Subaru Impreza: Un Viaggio Attraverso la sua Evoluzione Tecnica e Sportiva

La storia di Subaru Impreza è un racconto di innovazione, passione per le prestazioni e un profondo legame con il mondo dei rally. Dalla sua nascita nel 1992 come successore della Subaru Leone, l'Impreza ha saputo evolversi tecnicamente, mantenendo salde le sue caratteristiche distintive e conquistando un posto d'onore nell'immaginario collettivo degli appassionati di automobilismo. Questo articolo ripercorre le tappe fondamentali di questa evoluzione, analizzando le innovazioni tecniche, i successi sportivi e le trasformazioni stilistiche che hanno plasmato il mito Impreza.

Le Origini: Dalla Fuji Sangyo alla Nascita di un Marchio

La storia industriale che porterà alla nascita di Subaru affonda le sue radici nel 1950, quando la Fuji Sangyo viene divisa in dodici compagnie. Da questo riassetto aziendale nasce la Fuji S.r.l., che nel 1953 si trasforma nella Fuji Heavy Industries (FHI). Grazie agli investimenti di cinque compagnie, FHI si afferma come una realtà capace di produrre, vendere e mantenere veicoli. Il primo importante traguardo è la costruzione del P-1, successivamente noto come Subaru 1500, un veicolo che vanta il primo telaio monoscocca interamente fabbricato in Giappone. L'obiettivo era chiaro: migliorare un prototipo preesistente (K-10) attraverso una carrozzeria più leggera, una produzione semplificata, un abitacolo più spazioso per quattro persone, un elevato comfort di guida e lo sviluppo di un motore leggero, potente e resistente. Per raggiungere un peso più contenuto, oltre all'adozione del telaio monoscocca, la testa di ogni rivetto veniva limata.

Fabbrica Subaru d'epoca

Il 3 marzo 1958 segna un momento cruciale con il lancio sul mercato della Subaru 360, un'auto dal carattere distintivo. In un'epoca in cui i produttori giapponesi erano incoraggiati dal governo a sviluppare piccole vetture economiche, Subaru, forte della sua esperienza nel settore aeromobile, coglie la sfida. La Subaru 360, una "minicar" a quattro ruote per quattro passeggeri, diventa rapidamente una pietra miliare nella storia dell'industria automobilistica giapponese grazie al suo equilibrio tra convenienza e buone prestazioni.

Dalla Sambar alla Subaru 1000: L'Innovazione dei Motori Boxer e della Trazione Anteriore

Il febbraio 1961 vede il lancio della Subaru Sambar, un furgoncino costruito sulla base della Subaru 360. Questo veicolo si distingue per la sua stabilità e la piacevolezza di guida, offrendo una carrozzeria più bassa e un pianale di carico più spazioso rispetto ai concorrenti dell'epoca. La sua capacità di affrontare curve strette rappresenta una vera rivoluzione nel settore dei mini-furgoni. Nel settembre dello stesso anno, viene introdotta la Sambar Light Van, un veicolo versatile destinato non solo all'uso commerciale ma anche al tempo libero. La sede di Subaru si sposta a Shinjunku.

Nel 1966, viene lanciato il "New Sambar", un furgoncino rinnovato con una griglia frontale più rifinita e un impianto generale migliorato. Nello stesso anno, precisamente a maggio, Subaru presenta la Subaru 1000, la prima autovettura del marchio ad essere equipaggiata con un motore Boxer. Questo modello offre un'eccezionale stabilità di guida e interni confortevoli, introducendo caratteristiche tecniche innovative come la piattaforma a trazione anteriore, un motore a cilindri orizzontali contrapposti e un perno del volante. Il design della carrozzeria, definito "consono al modello 1.500 cc", beneficia delle conoscenze aeronautiche di FHI, integrando funzioni specifiche. Soluzioni tecniche come la doppia articolazione compensata (D.O.J.), l'articolazione a velocità costante, i freni interni e il sistema di sospensioni a quattro ruote indipendenti contribuiscono a ridurre le masse non sospese, migliorando ulteriormente le prestazioni.

