
L'Italia ha assistito a una delle operazioni più significative nel panorama della grande distribuzione organizzata (GDO) degli ultimi anni: l'acquisizione della quasi totalità delle attività di Auchan Retail Italia da parte di Conad. Questa mossa strategica ha ridefinito gli equilibri del mercato, portando alla creazione di un nuovo colosso con una leadership incontrastata e un'influenza notevole sul settore. L'accordo, frutto di complesse trattative durate un anno e mezzo, ha coinvolto una grossa parte dei 1.600 punti vendita della catena francese presenti sul territorio italiano.
I dettagli dell'operazione e la nuova dimensione di Conad
L'acquisizione da parte di Conad ha interessato una parte importante dei circa 1.600 punti vendita di Auchan Retail Italia, comprendendo ipermercati, supermercati e negozi di prossimità che operavano con i marchi Auchan e Simply. È importante sottolineare che l'accordo non ha incluso i supermercati gestiti da Auchan Retail in Sicilia e i drugstore Lillapois. Secondo fonti vicine al dossier, l'operazione ha avuto un valore di circa 1 miliardo di euro.
Con l'acquisizione di gran parte delle attività di Auchan Italia, la "nuova" Conad ha raggiunto dimensioni ragguardevoli. La sua quota di mercato è salita dal 13% circa a un impressionante 19% circa, rendendola di gran lunga il leader nella grande distribuzione in Italia. Il gruppo che è nato da questa operazione vanta un giro d'affari intorno ai 17 miliardi di euro. L'intesa ha anche previsto che i centri commerciali in cui sono situati i punti vendita continueranno a essere gestiti dalla società Ceetrus. L'acquisizione è stata perfezionata solo dopo l'approvazione dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in Italia.

Le motivazioni strategiche dietro l'acquisizione
Francesco Pugliese, Amministratore Delegato di Conad, ha spiegato in occasione dell'appuntamento con la stampa per i risultati di fine anno le ragioni strategiche che hanno guidato l'acquisizione di Auchan. Ha evidenziato in primo luogo una questione di complementarietà territoriale, a livello di mercato e di formato. Auchan, infatti, era forte in aree geografiche nelle quali Conad era invece più debole. Questa sinergia ha permesso a Conad di dare una forte accelerata al proprio sviluppo, che continua anche per via interna.
Pugliese ha inoltre precisato l'approccio di Conad nei confronti dei master franchising, affermando che "Per noi di Conad i master franchising non sono strategici, infatti hanno scelto altre soluzioni". L'interesse primario di Conad si concentra sui negozi diretti e sui franchising gestiti da imprenditori, con la permanenza di un solo master franchising con una rete di 73 negozi. La dichiarazione di Pugliese sottolinea anche la volontà di riportare i negozi acquisiti a guadagnare, applicando i criteri già utilizzati con successo nella propria rete.
L'acquisizione di Auchan, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è stata un semplice acquisto di ipermercati improduttivi. Studi sui fatturati dei singoli punti vendita dell'universo Conad in Italia, effettuati dall'Istituto Georetail Italia, hanno dimostrato che Conad ha fortemente incrementato la sua quota di mercato nel segmento dei supermercati. Francesco Pugliese ha espresso grande soddisfazione per l'operazione: "Siamo soddisfatti di aver acquisito e riportato nelle mani di imprenditori italiani una rete di distribuzione di grande valore, che sta attraversando un periodo di difficoltà ma che ha grandi potenzialità ed è complementare a quella di Conad. Oggi nasce una grande impresa italiana, che porterà valore alle aziende e ai consumatori italiani."
Edgard Bonte, presidente di Auchan Retail, ha commentato l'operazione con una prospettiva simile: "Desideriamo migliorare l’attuale difficile situazione delle attività di Auchan e permettere a Conad di continuare, attraverso questa acquisizione, il suo ambizioso piano di sviluppo nel Paese”. Questa dichiarazione evidenzia la comune visione di ripristinare il valore e il potenziale delle attività acquisite.
Francesco Pugliese a tutto campo, da Auchan ai discount passando per l'ecommerce
L'impatto occupazionale e le misure di ricollocazione
Un aspetto cruciale dell'operazione, come spesso accade in acquisizioni di questa portata, è l'impatto sui dipendenti. A fine settembre, i dipendenti Auchan ammontavano a 15.773 in totale, di cui 1.091 presso la sede e 14.682 nella rete di vendita. Francesco Pugliese ha chiarito che il numero potenziale di esuberi era pari a 6.197.
Tuttavia, sono stati attuati interventi di recupero di vario genere per mitigare gli impatti. Questi interventi includono il turn over ordinario e le cessazioni, la ricollocazione sia nella sede nazionale e nelle cooperative Conad, sia nella rete Conad. Tali misure hanno già ridotto del 50% i livelli di non sostenibilità, portando il numero di dipendenti a cui dare una soluzione alternativa a 3.105.
