Subaru Impreza: La Leggenda del Gruppo A nei Rally Mondiali

La Subaru Impreza, una berlina compatta prodotta dalla casa automobilistica giapponese Subaru a partire dal 1992, è stata concepita con un occhio di riguardo al mondo dei rally. Il suo obiettivo primario era quello di sostituire la Subaru Legacy, un modello più grande e pesante, nel Campionato del Mondo Rally (WRC), la categoria che all'epoca rappresentava l'apice del motorsport rallistico a livello globale.

Subaru Impreza WRC

L'architettura meccanica di base dell'Impreza rifletteva la consueta filosofia di Subaru: un motore boxer disposto longitudinalmente abbinato a un sistema di trazione integrale permanente. Le sospensioni anteriori erano di tipo MacPherson, mentre quelle posteriori impiegavano un sistema a quadrilatero deformabile. Queste soluzioni ingegneristiche conferivano alla vettura una disposizione simmetrica degli organi meccanici e un baricentro eccezionalmente basso. Tale configurazione si traduceva in una riduzione del rollio in curva, un minor "torque steering" (la tendenza del volante a tirare verso il lato del motore in accelerazione) e una diminuzione delle vibrazioni prodotte dal motore, che non necessitava di un contralbero di bilanciamento.

La gamma Impreza era inizialmente disponibile in tre varianti di carrozzeria: una berlina a 3 volumi e 4 porte, una station wagon (commercialmente nota come Sport Wagon) e una coupé, quest'ultima non importata nel mercato italiano.

L'Ascesa della 555 e le Prime Vittorie

La versione Impreza 555, così denominata in onore della sponsorizzazione del marchio di sigarette State Express 555, appartenente al gruppo British American Tobacco, segnò un enorme balzo in avanti rispetto alla precedente Legacy. La scheda tecnica della 555 vantava circa 20 CV in più rispetto alla sua antenata, includeva uno dei primi motori interamente realizzati in alluminio, offriva una tenuta di strada migliorata e un bilanciamento dei pesi ottimizzato. L'introduzione di nuove sospensioni e una scocca più leggera, unitamente a dimensioni più contenute, contribuirono ulteriormente alla sua competitività.

L'esordio ufficiale dell'Impreza nel mondo dei rally avvenne nel 1993 in Finlandia, con piloti del calibro di Ari Vatanen e Markku Alén alla guida.

Subaru Impreza 555 Rally Car

Nel 1994, la notevole competitività dimostrata dalla vettura attirò l'attenzione di un campione del calibro di Carlos Sainz. Affiancato a Colin McRae, Sainz contribuì a ottenere la prima vittoria per il team nell'Acropolis Rally. Il pilota spagnolo disputò una stagione eccezionale, perdendo il titolo mondiale all'ultima gara dopo un intenso duello con la Toyota di Didier Auriol. In quella stagione, Subaru totalizzò tre vittorie complessive, aggiudicandosi i rally di Grecia, Nuova Zelanda e Gran Bretagna.

Il Primo Titolo Costruttori e la Dominazione degli Anni '90

Il 1995 si rivelò un anno cruciale per Subaru. Furono riconfermati McRae e Sainz, mentre una terza vettura venne schierata per Richard Burns nelle competizioni su sterrato e per Piero Liatti nelle gare su asfalto. La stagione fu entusiasmante, con entrambi i piloti di punta che lottarono accanitamente per il titolo mondiale piloti. Complessivamente, il team ottenne cinque vittorie, tre delle quali firmate da Sainz e due da McRae. Il titolo piloti fu conquistato proprio da Colin McRae, che sconfisse Sainz in volata all'ultima gara. A fine stagione, Subaru celebrò la vittoria del suo primo titolo costruttori.

La stagione successiva, Sainz passò alla Ford, mentre in Subaru, a supporto di McRae, furono scelti lo svedese Kenneth Eriksson e Piero Liatti. Nonostante McRae ottenesse tre vittorie, diversi incidenti compromisero le sue possibilità di conquistare il titolo, che fu invece vinto da Tommi Mäkinen su Mitsubishi. Tuttavia, questo non impedì a Subaru di aggiudicarsi il suo secondo titolo costruttori consecutivo.

