Subaru: Un Viaggio Attraverso l'Innovazione e la Passione Automobilistica

Logo Subaru su sfondo di montagna innevata

Nel panorama automobilistico, esistono marchi che si distinguono non solo per la qualità dei loro prodotti, ma anche per una filosofia costruttiva ben definita, capace di creare un legame profondo con i propri estimatori. Subaru è senza dubbio uno di questi, un brand che ha saputo evolversi mantenendo salde le sue radici, offrendo veicoli che spesso si rivelano al meglio non al primo sguardo, ma dopo giorni e chilometri di guida, capaci di conquistare grazie a caratteristiche tecniche uniche e a un'esperienza di guida avvolgente e sicura. Questo articolo si propone di esplorare alcuni dei modelli più rappresentativi del marchio, analizzando in dettaglio le loro peculiarità, le prestazioni e l'esperienza che offrono al guidatore, con particolare attenzione alle prove su strada condotte da esperti del settore come Luca Bordoni e Andrea Galeazzi.

Subaru XV: L'Intuitiva Conquista

La Subaru XV si presenta al pubblico come un SUV a trazione integrale, sebbene alcuni la percepiscano più come un modello vitaminizzato del segmento C. Lasciando da parte le categorizzazioni, ciò che emerge è un veicolo che non sempre convince appieno a prima vista. Ci si siede, si inizia a guidarla e inizialmente si potrebbe pensare di aver già visto auto simili. Tuttavia, con il passare dei chilometri, qualcosa cambia. Il modello 2016 ha saputo conquistare per la spigolosità del suo design e per il coraggio dimostrato da Subaru nel proporre una vettura tutt'altro che scontata. L'anteriore, in particolare, è accattivante, dominato da una calandra incassata e da gruppi ottici con tecnologia xeno.

Subaru XV frontale con fari accesi

Nonostante l'estetica aggressiva, i gruppi ottici presentano due aspetti meno convincenti: la luce fornita dall'anabbagliante allo xeno non è particolarmente potente, quasi un esempio di tuning non ben riuscito, e soprattutto le luci diurne e gli abbaglianti sono alogeni, creando quel mix caldo-freddo di cui si è spesso discusso. Sulla fiancata spiccano i cerchi da 17 pollici, la cui trama ricercata si sposa bene con il design della carrozzeria.

Subaru XV (2018) | Perché comprarla... e perché no

All'interno della Subaru XV, la personalizzazione è evidente nelle impunture arancioni che adornano il volante e i profili dei sedili, comodi ma non eccessivamente avvolgenti. Il disegno della plancia, sebbene meno innovativo rispetto a Levorg, è arricchito da tre display che forniscono una vasta quantità di informazioni. La regolazione elettrica del sedile del guidatore è apprezzata, ma la mancanza di memorizzazioni è una piccola pecca. Il volante, regolabile in altezza e profondità, rende facile trovare la posizione di guida ideale anche per i guidatori più alti. Il passeggero gode di ampio spazio grazie a un vano portaoggetti incassato, e nel tunnel centrale è presente un ulteriore vano capiente, utile per smartphone e altri oggetti. Dietro, il comfort è discreto, ma non è possibile gestire le funzionalità dell'aria condizionata.

Il propulsore BOXER diesel da 2.0 litri, abbinato alla trazione integrale permanente, eroga 147 cavalli e una coppia massima di 350 Nm già a 1600 giri. La simmetria del motore BOXER, posizionato longitudinalmente con la trasmissione al centro, garantisce un bilanciamento dei pesi perfetto tra le parti destra e sinistra del veicolo. Sebbene la Subaru XV non disponga del sistema start and stop, i consumi si mantengono relativamente bassi: circa 11 chilometri al litro in città, 14 al limite autostradale e 19-20 a 110 orari. La frenata di emergenza è efficace, con spazi contenuti e senza un beccheggio pronunciato, e non richiede uno sforzo eccessivo sul pedale. L'accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 9.3 secondi.

