La Subaru Impreza è indubbiamente una di quelle automobili che non necessita di troppe presentazioni. Si tratta di un autentico "mostro sacro", un modello che ha saputo ridefinire la storia di un intero marchio, plasmando in maniera indelebile la sua immagine grazie a una serie di vittorie trionfali nei rally. Questo successo nel mondo delle corse ha contribuito a forgiare la leggenda della Impreza WRX, rendendola un punto di riferimento per gli appassionati di auto sportive in tutto il mondo.

Le Origini: La Prima Generazione dell'Impreza (1992-2000)
L'Impreza di prima generazione, presentata nel 1992, è stata progettata con un chiaro intento: l'impiego nelle competizioni automobilistiche. Sostituendo la Subaru Leone, l'Impreza è nata in un periodo in cui la casa giapponese era già attivamente impegnata nel mondo dei rally con la Subaru Legacy. Da quest'ultima, l'Impreza ha ereditato i rinomati motori boxer della famiglia EJ, montati in senso longitudinale e abbinati alla trazione integrale permanente, un elemento distintivo del marchio.
Al suo lancio, la gamma includeva inizialmente un motore 1.8 da 101 CV. Tuttavia, ben presto, l'offerta si è ampliata con l'introduzione di un 1.6 e di due 2.0. Uno di questi, grazie alla sovralimentazione tramite turbocompressore, era in grado di erogare 211 CV (che diventeranno 218 dal 1999). Questo propulsore andava a equipaggiare la versione dell'Impreza più orientata alla guida sportiva, ovvero la WRX, dando il via a una dinastia di veicoli ad alte prestazioni.
La prima generazione dell'Impreza era disponibile in diverse carrozzerie: berlina a quattro porte, station wagon e coupé. Quest'ultima, tuttavia, non è mai stata commercializzata in Italia, lasciando un velo di esclusività su questa configurazione per alcuni mercati.
Nel 1998, Subaru ha celebrato i successi della Impreza Turbo nel motorsport presentando una prima edizione in serie limitata di 200 esemplari, denominata "WWW". L'acronimo, che sta per World Wide Winner, era un chiaro omaggio alle vittorie mondiali del modello da corsa. Questa edizione speciale si distingueva per la classica livrea blu con cerchi color oro, ripresa direttamente dalle vetture da rally, mentre gli interni erano rifiniti con una pregiata pelle nabuck, a sottolineare l'esclusività del modello.
Evoluzione e Successi: La Seconda Generazione (2001-2007)
La Subaru Impreza di seconda generazione ha debuttato nel 2001, portando con sé numerosi aggiornamenti e miglioramenti significativi. Questi interventi hanno interessato sia il comparto sospensioni, per una maggiore tenuta di strada e comfort, sia l'impianto frenante, potenziato grazie all'adozione di quattro dischi autoventilanti, garantendo una frenata più efficace e sicura.
La potenza del motore boxer è cresciuta ulteriormente, raggiungendo i 280 CV, consolidando la reputazione della WRX come vettura dalle prestazioni eccezionali. Non mancavano accessori raffinati che elevavano il livello di equipaggiamento, come il volante Momo in pelle, regolabile in altezza per un maggiore comfort di guida, e la pedaliera in alluminio, che conferiva un tocco sportivo all'abitacolo. La Subaru Impreza WRX del 2001 presentava dimensioni di 442x174x144 cm, con un peso di 1490 kg e un rapporto peso/potenza di 6,6 kg/CV. Il motore era un B4 da 1994 cc a benzina, con una potenza di 224 CV e 300 Nm di coppia, abbinato a trazione integrale e cambio manuale.
Nel 2003, per celebrare la vittoria del Mondiale rally di Petter Solberg, la casa giapponese ha realizzato 495 esemplari di Impreza WRX STi "Solberg edition". Rispetto all'auto da cui derivava, questa versione celebrativa, oggi ambitissima dai collezionisti, vantava una serie di accorgimenti volti a migliorarne la guida, come il differenziale centrale elettronico, che consentiva di ripartire la coppia equamente tra i due assali, ottimizzando la trazione e la maneggevolezza.

