
Il nome Subaru Impreza non è un nome qualsiasi per molti appassionati: significa rally, notti passate davanti alla TV a vedere McRae e Solberg in derapata, e soprattutto quel sound inconfondibile del motore boxer. La leggenda di Subaru nel mondo dei rally è indissolubilmente legata a prestazioni esaltanti e a un'iconografia unica, un connubio che ha generato un'eredità duratura. Tuttavia, il panorama attuale del motorsport e dell'industria automobilistica è in rapida evoluzione, ponendo nuove sfide e opportunità per un potenziale ritorno della casa delle Pleiadi.
Il Contesto del WRC: Sfide e Nuovi Orizzonti
Il WRC sta vivendo un momento di stallo della sua storia, con sole due case automobilistiche presenti in modo ufficiale, Toyota e Hyundai, e Ford che si limita a supportare M-Sport. La categoria WRC1 resta estremamente spettacolare, ma la sfida tra Toyota e Hyundai è ormai diventata totalmente squilibrata: 12 vittorie a 1 per i giapponesi, una vera e propria umiliazione per il costruttore coreano. Quanto a Ford, la Puma M-Sport è completamente superata: anche con un campione del mondo al volante, la Casa dell’Ovale non sarebbe più in grado di vincere. Nel 2026, la situazione rischia di trasformarsi in una Coppa Toyota.
Il recente annuncio del ritiro temporaneo di Ott Tänak, deluso dalla scarsa competitività di Hyundai e senza prospettive di miglioramento per il 2026, e poche settimane dopo la conferma della partenza di Kalle Rovanperä verso altre discipline, ha assestato due duri colpi consecutivi al WRC. In casa Hyundai si cerca di salvare il salvabile, tra limitare i danni e tornare competitivi per Thierry Neuville e Adrien Fourmaux, ma la differenza è enorme. Il budget destinato al WRC è oggi più limitato rispetto a due anni fa. In questo contesto, l’arrivo di Nikolay Gryazin - uno dei pochi in grado di tenere testa a Solberg in WRC2 - potrebbe fare la differenza.
Uno dei principali problemi attuali del WRC è il rapporto costi/benefici. Se i rally continuano ad attirare pubblico a livello locale, a livello mondiale l’interesse è in calo. E la volontà di Red Bull - promotore del campionato - di ritirarsi non rassicura nessuno. La disciplina, tuttavia, resta molto amata dai fan, e basterebbe poco per riaccendere l'interesse.
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Prospettive per il Futuro del WRC: Regolamenti e Nuovi Attori
Nonostante le difficoltà, la disciplina è lontana dall'essere morta. Il regolamento WRC27, pubblicato un po’ in ritardo dopo l'abolizione dell'ibrido a inizio anno, sembra comunque attirare l’interesse di molti costruttori: sarebbero già nove i progetti in fase di studio. A forza di rinvii, Hyundai rischia di non essere pronta per il 2027 con la nuova regolamentazione. Tuttavia, il costruttore coreano, che continuerà a correre in WRC1 nel 2026, avrebbe deciso di proseguire l’impegno nel rally parallelamente al programma Hypercar. Anche Škoda sta sviluppando la propria WRC27. Si muove qualcosa anche in Spagna, e un altro preparatore - che preferisce restare anonimo - sta lavorando per presentare il proprio progetto entro la fine dell’anno.
Il primo passo, e anche il più efficace per ridurre i costi, è limitare il calendario a dieci appuntamenti su quattro continenti, organizzati a rotazione. Poi servirebbero rally meno standardizzati. Se anche solo cinque di questi progetti dovessero concretizzarsi, sarebbe comunque sufficiente per garantire un futuro solido e competitivo al mondiale rally, a patto che la commissione rally FIA prenda decisioni sensate e non continui ad aggiungere rally al calendario.
