Subaru e il Motore 1235: Un Sogno di Formula 1 e Innovazione

La storia di Subaru è intrinsecamente legata a un'innovazione che ha definito la sua identità automobilistica: il motore boxer. Questa configurazione, con cilindri contrapposti, è diventata un marchio di fabbrica, presente nella maggior parte dei modelli dal 1965. Ma l'ambizione di Subaru non si è mai fermata alla produzione di serie; ha esplorato anche i circuiti più prestigiosi, come dimostra il suo coinvolgimento nel mondo della Formula 1. Un capitolo affascinante e in gran parte dimenticato di questa incursione è rappresentato dal motore 1235, una collaborazione con l'azienda italiana Motori Moderni.

Motore Subaru Boxer

Le Origini di un Gigante Automobilistico

Prima di addentrarci nel progetto 1235, è utile comprendere le radici di Subaru. La sua storia affonda nel 1915 con la fondazione dell'Aircraft Research Laboratory. Riorganizzata nel 1932 come Nakajima Aircraft Company, divenne un attore cruciale nella produzione di aerei militari per l'Impero giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale. Al termine del conflitto, la Nakajima Aircraft fu nuovamente ristrutturata, assumendo il nome di Fuji Sangyo Co. Nel 1946, questa entità diede vita al Fuji Rabbit, uno scooter motorizzato che utilizzava componenti derivati da aerei militari. Il panorama industriale giapponese post-bellico vide una frammentazione, e nel 1950 Fuji Sangyo fu divisa in dodici società più piccole. Tra il 1953 e il 1955, cinque di queste società, unite a una nuova realtà, si fusero per dare vita all'attuale Fuji Heavy Industries (FHI), la casa madre di Subaru.

Kenji Kita, all'epoca CEO di FHI, nutriva una forte aspirazione: vedere la neonata azienda coinvolta nella produzione automobilistica. Fu così che prese le mosse il progetto per la costruzione di un'auto, inizialmente identificata con il nome in codice P-1. Kita, alla ricerca di un nome che evocasse un senso di grandezza e aspirazione, si rivolse all'azienda. Tra le varie proposte, nessuna lo convinse appieno. Alla fine, scelse un nome giapponese che gli era particolarmente caro: Subaru, che significa "ammasso stellare delle Pleiadi", un riferimento visivamente richiamato anche dal logo della compagnia. Le Pleiadi, note come "Le sette sorelle", sono un gruppo di sette stelle principali visibili ad occhio nudo. La P-1 divenne quindi la Subaru 1500, sebbene la sua produzione iniziale fosse limitata a soli venti esemplari a causa di significative difficoltà di approvvigionamento.

L'Innovazione del Motore Boxer e la Trazione Integrale

Ciò che ha distinto Subaru nel panorama automobilistico mondiale è stata la sua costante dedizione al motore boxer. Questa configurazione, caratterizzata da pistoni che si muovono orizzontalmente in direzioni opposte, offre vantaggi intrinseci in termini di baricentro basso, ridotte vibrazioni e compattezza. Dal 1965, Subaru ha adottato questa tecnologia, rendendola un tratto distintivo. Parallelamente, nel 1972, l'azienda ha introdotto la trazione integrale permanente su tutte le sue versioni, sfruttando un sistema brevettato internamente e denominato Symmetrical AWD. Questa combinazione di motore boxer e trazione integrale simmetrica è diventata sinonimo di sicurezza, tenuta di strada e prestazioni, specialmente su terreni difficili o in condizioni meteorologiche avverse. Tali caratteristiche sono presenti sulla maggior parte dei modelli Subaru, con alcune eccezioni per le versioni base o quelle sviluppate in sinergia con altri costruttori.

Schema Trazione Integrale Subaru Symmetrical AWD

Alleanze Strategiche nel Tempo

La storia di Subaru è anche segnata da una serie di alleanze strategiche con altri grandi costruttori automobilistici. Nel 1968, Nissan acquisì una partecipazione del 20,7% in Fuji Heavy Industries, in un periodo in cui il governo giapponese promuoveva fusioni per rafforzare la competitività dell'industria automobilistica nazionale. Questa partnership permise a Nissan di sfruttare le competenze di FHI nella produzione di autobus, mentre FHI beneficiava del know-how di Nissan in vari aspetti della produzione automobilistica. Successivamente, Subaru introdusse Renault alle negoziazioni con Nissan, quando la casa automobilistica francese cercò supporto per la tecnologia della trazione integrale.