Interventi più significativi sono stati introdotti nel 2006 con il restyling firmato da Andreas Zapatinas, il "papà" della Fiat Barchetta. Questo aggiornamento ha coinciso con l'adozione di un nuovo motore 2.0 aspirato, diversificando ulteriormente l'offerta motoristica.
Cambiamento di Rotta: La Terza Generazione (2007-2011)
Un anno dopo il restyling, al Salone di Francoforte, è stata presentata la terza generazione della Impreza. Questa versione ha segnato un cambiamento significativo nel design, abbandonando la classica forma a tre volumi in favore di una carrozzeria hatchback, una scelta che ha diviso gli appassionati ma che mirava a conquistare nuove fasce di mercato. Nonostante il rinnovamento estetico, la meccanica è rimasta fedele alla tradizione Subaru, mantenendo il motore quattro cilindri boxer e la trazione 4x4, garantendo così le prestazioni e la guidabilità che avevano reso celebre il modello. Per la versione WRX, in particolare, era previsto un potente motore 2.5 turbo.
L'Addio al Nome "Impreza": La Quarta Generazione e l'Era WRX (2011-Presente)
La quarta generazione della Impreza, svelata nel 2011 al Salone di New York, è stata l'ultima a portare questo nome. A partire dal 2014, infatti, le sportive Subaru si sarebbero chiamate semplicemente WRX, segnando la nascita di un modello a sé stante e conferendo maggiore identità al brand WRX, che aveva già dato grandi soddisfazioni alla casa, sia nei rally che nelle vendite, soprattutto con la vitaminizzata versione STi. Questa decisione ha consolidato l'identità della WRX come vero e proprio caposaldo delle berline sportive Made in Japan, un modello di punta dopo un continuo e lento declino dell'Impreza, almeno in territorio europeo, dal punto di vista delle vendite.
La WRX: Un Modello a Sé Stante
La Subaru WRX, come erede della precedente Subaru Impreza WRX, il modello più sportivo della gamma, è stata introdotta nel 2014 come sostituta della Impreza STi. Questa auto è stata la prima della serie WRX a non avere un motore derivato dall'EJ di serie; montava infatti un nuovo 2.0 denominato FA20F, con iniezione diretta e doppio turbocompressore. Il posizionamento di questo motore nell'avantreno dell'auto, invece che a fianco del terzo pistone, ha permesso di abbassare il centro di gravità dell'auto, che misurava 500 mm. La WRX è stata accolta dai giornalisti con pareri contrastanti.
La Subaru WRX STI ha debuttato nel 2014 assieme alla WRX, della quale è la versione estrema. Montava lo stesso motore della precedente generazione, un 2.5 boxer 4 cilindri EJ257 con doppio AVCS, ma con modifiche alla ECU che aggiungevano 6 kW, per un totale di 227 kW (310 CV). Tali modifiche comportavano una riduzione della coppia, che ora era di 394 Nm. Per evitare il danneggiamento del motore, la linea rossa del contagiri arrivava a 7100 giri/min. Rispetto alla WRX, che montava un servosterzo elettrico, la WRX STI montava un servosterzo idraulico, e il rapporto della cremagliera dello sterzo era di 13:1, rispetto ai 15:1 della WRX.
Diverse edizioni speciali hanno caratterizzato questo periodo:
- WRX STI Launch Edition: Venduta nel colore Rally Blue Pearl con cerchi BBS da 18 pollici color oro.
- WRX STI S207: Venduta in sole 400 unità destinate al mercato giapponese, equipaggiata con un motore da 323 CV e 431 Nm di coppia, sterzo a cremagliera rapporto 11:1, sedili Recaro STI-spec, sospensioni anteriori DampMatic e freni Brembo.