Il team aveva partecipato in precedenza dal 1980 al 1988 con la Subaru Leone, senza mai ottenere risultati di rilievo. Nell'89, la Leone fu sostituita dalla Subaru Legacy, che tuttavia non migliorò significativamente la situazione del team. Nonostante ciò, nel 1993, il team riuscì finalmente a cogliere la sua prima vittoria grazie al leggendario Colin McRae. Quello stesso anno fu anche l'anno in cui si iniziò a considerare la sostituzione della Legacy, ormai datata e obsoleta, con la nuova Subaru Impreza. Le restanti gare del campionato 1993 furono utilizzate come test per la nuova vettura.

L'Impreza debuttò ufficialmente nel WRC, e Carlos Sainz sfiorò il titolo mondiale piloti, perdendolo solo all'ultima gara contro la Toyota di Didier Auriol. L'anno successivo fu unico nella storia del Subaru World Rally Team, poiché vennero conquistati sia il titolo piloti che quello costruttori. Il titolo piloti fu ottenuto da Colin McRae, che batté all'ultima gara Carlos Sainz, mentre il titolo costruttori fu assicurato grazie alla squalifica delle Toyota e agli eccellenti risultati di entrambi i piloti, che in quella stagione collezionarono cinque vittorie in otto gare. Negli anni successivi, Subaru vinse ancora il titolo costruttori nel 1996 e nel 1997, mentre il titolo piloti sfuggì alla scuderia per pochissimo in entrambe le occasioni. Altri titoli piloti furono conquistati da Richard Burns nel 2001 e da Petter Solberg nel 2003.

L'Evoluzione Tecnica e le Nuove Sfide

Nel 1997, a causa delle modifiche ai regolamenti tecnici per le vetture nel Campionato del Mondo Rally, l'Impreza 555 lasciò il posto alla sua diretta erede, denominata Impreza WRC97 (con nome in codice 22B). La WRC97 si dimostrò immediatamente molto competitiva: nelle prime tre gare, Liatti, Eriksson e McRae ottennero rispettivamente vittorie a Monte Carlo, in Svezia e in Kenya. Tuttavia, la vettura iniziò a perdere competitività, surclassata dalle nuove Toyota Corolla WRC e Mitsubishi Lancer Evo V. Complici anche una forma non ottimale di Liatti e alcuni problemi tecnici, Subaru scivolò dal primo al terzo posto nella classifica costruttori dopo tre anni consecutivi di dominio, venendo superata da Mitsubishi e Toyota. Il finale di stagione di Richard Burns, tuttavia, si rivelò incoraggiante in vista dell'anno successivo.

Subaru Impreza WRC97

Nel 2000, debuttò un'evoluzione della vettura denominata P2000. Questa versione presentava un rinnovamento dell'80% dei componenti rispetto al modello precedente ed era stata sviluppata tenendo già conto degli sviluppi che avrebbero caratterizzato la futura WRC2001. Il responsabile tecnico della vettura era il belga Christian Loriaux, che in seguito diventerà la mente dietro ai successi di Ford nel WRC. Il rinnovamento tecnico si dimostrò proficuo: Burns disputò una stagione eccellente, ottenendo ben quattro vittorie e perdendo il titolo piloti solo all'ultima gara a favore di Marcus Grönholm.

In concomitanza con la presentazione della seconda generazione dell'Impreza (codice GD), la WRC2001 adottò una carrozzeria completamente nuova. Questa non differiva solo nel design, ma segnava anche il ritorno di Subaru all'utilizzo di una berlina a 4 porte, dopo quattro anni di impiego della versione coupé dell'Impreza. Nacque così la nuova generazione di Impreza WRC, conosciuta con il nome in codice 44S. Dal punto di vista tecnico, gli stessi ingegneri Subaru sottolinearono il profondo "carry-over" tecnico dalla P2000 alla WRC2001. La P2000, infatti, incorporava gran parte delle evoluzioni tecnologiche che caratterizzarono la nuova 44S. La P2000 aveva dimostrato un'ottima competitività, tanto da poter essere considerata la migliore Impreza WRC mai costruita. Nonostante ciò, la 44S non riuscì a replicare gli stessi successi della vettura precedente.