Motore Subaru Boxer

Ad agosto 1969, la Subaru R-2 sostituisce la Subaru 360. Progettata per una nuova era, la R-2 è una miniberlina che riscuote un grande successo, contribuendo all'espansione del concetto di minicar. Le sue buone prestazioni la rendono ideale per la "Era stradale" che il Giappone sta attraversando, e il suo eccellente equilibrio ne facilita la guida anche su strade dissestate. Il nome "R-2" viene scelto per la sua percezione innovativa e il suo suono piacevole.

La Rivoluzione della Trazione Integrale: La Subaru Leone e la Nascita di un Mito

Giugno 1971 vede il lancio della Subaru Leone, un modello che segnerà un punto di svolta nella storia del marchio. Nel settembre 1972, viene introdotta la Subaru Leone 4WD Station Wagon. Fino a quel momento, la trazione integrale (4WD) era appannaggio esclusivo dei fuoristrada, ma Subaru sfida la tradizione producendo in serie varianti 4WD di un modello di autovettura ordinaria. La Leone viene accolta con entusiasmo sia sul mercato domestico che su quello internazionale, grazie al suo design innovativo e alla sua capacità di ampliare la clientela di riferimento, intercettando la crescente popolarità di sport all'aperto come lo sci e la pesca. La sua popolarità cresce a dismisura, fino a diventare l'autovettura 4WD più venduta al mondo.

Subaru Leone 4WD Station Wagon

Nel luglio 1972, viene lanciata la Subaru Rex, evoluzione della Subaru R-2. Il nuovo modello presenta un motore raffreddato ad acqua che sostituisce quello raffreddato ad aria. La versione "Custom L" introduce il primo lavavetri elettronico.

Nell'agosto 1977, Subaru presenta la Subaru Brat, un'automobile per il tempo libero (RV) progettata specificamente per il mercato nordamericano. Con una carrozzeria di grandi dimensioni e un motore da 1.800 cc, la Brat sfoggia un aspetto e un design tipici di un'autovettura di classe media. Il passaggio dal motore posteriore e dalla trazione posteriore della Subaru 360 a un motore anteriore e a una piattaforma a trazione anteriore permette di superare i problemi di spazio interno, offrendo un interasse più grande e una carrozzeria più ampia.

Innovazioni Tecnologiche e Nuovi Segmenti: Dal Sambar Try al Domingo

Settembre 1982 segna il lancio del "Sambar Try", un modello minivan. Pur mantenendo il sistema di sospensioni indipendenti a quattro ruote, la struttura delle sospensioni anteriori dei modelli 4WD della quarta generazione di Sambar viene aggiornata da un sistema semi-rimorchio a un sistema "Macpherson Strut". Vengono utilizzati pneumatici da 10 pollici per i modelli 2WD e da 12 pollici per i modelli 4WD, caratterizzati da grandi freni a tamburo. Viene introdotta la marcia EL ultra-bassa per i modelli 4WD.

Nell'ottobre 1983, viene lanciato il Subaru Domingo, un wagon "one-box". Il 1984 è un anno di svolta con l'annuncio dello sviluppo del primo cambio elettrico a variazione continua al mondo (ECVT). L'ECVT, basato su un semplice ma efficace meccanismo che utilizza una speciale corda in acciaio e un paio di pulegge prodotte dalla compagnia olandese Van Doorne B.V., permette al conducente di controllare la velocità dell'automobile senza l'uso di marce complesse.

Febbraio 1984 vede il lancio della Subaru Justy. La terza generazione della Leone, lanciata con una carrozzeria di grandi dimensioni e una struttura basata su linee piatte e dritte, offre un'eccezionale aerodinamicità con un coefficiente di resistenza aerodinamica (Cd) di 0,35.