- WRX STI Hyper Blue (2016): Edizione speciale limitata a 700 esemplari per gli Stati Uniti d'America. Il nuovo colore copriva l'esterno, abbinato a cerchioni BBS neri lucidi da 18 pollici, distintivi e calotte degli specchietti. All'interno erano presenti cuciture blu anziché rosse, e il sistema di navigazione e l'impianto stereo da 9 altoparlanti erano di serie.

Anche nel motorsport, la WRX STI ha continuato a mietere successi. Nel 2016, una Subaru WRX STI con il numero 106, guidata dai piloti Carlo van Dam, Marcel Lasse, Tim Schrik e Hideki Yamauchi, ha vinto nella sua categoria, la SP 3T, la 24 Ore del Nürburgring, ripetendo il successo dell'anno precedente. Questa gara è stata interrotta a causa del forte maltempo e della grandine, che stavano causando diversi incidenti, e ciò ha aiutato parecchio la Subaru, che ha solo sfiorato le barriere e una SEAT León.
La Nuova Generazione di WRX (Dal 2021)
La seconda generazione di Subaru WRX è stata lanciata nel 2021. Sfortunatamente per gli appassionati europei, questo modello sarà offerto esclusivamente sul mercato giapponese e nordamericano, come è successo per la coupé BRZ nella prima fase di produzione. Inoltre, da quello che sembra, per la prima volta dal lancio dell'amatissima Impreza, non arriverà una versione STi.
Lo sviluppo della WRX di seconda generazione è iniziato nel 2016 e già l'anno successivo la casa ne ha presentato un prototipo denominato VIZIV Performance Concept per anticiparne parte dell'aspetto. Realizzata sulla nuova Subaru Global Platform, condivisa con tutti i nuovi modelli della Casa delle Pleiadi, Subaru WRX è una berlina sportiva dalle linee decise ma non così estreme. Da sempre, infatti, la Subaru WRX è sì una berlina sportiva, ma non così esasperata.
Rispetto alla precedente generazione, una novità importante è l'adozione del nuovo telaio Subaru Global Platform già utilizzato dai modelli Impreza, Levorg e Legacy, che offre il 28% in più di rigidità torsionale. Le sospensioni sono state irrigidite e al retrotreno è stata montata una barra stabilizzatrice ancorata direttamente alla scocca. Tutti i modelli sono dotati di trazione integrale Subaru Symmetrical All-Wheel Drive.
Per quanto riguarda i motori, Subaru WRX è la prima ad offrire, per ora, un solo propulsore. Il motore è il nuovo boxer FA24F da 2,4 litri, un quattro cilindri turbocompresso che eroga 271 CV e 350 Nm di coppia. Gli aggiornamenti al motore includono pistoni più grandi, una wastegate a controllo elettronico e valvole di bypass dell'aria. Se in passato abbiamo visto su altri mercati sia la versione WRX che la più potente STi, oggi Subaru WRX si "accontenta" del motore d'attacco, tutt'altro che lento e migliorato sotto molti fronti rispetto al precedente 2.0. Il 2.4 quattro cilindri boxer della Subaru WRX è turbocompresso, ed eroga 275 CV e 375 Nm di coppia sulla versione giapponese.
Ci sono poi due trasmissioni disponibili: un classico manuale a 6 marce con sistema RevMaching (sincronizza i giri durante la scalata con il sistema di doppietta automatica), e il classico automatico CVT Lineartronic di Subaru, rinominato per l'occasione Subaru Performance Transmission (SPT). La Casa giapponese ha dotato il suo CVT di una modalità manuale con 8 rapporti simulati, e "cambiate" più veloci del 50% rispetto al vecchio Lineartronic. L'SPT è abbinato al sistema di trazione integrale con distribuzione variabile della coppia, mentre il cambio manuale è dotato di differenziale centrale e giunto viscoso. La versione con cambio CVT può essere dotata anche del "Drive Mode Select System", che simula la presenza di otto rapporti in modalità sequenziale con paddle al volante ed include anche gli ammortizzatori adattivi a controllo elettronico.