Nella prima metà della stagione, la WRC2001 fu afflitta da una serie di guasti tecnici che compromisero le ambizioni di vittoria nel campionato. In questa fase iniziale, i numerosi problemi tecnici sembrarono affossare le pretese del Subaru World Rally Team, che si presentava all'inizio della stagione come il principale aspirante al titolo costruttori. Tuttavia, a partire dal Rally d'Argentina, la situazione iniziò a migliorare: Burns/Reid terminarono secondi e conquistarono altri quattro secondi posti nel corso della restante parte del campionato, oltre a una vittoria nel Rally di Nuova Zelanda. Questi risultati furono sufficienti per conquistare il titolo di campioni del mondo piloti.

Per comprendere quanto questa vittoria sia stata ottenuta sul filo del rasoio, basta analizzare l'ultimo appuntamento della stagione: quattro piloti arrivarono al Rally di Gran Bretagna con la possibilità matematica di vincere il titolo (Carlos Sainz, Tommi Mäkinen, Colin McRae e Richard Burns), e tra questi, Burns era quello con le minori probabilità. Poi accadde l'imprevedibile: Burns/Reid terminarono solo terzi, ma gli altri tre contendenti si ritirarono tutti. Il risultato finale vide Mäkinen terzo con 41 punti, McRae secondo con 42, e Burns primo con 44. Fu un titolo conquistato con una sola vittoria e con il punteggio più basso nella storia del Campionato del Mondo Rally.

La WRC2002 e il Dominio di Solberg

La WRC2002 (nome in codice S8 per Prodrive) fece la sua prima apparizione al terzo evento del campionato 2002 (il Tour de Corse), succedendo al modello precedente. Esternamente, appariva praticamente identica alla WRC2001, distinguibile solo per un piccolo dettaglio: la lama sotto il paraurti anteriore passò dal carbonio alla vetroresina. Oltre a questo, si poteva notare la scomparsa della presa d'aria sul tetto dopo l'ottavo round (il Safari Rally). Dal punto di vista tecnico, furono apportate modifiche ai condotti di scarico, al volano e al turbo per incrementare la coppia tra i 4500 e i 5000 giri al minuto.

Nel 2002, Tommi Mäkinen, quattro volte campione del mondo con la Mitsubishi, affiancò Petter Solberg all'interno del team Subaru. Le aspettative all'inizio della stagione erano molto alte, e sembravano essere pienamente confermate al primo evento stagionale. Difatti, Mäkinen, vincitore a Monte Carlo nei tre anni precedenti, portò avanti la sua striscia positiva e, dopo una dura battaglia contro il rivale Sébastien Loeb, conquistò la quarta vittoria consecutiva nel piccolo principato. Purtroppo per Subaru, questo si rivelò essere un fuoco di paglia: nelle tre gare successive, Mäkinen collezionò ben tre ritiri. Successivamente, il pilota finlandese riuscì ad andare a punti solo al quinto round a Cipro (terzo posto), al nono round in Finlandia (sesto posto), al dodicesimo round in Australia (terzo posto) e all'ultimo evento in Gran Bretagna (quarto posto).

Petter Solberg su Subaru Impreza WRC

La WRC2003, inoltre, rappresentò un ulteriore affinamento dell'auto. L'aerodinamica beneficiò di un nuovo paraurti anteriore e di una nuova ala posteriore dotata di deflettori longitudinali capaci di convogliare al meglio il flusso d'aria dietro la vettura. Il telaio venne irrigidito e le modifiche al motore migliorarono la coppia ai medi e bassi regimi. Petter Solberg iniziò la stagione in sordina, ma vinse in estate il Rally di Cipro e il Rally d'Australia a settembre, dopo un bellissimo duello con il rivale di tutta la stagione, Sébastien Loeb, durato per l'intera gara.

In realtà, la stagione fu piuttosto travagliata e tutto si risolse all'ultima gara con un distacco in classifica di un solo punto. Inoltre, non è errato pensare che la vittoria del norvegese sia attribuibile in gran parte alle gomme Pirelli e ai problemi incontrati dalla Citroën negli ultimi tre o quattro eventi, inclusa la strategia del team francese per la conquista del titolo. Raramente si è visto un pilota beneficiare di così tanti eventi fortunati. Basti pensare che al terzultimo rally, il Tour de Corse, un enorme nubifragio si abbatté sull'isola e solo Subaru disponeva di gomme idonee. Così, dopo una partenza disastrosa con un incidente durante lo shakedown, Solberg vinse la gara mentre il suo diretto avversario Loeb uscì di strada. Al penultimo evento, il Rally de Cataluña y Costa Brava, Loeb perse la leadership della gara durante l'ultima speciale a favore di Gilles Panizzi a causa di una scelta errata delle gomme, e Sainz venne ritardato da un problema elettronico, permettendo a Solberg di accumulare 4 punti insperati. All'ultimo evento, il Wales Rally GB (il vecchio RAC), Sainz dovette ritirarsi al primo stage quando la videocamera di bordo prese fuoco, e Citroën ordinò a Loeb di rallentare per cercare di salvaguardare il titolo costruttori, insidiato dalla Peugeot. Il suo compagno di squadra, Tommi Mäkinen, sul quale erano concentrate le maggiori aspettative, concluse invece la stagione con un modesto nono posto in classifica.