L'Atteso Ritorno di Subaru nel WRC: Voci e Collaborazioni Strategiche

Si parla sempre più insistentemente del ritorno di Subaru, marchio giapponese leggendario nel mondo dei rally. Alla vigilia del Rally dell'Acropoli, quartultimo appuntamento del Mondiale Rally 2023, è arrivata una notizia molto interessante per il futuro della categoria. "Non è un segreto il fatto che io abbia avuto un buon incontro con Akio Toyoda e gli abbia chiesto cosa possiamo fare per attirare altri costruttori nel WRC". "Toyota possiede una percentuale di Subaru e stanno per sostenere un'iniziativa di Subaru, che può entrare nel WRC". "Mi auguro che questo si realizzi in parte". "Vedo segnali positivi da parte del presidente della Toyota nel convincere Subaru a tornare, magari fornendole il motore". Non si tratta di un problema di vettura, ma del motore che hanno. Questa potenziale collaborazione tra Toyota e Subaru potrebbe essere la chiave per il ritorno di quest'ultima nel WRC.
Subaru e il Motorsport Attuale: Impegno e Sviluppo
SUBARU continuerà a gareggiare nella serie Super Taikyu con la denominazione di “Team SDA Engineering”, con l’obiettivo di sviluppare risorse umane e fornire feedback tecnici per prodotti futuri. La squadra sarà composta principalmente da ingegneri interni di SUBARU, con Masahito Motoi come rappresentante del team e Sho Ito come team manager. La squadra continuerà a sviluppare la HIGH PERFORMANCE X FUTURE CONCEPT, la vettura che ha esordito la scorsa stagione con l’obiettivo di coniugare il rispetto dell’ambiente e le alte prestazioni.
Anche nel 2025 SUBARU supporterà il team di Toshihiro Arai che gareggerà in tutte le tappe del campionato con una vettura basata sulla WRX S4, nata sulla Subaru Global Platform e alimentata da un motore turbo a iniezione diretta da 2,4 litri. Il team sarà guidato dal General Manager Masahiro Ozawa e le operazioni saranno gestite da R&D SPORT con il Team Manager Minoru Sawada. La squadra gareggerà con la vettura da corsa sviluppata in conformità con lo standard internazionale FIA del roll-bar che sarà introdotto dal 2025. La squadra impegnata sullo storico circuito tedesco sarà completata, come da tradizione, da 8 tecnici selezionati della rete ufficiale SUBARU in Giappone. Questi impegni dimostrano la continua dedizione di Subaru al motorsport e lo sviluppo di tecnologie innovative, sebbene non direttamente nel WRC principale.
La Subaru WRX in Svizzera: Un Ritorno all'Icona
La Subaru WRX è sinonimo, come nessun'altra auto, di puro piacere di guida meccanico: una vera auto da rally. «Siamo molto lieti di lanciare questa icona in Svizzera e di poter offrire alla comunità degli appassionati una generazione WRX moderna, sicura e potente», sottolineano i due protagonisti di all.cars Fabian Marc Bamert e Dušan Radić. La versione stradale della campionessa dei rally è nuovamente disponibile per gli ordini in Svizzera.
All'inizio degli anni 2000, la Subaru WRX ha raggiunto lo status di auto cult in Svizzera. Grazie alla sua affidabilità e alla sua tecnologia robusta, alla trazione integrale e al suo carattere estroverso (grande spoiler posteriore, passaruota larghi), la versione top di gamma della serie Impreza ha raggiunto una grande popolarità, non solo nei cantoni montani. La WRX deve il suo prestigio anche al dominio della sua versione rally nel campionato mondiale (WRC).
L'ultima anteprima europea di grande successo della Subaru è stata la versione WRX-STI-AWD al Salone dell'Automobile di Ginevra 2014. Due mesi dopo è stato lanciato sul mercato il modello di punta Impreza, alimentato da un motore turbo boxer a benzina da 2,5 litri con 300 CV (221 kW) e una coppia massima di 407 Nm a 4000 giri/min. A causa delle norme più severe sulle emissioni e dei costi conseguenti, quattro anni dopo Subaru ha dovuto interrompere l'esportazione della sua iconica auto a trazione integrale in Europa.

