L'Elica che Vola: Storia degli Stemmi e l'Evoluzione di BMW Motorrad

Nel 2023 si celebrano i 100 anni dalla costruzione della prima moto della casa di Monaco di Baviera, la Bayerische Motor Werke, meglio nota al mondo come BMW, simbolo di qualità, affidabilità e stile teutonico per eccellenza e senza tempo. La storia di BMW è un intreccio di ingegneria innovativa, spirito sportivo e una costante ricerca della perfezione, che si riflette anche nell'evoluzione del suo celebre logo.

Le Radici Aeronautiche: Nascita di un Gigante

La sigla BMW significa Bayerische Motoren Werke, cioè Fabbrica Motori Bavarese. Le origini della BMW affondano nel contesto della Prima Guerra Mondiale, quando l'industria meccanica tedesca era impegnata a migliorare la potenza e l'affidabilità dei nuovi aerei da caccia. In questo scenario, la Daimler aveva messo a punto un motore aeronautico, realizzato dalla consociata austriaca Austro-Daimler e sviluppato da Max Friz, uno dei brillanti ingegneri del reparto corse Daimler, la cui attività era sospesa a causa della guerra.

Commissionata dal governo austriaco, per ragioni di celerità produttiva la costruzione dei motori Austro-Daimler venne affidata alla licenziataria bavarese Rapp Motorenwerke, ditta di Monaco di Baviera fondata nel 1913 da Karl Rapp e Julius Auspitzer. In questa ditta si trasferì anche Friz, con la speranza di veder realizzato il suo progetto per un motore d'aereo con sei cilindri in linea e albero a camme in testa, in grado di funzionare a quote molto elevate, ben oltre i 5.000 metri. Josef Popp, all'epoca, capì immediatamente che si trattava di un propulsore tecnologicamente molto avanzato e ne caldeggiò l'adozione alla Rapp Motorenwerke. Il prototipo del nuovo motore venne ben presto realizzato, mostrando doti di potenza e leggerezza ben superiori alla produzione dell'epoca. La novità destò subito l'interesse del Reich tedesco che, al fine di riconquistare la supremazia nei cieli, ne commissionò la costruzione in 600 esemplari.

Il 7 marzo 1916, la Rapp Motorenwerke si fuse con un'altra azienda tedesca di Monaco costruttrice di motori d'aereo, la Gustav Otto Flugmaschinenfabrik dell'ingegnere Gustav Otto, figlio del più famoso Nikolaus August Otto (l'inventore del motore a scoppio). Le due aziende, pur continuando a operare con le singole ragioni sociali, andarono a costituire un consorzio industriale registrato come Bayerische Flugzeugwerke (BFW), con sede al numero 76 della Lerchenauer Straße. Molti storici assumono proprio il 7 marzo 1916 come data di nascita della BMW. Pochi mesi dopo la fusione, Gustav Otto lasciò l'azienda omonima, che di lì a pochissimo chiuse i battenti. In pratica, da questo punto in poi, la BFW si trovò a detenere la sola Rapp Motorenwerke. Non passò molto tempo che anche Karl Rapp decise di ritirarsi dalla direzione della sua azienda e il 26 novembre 1916 Josef Popp ne assunse la guida mutando la ragione sociale della Rapp Motorenwerke in Bayerische Motorenwerke GmbH (BMW). Tale cambiamento di ragione sociale fu datato 21 luglio 1917 e con la sua registrazione alla Camera di Commercio il marchio BMW fece per la prima volta la sua comparsa nel panorama dell'industria motoristica tedesca; per molti storici fu questa la data di nascita ufficiale del costruttore bavarese.

Mappa della Baviera con Monaco evidenziata

La produzione di motori aeronautici proseguì per tutto l'ultimo periodo della Prima Guerra Mondiale: in particolare, Popp procedette ad avviare la produzione del motore aeronautico progettato da Friz, poi divenuto celebre come BMW IIIa. Con un atto del 5 ottobre 1917, la produzione della BMW si estese anche ai veicoli terrestri e anfibi e persino a biciclette e ad accessori per autovetture.

