La Fiat Nuova 500, fin dal suo debutto, ha rappresentato un capitolo fondamentale nella storia dell'automobile italiana e un simbolo del boom economico del dopoguerra. Il suo concepimento e la sua successiva evoluzione sono frutto di un'attenta analisi tecnica e di una profonda comprensione delle esigenze del mercato, come dimostra la meticolosa progettazione del suo serbatoio del carburante e delle sue componenti meccaniche. Questo articolo esplora le origini, le innovazioni e le diverse versioni che hanno reso la "Cinquecento" un fenomeno sociale e un'icona intramontabile.
Le Origini: Un Progetto per il Miracolo Economico
Il successo enorme riscosso dal modello "600" non lasciò indifferente la Fiat, spingendo alla ricerca di un'auto ancora più accessibile e popolare. Il progetto di Bauhof, inizialmente esaminato, fu sottoposto al giudizio di Dante Giacosa. Sebbene il disegno della carrozzeria fosse apprezzato per la sua estetica e per lo schema tecnico che prometteva un basso costo di produzione, lo stesso Giacosa bocciò immediatamente il motore proposto. La versione a cilindri contrapposti era considerata troppo costosa, mentre altre soluzioni venivano scartate per problemi di affidabilità o eccessive vibrazioni. La scelta definitiva ricadde su un motore longitudinale a due cilindri paralleli, raffreddato ad aria forzata, con una cilindrata di 479 cm³ e una potenza di 13 CV. Questo propulsore, con camere di combustione a tetto in testa e punterie ad aste e bilancieri, rappresentava un compromesso tra efficienza, costi e prestazioni adeguate all'epoca.

La Presentazione al Pubblico: Tra Entusiasmo e Perplessità
Il 1º luglio 1957, la "Nuova 500" fu presentata in anteprima al Presidente del Consiglio Adone Zoli. Il giorno successivo, la vettura fece il suo debutto ufficiale presso il circolo Sporting di Torino, alla presenza del gotha aziendale Fiat, tra cui il presidente Vittorio Valletta e Gianni Agnelli. Una cinquantina di esemplari, tutti di colore grigio, furono schierati per consentire un giro di prova. L'allestimento di questa prima serie, denominata "Nuova 500 N", era volutamente spartano. Mancavano le cromature, molto richieste all'epoca, e i cerchi in lamiera gialla crema, fissati con quattro bulloni a vista, eliminavano la necessità delle coppe ruota. I pneumatici da 12 pollici erano una novità assoluta. La strumentazione era ridotta all'essenziale: il comando delle luci era affidato alla chiave di accensione Bosch a sei posizioni, mentre le frecce erano azionate da una levetta trasparente con spia incorporata. I vetri erano fissi, ad eccezione dei deflettori laterali apribili a compasso, che però potevano interferire con il volante. L'abitacolo riceveva aria attraverso deflettori o feritoie sotto i fari anteriori. Il tetto era costituito da un'ampia capote in tela impermeabilizzata, che incorporava il lunotto in vinile. All'interno, al posto del sedile posteriore, trovava spazio una panchetta non imbottita, limitando l'omologazione a soli due posti. Questa scelta fu strategica per non cannibalizzare le vendite della più grande Fiat 600.

L'Evoluzione della "Economica" e la Nascita della "Normale"
L'accoglienza del pubblico fu inizialmente tiepida, quasi fredda. La vettura appariva troppo spartana per un pubblico ormai abituato alle cromature delle altre auto. Il cliente-tipo ipotizzato dalla Fiat era il possessore della vecchia "Topolino" o un motociclista. Molti giudicavano la 500 troppo costosa rispetto alla 600, preferendo attendere per acquistare la sorella maggiore. L'azienda, intuendo la necessità di un adeguamento, intervenne rapidamente. Già nel settembre dello stesso anno, una versione lievemente revisionata introduceva le coppe ruota cromate tra gli optional. Tuttavia, si pensò a un aggiornamento più sostanzioso. Il motore fu rivisto nel carburatore, nella fasatura e nell'alzata delle valvole, portando la potenza a 15 CV a 4.000 giri/min. L'allestimento si arricchì di dettagli come le modanature cromate e i finestrini discendenti.
A partire dal novembre 1957, la Nuova 500 venne commercializzata in due versioni: "Economica" (venduta a 465.000 lire) e "Normale" (venduta a 490.000 lire) con l'allestimento migliorato. È importante sottolineare che la "Economica" non fu la prima Nuova 500 prodotta; questo ruolo spetta alla prima serie, rimasta in produzione solo tre mesi. La "Fiat Nuova 500 Economica", presentata nel novembre 1957 per il Salone di Torino, era quasi identica alla prima serie, ma il motore erogava 15 CV a 4.200 giri/min e presentava piccoli dettagli rivisti, tra cui il fermo di apertura per i deflettori e i finestrini discendenti. La dotazione di serie era ora più ricca, con fari anteriori con cornici in alluminio, alette parasole, profili in alluminio sul cofano e sulle fiancate, coppe copricerchi in alluminio, finestrini anteriori discendenti, deflettori con fermo, sedile posteriore imbottito e comandi delle luci e delle frecce sul piantone dello sterzo. In questa versione comparve la scritta "Nuova 500" sul cofano posteriore.
FIAT 500: la STORIA. Dalla motorizzazione dell'Italia alla nuova elettrica
La "Sport" e l'Omologazione per Quattro Posti
Per dare maggiore brio alla gamma e stimolare le vendite, nel 1958 venne lanciata la "Nuova 500 Sport". Disponibile nelle versioni "Berlina" e "Berlina Tetto Apribile", si distingueva per il tetto in metallo rigido, percorso da nervature, e una caratteristica livrea bicolore bianca con fascia rossa. Il motore vide aumentare la cilindrata a 499,5 cm³, con un nuovo albero a camme, condotti di aspirazione lucidati, molle delle valvole rinforzate e un rapporto di compressione aumentato. Il carburatore Weber 26 IMB2 e un diverso rapporto al ponte portarono la potenza a 21,5 CV e la velocità massima a superare i 105 km/h. Questo motore, opportunamente addolcito, sarebbe poi stato adottato sulle versioni D, F, L e sulla Autobianchi Bianchina Special. La "Sport" differiva dalle altre versioni per il cruscotto, con una scala tachimetrica estesa fino a 120 km/h e indicatori di velocità massima a 30, 50 e 75 km/h.
Nel 1959, la 500 venne omologata per quattro posti veri. Al Salone di Ginevra furono presentate la "Nuova 500 Trasformabile", con l'allestimento della "Economica" e capote fino al cofano motore, e la "Nuova 500 Tetto apribile", che riprendeva l'allestimento della "Normale" e il mezzo tetto apribile della "Sport". Per far fronte al maggior carico, il retrotreno fu irrobustito. Nell'ottobre dello stesso anno, la gamma si adeguò al Nuovo Codice della strada con fanali posteriori più grandi e catadiottri, e l'introduzione degli indicatori di direzione frontali.