La Subaru XV, come si accennava, conquista con i chilometri, rivelando una tenuta di strada superba e una trazione integrale permanente che non lascia nulla al caso. Il cambio manuale a sei rapporti presenta innesti secchi e precisi. L'unico neo è la frizione, che stacca troppo in fretta e può risultare pesante alla lunga. Lo sterzo, pur non essendo direttissimo, consente inserimenti precisi in curva e un riallineamento affidabile. Il comfort di guida è elevato, ma le prestazioni sono in parte mitigate dalla rumorosità del propulsore diesel, che oltre i 3-4.000 giri si fa sentire distintamente nell'abitacolo, pur non essendo distruttiva. L'insonorizzazione, in questo senso, avrebbe potuto essere migliore.

Una critica riguarda l'integrazione dei tre display: quello centrale dell'infotainment non è particolarmente veloce, quello superiore fornisce molte informazioni (consumo medio, istantaneo, autonomia, trazione, pressione dell'acceleratore), mentre quello nel quadro strumenti è meno utile, limitandosi all'autonomia residua. Un sistema più integrato e gestito in modo unificato avrebbe rappresentato un miglioramento significativo. L'accesso alle informazioni del display centrale superiore, per esempio, avviene tramite un pulsante scomodamente posizionato tra le bocchette dell'aria. Particolare la gestione dello sbrinamento, sempre legato al flusso sui piedi.

Non va sottovalutata la capacità della Subaru XV di affrontare percorsi off-road. Qui le sue doti da fuoristrada sono pienamente confermate, senza la necessità di settaggi particolari. L'altezza da terra è sufficiente per superare ostacoli anche impegnativi, e la trazione integrale lavora in modo efficace senza mai far perdere il controllo, a riprova della bontà del sistema Subaru. Sebbene manchino gli ultimi sistemi di sicurezza attiva per la guida, gli optional disponibili sono numerosi. La versione in prova, con gli accessori descritti, ha un costo che parte da 25.000 euro e arriva a 30.000, un listino snello che semplifica la scelta. La Subaru XV è una vettura che si rivela nel tempo, ideale per chi cerca un veicolo non convenzionale e dalle ottime capacità.

Subaru Forester: Il Fuoristrada Robusto e Spazioso

Subaru Forester su strada sterrata

La Subaru Forester si presenta con forme squadrate, misure generose e notevoli capacità off-road. Con una lunghezza di quattro metri e sessanta, una larghezza di uno e ottanta e un'altezza di uno e settantaquattro, vanta un angolo di attacco più che sufficiente, garantendo la possibilità di superare ostacoli senza difficoltà. L'anteriore, con le sue forme decise, ospita una piccola calandra e gruppi ottici dove trionfa la tecnologia full LED. Le fiancate evidenziano non solo il taglio generoso tipico della Forester, ma anche i cerchi bicolore da 18 pollici, che conferiscono alla vettura un'imponente presenza.

Subaru XV (2018) | Perché comprarla... e perché no

A bordo della Subaru Forester si respira appieno lo spirito Subaru. La plancia presenta il consueto sdoppiamento tra i due display, che offrono una serie di informazioni utili al guidatore, il quale troverà rapidamente la giusta posizione di guida. È interessante notare che, data la natura rialzata della Forester, i guidatori più alti potrebbero sentirsi molto elevati nella posizione di guida; lo stesso vale, in misura più accentuata, per il passeggero, il cui sedile non è regolabile in altezza. La plancia, come in altre Subaru, è caratterizzata da abbondante plastica, che in alcuni casi convince subito, in altri dopo l'utilizzo. La mascherina lucida, tuttavia, tende a riempirsi di polvere.

Lo spazio abbondante all'anteriore si replica anche per i passeggeri posteriori. Il passo di oltre due metri e sessanta assicura comfort anche a chi siede dietro, indipendentemente dalla corporatura. Sul divano posteriore non è possibile gestire le bocchette dell'aria condizionata, che all'anteriore si illuminano di rosso in caso di necessità. L'illuminazione interna è in linea con il carattere del veicolo. Il bagagliaio è molto ampio, con una capacità che supera i 1500 litri. Un pregio è l'abbattimento dei sedili, che avviene con un'unica operazione immediata. Un neo, invece, è l'apertura elettrica del portellone, che impiega un tempo eccessivo sia in apertura che in chiusura.