Il Logo BMW: Tra Mito e Realtà

Il logo BMW ha una lunga storia e la sua evoluzione arriva fino ai nostri giorni. Il legame tra la Rapp Motorenwerke e l’origine di BMW è evidente anche nel logo. Il modello del marchio Rapp, infatti, ha influenzato la forma e il layout di quello di BMW. Il logo Rapp aveva come elemento simbolico un cavallo nero simile alla pedina degli scacchi, contenuto in una cornice circolare nera, al quale interno erano presenti due strisce e due stelle bianche.

Il logo Rapp nel 1917 si trasformò nel primo logo BMW: il cavallo nero venne sostituito da uno stemma a scacchi blu e bianco che in qualche modo richiama il tema della scacchiera. Le lettere "B", "M", e "W" vennero disposte esattamente allo stesso modo di Rapp nella parte superiore di una cornice nera con un sottile contorno dorato che venne usato anche per il carattere sottile delle lettere. L’obiettivo del logo era quello di rimarcare l’identità geografica dell’azienda, infatti la scelta dei colori dei quadranti bianco e azzurro richiama la bandiera della Baviera.

Forse non tutti lo sanno, ma il logo BMW è spesso associato a un’elica in movimento. Questo mito nacque qualche anno dopo la fondazione dell’azienda, quando una pubblicità del 1929 mostrava un aereo con il logo BMW in un’elica che ruotava. L’idea dell’elica era perfetta per la pubblicità di questa giovane azienda che, a quel tempo, non aveva ancora un logo chiaramente definito per le sue nascenti automobili. L'azienda non si preoccupò di confutare questo mito, anzi lo lasciò fiorire, contribuendo a rafforzare l'immagine di un'azienda all'avanguardia con profonde radici aeronautiche.

Evoluzione del logo BMW dal 1917 al 2020

Nel 1933 il logo subì una modernizzazione: i bordi sottili dorati divennero più spessi e il carattere tipografico della scritta, sempre color oro, divenne più spesso ed evidente. Nel 1953 il logo cambiò colore, il bianco sostituì l’oro dei bordi e delle lettere, e il colore blu degli spicchi divenne di un azzurro più chiaro. Nel 1963, BMW apportò piccoli cambiamenti al logo per adattarsi a un'estetica in rapida evoluzione. Il blu assunse una tonalità più scura, il carattere delle lettere divenne un nuovo font dalle linee spesse e senza grazie, e i bordi bianchi acquisirono uno spessore uniforme.

Nel 1973, con la nascita della divisione di auto sportive BMW Motorsport, si rese necessaria una propria identità aziendale. Questa nuova divisione aveva lo scopo di coordinare le attività di corsa del marchio BMW. Wolfgang Seehaus, allora designer di interni BMW, fece parte del team che creò i colori BMW Motorsport: blu, viola e rosso.

La versione del 1997 è quella più conosciuta e che, per molti anni, è stata utilizzata come stemma sui cofani delle automobili. Il logo assunse un aspetto tridimensionale, grazie all’uso di ombre, che rendevano il cerchio quasi bombato. La cornice nera era spessa e illuminata da un fascio di luce, da un riflesso in corrispondenza della lettera “B”. Anche gli spicchi blu e bianchi avevano un aspetto tridimensionale, risultando visivamente ben distinti dai contorni neri. La scritta in alto rimaneva in un carattere tipografico sans serif bianco maiuscolo.

In occasione del lancio della BMW Concept i4 a marzo, lo studio grafico tedesco BECC Agency di Monaco di Baviera ha realizzato il rebrand. Il nuovo logo torna ad assumere una dimensione bidimensionale e mantiene la classica elica bianca e blu contornata da una cornice non più nera, ma trasparente. Jens Theimer, Senior Vice President for Customer and Brand di BMW, spiega come l’azienda stia diventando un brand di relazione. Il nuovo logo flat è quindi sinonimo di apertura e chiarezza, un invito a entrare a far parte del mondo BMW. Il nuovo design piatto, trasparente e pulito è orientato al mondo della digitalizzazione, alla vasta gamma di piattaforme in cui BMW sarà presente, online e offline.