La Subaru Alcyone, lanciata negli Stati Uniti come Subaru XT nel febbraio 1985 e in Giappone come Alcyone a giugno, prende il nome da una stella luminosa della costellazione delle Pleiadi, chiamata Subaru in giapponese. Il suo design distintivo evoca la forma aerodinamica di un falco o di un'aquila.

Subaru Alcyone XT

Un nuovo modello con motore a 3 valvole inizia a diffondersi nella categoria sportiva: il van "Combi" chiamato VIKI. I significativi cambiamenti strutturali consentono uno spazio interno maggiore rispetto ai modelli precedenti.

La Legacy e l'Impreza: La Nascita di Icone e la Conquista dei Rally

Nel 1989, la prima generazione di Legacy stabilisce un nuovo record mondiale di velocità sui 100.000 km nei test condotti in Arizona. A febbraio dello stesso anno, Subaru fa il suo ingresso nel mercato automobilistico della categoria 2.0 litri con la Subaru Legacy. Progettata per essere un modello di punta a livello mondiale, il team di sviluppo decide di combinare le tecnologie tradizionali Subaru, come il motore a cilindri orizzontali contrapposti e il sistema AWD, con un design completamente nuovo e prestazioni di guida di alta qualità. La Legacy viene offerta nelle versioni berlina a 4 porte e station wagon, quest'ultima contribuendo al boom delle station wagon in Giappone.

Marzo 1990 vede il lancio della nuova generazione di Sambar, equipaggiata con un motore da 660 cc. Il modello Dias viene prodotto come versione premium della Sambar Try. Alimentato da un motore a 4 cilindri in linea EN07, questo modello sviluppa 55 cavalli con il motore EN07Y, mentre le versioni aspirate raggiungono i 40 cavalli con un motore EN07C a carburatore. La sospensione anteriore è dotata di freni a disco ventilati e del sistema Macpherson Strut. Le opzioni di cambio includono una guida a 5 velocità con EL e l'opzione ECVT.

Nel giugno 1991, la Subaru SVX sostituisce la Alcyone sul mercato statunitense, seguita dal lancio in Giappone a settembre. Questo modello è concepito come una coupé di lusso ad alte prestazioni, capace di affrontare qualsiasi tipo di superficie stradale.

La Subaru Vivio, commercializzata con lo slogan "semplicemente ricca", presenta un design dalle linee nette e una costruzione laminata con linee ondulate. I colori della carrozzeria sono migliorati rispetto alla tinta unita della Rex. Il retro dell'auto viene modificato per un uso sia domestico che commerciale.

Novembre 1992 segna il debutto della Subaru Impreza. Con una carrozzeria più compatta rispetto alla Legacy, la serie Impreza è caratterizzata da linee sportive e viene proposta in due versioni: berlina a 4 porte e Sports Wagon. Il motore, le sospensioni, il sistema AWD e la struttura dell'Impreza sono ereditati dalla Legacy, ma con un ulteriore miglioramento delle prestazioni di guida e della sensazione di qualità.

Subaru Impreza prima generazione

La nuova Legacy stabilisce un nuovo record mondiale per le station wagon. Sviluppata con l'idea di "successione e maturità", offre prestazioni uniche e uno spazio interno più ampio rispetto a molti altri modelli della sua classe compatta. La berlina 4 porte conserva la stessa struttura dei finestrini ma elimina le finiture nere lungo i montanti A e C, conferendo un aspetto più aggressivo. Il Touring Wagon è disegnato con finestrini che avvolgono l'auto dal lato al retro, e un profilo del tetto a gradini, elementi di design comuni alla generazione precedente. L'Outback viene sviluppato mantenendo un ottimo bilanciamento tra guida sportiva, spazio interno e praticità della Legacy Wagon, con un'altezza da terra aumentata a 200 mm per garantire una guida affidabile anche in fuoristrada.

Nel 1994, Subaru partecipa per la prima volta a tutte le gare del Campionato del Mondo Rally (WRC), ottenendo la seconda posizione nella categoria costruttori, il miglior risultato per FHI fino a quel momento.

