Il turbocompressore, conosciuto anche come turbo-gruppo o turbo, è un sistema meccanico di sovralimentazione del motore a combustione interna che sfrutta l'energia dei gas di scarico per aumentare la potenza e l'efficienza del propulsore. Questa tecnologia, ormai ampiamente diffusa sia nei motori diesel che, negli ultimi anni, in quelli a benzina, rappresenta una soluzione ingegneristica brillante per ottimizzare le prestazioni del veicolo. Per comprendere appieno il funzionamento del turbocompressore, è fondamentale analizzare la sua struttura, il principio di base, le diverse tipologie e i benefici che apporta al motore.

Struttura e Componenti Chiave del Turbocompressore
Come il nome stesso suggerisce, il turbocompressore è formato principalmente da due componenti: la turbina e il compressore. Entrambi hanno la forma di giranti, sono dotati di palette e sono collegati tra loro da un alberino.
Turbina (Lato Caldo o Lato di Scarico):
- Posizione: La turbina è situata nel sistema di scarico del motore, all'interno di una chiocciola, generalmente realizzata in ghisa per resistere alle alte temperature. Il turbo viene installato sui collettori di scarico che, per concentrare il flusso, possono essere ad esempio del tipo 4 in 1 oppure 4 2 1. Questa dicitura indica il modo in cui i collettori sono stati realizzati e, in particolar modo, l’evoluzione delle curve.
- Funzione: La girante della turbina, posta all’interno della chiocciola di scarico, viene messa in rotazione sia dall’azione dei gas di scarico spinti fuori dai cilindri grazie ai pistoni, sia dalla combustione della miscela aria/benzina, che creano una pressione positiva fra la valvola di scarico e la turbina. La turbina raccoglie l'energia (sotto forma di energia cinetica e di entalpia) dei gas di scarico e la trasforma in energia meccanica. Le turbine a gas di scarico che usualmente vengono utilizzate per azionare compressori centrifughi sono quasi sempre del tipo a flusso centripeto. La girante (che deve essere equilibrata con un'accuratezza eccezionale) viene realizzata in genere in leghe speciali estremamente resistenti alle alte temperature (come ad esempio il Nimonic, materiale usualmente impiegato per le turbine dei motori aeronautici). Rispetto alle turbine impiegate in anni passati, un miglioramento dell'affidabilità lo si è ottenuto introducendo il raffreddamento ad acqua e l'utilizzo di olii motori con specifiche migliorate.
Compressore (Lato Freddo o Lato di Aspirazione):
- Posizione: Il compressore è situato nel sistema di aspirazione dell’aria, all'interno del suo alloggiamento a forma di chiocciola, quest'ultima costruita in lega di titanio o alluminio. La girante del compressore, posta all’interno del “lato freddo”, è composta da una lega leggera che permette di ridurre la resistenza all’accelerazione cercando di avere l’effetto opposto del volano.
- Funzione: La sua funzione è quella di comprimere l’aria e di immetterla nel collettore di aspirazione. Il compressore, trascinato in rotazione dalla turbina, comprime l’aria e la immette nel collettore d’aspirazione, fornendo ai cilindri del motore un volume d’aria maggiore di quanto ne potrebbero aspirare nella medesima unità di tempo un motore aspirato.
Alberino di Giunzione:
- Le due giranti sono rese solidali da un alberino di giunzione e ruotano alla stessa velocità all’interno del loro alloggiamento. L'alberino passa attraverso il “core assy”, il vero cuore del turbo. La rotazione della girante di scarico aziona simultaneamente quella di aspirazione che comprime l’aria in ingresso verso l’intercooler e il corpo farfallato. La girante normalmente supera i 200.000 giri/min.
Come Funziona il Turbocompressore
Il funzionamento del turbocompressore è strettamente legato al principio di sovralimentazione e si può riassumere in un ciclo virtuoso:
- Recupero dell'Energia dei Gas di Scarico: I gas che fuoriescono dalla camera di combustione, ancora ad alta temperatura e pressione, vengono convogliati dai condotti di scarico verso la turbina.