Dalle Ali alle Due Ruote: La Nascita di BMW Motorrad

Un anno dopo la sua nascita come società per azioni, e precisamente il 13 agosto 1918, la Bayerische Motorewerk GmbH mutò in Bayerische Motorenwerk AG, una società per azioni con un capitale sociale di 12 milioni di marchi tedeschi, un terzo dei quali del consigliere commerciale italiano Camillo Castiglioni. La direzione tecnica dell'azienda fu assegnata all'amministratore della GmbH, Franz Josef Popp. Al termine del conflitto, le decisioni scaturite dal patto di Versailles del 1919 portarono molti cambiamenti destinati a mutare radicalmente la storia della BMW. Il Regno di Baviera si trovò accorpato alla Repubblica di Weimar, alla quale venne proibita la costruzione di aerei, troncando così ogni possibilità di collocare e sviluppare gli ormai collaudati motori IIIa. Inoltre, l'inflazione galoppante stava mettendo in seria crisi il tessuto industriale tedesco, comprese le stesse BFW e BMW.

Fu a questo punto che Castiglioni intervenne in maniera più incisiva nelle sorti della Casa dell'Elica. Già fondatore nel 1920 della Süddeutsche Bremsen-AG, un'azienda attiva nel settore metalmeccanico, nella primavera del 1922 Castiglioni rilevò per intero la BMW e, assieme a Popp, indirizzò la produzione inizialmente verso i rami motociclistico e nautico. Ciò ebbe però come risultato anche la scomparsa della Bayerische Flugzeugwerke. Le ex-proprietà immobiliari della BFW vennero rilevate da Castiglioni e annesse invece alla Süddeutsche Bremsen. Nel frattempo, le imposizioni del Trattato di Versailles a proposito della produzione aeronautica in Germania divennero sempre meno rigide e già in quello stesso 1922 la BMW poté tornare a sperimentare alcuni motori aeronautici, riavviando così gradualmente anche tale settore che rimarrà attivo fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Tornando a parlare della produzione motociclistica, essa fu voluta da Popp e Castiglioni al fine di cercare nuovi sbocchi di mercato che consentissero di utilizzare i macchinari e le conoscenze tecniche acquisite. Tra i primi compiti, fu affidata a Friz la progettazione di un propulsore per motocarro e imbarcazione e al capo officina Martin Stolle la realizzazione di un motore per motocicletta.

La storia di BMW, raccontata da Marco Riccardi

Nel 1923, la Bayerische Motor Werke, già impegnata nella produzione di motori da moto per conto terzi, presentò al mondo il suo primo veicolo a due ruote. A questo scopo ingaggiarono il giovane e ambizioso progettista Max Friz, proveniente dalla Daimler, quella Daimler di Gottlieb che insieme a Nikolaus August Otto e a Wilhelm Maybach costruì nel 1885 la Petroleum Reitwagen, convenzionalmente ritenuta la prima moto della storia. Poco tempo dopo il suo sbarco nella fabbrica di Monaco, Friz presentò il progetto per la costruzione della moto dei suoi sogni. La sua soluzione ingegneristica fu innovativa e la BMW R32 venne presentata alla Deutsche Automobil Austellung di Berlino il 28 settembre del 1923. La moto piacque e fu immediatamente messa in produzione. Questo modello fu il risultato delle precedenti esperienze come costruttore di motori per l'azienda Victoria e come fornitore di piccoli motori aeronautici con architettura boxer che favorivano il raffreddamento dei cilindri. La BMW R32 è una moto spinta da un propulsore bicilindrico boxer da 500 cm³, con cilindri posti trasversalmente rispetto all’asse della moto e con trasmissione ad albero cardanico, un tratto caratteristico anche di tutte le moto BMW successive. Non solo una bicicletta con un motore, come era solito allora, ma un intero nuovo concetto di motocicletta. È l’inizio di un grande successo imprenditoriale.

L'Espansione Automobilistica e la Crescita del BMW Group

Il ramo industriale per il quale la Casa bavarese diverrà più famosa in assoluto fu quello automobilistico. La nascita e lo sviluppo della produzione automobilistica BMW si svolse a cavallo tra la fine degli anni ‘20 e l’inizio degli anni ‘30 del secolo scorso. A partire dal 1926, il numero uno della Casa bavarese fu Georg von Stauss, rappresentante della Deutsche Bank e, dal 1927, anche presidente del colosso bancario tedesco. Camillo Castiglioni fu invece il vice di von Stauss e rivestì il ruolo di presidente della BMW. Fra i due cominciò a instaurarsi una sorta di rivalità latente, accesa da von Stauss per cercare di limitare progressivamente l'influenza di Castiglioni, ancora molto forte, all'interno del consiglio di amministrazione. Tale rivalità, comunque, fu spesso poco visibile in quanto i due manager si trovarono di frequente a lavorare a obiettivi comuni.