La Justy debutta con un cambiamento totale rispetto al modello precedente, diventando disponibile solo nel mercato europeo.

Febbraio 1997 vede il lancio della Subaru Forester. Questo modello combina i punti di forza dei veicoli utilitari sportivi (SUV) con quelli delle autovetture, presentandosi come un'auto di nuova generazione basata sull'idea del "meglio di entrambi i mondi". Il telaio di base è simile a quello della Legacy del 1993, ma il resto è stato completamente rinnovato. L'interasse della Forester è stato ridotto, la distanza dal suolo aumentata a 200 mm e l'altezza complessiva a 1.580 mm.

Subaru Forester prima generazione

La nuova Subaru Legacy si aggiudica un altro record mondiale di velocità per station wagon. Il modello lanciato nel giugno 1998 è completamente diverso dalle edizioni precedenti, eliminando le varianti a trazione anteriore e basando tutte le categorie sulla piattaforma 4WD. Il design della carrozzeria conserva l'aspetto della Legacy ma con una struttura più robusta. Vengono impiegate due file di sfere nella gamma dei fanali ed è il primo modello a utilizzare lampade HID. La qualità degli interni è notevolmente migliorata, con l'aggiunta di elementi come il sistema audio americano Macintosh di serie.

La Pleo cambia il concetto di Wagon, proponendo una "nuova Wagon compatta che andasse al di là della minicar", migliorando prestazioni, sicurezza e guida ecocompatibile. Esteriormente si presenta come una tradizionale minicar, una nuova generazione che si distingue nel suo segmento. Il nome "Pleo" deriva dal latino "di più, per completare".

Febbraio 1999 segna un cambiamento nelle norme sui veicoli leggeri, portando la Sambar più grande a conservare il suo stile a cabina completa sia per i camion che per i van, con una struttura che funge da base per camion, van e Dias (modello cargo). Il motore compatto a 6 cilindri "EZ30" ha la stessa lunghezza di quello a 4 cilindri.

L'Impreza nel Motorsport e l'Evoluzione delle Generazioni

La seconda generazione dell'Impreza, basata sui concetti di velocità, divertimento e sicurezza, introduce nuove caratteristiche come un motore turbo che offre prestazioni superiori, una nuova carrozzeria con cornici di rinforzo ad anello e un impatto migliorato in termini di sicurezza.

Progettata con l'idea di "divertimento alla guida con 7 posti, sia se si viaggia da soli che con altre 7 persone", la Traviq è facile da guidare. Un'automobile compatta a 7 posti che offre il massimo comfort interno in una struttura semplificata.

Subaru Impreza WRC 555

La Subaru Impreza viene prodotta a partire dal 1992, anno in cui è designata a sostituire la Subaru Leone, presente sul mercato da vent'anni. Viene progettata con una forte attenzione al mondo dei rally, destinata a sostituire la più grande Subaru Legacy RS, dalla quale eredita i motori. L'architettura classica Subaru, con motore boxer longitudinale e trazione integrale permanente (o anteriore sui modelli base), permette un baricentro molto basso. La prima generazione, costruita fino al 2001, è disponibile con carrozzeria berlina a tre volumi, station wagon e coupé (quest'ultima non importata in Italia). I risultati nei rally non tardano ad arrivare, favorendo le vendite del modello.

La seconda generazione mantiene la stessa impostazione meccanica, ma vede miglioramenti significativi nelle dimensioni e nell'assetto, oltre che nelle dotazioni di sicurezza. L'attuale Subaru Impreza, presentata nel 2016, sfoggia una linea muscolosa con nervature accentuate sul cofano e sulle fiancate. La linea sportiva prosegue nel profilo ascendente dei finestrini e nella marcata inclinazione del tetto e del lunotto. Dal modello storico eredita l'impostazione meccanica con motore boxer e trazione integrale, ma è una vettura completamente nuova, a partire dal pianale inedito e dalla scocca rinforzata. Un solo motore è disponibile, non particolarmente sportivo, poiché la vocazione sportiva è ormai demandata alla più corsaiola Subaru WRX. Nell'abitacolo, lo spazio è aumentato e prevalgono linee semplici, con un comfort migliorato grazie all'uso di plastiche morbide e materiali di qualità. Grazie alla trazione integrale e alla nuova piattaforma, la Subaru Impreza vanta un elevato livello di stabilità e tenuta di strada, qualità apprezzate dagli amanti della guida sportiva.