Per la prova su strada, la Subaru Forester è stata equipaggiata con un propulsore diesel da 2.0 litri che eroga 147 cavalli e una coppia massima di 350 Nm a 1600 giri. La trazione è integrale permanente, gestita in modo completamente elettronico. Data la stazza del veicolo e l'assenza del sistema start and stop, i consumi in città non superano gli 8.5-9.0 chilometri al litro. Su percorsi più ampi, la Forester percorre circa 15 chilometri con un litro di gasolio a 110 orari, scendendo a 13 al limite autostradale. Non male per un fuoristrada che pesa oltre 17 quintali, capace comunque di accelerare da 0 a 100 km/h in 9.9 secondi e di raggiungere una velocità massima di 188 km/h.

La Subaru Forester offre ottime sensazioni di guida, e questa è una delle prime volte che ciò accade con il cambio a variazione continua. Forse grazie alla potenza adeguata e alla presenza di una variazione continua a catena anziché a cinghia, l'effetto "scooter" è notevolmente ridotto. La simulazione delle sette marce è onesta, anche grazie ai paddle dietro al volante. Il volante, dalle dimensioni generose tipiche da fuoristrada, non permette inserimenti rapidissimi in curva. La maneggevolezza è comunque garantita, anche in fuoristrada, dove è possibile attivare la modalità X-Mode per la ripartizione elettronica della trazione integrale fino a venti chilometri orari. Le sospensioni si comportano egregiamente in ogni situazione, anche le più complesse, permettendo di superare agilmente guadi, grandi pozzanghere e solchi profondi nel fango, grazie anche all'ampia altezza da terra. Su strada, la tenuta è sempre onesta e l'abitacolo risulta ovattato.

La Forester non include i più recenti sistemi di sicurezza attiva per la guida. Tra le razze del volante è possibile gestire, oltre all'infotainment, il cruise control non adattivo. Tra gli altri optional degni di nota figurano la tecnologia full LED dei gruppi ottici e la retrocamera con linee fisse che si attiva in retromarcia. Manca l'ingresso keyless, mentre è presente l'apertura elettronica del portellone posteriore, seppur lenta.

Subaru Levorg: Sportività e Flessibilità in Chiave Station Wagon

Subaru Levorg in movimento su strada panoramica

La Subaru Levorg, acronimo di LEgacy EVOlution touRinG, si presenta come erede della gloriosa Legacy, una rivoluzione in chiave station wagon che mira a sintetizzare sportività e flessibilità. Con 4 metri e 69 di lunghezza e un'altezza da terra esigua, la Levorg cattura lo sguardo. L'anteriore è aggressivo, con la griglia esagonale, la presa d'aria tipica del DNA Subaru che raffredda il motore Boxer, e le luci diurne a LED che, seppur pregiate, contrastano con l'abbagliante alogeno, creando un mix luce fredda-luce calda non del tutto convincente. Le "gonnelle" sulle fiancate richiamano un'idea di sportività, ma il posteriore appare meno originale, con linee che ricordano la Ford Focus. I cerchi da 18 pollici (di serie sulla versione Sport Style, da 17 sulla Free) ben figurano, ma la spalla molto bassa degli pneumatici si traduce in una percezione più marcata delle buche.

Subaru XV (2018) | Perché comprarla... e perché no

A bordo della Subaru Levorg si percepisce un netto salto in avanti in termini di lusso. Le impunture blu a vista e le plastiche di qualità contribuiscono a una sensazione di upgrade immediata. Data l'altezza da terra di 1 metro e 49 centimetri, i più alti potrebbero doversi contorcere un po' per salire, ma una volta seduti, il sedile di guida si rivela comodo, adatto anche a guidatori di corporatura robusta, grazie anche al tetto apribile che aggiunge qualche centimetro di spazio in altezza. Davanti al guidatore, un piccolo display LCD nel quadro strumenti fornisce informazioni essenziali, ma il vero cuore informativo si trova al centro della plancia, sopra il display dell'infotainment. Qui, un ulteriore schermo mostra dati interessanti per i guidatori più sportivi, come la percentuale di utilizzo dell'acceleratore e la pressione del turbo.