The 2022 Subaru WRX Is Better Than I Expected
Design Esterno della Nuova WRX
Lo stile della nuova WRX è in linea con le moderne Subaru, con un frontale appuntito dotato di una grande griglia trapezoidale, fari Full LED molto sottili e l'immancabile presa d'aria sul cofano, marchio di fabbrica di ogni Subaru con motore boxer turbo. In coda, troviamo un terzo volume molto pronunciato, uno stile apprezzato sia in America che in Giappone, mentre il design della coda ricorda molto la nuova BRZ, con fari a freccia full LED uniti da una evidente modanatura in nero lucido. Nella parte bassa troviamo infine un paraurti che sfoggia vistose protezioni e una bella fascia nera, che alleggeriscono il posteriore e ospitano i classici quattro scarichi sdoppiati che fanno cantare il flat four giapponese.
Le dimensioni della nuova WRX sono 4600 x 1800 x 1480 mm, con 4 porte e un bagagliaio di 460 litri. La capacità di traino è di 1200 kg. L'accelerazione (0-100 km/h) varia da 5.2 a 5.2s, la velocità massima è di 255 km/h, le emissioni di CO2 (combinato) sono tra 242 e 259 g CO2/km e il consumo (combinato) è di 10.4 - 11.2 l/100km.
Interni della Nuova WRX
Gli interni di Subaru WRX offrono uno stile più moderno rispetto alle altre Subaru che abbiamo conosciuto in passato, mantenendo comunque una bella dose di praticità e un gusto analogico, ben accordato con la sportività della vettura. La plancia ha infatti la stessa impostazione generale che in passato, con una fascia centrale in plastica morbida davanti al passeggero, le bocchette dell'aria centrali orientate in verticale ai lati della consolle centrale e una qualità costruttiva superiore al passato.
Il quadro strumenti piacerà tantissimo ai più tradizionalisti: in un mondo di quadri strumenti digitali, il cruscotto di Subaru WRX è dotato di contagiri e tachimetro analogici, con un piccolo schermo multifunzione al centro, perfetto per una berlina sportiva con meccanica ispirata ad altri tempi. In un quadro così tradizionale, però, gli interni di Subaru WRX offrono una piccola rivoluzione. Subaru ha infatti finalmente abbandonato quella vetusta soluzione con uno schermo di piccole dimensioni in cima alla plancia con lo schermo dell'infotainment sottostante, non troppo grande, più in basso.
Oggi, la consolle centrale sfoggia un nuovo schermo dell'infotainment verticale da ben 11,6 pollici, con pannello con risoluzione Full HD e sistema operativo Starlink. Per i più tradizionalisti, comunque, Subaru ha conservato anche due rotelle per il volume e la selezione delle tracce per quanto riguarda il sistema multimediale e due comandi rapidi per regolare la temperatura del climatizzatore senza passare per lo schermo.

La Subaru WRX S4 per il Mercato Giapponese
Sul mercato giapponese, il 25 novembre 2021 ha debuttato una versione specifica, la WRX S4. La S4 giapponese è sempre equipaggiata con il 2.4 FA24 boxer turbo a iniezione diretta, ma qui eroga 275 CV (202 kW) a 5600 giri/min e 375 Nm di coppia tra 2000 e 4800 giri/min ed è abbinato alla trasmissione a variazione continua. A pagamento è disponibile il pacchetto di assistenza alla guida Subaru "EyeSight X". La strumentazione sui modelli top di gamma è composta da uno schermo TFT e da un sistema multimediale Starlink da 11,6 pollici, mentre i modelli base utilizzano due strumenti analogici con un piccolo display centrale da 4,2 pollici.
La WRX S4 STI Sport è un modello in edizione limitata, verniciato in un distintivo colore Offshore Blue Metallic, che si distingue per il suo kit carrozzeria aggressivo e i cerchi forgiati BBS da 19 pollici. Internamente presenta sedili anteriori Recaro regolabili con loghi STI, nonché dettagli in cuciture argento e materiale scamosciato sulla console centrale e cruscotto.