Il pragmatismo giapponese si riflette nella linea confacente agli stilemi del tempo della Subaru Impreza (GC), che non spicca particolarmente a livello stilistico nelle versioni più tranquille. Era infatti una classica berlina, disponibile nelle varianti due porte "Retna" (GM), quattro porte e station wagon (GF). Anche i nuovi motori della famiglia "EJ", inizialmente, non avevano potenze rilevanti. La svolta arriva l'anno seguente con il lancio della prima Impreza WRX. Acronimo di World Rally Experimental, la nuova top di gamma chiarisce sin da subito le ambizioni sportive di Subaru. Dotata di un bodykit specifico e un due litri turbo da 211 CV, la Impreza WRX beneficiava della trazione integrale Symmetrical All-Wheel Drive che, fin dagli esordi nelle competizioni, le ha permesso di esprimere al meglio il suo potenziale.

Da auto a LEGGENDA: la STORIA delle SUBARU più famose di SEMPRE (IMPREZA WRX STi)

I motori vengono rivisti: il 1.8 litri, più datato e con distribuzione a 8 valvole, esce di scena, mentre il 1.6 (l'unico 16 valvole al momento del lancio) raggiunge quota 95 CV. Per celebrare i successi, viene presentata l'acclamatissima serie limitata STI "22b", in configurazione a due porte, la più celebre tra i numerosi modelli speciali. Questo modello speciale non solo celebra le importanti vittorie sportive, ma onora anche i primi quarant'anni di attività di Subaru. Il numero "22" allude all'unità utilizzata, un 2,2 litri boxer con turbocompressore da 276 CV.

Dopo quasi 10 anni di onorata carriera, nel 2001 viene presentata la seconda generazione della Subaru Impreza (serie "GD"). Lo stile si fa più personale, con un frontale caratterizzato da grandi fari circolari. L'auto cresce nelle dimensioni e nel peso, grazie a una scocca più robusta, soprattutto in ottica di sicurezza. La gamma spaziava ora dalle mansuete 1.6 e 2.0 aspirate (da 90 e 125 CV) alla 2.0 turbo WRX da 218 CV. Il nuovo look, tuttavia, non incontra il favore degli appassionati, tanto che nel 2003 un restyling porta all'adozione di un frontale ridisegnato in chiave più aggressiva. Il due litri viene proposto anche con cambio automatico, mentre l'offerta si allarga con la nuova top di gamma "WRX STI" da 265 CV. L'ultimo aggiornamento della seconda generazione risale al 2006, con il debutto di un nuovo 2,5 litri boxer da 230 CV montato sulla Impreza WRX.

La Subaru Impreza WRC e il Mito delle Competizioni

Il debutto della Subaru Impreza WRC Gruppo A nel motorsport avviene nel 1993, al Rally di Finlandia "1000 Laghi", con il numero 555 e piloti leggendari come Ari Vatanen e Markku Alén. La prima vittoria arriva nel '94 al Rally di Corsica, grazie allo spagnolo Carlos Sainz. Il mito Impreza si consolida con una serie di successi che la rendono un'icona nei rally. Nonostante problemi di affidabilità che compromisero alcuni piazzamenti, la vettura continuò a distinguersi.

Nel 2008, Subaru presenta la nuova Impreza con carrozzeria hatchback, il cui "battesimo del fuoco" avviene al Rally dell'Acropoli, dove Solberg conclude in seconda posizione. Nello stesso anno, la Casa delle Pleiadi annuncia il ritiro dalle competizioni, segnando un'epoca.