- Rotazione della Turbina: Sotto la spinta di questi gas, la girante della turbina inizia a girare vorticosamente, trasformando l'energia cinetica e termica dei gas in energia meccanica rotazionale.
- Azionamento del Compressore: Poiché la turbina e il compressore sono collegati dall'alberino, la rotazione della turbina mette in movimento anche la girante del compressore.
- Compressione dell'Aria: Il compressore, girando, risucchia aria dall'esterno e la comprime, aumentandone la densità.
- Raffreddamento dell'Aria Compressa: L’aria compressa passa dapprima attraverso un radiatore chiamato intercooler. L'intercooler provvede a raffreddare l'aria, aumentandone ulteriormente la densità a parità di volume. Un'aria più fredda è più densa e contiene più ossigeno.
- Immissione nei Cilindri: L'aria raffreddata e compressa confluisce quindi nei condotti di aspirazione, nei quali determina un aumento della pressione.
- Incremento delle Prestazioni: La maggior quantità d’aria che raggiunge i cilindri, abbinata a un proporzionale incremento del combustibile iniettato (grazie all'aumento di ossigeno immesso), garantisce un aumento della coppia motrice e della potenza rispetto al motore aspirato di pari cilindrata.
- Circolo Virtuoso: La combustione di una maggior quantità di miscela aria-carburante si traduce in un flusso di gas di scarico più generoso e ad alta energia. Questo porta la turbina - e parimenti il compressore - a girare più forte con un ulteriore incremento dei flussi, innescando un circolo virtuoso che ottimizza la performance del veicolo utilizzando gli scarti del meccanismo di produzione dell’energia.
Come funziona un turbocompressore? (Animazione 3D)
Il Ruolo del Turbocompressore nel Ciclo Termodinamico del Motore
Il ciclo termodinamico tipico di un motore a combustione interna è il ciclo Otto, che comprende quattro fasi principali: aspirazione, compressione, espansione e scarico. Il ruolo del turbocompressore auto nel ciclo termodinamico del motore a combustione interna è di fondamentale importanza per migliorare l’efficienza e le prestazioni del motore.
- Aumento della Pressione di Aspirazione: Uno dei principali compiti del turbocompressore nel ciclo termodinamico è quello di aumentare la pressione di aspirazione dell’aria all’interno del cilindro del motore. Durante la fase di aspirazione, il turbocompressore comprime l’aria atmosferica, aumentandone la densità e, di conseguenza, la quantità di ossigeno disponibile per la combustione. L’aumento della pressione di aspirazione fornita dal turbocompressore auto porta a un aumento significativo della potenza del motore senza la necessità di aumentare la cilindrata del motore. Più aria compressa entra nel cilindro durante la fase di aspirazione, consentendo una maggiore quantità di carburante da bruciare e, di conseguenza, una maggiore produzione di energia.
- Miglioramento dell'Efficienza: Poiché il turbocompressore aumenta la densità dell’aria aspirata nel cilindro, è possibile ottimizzare il rapporto aria/combustibile per una combustione più efficiente. Questo si traduce in un minor consumo di carburante per unità di potenza prodotta.
- Riduzione del Turbo Lag: Il turbo lag, o ritardo di turbo, è il tempo necessario per il turbocompressore auto per raggiungere la velocità di funzionamento ottimale dopo una richiesta di accelerazione. Ridurre il turbo lag è essenziale per garantire una risposta dell’acceleratore immediata e una guida più fluida. Il turbocompressore svolge un ruolo cruciale nel ciclo termodinamico del motore a combustione interna, aumentando la pressione di aspirazione, migliorando la potenza e l’efficienza del motore e riducendo il turbo lag.
Tipologie di Turbocompressori
Esistono diverse tipologie di turbine, ciascuna con le proprie caratteristiche e vantaggi, sviluppate per ottimizzare il funzionamento e ridurre il fenomeno del "turbo lag". Le categorie principali includono:
Turbine a Geometria Fissa (Single Scroll):
- Descrizione: Le turbine a geometria fissa sono quelle che abbiamo descritto precedentemente. Mantengono fisso il volume d’aria in entrata e in uscita dalla turbina e dal compressore. Un turbocompressore single scroll lavora con un unico flusso a pressione costante.