Nel 1999, Nissan interruppe la collaborazione con Subaru, e la sua partecipazione in FHI fu ceduta alla statunitense General Motors. Durante questo periodo di collaborazione con GM, Subaru lanciò modelli come la Baja (2003) e la Tribeca (2005). La Subaru Forester fu commercializzata in India come Chevrolet Forester, mentre la Opel Zafira, un marchio GM, apparve in Giappone come Subaru Traviq. La concept car Chevrolet Borrego, presentata nel 2002, era basata sulla piattaforma Subaru Legacy. Inoltre, la Impreza fu venduta negli Stati Uniti come Saab 9-2X, un altro marchio di proprietà di General Motors. GM concluse la sua partecipazione in FHI nel 2005, e molti progetti congiunti furono abbandonati, sebbene Subaru continuasse a fornire componenti per la Saab 9-2x.

Successivamente, Toyota acquisì una quota significativa di FHI, inizialmente pari all'8,7%, e in seguito aumentò la sua partecipazione fino al 16,5% nel luglio 2008. Questa collaborazione portò allo sviluppo congiunto di numerosi progetti, tra cui la costruzione della Toyota Camry nello stabilimento Subaru in Indiana e, più significativamente, la Subaru BRZ, presentata nel gennaio 2012. Toyota commercializzò la BRZ come Scion FR-S fino al 2018, per poi rinominarla Toyota 86. Durante il periodo di crescente influenza di Toyota, Subaru cessò lo sviluppo delle proprie keicar, optando per modelli ribattezzati della Daihatsu, una sussidiaria di Toyota.

L'Esperimento di Formula 1: Il Motore 1235

La fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta rappresentarono un periodo di grande fermento nel mondo della Formula 1, caratterizzato dalla dominanza di alcuni costruttori e da un'intensa attività di ricerca e sviluppo. Subaru, desiderosa di capitalizzare sull'onda pubblicitaria generata dalla Formula 1, decise di intraprendere un ambizioso progetto: realizzare un motore da competizione che potesse competere ai massimi livelli. Per questo scopo, si rivolse alla neonata azienda italiana Motori Moderni, specializzata nella progettazione di motori da corsa.

Il risultato di questa collaborazione fu il motore 1235, un propulsore endotermico alternativo aspirato a ciclo Otto da competizione, progettato specificamente per il campionato mondiale di Formula 1 del 1990. La sfida tecnica era notevole, soprattutto per quanto concerneva il rispetto della "condizione sulla quale i giapponesi non erano disposti a cedere": la disposizione dei cilindri a 180°, il layout distintivo dei motori Subaru. L'obiettivo era quindi quello di creare un V12 aspirato da 3,5 litri che incorporasse questa caratteristica peculiare.

Prototipo motore V12 Formula 1

Il motore 1235, con la sua architettura a 180°, rappresentava un'interpretazione audace del motore boxer applicato alla Formula 1. A bordo del primo prototipo, che avrebbe dovuto essere montato su una vettura di Formula 1, troneggiava l'amato boxer Subaru. Tuttavia, il progetto incontrò ostacoli insormontabili. La vettura che avrebbe dovuto ospitare questo propulsore, una Minardi, lo scartò dopo un solo test, segnando di fatto la fine prematura di questo ambizioso esperimento. La mancanza di sviluppo, i problemi di affidabilità o le specifiche esigenze del team Minardi potrebbero aver contribuito a questa decisione.

Nonostante il fallimento in Formula 1, l'eredità del motore 1235 non si esaurisce qui. Una variante di questo motore fu infatti realizzata specificatamente per le competizioni di motonautica offshore, frutto di una collaborazione tra Motori Moderni e l'azienda SCAM. Questo dimostra la versatilità e il potenziale ingegneristico insito nel progetto, sebbene non sia riuscito a trovare la sua consacrazione nel circus della Formula 1.

La STORIA del MOTORE BOXER

Oltre la Formula 1: Innovazione Continua

Sebbene l'esperienza in Formula 1 con il motore 1235 sia stata breve e non coronata da successo, l'impegno di Subaru nell'innovazione tecnologica è proseguito ininterrottamente. L'azienda ha continuato a perfezionare i suoi motori boxer e il sistema Symmetrical AWD, consolidando la sua reputazione per veicoli robusti e capaci.