Caratteristiche di Guida della WRX STI
La Subaru WRX STI è una berlina a quattro porte piuttosto spaziosa e dotata di un discreto bagagliaio, che in questa versione "estrema" si ispira alle Subaru che corrono nei rally. Riconoscibile dall'ampia ala posteriore, ha un motore boxer 2.5 turbo e la trazione integrale, e pure le regolazioni che permettono di adattare il comportamento al percorso e ai gusti del "pilota". Intuitiva da guidare a dispetto dei suoi 300 CV, su strada è agilissima e sicura; peccato solo per il cambio un po' "contrastato". Finiture e dotazione non sono il massimo, ma tenuto conto del livello tecnico, il prezzo non è esagerato.
Con le squadrate prese d'aria anteriori, gli sfoghi per l'aria calda dietro i parafanghi, il vistoso alettone sul cofano posteriore e quattro terminali di scarico, questa berlina a quattro porte non passa inosservata. La WRX STI si ispira alle Subaru Impreza da rally, ma delle sorelle "normali" ripropone la buona abitabilità (anche se è omologata per soli quattro posti) e il baule piuttosto capace.
Sotto il cofano c'è un 2.5 a quattro cilindri boxer (che consente di ridurre l'altezza del motore a vantaggio del baricentro e dell'aerodinamica), dotato di turbocompressore e capace di 300 CV. Le prestazioni sono di primo piano, ma la potenza si gestisce con relativa facilità e a favorire la tenuta di strada e la sicurezza c'è la trazione sulle quattro ruote. Resta, però, da migliorare la fluidità di inserimento delle sei marce.
Provvista di uno sterzo davvero diretto e dalla precisione millimetrica, questa giapponese dà il massimo nei percorsi tortuosi. Inoltre, è provvista del controllo Si-Drive che permette di modificare la risposta di ABS, motore ed ESP ottimizzandola per la guida normale, per quella sportiva o per i fondi viscidi; inoltre, la taratura del differenziale centrale è variabile e permette di adattare l'auto a diversi tipi di fondo e ai gusti del "pilota". Considerata l'esclusività dei contenuti tecnici, il prezzo appare più che ragionevole, anche se la dotazione di serie non è particolarmente generosa: oltre al "clima" automatico e ai sedili sportivi rivestiti in pelle e Alcantara, include i fari allo xeno, ma va arricchita almeno con i sensori di distanza (sono disponibili sia quelli anteriori, sia quelli posteriori), che vengono forniti direttamente dalla concessionaria.
Dettagli Interni
L'abitacolo è di impronta sportiva, con volante in pelle e pedaliera metallica traforata, ma le plastiche e alcuni dettagli non sono all'altezza del prezzo dell'auto. Buona l'abitabilità: i quattro posti omologati sono "veri", con poltrone e divano piuttosto sagomati ma, comunque, adatti anche a occupanti di corporatura robusta. Pratico il bagagliaio, dalla buona capacità e facilmente ampliabile abbattendo lo schienale.
La plancia e i comandi: Il volante in pelle con cuciture rosse come l'illuminazione del cruscotto (dominato dal grande contagiri centrale nel quale sono pure visualizzate le impostazioni del sistema Si-Drive, ma privo dei manometri del turbo e del lubrificante) dona al ponte di comando un aspetto sportivo, con l'ulteriore tocco racing che arriva dalla pedaliera metallica traforata. Tuttavia, le rigide plastiche della plancia e della consolle sono inadeguate al livello dell'auto, e lo stesso vale per la radio (dall'aspetto datato) e per il microscopico display del computer di bordo ospitato nella palpebra sovrastante. Fra gli optional c'è il pomello del cambio in alluminio, ma non il "clima" bizona (quello di serie è automatico e monozona).