Non si volle però partire da zero, ma rilevare un costruttore già avviato, dalla reputazione consolidata ma in quel momento gravato da pesanti difficoltà finanziarie. Fu proprio Castiglioni a mettersi alla ricerca di un simile costruttore: alla fine la scelta cadde sulla Fahrzeugfabrik Eisenach, che già da diversi anni stava producendo autovetture con marchio Dixi. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, la Casa di Eisenach si trovò in serie difficoltà finanziarie a causa della sua difficoltà a riprendere un regime produttivo che fosse anche redditizio. Per questo, nell'immediato primo dopoguerra si alleò con la Gothaer Waggonfabrik, un costruttore attivo nel settore dei trasporti ferroviari con sede a Gotha, non lontano dalla Fahrzeugfabrik Eisenach. Grazie a tale appoggio, quest'ultima riuscì nel 1927 ad avviare la produzione dell'Austin Seven su licenza. Tale vettura venne commercializzata come Dixi DA1. Un modello popolare prodotto su licenza avrebbe potuto in teoria garantire entrate finanziarie sufficientemente tranquillizzanti.

Fu a questo punto che subentrò il presidente della BMW Camillo Castiglioni, proponendo un'alleanza con la Fahrzeugfabrik Eisenach: l'accordo fu perfezionato il 14 novembre 1928, quando la BMW acquistò il costruttore di Eisenach per 200.000 reichsmark più 800.000 reichsmark in azioni BMW. Inizialmente non vi furono grandi rivoluzioni, in quanto la vetturetta di Eisenach continuò a essere prodotta con marchio Dixi. Ciò che si volle testare in quel frangente fu l'efficacia commerciale della Dixi DA1 e la possibilità di rivelare del tutto la produzione e la commercializzazione del modello, facendo così debuttare il logo BMW anche su una vettura a quattro ruote. Ciò avvenne alla fine del mese di luglio del 1929, quando la vetturetta cominciò a essere commercializzata con il marchio dell'Elica. La BMW iniziò quindi a produrre nello stabilimento di Eisenach lo stesso modello Dixi con la denominazione ufficiale di BMW 3/15, modello che in seguito sarebbe stato sostituito dalla 3/20.

Nel frattempo, la crisi finanziaria del 1929 cominciò a far sentire i suoi effetti all'inizio degli anni '30. Ma la presenza di un modello economico nel listino BMW permise alla Casa dell'Elica di superare il periodo nero senza eccessive difficoltà, anche se in ogni caso si ebbero perdite non indifferenti nei bilanci d'inizio decennio. Basti pensare che se nel 1930 il volume di affari salì da 27 a 36 milioni di reichsmark, nei due anni seguenti tale cifra crollò dapprima a 27 e successivamente a 20 milioni di reichsmark. Ma come già detto, furono i modelli 3/15 e 3/20 a far sì che le vendite riuscissero a reggere il peso della delicata congiuntura finanziaria di quel periodo. Le doti di economia di esercizio di questi due modelli catturarono l'attenzione della clientela, specialmente di quella che in quegli anni fu costretta a passare a una vettura di fascia inferiore per poter risparmiare in tempi di crisi. Ed anche le motociclette, specialmente i modelli meno costosi come il neonato R2, finirono per rivelarsi una valida alternativa per chi aveva bisogno di spostarsi velocemente e in economia.

Nel frattempo, non mancarono comunque gli investimenti per nuovi motori aeronautici, come ad esempio il motore Hornet, un nove cilindri stellare da 525 CV, in realtà un motore Pratt & Whitney R-1690 costruito su licenza dalla Casa bavarese già dal 1928, ma che all'inizio degli anni '30 venne evoluto dalla stessa BMW, che ne derivò altri motori più performanti.

Nel 1932, anno di maggior impatto della crisi nei bilanci della BMW, venne introdotta la già citata 3/20, erede della 3/15, apparentemente simile al modello di derivazione Austin, ma in realtà frutto di un progetto nuovo. La 3/20 fu quindi la prima autovettura interamente progettata e costruita dalla Casa dell'Elica, segno dell'emancipazione della produzione automobilistica da qualsiasi altro costruttore.