Gli Ultimi Anni nel WRC e l'Eredità del Gruppo A

Nel Campionato del Mondo Rally 2004, Solberg fu affiancato dal finlandese Mikko Hirvonen e dal suo navigatore Jarmo Lehtinen. Subaru conquistò il terzo posto nel mondiale costruttori, mentre Solberg arrivò secondo nel mondiale piloti grazie a cinque vittorie ottenute in Nuova Zelanda, Grecia, Giappone, Italia e la terza vittoria consecutiva al Rally di Galles. Hirvonen, invece, non riuscì ad andare oltre la settima piazza in campionato, il che gli costò il mancato rinnovo del contratto per la stagione 2005.

Nel Campionato del Mondo Rally 2005, Solberg si era ormai guadagnato il primo posto nel team, e al suo fianco venne ingaggiato Chris Atkinson. Dopo una prima parte di campionato molto promettente, anche quest'anno Solberg dovette accontentarsi del secondo posto dietro a Loeb, e per di più a pari merito con Marcus Grönholm.

Nel 2006, i piloti furono riconfermati, e nonostante la scuderia concluse al terzo posto dietro a Ford e Citroën su sei partecipanti, l'annata si rivelò avara di risultati, e Subaru non riuscì ad aggiudicarsi alcuna gara. Anche nel 2007 la situazione non cambiò, e Ford e Citroën furono irraggiungibili nel corso della stagione. Subaru concluse al terzo posto nella classifica costruttori, mentre Solberg arrivò quinto nella classifica piloti e Atkinson settimo. Il 2008 vide Subaru concludere per l'ennesima volta al terzo posto nella classifica costruttori, ma senza riuscire a vincere nessuna gara. Solberg si classificò sesto.

Subaru Impreza WRX STi

La Subaru ha partecipato al campionato mondiale rally per l'ultima volta dieci anni fa, e il titolo più recente risale al 2003. Nonostante la lunga assenza, il costruttore giapponese è riuscito a non "disperdere" del tutto la fama e la visibilità ottenute dopo i successi di fine anni '90 e primi anni 2000, quando si aggiudicò tre titoli costruttori e tre piloti. La Subaru ci è riuscita grazie al reparto sportivo Subaru Tecnica International (STi), che ha recentemente festeggiato i suoi primi 30 anni di attività e continua ad allestire le versioni più aggressive e prestazionali delle normali Subaru, a partire dalla recente edizione limitata WRX STi Type RA. È proprio grazie alla STi se la berlina Impreza è diventata il "mito" che conosciamo oggi.

La divisione STi fu fondata il 2 aprile 1988 per coordinare le attività sportive della Subaru e in vista della partecipazione al Campionato del Mondo Rally, disciplina in cui la casa giapponese tornò a gareggiare ufficialmente dal 1989, dopo alcune apparizioni meno convinte negli anni '80. Il primo modello sviluppato dalla STi fu la RX Turbo per il campionato rally 1989, con trazione integrale e motore turbo, due caratteristiche fondamentali per tutte le moderne auto da rally. La RX Turbo venne sostituita l'anno successivo dalla Legacy Turbo, e nel 1992 debuttò un modello più compatto, la Impreza WRX, che, guidata da Ari Vatanen, ottenne il secondo posto nella gara d'esordio, il Rally di Finlandia del 1993.