Abitabilità: Questa versione "corsaiola" non ha cinque posti come le altre Impreza, bensì quattro, e un divano marcatamente sagomato per trattenere al meglio i due occupanti nelle curve affrontate ad andatura brillante. In ogni caso lo spazio è quello che ci si aspetta in una berlina di 458 cm di lunghezza, e non viaggia scomodo nemmeno chi è di corporatura robusta. Ben fatte le poltrone anteriori sportive con poggiatesta integrato, che hanno una forma scavata ma per nulla costrittiva; peccato solo che manchi la regolazione del supporto lombare. Fra i numerosi portaoggetti spicca per capacità quello nel tunnel (chiuso da una saracinesca), mentre delude il piccolo cassetto (privo pure di rivestimento e di illuminazione) di fronte al passeggero.
Bagagliaio: Il baule è abbastanza spazioso, anche se per sfruttarlo a dovere è meglio utilizzare borsoni morbidi, più facili da adattare alla conformazione interna (definita da un rivestimento prestampato piuttosto economico). Fra soglia e pavimento c'è un dislivello di 14 cm, ma in compenso l'imboccatura è ampia e regolare, e abbattendo lo schienale del divano (suddiviso in due sezioni) si ottiene un ripiano privo di gradini con una profondità utile di ben 195 cm.
Comportamento su Strada
La WRX STI è una specialista del misto. Lo sprint non manca, ma in città si devono fare i conti con la frizione pesante e con l'alettone che costringe a fare le "retro" quasi alla cieca. Difetti, questi, che scompaiono fra le curve, dove la WRX STI tira fuori il meglio: il motore è vigoroso, i freni potenti e la tenuta di strada a prova di bomba. Senza contare che le numerose possibilità di regolazione permettono di adattare il comportamento dell'auto a diversi tipi di fondo e allo stile di guida. Superiore alle aspettative il comfort in autostrada, anche se la voce del boxer è una "piacevole" e costante presenza.
In città: Le prime marce corte e ravvicinate e la prontezza di risposta del turbo permettono di partire a razzo quando al semaforo scatta il verde, ma questo non basta a rendere la WRX STI una versatile berlina da città: anche se chi acquista un'auto del genere è disposto a passare sopra i notevoli consumi (non si fanno nemmeno 8 km/l), dovrà comunque vedersela con la frizione pesante che affatica quando si procede a singhiozzo. Per parcheggiare in tranquillità è consigliabile l'acquisto dei sensori posteriori: l'alettone "oscura" il lunotto e in retromarcia si vede poco o nulla.
Fuori città: La manopola nel tunnel ha le posizioni Sport (guida normale), Sport Sharp (regolazione sportiva) e "I" per i fondi scivolosi: influiscono sulla risposta di motore, ABS ed ESP cambiando il comportamento dell'auto. In più c'è il bottone per modificare la taratura del differenziale centrale (di norma invia il 59% della coppia al retrotreno e il restante 41% all'avantreno) scegliendo fra Auto+ per le strade scivolose (fino al 50% di coppia alle ruote davanti), Auto- per l'asciutto o manuale con sei livelli di regolazione fine. Il risultato è che ci si può ritagliare su misura il carattere di un'auto che, comunque, è agile grazie alle sospensioni rigide, ha limiti di aderenza assolutamente elevati e si controlla attraverso uno sterzo solido e dalla notevole precisione. Grintosissimo il 2.5 turbo (ma il cambio tende a indurirsi se usato con troppa foga), all'altezza delle attese i freni.
In autostrada: Data l'abbondante cavalleria a disposizione è lecito aspettarsi riprese rapide (anche se, in effetti, non da record) e una generosa riserva di potenza, ma questa Subaru sorprende per il livello di comfort: certo, il rombo del motore - per inciso molto piacevole - resta sempre avvertibile, ma le sospensioni filtrano con buona progressività le giunzioni dell'asfalto e i sedili si rivelano comodi anche dopo ore di marcia. Ma pure guidando col piede leggero i 9 km/l sono un miraggio e, di conseguenza, le soste al distributore frequenti.