Nel 1933, con l'arrivo del nuovo responsabile del settore tecnico Fritz Fiedler, l'azienda bavarese passò alla produzione del primo motore a sei cilindri ad alte prestazioni e del primo modello di vettura di classe superiore, la 303, che venne equipaggiata con un motore da 1173 cm³ e 30 CV. In questa vettura, inoltre, comparve per la prima volta il classico modello del radiatore anteriore a forma di reni affiancati che diverrà tipico di tutte le auto BMW. Negli anni seguenti la BMW sviluppò la sua produzione di modelli di classe elevata come la BMW 320 e la 326, due modelli con i quali la Casa dell'Elica lanciò per la prima volta la sua sfida alla Mercedes-Benz nel settore delle auto di prestigio, una rivalità assai accesa anche oggigiorno.

Ma la prima vettura veramente innovativa che diede prestigio alla giovane azienda bavarese e ne dimostrò l'elevata capacità tecnica e ingegneristica fu il modello 328, equipaggiato con un moderno motore con testata in lega leggera e valvole a V. La BMW 328, inoltre, era dotata di grandi qualità dinamiche e fece crescere la fama della BMW come marchio sportivo; la nuova auto ottenne numerose vittorie nelle competizioni agonistiche, tra cui l'edizione della Mille Miglia del 1940.

Il Periodo Bellico e la Ripresa Post-Bellica

Il mondo ormai stava guardando con preoccupazione a una situazione politica più che allarmante: il regime di Adolf Hitler stava facendo progressivamente precipitare la situazione fino al punto di non ritorno. Durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, la BMW partecipò allo sforzo bellico della Germania nazista come gran parte delle aziende tedesche. La dirigenza del complesso militare-industriale del III Reich commissionò alla BMW la produzione di numerosi veicoli militari, tra cui la realizzazione di una delle più classiche motocarrozzette della storia, la R75. Era un sidecar costruito attorno a un telaio tubolare in acciaio, che ospitava nella sua culla un motore bicilindrico boxer 4 tempi da 745cc con camme in testa. Il rapporto di compressione era bassissimo, solo 5,8:1, e questo gli permetteva di erogare soltanto 26 CV ma garantendo una grande affidabilità.

Ma soprattutto, la Casa dell'Elica si impegnò nello sviluppo e produzione in massa di motori aeronautici: per incrementare tale produzione, già nel 1939 la BMW acquisì lo stabilimento berlinese della Brandeburgische Motorenwerke, fino a quel momento appartenuta al gruppo Siemens. Da quel momento e fino alla fine della guerra i tre stabilimenti BMW arrivarono a produrre alcune decine di migliaia di motori aeronautici, sempre sotto l'egida della BMW Flugmotorenbau. Fra i vari motori prodotti dalla BMW in quel periodo vi fu il famoso motore radiale BMW 801 a 14 cilindri che venne montato a partire dal 1941 sull'eccellente caccia Focke-Wulf Fw 190. Il motore era compatto e potente; raffreddato ad aria da una ventola a 12 pale, era equipaggiato con un compressore a due stadi e forniva 1.600 HP al decollo e 1.440 HP a 5.700 di altitudine. Il caccia Fw 190 grazie a questo motore aveva prestazioni formidabili e nel periodo 1942-1943 si dimostrò superiore agli aerei avversari. Il motore BMW 801 equipaggiò durante la Seconda Guerra Mondiale anche molti altri aerei della Luftwaffe, tra cui alcune versioni dei bombardieri Heinkel He 177 Greif, Junkers Ju 88, Junkers Ju 188, Junkers Ju 290 e Messerschmitt Me 264; venne anche progettata una variante con motori BMW 801 dei giganteschi aerei da trasporto Messerschmitt Me 323.

Durante la Seconda Guerra Mondiale la BMW, come le altre grandi industrie tedesche, impiegò numerosi lavoratori stranieri trasferiti forzatamente in Germania e sfruttò ampiamente la manodopera praticamente gratuita fornita dal sistema dei campi di concentramento diretti dall'apparato militare e amministrativo delle SS; in particolare negli stabilimenti di Monaco, impegnati nella produzione dei motori aerei, nel settembre 1944 lavoravano circa 16.600 lavoratori stranieri, di cui una parte proveniva da un campo.

