Il mondo dei sogni, fin dall'antichità, ha affascinato l'umanità, offrendo uno specchio enigmatico delle nostre paure, desideri e conflitti interiori. Quando in questo regno onirico compaiono i figli, e in particolare la loro nudità o la loro fuga, il significato si carica di una profondità ancora maggiore, toccando le corde più intime della genitorialità e del rapporto con il proprio "io" più autentico.
La Natura dei Sogni Infantili: Un Universo di Desideri e Angosce
Spesso nelle opere di S. Freud, si evidenzia una netta distinzione tra i sogni infantili e quelli degli adulti. I sogni infantili, fin verso i cinque anni, sono spesso diretti e non deformati, esprimendo apertamente desideri insoddisatti senza il complesso mascheramento tipico del contenuto latente dell'adulto. Freud, studiando i sogni infantili del primo tipo, compie alcune preziose osservazioni, notando come il sogno sia originato da due tendenze opposte: il bisogno di continuare a dormire e la tensione generata da un desiderio insoddisatto. Esso ha il carattere di un'esperienza allucinatoria.
Esempi di Sogni Infantili Diretti:
- Il sogno della piccola Anna: La figlia di Freud, Anna, all'età di diciannove mesi, sognava fragole dopo un'irritazione intestinale causata proprio da esse. Un desiderio insoddisfatto di mangiare ciò che le aveva fatto male, unito al bisogno di alleviare la sofferenza.
- Il nipotino Hermann e le ciliegie: Il nipotino Hermann, di ventidue mesi, incaricato di offrire ciliegie allo zio Sigmund per il suo compleanno, sognava di tenerle strette ripetendo "Ci sono ciliegie". Il sogno non esprime altro che il desiderio di tornare in un luogo dove è stato felice, o in questo caso, il desiderio di possedere e non dover rinunciare all'oggetto del desiderio.
- Il figlio di Freud, Oliver, e il Dachstein: A cinque anni e tre mesi, Oliver, in gita con i familiari, chiede continuamente se sono giunti al Dachstein, una montagna che osservava spesso dalla finestra. Ad ogni risposta negativa, si imbroncia e si rifiuta di proseguire. Il sogno esprime la frustrazione di un desiderio di raggiungere una meta, un'esplorazione, che non si concretizza.
In tal modo il lavoro onirico, consistente nel trasporre i pensieri in esperienza allucinatoria, protegge il sonno anche dagli stimoli psichici che vela opportunamente fino a renderli accettabili all'Io del dormiente. Non sempre però questo lavoro riesce. I sogni infantili non fanno eccezione e possono presentarsi in una delle forme descritte.
Il Simbolismo nei Sogni Infantili: Quando l'Angoscia si Maschera
Non sempre però le cose vanno così. Spesso la tensione nel bambino è provocata da stimoli che la sua struttura psichica, benché ancora in formazione, non considera egosintonici. Ecco allora che anche nel bambino compare il simbolismo a mascherare paure, odi, amori che, se espressi liberamente, potrebbero secondo lui provocare gravi conseguenze. Infatti, come abbiamo visto, al pari di quelli degli adulti essi esprimono paure e conflitti, sentimenti rimossi che un'interpretazione corretta può portare nuovamente alla luce, dando al bambino la possibilità di elaborarli ed integrarli nel suo Io conscio.

- Il sogno del bambino tagliato (M. Lambert): Un bambino di sette anni sogna "vecchie persone, vecchi signori, mi prendono e mi tagliano. Essi sono in ginocchio sopra di me con un appuntito coltello da macellaio. Mi tagliano il ventre, poi le gambe e le infilano in un forno pieno di fiamme. Mi viene tagliato anche il rubinetto e la schiena." Questo sogno, rivelato dai disegni del bambino, esprime paure edipiche verso il nonno, con il padre medico che assume il ruolo di risanatore, permettendo al piccolo di esprimere la sua ambivalenza e di dare al padre la parte del risanatore.
- Il sogno della lince o volpe (Freud): Una bambina di quattro anni sogna "Una lince o una volpe passeggia sul tetto, poi qualcosa cade o lei stessa cade e poi portano via sua madre morta" mentre la piccola sognatrice piange disperatamente. Il sogno ricorda alla bambina un episodio accaduto realmente un anno prima in cui una tegola, cadendo dal tetto, aveva ferito la mamma. Qui la paura per la salute della madre si manifesta attraverso un'immagine simbolica e angosciante.