L'escursione del volante è più che sufficiente, e i sedili anteriori mantengono salda la posizione naturale grazie ai fianchetti che avvolgono perfettamente il busto senza essere invasivi. Il tunnel centrale non intralcia ginocchia e gambe. Il cambio CVT permette al guidatore di dimenticare la gamba sinistra, potendo avanzare ulteriormente sulla slitta manuale per un maggiore comfort. Tuttavia, se il guidatore è alto, lo spazio per le gambe dietro potrebbe risultare limitato. La Levorg accoglie comodamente quattro occupanti, ma in cinque lo spazio è più sacrificato. Nonostante la presenza di prese USB posteriori, mancano le bocchette dell'aria. Il bagagliaio è molto comodo, con una scarsa altezza da terra che influisce positivamente sulla soglia di carico. Offre una superficie lunga e senza interruzioni, due pozzetti inferiori e due leve facilmente accessibili per abbattere i sedili posteriori in un solo colpo.

La Subaru Levorg è equipaggiata con un motore benzina 1.6 litri Boxer, l'unico disponibile al momento (non c'è un diesel), che garantisce grande fluidità in marcia. Eroga 170 cavalli e una coppia massima di 250 Nm. La trazione è integrale permanente, con spostamento dall'assale posteriore a quello anteriore in caso di necessità. Le prestazioni sono ottime: da 0 a 100 km/h in 8.9 secondi e una velocità massima di 210 km/h. Il motore Boxer mantiene un baricentro molto basso, fondamentale per la tenuta di strada; anche spingendo sull'acceleratore, la vettura mantiene un assetto stabile, suggerendo che per metterla in difficoltà sarebbe necessario adottare una guida non conforme al Codice della Strada.

I consumi si attestano sui 7-8 chilometri al litro in città, 16 a velocità uniforme di 110 orari e 13 al limite autostradale. La Levorg dà il meglio di sé fuori dai centri urbani, rivelandosi ideale per i lunghi viaggi grazie alle sue dimensioni generose. Si presta bene a percorsi tortuosi, garantendo divertimento e sicurezza. Per ottimizzare la guida, Subaru ha introdotto il sistema SI DRIVE (Sport-Intelligence), che agisce sulla risposta dell'acceleratore, offrendo una risposta pronta in modalità Sport e più progressiva in Intelligence, in base alle esigenze del guidatore. Alla fluidità in marcia si contrappone un certo nervosismo nelle manovre.

Subaru ha optato per un cambio CVT sulla nuova Levorg. Sebbene la variazione continua sia una tecnologia complessa e spesso accolta con diffidenza dai guidatori più sportivi (abituati a vederla su vetture più tranquille come la Toyota Prius), la scelta di Subaru è precisa, puntando sull'efficienza. Per superare la sensazione di straniamento iniziale, la Levorg simula le cambiate quando la pressione sull'acceleratore è decisa. In queste situazioni, dove la voce del motore si fa più presente nell'abitacolo (a 50 orari non si superano i 70dB, un risultato migliore della Volkswagen Golf), il guidatore, impostando il CVT sull'opzione manuale (con paddle inclusi), può mitigare il problema.

Il pacchetto di sicurezza disponibile sulla Subaru Levorg è completo. Include il sensore dell'angolo cieco (che potrebbe essere poco visibile in condizioni di forte luce), il Brake Assist e il Rear Vehicle Detection, utile per evitare collisioni in uscita da parcheggi perpendicolari. Il cruise control, sebbene non adattivo, svolge il suo compito senza intoppi. È importante sottolineare che il pacchetto di sicurezza è di serie sia sulla versione Sport Style che sulla Free. Tra gli altri optional, si annoverano la telecamera posteriore (con linee fisse) e il tettuccio apribile (dalla superficie non eccezionale), mentre mancano i sensori di parcheggio anteriori. Il sistema infotainment è il SUBARU STARLINK. La Subaru Levorg è ideale per chi cerca una station wagon non scontata, con buone prestazioni e un'attenzione alla comodità e alla capacità di carico, un'erede naturale della Legacy pensata per padri di famiglia che non vogliono rinunciare a nulla, anche in considerazione del prezzo (il modello base Free parte da 26.000 euro, includendo già autoradio, bluetooth, climatizzatore e pacchetti di sicurezza).