Subaru Impreza WRX STI 22B

Nel 1992, l'Impreza viene chiamata a sostituire la Subaru Leone, in commercio da oltre 20 anni. Dalla Legacy, l'Impreza eredita la nuova gamma di motori denominata EJ, che sostituisce i vecchi motori EA. L'architettura meccanica di base è quella tipica di Subaru: motore boxer longitudinale e trazione integrale permanente (o anteriore su alcuni modelli base), con sospensioni anteriori MacPherson e posteriori a quadrilatero deformabile. Queste soluzioni garantiscono una disposizione simmetrica degli organi meccanici e un baricentro molto basso. Il primo restyling esterno è datato 1997 e quello sugli interni al 1998.

Nel 1998, viene commercializzata una versione a tiratura limitata (200 esemplari numerati) della Impreza Turbo, denominata "WWW" (World Wide Winner). Questa versione è sensibilmente perfezionata rispetto alla GT Turbo 4WD. Alcune particolarità estetiche delle "WWW" includono la colorazione esclusivamente blu con cerchi oro, sedili in pelle nabuck con numerazione progressiva cucita a mano, pannelli delle portiere rivestiti in nabuck, ghiera del cambio in alluminio con scritta "World Wide Winner", labbro sul paraurti anteriore e alettone posteriore della "Orciari", stemma anteriore di colore rosa (l'unica commercializzata in Italia con tale colore), particolari interni in carbon look e componenti "Momo" come pomello cambio, pedaliera e volante.

Nello stesso anno, viene lanciata la versione speciale 22B STI, per commemorare i 40 anni di attività di Subaru e festeggiare il titolo mondiale rally conquistato l'anno precedente. Furono costruite 424 unità, con caratteristiche meccaniche analoghe alla controparte da gara, tra cui spicca la carrozzeria a due porte esclusiva, passaruota allargati e sviluppo in collaborazione con Prodrive. Il propulsore era un 2.2 boxer Master-4 DOHC Turbo da 276 CV. Nello stesso anno, viene lanciata la Impreza Wagon STI Version 5, costruita per il solo mercato nipponico, con un propulsore STI Blueprinted da 280 CV, impianto frenante a disco, un nuovo cofano motore con prese d'aria maggiorate, un nuovo spoiler posteriore e diversi ritocchi del design.

Nel 1999, viene commercializzata la serie limitata "WRX Plus", esclusivamente di colore grigio con cerchi oro. Gli interni erano in alcantara blu e nero, come i pannelli delle portiere. La particolarità più importante è la ghiera del cambio con numero progressivo (100 esemplari prodotti). Questa versione era l'unica ad avere di serie tre manometri al posto del "portaguanti". La plastica della console centrale era grigio-dorata rispetto al nero delle versioni di serie. Sotto le frecce laterali spicca l'emblema WRX 3 in rilievo di colore grigio.

I motori EJ erano contraddistinti da una distribuzione a singolo albero a camme in testa (eccetto il 2.0, a doppio albero a camme), a 2 o 4 valvole per cilindro, e spaziavano da 1.5l a 2.0l di cilindrata. L'Impreza, al debutto, ne ereditava tre aspirati nelle diverse cilindrate di 1.6l, 1.8l e 2.0l.

La Subaru Impreza fu presto chiamata a sostituire la Legacy RS nel Campionato RCA (Gruppo A), la categoria "regina" del rally mondiale. La 555 debuttò nel 1993 nel rally di Finlandia "1000 Laghi" con alla guida i campioni Ari Vatanen e Markku Alén. Conquistò la prima vittoria nel 1994 al rally di Corsica con Carlos Sainz. Il ritiro del modello avvenne dal 1997 a causa dei nuovi regolamenti del World Rally Championship.

