Il mondo della musica è vasto e affascinante, popolato da una miriade di strumenti capaci di evocare emozioni e sensazioni. Tra questi, gli strumenti a fiato rivestono un ruolo di primaria importanza, distinguendosi per la loro capacità di produrre suoni attraverso la vibrazione dell'aria. All'interno di questa grande famiglia, si identificano due macro-categorie principali: i legni e gli ottoni. Questa distinzione, pur basandosi spesso sul materiale di costruzione, è determinata soprattutto dal meccanismo di produzione del suono. Gli ottoni, in particolare, si caratterizzano per un timbro potente e versatile, una ricchezza dinamica e un'espressività che li rende protagonisti in contesti musicali di ogni genere, dalla musica classica al jazz, dal funk al soul.

Che Cosa Sono gli Ottoni? Il Principio di Funzionamento
Il termine collettivo "ottoni", in ambito musicale, indica gli strumenti musicali nei quali il suono è prodotto dalla vibrazione dell'aria immessa dal musicista appoggiando le labbra ad un bocchino collegato ad un tubo cavo e soffiando; l'aria genera poi delle vibrazioni che producono il suono. A differenza degli strumenti a fiato ad ancia (i legni), dove i suoni o le vibrazioni vengono emessi quando l'aria passa attraverso un sottile pezzo di canna chiamato appunto ancia, negli strumenti a fiato in ottone il suono dipende principalmente dall’alterazione del flusso d’aria e dalla tensione delle labbra, che svolgono un'analoga funzione di eccitazione della colonna d'aria. L'altezza del suono cambia grazie al duplice concorso della pressione dell'aria e di pistoni o cilindri azionati con le dita.
Le note che risuonano in un tubo cavo di lunghezza definita costituiscono la serie degli armonici naturali, che è comune a tutti gli ottoni, cambiando solo la nota di base e l'estensione a seconda della tonalità e del tipo di strumento. Una delle abilità dello strumentista sta nella sua capacità di controllare i vari modi di vibrazione del sistema labbra/strumento: si possono infatti ottenere più note semplicemente cambiando la frequenza di vibrazione delle labbra, che si comportano sostanzialmente come le ance doppie.
Esistono due tipi di valvola per modificare la lunghezza del tubo e quindi le note: il pistone, ad esempio usato nella tromba moderna, e la valvola rotativa, o cilindro, usata per esempio nel corno francese. Tre pistoni sono già sufficienti per ottenere tutte le combinazioni (7) che servono per avere una scala cromatica completa. Ogni combinazione di tasti abbassa la nota di base della serie degli armonici in un determinato modo. Ad esempio, premendo il 1° tasto di una tromba si abbassa di un tono, abbassando il 2° si abbassa di un semitono, abbassando il 3° di un tono e mezzo. Ne consegue che, abbassando il 1° e 2° contemporaneamente, è come se si abbassasse soltanto il 3°.
Le Caratteristiche Distintive degli Ottoni
Gli strumenti a fiato in ottone godono di vantaggi intrinseci legati alla propagazione del loro suono. La propagazione è ampiamente direzionale e simmetrica alla rotazione intorno alla campana. Semplificando, si può dire che l'angolo di diffusione del suono diminuisce con l'aumentare della sua frequenza o altezza. Il basso volume del rumore di fondo è praticamente irrilevante e il livello sonoro globale diminuisce molto più lentamente sulla distanza rispetto ai legni. Questo aumenta il raggio di riverberazione e ridimensiona significativamente la rilevanza dell'acustica ambientale. Tuttavia, la pressione sonora è maggiore, aspetto da tenere in particolare considerazione nella scelta dei microfoni.
Gli ottoni si caratterizzano per una elevata proiezione sonora, una grandissima varietà timbrica (con possibilità di cambiare completamente "colore" al suono, da scuro e cupo a chiaro e brillante), dinamica (da meno di pianissimo a più che fortissimo, anche in pochissimo tempo) e di articolazione. Grazie all'uso dell'aria e della lingua si possono ottenere articolazioni sia morbide e leggere, sia dure e pesanti, e anche molto veloci, con tecniche denominate doppio e triplo staccato. Hanno la capacità di evocare (specialmente in gruppo) immagini eroiche, maestose, trionfali, marziali, epiche ma anche sacre, velate, meditative, paradisiache, trascendentali, richiamando il suono dell'organo o di un coro, o addirittura misteriose, orride, lugubri, infernali e apocalittiche. Anche presi singolarmente, gli ottoni hanno una forte "personalità".