Ma ora la lunga attesa è finita. Grazie alla all.cars Global GmbH, la Subaru WRX torna in Svizzera. La quinta generazione è basata su una nuova piattaforma e dispone dei più recenti sistemi di assistenza alla guida. La WRX, che pesa poco più di 1600 kg, è alimentata da un motore turbo boxer da 2,4 litri (serie FA24) con una potenza di 275 CV (202 kW) e una coppia massima di 350 Nm, disponibile già a partire da 2000 giri/min e costante fino a 5200 giri/min. Come particolarità, la vettura lunga 4,67 metri utilizza l'iniezione diretta e un turbocompressore wastegate a controllo elettronico che regola la pressione di sovralimentazione tramite una valvola, deviando i gas di scarico in eccesso dalla turbina. In questo modo il motore è protetto da una pressione di sovralimentazione eccessiva, il che impedisce il sovraccarico dei componenti e garantisce uno sviluppo controllato della potenza.
I clienti non possono scegliere liberamente il cambio: le versioni Sport-tech (base) e tS (top) sono disponibili solo con il cambio manuale a 6 marce molto diretto, mentre la GT può essere ordinata esclusivamente con il cambio automatico a 8 rapporti. La nuova edizione della WRX è inoltre dotata della leggendaria trazione integrale simmetrica di Subaru e della distribuzione attiva della coppia (Active Torque Vectoring).
Su ordinazione presso l'importatore diretto all.cars Global GmbH con sede a Baar ZG, sono disponibili tre versioni: Sport-tech (modello base con equipaggiamento di serie completo, cambio manuale a 6 marce, CHF 56'900.-), GT (variante con ammortizzatori a controllo elettronico e cambio automatico Performance, CHF 58'900.-) e tS (modello di punta, tuned by STI, con ammortizzatori STI regolabili elettronicamente, sedili Recaro e freni Brembo, cambio manuale a 6 marce, CHF 60'900.-). Sono disponibili sei colori esterni: Ceramic White, Crystal Black Silicia, Galaxy Purple Pearl (solo tS), Magnetite Grey Metallic, Ignition Red e World Rally Blue Pearl.
Il Dilemma dell'Impreza Elettrica: Tradizione e Innovazione
David Dello Stritto, direttore generale di Subaru per l’Europa, ha aperto uno spiraglio parlando di un futuro modello sportivo a zero emissioni: “Gli elettrici stanno rendendo possibili cose che un tempo erano solo sogni. È come un rinascimento per quel tipo di auto blu con livrea gialla”. Il riferimento, neanche troppo velato, è proprio all’Impreza. Una fonte interna a Subaru lo ha ammesso senza giri di parole: “La passione è più difficile da trasmettere con un veicolo elettrico, perché gran parte dell’amore per l’Impreza veniva dal rumore”. E qui sta il nodo. Perché un’Impreza silenziosa rischia di essere una contraddizione in termini.
L’eventuale Impreza EV non nascerebbe in collaborazione con Toyota, come successo per Solterra o per la coppia BRZ-GR86. Sarebbe un progetto indipendente, destinato a pochi numeri e concepito come “halo car”, più per l’immagine che per i volumi. Ma è proprio qui il punto: quale immagine può dare un’Impreza elettrica? Perché se è vero che le normative europee non lasciano alternative ai motori termici, è altrettanto vero che il fascino dell’Impreza non è mai stato fatto di compromessi. Anzi, la sua forza era proprio l’essere diversa, quasi ribelle. La sfida per Subaru sarà quella di mantenere l'essenza di un'icona dei rally in un'era di transizione energetica, bilanciando la tradizione con le esigenze future del mercato e delle normative.
Subaru Italia S.p.A. è una società costituita nel 1985 impegnata nella commercializzazione di vetture, ricambi e accessori del Marchio giapponese, e il suo futuro, così come quello del marchio a livello globale, sarà inevitabilmente legato alla capacità di interpretare queste nuove tendenze mantenendo fede ai valori che l'hanno resa leggendaria.