- Limiti: Il principale difetto del turbo a geometria fissa è il ritardo che si registra fra la pressione dell’acceleratore e l’aumento di coppia del motore, che si determina soprattutto ai regimi più bassi, quando il flusso dei gas di scarico è più debole. Questo è il "turbo lag", derivante dal fatto che il motore a bassi regimi offre un flusso limitato di gas di scarico che non permette alla turbina fissa di trasferire una sufficiente rotazione al rotore, impedendo al compressore di offrire al motore le pressioni utili per un concreto aumento dei valori di coppia e potenza. Inoltre, con i vecchi turbocompressori a geometria fissa, una grossa massa di gas di scarico in ingresso alla turbina produceva elevate contropressioni nello scarico con l’effetto di complicare l’espulsione di questi ultimi, incrementando quindi la temperatura degli stessi gas con l’effettiva riduzione del rendimento del motore.
Turbine a Geometria Variabile:
- Descrizione: Le turbine a geometria variabile hanno delle “palette mobili” poste intorno alla ruota della turbina con la funzione di variare la sezione dei canali delimitati dalle palette stesse e l’angolo di incidenza dei gas di scarico. In parole povere, la posizione delle palette determina la velocità del rotore del turbocompressore. Il movimento di tali palette statoriche, controllato dalla centralina elettronica o tramite un depressore, consiste nella variazione del loro angolo d'incidenza rispetto alle palette rotanti della girante motrice. In funzione del regime di rotazione, queste vengono chiuse o aperte per favorire la velocità o la portata dei gas esausti.
- Vantaggi: Il principale vantaggio della geometria variabile rispetto a quella fissa è la riduzione del turbo lag, che ha migliorato la linearità di funzionamento del motore sovralimentato. Con la geometria variabile viene invece garantita un’elevata velocità di rotazione angolare del compressore sin dai bassi giri poiché le palette attuano una restrizione della sezione in cui influiscono i gas, garantendo una risposta pronta anche al minimo. All’aumentare dei giri motore, i gas di scarico acquisiscono velocità facendo aumentare significativamente i giri del rotore il quale garantisce una maggior compressione dell’aria in ingresso al motore. Ciò a sua volta permetterà di erogare più potenza sin dai bassi regimi. Questo effetto negativo della contropressione, nel caso dei turbocompressori a geometria variabile, è molto limitato: infatti all’aumentare dei giri motore (e quindi del flusso dei gas di scarico), l’incidenza delle palette mobili varia. La sezione di passaggio dei gas di scarico aumenta con l’effetto sia di “modulare” la velocità di rotazione della turbina (evitandone il fuorigiri) sia per permettere un più efficace deflusso dei gas di scarico che garantisce bassi valori di contropressione nel collettore di scarico. I vantaggi così ottenuti sono molteplici: ridotto consumo di carburante e aumento del rendimento del motore lungo tutto l’arco di regime di funzionamento. Per ottenere i vantaggi elencati è importante che la regolazione della geometria variabile sia molto precisa: in caso contrario il funzionamento del motore non sarebbe regolare e potrebbe provocare una rottura precoce del turbocompressore che opererebbe in condizioni di over-speed. È quindi determinante che l’elettronica di gestione del motore monitori con efficacia la posizione assunta dalla geometria variabile.
Turbine Twin Scroll:
- Descrizione: Il Twin Scroll Turbo o semplicemente Twin Scroll è un sistema in cui un singolo turbocompressore funziona con due canali di gas di ingresso, anziché uno solo come nei normali turbo o "monoturbo". Il turbocompressore ha due ingressi per i gas di scarico e due ugelli, uno più piccolo e più angolato per una risposta più rapida e uno più grande meno angolato per massimizzare le prestazioni. Questo significa avere i collettori 4 2 2, ovvero collettori accoppiati a due a due che non si uniscono assieme fino alla girante di scarico. Il carter di ingresso è sdoppiato, pertanto i collettori di scarico dei cilindri confluiscono a coppie.