Innovazione e Tecnologia in BMW Motorrad: Una Lunga Storia

BMW Motorrad è stata visionaria e un pioniere quando si tratta di innovazione e tecnologia per oltre 90 anni. La R32, la prima motocicletta BMW, non era solo una bicicletta con un motore, come era solito allora, ma un intero nuovo concetto di motocicletta.

All'inizio della produzione della R39, BMW utilizzò per la prima volta un freno a pedale esterno per frenare la ruota posteriore anziché il solito freno a cuneo. BMW è anche un pioniere in termini di tecnologia delle sospensioni: con il modello R 12 touring e il modello sportivo R 17, venne utilizzato il primo forcellone telescopico idraulico attenuato al mondo.

Con la R5 (500cc) modello sport, BMW mise in mostra per la prima volta un telaio tubolare ovale conico. Si tratta di una costruzione leggera intelligente. Il nuovo processo di saldatura introdotto allo stesso tempo per la produzione del telaio è anche una tecnica di produzione altamente innovativa che getterà le basi per gli anni a venire. Il vantaggio della costruzione leggera? Alta stabilità di guida. L'innovativo telaio completamente a braccio battente venne utilizzata dalla BMW per la prima volta nella produzione in serie di moto nei modelli R 50 e R 69. Garantisce un'elevata stabilità di guida con comfort di marcia. Il primo ammortizzatore idraulico dello sterzo nella produzione standard di motocicli garantisce la massima sicurezza di guida. È montato per la prima volta nella R 69 S - la superbike tedesca più veloce di allora.

Motocicletta BMW R69S

Per coloro che vogliono dare alla loro moto BMW un carattere personalizzato, gli accessori speciali e le attrezzature opzionali di BMW Motorrad lo rendono possibile fin dall'inizio. Le barre di arresto e le borse sono state aggiunte alla gamma negli anni Cinquanta - nelle concessionarie inizialmente, a partire dal 1961.

La R 90 S ottenne il primo freno a doppio disco montato sulla ruota anteriore come standard. Allo stesso tempo, fu introdotta la luce H4 nella serie /6. La R100 RS fornì il trampolino di lancio per una gamma di modelli che beneficiarono di nuove scoperte in termini di vento nel campo dell'aerodinamica. Ciò si tradusse nella prima carena completamente aerodinamica ottimizzata per moto di produzione standard. Stare bene dalla testa alla moto e guidare in sicurezza - questo è stato importante per BMW fin dagli anni '70. E così BMW Motorrad entrò in una nuova era con il casco integrale nel 1976. Nel 1978, la prima attrezzatura completa del pilota è entrata sul mercato come supplemento. Le manopole riscaldate erano in un primo momento viste come uno scherzo, ma oggi sono diventate una caratteristica indispensabile.

La R 80 G / S è il primo enduro a due cilindri e quindi capostipite di un nuovo segmento. Da qui in poi, la G / S rappresenta un'avventura motociclistica senza limiti. È dotato del primo braccio oscillante posteriore monoscocca per moto di grandi dimensioni. Si distingue per il 50% in meno di rigidità torsionale rispetto alle doppie bande convenzionali con la stessa riduzione del peso. Il primo casco pieghevole al mondo unisce due proprietà: la rimozione facile della sezione sotto mento che permette di indossarlo come casco integrale o casco jet.

BMW è il primo produttore mondiale che porta sul mercato un ABS per moto nel 1988. In tal modo, BMW ha fissato un nuovo punto di riferimento nella produzione di motociclette. La BMW K1 è una pietra miliare nella produzione di moto grazie alla sua aerodinamica. Esso dimostra anche l'elettronica del motore digitale per la prima volta. Il convertitore catalitico a tre vie regolato è stato inizialmente ordinato per i modelli K con l'elettronica del motore digitale come equipaggiamento speciale. BMW offre il primo convertitore catalitico regolato per moto.

La BMW R 1100 RS è la prima produzione in serie di moto con il Telelever di sospensione frontale combinato con Paralever ruota posteriore braccio oscillante. Qui, il Telelever agisce come un sistema anti-immersione meccanico e fornisce una presa ottimale anche durante la frenata completa. Electronic Suspension Adjustment (ESA) è un'innovazione elettronica per produzioni in serie di moto BMW. Apparì per la prima volta sulla K 1200 S ed oggi è disponibile in gran parte della gamma di motociclette a due cilindri, quattro cilindri e sei cilindri. L’ESA consente di controllare elettronicamente la regolazione della sospensione con il tocco di un pulsante, in base alla situazione di guida e allo stato di caricamento.