L'Esportazione e la Genialità della "Giardiniera"
Dal dicembre 1957, le Fiat 500 iniziarono ad essere importate negli Stati Uniti, suscitando curiosità per le loro dimensioni ridotte e il rumore del motore bicilindrico. Una caratteristica dei fari americani era la costruzione "sealed beam".
La necessità di un modello simile alla "Topolino Giardiniera Belvedere" spinse Dante Giacosa a ideare una soluzione innovativa: il motore a sogliola. I cilindri vennero abbattuti di lato, rendendoli orizzontali, e il sistema di raffreddamento adattato. La cilindrata rimase la stessa della "500 Sport", ma potenza ed erogazione furono ingentilite. La carrozzeria fu radicalmente rivista: la versione "Giardiniera" adottava la stessa carrozzeria della berlina fino al termine delle portiere anteriori, ma si allungava verso un posteriore più squadrato. Il passo fu allungato di 10 cm, i finestrini posteriori divennero rettangolari e scorrevoli, e il tetto era rigido solo in parte, con una capote molto allungata. Sospensioni e impianto frenante furono irrobustiti. La "Giardiniera" era lunga 3,185 metri. La produzione della "Giardiniera" seguì diverse evoluzioni meccaniche, con aggiornamenti al serbatoio del carburante e alle coppe ruota.

Una variante della "Giardiniera" fu il "Furgoncino 500", che offriva solo i due posti anteriori e un vano di carico più spazioso, con i finestrini posteriori e la capote sostituiti da pannelli in lamiera.
Componenti Fondamentali: Il Serbatoio del Carburante
Indipendentemente dalle specifiche versioni della Nuova 500, elementi come il serbatoio del carburante hanno sempre rivestito un'importanza cruciale per il funzionamento del veicolo. I serbatoi per carburante, siano essi per benzina o gasolio, sono realizzati con materiali resistenti alla corrosione per garantire un rifornimento sicuro ed efficiente. La loro capacità e tipologia sono fattori decisivi nella scelta. Per esempio, i serbatoi per gruppi elettrogeni devono garantire un rifornimento continuo, mentre quelli per il trasporto di carburante devono essere versatili e pratici per l'uso in cantieri o luoghi remoti. Esistono soluzioni specifiche come i serbatoi per trasporto carburante con cassone porta attrezzi, studiati per adattarsi ai mezzi da lavoro e consentire il trasporto su strada senza vincoli ADR. Serbatoi da 5000 litri sono ideali per grandi aziende che necessitano di scorte significative. La gestione del carburante e dei rifornimenti può essere ulteriormente semplificata tramite accessori specifici per l'erogazione e il monitoraggio.
La Fiat, nel corso della produzione della 500, ha introdotto diverse evoluzioni anche per quanto riguarda il serbatoio, come il passaggio da un serbatoio allungato a un serbatoio a cubetto, e successivamente a un serbatoio da 22 litri per il modello "F". Queste modifiche, seppur apparentemente secondarie, riflettono l'attenzione costante dell'azienda verso l'ottimizzazione dei componenti e l'adeguamento alle normative e alle esigenze del mercato.
La storia della Fiat Nuova 500 è un affascinante intreccio di innovazione tecnica, acume commerciale e sensibilità sociale. Dalla sua concezione spartana iniziale all'evoluzione verso versioni più confortevoli e performanti, la "Cinquecento" ha saputo conquistare il cuore degli italiani, diventando un simbolo indelebile di un'epoca di grande trasformazione e ottimismo.