La seconda versione della compatta Subaru vide la luce nel 2001 e rappresentò la prima profonda revisione. L'impostazione meccanica di fondo non venne intaccata, ma tutto intorno venne modificato, migliorato ed accresciuto. Le dimensioni erano più importanti: lunghezza e altezza crebbero entrambe di 6 cm ciascuna, mentre passo e larghezza rimasero praticamente invariati. L'assetto era nuovo e traeva vantaggio dall'esperienza maturata nei rally. Inoltre, le "Solberg Edition", oggi ricercate dai collezionisti, presentavano una placca incisa color argento che commemora la vittoria mondiale di Solberg, oltre a una placca adesiva con l'autografo del pilota e talvolta un portachiavi in argento massiccio con la medesima grafica.

Al Salone dell'automobile di Francoforte del 2007, Subaru presentò la terza generazione della Subaru Impreza, che abbandona la classica forma a tre volumi per abbracciare il nuovo andamento hatchback a due volumi con portellone posteriore. La configurazione meccanica di base è sempre la stessa: motore boxer longitudinale a 4 cilindri e trazione integrale su tutte le versioni.

La quarta generazione dell'Impreza fu presentata al Salone dell'automobile di New York nel 2011 in versione berlina a 4 porte e hatchback a 5 porte. Quella del 2014 è la prima auto denominata WRX a non avere un motore derivato dall'EJ di serie; monta infatti un nuovo 2.0 denominato FA20F, con iniezione diretta e turbocompressore, situato nell'avantreno dell'auto, rendendo più basso il baricentro. Nei mercati giapponesi il modello è in vendita dal 13 ottobre 2016, mentre nei mercati nordamericani ed australiani è entrata a dicembre 2016, con produzione a Lafayette, Indiana, anziché in Giappone.

Subaru Impreza quinta generazione

Nelle concessionarie oggi c'è la quinta generazione di un'auto che ha lasciato un segno nell'immaginario collettivo, specie degli appassionati di motorsport, grazie alle sue partecipazioni ai rally WRC. Il modello attuale mantiene ancora i tratti distintivi della tradizione come il motore boxer, la trazione integrale e la guida dinamica.

L'Impreza e il Legame Indissolubile con i Rally

Se parliamo di Subaru Impreza, non possiamo ignorare il suo profondo legame con il mondo dei rally. La sua storia si intreccia con quella dei sei campionati del mondo WRC (3 piloti e 3 costruttori) vinti tra il 1995 e il 2003, e con piloti straordinari come il compianto Colin McRae. Il colore blu fiammante, i cerchi oro e il logo 555 stampato sulla carrozzeria sono impressi nell'immaginario collettivo dei tanti appassionati di motori. Chi negli anni Novanta poteva permetterselo, acquistava anche la "replica" su strada. Oggi, per portarsi a casa un pezzo di storia del rally mondiale come una vettura guidata da Colin McRae e poi da Valentino Rossi nel 1999 al Rally di Monza, bisogna sganciare cifre considerevoli, come dimostrato da un'asta in cui una di queste è stata battuta per 235 mila euro.

Un altro modello entrato nel mito delle corse fu la Subaru Impreza S3 WRC del 1997, totalmente modificata rispetto al modello precedente per ottemperare alle nuove norme in vigore da quell'anno. L'auto a bordo della quale Piero Liatti si impose a Sanremo, ultimo rally vinto da un italiano, era a tre porte. Per costruirla, Prodrive partì dalla base della 555, l'accorciò, le tolse due porte per incrementare la rigidità torsionale e le installò un motore da 300 cavalli. Solo il telaio necessitò di 600 ore di lavoro per l'adeguamento alle modifiche.

Le prime quattro generazioni dell'Impreza hanno tracciato un percorso evolutivo significativo. La prima generazione, arrivata nel 1993, fu progettata per sostituire la Leone e lanciarsi nel motorsport. In Italia fu commercializzata in due varianti (berlina 4P e station wagon) e con tre motorizzazioni. La seconda generazione, datata 2001, era più lunga di 6 cm e più pesante, con due motorizzazioni. La terza generazione, presentata al Salone di Francoforte nel 2007, rappresentò un netto taglio col passato, con l'eliminazione delle versioni station wagon e l'introduzione per la prima volta del turbodiesel tra le motorizzazioni. La quarta generazione ha una storia particolare: non fu mai commercializzata in Italia. Creata inizialmente per Stati Uniti e Giappone, in Europa trovò poco spazio.