- Il sogno del padre con la testa su un piatto: Un bambino di tre anni e cinque mesi, il cui padre è tornato dal fronte, sogna il papà che porta la propria testa su di un piatto e la mattina seguente ne chiede insistentemente la ragione, molto angosciato. Questo sogno può riflettere la difficoltà del bambino nel ricollocare la figura paterna dopo un lungo periodo di assenza o un trauma legato alla guerra.
- Il sogno dell'uomo mascherato: Una persona adulta riferisce il sogno che aveva avuto spesso all'età di sei anni: "Mia madre era uscita, non era in casa. Io ero sola, ma all'improvviso entra un uomo mascherato, non riesco a riconoscerlo. Vuole farmi del male, forse vuole tirarmi un pugno nella pancia, ma nelle sue intenzioni questo è benevolo, un gesto di affetto." Questo sogno provocò in lei tanta angoscia da svegliarla. La paura dell'abbandono e l'ambivalenza dei sentimenti (il desiderio di affetto unito alla paura) si manifestano attraverso la figura dell'uomo mascherato.
Questi esempi dimostrano come i sogni infantili, anche quando mascherati, possano rivelare paure e conflitti profondi, sentimenti rimossi che un'interpretazione corretta può portare nuovamente alla luce, dando al bambino la possibilità di elaborarli ed integrarli nel suo Io conscio.
L'Interpretazione dei Sogni come Strumento Terapeutico: Casi Clinici
Procediamo per questo all'osservazione di un caso clinico per renderci conto di quanto l'interpretazione dei sogni può esserci di enorme aiuto nel cogliere sul nascere il processo di rimozione nella formazione di una nevrosi.
Il Caso del Piccolo Hans:
Com'è noto, egli era divenuto, ad un certo punto della sua vita e precisamente qualche mese prima di compiere i cinque anni, vittima di una forma di isteria d'angoscia che si esprimeva come grave fobia verso i cavalli. Aveva paura, diceva, che lo mordessero. Ma sotto questo timore l'analisi rivelò ben presto quello ancora più profondo che il cavallo, trainando un carro pesante, cadesse per la strada e morisse. I resoconti che il padre del piccolo fa a Freud prima di questo evento, ce lo descrivono come un bambino allegro e curioso, per il momento molto interessato al proprio "fa pipì" e a quello altrui come mezzo di distinzione tra oggetti animati ed inanimati.
Un sogno del piccolo Hans, prima dell'insorgere della fobia, rivela: "Ieri ero a Gmunden e di notte ho giocato con la 'lei'". Il sogno allude ad un gioco delle penitenze che Hans faceva a Gmunden insieme agli altri ragazzi e la "lei" si riferisce senz'altro ad una delle figlie del padrone di casa, probabilmente Berta, la più piccola. Tale istinto esibizionistico, ormai rimosso, trova posto nel sogno insieme al desiderio di essere toccato sul pene dalla madre o da Berta, su cui lo ha spostato. Il piccolo si sveglia in lacrime riferendo che mentre dormiva credeva che la mamma fosse andata via e che lui non avesse più nessuno con cui scambiare le abituali tenerezze. Inoltre l'esperienza aveva dimostrato ad Hans, l'estate precedente, che di fronte a simili nostalgie la madre lo prendeva con sé nel lettone. Questo ci indica come il sogno sia un meccanismo per esprimere desideri e paure, anche quando questi sono legati a dinamiche complesse come l'esibizionismo infantile e la ricerca di rassicurazione materna. La paura di essere abbandonato, la necessità di rassicurazione e il desiderio di contatto fisico emergono chiaramente.
Il Sogno di Wilhelm T. | Freud o l'interpretazione dei sogni
Il Caso dell'Uomo dei Lupi:
Sostanzialmente diversa è la funzione che riveste un sogno infantile nella storia clinica dell'Uomo dei Lupi. Egli va in terapia in età già adulta per risolvere un problema attuale e l'analisi della precedente nevrosi infantile è finalizzata dunque a tale scopo. Il piccolo ha da qualche mese subito una seduzione da parte della sorella (maggiore di lui di due anni) che ha provocato un effetto durevole sul suo sviluppo psicosessuale. Un giorno la bambina gli aveva preso il pene in mano e giocava con esso, mentre gli diceva che anche la "nania", la bambinaia, faceva le stesse cose con altri uomini. Rifiutata la sorella, forse a causa della rivalità che sentiva verso di lei nell'affetto dei genitori, il bambino passa a nuovi oggetti d'amore. Dapprima tenta di sedurre la nania masturbandosi in sua presenza, ma viene aspramente rimproverato e reso consapevole di una "ferita" che viene inferta a chi compia simili azioni. Lo scopo diventa ora quello di essere percosso dal padre, suo nuovo oggetto d'amore.