La tecnologia CAN-Bus, combinata con il sistema a cavo singolo BMW Motorrad (SWS) è un concetto di connessione dati che richiede solo una singola linea di dati. Un vantaggio rispetto alla connessione point-to-point è un ambito di funzionalità significativamente più ampio e un notevole cablaggio ridotto. BMW è il primo produttore di moto che offre un faro adattivo appositamente per le moto ex works.

Con il BMW C evolution, è possibile sperimentare oggi la mobilità urbana del futuro - senza dover fare alcun compromesso. Questo maxi scooter elettrico unisce la sostenibilità, la dinamica e l'agilità. L'azionamento potente e completamente elettrico porta velocemente a destinazione e consente di lasciarsi alle spalle emissioni e il rumore.

Il Successo negli Sport Motociclistici e l'Era M

Da quasi 100 anni, i piloti BMW Motorrad celebrano successi e record negli sport motoristici in tutto il mondo. Le primissime moto BMW vennero progettate per correre e stabilire record. Già nel 1929 Ernst Jakob Henne stabilì un record mondiale sulla sua WR 750 con una velocità di 216,75 km/h, il primo su un totale di 76. Anni dopo, i modelli High Performance (HP) hanno entusiasmato il pubblico con equipaggiamenti e accessori speciali dal branding HP, rappresentando il top sportivo tra le moto BMW. La performance è stata costantemente migliorata. Il risultato? Pacchetti M e accessori M per l'eccezionale RR. Ne poteva seguire un solo possibile salto: il primo modello M di BMW Motorrad, la M RR.

Motocicletta BMW M RR su pista

Potenza al limite: il pacchetto M incrementa le performance della tua RR nelle piste e sulle strade di tutto il mondo. La modalità di guida Pro ti offre tre ulteriori modalità di guida configurabili. I cerchi in carbonio M, con i loro dischi freno da 5 mm di spessore, garantiscono le massime prestazioni di guida. Con le M Performance Parts si configura la moto in base alle proprie esigenze e necessità. Il pacchetto M Carbon, il Datenlogger M, i cerchi forgiati M o il Cover Kit lo dimostrano: perché si è sempre a caccia del millisecondo cruciale.

La storia di successo della M ha inizio nel 1972, con la fondazione della BMW Motorsport GmbH, l'attuale BMW M GmbH. Il suo credo: M Power, prestazioni al top e l’obiettivo di creare vetture straordinarie per la pista e la strada. I numerosi successi nelle corse e il know-how pluriennale degli ingegneri BMW M si possono ritrovare in tutti i veicoli BMW M. Le nuove BMW M3 e M4 sono state sviluppate principalmente al Nürburgring e su altri circuiti. E anche la M RR arriva direttamente dalla pista. Allenamento, entusiasmo, potenza. Questi sono gli attributi alla base del manifesto fondante di BMW Motorsport nel 1972. La BMW M GmbH è nata dalla stessa filosofia. Ispirate al motorsport, le automobili BMW M soddisfano i requisiti più elevati in termini di precisione, agilità, dinamismo e potenza. Motori potenti combinati a un design accattivante e dotazioni esclusive, consentono di percepire quanta passione si nasconda in ciascuno di questi veicoli High-Performance e Performance. Il punto di partenza comune per ogni veicolo M è la sfida sportiva, la voglia di vincere e l’esigenza di prestazioni. Questi sono i prerequisiti per lo sviluppo dei veicoli in termini di tecnologia, materiali e design: dalle automobili M alle moto come la M RR.

Nel 2024, il BMW Group ha venduto oltre 2,45 milioni di automobili e più di 209.000 motocicli in tutto il mondo. Questi numeri testimoniano la continua crescita e il successo globale di un marchio che ha saputo evolversi mantenendo saldi i suoi valori di innovazione, qualità e spirito sportivo, fin dalle sue origini come produttrice di motori per aerei, fino a diventare uno dei principali attori nel settore automobilistico e motociclistico mondiale.

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