- Vantaggi: Questa configurazione permette di "pulire" il flusso dei gas di scarico in uscita dai cilindri, riducendo la contropressione nei collettori. In questo modo i gas di scarico arrivano molto più velocemente alla girante lato caldo senza disturbi. Inoltre, i flussi provenienti da ogni singolo cilindro saranno ben distinti l’uno dall’altro, evitando che le loro pulsazioni possano ostacolarsi a vicenda. Ad esempio, in un motore 4 cilindri con ordine di scoppio 1-3-4-2 si raggruppano i collettori 1 con 4 e 2 con 3, cercando di utilizzare collettori di uguale lunghezza così da non generare diverse perdite di carico. In sostanza, i twin scroll lavorano con più flussi sfruttando la teoria degli impulsi, già molto utile nella gestione della carica nel cilindro. I gas di scarico, dovendo attraversare un condotto a sezione dimezzata nella stessa unità temporale, si muovono più velocemente e con maggiore forza, facendo sì che ai bassi giri si abbia una minore inerzia. Il risultato è un turbo estremamente pronto ed in grado di eliminare i problemi di efficienza che affliggono i turbo single scroll ai bassi regimi e ai carichi elevati. Ulteriore vantaggio dei twin scroll è l'adozione di collettori di immissione differenti, quindi oltre ad avere flussi più puliti possiamo avere flussi direzionati in maniera differente cercando di creare l'effetto dei turbo a geometria variabile.
Turbine Elettriche:
- Descrizione: Il turbo elettrico è una tecnologia relativamente nuova che combina i vantaggi del turbo tradizionale con il supporto aggiuntivo di un motore elettrico. Questo tipo di turbo è progettato per ridurre o eliminare il cosiddetto “turbo lag”. In alcuni progetti, il turbocompressore auto elettrico è integrato direttamente nella turbina esistente. Un motore elettrico viene montato sull’albero del compressore e viene alimentato da una batteria o da un sistema elettrico del veicolo. Alcuni costruttori automobilistici stanno sviluppando sistemi di turbo elettrico che operano a tensioni più elevate, come 48V, anziché i tradizionali 12V. I turbocompressori auto elettrici possono essere integrati con sistemi mild hybrid per migliorare ulteriormente l’efficienza del motore. Alcuni turbo elettrici utilizzano una configurazione a doppio stadio, con due compressori di dimensioni diverse. I turbo elettrici moderni sono dotati di sistemi di controllo elettronico avanzati che monitorano costantemente le condizioni del motore e del veicolo.
- Vantaggi: I turbo elettrici rappresentano una tecnologia promettente per migliorare le prestazioni e l’efficienza dei motori a combustione interna, riducendo al contempo le emissioni e migliorando l’esperienza di guida complessiva.
Valvole di Regolazione: Wastegate e Pop-off
Due valvole fondamentali regolano il funzionamento del turbocompressore per garantirne l'affidabilità e ottimizzare le prestazioni:
Valvola Wastegate:
- Funzione: La valvola wastegate è un componente fondamentale per un turbocompressore. Quest’ultimo, ricevendo tantissima energia cinetica dai gas di scarico, al raggiungimento della pressione di esercizio prefissata dal costruttore deve fermarsi per non superare tale limite, onde evitare rotture indesiderate. Serve a eliminare i gas in eccesso e stabilizzare la pressione in un determinato range (sia quella di picco che quella di mantenimento). Grazie a questo sistema, i motori turbo non patiscono i cambi di pressione atmosferica poiché vengono tarati attraverso dei sensori di pressione conosciuti come "wastegate" che lavorano costantemente sui valori prefissati. Su vetture stradali si parla in media di valori variabili tra 0.5 bar e 1 bar di pressione positiva, mentre su vetture da corsa si possono raggiungere pressioni decisamente più elevate. Basti pensare che le auto da corsa degli anni '80 arrivavano a pressioni vicine ai 3 bar, tutto ovviamente a discapito dell’affidabilità, ma giustamente se si è in gara è più importante il risultato della conservazione.