Il sogno più famoso dell'Uomo dei Lupi, avuto all'età di quattro anni, è il seguente: "Ho notato che era di notte e stavo a letto. Il letto era disposto con la parte dei piedi verso la finestra; davanti alla finestra c'era un filare di vecchi noci. Sapevo che era d'inverno, mentre sognavo e che era notte. Tutto ad un tratto la finestra si spalancò da sola e io rimasi terrorizzato nel vedere dei lupi bianchi seduti sui rami del grande noce che si trovava proprio davanti alla finestra. Erano sei o sette. I lupi erano tutti bianchi e rassomigliavano piuttosto a volpi o a cani da pastore, perché avevano grosse code e tenevano le orecchie ritte come fanno i cani quando stanno attenti. Al colmo del terrore, evidentemente di essere divorato dai lupi, mi misi a gridare e mi svegliai." La favola del nonno invece parlava di un sarto che tagliò la coda di un lupo entrato improvvisamente nella sua bottega. Una volta che si perse nel bosco, però, incontrò un branco di lupi tra i quali quello con la coda mozza, ben deciso a vendicarsi. Vedendolo salire su un albero per ripararsi, il lupo propose agli altri di arrampicarsi uno sull'altro per arrivare fino a lui. Ormai perso, ad un tratto il sarto gridò: "Piglia il grigio per la coda", come aveva fatto il giorno in cui gli aveva tagliato la coda. Servendosi, attraverso il lavoro onirico, del materiale di entrambe le favole, il sogno esprime come già realizzato quello che il bambino vorrebbe fosse il dono per il suo compleanno: una gratificazione sessuale del padre, ma non più intesa in senso masochistico. La scena rivissuta nel sogno scatena un'emozione violentissima in lui: anch'egli vuol essere posseduto dal padre come la madre. Come conciliare il desiderio sessuale di tipo femminile con la paura di perdere un organo così fortemente investito di libido narcisistica? Tale conflitto porta ad una profonda rimozione del desiderio che si tramuta in paura del padre. La paura di essere divorato dai lupi, di essere punito per i suoi desideri sessuali. Questo sogno è un esempio emblematico di come l'inconscio elabori traumi e desideri, mascherandoli dietro simboli animaleschi e favole. I dettagli del sogno (ERA NOTTE E STAVO A LETTO. TUTTO AD UN TRATTO LA FINESTRA SI SPALANCÒ DA SOLA. IL GRANDE NOCE. I LUPI. ERANO SULL'ALBERO. ERANO TUTTI BIANCHI. AVEVANO LA CODA COME LE VOLPI. LA PAURA DI ESSERE DIVORATO DAI LUPI) sono vividi e carichi di significato.
Il Caso di Kenneth (Klein):
Come esempio riportiamo il caso di Kenneth, trattato dalla Klein ne LA PSICOANALISI DEI BAMBINI. Esso ci dà la possibilità di comprendere come un sentimento rimasto fino ad allora relegato nell'inconscio (e il cui irrompere nella coscienza è profondamente temuto) si riaffaccia, mascherato, esclusivamente nel sogno. La donna sembrava essergli affezionata, ma doveva averlo picchiato molto duramente nell'educazione alla pulizia. Il primo sogno che raccontò, all'inizio dell'analisi, era un sogno ricorrente che aveva avuto dopo i cinque anni, ossia di toccare i genitali di una donna e di masturbarla. Poco dopo riferì in analisi un incubo nel quale vedeva, improvvisamente, un uomo seduto al posto dell'analista. Quindi questi si spogliò e il bambino notò con orrore che aveva un pene eccezionalmente grande. Ancora però la paura non affiorava alla soglia della coscienza. Mentre raccontava questo sogno il ragazzo fece varie operazioni con i cubi che erano sul tavolo da gioco: lui, suo padre, suo fratello e Mary erano rappresentati da un cubo e dormivano ognuno in una stanza. Kenneth raffigurò varie volte la bambinaia nell'atto di picchiarlo con un bastone per punirlo di essersi masturbato e bagnato. Questo caso evidenzia come i traumi legati all'educazione e alla sessualità infantile possano manifestarsi attraverso sogni ricor