ed affidabile per prevenire eventuali problemi futuri.

Offerte competitive: Alcune officine specializzate, come le CDR, offrono costi di rigenerazione FAP tra i più convenienti a livello nazionale, con prezzi dedicati ai privati a partire da 299,00 euro, permettendo un risparmio fino all'80% rispetto all'acquisto di un nuovo dispositivo. L'obiettivo primario di aziende come CDR Italia è offrire un servizio altamente qualificato, garantendo affidabilità su ogni intervento, revisione, ripristino e sicurezza, risolvendo qualunque tipo di problematica e ogni genere di richiesta. Ogni intervento è rigorosamente testato e costantemente controllato per offrire il servizio più eccellente in tempi rapidi. Affidarsi a tali servizi significa scegliere professionalità, qualità e una tecnologia innovativa e brevettata che ha reso queste aziende leader nel settore e partner delle più importanti case automobilistiche, rigenerando qualunque filtro antiparticolato per auto, veicolo, modello e marca.

La Garanzia sul FAP e i Difetti di Conformità

La questione della garanzia in relazione ai problemi del FAP/DPF è complessa, specialmente quando non si riscontrano guasti reali e concreti, ma piuttosto una non idoneità all'uso del veicolo.

Il caso della signora Giusy: La signora Giusy ha acquistato una Ford Fiesta diesel, specificando al venditore l'intenzione di utilizzarla prevalentemente per brevi tragitti in città. Nonostante ciò, il venditore le ha proposto un veicolo diesel, senza avvisarla delle problematiche che l'uso urbano avrebbe potuto causare al DPF. A seguito di ripetute accensioni della spia dell'olio motore e cambi olio frequenti, la signora si è ritrovata con un veicolo che richiedeva una manutenzione più onerosa e frequente rispetto a quanto atteso e a quanto previsto dal piano di manutenzione standard.

In situazioni come questa, si configura un "difetto di conformità" ai sensi dell'Art. 129 del Codice del Consumo. Per essere conforme al contratto di vendita, il bene deve possedere i requisiti soggettivi pertinenti, inclusa l'idoneità a ogni utilizzo particolare voluto dal consumatore, che sia stato portato a conoscenza del venditore al più tardi al momento della conclusione del contratto di vendita. Il problema non è la macchina guasta o difettosa, ma il fatto che è stato venduto un oggetto non idoneo all'uso particolare che doveva farne, cosa di cui il venditore era informato.

Documento di garanzia del veicolo

La posizione del venditore diventa delicata, soprattutto se la casa automobilistica era già a conoscenza del comportamento di queste vetture in determinate condizioni d'uso (ad esempio, eccellenti per uso extraurbano, ma problematiche per uso prevalentemente urbano). L'omissione della diligenza professionale del venditore, che ha determinato un'alterazione del comportamento del consumatore acquirente, può configurare, oltre a un difetto di conformità, anche una "pratica commerciale scorretta" (art. 20 comma 2 del Codice del consumo). Una pratica commerciale è scorretta se è contraria alla diligenza professionale ed è falsa o idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio.

In casi simili, il consumatore potrebbe non volere semplicemente la copertura dei cambi olio gratuiti per il periodo di garanzia, ma un risarcimento per la non idoneità del veicolo all'uso dichiarato.

Esperienze di altri utenti: Molti automobilisti che acquistano veicoli diesel senza essere adeguatamente informati sui requisiti di utilizzo del FAP/DPF si trovano ad affrontare problemi simili. C'è chi lamenta rigenerazioni continue anche con brevi percorsi, la necessità di non spegnere il motore per evitare l'interruzione del ciclo di rigenerazione, e la mancanza di informazioni chiare sul display del veicolo riguardo allo stato della rigenerazione. Alcuni arrivano a considerare l'acquisto un "acquisto errato", pur riconoscendo la propria colpa per non essersi informati a sufficienza. Altri suggeriscono che il problema potrebbe essere dovuto a "gasolio sporco", anche se questo non rientra nella garanzia. C'è la percezione che le case automobilistiche spingano la vendita dei diesel, pur sapendo che i veicoli a benzina o con altre motorizzazioni sono più adatti a determinati tipi di utilizzo.

Queste testimonianze evidenziano la necessità di una maggiore trasparenza e informazione da parte dei venditori riguardo alle specificità e ai limiti dei veicoli diesel con FAP/DPF, soprattutto in relazione all'uso previsto dal cliente. La garanzia, in questi contesti, non copre solo i guasti meccanici, ma si estende alla conformità del bene all'uso per cui è stato acquistato e dichiarato.

tags: #rigenerazione #fap #tiguan #garanzia