Verso la metà degli anni novanta, un nome destinato a diventare leggendario nell'ambito delle hypercar fece la sua comparsa: Christian Von Koenigsegg. Questo ingegnere svedese, con una visione audace e un approccio non convenzionale, stava progettando un'auto estrema, caratterizzata da soluzioni estetiche e meccaniche fuori dal comune. Sebbene non vi sia un collegamento diretto documentato con il motore 1235 di Subaru, la mentalità pionieristica di Von Koenigsegg riflette lo spirito di ricerca e sviluppo che ha animato anche il progetto di Subaru.

Guardando al futuro, Subaru ha abbracciato la transizione verso l'elettrificazione. Dopo aver elettrificato quasi tutta la gamma con motori boxer ibridi, nel corso del 2022 l'azienda ha presentato la sua prima vettura completamente elettrica, la Solterra, sviluppata sulla stessa piattaforma di Toyota. Questo passo segna un nuovo capitolo nell'evoluzione di Subaru, dimostrando la sua capacità di adattarsi alle nuove sfide tecnologiche e alle mutevoli esigenze del mercato, pur mantenendo un legame con le sue radici innovative.

Partecipazione alle Competizioni e Identità di Marca

La partecipazione di Subaru alle competizioni motoristiche è iniziata ufficialmente nel 1980 con la fondazione del Subaru Rally Team Japan, guidato da Noriyuki Koseki, fondatore di Subaru Tecnica International (STI). Il team ha gareggiato nel Campionato del Mondo Rally (WRC) fino al 1989 con modelli come le Subaru Leone, coupé, sedan DL, RX (SRX) ed RX Turbo. Piloti di fama internazionale come Ari Vatanen, Per Eklund e Shekhar Mehta hanno contribuito a costruire la leggenda del marchio nei rally. Successivamente, l'introduzione delle Impreza WRX e WRX STi ha segnato un'era di grande successo, con queste vetture che sono diventate iconiche nel mondo dei rally.

Subaru Impreza WRC

L'acquisizione di una partecipazione nel piccolo team italiano Coloni nella stagione 1990 rappresenta un episodio a sé stante. Il motore V12 della Coloni 3B era effettivamente costruito da Subaru e condivideva il layout boxer con i motori di serie dell'azienda. Tuttavia, il progetto del motore era opera dell'italiana Motori Moderni. Questo sforzo, sebbene non abbia portato a risultati significativi in Formula 1, sottolinea la volontà di Subaru di esplorare nuove frontiere tecnologiche e di mettersi alla prova in contesti altamente competitivi.

Il 16 dicembre 2008, Subaru annunciò il ritiro dai campionati del mondo di rally. Questa decisione, presa dalla casa madre Fuji Heavy Industries (FHI), fu motivata sia dalla crisi economica globale sia dal raggiungimento degli obiettivi sportivi e di marketing prefissati. Nonostante il ritiro dalle competizioni ufficiali di rally, l'eredità di STI e l'impegno di Subaru verso le prestazioni e la guida sportiva continuano a vivere nei modelli di produzione e nell'entusiasmo della sua vasta community di appassionati.

Subaru si distingue da molti dei suoi concorrenti giapponesi anche per la sua strategia produttiva. All'inizio del 2016, produceva ancora quasi il 75% delle sue auto vendute a livello internazionale direttamente in Giappone. Questa scelta di mantenere un forte legame con la produzione nazionale rafforza ulteriormente l'identità unica del marchio e la sua dedizione alla qualità.

Il Significato del Marchio Subaru

Il nome "Subaru" non è solo un'etichetta, ma porta con sé un profondo significato culturale e visivo. Come accennato, Kenji Kita scelse questo nome per la sua auto, la P-1, ispirandosi all'ammasso stellare delle Pleiadi. Le Pleiadi, note anche come "Le sette sorelle", rappresentano un gruppo di stelle visibili ad occhio nudo, e sono state integrate nel logo dell'azienda, che raffigura appunto questo affascinante ammasso stellare. Questo legame con l'astronomia conferisce al marchio un'aura di grandezza, di esplorazione e di unione, elementi che si riflettono nell'identità di Subaru.

La storia di Subaru è quindi un intreccio di innovazione tecnologica, ambizioni sportive, alleanze strategiche e un forte senso di identità. Dal motore boxer che ha definito la sua meccanica, alla trazione integrale che garantisce prestazioni su ogni terreno, fino agli esperimenti audaci come il motore 1235 per la Formula 1, Subaru ha sempre cercato di spingersi oltre i confini convenzionali. La sua capacità di evolversi, abbracciando nuove tecnologie come l'elettrificazione pur rimanendo fedele ai suoi principi fondamentali, la rende un attore unico e affascinante nel panorama automobilistico mondiale.

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