Strumenti a fiato (Legni e Ottoni)
Gli Strumenti della Famiglia degli Ottoni
Alla famiglia degli ottoni appartengono la tromba, il trombone, il corno, la tuba e tutti quegli strumenti basati sul principio dell’insufflazione dell’aria, attraverso un bocchino, in un canneggio costruito in ottone.
La Tromba
La tromba è uno strumento a fiato con tasti della famiglia degli ottoni. Si costruisce da una spirale in ottone. La prima parte del canneggio cilindrico è la pompa d’intonazione che porta l’aria dal bocchino ai cilindri dei pistoni. Nella pompa d’intonazione troviamo la chiave dell’acqua utile a far uscire la condensa accumulata. La tromba è uno dei più piccoli fiati in ottone e ha valvole che possono essere spinte per cambiare il tono. Nella Bibbia ci sono riferimenti a strumenti similari alla tromba che venivano utilizzati dai sacerdoti per annunciare festività o per lanciare segnali di guerra.
La tromba si caratterizza per uno spettro di frequenze molto ampio e per la problematica soglia dell’alta pressione sonora che può raggiungere i 140 dB e oltre! Questo la rende uno strumento potente e penetrante. La tromba ha conosciuto un vero e proprio boom negli ultimi anni grazie a strumentisti come Till Brönner e Joo Kraus che hanno contribuito a rendere popolare lo stile jazzistico tra un pubblico molto ampio, impattando sul numero di giovani musicisti e sui loro gusti, permettendo alla tromba di uscire dalla nebbia delle brass band. I tecnici del suono si trovano perciò ad affrontarne la registrazione molto più frequentemente oggi che in passato: dopo tutto, una buona sezione di ottoni di una band funk e soul non include forse una tromba?
Registrazione della Tromba: Consigli Pratici
Per la registrazione della tromba, data l'alta pressione sonora, è preferibile un microfono dinamico. Si dovrebbero evitare modelli a condensatore molto sensibili, a diaframma largo o addirittura a nastro. Un microfono molto popolare per la ripresa audio della tromba è il famoso Elektro Voice RE20, un microfono dinamico a diaframma largo.

Il problema dell'alta pressione sonora potrebbe essere smorzato posizionando il microfono più lontano dalla sorgente o puntandolo verso il flusso d’aria emesso dal musicista. Il microfono va posizionato in direzione della campana, leggermente sfalsato, a una distanza di circa un metro: in questo modo si ottiene un suono molto naturale che non accentua eccessivamente le alte frequenze, molto strette.
Il metodo di registrazione classico per le trombe prevede un microfono a clip posizionato direttamente sulla campana. Esso mantiene così la stessa distanza e angolazione rivelandosi particolarmente adatto alle registrazioni dal vivo. Un esempio è il DPA d:vote 4099 microfono per tromba. Dal vivo è invece più probabile che si ricorra a buoni microfoni dinamici o pensati per lo specifico strumento (modelli a clip).
Il Trombone
Il trombone completa le gamme sonore e di frequenza tra i bassi, ultimo ma non meno importante tra gli strumenti della classica sezione degli ottoni. A differenza della tromba, che ha valvole, il trombone è più grande e ha diapositive che possono essere spinte e tirate. I suoi armonici naturali possono quasi competere con quelli della tromba, e l’alta pressione sonora è sempre da tenere in conto.
Registrazione del Trombone: Approcci Efficaci
Il posizionamento del microfono per il trombone è simile a quello della tromba, ma può essere collocato a una distanza leggermente inferiore dallo strumento e il suo posizionamento non deve seguire l’asse della campana. Il Neumann MCM è un microfono versatile adatto per tromba, trombone, sassofono e flicorno. Il microfono a clip è consigliato solo nel caso in cui il musicista non utilizzi una sordina.
Un consiglio importante per i musicisti: ogni strumentista deve occasionalmente rimuovere l'acqua dovuta alla condensa che si accumula nello strumento. Questa operazione, che anche i più esperti talvolta eseguono con il microfono aperto, può rendere la registrazione inutilizzabile sia dal vivo che in studio. È quindi necessaria una disciplina assoluta. Non possiamo non menzionare anche il Sennheiser MD 441, soprattutto per il trombone.