Sicurezza e Dotazioni
Di serie anche lo xeno. Sulla "votazione" EuroNCAP - quattro stelle su un massimo di cinque - ha influito il fatto che al momento dei crash test l'ESP non fosse di serie per tutta la gamma Impreza. Inoltre, la versione esaminata era la cinque porte, con la quale la WRX STI della nostra prova condivide quasi tutti gli elementi della carrozzeria ma non la trazione integrale né i controlli elettronici finemente regolabili. La versione sportiva della berlina nipponica, inoltre, offre di serie il cruise control e i fari allo xeno, mentre i fendinebbia vanno (stranamente) ordinati a parte.
L'EuroNCAP ha esaminato la Subaru Impreza nel 2009 (quando era stata appena introdotta la nuova procedura di esame, quella attualmente in vigore). Ai crash test è stata sottoposta la versione a cinque porte (cioè la due volumi con portellone posteriore), che con la WRX STI condivide la piattaforma e la maggior parte delle componenti della carrozzeria: ha ottenuto quattro stelle su cinque, suffragate da 84 punti percentuali per quanto riguarda la protezione degli occupanti, 73 per i bambini su seggiolini Isofix e 72 punti per la tutela dei pedoni in caso di investimento (un risultato superiore alla media); ai dispositivi di sicurezza è stata assegnata una valutazione del 57% (in considerazione del fatto che all'epoca delle verifiche l'ESP non era di serie per l'intera gamma Impreza).
Per quanto riguarda la WRX STI naturalmente i controlli elettronici di stabilità e trazione ci sono, e possono essere anche regolati per adattarne la modalità di intervento al percorso e allo stile di guida; vanno a vantaggio della sicurezza anche la trazione integrale e i freni pensati per l'impiego sportivo. Di serie ci sono gli airbag frontali, laterali e per la testa estesi ai posti dietro, il cruise control e i fari allo xeno; gli antinebbia, invece, possono essere installati a cura della concessionaria.
Un'Offerta Sportiva Speciale
Le finiture non sono il massimo e la dotazione solo sufficiente per una vettura di questa classe, ma la WRX STI - per quel che offre in fatto di contenuti tecnici, efficacia di guida e prestazioni - è tutt'altro che cara. Molto sicura e gratificante da guidare anche per i piloti non particolarmente esperti, è capace di tenere testa alle vere sportive ma senza far rinunciare né a un abitacolo spazioso anche dietro, né alla versatilità delle quattro porte e di un baule capiente.
Per chi non si preoccupa troppo di dare nell'occhio, questa giapponese è una interessante alternativa a svariate sportive di prestazioni simili, rispetto alle quali costa meno e offre, in più, la praticità della berlina dalla quale deriva. Oltre che con i 300 CV del motore convince con la raffinata trazione integrale, finemente regolabile nella ripartizione proprio come nelle vetture da rally, e con le possibilità di taratura offerte dal sistema Si-Drive: tenuta di strada e agilità sono elevatissime, i freni adatti anche all'impiego in pista e la guida più "amichevole" di quel che si potrebbe immaginare. A parte la perfettibile manovrabilità del cambio, quel che lascia a desiderare è il livello delle finiture e alcuni dettagli interni, mentre della dotazione (sufficiente ma non ricca) non ci si può certo lamentare. Nel preventivo vanno calcolati i sensori di distanza (almeno dietro, ma si possono avere anche quelli anteriori), indispensabili per ovviare alla presenza dell'ampio alettone.
Sebbene sembrasse ormai impossibile vedere una nuova Subaru WRX, nonostante la Casa delle Pleiadi qui da noi risulti ancora un brand di nicchia, in Giappone e in America fa ancora grandi numeri. Subaru ha portato un plus di tecnologia solo dove serviva davvero, con un infotainment finalmente al passo coi tempi ed una dotazione di sicurezza attiva ottima.