Subaru WRX STI: L'Eredità del Rally su Strada

Subaru WRX STI in drifting su un tracciato sterrato

L'eredità delle gloriose Lancia Delta Integrale e Subaru Impreza WRC, quest'ultima più di nicchia e "randagia", arriva oggi sulle nostre strade con la Subaru WRX STI, che d'ora in poi chiameremo semplicemente WRX per evitare di utilizzare il nome "Impreza", rimosso dalla casa madre. Nonostante la rimozione del nome, Subaru ha conservato tutto il resto, mantenendo intatta l'anima di questa icona. La Subaru WRX emana cattiveria anche da ferma, con la sua enorme presa d'aria sul cofano e l'alettone da spirito racing che la rendono inconfondibile a prima vista. È un modello da corsa, da pista, da sterrato, da rally, una versione di serie di un mito che non scende a compromessi con la sua ragione d'essere.

Interni sportivi della Subaru WRX STI con sedili in pelle

La vettura misura quattro metri e sessanta di lunghezza, con una scarsa altezza da terra. I gruppi ottici presentano un mix di tecnologie alogena e LED, mentre i cerchi da 18 pollici color grafite (con un richiamo nostalgico ai cerchi oro) e un alettone lungo quanto la larghezza del veicolo (circa un metro e ottanta) completano il quadro. Quattro scarichi diffondono una voce roca ai bassi regimi e sibilante in alto. Il clima corsaiolo si estende anche agli interni della Subaru WRX. I sedili sono rivestiti in pelle, e quello del guidatore è regolabile elettricamente, seppur senza la possibilità di memorizzare le posizioni. La plancia è simile a quella di altre Subaru testate, con lo sdoppiamento tra display centrale e display superiore, quest'ultimo particolarmente ricco di informazioni sulle performance del veicolo. Dietro, grazie al passo più che sufficiente, si sta comodi anche in cinque, ma non è possibile gestire le bocchette dell'aria condizionata. Sono presenti, tuttavia, dei portabicchieri. Anche all'anteriore lo spazio è abbondante, e il guidatore può regolare il volante in altezza e profondità senza problemi, grazie anche a un tunnel centrale non invasivo. Il bagagliaio ha una capacità di 460 litri, con un'altezza della soglia ridotta e una leva interna per l'apertura del portellone (utile in caso di "rapimento", ironicamente).

Il cuore pulsante della Subaru WRX è il suo motore Boxer da 2.5 litri a 4 cilindri contrapposti, che eroga 300 cavalli di potenza e 407 Nm di coppia massima agli alti regimi, dove la voce roca dei bassi si trasforma in un sibilo grintoso. La Subaru WRX è dotata di trazione integrale permanente e offre ben tre differenziali: il posteriore Torsen si affianca a quello anteriore e a quello centrale elettronico. È possibile gestire la ripartizione della coppia, rendendo la vettura ancora più divertente anche in modalità normale, che già offre ampie emozioni. Sul tunnel centrale, una rotella permette di passare dalla modalità normale (Intelligent) a quella sportiva, fino alla modalità Sport Sharp, dove tutto è ulteriormente amplificato.

L'assetto della Subaru WRX è molto rigido, facendo sentire ogni asperità dell'asfalto e del terreno. La vettura si arresta in spazi brevissimi e in sicurezza, e raggiunge i cento chilometri orari da ferma in soli 5.2 secondi. La velocità massima è di 255 km/h. L'emozione di guida sulla Subaru WRX conquista fin dai primi metri. Il merito va alla voce del motore, che entra nell'abitacolo con grande carattere, e a un'impostazione di guida che spinge ad affrontare anche i percorsi quotidiani con un atteggiamento da pilota. Non si parla solo di velocità, ma di un'atmosfera che avvolge, quasi come i fianchetti dei sedili anteriori, capaci di tenere saldi anche quando si inizia a "scodare" in pista.