Valvola Pop-off (o Blow-off/By-pass):
- Funzione: Una ulteriore valvola - presente solo su motizzazioni benzina - chiamata di "by-pass" o di "pop-off" nel caso scarichi in aria libera, provvede ad aprirsi totalmente in fase di rilascio del gas. Questo per evitare che, con farfalla totalmente chiusa, la turbina (che continua a ruotare per effetto dell'inerzia) comprima l'aria contro la farfalla del gas completamente chiusa, ricevendo un "colpo d'ariete" sulla girante. Il colpo d'ariete compromette sia l'affidabilità del turbocompressore e, per altro verso, contribuisce ad un aumento dell'effetto "turbo-lag" a causa del rallentamento della velocità del compressore costretto a "soffiare" contro la valvola a farfalla chiusa. Questa valvola non è necessaria nel motore a ciclo Diesel, in quanto privo del corpo farfallato.
- Tipologie: Questa valvola può essere di due tipi:
- A sfiato interno (di ricircolo o di by-pass): In questo caso l'aria in eccesso viene convogliata a monte del compressore, tramite un tubo (o manicotto) collegato allo scarico della valvola stessa, cioè la massa d'aria ripasserà dalla presa di bocca (cioè dalla sezione di ingresso) del compressore, fatto che limiterà pure il fenomeno del turbo-lag.
- A sfiato esterno ("pop-off" o sfiato libero): L'aria in eccesso viene semplicemente espulsa in aria libera da un'apposita apertura situata nella valvola, creando il tipico "sbuffo" quando si rilascia - in modo repentino - il pedale acceleratore.

Vantaggi e Svantaggi del Turbocompressore
Il turbocompressore ha rivoluzionato l'industria automobilistica, offrendo benefici significativi, ma non è privo di sfide.
Vantaggi:
- Aumento Significativo di Potenza: Un motore turbo può produrre molta più potenza rispetto a un motore aspirato di pari cilindrata. Questo grazie alla maggiore quantità di aria compressa e ossigeno immessi nei cilindri, che permette una combustione più intensa e una maggiore quantità di carburante bruciato.
- Miglioramento dell'Efficienza del Carburante: Sebbene il turbo aumenti la potenza, può anche migliorare l’efficienza del carburante. Poiché l’aria compressa consente una migliore combustione del carburante, il motore può ottenere più potenza da una quantità data di carburante. Questo è particolarmente vero nei motori moderni, dove l'ottimizzazione elettronica gioca un ruolo chiave.
- Aumento della Coppia a Bassi Regimi: Il turbo fornisce un significativo aumento della coppia a regimi più bassi, rendendo la guida più elastica e reattiva, specialmente in situazioni che richiedono ripresa.
- Utilità in Alta Quota: Il turbo è particolarmente utile nelle applicazioni ad alta quota, come negli aerei o in veicoli che operano in montagna. A quote elevate, l'aria è meno densa; il turbocompressore compensa questa diminuzione di pressione, mantenendo le prestazioni del motore.
- Riduzione delle Emissioni: Migliorando l'efficienza della combustione, i turbocompressori moderni contribuiscono a ridurre le emissioni inquinanti, permettendo ai motori di rispettare normative ambientali sempre più stringenti.
Svantaggi:
- Turbo Lag: Il principale svantaggio del turbo è il cosiddetto “turbo lag”. Questo è il ritardo tra il momento in cui si preme l’acceleratore e il momento in cui il turbo inizia a produrre pressione sufficiente per un significativo aumento di potenza. Sebbene le turbine a geometria variabile e i sistemi twin scroll abbiano notevolmente mitigato questo fenomeno, esso rimane una caratteristica intrinseca dei sistemi turbo.
- Complessità Costruttiva: I motori turbo sono più complessi di quelli aspirati naturalmente. Questa complessità si traduce in un maggior numero di componenti, rendendo il sistema più soggetto a potenziali guasti e richiedendo una progettazione e una costruzione più precise.