Il Corno
Il corno è uno strumento a fiato che fa parte della famiglia degli ottoni detti "a canneggio". Ha un canneggio conico lungo quasi 4 metri, avvolto a spirale e terminante in una campana molto svasata. A differenza della tromba e del trombone, il corno viene suonato in posizione obliqua rispetto al musicista, tenuto in posizione inserendo la mano destra nella campana. Ciò produce un suono che risulta diffuso e indiretto all’orecchio dell’ascoltatore. Spesso gli ottoni, soprattutto in larghe compagini, assolvono il ruolo di “fanfara” o di evocativi incisi musicali; in questo modo emerge il corno in un passo del I movimento della sinfonia n.4 di J. Brahms. Sono però talvolta impiegati come solisti, dando luogo a soluzioni curiose o quanto meno desuete (è il caso del lungo “solo” di corno del II movimento della sinfonia n. 5 di P. I. Čaikovskij).
Registrazione del Corno: Strategie Specifiche
La registrazione di questo strumento presenta una particolarità. Se fosse comunque necessario optare per microfoni individuali, è consigliabile posizionarli davanti alla campana ovvero dietro al musicista, sebbene ciò comporti una registrazione non del tutto fedele all'esperienza dal vivo. È quindi necessario trovare un compromesso accettabile tra il microfono principale e quello di supporto durante il mixaggio. I microfoni a condensatore e diaframma largo sono i più adatti.
Le registrazioni di questo strumento si concentrano probabilmente nell’ambito classico, che attribuisce grande importanza alla fedeltà del suono. Si dovrebbero dunque scegliere microfoni in una fascia di prezzo medio-alta, come il microfono a diaframma piccolo Shure KSM 137 o il microfono a diaframma largo Neumann TLM 103.

La Tuba
La tuba è uno degli strumenti meno difficili in termini di registrazione e disposizione dei microfoni. La propagazione del suo suono è più ampia e meno centrata poiché povera di frequenze superiori a 2.000-3.000 Hz. Anche la campana che punta verso l'alto è meno importante.
Registrazione della Tuba: Soluzioni Consigliate
Dovendo riprendere la tuba separatamente, seppur sia in grado di reggere il confronto con un ensemble di ottoni, si può ricorrere a un buon vecchio compagno per le basse frequenze: l'AKG D 112. Utilizzando un'asta adeguata (attenzione all'altezza!), il microfono viene posizionato direttamente sopra la campana, a una distanza di circa mezzo metro.

Il Flicorno
Il flicorno, pur rientrando nella famiglia degli ottoni, differisce per il suono molto più morbido e ovattato grazie al canneggio più corto e alla spirale più geometrica.
Altri Strumenti a Fiato: Un Breve Sguardo
Oltre agli ottoni, la famiglia degli strumenti a fiato include una vasta gamma di "legni", sebbene questa classificazione non sia strettamente legata al materiale di costruzione.
I Legni
Gli strumenti a fiato della famiglia dei legni sono distinti da quelli appartenenti alla famiglia degli ottoni sia dal materiale di costruzione, ovvero legno di diverso tipo (ad eccezione del flauto), sia dall’imboccatura, che nei legni è ad ancia o con foro d’imboccatura come nel flauto traverso e dolce. Il suono è prodotto tramite un’ancia (semplice o doppia) che, grazie allo stimolo delle labbra e del fiato, mette in vibrazione una colonna d’aria all’interno del tubo di risonanza che termina, generalmente, con una campana (leggero svasamento a forma conica). La lunghezza della colonna d'aria vibrante, e quindi la nota, viene modificata attraverso dei fori, controllati da chiavi, posizionati sul corpo dello strumento.
Appartengono alla famiglia dei legni l’ottavino, l’oboe, il corno inglese, il fagotto, il controfagotto (caratterizzati in maniera esemplare nei seguenti brani tratti da Pierino e il lupo di S. S. Prokofiev: ottavino, oboe, controfagotto), il clarinetto (chi non ricorda il nostalgico tema, tratto dal II movimento del Concerto per clarinetto e orchestra K. 622 di W. A. Mozart, che emerge dagli scenari mozzafiato del film La mia Africa?) e tutti quegli strumenti a fiato (basati quindi sul principio dell’insufflazione dell’aria in un tubo aperto ad un’estremità) costruiti in legno (ad eccezione del flauto traverso).

Il Flauto Dolce e il Flauto Traverso
Particolarmente usato con i bambini, il flauto dolce offre un'ottima base di partenza nell'educazione musicale. È facile da suonare e da manutenere e insegna a riconoscere le note e a modularle. Il flauto traverso è caratterizzato da un suono omogeneo in tutta l'estensione, molto potente. Di fondamentale importanza nelle orchestre, è uno strumento già più avanzato che richiede tecnica e dedizione. È eccezionalmente incluso nella famiglia dei legni, pur non essendo costruito in legno e privo di ancia, forse lo strumento che offre la maggior varietà di articolazioni e timbriche (celebre il solo di Jethro Tull in una rivisitazione in chiave jazzistica piena di pizzicati, staccati, colpi di lingua, frullati e quant’altro, di una Bourrée di J. S. Bach).