La Subaru WRX è dotata di un cambio manuale a sei rapporti, così impegnativo che non rende necessaria la palestra per i bicipiti del braccio destro. Basta cambiare due o tre volte, e i muscoli si fanno sentire. Questo perché gli innesti sono secchi e richiedono molta forza, la stessa forza necessaria per una frizione molto pesante, poco adatta alla guida nel traffico cittadino. Lo sterzo è particolarmente preciso e diretto, restituendo con chiarezza il feeling del terreno. Si sente ogni asperità, e le correzioni richiedono movimenti minimi delle braccia. Nonostante il carattere corsaiolo, sul volante si trovano tutte le possibilità di gestire al meglio il sistema infotainment, che si conferma completo. Il display superiore al centro della plancia, come accennato, offre molte informazioni specifiche per questo modello: ripartizione della trazione, percentuale dell'accelerazione, consumo e soprattutto la pressione del turbo con il picco massimo raggiunto. Sarebbe una goduria da osservare continuamente, se non fosse necessario tenere d'occhio la strada!

Proprio perché poco adatta ai deboli di cuore e a chi non desidera un approccio convinto alla guida sportiva, sulla Subaru WRX non si trovano gli accessori canonici e di ultima generazione pensati per la sicurezza attiva. Tuttavia, è disponibile un pacchetto di optional interessante, come l'enorme woofer posizionato dietro i sedili posteriori, l'ingresso keyless e la retrocamera che si attiva in retromarcia. Il bello di Subaru è che offre la WRX con un unico allestimento, praticamente un full optional. Il costo è di 45.500 euro, una cifra che, secondo gli esperti, non è eccessiva per l'acquisto di un mito. È una vettura adatta ai nostalgici e a chi vuole distinguersi senza cadere nella banalità dei modelli più convenzionali sul mercato. La risposta alla domanda "La compreremmo?" è un deciso "Certamente!".

L'Infotainment SUBARU STARLINK: Connettività e Funzionalità

Display touchscreen del sistema SUBARU STARLINK in un'auto

Il sistema infotainment SUBARU STARLINK, come quello presente sulla Subaru Levorg, è un elemento centrale dell'esperienza a bordo. Si interfaccia con il guidatore tramite un display touchscreen da 6 pollici e mezzo, dotato di tecnologia resistiva. Questo schermo è affiancato da una serie di comodi pulsanti fisici, che contornano la superficie dello schermo, e dai comandi disposti sulla razza sinistra del volante.

Il sistema, tuttavia, presenta un'incompletezza di serie: manca il navigatore satellitare, disponibile solo con un costo aggiuntivo. La componente audio non include la radio DAB, ma sono presenti tutte le funzioni di streaming audio, dal Bluetooth all'utilizzo dell'iPhone, oltre alla presenza di una bocchetta per il compact disk, una tecnologia ormai meno diffusa tra i produttori. La parte telefonica del sistema infotainment è particolarmente efficace, permettendo conversazioni agili e senza incomprensioni anche a velocità autostradali.

È lecito interrogarsi sul perché Subaru non abbia offerto la possibilità agli utilizzatori finali di aggiungere ulteriori programmi oltre a quelli disponibili di serie. Nonostante ciò, le funzionalità presenti sono apprezzabili. Oltre a un'app musicale forse poco utile, che replica le funzioni musicali già disponibili, ci sono una comoda sezione meteo, il calendario, le radio online e le notizie, provenienti da testate blasonate come La Repubblica, Il Sole 24 Ore e La Gazzetta dello Sport. L'integrazione di queste funzionalità mira a rendere l'esperienza di guida più completa e informata, pur con alcune limitazioni che potrebbero essere migliorate in future iterazioni del sistema.

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