Subaru e STi posero in quel periodo le basi per i successi degli anni seguenti, quando il team vinse tre edizioni consecutive del campionato (1995, 1996, 1997) e regalò a Colin McRae (1995), Richard Burns (2001) e Petter Solberg (2003) il titolo iridato. La STi ha sviluppato nel corso degli anni diversi modelli stradali ad alte prestazioni. Il più noto è la WRX STi, un "mito" per gli amanti delle berline sportive, poiché unisce un motore potente, un assetto senza compromessi e una carrozzeria ispirata alla versione da corsa. Nelle concessionarie oggi è disponibile la quinta generazione di un'auto che ha lasciato un segno nell'immaginario collettivo, specialmente tra gli appassionati di motorsport, grazie alle sue partecipazioni ai rally WRC. Il modello attuale mantiene ancora i tratti distintivi della tradizione, come il motore boxer, la trazione integrale e la guida dinamica.

Se si parla di Subaru Impreza, non si può ignorare la sua profonda connessione con il mondo dei rally. La sua storia si intreccia indissolubilmente con i sei campionati del mondo WRC (3 piloti e 3 costruttori) vinti tra il 1995 e il 2003, e con piloti straordinari come il compianto Colin McRae. Il presente, tuttavia, è motoristicamente parlando, lontano anni luce dai tempi in cui l'Impreza trionfava al Safari o a Monte Carlo. Oggi, nelle concessionarie Subaru è arrivata la quinta generazione di un'auto che non ha mai perso il suo fascino, soprattutto sul mercato americano, che assorbe il 66% delle vendite mondiali. Mentre il futuro potrebbe riservare, secondo le indiscrezioni che circolano sulla stampa specializzata, clamorose sorprese, la più significativa delle quali potrebbe essere l'addio al "mitico" motore boxer a favore di una soluzione "green".

La storia della subaru wrc s7 / planete video parte 1

Nell'immaginario collettivo degli appassionati di motori, la Subaru Impreza sarà sempre associata al suo iconico colore blu fiammante, ai cerchi dorati e al logo 555 giallo stampato sulla carrozzeria. Chi negli anni Novanta poteva permetterselo, acquistava anche la "replica" su strada. Oggi, per portarsi a casa quel pezzo di storia del rally mondiale, è necessario sborsare cifre considerevoli: una delle vetture guidate da Colin McRae e successivamente da Valentino Rossi nel 1999 al Rally di Monza è stata battuta all'asta per 235.000 euro.

Un altro modello entrato nel mito delle corse fu la Subaru Impreza S3 WRC del 1997, totalmente modificata rispetto al modello precedente per conformarsi alle nuove normative in vigore a partire da quell'anno. L'auto a bordo della quale Piero Liatti si impose a Sanremo, nell'ultimo rally vinto da un italiano, presentava una configurazione a tre porte. Per costruirla, Prodrive partì dalla base della 555, la accorciò, eliminò due porte per incrementare la rigidità torsionale e installò un motore da 300 cavalli. Il solo telaio richiese 600 ore di lavoro per l'adeguamento alle modifiche.

Le Generazioni dell'Impreza

La storia della Subaru Impreza si articola in diverse generazioni:

  • Prima Generazione (1993): Progettata per sostituire la Leone e affermarsi nel motorsport. In Italia, fu commercializzata in due varianti (berlina 4 porte e station wagon) e con tre motorizzazioni.
  • Seconda Generazione (2001): Più lunga di 6 cm e più pesante della precedente, disponibile con due motorizzazioni.
  • Terza Generazione (2007): Lanciata al Salone di Francoforte, rappresentò un netto distacco dal passato con l'eliminazione delle versioni station wagon e l'introduzione, per la prima volta, di un motore turbodiesel tra le opzioni di motorizzazione.
  • Quarta Generazione: Questa generazione ebbe una storia particolare, non essendo mai stata commercializzata in Italia. Creata inizialmente per i mercati statunitense e giapponese, trovò poco spazio in Europa.

La Quinta Generazione e il Futuro

La quinta generazione di Subaru Impreza arriva dopo 2,5 milioni di auto vendute nel mondo, di cui 250.000 in Europa. I tratti distintivi rimangono quelli di sempre: la trazione integrale permanente (SAWD), un centro di gravità ulteriormente abbassato di 5 mm grazie alla nuova Subaru Global Platform che garantisce una maggiore rigidità rispetto ai modelli attuali, la griglia esagonale nella parte anteriore e i fari a occhio di falco. Non mancano avanzate tecnologie di sicurezza, come il sistema EyeSight sviluppato da Subaru, con numerose funzionalità quali il Pre-Collision Braking Control, l'Adaptive Cruise Control e la funzione Lane Keep Assist. Il motore Boxer da 1,6 litri è stato modificato e reso più leggero di circa 12 kg. La Impreza è disponibile presso tutti i concessionari Subaru.