L'Oboe e il Clarinetto
Il suono dell’oboe viene riprodotto dalla vibrazione di un’ancia formata da due palette. Il clarinetto è uno strumento a fiato dal suono piuttosto acuto ed eclettico e può riprodurre qualsiasi tonalità senza difficoltà. Non sembrerebbe, ma questo strumento fa parte dei legni poiché, sebbene il corpo dello strumento sia spesso in ottone o comunque in metallo, l'emissione del suono è creata grazie alla vibrazione di un'ancia ricavata da una canna comune.
Il Sassofono
Il sassofono è un caso eccezionale, in quanto, pur essendo fatto di ottone, appartiene alla famiglia dei legni perché il suono è messo in vibrazione da un'ancia semplice. La tecnica per suonare il sassofono prevede di utilizzare le labbra per premere sull’ancia di legno montata sul bocchino e farla vibrare soffiando nello stesso. Anche il bocchino può essere di legno. Dato che lo strumento può raggiungere un certo peso, è necessario dotarsi di apposite tracolle, a volte anche imbottite, per sostenerlo vicino al torace. Ha una notevole potenza di emissione sonora; se si vive in condominio può risultare fastidioso e, a meno che non si acquisti una silent bag, non c’è possibilità di abbassarne la potenza sonora.
Principalmente si utilizzano sassofoni in MI bemolle che si chiamano contralto, in SI bemolle chiamati tenore, e soprani, anch’essi in SI bemolle ma che suonano un’ottava sopra quello tenore. Ci sono poi i baritoni, i bassi, i sopranini e quelli in tonalità di DO.
Manutenzione del Sassofono
Per quanto riguarda la manutenzione quotidiana, il sassofono va pulito al termine di ogni performance. Ci sono degli appositi scovolini per asciugare la saliva e la condensa che si depositano al suo interno. La manutenzione periodica del sassofono è più complessa, essendo questo uno strumento con diverse parti mobili: molle, chiavi, tamponi e viti, che sono tutti elementi soggetti a ossidazione e usura. Il sassofono è uno strumento delicato che va maneggiato con cura. Può facilmente accadere di procurargli delle ammaccature o di piegare le sue piccole parti mobili, tutte situazioni che possono causare l’inutilizzabilità dello strumento.
L'Armonica
L’armonica è uno strumento a fiato molto antico. Le sue ance vibrano al passaggio dell'aria, che viene spinta o aspirata attraverso i buchi, per generare le note. Lo strumento è costituito da tre elementi principali: un corpo centrale (comb) e due placchette porta ance e i gusci esterni (covers). Il suono viene generato dal passaggio dell'aria sulle ance, sottili lamine solitamente d'ottone o di bronzo al fosforo, ma che possono essere anche d'acciaio, fissate a un'estremità alle placchette superiore e inferiore in ottone. Il tutto è racchiuso in un guscio metallico che funge anche da cassa di risonanza. Le note vengono prodotte sia soffiando che aspirando dallo stesso foro (producendo così due note diverse), peculiarità unica fra gli strumenti a fiato.

Consigli per l'Avvicinamento agli Strumenti a Fiato
Gli strumenti a fiato sono perfetti per approcciarsi al mondo della musica, poiché sono relativamente semplici da imparare a suonare e danno soddisfazioni anche ai principianti. Molte volte ci si sente rivolgere la domanda da chi vuole approcciare il mondo degli strumenti a fiato su quale sia lo strumento ideale per la didattica e per iniziare un bambino alla musica. La risposta è sicuramente il flauto dolce. Da questo si può poi passare al flauto traverso e ad altri strumenti, una volta imparate le note e la tecnica.
Asma e Strumenti a Fiato
I risultati di una ricerca dell’Università di Heidelberg, condotta dal Dr. Michael Krater, hanno rilevato come suonare uno strumento a fiato non sia controindicato in caso di asma, anzi, può essere benefico.
Strumenti a Fiato in Gravidanza
Anche in gravidanza non ci sono controindicazioni a suonare uno strumento a fiato. In questo periodo si può avere meno fiato e sentire maggiormente la fatica, ma la tecnica in sé non è compromessa e non è pericolosa per il bambino che può anzi beneficiare della musica.