Il punto critico, oltre alla sede centrale di Auchan, di cui Conad non ha bisogno avendo già cinque sedi territoriali oltre alla centrale Conad, riguarda 27 ipermercati (su un totale di 70). Previo accordo con l'Antitrust, emerge un potenziale sovrannumero di dipendenti in queste strutture.
L'obiettivo dichiarato da Conad rimane quello di "cercare di salvaguardare al massimo il lavoro e l'occupazione per ridurre al minimo gli impatti". Questo implica un lavoro intensivo per ricollocare parte dei lavoratori in Conad, tenendo conto delle competenze, sia nei punti vendita che nei quadri medi, con un interesse particolare nell'area dell'extralimentare, che è in fase di ripensamento. Altri interventi per la gestione della crisi includono la ricollocazione presso reti di operatori primari che entreranno nei centri commerciali e negli spazi che saranno liberati dalla riduzione di alcuni ipermercati. Ulteriori ricollocazioni riguarderanno i fornitori, come nel caso di alcune aziende che producono per Conad prodotti a marchio del distributore (MDD) e programmi di outplacement.
La leadership di mercato di Conad e le sfide della rilevazione dati
Con l'acquisizione di Auchan in Italia, Conad è diventata il leader di mercato. Anche prima di questa operazione, era il secondo 'retailer' per grandezza nel Paese con una quota di mercato pari al 13% circa. Dopo la transizione, come già menzionato, la sua quota è salita al 19% circa.
La determinazione della quota di mercato del leader, in un contesto come quello italiano caratterizzato da una miriade di società di distribuzione alimentare di diverse dimensioni (piccolissime, piccole, medie, grandi e grandissime, corrispondenti a migliaia di partite IVA), non è un esercizio semplice. In tale quadro, considerare oltre 2000 partite IVA, di cui diverse società di persone che non depositano i loro bilanci, rende il calcolo estremamente complesso.
Nonostante queste difficoltà, esistono basi solide per la valutazione. NielsenIQ, nel 2021 (GNLC), ha attribuito a Conad una quota pari a circa il 18.1% del totale, una cifra autorevole e riconosciuta. L'Istituto GeoRetail Italia, un altro punto di osservazione rilevante, analizza tutti i bilanci della GDO, dalla piccola società che gestisce il tipico market di paese ai grandi player come Esselunga. Dal confronto dei risultati dei due Istituti, i dati non si discostano in modo significativo. Infatti, la somma dei fatturati desunti dai bilanci 2021 (gli ultimi disponibili) di tutti i punti vendita ad insegna Conad porta la quota di mercato del leader al 17.7% circa.

I due istituti partono da presupposti diversi: NielsenIQ identifica la somma dei singoli prodotti che passano in cassa (LCC), mentre l'Istituto GeoRetail Italia parte dai ricavi complessivi di bilancio per poi "calarli" sui vari punti vendita, prestando attenzione, laddove necessario, a separare il fatturato prodotto dai cedi da quello generato dai negozi. Nonostante queste differenze metodologiche, il punto di arrivo, ovvero la stima della quota di mercato, è molto simile. Questo conferma la solidità della posizione di leadership raggiunta da Conad.
L'impatto sul settore e le prospettive future
L'acquisizione di Auchan Italia da parte di Conad non è solo un cambiamento di proprietà, ma un vero e proprio riassetto del panorama della grande distribuzione italiana. La "nuova" Conad si trova ora in una posizione di forza senza precedenti, con la possibilità di influenzare ulteriormente le dinamiche del mercato, dalla politica dei prezzi alla gestione della catena di approvvigionamento, fino alle strategie di marketing e di espansione.
L'operazione ha anche un significato più ampio per l'imprenditoria italiana. Come sottolineato da Francesco Pugliese, l'aver riportato nelle mani di imprenditori italiani "una rete di distribuzione di grande valore" rappresenta un elemento importante per l'economia nazionale. Auchan, sebbene fosse il quinto operatore della grande distribuzione in Italia con una quota di mercato del 6% e un giro d'affari di 3,7 miliardi di euro nel 2018 (con 18mila dipendenti), stava attraversando un periodo di difficoltà. L'intervento di Conad mira a rivitalizzare queste attività e a integrarle in una struttura più solida e performante.
Il processo di integrazione dei punti vendita e del personale sarà una sfida complessa, ma le dichiarazioni di Conad indicano un approccio mirato alla salvaguardia dell'occupazione e alla valorizzazione delle competenze. La riorganizzazione degli ipermercati e la ricollocazione dei lavoratori sono passaggi fondamentali per il successo a lungo termine dell'operazione.
In sintesi, l'acquisizione di Auchan Italia da parte di Conad segna la nascita di un nuovo gigante nella GDO italiana, con implicazioni significative per i consumatori, i dipendenti e l'intero settore. La complementarietà territoriale e di formato, la volontà di ottimizzare le attività e l'impegno nella gestione del personale sono i pilastri su cui si fonda questa ambiziosa operazione.