Anche il marchio delle Pleiadi sta considerando una svolta "green". Uno dei primi motori a risentirne potrebbe essere il "mitico" boxer da 2,5 litri della Subaru Impreza WRX STI. Le sempre più stringenti normative sulle emissioni di CO2 spingono verso motorizzazioni meno inquinanti, come l'ibrido, l'ibrido plug-in o addirittura l'elettrico. Questa tendenza, già intrapresa da marchi come Volvo con Polestar e non solo, è stata lasciata intendere da David Dello Stritto, responsabile vendite e marketing di Subaru Europe, in una recente intervista.

30 Anni di Leggenda: L'Evento di Rallylegend

In occasione del 30° anniversario del debutto della Subaru Impreza 555 nel Campionato Mondiale Rally, avvenuto al Rally 1000 Laghi nel 1993, si è tenuto un evento iconico a Rallylegend. L'ambizioso obiettivo, centrato in pieno da Carlo Boroli di Best con il supporto di Vito Piarulli per Rallylegend, era riunire quindici delle migliori Subaru Impreza 555 ex ufficiali prodotte da Prodrive, quelle che videro alla guida i più grandi campioni degli anni '90. Prodrive, con David Richards, e l'intera famiglia McRae hanno risposto positivamente e con entusiasmo all'invito, confermando la loro presenza a San Marino e rendendo l'evento unico e probabilmente irripetibile.

Prodrive ha portato in esposizione e in parata la mitica N1WRC, guidata da Colin nella stagione 1996 e ora curata dal reparto heritage della casa di Banbury. Tra i partecipanti, più di quindici vetture storiche, tra cui la N1WRC e la L555BAT, appartenente alla famiglia del compianto Colin, con alla guida Jimmy McRae navigato dalla nipote Hollie. Erano presenti anche altre "targhe illustri" come la L555REP, la N555SRT o ancora la N555BAT, che videro alla guida Carlos Sainz, Piero Liatti (che ha fatto parte della squadra a Rallylegend), il compianto Richard Burns, Miki Biasion e Simon Jean Joseph. Al volante di due Impreza 555 a Rallylegend c'erano anche Alister McRae e Max McRae, fratello e nipote di Colin. La Impreza targata L439BXP è stata eccezionalmente guidata in gara a Rallylegend dal pluricampione di motocross Tony Cairoli, mentre il grande pilota uruguaiano Gustavo Trelles ha affrontato le prove speciali a bordo della Best Impreza 01. Anche l'altro pilota sudamericano Marcos Ligato era al volante di una "555".

Carlo Boroli, fondatore di Best, ha commentato: "La missione di Best è quella di 'mantenere vive le leggende', a partire dalla realizzazione della Best Impreza, unica continuazione auto Gruppo A in edizione limitata di otto, per celebrare le vittorie di Colin nel WRC con la Impreza 555. Si chiama Subaru Impreza Group A Rally Car e racconta la storia di come una macchina sia riuscita a trasformare l'intera percezione di una casa automobilistica, portandola a investire e dare il massimo nel motorsport. Tuttavia, grazie all'esperienza di Prodrive, Subaru ha concretizzato tutti gli sforzi fatti nel World Rally Championship, che ha contribuito a creare un marchio che dura ancora oggi. Il primo, e probabilmente il più iconico, di questi 'animali da battaglia' fu l'Impreza Gruppo A. Questo 'manuale' racconta la storia di come è iniziato il progetto, le prove e le problematiche che dovevano essere superate, e di come il dolce successo assaggiato quando è finalmente arrivato abbia ripagato tutti gli sforzi compiuti. Attraverso i pensieri e le memorie di coloro che sono parte integrante del successo del progetto, il testo e le numerose immagini di archivio e fotografie commissionate appositamente descrivono lo sviluppo tecnico dell'auto e classificano la sua rapida ascesa al titolo iridato. Ecco l'affascinante storia di un'auto che continua ad appassionare grandi e piccini in occasione di eventi storici nel motorsport di tutto il mondo."

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