La quinta generazione di Subaru Impreza arriva dopo 2,5 milioni di auto vendute nel mondo, di cui 250 mila in Europa. I tratti distintivi sono quelli di sempre: la trazione integrale permanente (SAWD), un centro di gravità ancora più basso di 5 mm grazie alla nuova Subaru Global Platform che garantisce una maggiore rigidità rispetto ai modelli attuali, la griglia esagonale nella parte anteriore e i fari a occhio di falco. A ciò si aggiunge un elevato livello di sicurezza grazie alla tecnologia EyeSight sviluppata da Subaru, con numerose funzionalità quali il Pre-Collision Braking Control, l'Adaptive Cruise Control e la funzione Lane Keep Assist. Il motore Boxer 1,6 litri è stato modificato e reso più leggero di circa 12 kg.

Il Futuro Green di Subaru e l'Eredità dell'Impreza

Anche il marchio delle Pleiadi pensa a una svolta green. Uno dei primi motori a "risentirne" potrebbe essere il "mitico" boxer 2,5 della Subaru Impreza WRX STI. Le sempre più stringenti norme sulle emissioni di CO2 obbligano a un passo importante verso motorizzazioni meno inquinanti come l'ibrido, l'ibrido plug-in o addirittura l'elettrico. David Dello Stritto, responsabile vendite e marketing di Subaru Europe, ha lasciato intendere questa direzione in una recente intervista.

Nota per le sue 4x4 pratiche ma non esaltanti, negli anni '90 Subaru cambia immagine grazie a un modello, la Impreza, destinata a brillare nei rally. Sia la berlina che la wagon presentano una meccanica che è diventata un marchio di fabbrica: motore boxer (1.6, 1.8 o 2.0) e trazione integrale, una garanzia sui fondi viscidi. Tuttavia, mancava la "cattiveria" della Lancia Delta Integrale e delle altre dirette rivali, motivo per cui molti hanno deciso di elaborarla pesantemente, talvolta trascurando l'affidabilità. È importante tenere conto di questo aspetto, poiché si tratta di auto che, se non mantenute correttamente, possono diventare "fuorilegge" e riportarle all'origine comporta costi elevati.

L'esordio ufficiale della Subaru Impreza nel Mondiale risale al 1980, ma è con la cessione dell'attività sportiva al team inglese Prodrive, nove anni più tardi, che la casa giapponese inizia a competere ad alti livelli. Se si sta valutando l'acquisto di una 2.0 turbo, è consigliabile prestare attenzione a specifici segnali: battiti evidenti a cofano aperto potrebbero indicare problemi al motore. Cambi d'olio poco frequenti (l'intervallo ideale è sui 5-6000 km) non giovano al turbo; se dallo scarico esce fumo azzurrino o il motore è fiacco, è probabile che necessiti di una revisione. A lungo andare, il cambio soffre la guida "brutale", con gli ingranaggi più fragili che sono quelli della 2ª e della 3ª. Se fanno rumore di ferraglia, prima di pensare a una revisione, è meglio cercare un ricambio usato. In virtù dell'ottimo grip sui fondi viscidi come la neve, nei mesi invernali queste auto potrebbero aver circolato abitualmente su strade cosparse di sale. Le auto più sfruttate sugli sterrati "duri" potrebbero presentare qualche ammaccatura, ma i ricambi non sono eccessivamente costosi; un paraurti anteriore usato di una 2.0 turbo, ad esempio, costa circa 200 euro. La versione wagon si presenta fresca e sbarazzina, mentre la berlina è sobria ed elegante.

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