- Manutenzione Specifica: I motori turbo richiedono una manutenzione regolare e specifica, come la sostituzione dell’olio e la pulizia delle componenti, a causa delle alte temperature e delle elevate velocità di rotazione a cui sono sottoposti. L'utilizzo di olii motori con specifiche migliorate e, in alcuni casi, il raffreddamento ad acqua, sono diventati standard per garantire l'affidabilità.
- Costo: Generalmente, i motori turbo sono più costosi da acquistare e, potenzialmente, da mantenere rispetto ai motori aspirati a causa della maggiore complessità e dei materiali speciali utilizzati.
Turbocompressore vs. Compressore Volumetrico
Mentre il turbocompressore utilizza i gas di scarico per azionare la turbina e comprimere l’aria, il compressore volumetrico ha la medesima funzione ma è azionato dal motore attraverso una cinghia o un'altra forma di collegamento meccanico.
Compressore Volumetrico:
- Funzionamento: La girante non è messa in funzione dai gas di scarico ma da una puleggia calettata sull'alberino della girante e collegata tramite cinghia a una delle pulegge che ruotano insieme al motore, come se fosse una puleggia della distribuzione, oppure può essere mossa da un motore elettrico.
- Vantaggi:
- Risposta Immediata: Il compressore volumetrico offre una risposta dell’acceleratore molto diretta e immediata, simile a quella dei motori aspirati, senza il turbo lag.
- Coppia a Bassi Regimi: Tende a fornire una coppia elevata a bassi regimi del motore, offrendo una guida più scorrevole e responsiva rispetto ai motori turbo, specialmente a bassi giri del motore.
- Semplicità: È generalmente più semplice e meno complesso dei motori turbo, riducendo il potenziale per guasti meccanici.
- Svantaggi:
- Assorbimento di Potenza: Anche se il compressore volumetrico offre una risposta immediata, può richiedere più energia dal motore per funzionare, riducendo leggermente l’efficienza complessiva del motore rispetto a un motore aspirato. Questo perché sottrae direttamente potenza al motore per il suo funzionamento.
- Limiti a Alti Regimi: Può raggiungere i suoi limiti a regimi più elevati, non riuscendo a fornire la stessa portata d'aria di un turbocompressore di grandi dimensioni.
- Incremento di Cavalli Limitato: L'incremento di cavalli che si può ottenere è spesso contenuto entro l'80-99% della potenza iniziale, nel caso di giranti molto grandi.

Una soluzione interessante, ripresa da sistemi come quello adottato sulla Lancia Delta S4 del 1985 e sulla Golf V 1.400 con 170cv, è stata l'utilizzo di un sistema combinato in cui un compressore volumetrico e un turbocompressore operavano in serie. Ai bassi regimi era attivo il volumetrico, la cui azione diminuiva all’aumentare dei giri - e alla corrispondente entrata in funzione del turbocompressore - per poi essere completamente "by-passato" ad alto numero di giri. Questa procedura permette d'avere un funzionamento molto lineare del sistema di sovralimentazione, con una risposta più rapida al comando del gas. Generalmente, si utilizza un sistema doppio, dove c'è un turbocompressore piccolo, che ha una risposta veloce all'acceleratore a regimi medio-bassi, ma con una ridotta capacità di portata d'aria di alimentazione, mentre l'altro turbocompressore è di dimensioni medio-grandi, con una risposta lenta all'acceleratore a regimi medio-bassi, ma con portate d'aria di alimentazione notevoli a pieno carico. Queste unità vengono utilizzate in momenti diversi, e l'intero funzionamento dei turbocompressori è legato alla gestione dei flussi di scarico e alla loro azione sulle giranti delle turbine.
Cenni Storici e Icone del Turbo
La storia del turbocompressore affonda le radici nei primi del Novecento, per poi evolversi e trovare la sua massima espressione nel mondo automobilistico.
- Le Origini: Il primo turbocompressore della storia, sulla carta, fu ideato dall’ingegnere svizzero Alfred Büchi, che depositò il brevetto il 16 novembre 1905.
- Primi Impieghi: Dobbiamo attendere la fine della Prima Guerra Mondiale per assistere all’impiego dell’invenzione di Büchi in concreto. Fu General Electric a scegliere il turbocompressore per il motore Liberty V-12, un dispositivo aeronautico che rappresentò il primo gruppo di sovralimentazione di sempre. Dal cielo, l'applicazione si estese al mare nel 1920 con i motori diesel di alcune grandi imbarcazioni, e nei "ruggenti" anni '20 anche i treni beneficiarono di questa tecnologia.
- La Rivoluzione Stradale: Gli anni ’50 videro una prima rivoluzione stradale in Europa, con i motori diesel dei camion che iniziarono a ospitare sistemi di sovralimentazione.
- La Prima Auto di Serie: Nel 1962, la F-85 Jetfire V-8 Oldsmobile divenne la prima automobile di serie dotata di turbocompressore. Coprotagonista di questa rivoluzione fu un nome che poi sarebbe diventato quasi sinonimo di Turbo: Garrett. Fino ad allora principalmente noto per sistemi di sovralimentazione per l’industria aeronautica, il brand realizzò il turbocompressore per la F-85 Jetfire, contribuendo di fatto alla nascita di un nuovo modo di intendere i motori endotermici.
Nel corso degli anni, numerose auto iconiche hanno contribuito a definire il concetto di motori turbo, lasciando un'impronta indelebile nella storia dell'automobilismo sportivo e stradale:
- Ferrari F40: Introdotta nel 1987 in occasione del 40º anniversario della Ferrari, la F40 è diventata una delle auto più famose e desiderate della casa automobilistica italiana, simbolo di potenza e prestazioni estreme, grazie al suo motore biturbo.
- Ferrari 288 GTO: Presentata nel 1984 come una versione stradale del programma di competizione Group B, la 288 GTO era equipaggiata con un motore V8 biturbo da 2,9 litri che erogava oltre 400 CV.
- Porsche 911 Turbo: La Porsche 911 Turbo è una delle auto sportive più iconiche e riconoscibili di tutti i tempi. Introdotto nel 1975, il 911 Turbo è stato uno dei primi veicoli di produzione di serie ad adottare un motore turbo, stabilendo un nuovo standard per le auto sportive.
- Audi Quattro: Introdotta nel 1980, l’Audi Quattro è stata una pioniera nell’utilizzo della trazione integrale e del motore turbo nei rally, dominando le competizioni e influenzando lo sviluppo delle auto stradali.
- Lancia Delta HF Integrale: La Lancia Delta HF Integrale è una delle versioni più iconiche e performanti della Lancia Delta, introdotta nel 1986. Sviluppata per competere nel Campionato Mondiale Rally, ha ottenuto notevoli successi, vincendo il titolo costruttori per sei anni consecutivi, dal 1987 al 1992. La Delta HF Integrale era equipaggiata con un motore turbo a quattro cilindri da 2.0 litri, in grado di erogare fino a 200 CV nelle prime versioni e fino a 215 CV nelle versioni successive.
- Alfa Romeo 75 Turbo Evoluzione: Versione ad alte prestazioni della berlina Alfa Romeo 75, prodotta tra il 1987 e il 1992. Era alimentata da un motore a quattro cilindri in linea da 1.8 litri con turbocompressore, in grado di erogare circa 165 CV.
- Peugeot 205 T16: Prodotta per partecipare al Campionato Mondiale Rally del Gruppo B, era alimentata da un motore turbo a quattro cilindri in linea da 1.8 litri montato centralmente, capace di sviluppare fino a 200 CV nella versione stradale e oltre 350 CV in quella da competizione.
- Mitsubishi Lancer Evolution e Subaru Impreza WRX STI: Queste serie di auto da rally sportive sono conosciute per il loro motore turbo e per le loro prestazioni eccezionali, diventate leggende nel mondo delle competizioni e tra gli appassionati.
- Ford Sierra RS Cosworth: Una vettura da competizione iconica degli anni ’80 e ’90, nota per il suo motore turbo ad alta potenza e la sua aerodinamica distintiva.
Queste sono solo alcune delle auto iconiche che hanno contribuito a definire il concetto di motori turbo nell’automobilismo, dimostrando il potenziale e l'emozione che questa tecnologia può offrire.

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